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            CRONOLOGIA di

Michelangelo

                     anno per anno

 

Biografia cronologica - (164 pagine - 304 K -
Autore: PAOLO PICCARDI

già autore di

< < CRONOLOGIA STORICA (1500 anni) DI FIRENZE

< < LA MAIOLICA AI TEMPI DI DELLA ROBBIA

< < RICERCHE STORICHE SU GIOTTO

< < LA CRONOLOGIA DEL GHIRLANDAIO


Antecedenti:

  • 1197 compare nella storia di Firenze il primo Buonarrota. Fu uno dei protagonisti di una guerra civile fra clero e popolo, con barricate intorno a S.Maria Novella, per impedire l'arrivo di un nuovo Rettore, ritenuto indegno. La famiglia del Buonarroti apparteva alla piccola nobiltà fiorentina, anche se in seguito a Michelangelo piacque l'ipotesi, errata, che la sua famiglia discendeva dai conti di Canossa.
  • 1323 Michele Buonarrota, avo di Michelangelo, viene fatto prigioniero nella battaglia di Altopascio contro Castruccio Castracani. Morirà a Lucca in prigione.
  • 1343 muore Fra' Bene di Buonarrota, domenicano di S.Maria Novella. Non fu uomo di lettere ma fu definito homus mechanicus perchè si dilettava di lavori meccanici.
  • 1380 Buonarrota diventa Priore di Firenze
  • 1395 Buonarrota presta al Comune 4500 fiorini per la guerra contro Gian-Galeazzo Visconti
  • 1444 nasce Ludovico di Lionardo di Buonarrota, padre di Michelangelo.
  • 1449 Lionardo, nonno di Michelangelo, è in miseria e deve vendere la casa in piazza Peruzzi.
  • 1449 nasce Lorenzo il Magnifico dei Medici, figlio di Piero il Gottoso
  • 15.4.1452 nasce Leonardo da Vinci Figlio illegittimo di Piero di Antonio Vinci e di Caterina, che poi sposerà Attaccabriga di Piero del Valle di Vinci. Da quel momento Leonardo vivrà nella casa del padre.
  • 1460 nasce a Monte S. Savino Andrea Contucci, detto il Sansovino. Figlio di contadini ed egli stesso pecoraio in gioventù, fu molto umile e chiese a Michelangelo di poter lavorare al suo servizio. Anche il suo allievo Jacopo Tatti (Firenze 1486) fu soprannominato Sansovino.
  • 1460 Antonio Manetti, discepolo di Brunelleschi completa S.Lorenzo
  • 18.8.1464 l'Opera del Duomo commissiona una statua gigantesca ad Agostino di Duccio, il quale inizia a lavorare il blocco di marmo di 9 braccia (o lo fa iniziare da Bartolomeo di Piero, detto Baccellino), traforandolo e sciupandolo. Solo il 16.8.1501 verrà commissionata l'opera a Michelangelo.
  • 1464 Piero, anche lui gottoso, succede al padre Cosimo, che gli aveva affiancato due consiglieri: Diotisalvi Neroni (che gli fa chiedere il rimborso delle somme prestate da Cosimo) e l'ambizioso Luca Pitti (che si fa costruire sul colle di Boboli un palazzo più grandioso di quello mediceo di via Larga.
  • 1466 Muore Donatello. I bassorilievi del pergamo di S. Lorenzo vengono malamente completati dall' aiuto Bertoldo.
  • 1468 nasce Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III
  • 1469 nasce Francesco Granacci
  • 1469 muore Piero il Gottoso padre di Lorenzo dei Medici
  • 1470 Leon Battista Alberti termina la facciata di S.Maria Novella Inserisce le vele, simbolo dei Rucellai e il portale. Bernardo di Giovanni Rucellai si fece seppellire davanti al portone centrale, come dimostra la fascia in porfido inserita nello scalino. Fu la prima volta che si incisero lettere in un materiale tanto duro.
  • 1471 Nasce Michelangelo Merrisi da Caravaggio
  • 1472 Leonardo da Vinci è iscritto ufficialmente nel libro rosso dei creditori e debitori della Compagnia dei pittori, quindi è già alla bottega del Verrocchio
  • 1472 Domenico e Davide Ghirlandaio affrescano la cappella Vespucci (2. a dx) in Ognissanti con i committenti protetti dalla Madonna della Misericordia
  • 1472 muore Leon Battista Alberti
  • 1472 nasce Pietro Torrigiani
  • 1.1.1475 Ludovico Buonarroti, dopo 3 mesi come podestà di Chiusi, si trasferisce a Caprese per altri 3 mesi.


  • 6.3.1475 Nascita di MICHELANGELO

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    da Ludovico di Leonardo di Buonarrota Simoni (1444-1534) e da Francesca di Neri del Miniato del Sera (?-1481). Il padre Ludovico era comandato per un anno Podestà nel Castello di Chiusi e di Caprese, allora nell' aretino, vicino al sasso della Verna. L'oroscopo di Michelangelo prevedeva gli aspetti benefici di Mercurio e Venere nella casa di Giove.

