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TABELLA 5
( dall'anno 1600 al 1737 )

LA TERRA MAGNETE - LA SCIENZA DI GIORDANO BRUNO - LATTA - VIRGINIA (STATI UNITI) - PANTOGRAFO - TELESCOPIO - CANADA - ORBITE PLANETARIE - LA VIA LATTEA - LA LUNA - INCUBATRICE - GIOVE - VENERE - MACCHIE SOLARI - VELOCIPEDE - BICICLETTA - LOGARITMI - DILIGENZA - METODO SCIENTIFICO - REGOLO - GAS - TAVOLE RUDOLFINE - MANHATTAN - CIRCOLAZIONE DEL SANGUE - POLMONI FUNZIONAMENTO - SCONTRO SCIENZA E RELIGIONE - GEOMETRIA ANALITICA - BAIONETTA - CARBONE COOKE - CHININO - PASCALINA - BAROMETRO - VUOTO PNEUMATICO - PESO DELL'ARIA - PRESSIONE ATMOSFERICA ALTITUDINE - PRESSIONE IDRAULICA - FUCILE - CARTUCCIA FUCILE - CARROZZELLA PER INVALIDI - ETA' DELLA TERRA - PROTESI ACUSTICA - PROBABILITA' - GLI ANELLI DI SATURNO - OROLOGIO A PENDOLO - CADUTA DEI CORPI - ENTOMOLOIA - EMATOSI - GLOBULI ROSSI - CAPILLARI - ELETTRICITA' STATICA - BANCONOTA - ELEMENTI CHIMICI - LEGGE SUI GAS - LEGGE DI BOYLE - SCIENZIATO - ACCADEMIA DELLE SCIENZE - CELLULA - DIFFRAZIONE DELLA LUCE - ROTAZIONE DEI PIANETI - SPETTRO LUMINOSO - GENERAZIONE SPONTANEA - TELESCOPIO A SPECCHIO - MATEMATICA SUPERIORE - CALCOLO INFINITESIMALE - FOSFORO - GEOLOGIA - FOSSILI - DIABETE - SATELLITI DI SATURNO - DISTANZA DEI PIANETI - AUTOPOMPA - VELOCITA' DELLA LUCE - MICRORGANISMI - SPERMATOZOO - STELLE DEL SUD - PENTOLA A PRESSIONE - SFRUTTAMENTO DEL VAPORE - MACCHINA A VAPORE - IL SESSO DELLE PIANTE - BATTERI - DIMENSIONE DELLA TERRA - NUMERI IMMAGINARI - CARTA METEREOLOGICA - CLASSIFICAZIONE VEGETALI - GRAVITAZIONE UNIVERSALE - LEGGI DEL MOTO - CHAMPAGNE - LASTRE DI VETRO MODERNE - CLASSIFICAZIONE ANIMALE - CALCOLATRICE DI LEIBNIZ - STATSTICA DELLA MORTALITA' - TASSO DI MORTALITA' - TAVOLE DI MORTALITA' - MINER'S FRIEND - VIAGGI DI HALLEY - VOLUME E TEMPERATURA DEI GAS - CLARINETTO - SISTEMA BINARIO - I-CHING - ORBITE DELLE COMETE - ALTOFORNO - PIANOFORTE - FUCILE - DIAPASON - MACCHINA A VAPORE - SCALA DI FAHRENHEIT - ECLISSI SOLARI - MOTO DELLE STELLE - ISOLA DI PASQUA - VIOLINO - LONGITUDINE - CRONOMETRO DI BORDO - ABERRAZIONE DELLA LUCE - STRETTO DI BEERING - ODONTOIATRIA - CONDUTTANZA ELETTRICA - NAVETTA VOLANTE (FLYING SHUTTLE) - NOMENCLATURA BINOMIA - TASSONOMIA - ALESATRICI - COBALTO

ANNO 1600

____ LA TERRA UN MAGNETE - Colombo nel suo primo avventuroso viaggio si era accorto che qualcosa non andava. Fino allora tutti i naviganti, la bussola la conoscevano, la utilizzavano da oltre due secoli, ma nessuno sapeva ancora perchè l'ago puntasse sempre verso Nord. Tutti erano convinti che qualunque fosse il motivo, l'ago faceva sempre il suo dovere puntando sempre a nord permettendo così ad ogni navigante di orientarsi con le stelle. Prima di Colombo nessuno si era spinto così lontano, e ciò che lui scoprì in pieno oceano fu che non sempre l'ago puntava solo a nord-nord ma anche un po' a nord-est. Nulla si sapeva della "Declinazione magnetica". C'erano inoltre molte dicerie che se il magnete veniva strofinato con l'aglio distruggeva il magnetismo, se invece con diamanti tritati si strofinava un ferro questo diventava un magnete e altre baggianate simili. A sfatare tutte queste leggende ci pensò un fisico inglese - William Gilbert (1544-1603); prima fece delle dimostrazioni pubbliche per eliminare quelle fandonie, poi nel 1600 pubblicò un libro "De Magnete", in cui oltre che illustrare alcune esperimenti, lo concludeva affermando che gli aghi della bussola si comportavano in quel modo perchè la Terra stessa era un grosso magnete. La dimostrazion la fece costruendo una grossa sfera in magnetite, ne individuò i poli e mostrò che l'ago di una bussola se posta accanto alla superficie puntava sempre a nord.
Non era del tutto esatto, ma allora nulla si sapeva della "migrazione dei poli" magnetici terrestri degli ultimi anni e nei vari tempi geologici. In seguito studiando e analizzando la magnetizzazione di lave raffreddate milioni di anni fa, si è stati in grado di ricostruire con precisione l'orientamento del campo magnetico terrestre, che ha anche invertito spesso la sua polarità. ( vedi "Deriva dei continenti" )

____ GIORDANO BRUNO - Le scoperte della scienza si pagano anche con la morte. Si afferma, che in questo fatidico giorno - 17 febbraio 1600 - quando salì sul rogo Giordano Bruno, la sua morte ebbe un effetto raggelante sul progresso scientifico nelle nazioni cattoliche. Giordano Bruno si era inserito in un periodo di profondo sconvolgimento rinnovando gli orizzonti conoscitivi delle dottrine filosofiche, mentre la Santa Inquisizione era impegnata nello stesso periodo a reprimere ogni forma di devianza dalla dottrina ufficiale e di pensiero che in qualche modo potesse turbare l'egemonia culturale ecclesiatica. Bruno in questo contesto svolge un ruolo significativo, proponendo un originale pensiero che si struttura sotto l'influenza di correnti filosofiche precedenti e contemporanee. Contemplando dall'interno l'essenza delle cose, riesce con il proprio ingegno, ad assoggettarle a sé e, per mezzo del proprio lavoro, a plasmarle, esaltando così le doti che solo a lui sono concesse. A ben guardare nella filosofia, ma soprattutto nella cosmologia bruniana si ritrovano concetti estremamente innovativi che quindi risultano veramente rivoluzionari e destabilizzanti se considerati nell’ottica del XVI secolo. Basti pensare che l’universo ipotizzato da Bruno è in tutto e per tutto simile a quello delineato dalle conoscenze moderne, tanto che fu oggetto di molte critiche anche da parte di quelli che sono considerati i padri della cosmologia moderna, come Galileo e Keplero, i quali con i loro mezzi conoscitivi non potevano ipotizzare sulla base di un ragionamento matematicamente rigoroso l’infinità dell’universo o la pluralità dei mondi.
Nel marzo del 1597, Bruno, innanzi agli inquisitori, difese la sua tesi filosofica centrale: l'infinità dei mondi, operando secondo la tattica della doppia verità, già adottata a Venezia. Il collegio giudicante non accettò questo procedere e, dopo averlo torturato, lo invitò a confessare, ma Bruno rifiutò di sconfessare tutto ciò per cui aveva strenuamente lottato. Nel 1598, furono definitivamente presentate le accuse imputate al filosofo che riguardavano gli atti irriverenti che si riteneva fossero stati compiuti nei confronti del clero relativi alle tesi su Cristo, lo Spirito Santo, la Trinità e le tesi eretiche riguardanti l'universo e la sua infinitezza. Bruno, ormai distrutto, si dichiarò disposto a pentirsi e ad abiurare, ma compì un gravissimo errore fidandosi di Clemente VIII, che riteneva essere uomo di grande benevolenza ed onestà intellettuale. A lui, infatti, inviò un memoriale di difesa sulle sue tesi. L'errore di giudizio fu fatale, l'Inquisizione decise di attaccare un'altra sua opera, 'Spaccio della bestia trionfante', ritenendola antipapale richiese al filosofo abiura e pentimento. Questa volta Bruno non rispose e, rifiutando l'abiura il 21 dicembre 1599, firmò la sua condanna a morte. Clemente VIII, il 20 gennaio 1600, anno giubilare, ordinò la sentenza di morte e la consegna del detenuto alla giustizia secolare. Il filosofo fu riconosciuto "eretico, impenitente e recidivo". Il 17 febbraio Giordano Bruno venne portato al rogo a Campo de' Fiori con la bocca in giova, cioè con una mordacchia che gli impediva di parlare, e fu dato in pasto alle fiamme, spogliato nudo e legato a un palo. La formula recitava "vivi in igne mittantur!". Prima di morire, dopo esser stata pronunciata la sentenza, Bruno proclamò: "Forse avete più timore voi nel pronunziare la mia sentenza che io nel riceverla". Giordano Bruno aveva sostenuto
l'unità e l' infinità dell' universo, la completa indipendenza della ragione, la libera ricerca; aveva parlato di una moltitudine di mondi, di un'infinità di spazi, di una Terra in movimento, e di atomi. Aveva ragione sotto ogni punto di vista, ma irritò i suoi ignoranti accusatori, disprezzandoli clamorosamente e senza riguardo, e rifiutò perfino di ritrattare quando minacciarono di condannarlo a morte.

____ LATTA - La comunissima latta che siamo abituati a vedere nello scatolame di ogni genere, per i cibi conservati, fu realizzata per la prima volta in Cecoslovacchia intorno a questa data. Ottenuta ancora oggi da un laminatoio a caldo sottoforma di un lamierino di acciaio, questo viene rivestito da una pellicola di stagno (banda stagnata) che ha come caratteristica quella di essere inossidabile, quindi ideale per i contenitori utilizzati dall'industria alimentare. Quando però nell'anno 1886 (vedi) fu scoperto il sistema di ottenere l'alluminio a basso costo (dei metalli conosciuti l'alluminio è l'elemento più comune nella crosta terrestre) l'impiego di questo metallo molto malleabile in molti casi ha sostituito i contenitori e quasi del tutto le pellicole per gli alimenti al posto della carta stagnola che vediamo però ancora spesso impiegata nel confezionamento dei cioccolatini.

____ STATI UNITI - Quelli che poi diventarono alla guerra d'indipendenza i primi Stati Uniti ebbero la prima visita e la prima colonizzazione il 24 maggio 1607. Un gruppo di coloni inglesi guidati da John Smith (1580-1631) approdati dall'Atlantico, risalendo il fiume che chiamarono James (in onore di Giacomo I d'Inghilterra) all'interno misero una colonia chiamandola "Vergine Regina" (Virginia) in onore della "vergine" Elisabetta I. Su questa colonia nacque poi la città di Jamestown.

____ PANTOGRAFO - Questo dispositivo per riprodurre disegni dall'originale in vari ordini di grandezza, fu inizialmente ideato da un gesuita tedesco - Christoph Schneiner - nel lontano 1603. Solo più tardi fu apprezzato e usato, quando l'inglese Francis Galton ne costruì uno nel 1869, a forma di parallelogramma con due lati prolungati oltre i vertici.

ANNO 1608

____ TELESCOPIO - (vi rimandiamo alla voce "cannocchiale" anno 1590)

____ CANADA - Dopo l'esplorazione di Cartier (vedi anno 1553) che era convinto di aver trovato l'Oceano Pacifico non andò oltre; mentre in realtà quel "mare" era solo l'interno del grande estuario del fiume San Lorenzo, cioè appena l'inizio di quel grande territorio che oggi è il Canadà. La Francia nel 1603 diede l'incarico a un altro esploratore - Samuel de Champion - di andare oltre quel "mare" (grande come l'Adriatico). Giunto alla foce del fiume, mise la sua prima colonia, dove poi venne fondata nel 1608 la città di Quebec. Prima base della Francia nello sterminato territorio che gli permise poi di rivendicarlo per oltre due secoli come prima colonizzatrice. L'anno precedente - come abbiamo visto sopra - erano stati gli inglesi a colonizzare (mille chilometri più a sud) e a fondare la loro prima città in Virginia.

ANNO 1609

____ ORBITE PLANETARIE - Quando morì (nel 1601) l'uomo che aveva scoperto le "stelle novae" e affermato che le "comete" erano oggetti del sistema planetario (vedi anno 1572), cioè Ticone (Tycho Brahe), lasciò un degno erede, un giovane astronomo tedesco che l'aveva assistito nei suoi ultimi anni: Giovanni Keplero. Fin dall'antichità gli astronomi davano scontato che le orbite dei pianeti fossero circolari, anche se non sempre i moti planetari se le osservazioni erano più accurate erano precisi. Ma la matematica era quella che era, non avrebbero mai potuto spingersi a fare calcoli "astronomici". Ticone come abbiamo visto per le precedenti scoperte, aveva la caparbietà nelle sue osservazioni, passava tutte le intere notti ad osservare il cielo, effettuando misurazioni, annotando, rielaborando masse enormi di dati. Negli ultimi anni oggetto delle sue abituali osservazioni notturne furono i pianeti, in particolare Marte e la sua orbita il cui dubbio che non fosse del tutto circolare stava montando. Morto lui continuò il suo assistente, che nel pubblicare nel 1609 "Astronomia Nova", esponeva la sua "Prima Legge" detta poi "di Keplero", in cui affermava che le orbite dei pianeti non erano "cerchi" ma "orbite ellittiche". E alla termine dell'opera esponeva la "Seconda Legge", che descriveva come la velocità planetaria variasse con la distanza del Sole. Più veloce vicino al Sole, più lenta lontano da esso.

____ LA VIA LATTEA - E' quella striscia debolmente luminosa che attraversa la volta celeste come un circolo massimo e che rappresenta il disco della Galassia osservato da una posizione che ne è l'interno. Per gli antichi era uno zampillo di latte sfuggito dal seno di una dea. Furono infatti i Greci a chiamare questa fascia galaxias (da gala, galactos, che significa "latte". Dunque "Via lattea". Il nostro "Universo-isola". Democrito (nel 440 a.C.) fu più preciso, realista, anticipatore di 2000 anni. E non era una semplice supposizione la sua quando affermava che la Via Lattea non era altro che un conglomerato di una grande quantità di stelle dalla luce individualmente troppo tenue per esser viste. Abbiamo letto come nacquero i primi cannocchiali (vedi anno 1590 alla voce "cannocchiale") e con la prima idea di come costruirli di Jan Lippershey nel 1608 ben presto questi strumenti si diffusero. La notizia arrivò anche a quel grande indagatore che era Galileo Galilei; non gli fu difficile procurarsi delle lenti, disporle come aveva fatto Lippershey e costruirne uno personale. Ma non lo usò solo per guardare lontano, ma per guardare lontanissimo: lo puntò verso il cielo. Aveva il suo circa 30-32 ingrandimenti, ma erano già sufficienti per fargli scoprire che Democrito aveva proprio ragione. Ma non vide solo la Via Lattea, cioè quella che era in realtà, ma puntando in altre zone del cielo, scoprì che questo era pieno di stelle, e di stelle che nessun occhio umano aveva mai visto prima di allora. Era l' Universo!. Molto più avanti (vedi anno 1785 )scopriremo che la Via Lattea altro non è che il nostro "Universo Isola", cioè la nostra Galassia e che vi sono altre galassie, altre Nebulose, altri Ammassi stellari, altri "Piccoli Universi" , altri "Universi Isole", e che tutti insieme compongono il vero "Grande Universo". Oggi con i grandi telescopi sappiamo che la nostra Galassia è un grande ammasso stellare a forma di disco con un diametro di circa 100.000 anni luce, spesso 1000 anni luce. Da questo disco -essendo del tipo a spirale- si dipartono quattro bracci, e in uno di queste bracci a circa 20.000 anni luce dal suo centro si trova il nostro Sole.

Facendo parte del braccio, questo visto dalla nostra Terra, si presenta sopra di noi come una grande fascia bianca che attraversa tutto il cielo mostrandoci alcune migliaia di stelle (ad occhio nudo, ma in effetti sono milioni - n. di Stelle 1010; Nebulose Planetaria 700 note; circa 500 Ammassi globulari (n. medio di stelle 106); circa 18.000 ammassi aperti con n. medio di stelle 100). Se da un altro pianeta (ad esempio di un sistema planetario posto nella costellazione dello Scorpione) gli abitanti di altri mondi puntassero il telescopio su quella zona che abbiamo indicato con un rettangolo nell'immagine di apertura, vedrebbero il nostro sole e quindi la nostra dimora nella posizione che vediamo sopra.

____ LUNA - L'indagatore Galileo oltre le stelle non poteva non puntare il suo cannocchiale sulla regina del cielo: la Luna. E se Ticone - prima con la stella poi con la cometa - aveva pochi anni prima (seguito dal suo allievo Keplero) inferto un grave colpo alla vecchia astronomia, Galileo diede il KO alle idee di Aristotele, che da duemila anni erano prese come verità assolute, sostenendo il filosofo che i corpi celesti avevano una struttura diversa da quella della Terra. Quelli dopo di lui meno filosofi ma più mistici l'avevano chiamata la "sfera di luce celestiale". Galileo puntando sul nostro satellite iniziò a vedere montagne, crateri, pianure che chiamò "mari"; cioè qualcosa che era molto simile alla Terra.

____ INCUBATRICE - Questo sistema per favorire con il calore necessario l'incubazione artificiale delle uova di gallina, fu realizzato per la prima volta nel 1609 da un allevatore di polli olandese: Cornelius Drebble.
Ci furono in seguito delle migliorie, fino a renderle efficienti per i neonati. Fu infatti il medico francese - Alexandre Lion - ad utilizzarla nel 1891 per i neonati prematuri. Anche questa fu poi in seguito migliorata creando all'interno le condizioni ambientali, di temperatura e umidità dell'utero materno e dotandola di dispositivi che consentono di registrare i battiti cardiaci e la respirazione dei neonati; inoltre di fornire tramite sonde l'alimentazione necessaria. Le incubatrici ormai adottate da quasi tutti gli ospedali hanno permesso di salvare la vita a milioni di neonati.

ANNO 1610

____ GIOVE - Dalle stelle alla Luna, e dalla Luna ai Pianeti. Galileo iniziò a puntare il suo cannocchiale e a seguire ogni notte quelli che gli antichi per distinguerle dalle stelle fisse avevano chiamate stelle erranti , cioè i Pianeti, (In Greco planetas significa appunto errante, vagante). Ne conoscevano cinque, e fra questi Giove. Con i mezzi a disposizione percepirli come mondi uguali alla Terra non era ancora possibile; però le stelle anche se ingrandite rimanevano sempre dei punti di luce, mentre invece queste "stelle erranti" anche con quei pochi ingrandimenti apparivano delle piccole nitide sfere. Giove era una di queste sfere, ma non solo, attorno ad esso Galileo scoprì che giravano quattro oggetti, come la Luna gira attorno alla Terra. Giove quindi era un pianeta simile alla Terra e aveva non una ma 4 lune (solo in seguito Keplero li chiamò "satellites" - che significa stare vicino). Quello di Galileo fu un altro KO al geocentrismo tolemaico, cosa che non piacque ai religiosi del tempo, ma anche a certi astronomi colleghi di Galileo, che giunsero perfino a non voler guardare dentro il telescopio dello scienziato pisano per non dover rifiutare le proprie bigotte teorie. Così non vedendoli i satelliti questi non esistevano. Galileo ai quattro "oggetti" (non ancora chiamati satelliti) diede il nome "Stelle Medicee" in onore di Cosimo II de' Medici, da un anno granduca di Toscana. Dati i tempi oscurantisti, o temendo le ire dell'inquisizione, probabilmente pochi si interessarono alle scoperte di Galileo per non far dispiacere alle "teorie celestiali". A non aver paura di mettere l'occhio nel cannocchiale fu invece l'sstronomo tedesco Simon Mayr (Simon Marius 1570-1624) che non solo si interessò ai 4 oggetti scoperti da Galileo, ma li battezzò pure, chiamandoli, IO, Europa, Ganimede e Callisto; come i quattro miti greci.

____ VENERE - Nello stesso anno, dopo Giove, Galileo iniziò ad osservare assiduamente Venere, la stella più luminosa la sera, la stella più lucente in cielo il mattino. Anche questa al cannocchiale appariva come una nitida sfera. Ma continuamente osservandola Galileo scoprì che quando era meno lucente ciò era dovuto che Venere aveva delle fasi, molto simili alla Luna, e molto simili a quelle che si verificavano sulla Terra. Dunque era un pianeta simile alla Terra, e come la Terra nel suo percorso orbitale girava anch'esso intorno al Sole. Se c'era bisogno di dare ancora una prova all'eliocentrismo copernicano, questa gli era tutta a favore. L'ambiente oscurantista iniziò a preoccuparsi non poco, poi a preoccuparsi tanto quando Galileo trovò il semplice sistema di rivolgere il suo cannocchiale sul Sole, utilizzando lenti affumicate, scoprendò cosi le ....

____ MACCHIE SOLARI .... Galileo non è che vide molto con le sue deboli lenti, ma abbastanza per vedere delle macchie scure nel brillante disco. Ma vogliamo scherzare? dissero i conservatori religiosi. "Dio, fra tutti i corpi celesti il Sole lo ha creato perfetto, senza colpa, senza peccato"; e anche qui molti si rifiutarono di guardare attraverso il telescopio per non dover minare le proprie convinzioni.

