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TABELLA 6
( dall'anno 1738 al 1795 )

BINARI - FERROVIA - TRAM - LOCOMOTIVA A VAPORE - LOCOMOTIVA ELETTRICA - LOCOMOTORE A DIESEL - LOCOMOTORE A MONOROTAIA - LOCOMOTIVA A CREMAGLIERA - MASSICCIATA - FERRI DA STIRO - SCALA CELSIUS - CONGETTURA DI GOLDBACH - STUFA - BOTTIGLIA DI LEYDA - ACIDO SOLFORICO - AVITAMINOSI - SCORBUTO - ZUCCHERO - EDULCORANTI INTENSI - NULLA SI DISTRUGGE... - ETA' DELLA TERRA - NICHEL - ENCICLOPEDIA (DIDEROT) - PARAFULMINE - ANIDRIDE CARBONICA - GALASSIA - MOVIMENTO DEI CONTINENTI - COMETTA DI HALLEY - OMUNCOLI - EMBRIOLOGIA - CARDATRICE - PATOLOGIA - CRONOMETRO MARINO - IMPOLLINAZIONE - ASSEGNO - MACCHINA A VAPORE DI WATT - IDROGENO - AUSTRALIA - ISOLE HAWAI - ISOLE SANDWICH - SANDWICH (PANINO) - ACQUA GASSATA - PRIMO VEICOLO A MOTORE - FILATOIO MECCANICO - FILATOIO JENNI - VIAGGI NEOCOLONIALISMO - NEBULOSE - LE PIANTE RESPIRANO - DIAMANTE - AZOTO - BACILLI - OSSIGENO - CICLO RESPIRAZIONE - CLORO - MAGNETISMO CURATIVO - FARMACI VEGETALI - ERBORISTERIA - WATER CLOSET - RAZZE UMANE - FECONDAZIONE - FOTOSINTESI - ELETTRICITA' ANIMALE - OTTONE - TEODOLITE - URANO - NETTUNO - PLUTONE - STELLE BINARIE - STELLE DOPPIE - CRISTALLOGRAFIA - MOTO DEL SOLE - LA NOSTRA GALASSIA - RESPIRAZIONE - MONGOLFIERA - AEROSTATO - DIRIGIBILE - IDROGENO E ACQUA (FLOGISTO) - TELLURIO - COULUMB UNITA' - ELETTROSTATICA - UNIFORMISMO - ALPINISMO - M.BIANCO 1a ASCENSIONE - IL LINGUAGGIO DELLA CHIMICA - BATTELLO A VAPORE - MECCANICA ANALITICA - GHIGLIOTTINA - LEGGE CONSERVAZIONE DELLA MASSA - URANIO - SISTEMA METRICO - METRO - CHILOGRAMMO - LITRO - MISURE INGLESI - UN INVENTORE COPISTA (USA) - TITANIO - MANICOMI - GINNATRICE - SGRANATRICE DEL COTONE - STELLE CADENTI - ASTEROIDI - METEORITI - MATITA - CONSERVAZIONE DEL CIBO - CIBI IN SCATOLA - RAZIONE K

 

ANNO 1738

____ TRENO (vedi sotto)
____ FERROVIA (vedi sotto )
____ BINARI - L'invenzione dei binari che diede vita in seguito alla ferrovia, la si deve a un anonimo lavorante in una miniera inglese. Per trasportare il minerale scavato nelle gallerie, costruì delle rotaie in legno sulle quali - trainati da cavalli- scorrevano verso l'uscita una serie di vagoncini pieni di minerale. Con questa idea più tardi, nel 1736, nella cittadina inglese di Whitehaven fu realizzata un binario, con rotaie in ferro sulle quali scorreva sopra una carrozza con passeggeri, trainata da cavalli; era nato l'"antenato" del ...

____ TRAM - Colpito da questa idea un intraprendente londinese, Outram, nel 1775, perfezionò l'idea e realizzò il primo trasporto di persone con questa singolare carrozza nella città di Londra. La sua idea fece subito successo in tutta Europa. L'anno dopo entrava in funzione a Napoli, con l'omonimo nome storpiato in napoletano "U'tram" (nome che rimase in seguito anche su quelli elettrificati). A Milano nello stesso anno (1776) l'8 luglio a Porta Venezia veniva inaugurata la prima linea pubblica.
Un sistema di trasporto questo che continuò a esistere nei centri cittadini (col nome di u'tram, tranvai, o più semplicemente tram) utilizzato anche quando fu inventato il vero e proprio locomotore elettrico per l'utilizzo nelle grandi città. La presa di corrente era assicurata da un'asta libera - chiamata "trolley"- che il conduttore alzava e abbassava dai fili posti lungo la linea. La prima città a dotarsi di una via tranviaria fu Firenze nel 1890, seguita da Milano nel 1893.

