Qui sul ponte di Lodi e poi su quello ad Arcole nasce la leggenda di Napoleone

LA BATTAGLIA  DI LODI  

Denominazione: BATTAGLIA DEL PONTE DI LODI
Data: 10 MAGGIO 1796
Luogo: LODI (Centro della Lombardia)
Eserciti contro: FRANCESE e AUSTRIACO
Contesto: CAMPAGNA DI NAPOLEONE IN ITALIA
Protagonisti:
NAPOLEONE BONAPARTE (Comandante dell'Armata d'Italia)

ANDRE MASSENA (Generale francese)
J.M. SERURIER (Generale francese
C. DALLEMAGNE (Generale francese)

P.F. AUGEREAU (Generale francese)

J.P. BEAULIEU (Comandante dell'esercito austriaco)

SEBOTTENDORF (Generale austriaco)

La battaglia

Dopo dieci giorni di campagna in Italia e dopo l'armistizio di Cherasco del 28 aprile 1796, il generale Napoleone Bonaparte aveva piegato il Piemonte garantendosi così, almeno per il momento, la sicurezza del fianco e delle retrovie dell'Armata d'Italia. Ora poteva rivolgersi contro il suo principale avversario, l'esercito austriaco nella vallata del Po.

Il 28 aprile gli austriaci avevano abbandonato Alessandria e due giorni dopo J. P. Beaulieu, comandante in capo austriaco, aveva messo la maggior parte delle sue truppe in salvo, al di là del Po, dopo averlo superato a Piacenza.

Privato così della preda, Napoleone ordinò all'armata di concentrarsi nella zona compresa tra Tortona, Alessandria e Valenza; intanto la forza del suo esercito era salita a 39.600 uomini. Il problema che gli si presentava ora consisteva nell'escogitare un sistema per varcare il Po davanti all'armata di Beaulieu e quindi costringerlo a battersi in campo aperto.

Napoleone decise di passare il Po nei pressi di Piacenza. Il suo piano consisteva nel distrarre l'attenzione di Beaulieu durante tutto il periodo di tempo che occorreva ad una truppa scelta per effettuare una marcia su Piacenza e stabilire una testa di ponte sulla riva settentrionale del Po. Per questo scopo aveva affidato ai generali Massena e Sèrcurier il compito di attuare operazioni diversive per far credere agli austriaci che il passaggio del grosso delle forze francesi sarebbe avvenuto a Valenza, a circa 80 chilometri da Piacenza.

La testa di ponte francese, che comprendeva 3600 granatieri e 2500 cavalleggeri, venne affidata al generale Dallemagne. Questi, il 7 maggio, si scontra con truppe austriache senza però voler giungere ad una conclusione. Nel frattempo la divisione francese del generale Augerau attraversava il Po a Veratto, e Sèrurier e Massena si avvicinavano a loro volta.

Nella notte le colonne austriache di Beaulieu si scontrarono a Codogno, con le truppe francesi, le quali riuscirono a respingere il nemico.

Il comandante austriaco, nonostante la superiorità numerica, ordinò una ritirata generale verso Lodi, sul fiume Adda, in modo da mettere tra sé e i francesi sempre l'ostacolo di un fiume.

Napoleone ebbe così modo di completare la concentrazione dell'Armata d'Italia, e durante la giornata del 9 maggio anche le ultime unità delle divisioni di Massena e Sèrurier avevano passato il Po per riunirsi ai propri compagni.

L'avanguardia delle truppe francesi arrivò in vista di Lodi nelle prime ore della mattina del 10 maggio 1796; ormai però l'intera armata austriaca si era praticamente messa in salvo oltre il fiume Adda, lasciando, a coprire la ritirata, circa 10 mila uomini al comando del generale Sebottendorf.

Questi schierò tre battaglioni, con una dozzina di cannoni, in posizioni che dominavano il ponte di Lodi e la strada d'accesso che era sopraelevata; sei cannoni erano stati appostati allo sbocco orientale del ponte stesso e due altre sezioni di tre pezzi l'una erano piazzate su ambedue i lati della strada, in modo da prenderla d'infilata col loro fuoco. La conquista ed il passaggio del ponte si presentava per i francesi un problema di non facile soluzione.

Le avanguardie dell'Armata d'Italia ebbero presto ragione degli ultimi distaccamenti austriaci che ancora tenevano la città di Lodi, e Napoleone cavalcò col suo stato maggiore per presiedere di persona alle operazioni per la battaglia del ponte, che si trovava al di là dell'abitato.