____ VELOCIPEDE
____ BICICLETTA - La prima realizzata intorno a questa data non aveva quasi nulla della futura bicicletta. Lasciò comunque per molto tempo legato il suo nome a quelle successive. Infatti realizzata dall'italiano Francesco Peretti, esso consisteva in un goffo veicolo da far correre con la spinta dei piedi a terra; del resto solo così si poteva avere un certo equilibrio per fare alcune decine di metri di strada. Si acquistava velocità spingendosi con i piedi, ed ecco perche gli fu subito affiabbiato il nome di "veloci-pede".
Un secolo dopo - realizzata- da Mede de Sivrac comparve un veicolo molto simile col nome di "celerifero". Ma dovranno passare molti anni - 1839 - per arrivare alla prima quasi attuale sagoma della bicicletta, anche se la spinta avveniva tramite una pedaliera posta al centro di una grande ruota anteriore. (vedi anno 1839 "BICICLO").

ANNO 1614

____ LOGARITMI - Il matematico scozzese John Napier (1550-1617) impiegò anni e anni di studi per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati per moltissimi numeri, che chiamò "logaritmi"; quasi al termine della sua vita - nel 1614 - pubblicò la sua "tavola logaritmica", che per i successivi trecento anni diede la possibilità a molti scienziati di fare calcoli complicati. Le tavole con i suoi valori sono state utilizzate per ricondurre le moltiplicazioni ad addizioni. - "Logaritmo" da " logarithmus" significa "numero della proporzione".

ANNO 1620

____ DILIGENZA - Le carrozze fin dai tempi romani erano sempre esistite; in latino erano le "vectura", e proprio Roma ai tempi aurei ne possedeva così tante e di così tante fogge che misero anche una limitazione alle "fuori serie" che alcuni perdigiorno usavano per vanità pur avendo montagne di debiti. Nel primo medioevo da un nome barbaro iniziarono a chiamarsi in francese "carrosse" e in tedesco "Karrosche". Anche i romani avevano un "carrus", ma era un vero e proprio carro per trasportare le merci, trainato da animali. A metà medioevo questo si chiamò anche "barroccio" (che deriva dal francese "bi-roteus" - cioè a "due ruote"). I due termini francesi "carrosse" e "barroccio" in Italia si fusero "Carroccio" (usato come cosa sacra dal fiore delle milizie nelle lotte comunali) anche se possedeva quattro ruote. Mentre "carrozza" iniziò di nuovo a distinguersi come l'antica "vectura" romana, cioè veicolo signorile per andare a diporto. E tale rimase fino all'avvento delle "vecture mobili" cioè le automobili.
Anche il recapito della posta era cosa antica, si utilizzavano corrieri imperiali, che ai tempi degli imperatori romani erano ramificati su tutto l'impero; con percorsi precisi, con organizzati punti di riposo per i cavalieri, che sostituivano o i cavalli e gli stessi uomini per proseguire il rimanente viaggio (le cosiddette "staffette"). Dopo l'impero, tutto era entrato in decadenza, compreso il recapito della corrispondenza. Del resto c'era poco da scrivere, languiva la cultura, scomparvero i commerci, e le relazioni fra le genti non esistevano più, ogni grande o piccolo paese si era isolato dagli altri, anzi era perfino pericoloso comunicare con altri paesi. Poi il risveglio, tornò la voglia di avere contatti con altre citta, con altri paesi. Nel XIV secolo i rapporti culturali e commerciali divennero intensi, la voglia di comunicare pure. Nel XV secolo e negli anni successivi, le esplorazioni avevano impresso un accelerazione alle informazioni che divenne quasi una necessità comunicare. Sorsero così di nuovo i corrieri a cavallo col sistema romano: a staffette. Ma non bastava più solo comunicare, era sorta la necessità di incontrarsi per discutere di affari, ma soprattutto tutti volevano sapere cosa stava succedendo. Le scoperte si succedevano una dietro l'altra, il mondo quasi ogni mese diventava più grande di come lo si era sempre visto o sentito raccontare. E guai a non essere presente nei posti giusti, dove di queste cose si parlava. Per esserci alcuni spendevano fortune per fare i viaggi, e rivolgendosi a chi? a chi aveva stalle piene di cavalli postali e anche qualche "carrozza" che dava appunto a nolo insieme ai cavalli. Anche i dispacci erano diventati tanti, così tanti che qualche sveglio imprenditore invece dei cavalli iniziò ad usare particolari e snelle carrozze con dentro chili e chili di posta. Ed erano -fra le principali città- diventati così regolari questi servizi , che un altro sveglio imprenditore, nel voler soddisfare le tante richieste di noli da gente che voleva viaggiare, iniziò a costruire una carrozza idonea a trasportare contemporaneamente posta e passeggeri. Cosicchè nel soddisfare questi, il servizio di recapito posta per l'imprenditore era senza spese quindi con un valore aggiunto per lui considerevole. Il primo imprenditore ch'ebbe l'idea ebbe immediata fortuna, gli altri lo imitarono. Nacquero così le prime "diligenze". Le "carrosse de diligence" o "vetture di fretta" - infatti "dilligere" significa anche "separare" ma anche cosa fatta con "sollecitazione e sicurezza". Il rapido trasporto contemporaneo di posta e passeggeri era nato. In moltissimi casi queste ditte erano private ma in alcuni casi in modo rudimentale erano anche governative. Bisognerà attendere l'Ottocento per vedere la nascita di un nuovo trasporto passeggeri (quando nacque la ferrovia) e una nuova organizzazione della posta (quando nacque il francobollo di Stato) - (di "francobolli" abbiamo già scritto nell'Anno 1290 - vedi).

____ METODO SCIENTIFICO - L'astronomo Galileo Galilei con le sue osservazioni, con le sue scoperte, aveva confutato in maniera già evidente le teorie sostenute nell'antichità (da Aristotele, Tolomeo ecc.) e associate nel corso del Medio Evo con la visione religiosa che si rifaceva alla Sacra Scrittura. Inoltre Galileo sostenendo le sue teorie con il suo metodo scientifico moderno (ovvero metodo sperimentale) aveva messo già in pratica con una vasta quantità di osservazioni specifiche le leggi della scienza. Purtroppo viveva in Italia, e per aver osato (pur intuendo che sarebbe andata a finire così, aveva deciso comunque di affrontare il rischio) nel 1616 veniva già sottoposto a processo da parte del Tribunale del Santo Uffizio di Roma per le sue teorie. Nel 1633 ne subì un altro di processo, fu costretto a rinnegare, fu condannato a prigione a vita, terminò con una sconfitta la sua battaglia culturale. Prevalse insomma la tesi dei conservatori, con grave danno futuro, come Galileo aveva temuto, per il progresso scientifico nei Paesi cattolici.
Non così in Inghilterra, dove già nel 1620 il filosofo inglese Francesco Bacone (1561-1626) riprendendo polemicamente il titolo "Organon" di Aristotele (in cui venivano formulate le regole della logica), scrisse il suo ""Novum Organum" fornendo (a Galileo e a tutti gli altri scienziati) l'appoggio teoretico della "scienza sperimentale" (o "metodo sperimentale"), descrivendo quello che oggi è chiamato il "metodo scientifico".

ANNO 1622

____ REGOLO - Fino al 1622 non esisteva nessun mezzo veloci per fare calcoli. Solo i grandi esperti in matematica si potevano permettere di eseguire operazioni molto complesse, che però richiedevano moltissimo tempo, giorni, mesi, ed anche anni. Quando Napier (vedi anno 1614 - "logaritmi") dopo una vita di studi per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati per moltissimi numeri, pubblicò le sue "tavole logaritmiche", fornì anche l'idea di come meccanizzarle queste tavole. Ci riuscì pochi anni dopo, nel 1622, un ingegnoso matematico inglese - William Oughtred (1574-1660): preparò due regoli lungo i quali erano tracciati gradualmente i logaritmi. Facendo scorrere i righelli, l'uno in rapporto all'altro, potevano venire effettuati meccanicamente dei calcoli per mezzo dei logaritmi. Per trecento anni non ci fu mezzo migliore per fare calcoli complessi. Qualche miglioramento ci fu nel 1920 quando un inglese - Edmund Gunter - ne realizzò uno esteticamente migliore (alcuni testi riportano che fu lui a inventarlo, ignorando quello di 300 anni prima) con maggiore precisione, tale che il regolo calcolatore divenne l'inseparabile strumento, soprattutto di ingegneri, geometri, professori di matematica oltre che studenti di studi superiori. Le calcolatrici elettromeccanica di quegli anni non andavano nei calcoli oltre certi limiti e non esistevano ancora quelle elettroniche. Questo fino al 1970, quando all'improvviso comparvero le prime calcolatrici scientifiche elettroniche perfino tascabili, con 20 tipi di operazioni, poi 50, 70, 200.... Di queste ultime, famose e mitiche furono quelle lanciate sul mercato dalla Hewlett Packhard, quasi contemporanee a quelle della Texas Instruments.

ANNO 1624

____ GAS - Fino a questa data gli stati della materia si indicavano in due soli modi: liquidi e solidi. Per gli antichi qualsiasi vapore era un tipo d'aria. Studiandoli e a rendersi conto che - come per i solidi e i liquidi - alcuni vapori avevano proprietà diverse fu il fisico fiammingo Jan Baptista van Helmont (1579-1644). Pur con questa constatazione lo scienziato non ebbe occasione di distinguerli, anche perchè queste "arie" non avevano alcun volume specifico, tutti riempivano qualsiasi contenitore. L'unica supposizione che fece fu quella che erano particelle di un tipo di materia immerse nel "caos" più completo. E proprio per questo la nuova sostanza la chiamò "caos" che nella pronuncia fiamminga si legge "gas". L'unico gas cui diede un suo preciso nome fu l'anidride carbonica prodotta bruciando legna, che però lui chiamò "gas sylvestre" (gas del legno). Il termine non fu impiegato subito dagli altri scienziati, ma ben presto iniziò ad essere usato per indicare il normale terzo stato della materia e i vari processi che la modificano in misura rilevante (vaporizzazione, sublimazione, ebollizione, condensazione, liquefazione, solidificazione (o congelamento).

ANNO 1627

____ TAVOLE RUDOLFINE - Nel 1609 (vedi) Keplero nel pubblicare "Astronomia Nova", affermava che le orbite dei pianeti non erano - come si era sempre creduto - "cerchi" ma "orbite ellittiche". Poterlo dimostrare non era facile, occorrevano calcoli matematici di una complessità enorme e in quegli anni non esistevano ancora la "tavole logaritmiche" che Napier pubblicò nel 1614, dopo aver speso quasi la sua intera vita per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati. Le sue "tavole" ad usarle subito fu Keplero, ma pur utilizzando questa nuova tecnica del calcolo, gli ci vollero alcuni anni per elaborare delle tavole sulla base delle sue orbite ellittiche. Alla fine di questo complesso lavoro, nel 1627 pubblicò le migliori tavole dei moti dei pianeti realizzate fino a quel momento, che chiamò - in onore dell'imperatore Alfonso II, suo protettore che l'aveva sostenuto in tanti anni - "Tavole Alfonsine". Nell'opera Keplero inserì anche una carta del cielo con un migliaio di stelle; lavoro che aveva iniziato il suo maestro Ticone (vedi anno 1572 ) e come suo degno erede su quell'opera si era basato.

____ MANHATTAN (NEW YORK) - Fino a questa data l'isola era abitata da alcuni indigeni (indiani), non vi era giunto ancora nessun europeo. Ma nella corsa alle colonizzazioni che si stava disputando nel Nuovo Mondo fra Spagnoli, Portoghesi, Inglesi e Francesi, si inserirono anche gli olandesi. Quando questi giunsero davanti alla foce dell'Hudson non usarono i soliti mezzi, quello dello sterminio dei locali, ma proposero agli indiani l'acquisto dell'isola per installarci una colonia (ricordiamo qui che gli Inglesi si erano stanziati in Virginia nel 1607 fondandoci la loro prima città: Jamestown; a circa mille chilometri a nord i Francesi l'anno dopo avevano fondato Quebec). La tradizione narra che gli olandesi in cambio non è che pagarono in moneta (agli indiani non serviva di certo) ma li ripagarono con dei gingilli, il cui valore complessivo era di circa 24 dollari, anche se di allora.
Gli olandesi vi fondarono la loro colonia col nome di Nuova Amsterdam. Nel 1636, 45 di loro
essendo nati dei contrasti si presero l'isola di fronte, disabitata: Brooklyn.
Nei successivi anni gli inglesi in Europa avevano vinto gli olandesi (1664), inoltre le già esistenti colonie in America cessano di essere una colonia di una Compagnia privata inglese e passano direttamente sotto il controllo della Corona.
Gli olandesi di Manhattan e Brooklyn scambiarono queste due terre con gli inglesi nel 1670 per un territorio non molto lontano, il Suriname, dove vi erano alcune piantagioni spontanee di canna da zucchero non ancora scoperte dagli inglesi. Furono convinti di aver fatto un buon affare cedendo quel pezzo di terra poco ospitale dove non cresceva quasi nulla. Salvo nella punta estrema, egregiamente difesa da tre lati dal mare; in questo fazzoletto di terra gli inglesi nel loro insediamento alle loro spalle avevano costruito un muro (Wall) e un camminamento difensivo, temendo di essere assaliti da tergo da indigeni o da altri coloni.
Esiste ancora oggi simbolicamente quel sentiero che correva a ridosso del muro che univa le due sponde della odierna New York: si chiama Wall Street ("la strada del muro") che divide in due la piccola penisola nella sua punta più esposta al mare).

ANNO 1628

____ CIRCOLAZIONE DEL SANGUE - La data tradizionale è questa, fissata dal medico inglese William Harwey ( 1578-1657 - laureatosi a Padova, nel celeberrimo ambiente dove si studiava l'anatomia umana con molti rischi dell'inquisizione. Ma la cronologia ci porta molto indietro nel tempo, non solo a Galeno nativo di Pergamo (129-201 d.C.), ma alla scuola di Alessandria, e fra i tanti studiosi fu PRESSAGORA studiando la circolazione del sangue a dare il nome alle vene e alle arterie (vedi anno 280 a.C. "anatomia"). Poi millecinquecento anni dopo, nel 1242 fu un arabo - Ibn an Nafis - a illustrare in un libro che il sangue veniva pompato fuori dal ventricolo destro nelle arterie che portano al polmone. Lì, nei polmoni, le arterie si dividono in vasi sanguigni sempre più piccoli, all'interno dei quali il sangue raccoglie aria dai polmoni. I vasi poi si riuniscono in altri vasi sempre più grandi, finchè non vengono riportati al venticolo sinistro da cui il sangue viene pompato fuori per recarsi nel resto del corpo. Spiegava insomma, l'esistenza della doppia pompa, una necessaria per i polmoni e l'aerazione, l'altra per il resto del corpo. Questo libro e questi studi sparirono dalla circolazione (un esemplare è stato rintracciato solo nel 1924).
Per 300 anni nessuno osò riparlare in occidente di circolazione del sangue, fin quando un medico spagnolo (le biblioteche arabe nell'area iberica erano rimaste piuttosto cospicue) - Miguel Serveto (1511-1553) nel 1553 scrive un libro che spiega la circolazione in un modo molto simile a quello di Ibn an Nafis di trecento anni prima. Purtroppo Serveto commise un errore andando a Ginevra; qui con l'aria calviniana che tirava (non meno mefitica di quella italiana, inquisitoria, per tutto ciò che riguardava i segreti del corpo umano) fu arrestato e finì bruciato sul rogo. E con lui arrostito, Calvino cercò di bruciare tutte le copie del libro (ne ricomparve un esemplare che si era salvato solo nel 1694).
Nel frattempo in Italia a sei anni dalla morte di Seveto - nel 1559 - un altro medico - Realdo Colombo - si avventurò su una scrupolosa descrizione della circolazione del sangue; fu guardato a vista dai soliti zelanti oscurantisti, ma la sua opera prese a circolare negli ambienti medici soprattutto a Padova, dove vi era la celeberrima scuola di anatomia di Vesalio (vedi ANDREA VESALIO con le immagini dell'epoca). Anche Vesalio finito nell'occhio del ciclone dell'Inquisizione non finì bene,
in linea con l’atteggiamento repressionistico ed anti-culturale dell’Inquisizione, fu messo sotto accusa per “…Divulgazione di ignominiosae atque mentognere idee, contrarie allo senso comune et allo insegnamento et alla professione della vera dottrina medica et officinale ovvero allo sacro et imperscrutabile insegnamento del Cristo, al di fuori della Gratia Divina…” fu condannato a morte, ma essendo medico personale del Re di Spagna, grazie all'intervento politico e ufficioso di Re Carlo V, la condanna venne commutata in un pellegrinaggio a Gerusalemme. Ma sulla via del ritorno dalla stessa Gerusalemme, Vesalio perse la vita in un naufragio alla giovane età di cinquant’anni, nei pressi dell’isola di Zante. Era il 1564.
William Harwey - che abbiamo citato all'inizio - apprese e studiò attentamente il cuore alla scuola anatomica padovana dove nel 1603 un altro italiano Girolamo Fabrizi di Acquapendente (1537-1619) illustrando la circolazione del sangue con i famosi trattati figurati di Vesalio aveva accennato anche alle valvole delle vene, ma non osò andare oltre i suoi studi nè a divulgare troppo le sue osservazioni (morì infatti tranquillamente nel suo letto alla bella età di 82 anni).
Anche Harwey intuì che prima o poi sarebbe caduto anche lui sotto "
l’atteggiamento repressionistico ed anti-culturale dell’Inquisizione"; cosicchè preferì cambiare aria rifugiandosi nei Paesi Bassi. Qui ormai in possesso di tutte le prove che gli servivano diede alle stampe il "De Motu Cordis et Sanguines" (I movimenti del cuore e del sangue). Cominciò la caccia al libro degli oscurantisti, compresi anche alcuni suoi colleghi medici, ma ormai William Harwey aveva buttato le basi della moderna fisiologia. Fortunatamente lontano, sottraendosi così ad ogni pericolo, campò fino a 80 anni, riuscendo a vedere la sua opera accettata da tutti.

____ POLMONI FUNZIONAMENTO - Diffusasi l'opera di Harwey, il passo successivo per la conoscenza del meccanismo della circolazione del sangue, fu quello fatto sui polmoni dal medico italiano, modenese, Marcello Malpighi (1628-1694), che nei suoi studi iniziò ad usare anche il microscopio. Nel 1661 descrisse per la prima volta nella sua opera "De pulmonibus observationes anatomicae" la funzione del polmone, la struttura ad alveoli, e il meccanismo con cui il sangue venoso si ossigena e si trasferisce nel circolo arterioso.

ANNO 1633

____ SCONTRO SCIENZA E RELIGIONE - Erano passati 33 anni esatti da quando Giordano Bruno era finito sul rogo per sostenere le sue idee. Ma se quel falò doveva essere un monito per chi voleva turbare l'egemonia culturale ecclesiatica, i calcoli furono sbagliati. Galileo Galilei, il grande sostenitore delle teorie di Copernico, pur sapendo di rischiare come il Bruno, aveva deciso comunque di affrontare il rischio. Eppure, per le sue teorie nel 1616 era già stato sottoposto a processo da parte del Tribunale del Santo Uffizio di Roma. Ma salendo sul soglio pontificio Urbano VIII (1568-1644) Galilei credeva che questo papa gli fosse più amico dei precedenti, ecco perchè nel 1633 si arrischiò di pubblicare "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo": una curiosa disputa dialettica fra un sostenitore delle teorie di Tolomeo, un sostenitore delle teorie di Copernico, e una terza persona che volendo avere delle informazioni interrogava entrambi, e ognuno dei due sosteneva la propria tesi. Inutile dire che Galileo con la bocca del copernicano ribadì le sue teorie, rivolgendosi più volte al tolemaico con il sarcasmo. Quando uscì accadde il finimondo, anche perchè non era stato scritto in latino ma in italiano, quindi in grado di raggiungere chiunque minando così l'egemonia culturale ecclesiatica. Galileo venne portato davanti all'Inquisizione, e qui si svolse prima ancora di un vero e proprio processo, un confronto tra scienza e religione. Ma se le teorie di Galileo avevano una validità scientifica, quelle dell'Inquisizioni avevano dalla loro parte la forza. Lo scienziato ovviamente ebbe la peggio, fu costretto a rinnegare, fu condannato a prigione a vita, terminò con una sconfitta la sua battaglia culturale. Prevalse insomma la tesi dei conservatori, con grave danno futuro, come Galileo aveva temuto, per il progresso scientifico nei Paesi cattolici. Fu in seguito rimproverato per aver ceduto, di aver rinunciato con l'abiura a tutte le sue opinioni, ma Galileo aveva settant'anni, e non era più in grado di combattere. Esiliato in Toscana morirà quasi cieco nel 1644.

ANNO 1637

____ GEOMETRIA ANALITICA - Renè Descartes (Cartesio - 1590-1650) pubblicando in questa data "Discours de la Nethode (Discorso sul metodo); un centinaio di pagine dalle quali nacque la geometria analitica. Semplificò la scrittura matematica, combinò l'algebra alla geometria, pose le basi per lo sviluppo del calcolo, espose il metodo sul cercare la verità scientifica tramite un ragionamento positivo, fissando le tappe di un percorso che andava dal dubbio alla conquista di una prima certezza assoluta (il "cogito"). La sua fisica meccanicista e la sua teoria dell'"animale-macchina" già preludono alla scienza moderna.

ANNO 1640

____ BAIONETTA - L'idea di metterla all'estremità della canna dell'archibugio, venne a un soldato francese quando probabilmente la sua arma aveva terminata la polvere da sparo e l'attrezzo era diventato solo più un oggetto ingombrante per difendersi; meglio aggiungere - si disse- una specie di pugnale trasformando l'arma in un antica lancia. L'idea non porta il nome del soldato ma della città di Bayonne, che per prima realizzò le prime baionette. Più tardi furono fatte a chiusura con il ribaltamento, e più avanti ancora ad innesto.