____ LOCOMOTIVA A VAPORE - L'ingegnere inglese Richard Trevithick nel 1803 ideò e realizzò il primo modello di locomotiva, sviluppando gli elementi della strada ferrata e della trazione meccanica impiegati nelle miniere, applicandovi quale forza motrice la caldaia a vapore di J. Watt, che lui però perfezionò aggiungendovi la caldaia d'acqua e riutilizzando il vapore che prima in quella di Watt andava perso. Trevithick il 21 febbraio 1804 fa compiere il primo viaggio della storia alla sua locomotiva per 15 chilometri alla media di 8 km/ora, trasportando 10 tonnellate di ferro su cinque carrozze e 70 persone tra PenyDarren e Abercynon nel Galles. Ma non fu un successo commerciale. Inoltre aveva un grosso difetto: la ruota motrice spesso slittava sul binario.
Poco successo anche quella realizzata nel 1811 da Blenkinsop, che per ovviare al difetto sopra mise una ruota motrice centrale dentata, che avanzava su una rotaia a grimagliera.


Basandosi su queste due locomotive, a partire dal 1814 George Stephenson costruì diverse locomotive sempre a due assi ma con ruote motrici molto più pesanti azionate contemporaneamente da due bracci, risolvendo così il problema dello slittamento delle ruote sui binari. Nel 1825 l'industriale E. Paese gli commissionò la costruzione della prima strada ferrata per collegare le miniere di Darlington al porto di Stockton distante 17 chilometri. La prima locomotiva a compiere il viaggio -il 27 settembre 1825- trainandosi dietro 34 carri di carbone alla velocità di ca. 20 km/h,
viene battezzata "locomotion". Lo stesso Stephenson ha progettato pure le rotaie, non in bronzo ma in ferro, non saldate ma unite da un giunto che permette alla rotaia di scorrere quando si verifica la dilatazione per calore. Nel 1830 una nuova locomotiva di Stephenson - la "Jupiter" - inaugura le prime linee ferroviarie inglesi pubbliche, la Liverpool Manchester; nello stesso anno s'inaugura in Francia, la Saint Etienne Lione; non perdono tempo gli Americani che già nel 1831 il 15 gennaio inaugurano la loro prima ferrovia, la "rail-road" nella South Carolina.
Il successivo sviluppo delle ferrovie prima col vapore poi con l'elettricità, fu talmente intenso da divenire il simbolo di una nuova impetuosa fase della rivoluzione industriale; essa interessò innanzitutto Gran Bretagna, Francia, Germania, USA, Canada e India, e raggiunse il suo culmine e cavallo tra l'800 e il 900. Nel 1850 la rete mondiale era di 38.582 km; nel 1870, salì a 206.000; nel 1900 raggiunse i 790.000; nel 1930 si era oltre il 1.100.000 km. Un forte incremento delle strade ferrate, con un ruolo preminente nel trasporto delle merci sulle grandi estensioni del proprio territorio lo si ebbe subito negli Stati Uniti, che a partire dal 1850 mantennero sempre il primato di un quarto dell'intera rete ferroviaria terrestre; nel 1970 ne possedeva 340.000 km, pur possedendo circa 6 milioni di chilometri di strade e circa 10.000 aeroporti.



In Italia, la prima linea Napoli-Nocera venne inaugurata nel Regno delle Due Sicilie da Ferdinando II nel 1839 (primo tratto Napoli-Portici - 8 km - sotto in una stampa dell'epoca) . Le linee realizzate in Italia prima dell'unità si estendevano per poco più di 2000 km; nei primi anni dei '900 erano in funzione circa 15.000 km di strade ferrate.
Mentre nel mondo, questa la straordinaria diffusione
(da Storia del Capitalismo, di Arturo Labriola - e E. CAUDERLIER, Evolution économique au XIX siècle, 1903, pag. 32 e 156).

FERROVIE NEL MONDO (chilometri in esercizio)
1830 - - - - - - - 195
1840 - - - - - - 7.712
1850 - - - - - 38.592
1860 - - - - 107.915
1870 - - - - 206.651
1880 - - - - 370.978
1890 - - - - 607.925
1900 - - - - 790.570
1930 - - - -1.100.000
Lo sviluppo dei mezzi di trasporto e di penetrazione, mise tutti gli uomini in rapporto fra di loro dando così inizio a quello che fu subito chiamato "mercato universale". In parallelo allo sviluppo delle ferrovie decollò anche il trasporto via mare e non solo quello a vapore. Un colpo d'occhio alle due tabelle mostra in quali proporzioni l'industria dei trasporti si estese anche nell'ambiente marittimo.
Marina (trasporto merci in tonnellate)
Anni - - - - Battelli a vapore - - Velieri - - - - - - Totale
1816 - - - - - - 1.500 - - - - - 3.415.100 - - - - - -3.410.600
1830 - - - - - 30.200 - - - - - 4.016.000 - - - - - - 4.040.200
1840 - - - - - 97.000 - - - - - 4.556.000 - - - - - - 4.653.000
1850 - - - - 216.800 - - - - - 6.983.900 - - - - - - 7.200.700
1860 - - - - 764.600 - - - - 10.712.000 - - - - - 11.476.600
1870 - - - 1.109.100 - - - - 12.352.600 - - - - - 14.061.700
1880 - - - 4.745.700 - - - - 12.267.500 - - - - - 18.013.000
1890 - - - 8.286.747 - - - - 10.540.051 - - - - - 18.826.798
1900 - - 12.165.251 - - - - - 8.347.596 - - - - - 20.512.877


Come si vede, l'incremento maggiore si é avuto nei trasporti a vapore. I battelli a vela hanno avuto anch'essi una certa espansione proporzionale allo sviluppo del traffico, ma ci vuol poco a capire che l'incremento avutosi nella navigazione a vela é un risultato dello sviluppo del traffico e della espansione del mercato, entrambi effetto della introduzione dei nuovi sistemi produttivi e i parallelo delle ferrovie.