  • 30.3.1475 Ludovico Buonarroti termina l'anno di podestà a Caprese e torna nella sua casa a Settignano, dando Michelangelo a balia dalla moglie di uno scalpellino.
  • 1475 nasce a Firenze Giovan Francesco Rustici pittore
  • 1475 in piazza S.Croce si svolge la giostra vinta da Giuliano de' Medici, che la dedico' a Simonetta Vespucci. Fu raccontata dal Poliziano nelle "stanze", rimaste incompiute.
  • 1475 viene realizzato il chiostro di S.Lorenzo, seguendo il progetto di Brunelleschi
  • 1475 Benedetto da Maiano realizza il pulpito di S.Croce, il più bello del rinascimento, su incarico del ricchissimo mercante Piero Mellini. L'idea era stata di Brunelleschi, che mori' prima di realizzarlo.
  • 1475 nasce Giovanni figlio di Lorenzo dei Medici (futuro Papa Leone X)
  • 28.4.1478 Jacopo de' Pazzi viene catturato in Casentino e la sera stessa impiccato sotto la ringhiera di Palazzo Vecchio. E' il primo ricordo di Michelangelo, che era in collo ad assistere.
  • 1478 Antonio Rossellino realizza il rilievo della Madonna con Bambino sul 1. pilastro a destra di S.Croce.
  • 1478 Giorgione nasce a Castelfranco Veneto.
  • 26.4.1478 Raffaello Sansoni, nipote di papa Sisto IV, fatto cardinale a soli 16 anni, si ferma a Firenze prima di andare a studiare all'Università di Pisa. L'attentato ai fratelli viene stabilito ai piedi dell'altare in Santa Maria del Fiore, durante la Messa, il segnale sarebbe stato l'Elevazione. Franceschino dei Pazzi e Bernardo Bandini si sarebbero occupati di Giuliano, due preti di Lorenzo. Giuliano morì, Lorenzo riuscì a salvarsi, grazie al sacrificio di Francesco Nori, che gli fece da scudo col suo corpo. Nemmeno un'ora dopo Franceschino de' Pazzi e il prete Francesco Salviati penzolavano impiccati dalle finestre del Palagio del Capitano. A Francesco Nori è dedicato il monumento funebre al primo pilastro della navata di S.Croce. In suo onore Bernardo Rossellino scolpi' la Madonna del latte, racchiusa in una mandorla contornata di cherubini. Sotto al rilievo vi e' un'acquasantiera in marmo con candelabro in bronzo, posante su una base recante l'iscrizione di dedica al Nori.
  • 1478 nasce Giulio, futuro Papa Clemente VII Figlio naturale di Giuliano, fratello del Magnifico, avuto con una ragazzo di Borgo Pinti, forse figlia di un corrazzaio, dirimpettaia di Giuliano da San Gallo, che fara' battezzare col nome di Giulio e che rivelerà la sua esistenza al magnifico solo dopo la morte di Giuliano, che prenderà il fanciullo in casa come un figlio. La sua insegna era un sole, un cui raggio attraversava una sfera di cristallo e diventava fuoco dall'altra parte, con la scritta: "Candor illesus". Era il più abile e di carattere dei fanciulli di casa Medici e fu sempre lui il factotum. Sostituì anche il Magnifico alla testa delle truppe pontifice contro il duca di Urbino. Fece finta di aver ridato la libertà a Firenze, dando retta a tutti, ma amministrando saggiamente lui. Si rese conto che il potere andava preso e tenuto con la forza ed annegò nella palude dell'accademia neoplatonica degli orti Oricellari gli intellettuali contestatori, quali Luigi Alamanni, Jacopo da Diacceto, Iacopo Nardi, Niccolo' Machiavelli, che tentarono una congiura, da lui sventata alla vigilia dell'elezione a papa. Luigi Alamanni e Iacopo da Diacceto furono decapitati. Machiavelli dovette scappare. Leone X lo fara' cardinale per averlo vicino. Divenne papa col nome di Clemente VII e si dimostro' onestissimo, giusto e parsimonioso.
  • 3 1479 viene ultimato il tetto di S.Spirito
  • 1480 il Cronaca rientra a Firenze da Roma e, con i suoi entusiastici racconti, si guadagna il soprannome.
  • 1480 Lorenzo riforma l'ordinamento repubblicano, la Repubblica è governata da Trenta cittadini, in pratica è sempre il Magnifico Lorenzo che comanda.
  • 1480 Domenico del Ghirlandaio affresca il Cenacolo e S.Girolamo per Ognissanti
  • 1480 Botticelli affresca S.Agostino nel suo studio in Ognissanti
  • 1480 viene costruita la cupola di S.Spirito su progetto di Salvi d'Andrea
  • 1480 Lorenzo il Magnifico compra il Giardino di San Marco, dove raccoglie i marmi antichi, che riceve da ogni parte del mondo. Affida la scuola di scultura a Bertoldo, allievo di Donatello.
  • 1481 muore Francesca di Miniato del Sera, madre di Michelangelo
  • 1481 il Cronaca prosegue i lavori di Palazzo Strozzi Realizza il cornicione sullo zoccolo che stacca dal bugnato della parete e il cortile del secondo piano formante una galleria a tutto sesto, in asse con quelli sottostanti, ma ciechi.
  • 1481 muore Agostino di Duccio pittore fiorentino
  • 1481 Piero di Cosimo va a decorare la cappella Sistina al seguito di Cosimo Rosselli
  • 1481 Mino da Fiesole termina il monumento funebre del Conte Ugo di Toscana nella Badia fiorentina
  • 1482 Michelangelo viene mandato a scuola di grammatica presso Francesco da Urbino, detto il Greco perchè esperto in tale lingua. Michelangelo non fu diligente e ricevette molte battute dal padre e dal maestro perchè preferiva fare forca ed andare a studiare disegno. Fece amicizia con Francesco Granacci (1469 - 1543), allievo del Ghirlandaio, che gli portava, di nascosto, i disegni del maestro da copiare.
  • 1482 Luca Signorelli inizia a dipingere nella Cappella Sistina.
  • 1482 sono di questo anno i primi documenti che indicano il nome del pittore Pietro Vannucci,come "Perugino"
  • 20.2.1482 muore Luca della Robbia e viene sepolto in S.Pier Maggiore
  • 25.4.1483 Leonardo sottoscrive con Giangaleazzo Visconti il contratto per la Vergine delle Rocce
  • 1486 nasce a Firenze Andrea del Sarto
  • 22.11.1485 Lorenzo il Magnifico, dissestato per il fallimento di alcuni banchi da lui tenuti e debitore di una grossa somma ai cugini Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco, con atto notarile e per il tramite di arbitri, cede la sua parte di Cafaggiolo ai cugini. Per pareggiare le partite, i fratelli Lorenzo e Giovanni cedettero a Lorenzo il Magnifico quattro poderi che possedevano al Poggio a Caiano, dov'èŠ la villa da lui fatta edificare.
  • 1485 Agnolo Poliziano prende i voti e si laurea in scienze economiche
