TABELLA BATTAGLIE NELLA STORIA

BATTAGLIA DEL METAURO

Data: 207 a.C.
Luogo:
METAURO (Fiume delle Marche)
Eserciti contro:
ROMANO e CARTAGINESE
Contesto:
SECONDA GUERRA PUNICA
Protagonisti:
M. LIVIO SALINATORE (Console romano)
CLAUDIO NERONE (Console romano)
ASDRUBALE (Generale cartaginese)

La battaglia

Nel 207 a.C. giunse a Roma la notizia che un esercito cartaginese, al comando di Asdrubale, aveva lasciato la Spagna e stava passando l'inverno in Gallia. E' vero che Scipione teneva abilmente a bada gli altri due eserciti cartaginesi in Spagna, ma Asdrubale poteva da un momento all'altro arrivare nell'Italia settentrionale con circa 20 mila uomini.

Era troppo rischioso per i romani cercare di fermarlo, come avevano fatto con il fratello Annibale lungo il Rodano o, più tardi, nelle pianure dell'Italia settentrionale. 

Essi dovevano invece concentrarsi nell'Italia centrale e impedirgli a tutti i costi di avanzare verso sud per unirsi ad Annibale, che si trovava in Puglia.

Nel 207 a.C. i consoli romani erano C. Claudio Nerone e M. Livio Salinatore; a loro disposizione avevano 23 legioni. Mentre Nerone teneva a bada Annibale, Livio Salinatore doveva contrastare l'arrivo di Asdrubale. 

Nel mese di maggio Asdrubale attraversa le Alpi, probabilmente per lo stesso valico percorso dal fratello, e raggiunse la pianura padana, dove aveva elevato a 30 mila unità il numero dei suoi effettivi, reclutando Galli.

Dopo aver tentato inutilmente di prendere Piacenza, nell'estate avanzò verso sud. I romani piazzarono due legioni, agli ordini di Terenzio Varrone, ad Arezzo, in Etruria, e altre due, sotto il pretore Porcio, a Rimini. Livio Salinatore si piazzò presso Narni, a sud dei due eserciti, da dove avrebbe potuto accorrere in aiuto dell'uno o dell'altro a seconda dei movimenti di Asdrubale. 

Quando fu chiaro che quest'ultimo si stava dirigendo verso la costa adriatica e la Via Flaminia, Porcio indietreggiò a poco a poco, mentre Livio si affrettò a raggiungerlo, cosicchè Asdrubale trovò quattro legioni unite ad attenderlo nei pressi del fiume Metauro, nelle Marche.

Annibale non fece alcun tentativo di raggiungere il fratello nell'Italia settentrionale, per non rischiare di perdere la sua unica base in Italia, il Bruzio.

Claudio Nerone lasciò quattro legioni a tenere Annibale sotto controllo, quindi raggiunse Livio nella speranza di sconfiggere Asdrubale con le due forze riunite. 
Egli marciò con 6000 fanti e 1000 cavalieri lungo la strada costiera, che era più breve e dove era più facile l'approvvigionamento. Giunto al Metauro entrò nell'accampamento di Livio, dopo aver percorso 390 chilometri in sei giorni.

I romani si erano accampati probabilmente a sud di Fano e del Metauro; da lì potevano proteggere la strada della costa e controllare la Via Flaminia. Asdrubale ripiegò di notte lungo la valle del Metauro, ma fu sorpreso dai romani prima di poter guadare il fiume. Fu costretto allo scontro. A sinistra piazzò i suoi Galli su un ripido pendio e ammassò le altre truppe e gli elefanti a destra, dove sperava di sfondare lo schieramento romano.

Ma Nerone, che occupava l'ala destra, rendendosi conto di non poter attaccare i Galli su quel terreno, guidò un gruppo di soldati lungo le retrovie in soccorso di Livio, sulla sinistra, riuscendo così ad accerchiare il nemico.

Vedendo che la battaglia era perduta, Asdrubale si gettò nella mischia e morì con le armi in pugno. La vittoria fu completa.

Roma aveva vinto una battaglia campale in Italia per la prima volta dall'inizio della guerra. Il primo serio tentativo di inviare rinforzi ad Annibale era fallito.

Affrettatosi a ritornare nel sud, Nerone gettò la testa di Asdrubale nell' accampamento del fratello a Larino.
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da TITO LIVIO

Libro XXVII, capitolo 46, paragrafo 4
La posizione degli accampamenti dei Romani e dei Cartaginesi 
fino alla vigilia della battaglia

<<Il campo dell'altro console (Livio Salinatore) si trovava nella zona di Senigallia e Asdrubale ne distava circa mezzo miglio>>.

 Libro XXVII, capitolo 47, paragrafi 9-11
"La marcia di Asdrubale nella notte precedente alla battaglia"

 <<Così abbandonato dalle guide (del luogo), l'esercito dapprima andò errando per la campagna (...). Asdrubale, in attesa che la luce diurna gli mostrasse il cammino da seguire, ordinò di marciare lungo la ripa del fiume; e poichè seguendo le svolte e i meandri del suo corso sinuoso era andato girando senza molto avanzare, aveva deciso di attraversare non appena l'alba gli avesse lasciato vedere un passaggio opportuno.  Ma siccome quanto più si allontanava dal mare, non trovava un guado essendoci ripe sempre più alte che restringevano il fiume, così perdendo tempo diede al nemico la possibilità di inseguirlo>>.

 Libro XXVII, capitolo 48, paragrafi 12-15
La manovra aggirante del console Claudio Nerone durante la battaglia

<<Claudio (Nerone) - gridando ai soldati: "A qual fine abbiamo percorso a marce forzate un così lungo cammino?" - dopo aver tentato invano l'assalto della collina di fronte e aver visto che da quella parte non era possibile giungere al nemico, prelevò alcune coorti dall'ala destra (dove capiva che ci sarebbe stata una sosta inoperosa piuttosto che una battaglia), le condusse dietro lo schieramento delle legioni romane e piombò sul fianco destro nemico, senza che se l'aspettassero non solo i nemici ma neppure i Romani. E tanta fu la celerità che, subito dopo l'apparizione sul fianco, l'attacco fu portato alle spalle dei nemici. Così da ogni parte - di fronte, di fianco, alle spalle - sono massacrati gli Ispani e i Liguri; e ormai la strage era arrivata fino ai Galli>>.


( a cura di ENNIO DALMAGGIONI )
& Francomputer

Bibliografia: 
“MILES” - Fabbri Editori - fondamentale.
"Storia Universale Marmocchi" - SEI Ed. 1855 
" Storia Universale Cambridge" - Garzanti Editori
"Grande storia Universale"- Curcio Editore
Istoria dell'Antica Grecia e Romana, Conti Ed. 1822.
“Storia d'Italia” - Montanelli - Fabbri Editori.


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