____ LOCOMOTIVA ELETTRICA - Progettata e costruita dal tedesco Werner von Siemens, nel marzo del 1879 alla Esposizione Universale di Berlino viene presentata la prima locomotiva elettrica. Il prototipo era poco più che un trenino che trasportava 18 persone, ma era ormai il "locomotore" che avrebbe in seguito ispirato tutti gli altri. Lo stesso Siemens realizzerà il primo vero e proprio treno elettrico nel 1882 a Berlino.
Con la locomotiva elettrica che non sprigionava fumo, si prese in seria considerazione la costruzione di gallerie in percorsi piuttosto difficili e lunghi; furono gli inglesi a realizzarne una nel 1890, scavando sotto il Tamigi per unire la City al South London. Da questa nuova positiva esperienza - che avrebbe potuto eliminare la congestione del traffico di superficie- si radicò l'idea di fare solo più ferrovie sotterranee; che però non era cosa nuova, infatti gli inglesi nel 1863, quando ancora esisteva la trazione con le locomotive a vapore, avevano già costruito la prima galleria nel sottosuolo di Londra. Progettata dall'ingegnere Charles Pearson, era una galleria sotterranea di poco più di 6 chilometri che collegava due quartieri nel West End. Nel primo anno di esercizio la utilizzarono 6 milioni di passeggeri. Si continuò così su quella strada e Londra a partire dal 1890 ampliò e rimase sempre all'avanguardia e sempre insuperata con la sua Metropolitana, che oggi ha una ramificazione fittissima di circa 400 km, in grado di collegare piccoli e grandi quartieri. Quella londinese fu la prima del mondo, seguita da quella di New York (379 km), da Tokyo (198), Parigi (192), Mosca (184). In Italia la prima è di cento anni dopo quella di Londra, entrò in esercizio a Milano nel 1964, lunga 47 chilometri.


____ LOCOMOTORE A DIESEL - Per problemi di costi non sempre si poteva realizzare una linea elettrificata, pertanto nelle tratte che collegavano alcune città, e con il motore a carburante sempre più perfezionato, in Germania nel 1913 viene realizzata la prima locomotiva con motore a diesel (inventato da Diesel nel 1893, che però i primi non funzionavano a gasolio, ma utilizzavano ancora una polvere di carbone).

____ LOCOMOTORE A MONOROTAIA - Questo tipo di ferrovia che sembra sospesa, e con il locomotore che corre su una monorotaia viene per la prima volta inaugurata in Germania a Wuppertal nell'anno 1900.

____ LOCOMOTORE A CREMAGLIERA - Per motivi economici non potendo sviluppare una ferrovia in certi impervi territori, fu ideata questo locomotore nei percorsi con forte pendenze, che affronta con una rotaia centrale dentata e una ruota dentata del treno; non poteva non nascere che nella montana Svizzera; costruita dall' ingegnere elvetico Niklaus Riggembach nel 1862. Sono ancora oggi utilizzate in alcune famose località turistiche della Svizzera; la più famosa, quella della Jungfraujoch che raggiunge i 3457 metri.

____ MASSICCIATA - Iniziando a usare grosse locomotive, il terreno sul quale venivano posti i binari sprofondando per i continui passaggi cominciaro a rendere pericoloso il percorso. Spesso le rotaie cedendo da una parte ma anche tutte e due, causavano ritardi, blocchi di giorni per il ripristino. A inventarsi un metodo nella costruzione di ferrovie fu un ingegnere scozzese nel 1865. Metodo che fu poi adottato anche nelle costruzioni di strade. Consisteva di posare uno spesso strato di pietrisco a volumetria variabile, su cui si stendono i binari ripartendo così adeguatamento il carico, oppure - nel caso di strade- stenderlo prima della vera e propria pavimentazione stradale (vedi costruzione "strade" anno 312 a.C.)

____ FERRO DA STIRO - Fin dai tempi che comparvero i tessuti, usare il calore per distendere le fibre dei panni (cioè stirare) non era sconosciuto. I cinesi stiravano la seta con piastre metalliche, e i romani pure loro utilizzavano piccole lastre di bronzo preventivamente riscaldate direttamente sul fuoco o su bracieri. Con varie foggie queste lastre di metallo si usarono fino al '700, e ancora oggi se ne trovano diversi nei mercatini di cose vecchie.
Ma a rendere molto pratica questa operazione fu un ingegnoso inglese - Isaac Wilkinson nel 1738, realizzando un contenitore in ferro con dentro carboni ardenti. Con l'avvento dell'elettricità a realizzare nel 1888, una piastra con resistenze elettriche - simili a quelle dei fornelli- affogate in fogli di amianto che ha funzione isolante, fu l'americano Henry Seely. Nel 1926 nelle numerose stirerie comparvero accanto ai ferri da stiro delle piccole caldaie per la produzione del vapore. Con una specie di pistola le stiratrici inumidivano e riscaldavano il tessuto prima della stiratura. In seguito nel 1938 il sistema fu perfezionato dall'americano Edmund Schreyr, applicandolo direttamente al ferro da stiro dopo aver creato all'interno dello stesso una camera con acqua per generare vapore. Un semplice tasto a pressione convoglia su una piastra interna alcune gocce d'acqua e queste trasformandosi in vapore fuoriescono da piccoli fori situati sotto la piastra