  • 1486 Nasce a Firenze Jacopo Tatti, soprannominato il Sansovino come il suo maestro, Andrea Contucci. Lavoro' anche per Michelangelo.
  • 1486 nasce a Venezia Sebastiano Luciani, che sarà detto del Piombo perchè quando gli verrà affidato l'ufficio incaricato di apporre il sigillo alle bolle papali.
  • 1486 Domenico Ghirlandaio inizia ad affrescare l'abside di S.Maria Novella per conto di Giovanni Tornabuoni
  • 1487 nasce Baccio Bandinelli. Fino da giovanissimo sogno' di superare Michelangelo, ma gli mancava tutto, fuorchè la tenacia e l'odio. Fu costretto ad imitarlo nei soggetti e nel gigantismo, credendo che la grandezza del Buonarroti consistesse nelle grandi misure delle statue, facendo sculture enormi, ma senza forza ne' anima, ne' perfezione anatomica. Fece molte statue di Ercole, un Bacco, un David, un Adamo ed Eva, un Cristo morto ed una Pietà con un autoritratto nel Nicodemo. Si distinse da Michelangelo anche perchè fu sempre mediceo. Corse il rischio di essere ucciso dai fuoriusciti fiorentini a Roma, credendolo una spia dei Medici.
  • 1.4.1488 Vista la passione di Michelangelo per il disegno, il padre si decide a firmare un contratto con Domenico Ghirlandaio per l' apprendistato del figlio, il quale doveva essere già abbastanza bravo, perchè il Ghirlandaio, contrariamente alle consuetudini, accetta di corrispondere un salario.
    Il contratto, riportato sui libri di Domenico, così recita: "1488. Ricordo questo dì primo d'aprile, come io Ludovico di Lionardo di Buonarota acconcio Michelagnolo mio figliuolo con Domenico e Davit di Tummaso di Currado per anni tre prossimi a venire con questi patti e modi: che 'l detto Michelagnolo debba stare con i sopra detti detto tempo a imparare a dipignere et a fare detto essercizio, e ciò i sopra detti gli comanderanno, e detti Domenico e Davit gli debbon dare in questi tre anni fiorini ventiquattro di sugello, el primo anno fiorini sei, el secondo anno fiorini otto, il terzo fiorini dieci: in tutto la somma di lire novantasei".
    Avvenne che un altro allievo del Ghirlandaio mostrò a Michelangelo un disegno alcune donne vestite, riprese da un disegno del maestro. Michelangelo prese una penna più grossa e ripassò una di quelle per mostrare come avrebbe dovuta essere, ed è significativo osservare sia come il giovanetto perfezionò il disegno, sia la forza d'animo nel correggere un disegno del maestro. Vasari ricevette questa carta dal Granacci e la mostrò nel 1550, a Roma a Michelangelo, che si commosse nel rivederla e, modestamente, disse che sapeva più di disegno da giovane, che da vecchio.
    Michelangelo fu molto apprezzato anche nella copia colorata di una incisione su rame di Mattia Schongauer (1455 - 1591). Comprava pesci bizzarri, per poter riprodurre le scaglie iridescenti su diavoli ed altre figure fantastiche. Gli piaceva anche copiare disegni di maestri antichi, invecchiandoli con il fumo ed altre cose, per farli apparire autentici.
  • 1488 Tiziano Vecellio nasce a Pieve di Cadore
  • 1488 muore Clarice, moglie di Lorenzo il Magnifico, di tisi
  • 1489 la pieve di Gropina viene assegnata in beneficio al Poliziano
  • 1489 nasce Antonio Allegri detto il Correggio da Pellegrino de Allegris e Bernardina Ormani
  • 1489 a 16 anni Piero de' Medici sposa Alfonsina degli Orsini conti di Tagliacozzo e d'Alba, nella Reggia di Napoli
  • 1490 Domenico Ghirlandaio, aiutato dal fratello David, da Sebastiano Mainardi, da Francesco Granacci e da Michelangelo giovanissimo, termina la decorazione della Cappella centrale di S.Maria Novella. L'opera e' divisa in 6 quadri per parte, oltre alle lunette. La spesa (1000 fiorini) fu sostenuta da Giovanni Tornabuoni, che e' dipinto al naturale accanto al finestrone a destra, mentre a sinistra vi e' la moglie, Francesca di Luca Pitti. Domenico Ghirlandaio potrebbe avere ritratto Michelangelo in un pilastro, nel San Giovanni con una canna in mano che lascia la città per ritirarsi nel deserto. La faccia è tonda, gli orecchi appuntiti, l'espressione seria, non normale nei dipinti di fanciulli del Ghirlandaio. Un giorno Domenico Ghirlandaio si dovette assentare e Michelangelo, quindicenne, ne approfittò per dipingere un ponte, con alcuni banchi, masserizie e persone al lavoro. Al ritorno il maestro esclamò: "Questo giovane ne sa più di me".
  • 1490 Lorenzo il Magnifico si duole del fatto che i giovani hanno passione per la pittura e non se ne trovano disposti a scolpire. Chiede quindi al Ghirlandaio due giovani, da poter ospitare in San Marco e vengono selezionati Michelangelo e Francesco Granacci.
    Quando arrivarono nel giardino di San Marco, vi trovarono il Torrigiani che stava facendo alcune figure di terra, sotto la guida del Bertoldo. Michelangelo, per emulazione, si mise subito a modellare altre figure, conquistandosi l'attenzione di Lorenzo.
    Il suo primo lavoro in marmo fu il volto di un vecchio fauno, copiando un modello antico, rovinato dal tempo, modificandone la bocca, che fece aperta, in modo da mostrare la lingua e i denti. Quando Lorenzo la vide, per burlarlo, lo rimproverò facendogli osservare che i vecchi non possono avere tutti i denti. Michelangelo, mentre Lorenzo proseguiva la sua visita al giardino, sveltamente ruppe un dente e trapanò la gengiva, aspettando che Lorenzo gli ripassasse davanti.
    Il Magnifico, colpito dalla sveltezza e dalla semplicità d'animo del giovane, chiese al padre Ludovico di poterlo affiliare, tenendolo nel palazzo di via Larga, con gli altri figli.
    Fino alla morte di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo fu quindi ospitato in via Larga, sedette al tavolo di Lorenzo, ricevette 5 ducati al mese ed un mantello paonazzo. Al padre, il quale, in pratica vendette il figlio, fu assegnato un impiego in Dogana.
    Su indicazione del Poliziano, fece in marmo la battaglia di Ercole con i centauri (fino da tempo del nipote Leonardo è esposta alla Casa del Buonarroti a Firenze). Imitò anche Donatello, facendo una Madonna in bassorilievo, regalata poi dal nipote Lionardo a Cosimo I.