____ CARBONE COKE - Come abbiamo già letto nel 1228 (vedi), gli inglesi spinti dalla necessità, dopo aver spogliato di foreste la loro isola, ricorsero all'impiego del carbone fossile per il riscaldamento domestico ma soprattutto per alimentare le numerose fonderie che stavano cambiando la loro economia. Il carbon fossile antracite o litantrace, grigio scuro il primo, quasi nero il secondo, avevano un alto potere calorifero, erano ricchissimi di carbonio, ma usandolo come combustibile il suo fumo, le sue esalazioni, ammorbavano l'aria, rendendola perfino tossica. Era insomma un buon sostituto della legna ma non sempre era utilizzato nell'industria metallurgica che era quasi costretta a preferire la lignite che ha un potere calorifero tre volte inferiore, in media, al carbone. Le conseguenze: data l'alta domanda, il prezzo della lignite estratta dalle carbonaie, come del legno da ardere , era salito alle stelle. La soluzione fu trovata nel corso di questi primi anni del 1600. Se dalla legna si ricavava il carbone con la sua combustione incompleta, perchè non fare la stessa cosa con l'antracite o litantrace? Affinata la giusta tecnica della "cokefazione" (processo chimico che decomponendo una sostanza organica lascia un residuo carbonioso), si ottenne il "carbone coke", un carbone poroso ottenuto appunto dalla distillazione secca del carbon fossile. Con un altro vantaggio: bruciando solo il residuo carbonioso come la legna, nella "cokefazione" si otteneva il carbonio praticamente puro.
Come abbiamo già scritto, iniziava da quel momento una nuova era che avrebbe portato l'inghilterra a sviluppare le sue fonderie, le sue acciaierie, e a far nascere l'era delle macchine e con queste quella delle ferrovie. All'inizio fu proprio il carbone coke il principale combustibile per generare vapore nelle locomotive, e in seguito fu ancora il carbone a far funzionare le centrali termoelettriche per generare elettricità. Un processo che finirà per caratterizzare storicamente l'Inghilterra con quel processo di trasformazione economica che va sotto il nome di "rivoluzione industriale".

ANNO 1642

____ CHININO - Fra le tante cose e nozioni che i colonizzatori dell'America scoprirono nel Nuovo Mondo presso le civiltà pre-colombiane, vi era una sostanza che gli Incas ricavavano dalla corteccia della cinchona, un genere di piante sempreverdi originaria delle Ande, ricche di alcaloidi, che usavano per le sue proprietà antimalariche, digestive, colagoghe (facilita la secrezione della bile nell'intestino) e regolatrici del ritmo cardiaco. Alla sua prima proprietà - adeguandosi agli indigeni - i primi colonizzatori devono la vita, perchè probabilmente non avrebbero resistito a certi climi tropicali. Utilizzata poi anche in Europa a partire da questa data, nei successivi trecento anni contribuì non poco a debellare una delle più diffuse malattie debilitanti che assillavano molte insalubri contrade: la malaria. Ad abusarne il consumo - una volta scoperto che era un alcaloide e che se assunto con un po' di vino è capace di modificare in vario modo lo stato fisico e psichico - furono proprio quei contadini che venivano curati con il chinino. Fu appunto chiamata "la droga dei poveri". Ben presto divenne una piaga, fino al punto che la commercializzazione del farmaco fu monopilzzata e messa sotto il controllo dello Stato. Ancora nel 1901 - per rimanere in Italia - lo Stato vendeva 30 milioni di grammi l'anno di chinino su una popolazione di 32 milioni; il Veneto (una delle zone socialmente più disagiate d'Italia, quasi in perenne stato d'angoscia nelle zone paludose) ne abusò con 5 milioni di grammi-anno; i Napoletani (dove l'angoscia è meno di casa ) solo lo 0,4 milioni di grammo-annuo.

____ PASCALINA - Addizionatrice (vedi anno 1971 "Calcolatrice")


ANNO 1643

____ BAROMETRO a Mercurio (vedi anno 1592 - "termometro") e (vedi anno 1648 "pressione atmosferica") e subito sotto l' anno 1645.

ANNO 1645

____ VUOTO PNEUMATICO - (vedi sotto)
____ PESO DELL'ARIA - Il "barometro" realizzato da Torricelli usando l'omonimo "vuoto torricelliano" col mercurio, ispirò un fisico tedesco, Otto von Guericke. Questo si convinse che si poteva creare il vuoto in un altro modo molto più semplice, aspirando l'aria dal contenitore con una pompa un po' simile a quelle dell'acqua: con la classica vite a spirale di Archimede, ma con una maggiore aderenza alle pareti del cilindro. Riuscì nel suo intento, e con il vuoto realizzato fece altre spettacolari dimostrazioni: che un campanello posto nel vuoto così creato nel contenitore non si udiva perchè era l'aria che propagava il suono; che il fuoco e una semplice candela non bruciava se non c'era l'aria; che nessun animale e vegetale poteva vivere senz'aria; ed infine dimostrò che l'aria aveva una sua densità e un suo peso. Prese un contenitore con l'aria poi lo ripesò svuotata: il primo risultò decisamente più pesante del secondo contenitore. La densità dell'aria era stata per la prima volta misurata!

ANNO 1648

____ PRESSIONE ATMOSFERICA E ALTITUDINE - Nè Galileo, nè Torricelli avevano tenuto conto del fattore "altitudine". Fu il fisico francese Blaise Pascal (1623-1662) a fare alcune riflessioni. Se il mercurio come si era dimostrato saliva in presenza della pressione atmosferica dell'aria, se si saliva in alta quota dove l'aria era più rarefatta la pressione doveva essere minore. Fece fare l'esperimento a 1600 metri di altitudine e constatò che la colonnina del mercurio era scesa a 68,58 cm., mentre a livello del mare segnava 76,2 cm. Fu evidente che più si saliva e più la densità (o pressione) diminuiva. Ma fino a quale altezza diminuiva? E oltre questa limite cosa c'era? Fece qualche calcolo e dichiarò che questo limite doveva essere all'altezza di circa 160 chilometri. Oltre c'era il vuoto: il vuoto siderale dove giravano Luna, Pianeti e Corpi celesti.
____ PRESSIONE IDRAULICA - Nello stesso anno Pascal fece anche un'altra scoperta di fisica. Era noto che se si esercitava una certa pressione su un fluido dentro un piccolo o grande recipiente chiuso, la stessa pressione veniva trasmessa alle pareti dello stesso recipiente. Ma quanta? Il risultato delle misurazioni fu che la pressione era immutata, le pareti ricevevano la stessa pressione. Alla base della pressa idraulica questo fenomeno prese il nome "Principio di Pascal".

ANNO 1650

____ FUCILE - Dopo l'idea dell'archibugio (vedi anno 1450) e del "moschetto" (vedi anno 1565), che funzionavano a miccia con la polvere da sparo, l'invenzione che diede il nome al fucile realizzato quest'anno, fu la "pietra focaia" (dal latino focus, fuoco). La pietra veniva applicata alle armi di piccole dimensioni che erano composte da tre parti: l'otturatore, il calcio e la canna. L'otturatore stava dietro la canna mentre il calcio era in legno e univa le due parti. Il meccanismo dell'otturatore consisteva in una ruota d'acciaio, al cui asse era applicata una catena che la collegava a una potente molla. Insieme, la molla e la catena, caricavano la ruota preparandola allo sparo. Quando era carica un chiavistello (dente d'arresto) la bloccava fin quando non veniva liberata dalla pressione del grilletto. Mentre girava la ruota sfregando contro una pietra focaia (in genere pirite) produceva scintille. Il bordo superiore della ruota si inseriva nel contenitore della polvere da sparo attraverso una fenditura che questo aveva alla sua base. La scintilla dava fuoco alla polvere e un rudimentale pallettone o pezzetti di ferro uscivano dalla canna. Era solo l'effetto detonante che impressionava, mentre i risultati erano piuttosto scarsi.
(questi pezzetti di ferro alcuni pensano che abbiano dato poi origine alla "mitraglia" che spara diverse pallottole - Il Bullet lo trae dal brettone "mintrailh" composto da "mine" metallo e "drailh" pezzo, frammento - In piemontese "mitraja" era un piccolissima moneta; )
Nel 1710, imitando le bocche da fuoco dei cannoni che si erano dotati di scanalature a spirali per vorticare meglio il proiettile, anche il fucile iniziò ad avere la pallottola vorticante, merito di alcuni costruttori di armi, tedeschi, che erano approdati in Pennsylvania. Per la spinta del proiettile nella scanalatura rigata occorreva più forza, e anche più tempo, ma i due problemi vennero in parte risolti. Con il risultato che il "fucile Pennsylvania" aveva non solo una gittata tre volte superiore al vecchio fucile a canna liscia, ma soprattutto aveva una più altra precisione. Prima, puntando sul nemico le pallottole o i pallini cadevano sul nemico a caso. Ora invece non solo le pallottole giungevano a bersaglio con una certa precisione (soprattutto se a sparare era gente allenata alla mira), ma puntando da una distanza tre volte superiore, il nemico dotato di vecchi fucili a cortissma gittata era soccombente a tutti gli effetti.
In sostituzione della polvere nel 1807 utilizzando il fulminato di mercurio, posto dietro la medesima pallottola (che era ormai un piccolo cilindro in ottone o in rame e conteneva il detonatore e la pallottola medesima - vedi più avanti) esplodendo con la percussione di un marchingegno detto appunto "percussore", questo faceva partire la pallottola attraverso la canna. Un perfezionamento fu fatto nel 1837 dall'armaiolo francese Nicolas Flobert. Nello stesso anno fu inventato il primo fucile a retrocarica, costruito dall'armaiolo Johann Nikolaus von Dreyse. Nel 1841 quest'arma fu adottata dall'esercito prussiano. Altre idee furono poposte dal francese Pottet nel 1857; le sue realizzazioni portarono all'idea di creare dei fucili a ripetizione. Nel 1860 era Winchester a costruire un fucile con tale sistema, con una cartuccia contenente 7 proiettili. Pochi mesi dopo, prodotta da Tyler Henry, la cartuccia del Winchester già conteneva 12 pallottole. Si rivelò come il fucile della vittoria quando fu usato dalle truppe federali durante la Guerra di Secessione Americana del 1863. Un fucile che divenne famoso ancora durante la seconda guerra mondiale, usato dall'esercito americano, soprattutto dai reparti paracadutisti che ne avevano in dotazione uno con il calcio in tubolare metallico ribaltabile.
Non minore fortuna nella stessa guerra ebbe il micidiale fucile "Mauser" costruito per la prima volta nel 1888 dagli omonimi fratelli Wilhelm e Paul Mauser.

____ CARTUCCE FUCILE - Nel 1851, l'americana Smith & Wesson aveva già messo sul mercato una cartuccia metallica. L'idea di una cartuccia era già venuta allo svizzero J Samuel Paulil nel 1812 ma era troppo in anticipo sui tempi. Dopo l'introduzione delle cartucce di S. e W., l'idea di fare con queste un fucile a ripetizione venne a molti. La prima industria a realizzarlo - come già detto sopra - fu l'americana Winchester che fu ben presto la protagonista di cento anni di guerre; nel 1866 anche la Francia con il fucile di Chassepot iniziò la produzione di quest'arma (che subito provò in Italia contro i Garibaldini a Roma). Nel 1904 il fucile a ripetizione si perfezionò ancora, diventando "fucile mitragliatore", costruito dalla fabbrica danese Madsen. (quanto alla vera e propria "mitragliatrice" vedi Anno 1862)

____ CARROZZELA PER INVALIDI - A progettarne una a questa data (1650) fu un ingegnoso tedesco, Stephen Farfler, che era stato colto da paralisi alle gambe. Se ne costruì una personale e ben presto l'idea fu mutuata da tanti altri infermi che o per incidenti traumatici o a causa di malattia avevano perso l'uso delle gambe.

____ ETA' DELLA TERRA - Con l'aria che tirava - da una parte la Santa Inquisizione impegnata a reprimere ogni forma di devianza dalla dottrina ufficiale, dall'altra gli scienziati che sguitavano a scoprire e a parlare di nuovi mondi - è normale che qualche scienziato iniziava a congetturare non solo l'età di questi mondi ma anche della stessa Terra, e quindi a interrogarsi quando la creazione aveva avuto luogo. Fino allora valido vi era un unico testo: la Bibbia. Ma era piuttosto vaga quando si riferiva alla datazione di questa creazione. A togliere ogni dubbio - se qualcuno lo aveva - ci pensò un vescovo anglicano nel 1650 - James Ussher (1581-1656), che affermò che il mondo era stato creato nel 4004 a.C. - Uno più zelante di lui - il teologo inglese John Lightfoot- quattro anni più tardi - precisò che Dio aveva creato il mondo, l'universo, la luce, il sole, la luna e i pianeti alle 9 di mattina del 26 ottobre del 4004. Quale sistema adottò per "creare" lui questa data, resta un mistero.

____ PROTESI ACUSTICA - Un sistema artificiale che permettesse di ampliare i suoni che un debole di udito non percepiva, fu ideato in un modo piuttosto empirico nel 1650 dal tedesco Athanazius Kirker, e consisteva in una specie di imbuto che si appoggiava all'orecchio. Da allora i "cornetti acustici" entarono nell'uso comune realizzati in diversi materiali (avorio, legno, metallo). Con la conoscenza dell'elettricità, alimentata da questa, la prima protesi viene realizzata dal medico austriaco Ferdinand Alt nel 1900. Erano ancora ingombranti e anche poco estetiche, ma con l'introduzione nel 1950 dei transistor, questi furono subito utilizzati per realizzare pratiche protesi acustiche fornite di batteria di pochissimi millimetri, da introdurre nell'orecchio o collegati alle stanghette di un paio di occhiali in modo da renderli quasi invisibili.

ANNO 1654

____ PROBABILITA' - A far porre le basi di una teoria delle probabilità, più che altro per necessità, fu un accanito giocatore di dadi - il francese Chevalier de Mare - che piuttosto angustiato delle sue numerose perdite di denaro in questo gioco- si rivolse al grande matematico Pascal chiedendogli di indagare se c'era un metodo matematico. Questo incallito giocatore segnandosi i numeri ritardatari, oppure quelli che uscivano di frequente, credeva di aver scoperto un metodo. Ma giocando con questo suo metodo non aveva migliorato la sua posizione anzi l'aveva peggiorata.
Pascal si interessò al problema chiedendo la collaborazione di un altro matematico (il Francese Pierre de Fermat, pochi anni prima autore del cosiddetto "Ultimo teorema di Fermat"). Insieme i due celebri matematici chissà quanti lanci di dadi fecero, ma nel farlo annotavano ogni cosa, fino ad avere la certezza che per quanto fossero casuali i numeri che uscivano dai dadi, lo erano fino a un certo punto se l'avvenimento o gli avvenimenti venivano presi singolarmente cioè con uno o pochi lanci, mentre nel fare moltissimi lanci nella totalità l'uscita di un numero seguiva la stessa regola di altri numeri; cioè le possibilità che uscisse questo o quel numero erano uguali. Era la "legge delle probabilità". Lanciando dieci volte i dadi il risultato potrebbe essere nove volte pari, una volta dispari - cioè il 90% il primo e solo il 10% il secondo; ma se lanciamo diecimila volte i dadi, l'uscita del dispari potrebbe essere il 49%, quindi quasi identica al 51% del pari; ma se facciamo un milione di lanci ci avviciniamo a una probabilità del tutto quasi identica, il 50% per il pari il 50% del dispari (salvo qualche insignificante decimale: cioè 50,0004% contro un 50,0006%.). Le basi erano state messe, poi lo sviluppo di questa scienza fornì i valori di probabilità complesse, fornendo anche teorie alternative, rispetto alle quali il calcolo può considerarsi neutrale ("Teorie logiche", "Teorie frequentiste", "Teorie soggettive", l' "Assiomatizzazione della teoria delle probabilità"). Si cimenteranno in questa scienza matematici e filosofi: da Laplace a Keynes, da Carnap a Reichenbach, fino a all'ultima citata, elaborata negli anni Trenta da Kolmogorov.

____ PRESSIONE ATMOSFERICA ( vedi i primi esperimenti "barometro" anno 1592).

ANNO 1656

____ SATURNO ( GLI ANELLI DI ) - Se ricordiamo quando Galilei scoprì i quattro satelliti di Marte, molti per non rinnegare le propri convinzioni, non vollero nemmeno avvicinarsi al suo cannocchiale, così non vedendoli, i satelliti non esistevano. Dopo Marte e Venere, Galilei volle puntare il suo cannocchiale su Saturno; ma come abbiamo già accennato, il suo aveva pochi ingrandimenti, comunque più che sufficiente per vedere i pianeti nel cielo stellato come una pallina. Questa pallina l'aveva vista nitida guardando Marte, puntandolo su Venere pure; ma quando iniziò sistematicamente ad osservare Saturno, la pallina sì appariva, ma in alcuni giorni questa ai lati presentava due sporgenze, mentre in altri giorni scomparivano; oggetti (satelliti) come quelli di Marte non dovevano essere, perchè quando apparivano, le sporgenze rimanevano fisse. Galileo non riusciva a capacitarsi, ciò che vedeva era per lui del tutto incomprensibile, sfuggiva ad ogni sua azzardata ipotesi; si convinse pure lui che era meglio non guardare, e che forse avevano ragione chi - per denigrarlo, per ridicolizzarlo - andava dicendo in giro che non bisognava guardare dentro i "strani tubi" di Galileo, perchè producevano dei "bizzarri effetti ottici".
A scoprire più tardi che cos'erano quelle strane sporgenze fu un astronomo olandese - Christian Huygens (1629-1695) . Con delle ottime lenti ( a lucidargliele fu un certo Spinoza - filosofo nei ritagli di tempo) prima costruì un potente telescopio lungo 7 metri, poi quando lo puntò nel 1656 su Saturno rimase stupito e perfino emozionato. Ciò che non era riuscito a vedere e a capire Galileo, lui lo vedeva e aveva anche capito; il pianeta era circondato da un sottile, ampio anello, che non toccava in nessun punto il pianeta. Noi oggi siamo abituati a vederlo e lo conosciamo come il più bel pianeta del sistema solare, possiamo quindi immaginare l'emozione e la meraviglia di
Huygens, visto che fino allora i pianeti si erano sempre viste attraverso le deboli lenti come una pallina più o meno luminosa. Seguì Saturno ogni notte per mesi, e scoprì pure che possedva un satellite, che chiamò Titano. Poi nello stesso anno puntando il suo telescopio nel firmamento fece anche un'altra scoperta: la Nebulosa di Orione. Solo nel 1675, Cassini scoprirà che l'anello non era uno solo, ma due. La riga nera della divisione viene ancora oggi chiamata "divisione di Cassini", e si parla di "anelli" al plurale.

____ OROLOGIO A PENDOLO - Huygens, Galileo lo volle imitare non solo nelle ricerche astronomiche (come abbiamo visto sopra, e con successo) ma anche in quelle che lo scienziato Pisano fin da quando aveva diciassette anni aveva coltivato con la sua precoce mente di indagatore. Una di queste erano l'oscillazioni del pendolo isocrone ( da isos "uguale" e khronos "tempo", che avviene a intervalli di uguale periodo). Galileo però non utilizzò la sua scoperta per farne un orologio, anzi in tutte le altre sue ricerche e fino alla morte paradossalmente continuò a misurare il tempo con i soliti orologi ad acqua. Huygens, seguendo il principio galileiano (azione fisica che si ripete a un ritmo costante), aggiungendo dei pesi al pendolo e una cicloide per farlo oscillare costantemente, nel 1656 realizzò il primo "orologio a pendolo"; un misuratore del tempo semplice ma così preciso che era già in grado di dire non solo l'ora ma anche il minuto. In un baleno si diffuse e seguitò ad essere l'orologio più preciso nei successivi 300 anni. (vedi anche anno 1581 alla voce "Pendolo" con maggiori descrizioni e alla voce "orologio" anno 270 a.C.)

ANNO 1657

____ CADUTA DEI CORPI - Con i mezzi che disponeva Galileo non poteva certo dimostrare che in assenza di aria un oggetto leggero cadeva e raggiungeva il suolo contemporaneamente a un oggetto pesante. Ma era più che convinto che tutti i corpi cadessero con la stessa velocità se non vi era la resistenza dell'aria. Nel 1645 (vedi) Guericke aveva creato con la sua pompa aspirante il primo "vuoto pneumatico", ma era poca cosa, non abbastanza per fare il tipo di esperimento galileano. Intorno a questa data (1657) il fisico inglese Robert Hooke (1635-1701) realizzando un vuoto in un grosso recipiente, con una pompa aspirante aria migliore di quella di Guerike, fece la dimostrazione che una piuma e una moneta lasciate cadere dall'alto contemporaneamente cadevano alla stessa velocità. Ancora una volta Galileo Galilei aveva ragione !
Hooke era anche un eclettico scienziato, spaziava in ogni campo, comprese le osservazioni al microscopio; nel farle scoprì delle "piccole camere", cioè le "cellule". ( vedi anno 1665)

ANNO 1658

____ ENTOMOLOGIA - (vedi sotto)
____ EMATOSI (vedi sotto)
____ GLOBULI ROSSI - Come lo era stato Galileo, anche il naturalista olandese Jan Wammerdam (1637-1680) era in anticipo con i tempi quando osservò il sangue umano. Come erano stati potenziati i cannocchiali (che ora si chiamavano "telescopi"), anche i microscopi erano di molto migliorati con le lenti a disposizione sempre più perfette . Uno di questi attrezzi lo possedeva lo scienziato olandese, che iniziò sistematicamente ad utilizzarlo per studiare i piccoli insetti; ne osservò e ne descrisse circa 3000 specie, e proprio per questo immane lavoro può essere considerato il padre della moderna "Entomologia". Poi volle osservare minuziosamente il sangue umano, scoprendo così l'esistenza dei "globuli rossi". Ma che cos'erano e che funzione avevano non lo seppe spiegare; come abbiamo detto era in anticipo sui tempi. Solo più tardi scopriremo che i "globuli rossi" sono quei miliardi di corpuscoli quasi sferici, che hanno la funzione di trasportare l'ossigeno dall'aria ai nostri polmoni; l'aria giunge ai polmoni attraverso il grosso bronco, mentre il sangue si carica di anidride carbonica in un ramo dell'arteria polmonare, la perde e si carica di ossigeno all'altezza degli alveoli. Il sangue ossigenato viene poi espulso dai polmoni attraverso due vene polmonari. L'insieme degli scambi gassosi a livello alveolare costituisce il fenomeno dell'"ematosi".