Si occupò personalmente dello schieramento di 24 cannoni lungo la riva occidentale del fiume, e inviò a monte e a valle alcuni reparti di cavalleria a cercare un guado per consentire ai francesi di aggirare il fianco delle posizioni nemiche. Al riparo delle mura della città, Napoleone dispose in colonna i suoi granatieri e, dopo un patriottico discorso, li lanciò attraverso le porte lungo la strada rialzata.

La carica dei francesi, sotto un violento fuoco di fucileria degli austriaci, riuscì a raggiungere il centro del ponte, prima di perdere lo slancio aggressivo e quindi arrestarsi. Ma l'attacco venne immediatamente ripetuto: molti ufficiali di grado elevato si misero alla testa delle truppe per guidarle contro il nemico, e gli uomini si buttarono di nuovo nel vortice della battaglia.

Un folto gruppo di francesi, superato ogni ostacolo, giunse fino ai bassi fondali della riva opposta e da lì aprì il fuoco contro gli artiglieri austriaci, fino a quando, grazie a questo aiuto, la testa della colonna francese travolse le ultime resistenze sul ponte, giungendo sull'altra riva.

Il comandante austriaco Sebottendorf, con un contrattacco, giunse quasi a riconquistare il ponte, ma gli uomini di Massena, seguiti da quelli di Augerau, stroncarono subito l'azione irrompendo in mezzo alle linee austriache. Nello stesso momento, un reparto di cavalleria francese, al comando del generale Ordener, faceva la sua comparsa sul fianco austriaco, dopo essere riuscito a trovare un guado.

A questo punto Sebottendorf si affrettò a ritirarsi con i suoi uomini verso il grosso delle forze di Beaulieu lasciando sul campo di battaglia 153 morti e 1700 prigionieri. I francesi, complessivamente, persero 350 uomini.

Lo spirito ed il coraggio dimostrato dagli ufficiali e dai soldati dell'Armata d'Italia nel corso del duro scontro, avevano fatto assumere al "ponte di Lodi" un posto speciale nella tradizione dell'esercito francese. 

Fu a Lodi che Napoleone Bonaparte conquistò veramente la fiducia e la fedeltà dei suoi uomini per il coraggio personale, la sua decisione e il suo esempio.
----------------------------------------

LODI fu una giornata memorabile, perchè per la prima volta Napoleone partecipò di persona alla battaglia. Al termine non fu solo un trionfo, ma i soldati iniziarono ad adorarlo. Non avevano mai visto, e neppure avevano mai sentito raccontare che un generale marciasse davanti ai propri soldati e che rischiava come loro, anzi più di loro, visto che i fucili austriaci falciavano senza pietà i primi che avanzavano - Nel  Memoriale di Sant'Elena, Napoleone  cita spesso questa indimenticabile località. Ma questa è la più singolare "Soltanto la sera della battaglia di Lodi e Arcole, nella Campagna d'Italia, mi sono sentito un uomo superiore;  che ero stato chiamato a fare grandi cose".

Dopo Lodi cos'era accaduto ad Arcole? Era il 17 NOVEMBRE - La leggenda di Napoleone imbattibile nasce proprio a Lodi e sul ponte di Arcole.  Nel conquistare quest'ultima località, il suo migliore reparto, i suoi fedeli granatieri, avanzarono sul ponte, giunti nel mezzo furono falciati dal fuoco austriaco; quelli ancora illesi si fermarono, esitanti, come paralizzati, e con loro il portabandiera ferito. Ma improvvisamente all'inizio del ponte un cavallo  partì al galoppo, l'uomo che c'era sopra raccolse la bandiera proseguì la corsa e la piantò alla fine del ponte come segno inequivocabile di conquista; tutti gli altri galvanizzati da simile audacia, in un lampo  lo seguirono.  Su quel cavallo c'era Napoleone Bonaparte; aveva fatto tutto da solo!


Ancora oggi sul ponte c'è una  stele di granito posta nel mezzo a ricordare quel gesto.


( a cura di ENNIO DALMAGGIONI )
& Francomputer

Bibliografia: “MILES” - Fabbri Editori - fondamentale.
"Storia Universale Marmocchi" - SEI Ed. 1855 
" Storia Universale Cambridge" - Garzanti Editori
"Grande storia Universale"-  Curcio Editore
Napoleone "Memoriale di Sant'Elena" 1a ed. 1843


PAGINA PRECEDENTE

RITORNO A CRONOLOGIA