  • Oltre alla frequentazione del giardino di San Marco, Michelangelo copiò gli affreschi di Masaccio alla Cappella Brancacci (i disegni sono esposti adesso Graphische Sammlungen di Monaco e all' Albertina di Vienna).

  • Fu in quel periodo che il Torrigiani, mosso da invidia o, più probabilmente, esasperato dalle critiche di Michelangelo, con un pugno gli fratturò il naso "come un cialdone", facendolo cadere come morto e sfigurandolo permanentemente.

  • 1490 Giuliano da Sangallo realizza Palazzo Gondi in piazza S.Firenze
  • 1490 Leonardo realizza un modello in cera di grandi proporzioni del cavallo per il monumento a Francesco Sforza
  • 1491 nasce Bindo Altoviti Sempre fautore della libertà e protettore degli artisti.
    Nel 1517 si farà fare un ritratto da Raffaello, uno dei suoi più belli. Gli fece dipingere anche la Madonna dell'Impannata (una copia anche nella Cappella Corsini in S.Spirito).
    Si fece ritrarre anche da Francesco Salviati e da Santi di Tito. Benvenuto Cellini gli fece il busto, adesso negli USA, ed una medaglia con il suo volto e nel verso una donna appoggiata ad una colonna. Michelangelo gli regalo' alcuni cartoni della Sistina.
    Fu nel Consiglio dei Dugento ai tempi dell'ultima Repubblica Fiorentina. Scappato a Roma, accumulo' enormi ricchezze come banchiere ed aiuto' i fuoriusciti fiorentini compreso il tirannicida Lorenzino, nel 1537.
    Nel 1555, quando Cosimo I mosse contro Siena, assoldo' un piccolo esercito a sue spese per prendere di sorpresa i fiorentini in Val di Chiana, ma fu sconfitto a Marciana. Rientro' a Roma e mori' nel 1556, dopo che Cosimo I gli aveva confiscato tutti i beni.
    Si fece fare un bellissimo palazzo presso il ponte S.Angelo, che fece decorare dal Vasari.
  • 1491 Girolamo Savonarola viene eletto Priore di San Marco. Michelangelo comincia ad assistere alle sue prediche.
  • 1491 Michelangelo e il Torrigiani copiano gli affreschi di Masaccio dalla cappella Brancacci. Si trovano adesso al Graphische Sammlung di Monaco e all'Albertina di Vienna
  • 1491 muore Albert Durer
  • 7.1492 Michelangelo compra un blocco di marmo per scolpire un Ercole.
  • 1492 muore Piero della Francesca
  • 3 1492 viene resa pubblica l'elezione avvenuta 3 anni prima del diciassettenne Giovanni de' Medici a cardinale. Viene vestito di rosso nella Badia Fiesolana e parte subito per Roma, dove vive in un palazzo di famiglia, passato in seguito alla vedova del Duca Alessandro e perciò chiamato Palazzo Madama. Ora ospita il Senato
  • 8.4.1492 Lorenzo il Magnifico muore: la pace a Firenze e nel mondo finisce. Lascia 3 figli maschi: Piero (1472), Giovanni (1475) futuro papa col nome di Leone X, Giuliano (1479). E 3 figlie: Lucrezia (sposa un Salviati), Maddalena (sposa in Cibo), Contessina (sposa un Ridolfi, muore a37 anni). Piero eredita dal padre una città sobillata dal profeta di sciagure fra' Girolamo Savonarola, avvelenata dall'invidia dei cugini Lorenzo e Giovanni di Lorenzo il Vecchio, fratello di Cosimo Pater Patriae.
  • Michelangelo, uscito da via Larga, viene ospitato in S.Spirito da, priore, che gli consente di scorticare i cadaveri per studiarne l'anatomia. Per riconoscenza, scolpisce il crocifisso in legno, adesso alla Casa Buonarroti.
  • 1 1493 per incarico di Piero, Michelangelo scolpisce una statua di neve nel cortile di via Larga.
  • 1494 Michelangelo, al quale Piero non aveva commissionato opere, ma solo chiesto alcune consulenze per la valutazione di cose antiche, vende la statua di Ercole ad Alfonso di Filippo Strozzi.
  • 1494 nasce Jacopo Carrucci, detto Pontormo. Sara' allievo di Leonardo da Vinci, poi dell'Albertinelli o di Andrea del Sarto. Sara' lodato da Raffaello e da Michelangelo. Copio' una parte dei cartoni della battaglia di Cascina.
  • 5 1494 Contessina di Lorenzo il Magnifico, a 16 anni, sposa Piero Ridolfi
  • 9.1494 Carlo VIII re di Francia entra dalla Alpi, la sua meta è Gerusalemme, ma prima Napoli. La sua fu chiamata guerra del gesso, perchè i suoi uomini lo precedevano a segnavano col gesso i migliori alloggi e osterie dove poteva fermarsi. Gli piaceva mangiare, bere, dormire e non combattere.
  • 21.9.1494 Savonarola tiene in Duomo una terribile e sconvolgente predica per l'approssimarsi di Carlo VIII. Vi assistono Michelangelo e Pico della Mirandola.
  • 29.9.1494 muore Agnolo Poliziano di un accesso di furore per un amore non corrisposto.
  • 10 1494 Michelangelo 19enne fugge a Venezia probabilmente con il Granacci e con il Cardiere, suonatore di liuto del Magnifico. Da Venezia, dove non aveva avuto buona accoglienza, Michelangelo si rifugia a Bologna, dove, per non avere acquistato il permesso di entrare, viene fermato dalle guardie e multato di 50 bolognini, che non possiede.
    Viene salvato da Giovan Francesco Aldovrandi, che si trovava a passare per caso e lo ospita in casa sua per un anno.
    L'Aldovrandi gli chiese se se la sentiva di scolpire le statue di una angelo e di San Petronio, che mancavano per il completamento di un'arca scolpita a suo tempo da Giovanni Pisano e da Niccolò dell'Arca. Michelangelo scolpì le statue e ne ottenne trenta ducati.