ANNO 1660

____ CAPILLARI - In anticipo sui tempi (e con molti rischi dell'inquisizione) era stato anche William Harwey (vedi 1628) pubblicando "De Motu Cordis et Sanguines" (I movimenti del cuore e del sangue). Anche a lui gli diedero la caccia perchè divulgava "ignominiosae atque mentognere idee". Rifugiandosi all'estero la fece franca e campò fino a 80 anni, ma anche se aveva buttato le basi della moderna fisiologia, non indagò oltre. Aveva però approfondito e spiegato l'esistenza della doppia pompa dei polmoni, individuato bene le arterie e le vene, il sangue che partiva dal cuore e passava nelle arterie, quindi nelle vene, e poi ritornava al cuore. Ma come avveniva questo collegamento di arterie e vene in ogni più piccola zona del corpo lui prima di morire (1657) non era riuscito ad appurarlo, ma aveva ipotizzato che ci dovevano essere dei microscopici vasi che agivano in sinergia per irrorare il sangue di sostanze vitali, quali l'"aria purificata" e asportare quella già utilizzata. Dunque per svelare il mistero ci voleva il microscopio, e questo come abbiamo visto sopra, era - con le nuove lenti - migliorato moltissimo come potenza di ingrandimenti. Pioniere di queste osservazioni fu un fisiologo italiano - Marcello Malpighi (1628-1694). Sarebbe finito sul rogo se avesse fatto queste osservazioni su un essere umano; lui aggirò l'ostacolo e si accontentò di osservare un animale, un pipistrello, scoprendo così ciò che aveva ipotizzato Harwey morto tre anni prima: cioè l'esistenza di piccoli vasi, così piccoli che somigliavano a un capello, e proprio per questo li chiamò "vasi capillari"; dalle pareti sottili attraverso le quali, per osmosi, avviene il ricambio tra l'ossigeno e le sostanze tossiche da eliminare.

____ ELETTRICITA' STATICA - Il nome greco "electron" significa "ambra", la resina fossile che strofinata aveva - secondo gli studi di Talete nel 585 a.C. - una proprietà magnetica simile alla magnetite. Anche se le proprietà di quest'ultima in seguito aveva permesso l'invenzione della bussola, nessuno sapeva ancora perchè l'ago puntava sempre verso Nord. Dobbiamo giungere al 1600, quando un fisico inglese - William Gilbert (1544-1603), illustrò i suoi esperimenti in un suo famoso libro: "De Magnete". E fra questi esperimenti fatti poi anche in pubblico, concludeva che gli aghi delle bussole si comportavano in quel modo perchè la Terra stessa era un enorme magnete e il suo polo era a Nord. Ridimensionò l'ambra perchè tanti altri cristalli se strofinati presentavano la stessa forza d'attrazione, e concluse chiamando tutti quei fenomeni dell'attrazione "elettricità..."; e dato che essa rimaneva ferma se lasciata indisturbata, aggiunse "...statica", che in greco significa "rimanere fermo".
Fatta astrazione da tutte le ipotesi, lo studio della elettricità si divide in due grandi parti: nell'una si comprendono i fenomeni che presenta l' "elettricità statica" ossia allo stato di quiete; nell'altra i fenomeni che presenta l'"elettricità dinamica" ossia allo stato di movimento. L'elettricità statica ha per causa principale lo strofinamento; allora si accumula sulla siperficie dei corpi, e vi si mantiene in equilibrio ad uno stato di "tensione" che si manifesta per mezzo di attrazioni e scintille. Allo stato dinamico l'elettricità risulta in special modo da azioni chimiche, ed attraversa i corpi sotto forma di corrente, con una velocità paragonabile a quella della luce. In questo caso essa si distingue dall'elettricità statica principalmente per gli effetti chimici e per i suoi rapporti col magnetismo.

William Gilbert non aveva ancora scoperto il principio dell'elettricità, ma era quasi sulla buona strada. Quella giusta la imboccò invece Otto von Guericke (1602-1686) nel 1660 quasi per caso. Lui nel 1645 aveva inventato la pompa d'aria: un cilindro con uno stantuffo. Lo sfregamento continuo delle componenti della pompa, non solo produceva "elettricità statica", ma continuando il movimento, l'elettricità si accumulava, fino al punto di riuscire a produrre delle scintille se il recipiente veniva toccato. Costruì così un geniale marchingegno (nell'immagine sopra) con un disco che ruotava tramite una manovella. Appena il disco veniva messo in rapido movimento, per lo strofinamento subìto l'elettricità sviluppata e accumulata produceva la scintilla elettrica accompagnata dallo schiocco (assistere al buio al fenomeno era spettacolare). Guericke era giunto a creare quasi una specie di dinamo di elettricità statica, ma non andò oltre. Un altro passo lo fece il fisico inglese Francis Hauksbee nel 1706 che costruì una grossa sfera di vetro che messa in rotazione, lo sfregamento sviluppava una scarica molto più intensa rispetto a quella ottenuta da Guericke. Ma anche lui non andò oltre. Nel 1729 uno sperimentatore inglese - Stephen Gray - volendo ripetere gli esperimenti di Hauksbee e Guericke, invece di una sfera di vetro costruì dei tubi di vetro, e sfregando questi non solo ottenne l'"eletticità statica" del tubo, ma scoprì che si erano elettrizzati anche i sugheri che chiudevano alle estremità il tubo, quindi lontani dallo sfregamento. Gray pensò allora che l'elettricità fosse un fluido e che sia la sfera che il suo tubo di vetro fossero ininfluenti al fenomeno. Usò così prima una corda, poi un filo di metallo, poi di vari metalli, lunghi anche 250 metri. Non aveva ancora scoperto l'elettricità, ma aveva scoperto che alcuni conducevano l'elettricità mentre altri non la conducevano affatto; divise così le varie sostanze in "conduttori" e "non conduttori" (quest'ultimi chiamati anche "isolanti"). Non fece di più, ma con queste semplici scoperte furono in seguito avvantaggiati i futuri nuovi ricercatori.
Ciò che invece sfuggì a Gray, non sfuggì quattro anni più tardi ad un altro ricercatore - il fisico francese Charles Francois de Cisternay du Fay (1698-1739) - che ripetendo, nel 1733, l'esperimento dei due sugheri, scoprì che se scaricava ad entrambi l'elettricità statica con una bacchetta di vetro elettrizzata questi si respingevano; mentre se usava una bacchetta di resina elettrizzata, i due sugheri si attiravano reciprocamente. Non aveva scoperto ancora l'elettricità ma ritenne di aver scoperto non uno ma "due fluidi" elettrici (cioè i due poli dell'elettricità) ma non capì quali dei due era uno positivo e l'altro negativo. Disse semplicemente che "dovevano esserci due fluidi elettrici". Una cosa però aveva fatto: fatto iniziare il processo d'individuazione di similitudini e collegamentei tra l'elettricità e il magnetismo, che sarebbe divenuto particolarmente importante in seguito.
Questo fenomeno fu infatti utile al successivo inventore, anche se gli esperimenti furono fatti in tutt'altro modo. (vedi "Bottiglia di Leyda" - anno 1745 - anno 1752 "parafulmine" - e anche "elettrostatica" anno 1785).

ANNO 1661

____ BANCONOTA - La prima cartamoneta fu inventata in Cina nel VI sec. Un paio di secoli dopo in Medio Oriente un tipo di denaro in carta era già rappresentato da "fogli di credito", concepiti dai mercanti arabi col nome di shek (il nostro cheque, o assegno); sicuramente ne avevano appreso l'uso dai cinesi. Dopo la caduta dell'impero islamico, l'idea di una moneta di carta non ebbe seguito per la troppa diffidenza. A rilanciare l'idea fu una banca europea svedese, di Stoccolma che emise la prima banconota nel 1661. (vedi "Origine della Moneta")


____ ELEMENTI CHIMICI - Era dall'antichità che si parlava di elementi; i greci (Aristotele ecc.) avevano sentenziato che erano presenti in tutto l'universo quattro elementi: terra, acqua, fuoco, aria. Tali idee non erano cambiate in duemila anni, era cioè la teoria dominante di tutti coloro che facevano scienza, o meglio "alchimia", che non è una scienza ma una dottrina magico-religiosa fondata sì sulla ricerca ma d'ispirazione spirituale ed esoterica di un principio universale (elisir, panacea) capace di rivelare i segreti della vita. In realtà era una azione condotta nascostamente che raggiungeva gli obiettivi a prezzo di ambiguità o compromessi (si pensi agli "elisir di lunga vita", alla "pietra filosofale", o a quelle fantasie di tramutare i comuni metalli in oro). A mettere un po' d'ordine, a separare l'alchimia dalla chimica, nel 1661 fu il fisico e chimico irlandese Robert Boyle (1627-1691), pubblicando "The Skeptical Chymist" ("il chimico scettico"). L'affermazione più categorica fu questa: "Tutte le sostanze che non possono essere trasformate in nulla di più semplice sono degli elementi". Di conseguenza tutte le altre che si possono trasformare in altre sostanze non sono elementi. Per ottenere questo, la strada da seguire era una sola: "Per stabilire quali erano questi elementi bisognava abbandonare la deduzione e stabilirlo tramite la sperimentazione". Da questo momento la "chimica" con Boyle diventa una scienza autonoma, separata anche dalla medicina.

ANNO 1662

____ LEGGE SUI GAS (vedi sotto)
____ LEGGE DI BOYLE - Messosi sul sentiero della vera chimica, Boyle s'inoltrò in quella della fisica (lui del resto era un fisico oltre che un chimico). Nel farlo tornò indietro di 2100 anni esatti, quando appunto nel 440 a.C., un bizzarro filosofo greco - Democrito - ridusse la natura a un accozzaglia di atomi in evoluzione nel vuoto infinito. Quelle teorie erano però solo intuizioni, Boyle invece procedette in veri e propri esperimenti per dimostrare che gli atomi esistevano veramente, e rientravano nella natura atomica degli elementi.
Nel 1624 van Helmont (vedi anno 1628) aveva già constatato che alcuni vapori avevano proprietà diverse, ma non ebbe occasione di distinguerli, perchè queste "arie" non avevano alcun volume specifico, tutte riempivano qualsiasi contenitore. L'unica supposizione che fece fu quella che erano particelle di un tipo di materia immerse nel "caos" più completo. E proprio per questo la nuova sostanza la chiamò "caos" che nella pronuncia fiamminga si legge "gas". Robert Boyle partì proprio dai "gas", utilizzando la pompa d'aria, ma non per aspirare aria ma per comprimere i gas in un recipiente a forma di tubo. Scoprì che il volume del gas variava inversamente alla pressione esercitata su questo. La conclusione fu: che i gas erano di natura atomica, e che quando erano nell'aria i loro atomi erano molto distanti gli uni dagli altri, mentre comprimendoli gli atomi si univano, riducendo così il loro volume. Era questa la "Legge di Boyle".
E i solidi e i liquidi? Erano - disse Boyle - anch'essi formati da atomi, soltanto che erano già uniti a causa delle condizioni di ambiente in cui si trovavano (di temperatura e pressione). Come tutti gli scienziati sopra citati, anche Boyle era in anticipo sui tempi; ci vorranno altri centocinquant'anni per far prevalere l'atomismo, l'antica dottrina secondo cui l'universo (quindi ogni cosa - minerali, vegetali, animali) è formato di atomi in perenne movimento che si aggregano tra loro in determinate condizioni e in maniera fortuita.

____ SCIENZIATO (vedi sotto)
____ ACCADEMIA DELLE SCIENZE - Nonostante l'oscurantismo (anche se solo in certi Paesi, e in prima fila l'Italia) tutte le nuove scoperte scientifiche non lasciarono indifferenti i monarchi dei vari Stati; e anche se alcuni ci vedevano solo del prestigio per il proprio Paese, altri ci vedevano vantaggi materiali; e non avevano torto! perché in un modo o nell'altro, entrambi contribuirono all'allargamento delle "nuove idee" dette ancora "filosofiche". Lo "scienziato" non esisteva ancora. Nasce quest'anno (1662) quando il re d'Inghilterra Carlo II, a Londra istituisce l" Accademia Reale delle Scienze"; con uno scopo nuovo e ben preciso: raccogliere le relazioni, pubblicazioni dei vari autorevoli membri che ne facevano parte, questi potevano fare incontri, riunioni, comunicare reciprocamente le proprie scoperte, informarsi su quelle degli altri. Era dai tempi dell'antica Alessandria d'Egitto che questo non accadeva; i Greci avevano istituito le Accademie, ma erano limitate all'umanistica; e quando si parlava di scienza questa rientrava sempre nella filosofia. Di scienza sperimentale nemmeno l'ombra, tutte le argomentazioni scientifiche erano solo deduzioni, non il risultato di esperienze (nella meccanica, nella medicina, nel calcolo, ecc. ecc.). Dopo l'Inghilterra molte altre nazioni crearono società scientifiche; in Francia a Parigi nasceva due anni dopo, nel 1666; in Germania a Berlino nel 1700. E mentre le altre le creavano le accademie scientifiche, l'Italia chiudeva la sua. Eppure nel 1603 aveva anticipato tutti, fondando a Roma l'Accademia dei Lincei di cui fece parte Galileo Galilei; nel 1630 veniva chiusa. Riprenderà per qualche anno nel secolo XVIII, si riorganizzerà solo nel corso del XIX secolo. I risultati di una così retriva politica nostrana si possono vedere con tanta amarezza negli anni che d'ora in poi seguiranno.

ANNO 1665

____ CELLULA - Con i microscopi sempre più potenti, gli scienziati indagatori ogni giorno scoprivano qualcosa. Dopo i "capillari", compaiono sulla scena delle "piccole camere" nei tessuti che Robert Hooke scopre in questa data, osservando il sughero e che battezza "cellula". Non era del tutto appropriato in nome, perchè ciò che osservò erano tessuti morti e non come appaiono negli esseri viventi; sono infatti le cellule delle unità "funzionali" nella maggior parte degli oganismi viventi, cioè sono piene di fluido. Tuttavia il nome "cellula" rimase.

____ DIFFRAZIONE DELLA LUCE - Il fisico italiano Francesco Maria Grimaldi (1618-1663) fu anche lui un altro scienziato che era in anticipo sui tempi di almeno un secolo e mezzo. Aveva fatto alcuni esperimenti e approfondite osservazioni sui raggi di luce cercando di capire perchè i raggi di luce si muovevano solo in linea retta, perchè non aggiravano gli ostacoli, e perchè rimbalzavano (si riflettevano all'indietro). In un opera che fu pubblicata due anni dopo la sua morte, fu il primo a ipotizzare che la luce fosse composta da minuscole particelle, che si comportavano come un onda, molto simile alle onde dell'acqua o a quelle del suono; perchè anche la luce colpendo un oggetto una parte di essa anche se minima deviava. I risultati che ottenne dai suoi esperimenti lo portarono a scoprire il fenomeno della "diffrazione" della luce. Studi che furono del tutto ignorati, perchè nemmeno lontanamente gli scienziati di questo periodo - ma anche nei successivi due secoli - pensavano che la luce fosse un fenomeno ondulare, un flusso energetico composto da quelle particelle che saranno poi chiamati "fotoni". Il "quanto di luce", particella elementare considerata portatrice delle forze (radiazioni) elettromagnetiche avente: la velocità della luce, la proprietà corpuscolare, dotato di una quantità di energia il cosiddetto quanto di radiazione. (vedi "effetto fotoelettrico" e "Einstein" anno 1905).


____ ROTAZIONE DI PIANETI - Dal tempo di Galilei i telescopi realizzati dopo di lui avevano decuplicato la loro potenza. Gli astronomi di questi anni, con i nuovi potenti strumenti non vedevano soltanto una nitida pallina luminosa, ma cominciarono a vedere di un pianeta il disco, che osservato scrupolosamente ogni notte, presentava alcune caratteristiche che non erano presenti le notti precedenti. Uno di questi astronomi era il francese nato in Italia Gian Domenico Cassini (1625-1712). Osservando ogni notte Marte e Giove in base a precise misurazioni, riuscì a scoprire e a determinare la velocità di rotazione di entrambi: 24 ore e 40 minuti Marte; 9 ore e 56 minuti Giove. Non vi erano dunque solo "altri mondi" ma questi mondi erano proprio simili alla Terra, erano delle sfere che ruotavano sul proprio asse.

ANNO 1666

____ SPETTRO LUMINOSO - Oltre Grimaldi (che abbiamo letto l'anno precedente, con la "diffrazione") a interessarsi alla luce c'era un altro giovanissimo (24 enne) fisico inglese - Isaac Newton (1642-1727). La sua curiosità non era però imperniata sul fenomeno ondulare o corpuscolare della luce (*), ma sulla sua composizione. E per saperlo doveva scomporla; cosa che gli riuscì utilizzando un pezzo di vetro triangolare (un prisma). La prima sorpresa fu quella di vedere scomposta la luce in una fascia di colori che andavano dal rosso all'arancione, dal giallo al verde, dall'azzurro al viola, e ogni colore sfumava nel successivo. Era forse dovuto al vetro questo effetto? Si tolse subito il dubbio con un'altra mossa geniale; di fronte al fascio di colori mise un altro prisma uguale, e con grande sorpresa vide nuovamente uscire dal prisma la luce bianca. Spiegò anche il fenomeno dell'arcobaleno, affermando che era in quel caso l'aria impregnata di umidità (goccioline di acqua) che agiva da prisma; e così agivano pure le bolle di sapone, scomponendo la luce con la loro sottilissima pellicola di acqua.
Proseguì gli studi e nel 1672 l' 8 febbraio annunciò la "teoria sulla luce e sull'origine dei colori". Per la prima volta veniva dimostrato che la luce del Sole è la sovrapposizione di un "miscuglio eterogeneo di raggi" . Fino allora era sempre stato dato per scontato che la luce del Sole fosse "pura" e che il colore fosse un'impurità delle varie sostanze materiali sulla luce, quindi non c'è da meravigliarsi che Newton ricevette non solo encomi e celebrità ma anche qualche espressione di scherno dai bigotti conservatori. Il "padre della scienza moderna" era ancora giovanissimo, ed era appena all'inizio dal concepire le sue più celebri teorie, della fisica, della dinamica, della matematica, che rimasero insuperate per duecento anni, alcune fino allo sviluppo della relatività e della meccanica quantistica.
(*) Newton all'inizio dei suoi studi era favorevole ad una teoria corpuscolare della luce; in seguito sostenne una teoria "corpuscolare ondulatoria", in anticipo di 250 anni sui modelli einsteniani.

____ GENERAZIONE SPONTANEA - I seguaci del creazionismo (dottrina di ispirazione religiosa) hanno sempre negato l'evoluzione della vita sulla Terra, essi hanno un'unica ipotesi biologica, secondo la quale animali e piante sono stati creati così come si presentano attualmente. Una dottrina che iniziava in questi anni del '600 ad essere rifiutata dalla comunità scientifica. Anche se non vi erano ancora i mezzi per confutarla sostenevano che le forme di vita possono sorgere spontaneamente dall'assenza di vita. E sembravano queste loro teorie incontestabili, quando affermavano che, ad esempio, dalla carne morta in decomposizione era possibile vedere sorgere larve viventi (i vermi). Scienziati più attenti affermavano invece che era l'aria; altri che erano le mosche che despositavano sulla carne le loro piccolissime uova. Con intenti più scientifici che religiosi, un fisico italiano - Francesco Redi (1626-1697) volle provare ad abbattere certe credenze facendo dei semplici esperimenti. Prese otto recipienti di vetro, mise dentro della carne, quattro li sigillò e quattro li lasciò all'aria. Nei primi quattro la carne marcì ma non generò larve; gli altri quattro invece produssero larve.
Era forse l'aria la responsabile? Con un altro esperimento lasciò all'aria gli otto recipienti, ma a quattro di essi mise una fitta garza, gli altri li lasciò aperti. Questi ultimi produssero larve, gli altri quattro nessuna. Quindi non era l'aria a imputridire e a far nascere le larve, ma più semplicemente erano le mosche che non impedite dalla garza erano libere di entrare e depositare le loro uova. Fu un vero KO ai sostenitori della "germinazione spontanea", anche se più il là di così - con i mezzi che c'erano- non si poteva maggiormente approfondire; occorreranno anni, prima di vedere al microscopio alcuni stupefacenti segreti della vita, biologica, fisica e chimica; studiare i microrganismi unicellulari e i pluricellulari. (vedi anche i risultati di Spallanzani - anno 1779 - in "fecondazione")

____ TELESCOPIO A SPECCHIO - Scoperte alcuni fenomeni della luce, Newton che utilizzava anche lui i telescopi (rifrattori), ritenne che non erano poi tanto perfetti, perchè le lenti rinfrangevano diversi colori di luce, creavano sempre degli aloni di colore, cioè soffrivano dell'"aberrazione cromatica". Per eliminarla e quindi rendere la visione più perfetta non c'era altra alternativa che quella di utilizzare degli specchi concavi in modo da concentrare la luce tramite le riflessione e non la rifrazione. Nacquero così nel 1668 i primi telescopi riflettori dotati di uno specchio concavo che riflette l'immagine e la rinvia fortemente ingrandita a un oculare.

ANNO 1669

____ MATEMATICA SUPERIORE - (vedi sotto)
____ CALCOLO INFINITESIMALE - Le basi della matematica superiore nascono quest'anno, con una tecnica matematica che finì per essere chiamata "calcolo infinitesimale". Questa tecnica - più versatile di qualsiasi altra - la determinarono contemporaneamente due grandi giovanissimi scienziati: il 27enne Isaac Newton (1642-1727) e il 23enne Gottgried Wilhelm Leibniz (1646-1716). Giovanissimi, ma entrambi battaglieri, quando si scatenò la reciproca accusa di plagio. Battaglie sostenute dalle comunità scientifica di due Paesi per una questione di prestigio nazionale, gli inglesi sostenendo Newton, i tedeschi Leibniz. Il primo l'aveva escogitata questa nuova tecnica lavorando alle "leggi del moto" (per poi giungere nel 1687 alle leggi della "gravitazione universale" - ma qualcuno ipotizza che le aveva già scoperte quest'anno); il secondo che era già un grande filosofo, indipendentemente cercava le stesse risposte, e le trovò pure lui, contribuendo alla formulazione dei principi del calcolo infinitesimale con un simbolismo anche migliore (notazioni tuttora adottate) avviando la logica matematica alla sua costituzione. La battaglia si chiuse dando il merito dela scoperta ad entrambi, anche perchè nel rimanente circa mezzo secolo della loro vita ad entrambi non mancò la fama e il prestigio di grandi scienziati.