ANNO 1742

____ SCALA CELSIUS - Daniel Gabriel Fahrenheit (1696-1736) aveva fatto un grosso passo avanti per misurare le temperature, fissando una scala standard che porta ancora oggi il suo nome. L'unità di misura della temperatura è definita come la 180-esima parte dell'intervallo tra la temperatura di fusione del ghiaccio a pressione atmosferica (32° F) e la temperatura di ebollizione dell'acqua a pressione atmosferica (212° F). Non si conoscono i motivi di questi due numeri stranamente irregolare.
A concepire nel 1742 un'altra scala termometrica centigrada (in latino significa "cento gradini"), fu il fisico svedese Anders Celsius. L'unità di misura la definì la 100-sima parte dell'intervallo tra la temperatura di ebollizione dell'acqua (0°) alla pressione di 751,16 e la temperatura dell'acqua quando gela (100°). Era il sistema termonetrico centigrado molto semplice, solatnto che era l'incontrario di quello che noi vediamo oggi. Infatti a capovolgere la scala - dopo la morte di Celsius - fu un altro svedese, Ekstroem.
Ed è quella che normalmente viene oggi usata nel mondo occidentale. Unica eccezione gli Stati Uniti che continuano ad usare il gradi Fahrenheit.

____ CONGETTURA DI GOLDBACH - Fu il matematico tedesco Christian Goldbach (1690-1764) a sostenere la più famosa congettura. Dopo l'"Ultimo teorema di Fermat" (vedi 1654 . voce "probabilità"), fu lui a lanciare nel 1742 la sfida nel mondo dei matematici; e tuttora nessun matematico è riuscito a dimostrare che la "congettura" di Goldbach sia sbagliata. L'affermazione riguarda un'indagine matematica, che non è stato possibile dimostrare, almeno nella sua completa generalità, ma che gli studiosi ritengono essere vera e della quale è opportuno utilizzare le conseguenze per proseguire nello sviluppo di una teoria. In luogo di "cogettura" si usano anche i termini "tesi", "ipotesi", "principio".

____ STUFA - Questo mobile domestico che fino a ieri era in tutte la case, normalmente in ferro nero con tubi di ferro che portano a un camino, potrebbe sembrare antichissimo e invece apparve in questa data, e subito si diffusero sia per cuocere le vivande sia per il riscaldamento della casa. Prima di questo 1742, si usavano i focolari, i caminetti, che avevano un difetto: lo spreco di calore; riscaldavano solo standoci vicino, ma spesso la stanza era gelida, perchè la maggior parte del calore della legna che bruciava saliva su per il camino. L'idea di un qualcosa di diverso venne all'inventore Benjiamin Franklin. Realizzare una stufa in ferro (poi si fecero in ghisa) e per smaltire il fumo fornirla di lunghi tubi verso una canna fumaria. Il calore del combustibile bruciato, si sarebbe allora diffuso nel ferro della stufa medesima e nel ferro dei tubi, e l'aria che veniva in contatto con questi e con quella avrebbe riscaldato l'ambiente. L'idea era così geniale e pratica, che ben presto le stufe con i tubi si diffusero in un baleno. Si cominciarono a farle con a fianco un contenitore così si aveva sempre acqua calda, e cominciarono ad apparire anche i forni. Si cominciò a chiamarle "stufe economiche", ed infatti il calore di un pezzo di legna bruciato lo si utilizzava per quattro funzioni, riscaldava l'ambiente, ci si cucinava, si aveva l'acqua sempre l'acqua calda, e sempre caldo anche il forno da far venir voglia di far tante focacce, torte, pane, arrosti. Ancora oggi molte stufe o per solo riscaldamento o per cucinarci sono ancora costruite come le aveva inventate Franklin; e perfino la stessa caldaia del nostro riscaldamento moderno è fatta quasi allo stesso modo.