    L' Aldovrandi ospitava volentieri il Buonarroti, sia per i bei disegni che gli faceva, sia per l'accento toscano con il quale gli leggeva Dante, Petrarca, Boccaccio ed altri poeti toscani.
  • 11.1494 Piero va a Pisa, incontra a Carlo VIII e gli concede tutto: Pisa e Livorno, approvvigionamenti e denaro, i castelli di Sarzanello, Motrone, Ripafratta. I Seguaci di Savonarola screditano la sua politica.
  • 7.11.1494 Carlo VIII entra in Firenze e si insedia in Palazzo Medici, da cui erano stati portati via in fretta i libri più preziosi e nascosti nel Convento di San Marco.
    In palazzo Medici era rimasta Alfonsina, moglie di Piero, con il figlioletto Lorenzo di due anni. Fugge a Bologna, dove non viene accolto dal Bentivoglio, Venezia e Urbino, dove Elisabetta Gonzaga, vedova di Guidobaldo di Montefeltro, l'accoglie come un figlio e lo alleva fino a 4 anni.
    Pier Capponi minaccia Carlo VIII di far suonare la campane fiorentine, in risposta alle trombe francesi.Dopo 10 giorni Carlo VIII lascia Firenze, si ferma per poco a Roma e prosegue a Napoli, dove viene accolto festosamente dalla popolazione. Decide però di non proseguire per Gerusalemme, ma di tornare in Francia.
  • 28.11.1494 alla partenza dei francesi il Savonarola prende il comando di Firenze. Piero viene cacciato e il suo palazzo saccheggiato, per avere ceduto a Carlo VIII Sarzana, Pietrasanta, Pisa e Livorno senza l'autorizzazione, Giovanni e Lorenzo di Pierfrancesco rientrano a Firenze, riacquistano tutti i diritti perduti e si fanno chiamare Popolani
  • 1494 Ludovico il Moro succede a Giangaleazzo Visconti
  • 1495 il Cronaca viene nominato capomastro e sovrintendente ai lavori in Duomo e in Palazzo Vecchio, dove inizia il salone dei '500.
  • 8.3.1495 nasce il Rosso Fiorentino.
  • 1495 Leonardo dipinge il Cenacolo in S.Maria delle Grazie
  • 1495 Giuliano da Sangallo interrompe la costruzione della Sagrestia di S.Spirito per andare a Roma. Proseguono il progetto originale Antonio del Pollaiolo e Salvi d'Andrea
  • 10 1495 Michelangelo, dopo un anno, si rese conto che presso l' Aldovrandi stava perdendo tempo e decise di tornare a Firenze, dove fece un San Giovannino per Lorenzo di Pierfrancesco (Cafaggiolo) ed affrescò la Pietà nella chiesa di S.Maria a Marcialla.
    Fece anche un cupido dormiente, del quale si racconta una storia, non ben conosciuta nei suoi esatti termini:
    Il cupido dormiente fu mostrato da Baldassarri del Milanese a Pierfrancesco che, giudicatolo, gli disse: "se tu lo mettessi sotto terra sono certo che passerebbe per antico, mandandolo a Roma acconcio in maniera che paresse vecchio, e ne caveresti molto più che a venderlo qui".
    Si dice che Michelangelo lo invecchiò e non c'è da meravigliarsi, perchè aveva in passato dimostrato di saperlo fare. Si dice anche che il Milanese lo portasse a Roma e lo sotterrasse in una sua vigna per venderlo al cardinale San Giorgio per 200 ducati. Altri dicono che lo vendette un incaricato del Milanese, che scrisse a Pierfrancesco di dare a Michelangelo solo 30 scudi, che più non ne aveva avuti, ingannando sia Pierfrancesco che Michelangelo.
    Si dice anche che il cardinale seppe la verità, restituì il putto che, giunto finalmente nelle mani del Duca Valentino, fosse da lui donato alla marchesa di Mantova, dove ancora oggi si trova.
    Comunque, il fatto giovò alla reputazione di Michelangelo, che fu chiamato a Roma, dove stette circa un anno presso il cardinale San Giorgio, il quale, non apprezzando l'arte, non diede quasi nessun incarico a Michelangelo.
  • 1496 Michelangelo a Roma presso il cardinale di San Giorgio, il cui barbiere si dilettava di pittura, ma non possedeva abilità nel disegno. Gli disegnò un cartone di S. Francesco che riceve le stimmate. Il barbiere lo dipinse su di una tavoletta, che si trova ancora nella prima cappella a sinistra della chiesa di S.Piero a Montorio.
    Iacopo Galli, gentiluomo romano, gli fece fare un cupido in marmo e un Bacco di palmi 10 con una tazza nella mano destra e nella sinistra una pelle di tigre ed un grappolo di uva che un satirino cerca di mangiare. L'abilita' di Michelangelo si vede nel modellato delle membra, unendo la sveltezza della gioventù del maschio con la carnosità e tondezza della femmina. La scultura di trova adesso al Bargello.
    Stando a Roma Michelangelo si esercitò e migliorò molto nello studio dell'arte, superando in bellezza e perfezione quanto di antico vi era in Roma.
  • 1496 Antonio del Pollaiolo e Salvi d'Andrea terminano la Sagrestia di S.Spirito su progetto di Giuliano da Sangallo.
  • 10.8.1497 Michelangelo risponde alle insistenti richieste del padre, inviandogli soldi e dicendogli che continuerà ad aiutarlo, anche se dovesse farsi schiavo.
  • 3.4.1498 Un breve di Alessandro VI vieta le predicazioni di Savonarola
  • 7.4.1498 muore Carlo VIII
  • 23.5.1498 viene giustiziato Savonarola
  • .
    (Particolare della Pietà - Basilica di S.Pietro, Vaticano, Roma)