____ FOSFORO - Fino a questa data, dai tempi immemorabili, nessun alchimista, nessun scienziato poteva vantare la scoperta e quindi la paternità dei sette elementi (sette metalli) conosciuti. Esisteva dall'antichità il rame, lo stagno, il ferro, l'argento, l'oro, lo stagno, il piombo, il mercurio. Più tardi due altri non metalli: lo zolfo e il carbonio. Nel corso del medioevo ne furono descritti dagli alchimisti altri quattro: l'arsenico, l'antimonio, il bismuto e lo zinco, ma anche di questi non si sa che per primo li scoprì. Nel corso di quest'anno (1669) ne viene alla ribalta un altro: il "fosforo", che però ha un padre scopritore - il chimico tedesco Hennig Brand; il primo dei successivi 90 elementi che saranno poi scoperti. Lo scoprì cercando altro, e trovandosi in mano una sostanza che al contatto dell'aria emetteva spontaneamente dei bagliori come un fuoco, lo chiamò "portatore di luce", in greco "fosforo".

____ GEOLOGIA (vedi sotto)
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FOSSILI - Se la questione della germinazione spontanea aveva sollevato infinite questioni, quella dei fossili fu ancora più infuocata. Nella prima si parlava di come nasceva la vita; nella seconda si accennava alla vita di un lontanissimo passato. Cos'era accaduto negli ultimi tempi? che scavando in alcune miniere si rivenivano rocce con delle impronte di alcuni animali, animali stessi pietrificati, ossa, denti, scheletri ecc. ecc.
Di speculazioni ne sorsero tante. Quelle di ispirazione religiosa -che negavano l'evoluzione della vita sulla Terra - ne affermavano diverse di teorie: che erano scherzi della natura; che erano le prove fatte male dal buon Dio prima della creazione; che erano tentativi di Satana che aveva contrastato Dio il giorno della creazione; che erano i resti di esseri viventi periti nel Diluvio Universale.
Del resto quest'ultimo per i creazionisti era la testimonianza del castigo divino, e quindi i fossili  erano appunto  quelli che erano stati sommersi dalle apocalittiche acque purificatrici mandate da Dio.
Ma anche chi alimentava le accese discussioni ipotizzavano e poi sorvolavano sulle varie età della Terra, non è che avessero delle idee precise, anche se la domanda ricorrente era: "quanto è vecchio il nostro mondo, che età ha", e se bisognava ancora credere alla Bibbia, anche se la Sacra Scrittura è piuttosto vaga quando si riferisce a una cronologia della creazione, si va a ritroso nei vari regni biblici a tentoni, e fra una notizia e l'altra alcuni dicono che è facile individuare l'anno quando ci fu la creazione. A togliere ogni dubbio - se qualcuno lo aveva - ci aveva già pensato un vescovo anglicano nel 1650 - James Ussher (1581-1656), quando affermò che il mondo era stato creato nel 4004 a.C. - Uno più zelante di lui - il teologo inglese John Lightfoot- quattro anni più tardi - precisò che Dio aveva creato il mondo, l'universo, la luce, il sole, la luna, i pianeti e tutti gli esseri viventi alle 9 di mattina del 26 ottobre del 4004. Non poggiava su alcuna base valida, ma sappiamo come è influenzabile l'opinione popolare. Ma il '600 non erano più il tempo delle storielle. C'erano ora gli scienziati, i chimici, i geologi, che stavano analizzando ogni cosa. E fra questi ultimi il danese Nicolaus Steno (1636-1686) che iniziò a sostenere che quelle cose "scavate" (in latino "scavare" è "fossile") erano resti di esseri viventi vissuti in tempi immemorabili, e che col tempo tramite dei particolari processi chimici si erano pietrificati. Quanto alla data, non ne fece accenno. Ma le dispute sull'età della terra si infiammarono; sorsero discussioni a non finire, vere e proprie liti, e ovviamente scontri con i creazionisti e la Chiesa tutta.
Quasi cento anni dopo, nel 1749 comparve un uomo audace, BUFFON, che ipotizzò che la Terra aveva 75.000 anni, e affermava che la vita vi era apparsa dopo 40.000 anni. La reazione del mondo degli studiosi conservatori fu quella di perdonare questa "buffoneria", affermando che si addiceva al nome che l'autore portava. Del resto anche lo stesso Voltaire, in una sua Storia del mondo, considera i fossili uno scherzo della natura e nel parlarne sorvola in gran fretta il tema.
Pochi anni dopo, nel 1795, uscirà l'opera di un filosofo, James UTTON , "Theory of the Earth" che alcuni indicano come il primo comprensivo trattato che possa propriamente essere considerato una sintesi geologica più che un opera filosofica o un esercizio di immaginazione. Ma Utton sorvolò pure lui (come Voltaire) di fare date; non si espose, affermò che le date non avevano molta importanza, e la tesi "mosaica" della non antichità della terra e dell'uomo poteva tranquillamente essere accettata; e chiuse l'argomento. Segna comunque un punto di non ritorno perchè ha esposto una quantità enorme di fatti e li ha interpretati in modo rigoroso, fedele ai suoi presupposti newtoniani. Ha insomma creato la scienza della geologia pur non occupandosi della formazione del mondo, cercando, devoto com' era, di sorvolare la questione. Precauzione insufficiente perchè fu comunque sottoposto ad attacchi feroci (KIRWAN, JAMESON, DELUC, ecc.) e fu presentato come un distruttore della religione e un diffusore di empietà. Lo stesso Rosseau polemizzò contro queste "filosofie ateistiche". Ma Utton lasciò un degno erede. Nel 1830 uscì  l'opera di LYDELL, "Principi di Geologia" , e con le prime ipotesi-rivelazioni sulla origine dei fossili si azzarda anche a formulare una datazione, mettendo così in discussione l'Età della Terra, la Bibbia e perfino la leggenda" del biblico Diluvio Universale Quello di Lydell era il secondo "botto" nell'ambiente scientifico, che seguiva il primo, quello molto attinente, di quattro anni prima, nel 1826 con WOHELER che aveva annunciato la sua sintesi organica gridando a destra e a manca che "la materia è la chimica , e la chimica è la vita"; oltre al botto provocò anche i "fuochi artificiali" di tutto il mondo accademico. Ovviamente Lui e Lydell misero a rumore anche quello ecclesiastico che seguitava caparbiamente a sostenere (e con loro tutti gli "scienziati" cattolici o a loro servizio) che i fossili pietrificati erano scherzi della natura, e che ogni scheletro di uomo o animale non poteva datare oltre il 4004 a.C. cioè dalla Creazione Biblica del mondo.

ANNO 1670

____ DIABETE - Senza l'insulina l'organismo umano non è in grado di utilizzare lo zucchero, che si accumula nel sangue e nelle urine, sintomo principale nella diagnosi del diabete. Normalmente è lo stesso pancreas a produrlo controllando l'utilizzazione dello zucchero, la sostanza energetica principale dell'organismo. Quando per molte ragioni questo controllo viene a mancare, iniziano a verificarsi i disturbi del diabete il primo dei quali è la tendenza a ingrassare. Già nell'antichità alcuni medici osservarono che l'urina delle persone che avevano la tendenza ad ingrassare, era dolce, mentre quella normale non lo era. Chi fece questi assaggi non lo sappiamo, ma era chiaro che avevano individuato le cause di cui soffre il diabetico, di non essere in grado di elaborare normalmente lo zucchero e questo si accumula o nel sangue o si riversa nelle urine. A tornare dopo quasi duemila anni su questi esperimenti e a confermare ciò che aveva osservato gli antichi nel 1670 fu il medico inglese Thomas Willis (1621-1675). Ovviamente comprese i sintomi ma non aveva ancora una cura specifica. Occorsero altre 300 anni prima di trovarne una, risolvendo il problema della deficienza di insulina nell'organismo. Senza l'insulina l'organismo umano non è in grado di utilizzare lo zucchero, che si accumula nel sangue e nelle urine, che è il sintomo principale nella diagnosi del diabete.
A isolare e a produrre questa sostanza (l'insulina) nel 1921 furono due medici canadesi - Fredrick Banting e il suo assistente Charles Best - estraendola dal pancreas del maiale o da altri animali. A Banting per questa scoperta nel 1923 gli fu assegnato il premio Nobel per la medicina e fisiologia. Gli studi proseguirono, soprattutto quando si riuscì a decifrare l'ordine preciso degli amminoacidi nell'intera molecola proteica. Fu il biochimico inglese, Frederick Sanger nel 1952 a utilizzare un metodo scrupoloso per dimostrare che la molecola dell'ormone proteico dell'insulina era formata da circa cinquanta amminoacidi distribuiti in due catene collegate, e a dimostrare l'esatto ordine degli amminoacidi che costituivano ciascuna catena. Per questa scoperta a Sanger gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica nel 1958. L'insulina grazie anche a queste ricerche fu poi realizzata anche sinteticamente. Oggi la continua somministrazione di questo farmaco regola nuovamente l'utilizzazione dello zucchero a molti pazienti malati di diabete.

ANNO 1671

____ SATELLITI DI SATURNO - Nel 1656 (vedi ) Christian Huygens oltre aver scoperto gli anelli di Saturno aveva individuato anche un satellite che aveva chiamato Titano e per quanto seguitò ad osservarlo non indagò oltre, anzi credeva che non ne esistevano altri; 6 erano i pianeti e sei erano i sattelliti che erano stati scoperti. Non era dello stesso parere l'astronomo Gian Domenico Cassini (1625-1712). Dopo aver passato molte notti a scoprire la rotazione di Marte e Giove (vedi anno 1665), rivolse il suo telescopio su Saturno, scoprendo prima il suo secondo satellite che chiamò Giapeto, poi nei successivi tredici anni ne scoprì altre tre: Rea, Dione e Teti (in seguito ne sono stati scoperti in totale 17 satelliti).
Quattro anni dopo, nel 1675, Cassini osservando meglio l'anello descritto dall'
astronomo olandese - Christian Huygens nel 1656, scoprirà che l'anello che circonda Saturno non era uno solo, ma due. La riga nera della divisione viene ancora oggi chiamata "divisione di Cassini", e si parla di anelli al plurale.

ANNO 1672

____ DISTANZA DEI PIANETI - Le rivelazioni traumatiche per i piccoli abitanti della Terra erano ormai in questi fecondi anni del '600 piuttosto numerose. Gian Domenico Cassini oltre scoprire la rotazione dei pianeti e i satelliti, fornì nel 1672 agli esseri umani la prima sconvolgente consapevolezza di quanto fossero piccoli loro e il loro mondo, se paragonati all'Universo. Infatti fu il primo a rivelarci le distanze dalla Terra dei pianeti fino allora conosciuti; la distanza della Terra dal Sole; a dare un'idea agli uomini abbastanza precisa (sbagliò di circa il 7%) della dimensione del sistema solare. Il sistema usato da Cassini fu quello delle parallassi già usate da Ipparco nel 150 a.C. per misurare la distanza dalla Terra alla Luna (Ipparco fu in grado di determinare che il satellite si trovava a una distanza pari a 30 volte il diametro della Terra (questo era stato fornito da Eratostene nel 240 a.C.) cioè a 386.220 chilometri di distanza, sbagliando di poco, perchè in realtà la Luna è a una distanza dalla terra di 384.400 chilometri). Quando al Sole, Cassini - mediante il calcolo da due luoghi abbastanza distanti - calcolò che il sole si trovava a 140 milioni di chilometri (la distanza media è di 149,6 milioni).

ANNO 1673

____ AUTOPOMPA - Venne l'idea a un comandante del Corpo dei vigili del fuoco di Amsterdam - l'olandese Jan van der Heiden.

ANNO 1675

____ VELOCITA DELLA LUCE - Che la luce viaggiasse ad una certa velocità molti scienziati l'avevano ipotizzata ma nessuno era stato in grado di determinarla; lo stesso Galileo aveva tentato con un sistema rudimentale, ma sia lui che altri, non ottennero alcun risultato; non potevano certo immaginare l'incredibile velocità che ha la luce. Tuttavia si era arrivati al 1675; Cassini anche lui aveva escogitato un sistema calcolando la scomparsa e poi l'apparizione (cioè le eclissi) dei satelliti di Giove; ma non fu lui a scoprire la velocità della luce, ma indirettamente il suo collega a Parigi, il danese Olaus Roemer (1644-1710). Confrontando le misurazioni di Cassini e le sue si accorse che a lui la visione era giunta prima, quindi la luce impiegava del tempo per giungere sulla Terra. Facendo accurati calcoli, Roemer affermò che la luce viaggiava a circa 226.000 chilometri al secondo. Non era proprio esatto, perchè è di circa 300.000, ma se consideriamo i rudimentali mezzi usati non possiamo che meravigliarci del risultato.

ANNO 1676

____ MICRORGANISMI - (vedi sotto)
____ SPERMATOZOO - Questa volta non fu un famoso scienziato a far scoprire nel grande universo "nuovi mondi", ma a scoprire "mondi nuovi" nel piccolo universo degli esseri viventi, fu un modesto commerciante di lenti - l'olandese Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723). Appassionato di osservazioni nel microscopio, lui ne realizzò uno in un modo diverso dai soliti costruiti fino allora, curando non la quantità di lenti, ma utilizzando singole lenti, scrupolosamente più perfette, lucidandole in un modo tale che potevano raggiungere i 200 ingrandimenti. Iniziò così ad osservare di tutto, e a scoprire - intorno a questa data - quelle che lui chiamò "bestioline"; quelle che noi chiamiamo oggi "microrganismi". - Ma Leeuwenhoek non scoprì solo le "bestioline, ma sconvolgendo un po' tutti, uomini e donne, osservando al microscopio lo sperma umano, scoprì il gamete maschile, formato da una testa, da una coda e da una parte intermedia; molto simile a un girino di rana. Per la prima volta al mondo un essere umano aveva visto uno "spermatozoo". Lasciamo ai lettori immaginare a quale sconvolgimento portò questa scoperta nell'ambito filosofico, scientifico, religioso e nelle consolidate convinzioni e certezze.
Rimase però la convinzione - come affermavano fin dall'antichità - che la riproduzione era una questione unilaterale, che era il maschio che aveva il "seme" e che il ventre della femmina fosse semplicemente il luogo dove si sviluppava.

ANNO 1678

____ STELLE DEL SUD - A questa data tutte le osservazioni celesti erano state fatte nell'emisfero settentrionale, cioè in Europa; esistevano già precise carte della sfera celeste; ad esempio nelle "Tavole Alfonsine" Keplero aveva inserito anche una carta del cielo con un migliaio di stelle. Nessuno invece aveva osservato nè si era mai occupato delle stelle nell'emisfero meridionale. Eppure da Magellano in poi tutti gli esploratori (compresi quindi anche quelli che avevano navigato nell'America del Sud) riferivano che dopo il 10° - 30° parallelo il cielo stellato era molto diverso, e che addirittura la stella Polare si trovava a nord, e che al suo posto allo Zenit vi erano quattro stelle che fino allora gli astronomi non avevano mai accennato e che chiamavano "Croce del Sud". Ad essere spinto dalla curiosità fu un giovanissimo astronomo inglese - Edmond Halley (1656-1742 - più tardi diventerà famoso rivelando le orbite delle comete, e una in particolare quella che porta il suo nome).
Si trasferì all'Isola di Sant'Elena (la futura isola dell'esilio di Napoleone) posta in pieno oceano sud Atlantico, a 15° a sud. Vi rimase due anni ad osservare il cielo, non sempre sereno (ma questo lo aiutò a capire e a scrivere poi un libro su i venti - vedi anno 1686); tuttavia quando tornò in patria, nel 1678, aveva compilato una carta del cielo dove vi erano segnalate 341 stelle che nessuno (ad eccezione dei marinai) compresi gli astronomi, aveva mai visto in cielo.

ANNO 1679

____ PENTOLA A PRESSIONE - Molti pensano sia un'invenzione recente, mentre invece è di questa data, e il suo inventore passerà alla storia come l'inventore di una forza fornita dal semplice vapore: il fisico francese Denis Papin (1647-1712). Con i suoi esperimenti sulla pressione del vapore ideò questa pentola con dentro acqua che messa sul fuoco e chiusa da un coperchio ermetico dotato di una valvola di sicurezza, la pressione faceva salire velocemente il punto di ebollizione dell'acqua. Cucinando anche la carne più dura, Papin scoprì che in pochi minuti cuoceva al punto giusto. Questa dimostrazione culinaria la fece all'Accademia Reale delle scienze, improvvisandosi cuoco.
Ma non scoprì solo questo, approfondendo gli studi, nel 1695 il 12 aprile, scrive e pubblica un opuscolo con un titolo che a molti sembrò una stregoneria: "Come sollevare l'acqua col fuoco". Invece di magico c'era proprio nulla. Anzi Papin con quelle poche righe gettava le basi tecniche per realizzare una macchina con il motore a vapore, cioè utilizzando... il "fuoco". Ma non è lui a fare il primo meccanismo che sfrutta l'energia termica in lavoro meccanico; cioè ad ottenere lo ....

____ SFRUTTAMENTO DEL VAPORE ...ma fu un ingegnere inglese - Thomas Savery (1650-1715)- che prese alla lettera quel bizzarro titolo di Papin. Aveva da tempo un problema da risolvere: quello dell'acqua nelle miniere che doveva essere pompata fuori a costo di molta fatica fisica o umana o animale. A conoscenza della forza del vuoto - dimostrato da Guerike (vedi 1645) Savery realizzò nel 1698 una macchina che non era un vero e proprio motore, ma era un cilindro (uno stantuffo) che utilizzava soltanto la differenza di pressione provocata in un contenitore dal vapore e dal suo successivo raffreddamento che crea poi un vuoto pneumatico. Un tubo che arrivava fino in fondo alla miniera, veniva collegato al contenitore e il vuoto pneumatico che si era creato permetteva di aspirare l'acqua prosciugando così il fondo della miniera. Di queste macchine - che in sostanza erano costituite da una pompa aspirante a pressione- Savery ne costruì diverse chiamandole "Miner's Friend" ("amico dei minatori") e infatti fu utilizzata proprio per prosciugare miniere o terreni, ma non ebbe grande diffusione perchè era necessario molto combustibile per riscaldare l'acqua per formare il vapore necessario; pochi capirono, anche se ormai quella era la strada per realizzare quasi un vero e proprio motore, cioè una ...

____ MACCHINA A VAPORE - Questa nasce pochi anni dopo, nel 1712, la realizza un mercante di ferramenta, Thomas Newcomen. L'idea geniale è quella di ricavare nel cilindro due compartimenti con dentro un pistone (stantuffo) che tramite la pressione del vapore spinge un'asta metallica che esce dal cilindro, il movimento viene trasferito a una trave oscillante (si chiamerà in seguito biella) che collegata a una ruota, la corsa del pistone a metà cilindro gli imprime mezzo giro, l'altra corsa nell'altra metà il giro lo completa. La poca efficienza di tempi e di economia, che aveva questo sistema era che una volta emesso un cilindro il proprio vapore, bisognava aspettare che si raffreddasse per far tornare al suo posto il pistone, dopodichè bisognava aspettare che l'acqua bollisse di nuovo per generare altro vapore per un'altra spinta. Significa che fatto un giro completo bisognava attendere per fargliene compiere un altro. Una certa efficienza comunque l'aveva, ma non ebbe grandi attenzioni, anche se un centinaio di macchine di Newcomen entrarono in funzione. Bisognerà attendere il 1863 quando al meccanico scozzese James Watt gli portarono uno delle tante macchine a vapore di Newcomen da riparare.
Nell'applicarsi, provando e riprovando, gli venne una formidabile idea, e prima ancora di applicarla e perfezionarla corse a brevettarla. Ha aggiunto alla macchina un condensatore (vedi anno 1852). In altri termini Watt ha realizzato il primo motore a vapore decente (anche se il lavoro prodotto era il 7% dell'energia bruciata). La sua invenzione permette di mantenere il cilindro, nel quale si muove il pistone, sempre caldo, utilizzando appunto il condensatore, ovvero un recipiente collegato al cilindro nel quale il vapore viene riconvertito sì in acqua, ma in acqua caldissima pronta in pochi istanti a nuovamente bollire e generare altro vapore. Prima il ciclo era incapace di imprimere un movimento rotatorio, perché richiedeva che in ogni fase si alternassero riscaldamento e raffreddamento, quindi poco economico. Con vari perfezionamenti, la macchina verrà definitivamente approntata e introdotta da Watt nel 1776,
aprendo definitivamente la strada alla "vera" Rivoluzione industriale. Ma per quanto l'avesse brevettata nel '63, giravano nel '76 già molte macchine a vapore realizzate con la sua stessa idea (una volta scoperta, era semplice la sua idea da applicare).
Infatti, prima ancora che Watt metta a soqquadro con la sua nuova macchina dotata di una nuova energia, le lavorazioni nelle grandi manifatture destinate a rivoluzionare la tecnologia, l'economia, l'intera società, nel 1779 due inglesi Samuel Cropton e George Hockhan, hanno già applicato un motore simile a quello di Watt ai loro filatoi, sconvolgendo loro -prima ancora di Watt - il mondo della manodopera nelle manifatture. L'era delle macchine era nata, e nel mondo del lavoro manuale iniziò il più grande problema dei problemi; quello dell'occupazione di una moltitudine di gente che via via rimase disoccupata per la concorrenza delle macchine. Il problema fu posto già allora, ma ancora oggi si cerca la soluzione, visto che l'uomo si è trasformato in una "macchina" molto semplice, anzi in una appendice di alcune macchine (in certi casi nella catena di montaggio fa solo una banale operazione), mentre le stesse macchine si sono trasformate in robot compiendo molte operazioni non solo semplici ma anche complesse, e cosa ancora più grave - agli effetti dell'occupazione- anche senza gli uomini (salvo quei pochissimi tecnici che fabbricano o realizzano i programmi delle macchine stesse - e che spesso non conoscono l'intera macchina ma solo una parte di essa).