ANNO 1745

____ BOTTIGLIA DI LEYDA - Quando parliamo di condensatore non dobbiamo confonderci con quello che serve a condensare il vapore, ma con quell'apparecchio usato nell'elettrotecnica che concentra e accumula energia. Furono due fisici: il tedesco George von Kleist e l'olandese Pietre van Musschenbroek - in maniera indipendente a scoprire nel 1745 un fenomeno che diede poi origine alla realizzazione di un condensatore e in seguito una vasta applicazione nei motori elettrici.
I due fisici osservarono questo fenomeno: in un flacone pieno d'acqua, quando veniva immerso un conduttore caricato attraverso un generatore di elettricità (usando l'elettricità statica di Gray e Cisternay du Fay - che abbiamo già visto nell'anno 1660) , il flacone d'acqua era in grado di conservare l'elettricità e di restituirla in un istante con una forte scarica quando si toccava il conduttore con qualcosa o con una mano (ma anche di incendiare dell'alcol mediante un piccolo apparato rappresentanto dalla figura sopra).
Questo fenomeno elettrico prese il nome di "bottiglia di Leyda" località dove si svolse la prima presentazione del fenomeno. In sostanza l'acqua della bottiglia condensava l'elettricità, ecco perchè in seguito prese il nome di "condensatore". - Ma i due fisici non avevano individuato qual'era il "fluido" (polo) positivo e quello negativo. Tuttavia con questo esperimento veniva aperto il primo studio dei fenomeni elettrici. (vedi ora sull'elettricità "parafulmine" anno 1752 - poi vedi anche "elettrostatica" anno 1785).

ANNO 1746

____ ACIDO SOLFORICO - Alcuni alchimisti lo producevano già nel XVI secolo, chiamandolo "olio di vetriolo". Nel 1746 appare prodotto industrialmente con un metodo messo a punto dall'inglese John Roebuch bruciando zolfo con salnitro.

ANNO 1747

____ AVITAMINOSI - (vedi sotto)
____ SCORBUTO - In patologia è la malattia dovuta a carenza di vitamina C; è pertanto una tipica avitaminosi. La sintomatologia: nelle note cliniche dominanti sono costituite fa fenomenici emorragici, tumefazione alle gengive che sono cianotiche, dolenti e sanguinanti dovute a fragilità nasale. Come conseguenza delle ripetute emorragie si instaura uno state anemico con debilitazione delle condizioni generali, delle alterazioni alle ossa. Lo scorbuto fu conosciuto nelle sue manifestazioni conclamate solo nel Medioevo con l'inizio delle lunghe navigazioni. I naviganti costretti ad alimentarsi per mesi solo con cibi conserbati e quindi poveri di vitamine presentavano le classiche manifestazioni dello scorbuto, che venne pertanto indicato come "malattia dei naviganti".
Ma nulla si sapeva dell'avitaminosi e quindi portò a ritenere che la malattia avesse natura infettiva epidemica. Quest'anno ci fu invece una attenta osservazione di un medico inglese - James Lind (1716-1794) che notò innanzitutto che la malattia non era solo dei naviganti, ma si manifestava anche nelle città sottoassedio, nelle prigioni, soldati nelle lunghe campagne, dove la dieta non comprendeva, e nel caso dei marinai frutta e verdura era perfino del tutta assente perchè di solito nessuno caricava sulle navi generi alimentari che non fossero a lunga conservazione. La causa l'aveva trovata, e anche se non sappiamo come, trovò anche il rimedio, che il succo di limone (uno dei più ricchi di vitamina C - nda.) faceva regredire la malattia; e se non vi era carenza nell'alimentazione di frutta e verdura la malattia non si manifestava. Quella del succo di limone era una soluzione così semplice che pochi medici di allora ci credettero. Tuttavia vero o falso, qualche capitano marittimo aveva sì imbarcato fiasche di succo di limone, ma se in alcuni casi funzionò a meraviglia, in altri non si ottennero i risultati sperati; ma per una ragione molto semplice, convinti di far bene, prima di imbarcarlo veniva bollito per non farlo marcire; così facendo (come tutte le vitamine) neutralizzavano con il calore la vitamina, che fra l'altro viene distrutta anche dall'ossidazione e (essendo il succo di limone acido ) da un'alcalinizzazione sia pure debole. Ed anche i contenitori se sono di rame la catalizzano distruggendola.
Un aneddoto che circolava fra i marittimi e che forse fece scoprire a James Lind la vera causa: durante le esplorazione nelle terre dei Caraibi, l'equipaggio di una nave portoghese (convinti che fosse una malattia contagiosa) si sbarazzarono di alcuni malati a bordo abbandonandoli quasi morenti su un isola. Questi sopravvissero mangiando solo ciò che c'era sull'isola: abbondanza di frutta. Quando dopo molti mesi una nave approdò sull'isola e li raccolse, gli ex malcapitati stavano meglio dei soccorritori. Raccontando l'avventura finita a lieto fine, la guarigione parve talmente miracolosa che chiamarono da allora quell'isola con nome di "Guarigione", che in lingua portoghese si pronuncia "Cuaracao", il nome che è rimasto sino ai nostri giorni.
Mezzo secolo dopo, vero o falsa la teoria di Lind, gli inglesi nelle loro navi il succo di limone lo misero costantemente sulle loro navi da distribuire come razione giornaliera ai marinai a bordo; e si accorsero subito che la malattia non si verificava più. Tuttavia solo però nel 1912 il biochimico Funk individuò il fattore dell'acido ascorbico o "vitamina C". Sei anni prima in una famosa conferenza il medico olandese Christiaan Wijkman (scopritore anche delle cause del "beriberi") espose il suo punto di vista congetturando che scorbuto e rachitismo fossero due malattie causate dalla mancanza di alcune sostanze in alcuni alimenti. A lui e al suo collega Hopkins fu riconosciuto il merito di aver contribuito a creare il coneccetto di "vitamine". Ad entrambi fu assegnato più tardi il primio Nobel per la medicina e fisiologia nel 1929.