  • 26.8.1498 viene stipulato il contratto fra Michelangelo e il cardinale di San Dionigi, pseudo-ambasciatore francese, con la garanzia di Jacopo Galli, per la realizzazione di una Pietà in marmo, da collocare in San Pietro, per 450 ducati
  •  

    Bellezza et onestate,
    e doglia e pieta in vivo marmo morte,
    deh, come voi pur fate,
    non piangete sì forte,
    che anzi tempo risveglisi da morte,
    e pur, mal grado suo,
    nostro Signore e tuo
    sposo, figliolo e padre,
    unica sposa sua figliuola e madre.

  • 1499 Luca Signorelli dipinge il Giudizio Universale nel Duomo di Orvieto
  • 1500 vengono inviate in vari Paesi, che ne avevano fatto richiesta, anche al re d' Inghilterra, la pianta, le istruzioni e le costituzioni dello Spedale degli Innocenti.
  • 1500 nasce Benvenuto Cellini
  • 1500 a Roma Michelangelo assiste alle lezioni di Copernico, alle quali partecipa anche Alessandro Farnese, futuro Paolo III. Il fratello Buonarroto, che è andato a trovarlo, dice che vive in miseria.
  • 1500 Lorenzo il Popolano, del ramo di Lorenzo il Vecchio, commissiona a Sandro Botticelli la Nascita di Venere e Il trionfo della Primavera per la villa di Castello.
  • 3 1501 Pier Soderini viene fatto Gonfaloniere di Firenze.
  • 1501 Michelangelo riceve da due fiamminghi l'ordine per una madonna col bambino, in marmo, per la chiesa di Notre Dame a Bruges. Verrà inviato a Bruges nel 1504. Napoleone la fece trasportare in Francia, ma poi fu restituita. La Madonna tiene il Bambino sulle ginocchia, ma guarda, meditabonda, da un'altra parte.
  • 5 1501 Michelangelo rientra a Firenze. Viene coinvolto in un fatto di sangue con uno dei Lippi e si rifugia in S.Spirito, dove ricomincia a sezionare morti, compreso, per sbaglio, quello di Neri Corsini. La famiglia si inalbera e solo Pier Soderini riesce a fargli avere il perdono.
  • Sempre nel Maggio Michelangelo riceve dal cardinale di Siena (poi Pio III), figlio della sorella di Pio II, l'incarico di fare 15 statue per il cardinale di Siena, destinate all'altare Piccolomini del Duomo di Siena, costruito dal Bregno. Ne fece solo 4 (S.Paolo, S.Pietro, S.Gregorio e S.Pio).
  • 16.8.1501 Pier Soderini affida a Michelangelo il marmo sciupato, giacente all'Opera del Duomo. I fiorentini avevano pensato in un primo tempo di affidarlo a Leonardo da Vinci e adesso si cercava di farlo scolpire da Andrea Contucci di Monte San Savino.
    Era un grande blocco di marmo di nove braccia che, malauguratamente, nel 1464, era stato iniziato da Agostino di Duccio, il quale pensava di ricavarne un gigante. Agostino aveva cominciato col fare il foro fra le gambe, ma aveva lavorato talmente male che il marmo ne risultava storpiato e gli Operai di Santa Maria del Fiore, ritenendolo irrecuperabile, lo avevano abbandonato già da 36 anni.
    Il 26enne Buonarroti valutò il blocco rovinato e, ritenendo di poterne ricavare qualcosa di utile, si decise a chiederlo agli operai e al Soderini, i quali glielo dettero come cosa inutile, il 16 Agosto 1501, con incarico di iniziare i lavori il 1 Settembre e di terminarli entro due anni.
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  • . David

  • Michelangelo fece un modello di cera di un simbolo della Signoria: un David giovane, con la frombola in mano per significare che, come egli aveva difeso il suo popolo e lo aveva governato con giustizia, così chi governava quella città dovesse animosamente difenderla e giustamente governarla.
    Costruì una palizzata che impedisse la vista e portò a termine il lavoro, lasciando che si vedessero nelle estremità del marmo alcune delle prime scalpellate di Agostino di Duccio. E certo fu miracolo quello di Michelangelo far risuscitare uno che era morto.

    .

    .   Atlante

    In realtà furono eseguite solo una Vittoria, eseguita nel 1532 e successivamente donata dal nipote Leonardo Buonarroti a Cosimo I ed adesso collocata nel salone dei '500 di Palazzo Vecchio, due prigioni, eseguiti fra il 1512 ed il 1513, che nel 1544 Michelangelo regalò a Roberto Strozzi, che, a sua volta, nel 1550, li regalò a Francesco I di Francia, dove si trovano, adesso, al Louvre, ed altri 4 prigioni, non finiti, adesso all'Accademia e denominati Lo Schiavo Barbuto, Lo Schiavo Giovane, L' Atlante e Lo Schiavo che si desta.

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    Quanto si gode, lieta e ben contenta
    di fior, sopra crin d'or d'una, grillanda,
    che l'altro innanzi l'uno all'altro manda,
    chome ch'il primo sia a baciar la testa!
    Contenta è tutto il giorno quella vesta
    che serra el pecto et poi par che si spanda,
    e quel c'oro filato si domanda
    le guance e'l collo di tocchar non resta.
    Ma più lieto quel nastro par che goda,
    dorato in punta, con sì facte tempre,
    che preme e toccha il pecto ch'egli allaccia.
    E la schietta cintura, che s' annoda,
    mi par dir seco: qui vo' stringer sempre.
    Or che farebbon dunche le mie braccia?