ANNO 1682

____ IL SESSO DELLE PIANTE - Se già Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723) sei anni prima, nel 1676, aveva fatto nel mondo scientifico ( e non solo in quello ) un gran "botto" scoprendo lo "spermatozoo" umano, un'altra scoperta sconvolse più di una mente. Da sempre si erano considerate le piante non esseri viventi (ma ancora oggi i vegetariani lo pensano), a sostenerlo sono gli scritti biblici; Dio infatti il terzo giorno creando la terra disse "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutta, che facciano sulla terra frutto con il seme..." E così avvenne. Nel quarto giorno "Dio creò la luce per illuminare la terra. Solo il quinto e il sesto giorno Dio creò la vita; nel quinto Dio disse "Le acque brulichino di essere viventi...", nel sesto, Dio disse "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie, bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne. Infine, Dio disse "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza, e domini sui pesci del mare,e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". Come abbiamo letto c'è (chi la vuol vedere e chi no) una contraddizione e una omissione; nella contraddizione creando la terra non parla ancora di vita, quindi le piante non hanno una vita, nè hanno bisogno della luce ancora assente; mentre nell'omissione, nel creare la vita nel quinto, sesto e settimo giorno la Genesi della Bibbia non accenna minimamente alle piante. Ed infatti le piante - salvo per ciò che producono - sono state sempre considerate e guardate con disprezzo nei confronti della vita animale; anzi i vegetariani affermano ancora oggi che l'amore che sentono nei confronti delle cose viventi impedisce loro di mangiare cibo di provenienza animale, anche se la vita vegetale di cui si nutrono è altrettanto viva. Così viva che ancora in questo lontano 1682, il botanico inglese Nehemiah Grew (1641-1712) questo disprezzo cercò di abbatterlo rivelando che le piante come gli animali si riproducevano sessualmente, perchè anch'esse possedevano organi sessuali differenziati in maschio e femmina, e che i singoli granelli di polline, altro non erano che cellule del mondo animale, come lo erano gli spermatozoi maschili e l'ovulo femminile. Anzi, che anche i fiori possedevano l'ovario; e gli stami il polline fecondatore equivalente allo sperma del mondo animale. Dati i tempi, anche qui lasciamo immaginare il lettore che putiferio ne nacque.

ANNO 1683

____ BATTERI - Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723) seguitando a dilettarsi ad osservare le "bestioline" col suo potente e personale microscopio, dopo aver scoperto gli spermatozoi, iniziò a vedere anche "bestioline" sempre più piccole, quelle che solo un secolo piu tardi in gran parte inizieremo a conoscere sotto il nome di Batteri, Protozoi: quel sottoregno e tipo di animali unicellulari diffusi in tutti gli ambienti e che sono appunto riconoscibili gli uni dagli altri solo con l'ausilio di potenti microscopi.

ANNO 1684

____ DIMENSIONI DELLA TERRA - Abbiamo già letto nell'anno 270 a.C. i primi tentativi di Aristarco nel voler dare una dimensione alla Terra. Nella sua logica le intuizioni erano valide, ma carenti erano gli strumenti. A scoprire uno di questi strumenti - fra l'altro naturali - fu ERATOSTENE di Cirene 30 anni dopo, nel 240 a-C. Approdato in Egitto era diventato il più grande astronomo della scuola alessandrina. Qui gli avevano riferito che nel giorno del solstizio d'estate (22 o 23 giugno, cioè quando il Sole si trova allo zenit dei due punti della superficie terrestre situata al tropico del cancro) a Syene (odierna Assuan) 782 chilometri a sud rispetto ad Alessandria, il sole a perpendicolo su un obelisco non proiettava nessuna ombra. Alessandria si trovava a nord di 7 gradi dallo Zenit, ma l'ombra nello stesso istante era diversa perchè indubbiamente da Syene ad Alessandria la Terra si curvava. Conoscendo i gradi e conoscendo la distanza che separava Alessandria da Syene, Eratostene iniziò a calcolare quante volte si sarebbe dovuta ripetere quella curvatura per fare un giro completo, cioè i 360 gradi di una sfera. Sommando sempre 7 gradi, per arrivare a 360, bisogna aggiungere 51,4 volte il 7. Sapendo che Syene era distante circa 782 chilometri da Alessandria, moltiplicando 782 x 51,4 volte Eratostene otteneva esattamente la circonferenza del Globo Terra pari a 40.232 chilometri, e un diametro di 12.812. Visti gli strumenti usati e la conoscenza all'incirca della distanza tra Cyrene e Alessandria, il risultato è abbastanza prodigioso, se pensiamo che Eratostene lo ottenne senza muoversi da Alessandria. Dopo quasi 2000 anni, l'astronomo francese Jean Picard (1620-1682) volle ripetere la misurazione non adottando il metodo di Eratostene, con l'ombra degli obelischi, ma con i telescopi misurò la distanza di una stella dello zenit in luoghi diversi. I risultati non fece in tempo a pubblicarli, uscirono postumi due anni dopo la sua morte, nel 1684. La circonferenza che aveva ottenuto con il suo metodo era di 40.033 chilometri, il diametro circa 12.713. Quasi esatti, perchè gli effettivi sono rispettivamente 40.053 e 12.756. In circa duemila anni si era appurato che la Terra era solo un pochettino più piccola.

ANNO 1685

____ NUMERI IMMAGINARI - Lo schema che si rivelò estremamente utile a matematici, scienziati e ingegneri, fu messo a punto dal matematico inglese John Wallis (1616-1703).

ANNO 1686

____ CARTA METEREOLOGICA - Cristoforo Colombo vivendo per un certo periodo a casa del suocero (Bartolomeo Parestrello, di professione cosmografo e capitano colonizzatore di Porto Santo) davanti alle correnti atlantiche in gran segreto aveva capito i venti che lo avrebbero portato nel Nuovo Mondo; A Porto Santo ci rimase due anni; e oltre che studiare l'Atlantico, in casa aveva una raccolta impressionante di carte, di pergamene di libri e morto il suocero la suocera gli donò tutto. Ma l'osservazione più preziosa che fece Colombo sull'isola, fu quella di riscontrare che il vento costantemente spirava da ponente verso levante; e quella era la chiave del successo della futura impresa che stava concependo. Dopo quasi un due secoli, un altro personaggio - Edmond Halley 1678 - spinto dalla curiosità era andato pressapoco alle stesse latitudini (nella famosa isola Sant'Elena) e aveva scoperto non solo il nuovo cielo stellato che aveva poi illustrato in una nuova carta del cielo (vedi anno 1678), ma aveva scoperto anche ciò che nella pratica aveva scoperto anche Colombo; cioè i "venti periodici" (i "monsoni" nome dato dagli arabi e che significa "stagionali"); e gli "Alisei" che sono venti costanti che spirano sulla fascia equatoriale e tropicale compresa fra le lat. di 30° Ne e 30° S. Convergono dalle zone di alta pressione costante dei tropici verso la zona di bassa pressione equatoriale con direzione NE-SW nell'emisfero boreale e SE-NW in quello australe. La deviazione a W è dovuta alla rotazione terrestre. Spirano con maggior regolarità sulle zone oceaniche.
Tutte osservazioni che indubbiamente fece Halley, abitando per due anni quell'isola che si trova quasi al centro dell'oceano sud Atlantico e, tornato in patria, dopo alcuni anni, nel 1686, pubblicò il primo libro sull'argomento dei venti in una forma abbastanza scientifica; anche se alcune cose non riuscì a capirle, e fra queste il moto del flusso di aria tropicale verso occidente. Fu comunque la prima persona a comprendere l'andamento dei venti, lasciando da parte ogni sorta di leggende che dall'antichità circolavano ancora ai suoi tempi.

____ CLASSIFICAZIONE VEGETALI - Se nel 1682 (vedi) il botanico inglese Nehemiah Grew (1641-1712) aveva fatto un "botto" nel mondo scientifico (e non solo in quello) con la sue osservazioni rese pubbliche, rivelando che le piante come gli animali si riproducevano sessualmente, il naturalista inglese John Ray, senza inoltrarsi nella genesi dei due regni vitali, pubblicò un opera monumentale in tre volumi, con la classificazione di 18.600 specie di piante. Studi e classificazione scrupolosi che fecero apparire come una probabilità schiacciante la dibattutissima questione dell'evoluzione biologica.

ANNO 1687

____ GRAVITAZIONE UNIVERSALE ( vedi sotto )
____ LEGGI DEL MOTO - Nel corso dei cento anni di grandi scoperte astronomiche (pianeti, orbite, distanze, ecc.) il problema più grande da risolvere era quello di scoprire che cosa tenesse nelle loro orbite i pianeti. Forse Newton l'aveva già scoperto venti anni prima, ma la famosa questione della priorità del metodo del calcolo infinitesimale con Leibniz, lo trattenne. Sono queste rivelazioni che Newton fece ad Halley, quando sorta un'altra inimicizia con Robert Hooke, lo stesso Halley lo incitava a renderle pubbliche perchè forse il suo nemico stava per pubblicare la soluzione al problema. Newton forse venti anni prima (secondo il racconto che ne fece poi Voltaire, Newton aveva paragonato il moto di una mela che cade dall'albero a quello della Luna che gira attorno alla Terra); l'aveva forse intuita, ma sicuramente non avrebbe potuto allora arrivare ad una vera e propria legge del moto. Ora aveva dimestichezza col calcolo infinitesimale, ora c'erano gli studi di Piccard sulla dimensione della Terra, ora era più maturo (aveva 45 anni, e non 24 !), ora aveva quel grande scienziato che era Halley che esaltato dalla notizia lo sollecitava a scrivere l'opera in questione. Newton si mise al lavoro. Dopo diciotto mesi di febbrili calcoli - il 28 aprile 1688 - presentava alla Royal Society il manoscritto dei "Philosophia naturalis principia mathematica" (La Legge della Gravitazione Universale). Scritta in latino e non in inglese.
E se prima la controversia era nata con Leibniz, questa volta lo scontro fu con Hooke. Infatti, dopo aver presentato il manoscritto alla Royal Society, ebbe qualche problemi per farne un libro; Hooke si opponeva e la Royal S. non sapendo che pesci pigliare esitava a concedere la pubblicazione.
Questa volta non a sollecitarlo ma a soccorrerlo fu ancora Halley, che avendo ereditato una grossa fortuna da suo padre morto assassinato da uno sconosciuto, non solo lo fece pubblicare a sue spese, ma si incaricò di correggere anche le bozze di quello che intuì era il più grande libro scientifico (e lo è ancora) mai stato scritto. Nella sostanza erano tre le leggi che affratellavano per la prima volta il moto dei fenomeni terrestri e quello dei corpi celesti. Enunciava il principio dell'inerzia (studiato da Galileo - secondo cui ogni corpo resta nel suo stato di quiete o di moto uniforme in linea retta finchè non viene sollecitato da una forza esterna); definiva la forza come il prodotto della massa e dell'accelerazione; affermava che per ogni azione esiste una reazione uguale e contraria.
Newton era riuscito a descrivere efficacemente il meccanismo che regola l'Universo (anche se oggi - perchè da allora perfezionate, pur rimanendo di primaria importanza - sono note delle forze diverse dalla gravitazione).

ANNO 1688

____ CHAMPAGNE - Un abate benedettino francese - Dom Pierre Pérignon - nell'abbazia di Hautvillers ottiene per la prima volta, lo champagne utilizzando uve nere, tecnica che resterà la caratteristica principale di questo tipo di vino.

____ LASTRE DI VETRO MODERNE (vedi carrellata sul "vetro" anno 2500 a.C)

ANNO 1691

____ CLASSIFICAZIONE ANIMALE - IL primo tentativo di dare un ordine logico al regno animale risale ad Aristotele; egli divise gli animali allora conosciuti in otto grandi generi: i quadrupedi vivipari (mammiferi); gli Uccelli; i Quadrupedi ed Apodi ovipari ( rettili e anfibi); i Pesci; i Molluschi; i Crostacei; gli Insetti; e i Molluschi con guscio o Testacei. Dopo di lui e fino a questa data un'altra classificazione animale era quella che PIinio il Vecchio (23-79 d.C.), quando nella sua monumentale opera di 37 libri "Naturalis Historia", una vasta compilazione enciclopedica, aveva incluso insieme a cosmologia, geografia, botanica, la fisiologia animale. Una raccolta di cognizioni, senza spirito critico, rigore scientifico, semmai con un po' di immaginazione, ma in compenso era preziosa per le infinite notizie accumulate dalla dotta e instancabile curiosità dell'autore. L'opera (scomparsa quella di Aristotele) ebbe larga diffusione e godette favore per tutto il medioevo, se non altro servendo di modello e di base alle successive opere. E una di queste fu quella di John Ray, che cinque anni prima (vedi 1686) aveva già classificato scupolosamente 18.600 specie vegetali. Con una nuova opera apparsa quest'anno (1691) diede inizio alla classificazione animale basandosi sulla classificazione di animali con zoccoli, dita dei piedi e denti, un sistema che per alcuni versi, è persistito fino a Linneo, quando nella seconda metà del successivo secolo nel suo celebre "Systema Naturae" diede le basi della classificazione dei viventi e introdusse la nomenclatura binomi e il concetto di specie. (ne parleremo più avanti - anno 1735 - alla voce "Tassonomia")

ANNO 1693

____ CALCOLATRICI DI LEIBNIZ - (per l'argomento vedi "calcolatrice" nell'anno 1971) . L'anno sopra indicato è solo la data di quando Leiniz ideò una macchina calcolatrice migliore di quella realizzata da Pascal nel 1642; questa poteva soltanto addizionare e sottrarre, quella poteva moltiplicare ripetendo matematicamente l'addizione, e dividere ripetendo automaticamente la sottrazione. Il meccanismo era decisamente migliore, ma anche questa come quella non ebbe fortuna; entrambi l'avevano brevettata ma furono due fallimenti. Per la gente comune che quasi non ne aveva bisogno quella di Leiniz era troppo costosa, mentre per chi si occupava di calcoli era troppo limitata oltre che noiosa.

____ STATISTICA DELLA MORTALITA' - (vedi sotto)
____ TASSO DI MORTALITA' - (vedi sotto)
____ TAVOLE DI MORTALITA' - Edmond Halley (1656-1742) l'astronomo che molti conoscono solo perchè rivelò le orbite delle comete (una in particolare, quella che porta il suo nome) come abbiamo letto nei precedenti anni si era occupato di molte altre cose (Tavola delle stelle del cielo del Sud, Tavola dei venti, di Matematica, aiuto prezioso a Newton nelle leggi di moto, ecc.) quest'anno si occupa di una strana statistica, ed è il primo a idearla; le "Tavole della mortalità". A nessuno era mai venuto in mente di sottoporre un fatto così universale e oscuro alla valutazione statistica, ed infatti prima di questa data poco sappiamo dell'ètà media degli uomini, nulla era mai stato scritto, salvo registrare qui e là la morte di qualche persona celebre, un po' poco per poter analizzare la totalità e conoscere qualcosa di più per mezzo di una osservazione sistematica. Halley ci giunse con la valutazione statistica, che metteva il tasso di mortalità in rapporto con l'età e il numero di questi morti in un determinato luogo e periodo di tempo. Il "quoziente di mortalità" è il quoziente fra il numero dei decessi verificatisi all'interno di una collettività umana in un determinato periodo di tempo e il numero dei viventi di quella collettività nell'istante centrale del periodo considerato. Il "Coefficiente, o tasso di mortalità" è il numero dei decessi che avvengono in un certo periodo di tempo (generalmente un anno) ogni 1000 individui di una collettività; le "Tavole di mortalità" sono prospetti numerici che descrivono le modalità di estinzione di una popolazione sulla base dell'esperienza mortuaria di un dato periodo preso in considerazione.

ANNO 1698

____ MINER'S FRIEND - ( vedi descrizione "motore a vapore" anno 1679)

____ VIAGGI DI HALLEY - Edmond Halley (1656-1742) dopo le "tavole della mortalità", torna quest'anno a viaggiare. Un viaggio oceanico con Halley capitano della "Paramour Pink". una nave che rimase in mare per due anni; misurando declinazioni magnetiche in tutto il mondo: Al rientro in patria presenterà una Carta del mondo che mostrava le linee contorte della giusta declinazione. Nei vari porti in cui si fermava cercò in qualche modo per determinare accurate latitudini e longitudini.

ANNO 1699

____ VOLUME E TEMPERATURA DEI GAS - Fu il fisico francese Guillame Amontons (1663-1705) a dimostrare che per ogni gas la variazione di volume. Mostrò che il volume aumentava a ritmo costante mentre la temperatura saliva, e diminuiva allo stesso ritmo costante mentre la temperatura scendeva. Nel fare questa esposizione, presentò anche un termometro ad aria, diverso da quello realizzato da Galileo che misurava la temperatura tramite le variazioni della pressione del gas, invece che tramite la variazione del volume. (vedi anno 1592 "termometro")

ANNO 1700

____ CLARINETTO - Il classico strumento musicale fatto a tubo cilindrico di legno munito di un bocchino e di un barilotto nella parte superiore e di una campana al termine del tubo. Fu un tedesco a realizzare il primo prototipo - Johann C. Denner.


____ SISTEMA BINARIO -
____ I CHING -
La numerazione binaria che oggi usiamo nei calcolatori, è un sistema di numerazione che molti ritengono inventato da Leibniz. Il grande matematico lo mutuò invece da un sistema usato dagli antichi cinesi, lui cercò solo di capirci qualcosa creando un sistema numerico; ma nel farlo fu poi quasi deriso; ma in seguito  questa "chineseria"  fu ripresa da Boole che ci capì qualcosa di più, ma la sua grande importanza la si scoprì in tempi recentissimi quando fu usato nei circuiti degli elaboratori elettrici (a relè) poi nei circuti elettronici e nel microprocessore dei computer che stiamo usando in questo momento. Leibniz dunque fu solo il  primo a impostarlo nello scritto De Progressione Dyadica, pubblicato nel 1679. Infatti, c'è un antefatto: Liebniz (fra l'altro bibliotecario) era in corrispondenza con un gesuita missionario in Cina, padre Joachim Bouvet, che fece conoscere al grande matematico i curiosi diagrammi con gli esagrammi  riportati in un testo antico molto diffuso in Cina, quanto la Bibbia in Europa. "Curiosi - scrisse Bouvet - perchè i cinesi da questi esagrammi del Libro dei I-CHING (detto anche Oracolo delle Mutazioni, e le cui origini  si perdono nei miti della Cina preistorica - ca. 4000 fa),  riflettono le "mutazioni" che avvengono costantemente in tutti i piani dell'universo, inoltre -affermano i cinesi- è concepito per gettare luce sul mondo nascosto dietro le apparenze, e agisce quale guida ai misteri dell'io inconscio. Quindi oltre che un testo con una base scientifica, ha degli aspetti descrittivi e normativi dell'etica dell'uomo, fornisce indicazioni su quali criteri e valori devono essere rispettati da chi agisce".
Bouvet nello scrivere queste cose diceva il vero.   Infatti,  le due maggiori "religioni" cinesi, il taoismo e il confucianesimo, si ritrovano nelle pagine dell'I-Ching. Lao Tse  fondatore del taoismo poggia molti suoi insegnamenti sulla saggezza dell'oracolo, e lo stesso Confucio lasciò scritto una serie di commentari proprio su I-Ching. Curiosa una sua affermazione riportata dagli Analettici (VII, xvi) "Se potessi aggiungere alcuni anni alla mia vita, ne dedicherei cinquanta allo studio dei I-Ching, così eviterei di commettere grandi errori". Padre Bouvet, un gesuita curioso, indagatore, matematico e filosofo,  in Cina rimase forse sconcertato nel vedere che il testo dei  I-Ching non era preso in considerazione solo da individui di bassa cultura, come un oracolo pagano, ma che per filosofi e scienziati  il testo era fondamentale, lo usavano da secoli,  e su questo sistema avevano creato non solo alcune correnti di pensiero ma anche quelle scientifiche. Quindi Bouvet riteneva che da parte occidentale questo testo per lui quasi impenetrabile richiedesse un maggior approfondimento "scientifico-matematico" e anche filosofico. E chi meglio di Leibniz poteva analizzarlo? 
Il matematico lo riceve e  lo esamina per giorni e giorni; resta poi  fulminato nell'intuire le possibilità potenziali di questo testo tre volte millenario. Scopre dal grande cerchio dei 64 esagrammi (o dal quadrato al centro con 8 x 8 caselle) che se sostituiva la linea spezzata con lo 0 e la linea intera con un 1, poteva rappresentare qualsiasi numero in una progressione "binaria". Non solo, ma forse intuisce pure, che ogni altro tipo di informazione umana, con lo stesso sistema, affidandosi ad alcune sequenze numeriche (in binario) ci si poteva costruire convenzionalmente (tutti gli alfabeti sono segni convenzionali) alcune lettere di un immaginario "alfabeto", di conseguenza  parole,  frasi; dunque anche esprimere dei concetti. Come arrivò a questa conclusione non lo sappiamo;  la corrente,  i relè e le valvole termoioniche non esistevano e l'on-off  neppure poteva immaginare cos'era, e altrettanto il polo positivo e il polo negativo, figuriamoci poi le porte logiche o gli indirizzi di memoria che (in binario) sono nei computer oggi universali
Leibniz comunque senza tanto badare alla simbologia e al testo, ma concentrandosi sui segni, creò in poche parole con la "sua" logica (ma come vedremo questa era matematicamente già presente)  il suo SISTEMA BINARIO. Ne parlò in giro con i colleghi, risero in molti, sembrò una speculativa e astratta bizzarria di un matematico, non ci capirono nulla, e fu alla fine dimenticata. La riscoprì BOOLE, molto più tardi. Riprendendo gli studi di Leibniz, nel 1855, ci costruisce la sua  logica binaria. Ma anche i suoi risultati sono presi come una stramberia. Non hanno un impiego pratico. Ma Torniamo a Leibniz, che   chissà come su I-Ching ci costruì il suo sistema binario, che si basa sulla permutazione di due cifre o quantità. E visto che poi non fu di nessuna utilità pratica, non si capisce perchè perse tanto tempo per nulla. Ma qualcosa Leibniz cercava!  La sua irriducibile e ostinata lotta (implacabile sulle sue Epistole) sul dualismo cartesiano era appena iniziata. Dunque un motivo c'era. E si affannava a darsi una risposta che non veniva. Mai più pensava Leibniz di avere scoperto (o riscoperto) con il suo sistema la più importante convenzione oggi adottata dai computer che è basata su un "naturale" stato o principio: proprio quello della dualità. Quasi una beffa del destino!
Infatti questo "lavoro"  di Leibniz non solo anticipava di un secolo e mezzo la "logica" di G. Boole, ma anticipava quello che sarebbe stato poi  il vero linguaggio del calcolatore,  con il quale il programmatore fornisce istruzioni allo stesso, e il linguaggio in base al quale esso interpreta, senza sapere che cosa significhino, le istruzioni che riceve, ed elabora in termini puramente binari ogni informazione di tipo classico opportunamente introdotte sempre in binario (o tramite un linguaggio che usando stringhe di bit  crea parole (convenzionali)  di istruzioni o comandi molto più semplici)