____ ZUCCHERO - La sensazione del dolce nella storia dell'uomo non ha solo avuto un effetto psicologico gratificante. Tutte le sostanze zuccherine presenti nelle bacche e nei frutti maturi ebbero una considerevole importanza quando i primi uomini modificarono la dieta dalla carnea a quella vegetale. Alcuni fisiologi e nutrizionalisti ma soprattutto i neuroscienziati di oggi, ritengono che la vera rivoluzione della mente umana sia stata determinata proprio dagli zuccheri, che oltre l'azione energetica di pronto impiego nelle fasce muscolari determinata dai glucidi, ha una importanza considerevole e un ruolo di primaria importanza nel cervello; infatti partecipa in modo considerevole alla struttura dei neuroni, intervenendo nella formula dei composti complessi e fondamentali delle cellule. Infatti i glicolipidi e le glicoproteine sono proteine che poste sulla superficie della cellula neurale vanno a favorire e a costituire le membrane. Inoltre si attribuiscono agli zuccheri le proprietà morfogenetiche.
E' infatti la sintesi degli zuccheri che privilegia l'organizzazione pluricellulare nella sue più importante fasi, in quella embrionale, poi subito dopo in quella della crescita morfologica e infine in parallelo alle due, struttura, alimenta e sovrintende a quella intellettuale. In sostanza se le proteine modellano un bel corpo, gli zuccheri modellano un buon cervello.
Gli alimenti che fornirono i primi zuccheri all'uomo furono i dolci frutti e il miele, cioè il fruttosio. Ma nel primo periodo dell'epoca romana, non solo nel resto d'Europa ma anche in Italia erano piuttosto rari sia i frutti molto zuccherini, sia il miele, in Italia crescevano solo qualche meletta e peretta selvatica e nel profondo sud solo qualche striminzito fico. Ma quando i romani con le loro campagne in Africa, Grecia e Medio Oriente scoprirono quelle terre, non solo si alimentarono di frutti ad alto contenuto zuccherino (fruttosio), ma scoprirono anche un altro zucchero il saccarosio della canna. Questa pianta originaria dell'India era coltivata fin dal 600 a.C. I Romani fecero insomma nel loro cervello "il pieno" di zuccheri. E sarà un caso che quando l'impero Romano entrò in decadenza aveva perso tutti i territori africani e orientali?.
Per l'intero medioevo fino alle prime Crociate, lo zucchero di canna rimase solo più un ricordo. Poi nelle guerre sante gli Europei approdati nuovamente in Africa e in Medio Oriente, lo zucchero di canna fece nuovamente la comparsa in occidente e soprattutto in Italia, grazie ai mercanti delle quattro repubbliche marinare. Gli effetti dello zucchero indubbiamente ci furono, quasi subito; l'Europa sembrò risvegliarsi da un profondo letargo, anche se la canna da zucchero allora disponibile in Siria era un alimento carissimo, venduto dagli speziali e acquistato solo dai ricchi mercanti. Furono infatti loro, i privilegiati, a riprendere per primi il lume della ragione; a ridiventare attivi, desiderosi di conoscere, di indagare, di discutere, e con una gran forza di combattere per essere autonomi e lottare per i Comuni, le Signorie. Alla fine del '400 la domanda era così alta che il primo pensiero di Cristoforo Colombo quando fece il secondo viaggio nel Nuovo Mondo fu quello di far coltivare la canna da zucchero nelle nuove terre scoperte in centro america. E dato che questa pianta graminacea a quelle latitudini tropicali nasceva rigogliosa, in seguito proprio le piantagioni di canna da zucchero contribuirono a creare quella prima società schiavista in America fino a inizio Ottocento. Periodo in cui il commercio dello zucchero di canna divenne intero monopolio degli inglesi. Ma prima ancora che finisse il precedente secolo, nel 1747 un chimico tedesco - Andreas Marggraf - scoprì che le radici della "beta vulgaris" (la comunissima e diffusissima barbabietola) contengono saccarosio. Sappiamo che la sua scoperta non ricevette la dovuta attenzione, o forse fu più semplicemente boicottata. Devono passare circa quarant'anni, prima che un altro chimico tedesco - B. Schard - riprendendo in mano quello studio, fece il primo tentativo pratico: cioè quello di produrre zucchero estraendolo dalla barbabietola. L'idea fu felice e nacquero le prime industrie anche in Francia per la lavorazione del tubero, subito duramente ostacolate dai grandi importatori