    .   Creazione

    I' ho già fatto un gozzo in questo stento,
    come fa l'acqua a' gatti in Lombardia
    ...
    c'a forza 'l ventre appicca sotto 'l mento.
    La barba al cielo e la memoria sento
    in sullo scrigno e 'l petto fo d'arpia,
    e 'l pennel sopra 'l viso tuttavia
    mel fa, gocciando, un ricco pavimento.
    E' lombi entrati mi son nella peccia,
    e fo del cul per contrappeso groppa,
    e' passi senza gli occhi muovo invano.
    Dinanzi mi si allunga la corteccia
    e per piegarsi addietro si raggroppa
    e tendomi com'arco soriano.
    ...
    La mia pittura morta
    difendi ormai, Giovanni, e 'l mio onore,
    non sendo in loco bon nŠ io pittore.

    Spesso il Papa diceva: "Che la cappella si arricchisca di colori e d'oro, che l'è povera" e Michelangelo rispondeva: "Padre Santo, in quel tempo gli uomini non portavano addosso oro, e quegli che son dipinti non furon mai troppo ricchi, ma santi uomini, perch'egli sprezaron le ricchezze".
    Michelangelo ricevette, in più riprese, 3.000 scudi. Solo di colori ne aveva spesi 25. Soffrì molto l'aver dovuto dipingere in posizione scomoda e per molti mesi riuscì a leggere solo tenendo il foglio al di sopra del capo. Vasari fa notare che per dipingere la volta del Salone dei '500 si costruì una speciale sedia, che gli permetteva di lavorare stando quasi sdraiato, senza dover piegare eccessivamente la testa.
    L'opera prevede sei peducci per banda laterale, più uno per ciascuna delle bande più strette, nei quali Michelangelo dipinse Profeti e Sibille. Nel mezzo la Creazione del Mondo, fino al Diluvio ed alla Inebriazione di Mosè. Non vi appaiono prospettive nè paesaggi fermi, ma figure in movimento, condotte con la massima perfezione di disegno nei corpi nudi e nei panneggi. Vi si ammirano modi nuovi d'aria e terribilità di espressioni delle numerose figure di ogni età, tante da costituire una completa rassegna dell'abilità pittorica di Michelangelo.

  • Nell'affresco si vedono varie fronde di rovere, in omaggio al Papa e, in nove dei dieci medaglioni, dipinse, ad imitazione di sculture in bronzo, scene tratte dal Libro dei Re.

  • Nella prima scena è rappresentato Dio che divide la luce dalle tenebre. Si sostiene da sè solo e mostra amore insieme ad artifizio.

  • Nella seconda Dio crea il sole e la luna. E' di terribile aspetto con mirabile prospettiva delle membra, sostenuto da molti putti. Nella stessa scena vi è la benedizione della terra e la creazione degli animali.

  • Segue la creazione di Adamo, sotto vi è la creazione di Eva da una costola di Adamo dormiente. Si deve ammirare come l'abilità del pennello ha diversamente modellato il corpo dormiente di Adamo da quello vigilantissima di Eva, così voluta dalla benedizione divina.

  • Nella cacciata dal Paradiso terrestre Michelangelo ha saputo dipingere mirabilmente il dispiacere di Adamo, unito alla paura della morte, la vergogna e la viltà di Eva in atteggiamento di raccomandarsi, con le braccia giunte al petto ed il viso rivolto verso l'Angelo inviato dal Dio adirato dimostra più la paura della giustizia che la speranza della misericordia divina.

  • La scena del Diluvio pullula di figure e di volti terrorizzati alla ricerca di scampo. La pietà di alcuni che, aiutandosi l'un l'altro a tirarsi sopra un masso cercano scampo. Fra questi è perfettamente rappresentato uno che abbraccia un altro mezzo morto, nel tentativo di salvargli la vita.

  • L'ebrezza di Noè lo rappresenta seminudo, mentre un figlio lo irride e gli altri due cercano di coprirlo.

  • Se in queste scene fu mirabile, forse nelle 5 Sibille e nei 7 Profeti, di 5 braccia l'uno, Michelangelo si superò.

  • Geremia sta a gambe incrociate, un gomito sul ginocchio ed una mano alla barba. L'altra mano in grembo e la testa chinata in atto di malinconia ed amarezza per il suo popolo. La Sibilla Persica, che gli sta sotto, verso la porta, dimostra la sua vecchiaia con le carni esangui ed il libro troppo vicino alla vista affaticata.

  • Il vecchio profeta Ezechiele con movenza bellissima e molto ben abbigliato, tiene in mano un rotolo di profezie e sembra voler parlare di cose alte e grandi. Due putti, dietro, gli tengono i libri.

  • Segue la Sibilla Eritrea, che, a differenza della precedente, tiene il libro lontano dagli occhi e sembra pensierosa di cosa deve scrivere, mentre un putto le attizza la lucerna. La figura appare molto ben fatta, sia per l'espressione del viso, che per i panneggi e la perfezione delle braccia nude.

  • Segue il profeta Gioele, nel cui volto si è voluto ravvisare il ritratto del Bramante, in atto di leggere con molta concentrazione una carta..

  • Sopra la porta della cappella vi è Zaccaria, il quale è tanto preso dalla ricerca in un libro di qualcosa che non trova, sembra indifferente al disagio provocato dallo stare con una gamba alta ed una più bassa. Il semplice panneggio ben si addice a questo potente vecchio.

  • La Sibilla Delfica mostra alcune scritte rivolte all'altare che sta dall'altro lato.

  • Sopra vi è il profeta Isaia, vero compendio di tutti i trattati di disegno e di pittura. Ha una mano dentro al libro che stava leggendo, per non perdere il segno, mentre l'altra sorregge la gota, cogitabondo ed appena distolto dai putti che da dietro lo stanno chiamando.