Dunque quello di Leibniz era un sistema posizionale che usava due soli simboli  ( 0 e 1 ) operando in base 2; un qualsiasi numero è cioè rappresentabile mediante una serie di zeri e di unità, che devono essere moltiplicate per una potenza di 2 a seconda della posizione occupata e poi sommate fra loro. Per esempio il numero binario 101101 si deve interpretare come

1 X 25 + 0 X 24 + 1 X 23 + 1 X 22 + 0 X 21 + 1 X 20

( un esacalcolo (!!!) o un esagramma? )

e corrisponde al numero 45; nel caso di numeri con la virgola si usano le potenze negative di 2. (più avanti spiegheremo come si fa)
Questa numerazione binaria si rivelò in seguito utilissima negli elaboratori (elettromeccanici poi elettronici) perchè usano (due sole cifre. Per esempio un circuito elettrico può essere aperto o chiuso  e i due possibili stati si possono far corrispondere all'unità e allo zero; una serie di circuiti può servire perciò a rappresentare qualsiasi numero. Inoltre in logica matematica, una preposizione può essere soltanto vera o falsa e le due possibilità sono simbolizzate mediante le cifre 1 e 0: e l'algebra di Boole, impiegata poi negli elaboratori, si fonda su questo presupposto.
Boole (e sembra molto singolare anche questo) enunciando la sua "logica booleana" non intitola la sua opera con un termine matematico, lui che è un puro matematico, ma gli dà un nome quasi filosofico: "Investigazione sulle leggi del pensiero". Probabilmente chi acquistò il libro attirato dal titolo rimase molto deluso nel trovarsi poi dentro in questo enigmatico testo, e forse si chiese a cosa serviva e perchè quel titolo, visto che parlava di numeri. E in effetti era un'altra "Chinoseria" incomprensibile.
LEIBNIZ aveva quindi creato il suo Sistema Binario,  BOOLE molto più tardi riprendendo gli studi di Leibniz   aveva costruito la sua logica binaria,  poi ZOSE (nel 1936)  ATANASOFF  (nel 1939) (uno con i relè, l'altro con le valvole termoioniche) e  NEUMANN (nel 1945-46)  l'hanno usata  per elaborare il linguaggio macchina  del computer, con i commutatori  elettrici poi elettronici (chiamati circuiti flip-flop) che hanno due posizioni. Uno inserisce la corrente, l'altro la disinserisce. Queste due posizioni sono rappresentate dal numero 1 e dallo 0. - 1 per inserire, e 0 per disinserire.
 (l'attivo e il passivo YANG e YIN)
MA ADESSO VIENE IL BELLO !!!!!!!
Intanto analizziamo il curioso termine  suan,   che in cinese esprime calcolo
ma suan  significa in cinese anche rivelazione divina

E in Cina il rapporto tra matematica e divinazione é stato sempre stretto. L'universo fu suddiviso nei principi opposti ma complementari di Cielo e Terra (e qui ritorna  Yang e Yin).  Il Cielo  che abbraccia la Terra fu indicato con il numero 1, la terra con il numero 2. Il Cielo principio attivo, la Terra principio passivo. 

Ma il numero 1 era speciale, non doveva essere il primo di una serie che continuava all'infinito, ma doveva rappresentare  il simbolo del cuore dell'universo intero. Ed era così astratto nel processo dei mutamenti che non fu coinvolto perchè rappresentava la totalità dell'esistenza. Fu deciso così di non usarlo.  Alla Terra rimase il 2, e al Cielo fu assegnato il 3.
L'Universo (1 apparente) fu diviso nei principi opposti ma complementari, PARTENDO quindi DAL 2
Tutti i numeri pari furono assegnati alla Terra, mentre tutti i dispari a partire dal 3 assegnati al Cielo. (Yin e Yang)
Il binario (o meglio quello di Leibniz del 1679)  si basa sulla permutazione di due cifre o quantità  nel suo sistema.
Ed è  identico a  l'I-Cing (concepito  3700 anni prima di Leibniz)
Affermare che sia stato il caso sarebbe pura follia. E lo vedremo più avanti.
Un circuito in serie di commutatori elettronici odierni,  può formare un numero nella progressione binaria....o...
un esagramma  dei  I-CHING. (lo vedremo presto qui sotto)

Incredibile ma vero! Dobbiamo quindi documentarla questa operazione  ripartendo dall'aritmetica che abitualmente usiamo, che ha come base il 10. (non dimentichiamo che lo 0 (usato da Fibonacci nel 1200) fu introdotto in occidente  dagli arabi che a loro volta lo avevano mutuato dagli indiani, ed è legato allo sviluppo di un sistema numerico decimale posizionale, che i greci ignoravano)

Aggiungendo uno zero a ogni numero lo moltiplichiamo per 10. Leibniz ai suoi tempi questo lo sapeva già, ma fu il primo a realizzare la possibilità di un'aritmetica che avesse (e qui ripete quello che hanno fatto i cinesi) come base il 2. Infatti, la progressione per 2, che viene chiamata progressione binaria o diadica, moltiplica ogni numero solo per due quando uno zero viene aggiunto.  (notare il 2 il 4 e l'8)
Per esempio, i primi dieci numeri della nostra normale progressione nella progressione binaria diventerebbero

1 = 1 
2 = 10
3 = 11
4 = 100
5 = 101
6 = 110
7 = 111
8 = 1000
9 = 1001
10 = 1010

Andiamo ora sugli esagrammi, a scoprire lo stupefacente!

(qui prendiamo in considerazione il cerchio,
quello quadrato centrale è identico, di 64 caselle, e ne parleremo più avanti)

Partiamo dal basso, dall'esagramma Po (in fondo, in mezzo al cerchio, il secondo a sinistra in senso antiorario) che  è 1 nella progressione binaria se si ignorano gli zeri che precedono; ma anche qui l'esagramma subito a sinistra di Po, il K'un, è composto da sei line spezzate, cioè 000000) Il successivo esagramma, Pi, a destra di Po, è 2 (espresso come 10 nella progressione binaria), e così di seguito.

Per fare un controllo, il modo migliore è di iniziare con un numero nella nostra progressione abituale di 10, quindi  trasformarlo nella progressione diadica. (quello che abitualmente fanno tutti i programmatori con il "linguaggio macchina")

Per fare questo occorre dividere il numero per 2, scrivere il quoziente sotto e il resto di fianco. Poi dividere ancora il quoziente per 2, mettere il nuovo quoziente sotto e il resto di fianco; quindi continuare in questo modo fino a quando si ottiene un quoziente uguale a zero. La colonna laterale dei resti è il numero da cui siamo partiti espresso nella progressione binaria. 
Ora per  trasformarlo in esagramma, tracciamo una linea spezzata accanto ad ogni 0 e una linea intera accanto ad ogni 1. Questo ci darà l'esagramma che corrisponde al numero col quale abbiamo iniziato.

2 esempi: il risultato in fondo a queste due tabelle è utile 
per ricavare da un numero  qualsiasi  1 o 0 
mentre quelli a destra forniti dai resti danno sia il numero binario e nello stesso tempo la linea intera o spezzata dei 64  esagrammi dei  I-Ching. 

es. n. 50 diviso 2

..............= 25  resto 0 = ___  ___
diviso 2 = 12  resto 1 = _______
diviso 2 =   6  resto 0 = ___  ___
diviso 2 =   3  resto 0 = ___  ___
diviso 2 =   1  resto 1 = _______

diviso 2 =  

es. n. 64 diviso 2

.............= 32 resto 0 = ___ ___
diviso 2 =16 resto 0 = ___  ___
diviso 2 =  8 resto 0 = ___  ___
diviso 2 =  4 resto 0 = ___  ___
diviso 2 =  2 resto 0 = ___  ___

diviso 2 =  1

se il risultato ci fornisce meno di 6 righe per formare l'esagramma si aggiungono  tanti zeri  per completarlo. 

l' on-off  = acceso-spento, inserito-disinserito, polo positivo-negativo lo otteniamo alla base.
  cioè lo Yang e Yin = attivo-passivo, polo positivo-negativo, maschio-femmina.

Senza dover illustrare tutti i vari simbolismi "filosofici" oppure "oracolari" dei I-Ching, cerchiamo di restare legati al pensiero fondamentale della dottrina pitagorica: "I numeri sono il principio di tutte le cose. Tutte le cose che si conoscono hanno un numero; senza questo nulla sarebbe possibile pensare, nè conoscere".-  Alla scuola di Pitagora era apparso inadeguato il principio unico dei naturalisti ionici. Per rendere conto di questi più complessi problemi sdoppiarono il principio in due opposti: da una parte il principio del limitato, del finito, dell'unitario, che rappresentava l'ordine, il cosmo, il bene; dall'altra il principio dell'illimitato, dell'infinito, che raffigurava il disordine, il caos, il male. La loro grande intuizione (almeno così ci è stata tramandata)  consistette nel vedere nei numeri e nei loro rapporti "la chiave" e la struttura ultima di questo assetto dualistico della realtà. Ma col termine "numeri" i pitagorici intendevano soltanto i numeri interi, concepiti come collezioni di più unità. Non fecero (!?) particolari indagini sulla natura di queste unità, limitandosi a rappresentarle con punti, circondati ciascuno da uno spazio vuoto. Volevano ad ogni costo cogliere il modo con cui dalla collezione di più unità si generano tutti gli esseri. Le leggi della formazione dei numeri venivano considerate come leggi della formazione delle cose, e si riteneva di poter trovare in esse  la vera ragione esplicativa del mondo fisico e morale.

La più importante di queste leggi era costituita dall'opposta struttura dei numeri dispari e di quelli pari. L'antitesi dispari-pari veniva così  assunta a principio di una serie di altre nove opposizioni, che spezzavano il mondo in due: limitato-illimitato, uno-molti, maschio-femmina, luce-tenebre, acceso-spento, buono-cattivo, quadrato-rettangolo, attivo-passivo, cielo-terra,  ecc.
Alcune di queste nove opposizioni avevano palesemente un carattere fisico; altre invece un preciso carattere morale. Quindi questa presenza di significati multipli finiva con l'infondere ai numeri in generale, e a certuni di essi in particolare, un vero e proprio valore magico-simbolico..  Così un certo numero dispari veniva assunto per rappresentare una cosa, quello pari fu legato a un'altra.. 

 Prendiamo ora i primi fondamentali dieci esagrammi cinesi e ricordiamoci della suddivisione CIELO (tutti numeri dispari), TERRA (tutti numeri pari)  e seguiamo le relazioni date dai creatori dei I-Ching. (ma anche qui non dimentichiamo il valore magico-simbolico che ci ricorda moltissimo quello pitagorico)

Intanto osserviamo  il cerchio che contiene gli esagrammi;  è diviso in due, mentre al centro sono riportati gli stessi esagrammi allineati nella esatta progressione. Ma  partiamo dal cerchio;
In basso, primo a sinistra, l'esagramma 2 (K'un) ha il  il significato di  passività, sottomissione all'1 che ha creato tutte le cose; e non a caso é rappresentato da sei line spezzate,

cioè in binario 0-0-0-0-0-0  (!!!)
In alto, primo a destra, troviamo l'esagramma 1 (Ch'ien) con il significato cielo attivo, creatività primaria, la fonte di tutte le cose;  e non a caso è rappresentato interamente con sei linee,
cioè in binario 1-1-1-1-1-1  (!!!)

Se invece gli esagrammi vogliamo rintracciarli nel quadrato 8 x 8 (posto al centro del cerchio) la ricerca è facilitata, il primo (000000 - 6 righe spezzate) si trova nell' ULTIMA casella in fondo a destra (la 64a), l'altro (111111 - 6 righe intere) nella PRIMA casella (1a) a sinistra in alto.
Attenzione, abbiamo finora parlato della tabella sopra, cioè quella dei I-Ching

MENTRE QUESTA SOTTO E' LA RAPPRESENTAZIONE DELLA MEMORIA
 DI UN COMPUTER CON I SUOI INDIRIZZI
 ENTRAMBE LE DUE TABELLE COINCIDONO IN REALTA'  ALLA 
RAPPRESENTAZIONE BINARIA.  E SONO PERFETTAMENTE  IDENTICHE !!!

000000

000001 000010 000011 000100 000101 000110 000111
001000 001001 001010 001011 001100 001101 001110 001111
010000 010001 010010 010011 010100 010101 010110 010111
011000 011001 011010 011011 011100 011101 011110 011111
100000 100001 100010 100011 100100 100101 100110 100111
101000 101001 101010 101011 101100 101101 101110 101111
110000 110001 110010 110011 110100 110101 110011 110111
111000 111001 111010 111011 111100 111101 111110 111111
INIZIANO E TERMINANO ALLO STESSO MODO (anche se all'inverso)
SONO 64 CASELLE MA ENTRAMBE PARTONO  DALLO 0 E TERMINANO AL 63
(e quest'ultimo è l'indirizzo più grande delle posizioni di memoria in binario del computer)

I due esagrammi, nei I-Ching,  che abbiamo citato sopra, e così tutti gli altri (a parte la simbologia) hanno sempre lo stretto legame (in binario) con la suddivisione pari e dispari, cioè Cielo e Terra e procedono in progressione come nella tabella sopra.. 
Nella simbologia legata al numero invece abbiamo: (prendiamo i primi dieci)

1 (dispari)  Cielo, produce acqua e 6 il numero (pari)  della Terra lo completa
2 (pari)  Terra,  produce il Fuoco e 7 il numero (dispari) del Cielo lo completa
3 (dispari) Cielo, produce il Legno e 8 il numero (pari) della Terra lo completa
4 (pari) Terra, produce Metalli e 9 il numero (dispari) della Terra lo completa
5 (dispari) Cielo, produce Suolo e 10 il numero (pari) della Terra lo completa

E' una teoria simbolica  affidata ai numeri, simile a quella dei Pitagorici, come ci fu riferita da Diogene Laerzio: "i quattro elementi della filosofia greca, sono Fuoco, Acqua, Terra e Aria, e derivano indirettamente dai numeri" (Diogene Laerzio, Vite, Libro VIII, cap.19)

Ci fermiano per il momento qui. Sembra proprio che oltre a Leibniz, ad entrare in possesso di una copia del vecchio diagramma, che mostra gli esagrammi in circolo e in quadrato e che lo stesso Leibniz poi ci ricava (quello che già esisteva - il sistema binario)  ne siano venuti in possesso anche i pitagorici, ma anche loro come Leibniz ci capirono poco. Ma quest'ultimo (e lo abbiamo dimostrato già sopra) scoprì  in quei segni una cosa molto semplice (e fu geniale nell'intuirla);  che se sostituiva a ogni riga spezzata lo 0, e a ogni linea intera l'1, i 64  esagrammi procedevano in "progressione binaria" dal numero 0 al 63, e che si basavano sulla permutazione di due cifre o quantità. 
Oggi i commutatori elettronici (seguendo la tabella sopra riportata che è la stessa dei I-CHING) operano con lo stesso sistema, flip-flop, acceso-spento, con i commutatori che hanno due posizioni e sono rappresentate dal numero 1 e dallo 0. (e con questa informazione procedono su una stringa (byte)  di 64 bit. ( !!!!!! )

ANNO 1705

____ ORBITE DELLE COMETE - Quando Newton espose la gravitazione universale, a molti parve che le comete dovessero essere soggette a delle orbite come i pianeti. Halley - e chi meglio di lui poteva farlo, visto che aveva sollecitato lo stesso Newton a pubblicare la sua opera finanziandola perfino - iniziò a raccogliere dati sulle comete, e in particolare quella che pur non potendola più vedere ritornare (l'aveva infatti vista nell'apparizione del 1682) porterà poi il suo nome. Cometa che ricompare ogni circa 76 anni e qualche mese. Halley, dopo aver visto la cometa del 1682, iniziò a sfogliare tutti quei libri di antiche storie che parlavano di comete. Iniziò così lo studio sistematico di questi particolari corpi celesti che secondo le leggende erano portatrici di sventure, ma anche segni divini per purificare il pianeta, come ad esempio la nascita di Gesù Cristo. (per l'intera storia di queste leggende vedi ANNO 1 d.C. ) Dalle caratteristiche fatte dai narratori, riuscì a capire che erano sempre le stesse, e che l'orbita di una cometa doveva corrispondere a un'ellisse, come quella dei pianeti ma estremamente allungata.
I calcoli Halley previdero che la cometa sarebbe ricomparsa in cielo nel 1758. Cosa che 16 anni dopo la sua morte puntualmente avvenne casualmente proprio nei giorni di Natale, intorno al 25 dicembre di quell'anno ma anche nei successivi giorni di gennaio del 1302. Ovviamente gli astronomi in attesa, per loro quella era la cometa di Halley, e tale nome rimase. Mentre per i credenti quella era la conferma che era la cometa della divinità. Ma i calcoli astronomici ci danno oggi con matematica certezza che non era di certo la cometa di Halley, che era comparsa 66 anni prima della nascita di Cristo, e ricomparve poi nell'anno 10 d.C.

ANNO 1709

____ ALTOFORNO - I primissimi non erano certo sconosciuti tremila anni prima, il minerale ferro veniva appunto trattato già nell'anno 1000 a.C.. Ma ancora nel XV secolo quando si era arrivati alla produzione di ghisa (che è una lega ferro-carbonio), si utilizzava lo stesso combustibile, cioè il carbone di legna che, oltre il basso contenuto calorico, bruciando essendo leggero non tratteneva il minerale ferro molto più pesante, e la conseguenza era il basso contenuto di carbonio nel ferro. Quindi ferro di bassa qualità, non certo acciaio.
Ma oltre questo vi era anche una grossa preoccupazione. All'inizio del '700 si era in piena rivoluzione industriale, la civiltà delle macchine premeva. Per alimentare gli antiquati altiforni e ottenere alte temperature occorreva sempre più legna da trasformare nell'occorrente carbone. E la legna in base alla forte domanda non solo continuava a salire vertiginosamente di prezzo, ma continuamente si stavano riducendo le foreste che alimentavano le carbonaie.
A modificare sia l'altoforno che la produzione fu l'inglese Abraham Darby (1678-1717), nel 1709 iniziando ad utilizzare il carbone coke (carbon fossile distillato) nella sua ferriera. (vedi anno 1640 "carbone coke" come si ottiene)
Produsse così una maggiore quantità di ferro, e dato che il coke tratteneva più a lungo il minerale, il maggior carbonio assorbito e la più elevata temperatura restituivano un minerale fuso di altissima qualità, il migliore del mondo, idoneo per la costruzione di macchinari speciali di qualsiasi tipo. Ma oltre la qualità, si potevano costruire altiforni molto più ampi e alti anche 40 metri, con un punto centrale di calore oltre i 1600-1700°C.
Un industriale che diede impulso a un nuovo tipo di altoforno fu l'inglese Henry Bessemer, dopo aver costruito nel 1856 il suo, insufflandolo con l'aria ottenne direttamente l'acciaio.
Questi metodi durarono fino all'avvento del processo Siemens-Martin nel 1864; nel 1877 comparvero i forni a rivestimenti basici; infine con a disposizione l'elettricità nel 1902 per ottenere acciai di alta qualità si iniziò a utilizzare l'arco elettrico, che proseguì fino al 1948 quando fu messo a punto un processo di conversione con ossigeno che ridusse di dieci volte il tempo del classico metodo Siemens- Martin. Questo permise successivamente nel 1950 di realizzare la "fusione continua": dal crogiolo il metallo fuso passa subito ai laminatoi, dove sono ridotti per ulteriori lavorazioni; ad es. messi su un nastro trasportatore, rulli dedicati danno una prima sagomatura, poi speciali macchine provvedono a formare e poi tagliare lastre nelle dimensioni volute; oggi indicate da un programma di un computer.
____ L'ACCIAIO INOSSIDABILE -- Lo ottenne nel 1913 l'inglese Harry Brearly.

____ PIANOFORTE - Uno strumento musicale consistente in una cassa armonica con delle corde tese muniti di una e poi anche due tastiere erano conosciuti fin dal XV secolo. Il meccanismo era composto da salterelli (martelletti) il cui impatto metteva in vibrazione le corde. Fino al XVII secolo di miglioramenti ne erano stati fatti moltissimi. Uno quasi definitivo che ispirò la costruzione di tutti quelli successivi, fu realizzato dall'italiano Bartolomeo Cristofori nel 1709, chiamando il suo nuovo strumento "piano-forte". Questo perchè il martelletto dopo aver colpito la corda la faceva vibrare in un suono forte e continuo, ma lasciando andare subito il tasto un meccanismo fermava il martelletto smorzando immediatamente il suono. Un tedesco, Gottfried Silbermann, perfezionò l'idea di Cristofori nel 1725, e uno dei suoi primi pianoforti fu usato da Joannes Sebastian Bach.