coloniali della canna da zucchero che ritenevano di bassa lega questa nuova tecnica estrattiva e il prodotto ricavato soltanto un succedaneo dello zucchero di canna, lanciando perfino una campagna per disprezzarlo. Fu addirittura formata una commissione di scienziati all'Istituto Nazionale Francese, che concludeva (ovviamente, pressata dagli importatori) "che non si potrebbe mai sperare in Francia di trarre un qualche beneficio per il commercio dello zucchero da barbabietola". Siamo solo alle prime battute, poi la lotta per lo zucchero coloniale e lo zucchero locale, fu violenta. Qualcuno propose perfino di vietarlo e di distruggere le coltivazioni di barbabietola e le prime piccole fabbriche che erano sorte per produrre zucchero. In effetti, quelle che già operavano furono chiuse o fatte fallire boicottando la loro produzione o impedendone il commercio e la distribuzione.
Ma quando nelle guerre napoleoniche le potenze europee decretarono il blocco continentale, lo zucchero di canna diventò in Europa, e soprattutto in Francia, quasi introvabile e i ricchi non volendo privarsi di questa ghiottoneria (considerato allora solo uno psicologico alimento gratificante, piuttosto che un nutrimento fisiologico indispensabile soprattutto al cervello) riesumarono l'idea ed incentivarono la produzione del "dolcificante" estratto dalla barbabietola. Fu lo stesso Napoleone a incentivare la coltura delle barbabietole e a creare grandi impianti statali per la produzione di zucchero. Quando poi ci fu la restaurazione, il procedimento si era ormai diffuso non solo in Francia ma anche nel resto d'Europa. E accadde questo: che gli inglesi riprendendo il mercato dello zucchero di canna, col pregiudizio che c'era e che ovviamente alimentarono, fecero crollare il prezzo dello zucchero di barbabietola. Non potevano fare miglior cosa, il prezzo basso, la facilità della coltivazione della barbabietola e la facile produzione rese lo zucchero così accessibile al resto della popolazione che alcuni fisiologi e nutrizionalisti ma soprattutto i neuroscienziati di oggi, ritengono che la vera rivoluzione della mente umana di quegli anni così "fatidici" in tutti i campi, sia stata determinata proprio dall'introduzione a basso prezzo dello zucchero.
Prima era un genere di lusso, carissimo, e pochi se lo potevano permettere; era venduto solo dal farmacista e dallo speziale, mentre con la nuova abbondante e facile produzione, la vendita approdò nei normali negozi di alimentari allargando il consumo anche nei bassi ceti.
Quanto al nome "zucchero" ci fu una rivalsa piuttosto beffarda nei confronti di quello di canna. Essendo un nome comune, prima di allora nessuno lo aveva mai brevettato, cosicchè l'inventore del procedimento (Schard) dando questo nome a quello ricavato dalla barbabietola, a quello precedente di canna fu invece impedito di usarlo. "Zucchero" è quindi un marchio depositato. Tutti gli altri si possono solo chiamare "dolcificanti", ma non "zucchero". Fra l'altro il suo nome era quasi una predestinazione. Quello di canna massiccciamente introdotto dagli arabi in Spagna e in Sicilia, era chiamato col nome as- sokkar poi shakar, dal sanscrito sakkarù e dall'anticho persiano sakar. Ma nella Spagna araba la fonetica diventò a-zacar, per poi trasformarsi negli altri idiomi: nel russo sacaru, tedesco zuchar, poi zucker, nell'inglese sugar, olandese suiker, francese sucre, danese zuccher, italiano zucchero, ma il suo nome scientifico è rimasto "saccarosio".
Ma la vera paternità della fabbricazione dello zucchero va attribuita ai cinesi, sostiene Maguelonne Touissant-Samat. Essi avrebbero prodotto zucchero dalla più remota antichità nella regione di Canton. In realtà l'Impero di Mezzo avrebbe appreso quest'arte dagli indiani. Infatti, nel VII secolo l'imperatore inviava alcuni tecnici ad apprendere l'arte della fabbricazione dello zucchero nello Yu (India) e più particolarmente nel Mo-Ki-To (Bengala) e in sanscrito il suo nome era "sarkra". Nel 300 a.C. Teofrasto lo descrive come un miele che colava da una specie di giunco. Mentre nella sua Historia Naturalis, Plinio non spiega come si fabbrica ma precisa: "Lo si impiega solo come farmaco". Un farmaco, secondo Dioscoride e Galeno, pagato a peso d'oro dai ricchi romani.
Nei nostri tempi moderni sono stati scoperti gli....

