TABELLA BATTAGLIE NELLA STORIA

BATTAGLIA  DEL TRASIMENO 

Data: 21 GIUGNO 207 a.C.
Luogo: LAGO TRASIMENO (Umbria)
Eserciti contro: ROMANO e CARTAGINESE
Contesto: SECONDA GUERRA PUNICA
Protagonisti:
C. FLAMINIO (Console romano)
SERVILIO GEMINO (Console romano)
ANNIBALE (Comandante dell'esercito cartaginese)
MAARBALE (Comandante della cavalleria cartaginese)

La battaglia

Dopo la sconfitta subita nella battaglia della Trebbia, i Romani decisero di abbandonare le pianure dell'Italia settentrionale, un terreno troppo favorevole alla cavalleria di Annibale, e di difendere l'Italia centrale.

Nel 217 a.C. i Romani, per contrastare l'avanzata di Annibale, misero in campo undici legioni, circa 100.000 uomini; cinque vennero lasciate di riserva a Roma, in Sicilia e in Sardegna, due furono trasferite in Spagna e quattro in Italia contro il temibile nemico cartaginese.

Scipione, al quale non si poteva addossare la responsabilità della sconfitta della Trebbia, fu mantenuto al suo posto di comando e inviato in Spagna; i nuovi consoli, Servilio Gemino e C. Flaminio furono impiegati in Italia.

Non essendo in grado di prevedere in che punto Annibale avrebbe varcato gli Appennini, il Senato, con una saggia decisione, inviò Flaminio ad Arezzo a sorvegliare il versante occidentale, mentre Servilio avrebbe protetto Rimini, situata in ottima posizione strategica. Da questi due punti i consoli avrebbero potuto convergere, se necessario, in qualsiasi luogo, e forse anche accerchiare Annibale.

Nel maggio del 217 a.C. il condottiero cartaginese valicò gli Appennini attraverso il passo di Collina, scendendo verso Pistoia. Proprio nel tratto fra Pistoia e Fiesole, Annibale incontrò serie difficoltà nell'attraversare le paludi. Trasportato dall'unico elefante sopravvissuto, sofferente per la perdita della vista da un occhio, superò le paludi col suo esercito in quattro giorni, pur con gravi perdite.

Flaminio, contro il parere di alcuni membri del suo stato maggiore, decise di mettersi all'inseguimento; se avesse aspettato Servilio per unirsi a lui, gli eserciti romani congiunti avrebbero potuto sorprendere Annibale, stringendolo in una morsa tra loro e le truppe di stanza a Roma.

A questo punto Annibale, contando sulla precipitazione di Flaminio, lo attirò deliberatamente esponendo il fianco del proprio esercito in marcia verso Cortona. Flaminio, comunque, non accettò il combattimento e continuò a tenersi sulle tracce di Annibale. Quest'ultimo tese ancora un'altra trappola, deviando improvvisamente dalla strada per Roma verso est in direzione di Perugia, lungo la riva settentrionale del Lago Trasimeno. Qui esisteva solo uno stretto passaggio, dal momento che in quel punto i colli scendono fino al lago. Su questi colli, che dominano una piccola pianura, Annibale dispose la sue truppe per l'agguato.

Flaminio continuava l'inseguimento alla cieca.

All'alba di un nebbioso mattino del 21 giugno del 217 a.C., l'esercito romano entrò in colonna nello stretto passo. A un segnale, dalla sommità delle colline, protette dalla nebbia, le truppe di Annibale piombarono, simultaneamente da tutte le parti, sui Romani.

La battaglia infuriò per due ore. Flaminio trovò la morte da eroe sul campo di battaglia, riscattando così la sua imprudenza.

Il disastro fu completo: quasi due legioni romane vennero annientate e 6000 soldati fatti prigionieri. Annibale, non pago della vittoria, inviò il comandante della sua cavalleria, Maarbale, contro un'avanguardia di 4000 cavalieri romani di Servilio che scendeva al galoppo per la via Flaminia. La squadra romana venne sorpresa e distrutta presso Assisi.

Consapevole che un attacco contro Roma stessa sarebbe stato vano, sebbene la strada fosse ormai aperta, Annibale volse il cammino verso gli Appennini, in direzione del Piceno, dove avrebbe potuto far riposare uomini e cavalli.

Il disastro del Trasimeno provocò a Roma una crisi di tale gravità che il provvedimento tradizionale di nominare un dittatore, in disuso da trent'anni, fu rimesso in vigore.


( a cura di ENNIO DALMAGGIONI )
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Bibliografia: “MILES” - Fabbri Editori - fondamentale.
"Storia Universale Marmocchi" - SEI Ed. 1855 
" Storia Universale Cambridge" - Garzanti Editori
"Grande storia Universale"-  Curcio Editore
Istoria dell'Antica Grecia e Romana, Conti Ed. 1822.
“Storia d'Italia” - Montanelli - Fabbri Editori.
Napoleone "Memoriale di Sant'Elena" 1a ed. 1843
Storia del Mondo Romano - Howard H. Scullard


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