ANNO 1710

____ FUCILE - Qui riportiamo solo da data quando furono realizzati ( vedi anno 1650 "fucile)

ANNO 1711

____ DIAPASON - Fu ideato dal musicista inglese John Shore. Strumento mediante il quale è possibile generare un suono di determinata frequenza. Costituito da un'asta d'acciaio piegata a U e sorretta da uno stelo pure in acciaio, le cui estremità si chiamano "rebbi". Posto in vibrazione, percuotendo uno dei rebbi, lo strumento genera delle onde acustiche la cui frequenza dipende dalle caratteristiche geometriche dello strumento stesso. Da allora lo strumento è impiegato come campioni di frequenza e nella pratica musicale.
(vedi anche "metronomo" anno 1812)

ANNO 1712

____ MACCHINA A VAPORE ( vedi varie descrizione "motore a vapore" anno 1679)

ANNO 1714

____ SCALA FAHRENHEIT - ( vedi anno 1592 "termometro" )

ANNO 1715

____ ECLISSI SOLARI - Quando si giunse a questa data, gli astronomi ormai avevano capito molto dell'universo e dei pianeti; le orbite, le distanze, le dimensioni. Restava un grosso fenomeno da risolvere ed erano gli eclissi, che nelle attecchite superstizioni dell'uomo avevano sempre rappresentato quando si verificarono, il panico. Nonostante Talete - forse con una buona dose di conoscenze dell'astronomia babilonese - non solo aveva spiegato come avvenivano, ma ne previde uno nell'anno 585 a.C. Come avesse fatto, non ci è noto. Sappiamo solo (calcolando all'indietro, usando un buon programma astronomico sul computer) che quell'eclisse si verificò il 28 maggio di quell'anno. La scienza astronomica si perse poi nei secoli bui del medioevo, e tali fenomeni rimasero legati alla superstizione, anche perchè terrorizzare le umani genti rendeva molto.
Questa volta su basi scientifiche e matematiche, sempre il solito Halley, decise lui di prevedere un eclisse di sole. Tracciò scrupolosamente la traiettoria che avrebbe seguito l'eclisse, la disegnò sulla carta, e disse con molto anticipo quando e dove si sarebbe verificata: il 22 aprile 1715, in Gran Bretagna e in alcune parti dell'Europa, dove informò i rispettivi astronomi onde cronometrare il fenomeno dall'inizio alla fine. Inutile dire che il fatto si verificò puntalmente e chi doveva capire, se voleva capire, non gli fu difficile. Mentre per gli altri, come sappiamo la superstizione è immortale e ha sempre come compagni di viaggio molti ignoranti.

ANNO 1718

____ MOTO DELLE STELLE - Che i pianeti si muovessero in cielo ormai non vi erano più dubbi da qualche decina di migliaia di anni, ora si sapeva perfino una precisa orbita e quanto erano distanti; ma che si muovessero anche le stelle questo destava non poco scetticismo, anche chi si occupava di astronomia, figuriamoci le autorità della Bibbia. L'opinione quindi di tutti era che le stesse erano fisse nella volta celeste. Ma non del solito Halley, che sfogliando testi antichi riscontrò che alcune stelle da come venivano descritte, non erano allo stesso posto. Si erano i babilonesi, i caldei, i greci forse sbagliati nel registrare i dati? E si era sbagliato anche Brahe (il famoso Ticone, scopritore delle "stelle novae") nel 1572 con le sue osservazioni? Non era possibile; Halley si mise al lavoro, la sua attenzione fu scrupolosa su alcune stelle come Sirio e altre conosciute fin dall'antichità, e concluse che le stelle non erano affatto fisse, i moti era minimi, ma solo a causa della enorme distanza, mentre invece ogni stella o ammassi di stelle si muovevano alla propria velocità e nella propria direzione. Un'altra barriera biblica cadeva. La volta stellata, l'Universo, era tutto in movimento.

ANNO 1722

____ ISOLA DI PASQUA - Non solo in cielo erano continuate le esplorazioni, ma anche sulla Terra, da Colombo in poi, o scienziati, o navi delle grandi nazioni in cerca di nuovi territori da colonizzare, avevano continuato ad esplorare in lungo e in largo gli oceani. A questa data il navigatore olandese Jacob Roggeveen (1659-1729), navigando in mezzo all'immenso oceano Pacifico, all'incirca all'altezza del tropico del Capricorno, a circa 1930 chilometri dalla terra più vicina, e a 2500 al largo della costa cilena, incrociò un'isola di 162 chilometri quadrati. Del tutto priva di vegetazione arborea, di sorgenti e di corsi d'acqua. Fu avvistata il giorno di Pasqua, e questo nome prese l'isola. Un isola strana, con la presenza di certe manifestazioni d'arte, come le "moais", seicento enormi statue monolitiche, rovine di templi e mausolei, che ha conferito all'isola un'aria di mistero. Infatti sono ancora oggi controverse le origini.

ANNO 1723

____ VIOLINO - Strumenti a corda non erano sconosciuti nell'antichità. La lira, l'arpa, la cetra il salterio erano tutti strumenti musicali a corda pizzicata. Ma sembra che fosse già noto uno strumento simile alla viola, monocorde. Dal VII secolo in poi furono gli arabi ad usare la ribeca, una antenata del violino, che dall'arabia iniziò a diffondersi in Europa, limitatamente in Spagna durante la dominazione saracena; questi strumenti poi diedero vita alla rota celtica, alla giga e alla "tromba marina" (una sorta di violencello), la lira ad arco e la viola. La maggior evoluzione l'ebbe appunto la "ribeca" e la "viola". Si arriva così al 1565, quando i criteri costruttivi dell'attuale violino vengono fissati da Gasparo di Salò nel 1565.
Da questi ultimi una famiglia di liutai di Cremona, gli Amati, soprattutto Niccolò (1596-1684) fissano anche i criteri della forma, appiattendo il corpo, smussando gli angoli, dando la classica forma a 8, curando la cassa armonica con legni pregiati e vernici particolari. Perfezionamenti poi continuati da un suo aiutante di laboratorio, Antonio Stradivari (1644-1737) che (ne costruì nel corso della sua vita oltre 500) diede forma definitiva all'odierno violino; per la particolare tecnica di costruzione, soprattutto quelli degli ultimi anni di Stradivari, sono violini i più preziosi esistenti, battuti alle aste a suon di miliardi di lire.

ANNO 1728


____ LONGITUDINE (vedi sotto)
____ CRONOMETRO DI BORDO - Una nave per sapere la sua esatta posizione deve conoscere l'ora esatta in ore e minuti forniti da un preciso orologio se vuole calcolare tramite l'osservazione degli astri la sua longitudine. (non dimentichiamo che non vi erano mezzi radiofonici, e solo gli astri erano ancora i punti di riferimento). Quelli a terra fino a questa data erano molto precisi, segnavano il minuto, ma erano a pendolo, quindi impossibili farli funzionare su una nave che è essa stessa un pendolo in mezzo ai flutti. Ma le navi premevano perchè si inventasse qualcosa di preciso. Navigare con precisione con i grandi commerci in atto era diventata una non rinviabile necessità, soprattutto per quegli Stati che il commercio rappresentava la loro principale risorsa. E una di queste era la Gran Bretagna, che sensibile all'esigenza dei marittimi, il governo decise di offrire ventimila sterline, a chiunque realizzasse un orologio capace di funzionare senza errori su una nave, cioè capace di determinare la sua longitudine con la massima esattezza. Intorno a questa data, ad accettare la sfida fu un costruttore di strumenti di precisione - John Harrison (1693-1776). Di orologi ne costruì cinque, introducendo dei singolari meccanismi capaci di sopportare il rollio di una nave senza accusare il minimo ritardo. Si rivelarono subito perfetti, tutti capaci di soddisfare le condizioni richieste per il ritiro del premio. Erano talmente precisi che nemmeno i più precisi pendoli a terra potevano gareggiare con uno di questi "cronometri"; una nave utilizzandolo dopo cinque mesi di navigazione presentò un errore di meno di un minuto. Il governo avrebbe dovuto concedere subito il premio ad Harrison, ma iniziò a tergivisare, e solo dopo quasi quarant'anni l'inventore John Harrison riuscì a riscuotere l'intera somma.

____ ABERRAZIONE DELLA LUCE - Il danese Olaus Roemer (1644-1710) come abbiamo visto ( vedi anno 1675) era riuscito a fornire una velocità della luce, non era proprio precisa perchè la parallasse delle stelle era troppo piccola perchè potesse essere misurata. Poi anche Halley con le sue misurazioni aveva concluso che le stelle non erano affatto fisse, ma che i moti era minimi a causa della enorme distanza, confermando cos' che la parallasse era troppo piccola per misurarle. A tornare sul dibattuto argomento distanza stelle, parallasse, velocità della luce, fu l'astronomo britannico James Bradley (1693-1762). Non individuò la parallasse, ma aveva scoperto un nuovo modo di calcolare la velocità della luce e adottato un piccolo accorgimento, quello di inclinare il telescopio per adeguarsi a quella che fu chiamata "aberrazione della luce". (per fare un esempio: quando noi camminiamo e piove di traverso, noi non teniamo l'ombrello in verticale, ma lo incliniamo verso la caduta traversale delle gocce). Il valore che ottenne fu che la luce viaggiava a 283.237 chilometri al secondo (la precedente era di 226.000 km/s); era più precisa anche se non proprio esatta, essendo un 5% del valore reale (circa 300.000 km/s).
Cos'era "l'aberrazione della luce" (o "aberrazione stellare")?. Per effetto della velocità relativa tra un astro e l'osservatore terrestre (dovuta alla rivoluzione della Terra intorno al Sole) la direzione da cui sembra provenire la luce dell'astro non coincide generalmente con la direzione vera, cosicchè una stella o un altro corpo celeste sono visti in posizioni che non sono quelle reali. Il fenomeno è conseguenza del valore finito (benchè grandissimo) della velocotà della luce. Lo scostamento apparente dalla posizione vera varia periodicamente, con il periodo di un anno. Questo fenomeno - conoscendo la velocità della Terra nella sua orbita, conoscendo l' inclinazione data al suo telescopio - fu appunto come detto sopra scoperto da Bradley, potendo così calcolare in modo migliore la velocità della luce.


____ STRETTO DI BERING - Proseguivano le esplorazioni in ogni parte della Terra, e ad aggiungersi alle grandi nazioni che finanziavano i viaggi per colonizzare nuove terre, si aggiunse anche la Russia in questi anni governata da Pietro I. Dopo aver completata la spedizione e occupazione in Siberia ( vedi anno 1581 "Siberia ), vollero spingersi verso il Nuovo Mondo, presupponendo che doveva esserci ancora più a est della Siberia un collegamento via terra con i nuovi continenti. Fu incaricato il navigatore danese (ma al servizio dei russi) Vitus Jonassen Bering (1681-1741) di compiere l'esplorazione. Dopo aver raggiunto l'estremità della Siberia, Bering, per proseguire dovette allestire una nave alla Kamkarta; salpò verso nord nel 1728, raggiunse i ghiacci dell'oceano artico, scopri quel lembo di mare che oggi porta il nome "Stretto di Bering", dimostrando che l'Asia non era unita all'America. Investigò anche le coste dell'Alaska, vide anche il monte Elia, nell'ottobre del 1741 raggiunse l'isola che prese il suo nome, ma qui rimase vittima di quelle regioni inesorabili. I compagni di Bering superarono lo svernamento nel mare ghiacciato e l'agosto seguente riuscirono a ritornare indietro. A fare una buona relazione sui luoghi fu il naturalista Steller che aveva accompagnato i viaggi di Beering, rivelando l'enorme ricchezza di pelli del luogo, e già nel 1743 nelle nuove terre si insediarono numerosi commercianti. Quarant'anni più tardi i russi fondarono una stazione a Kodiak. In seguito l'Alaska (con un territorio di 1.530.700 kmq fu poi venduta dai Russi agli Stati Uniti nel 1867. Degli Eschimesi e Aleuti che vivevano da queste parti ai tempi di Bering, con le colonizzazioni ne rimasero poche tracce; ben presto la maggior parte della popolazione (oggi di circa 500.000 abitanti) è formata da bianchi immigrati e qualche minoranza di indigeni.

____ ODONTOIATRIA - Non era ancora una professione quella del dentista, ma già nell'antichità, alcuni medici si prendevano cura dei denti dei loro illustri pazienti. Nell'antico egitto, esaminando oggi alcune mummie ai raggi X, o da altri reperti risalenti addirittura al Primo Regno (3000 a.C.) alcuni studiosi affermano che si praticassero abitualmente non solo le estrazioni ma anche le otturazioni da carie. Sappiamo che avevano cura dei propri denti, e sono perfino documentate le prime tracce di una pasta che doveva servire per pulire i denti, formata da un miscuglio di incenso, piombo e verderame.
Meglio documentati sono alcuni reperti etruschi, dove all'incirca a questa data, 700 a.C. non solo a un paziente fu estratto un dente, ma gli fu rimesso al suo posto uno artificiale. Come tutte le altre scienze, in seguito la "odontoiatria" non progredì più di tanto, anzi nel medioevo ci fu un regresso, tornarono in auge gli alchimisti con i loro impiastri e non una vera e propria chirurgia dei denti.
A dare l'impulso a questa nuova branchia della medicina - dedicandogli un vero e proprio trattato ("Le chirurgien dentiste" ("Il chirurgo dentale") pubblicato nel 1728, fu il medico dentista francese Pierre Fauchard. Trattava di protesi dentarie artificiali; e descriveva come curare la carie asportando il marciume e illustrava l'uso delle otturazioni metalliche.
L'intera esportazione della intera corona dentale, sostituita da una nuova, fu una operazione molto più tarda. Il primo ad applicarla nel 1770 fu un medico dentista francese Alexis Duchateau.

ANNO 1729

____ CONDUTTANZA ELETTRICA - (vedi anno 1660 alla voce "elettricità statica")

____ NAVETTA VOLANTE - ( "flying shuttle " ) E' la prima rivoluzione nel campo della tessitura, e quindi della riduzione dell'occupazione. Nel telaio fino ad ora nel fare l'ordito la spoletta con il filo doveva essere introdotta a mano. L'inglese John Kai costruisce una macchina con un ingegnoso sistema di due spolette che si muovono velocissimamente su una rotaia e attraverso la quale a turno - una avanti l'altra indietro- introducono il filo automaticamente nell'ordito. Alcuni affermano che fu l'attrezzo che sconvolse il mondo del lavoro; la prima innovazione tecnologica che non solo rivoluzionò l'industria e innescò la rivoluzione industriale, ma innescò anche lo sviluppo della schiavitù nelle americhe, quando necessitando sempre più cotone da tessere nacquero le prime piantagioni nei dominios, nelle colonie americane.
Quando poi ci fu una spinta di una maggiore richiesta di filo per i telai, giunsero le invenzioni di Arkwright, Hargreaves e Crompton (per non parlare della sgranatrice del cotone di Whitney - vedi 1793) che permettevano tutto ad un tratto di filare più che non si potesse tessere, la richiesta fu anche maggiore. Se ci riferiamo a questa industria del cotone, quella industria che doveva avere una parte tanto cospicua nella storia industriale inglese, prima dell'introduzione della "navetta volante" non esisteva una grande fabbrica in Inghilterra. Arthur Young prima di allora non ricorda che una fabbrica in Darlington con soli 50 telai, un'altra a Boynton con soli 152 operai, e sembra che siano stati i soli esempi di grandi fabbriche. («L'Inghilterra deve circa un terzo delle proprie esportazioni complessive all'industria del cotone, e una porzione non minore del popolo inglese vive dei generi alimentari che vengono presi in cambio delle merci di cotone»,
SCHULZE-GAEVERNITZ, La grande industria, « Bibl. dell'Econ. », pag. 56).
"L'industria del panno prima della "navetta volante" e del "filatoio meccanico" era tutto in mano a una miriade di piccoli artigiani. Ma ancora maggiore era la miriade di intermediari, dei quali sembra ce ne siano stati varie specie: a) Una classe importante di « factors » acquistavano la lana dagli affittavoli e la vendevano ai pannaioli e sembra abbiano esercitata un'indebita supremazia su questi ultimi, grazie prestazioni a credito usurario; b) I « pannaiuoli » (clothiers) debbono in larga misura esser considerati essi stessi come intermediari collettori, avendo funzione analoghe ai distributori; c) Fatto il panno, tre classi d'intermediari si occupavano di farlo pervenire al venditore al minuto: 1). i mercanti viaggiatori o commercianti all'ingrosso, i quali frequentavano le grandi fiere e mercati di Leeds, Halifax, Exeter, ecc., e facevano larghe compere, trasferendo al rivenditore al minuto, a dorso di cavallo, le merci acquistate; 2). i mediatori che vendevano a commissione ai fattori e mercanti all'ingrosso di Londra, i quali a loro volta rivendevano il panno ai bottegai e agli esportatori ; 3). i mercanti impegnati esclusivamente nel commercio di esportazione.
Il risultato sconvolgente in breve tempo fu questo - prima ancora dell'intruzione massiccia del motore a vapore e poi di quello a elettricità:

SVILUPPO DELLA INDUSTRIA DEL COTONE E DELLE RELATIVE INVENZIONI MECCANICHE
(si noti le importazioni)

ANNO - - Cotone importato lb. - - - - Anno - INVENZIONI
1730 - - - - - - 1.545.000 - - - - - - - - - - 1730 - - Cilindro per filare di Wyat.
1741 - - - - - - 1.645.000 - - - - - - - - - - 1748 - - Macchina per cardare di Paul.
1764 - - - - - - 3.870.000 - - - - - - - - - - 1764 - - La Jenny per filare
- - - - - - - - - -- - - - - - - - - -- - - - - - - - - 1768 Telaio per filare di Arkwright.
1771 - - - - - - 4.764.000 - - - - - - - - - - 1771 - - Invenzione per cardare e filare di Arkwrigt e Crompton.
1785 - - - - - - 18.400.000 - - - - - - - - - 1785 - - Telaio per tessere di Cartwright.
1813 - - - - - - 51.000.000 - - - - - - - - - 1813 - - Macchina di Horrok per apparecchiare le stoffe.
1841 - - - - - 489.900.000 - - - - - - - - - 1841 - - Invenzioni di Bullough-Robert. Ring-spinning.
Quando con una sentenza l'inghilterra abolirà la schiavitù, non lo fa per un atto umanitario, ma é tipicamente dettato da fattori economici. Coloro che hanno schiavi producono merci il cui costo di fabbricazione é zero, causando una sleale concorrenza a chi non ha schiavi.
Questa sentenza ha però una singolarità; la discussione in Inghilterra era nata da anni in ambito protestante, con la nascita del pensiero liberale, intorno agli anni 1750-70, ma fu sempre contraddetta dagli interessi dei piantatori coloniali. Mentre in quegli stessi anni con le lotte alle colonie (siamo quasi al distacco con la lotta d'indipendenza) si voleva impedire una loro sleale concorrenza rispetto alla madre patria. Infatti dopo l'indipendenza la schiavitù nelle colonie americane, soprattutto negli stati delle piantagioni, continuò a prosperare più di prima. Ma più tardi lo stesso identico problema si presenterà negli states fra quelli del Nord (rimasti a vocazione industriale) e quelli del Sud (rimasti a vocazione di piantatori-produttori di materia prima).


ANNO 1735

____ NOMENCLATURA BINOMIA - (vedi sotto)
____ TASSONOMIA - Il termine significa "dare un nome in ordine". Padre di questo processo sistematico fu lo svedese Carl von Linnè (1707-1778 - meglio conosciuto come Linneo). A questa data pubblicò il risultato di anni e anni di studio fatti in oltre settemila chilometri di viaggi: "Systema Naturae" (Sistemi della natura). Dopo una delle prime classificazione delle piante e degli animali del naturalista inglese John Ray, nel 1686 e 1691, con un raggurppamento meno scientifico, Linneo si distinse per il sistema metodico con cui affrontò la classificazione degli esseri viventi, seguita ancora oggi. Specie simili vennero raggruppate in "generi"; generi simili in "classi"; classi simili in "ordini"; dando ad ogni specie un doppio nome, genere e specie ("nomenclatura binomia"). Nel mondo delle piante la classifica la compila attraverso il sistema sessuale (fanerogame e crittogame. Nelle sei classi animali incluse l'uomo (cosa che suscitò aspre polemiche). Fu infatti lui a definire gli esseri umani membri della specie "Homo sapiens". Nel fare inoltre una esemplificazione, seguì il sistema dell'albero, in cui i rami più grandi si dividevano in piccoli rami, questi in altri rami piccoli, e questi in rami piccolissimi. Era simile al concetto di "evoluzione" biologica. Ma non era stata questa l'intenzione di Linneo, essendo credente lo scienziato rimase legato al racconto della Genesi. Nel 1800 ci sarà poi il naturalista Lamarck a mettere un po' d'ordine e a elaborare la prima teoria "evoluzionista" , scientificamente però non corretta, quando espose il concetto sintetizzandolo il "l'uso crea l'organo" sostenendo che i caratteri di ogni specie non sono fissi ma si modificano nel tempo, originando specie diverse (es. la giraffa ha il collo lungo perchè non trovando alimenti in basso è obbligata a mangiare in alto). L'errore è che sosteneva che vi era la possibilità di modificare un carattere a secondo l'uso che si fa di alcune parti del proprio corpo. Mentre sappiamo che le modifiche somatiche di un animale non si possono trasmettere ai discendenti. A farlo sono incaricate sole le cellule con i loro cromosoni. Tuttavia, nonostante errata, la teoria di Lamarck servì molto a porre agli scienziati del suo tempo il problema evoluzionista. Che verrà sviluppato mezzo secolo dopo da Darwin.

____ ALESATRICI per lavorare superfici interne di fori e cavità cilindriche sono inventate e impiegate in questo periodo dall'inglese John Wilkinson.

ANNO 1737

____ COBALTO - Da quando Brand (vedi anno 1669) aveva scoperto di persona il primo elemento (il fosforo), nulla era stato successivamente scoperto nè dagli alchimisti nè dai fisici. Fino a questo anno 1737, quando quasi un omonimo del primo, il chimico svedese Georg Brandt, scopre il "cobalto". Uno strano minerale che i minatori sovente trovavano insieme al rame, di colore azzurro , che però in seguito alla fusione non produceva rame. Ed era così insolito che gli diedero il nome dello spirito della terra, cioè "cobalto" e tale nome rimase

FINE TABELLA 6