  • La Sibilla Cumana è una vecchia bellissima che con grazie legge un libro attorniata da due putti.

  • Daniele con avidità incredibile copia certe cose da un libro, sostenuto da un putto che gli sta tra le gambe.

  • La Sibilla Libica, dopo aver scritto un volume, tratto da molti libri, è in atto di levarsi in piedi, con attitudine molto femminile, mentre, contemporaneamente, chiude il libro.

  • Le quattro storie negli angoli, rappresentano David che taglia la testa al gigante, fra la meraviglia dei soldati; Giuditta che mette in una cesta sorretta da una vecchia fantesca la testa di Oloferne, il cui busto ancora si risente. Segue la vivacissima scena di Mosè con i serpenti, con grande animazione e moltitudine di espressioni. La scena di Assuero, con alcune figure che mangiano e prendono la decisione di liberare il popolo ebreo. Da notare la perfetta prospettiva e le membra, che paiono uscire dalla parete.

  • L'ultima figura della cappella è quella terribile di Giona, che pare veramente piegarsi all'indietro, benchè dipinto nella parte che unisce la parete alla volta.

  • Quando la volta fu definitivamente scoperta, grande fu la meraviglia ed il Papa dimostrò con munificenza di denari e di favori di saper ben apprezzare l'arte di Michelangelo, il quale aveva imparato come le sfuriate di Giulio II, alla fine, si risolvevano sempre in suo favore, come quando, una volta, chiese al Papa licenza di andare a Firenze ed un po' di soldi. Il Papa gli chiese: "Be', questa cappella quando sarà fornita?". "Quando potrò, padre santo". Il papa, che aveva una mazza in mano, lo percosse esclamando "Quando potrò, quando potrò: te la farò finire bene io". Ma poi gli mandò subito a casa il servo Cursio con 500 scudi, per paura che non tornasse più da Firenze.

  • Com'aro' dunque ardire
    Sanza vo' ma', mio ben, tenermi in vita,
    S' io non posso al patir chiedervi aita?

    La Notte che tu vedi in sì dolci atti
    Dormir, fu da un angelo scolpita
    In questo sasso; e perchè dorme, non ha vita:
    Destala, se no 'l credi, e parleratti.
    Così rispose Michelangelo:
    Grato mi è il sonno, e più l'esser di sasso
    Mentre che il danno e la vergogna dura
    Non veder, non sentir mi è gran ventura:
    Però non mi destar, deh parla basso.

    Maggior distacco dai canoni classici dell'architettura, codificati dal Vitruvio, Michelangelo lo dimostrò nella Biblioteca Laurenziana, disegnando la scala, le finestre, il partimento del soffitto, le mensole.

    Io dico a voi, c'al mondo avete dato
    l'anima e 'l corpo e lo spirito insieme:
    In questa cassa oscura e' 'l vostro lato.

    Vi abito' sempre, quando visse a Roma. Benchè ricco, visse sempre da povero, contrariamente agli altri artisti suoi contemporanei. Delle condizioni della sua abitazione scrisse:

    D'intorno a l'uscio ho mete di giganti,
    che chi mangi uva o ha preso medicina
    non vanno altrove a cacar tutti quanti
    E ho imparato a conoscer l'orina
    e la cannella ond'esce, per quei fessi
    che innanzi di' mi chiaman la mattina.
    Gatti, carogne, canterelli o cessi,
    che n'ho per masserizia o men viaggio
    non vien a mutarmi mai senz'essi.

    Fino al 1902 i resti della casa di Michelangelo erano al n. 212 del vicolo de' Fornari, poi furono demoliti per il monumento a Vittorio Emanuele II.

  • Per proteggere l'affresco dalla polvere, Michelangelo fece un cornicione di mattoni scelti e ben cotti, aggettanti mezzo braccio.

  • Nell' affresco si vedono le molteplici maniere di ritrarre non solo il corpo umano, ma anche le passioni e le sensazioni, andando direttamente al nocciolo dell'arte, trascurando gli abbellimenti coloristici e le minuzie dei particolari.

  • A tre quarti dell' opera. Paolo III andò a vedere come procedeva il lavoro, accompagnato dal maestro di cerimonie Biagio da Cesena, il quale si disse scandalizzato per le molte figure nude, ritenendole più confacenti ad una osteria che ad una cappella papale.

    Per vendetta Michelangelo lo ritrasse, a memoria, nella figura di Minosse attorniato dai diavoli e non volle cambiarlo, nonostante le proteste del cerimoniere.

  • Caron demonio, con occhi di bragia,
    loro accennando, tutte le raccoglie:
    batte col remo qualunque si adagia.

    L' opera attrasse ammiratori da ogni dove. Vittoria Colonna gli scrisse una lettera elogiativa e Michelangelo le dedicò il disegno di una Pietà, adesso al Gardner Museum di Boston

    .   Mose'

    Che giova voler far tanti bambocci,
    se m'han condotto alfin come colui
    che passo' il mar, e poi affogo' nei mocci?
    L'arte pregiata, ove alcun tempo fui
    di tanta opinion, mi rec'a questo:
    povero, vecchio, e serv'in forza altrui:
    ch'io son disfatto, s'i non muoio presto.


    ed un frammento:

    Con tanta servitù, con tanto tedio,
    e con falsi concetti e gran periglio
    dell'alma, a scolpir qui cose divine.

  • Solo una fronda della tua corona
    Angel Michel, divin, solo immortale,
    Ricco, mi mostra, e d'altro non rivale.

  • .
    Pietà -  Duomo di Firenze

    .

    MORTE DI MICHELANGELO

    .

    Pietà Rondanini

     

  • .

    (dal GIUDIZIO UNIVERSALE  - Cappella Sistina, Vaticano, Roma)

    Pietà

    La Pietà (San Pietro - Roma - particolare)

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    (Se vi è stato tutto questo utile e gradito mandateci almeno un saluto)

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