____ EDULCORANTI INTENSI ...che hanno in rapporto allo zucchero un potere dolcificante più elevato, come un apporto calorico trascurabile. I principali prodotti sono la saccarina, il ciclamato, l'acesulfame, l'aspartame. Taluni lasciano un gusto poco gradevole, altri producono una sensazione di durata breve o lunghissima. Accenniamo qui all'ultimo, all'....
____ ASPARTAME - Costa duecento volte più dello zucchero, ma ha un potere dolcificante duecento volte superiore. Si va quindi a pari come costi. E' una molecola composta da due amminoacidi: la feninalina e l'acido aspartico.
Di tutti questi edulcoranti intensi, sembra che non abbiano mai posto problemi di tossicità, ma alcuni centri di vigilanza medica e tossicologica stanno seguendo il problema, perchè alcuni consumatori lamentano cefalee, insonnia, cambiamenti d'umore. Gli industriali dal loro canto, per diluire gli eventuali effetti tossici si sono proposti di miscelare i vari edulcoranti. Negli Usa ad es. la miscela impiegata per molte bibite sarebbe composta per tre quarti da saccarina e per un quarto di aspartame.
(Neurologo, Jean-Marie Bourre, La dietetica del cervello, Sperling & Kupfer, 1990)

ANNO 1748

____ NULLA SI DISTRUGGE - A enunciare la legge capitale della scienza moderna sulla conservazione della materia fu il fisico-filosofo russo Mikhail Valilevic Lomonosov. In occidente non era molto conosciuto, lui del resto era un figlio di pescatori, autodidatta. Enunciò la sua legge scrivendo una lettera al matematico Eulero. Alcune sue frasi sono divenute storiche: "Nulla si perde e nulla si distrugge", la materia viene sempre conservata, anche nelle reazioni chimiche. Avvengono solo delle trasformazioni. "In tutti i cambiamenti della natura ciò che si aggiunge a un corpo viene perso dall'altro e quando un corpo ne urta un altro parte del suo movimento si trasferisce all'altro. Non esistono forze extranaturali".

ANNO 1749

____ ETA' DELLA TERRA - Evoluzione - (vedi anno 1669 - alla voce "geologia" e "fossili").
Dopo le dispute sui fossili, le polemiche continuarono innescandosi sulla vera e propria "Evoluzione biologica" sostenuta da alcuni scienziati. Molti avevano forse le idee chiare, ma si astenevano di intervenire o per convinzioni religiose o per prudenza. Il primo audace scienziato che abbia apertamente formulato ipotesi sull'evoluzione, fu il naturalista francese Georges Luis Leclerc de Buffon (1707-1788) quando intorno a questa data (1749) iniziò a pubblicare i volumi della sua "Storia naturale generale e particolare" (arrivò a compilarne 44 di libri sull'argomento). Congetturava non solo sull'evoluzione di animali e piante, ma esordiva con il suo primo volume ipotizzando che la Terra e gli altri pianeti fossero stati formati dalla collisione del Sole con qualche corpo celeste; perdendo materia, questa poi raffreddandosi, aveva dato origine ai pianeti che le ruotano attorno. Ma quando tutto questo era accaduto? Buffon rispose facendo degli strani calcoli, che gli permisero di affermare che per raffreddarsi, alla Terra erano occorsi 75.000 anni; la vita vi era apparsa da 40.000 anni, e questa in seguito si sarebbe estinta dopo 90.000 anni a causa del raffreddamento totale del pianeta. Le sue congetture non erano esatte, ma Buffon fu il primo a sostenere che la Terra potesse avere molti più anni dei 6000 che aveva con tanta precisione ipotizzato il vescovo anglicano nel 1650 - James Ussher (1581-1656), quando questi aveva affermato che il mondo era stato creato dal Padreterno nel 4004 a.C.; uno più zelante di lui - il teologo inglese John Lightfoot- quattro anni più tardi - aveva precisato che Dio aveva creato il mondo, l'universo, la luce, il sole, la luna, i pianeti e tutti gli esseri viventi alle 9 di mattina del 26 ottobre del 4004. (vedi l'argomento nell'anno 1669 alla voce "geologia" e "fossili").

ANNO 1751

____ NICHEL - Lo scopre a questa data il minerealogista svedese Axel Fredrick Constedt, isolandolo dal minerale che non produceva nè rame nè cobalto, di colore bianco. E' il terzo elemento scoperto e isolato personalmente da un uomo, dopo il fosforo (da parte di Brand, vedi 1669) e il cobalto (da parte di Brandt - vedi 1737)

____ ENCICLOPEDIA - Anticamente - quelle che noi oggi chiamiamo enciclopedie (opera dove si espone metodicamente o alfabeticamente l'insieme delle conoscenze universali o specifiche di un settore del sapere) - non erano ordinate con una successione di voci come le attuali, ma erano sistematiche, trattavano cioè delle singole discipline, e non portavano il nome di Enciclopedia. La potremmo definire tale ("enciclopedia" è un tremine greco che significa "istruzione generale") l'insieme di opere di Aristotele, il filosofo che si è occupato sistematicamente di tutte le branche della conoscenza di allora. Questo bisogno di sistemazione culturale ispirò anche Marco Porcio Catone nello scrivere i "Libri ad Filium", Terenzio Varrone nei "Disciplinarum Libri IX", e Plinio il Vecchio nella "Naturalis Historia". Quest'ultima imponente opera in 37 libri, tratta di zoologia, botanica medicina, cosmologia, geologia, magia, astronomia, fisiologia animale ecc. Una vasta compilazione enciclopedica, una raccolta di cognizioni, però senza spirito critico, rigore scientifico, semmai con un po' di immaginazione, ma in compenso era preziosa per le infinite notizie accumulate dalla dotta e instancabile curiosità dell'autore. La sua e quella di Aristotele ebbero larga diffusione e godettero favore per tutto il medioevo, se non altro servendo di modello e di base alle successive opere. Costituiranno una fonte inesauribili di conoscenze, ma paradossalmente sarà anche un fatto dannoso, perchè gli studiosi medievali crederanno più a quelle autorità antiche che non alle esperienze e alle ricerche personali. Erano libri che riunivano tutte le cognizioni scolastiche del tempo passato o del loro tempo, o narravano la storia del mondo dalle origini, quasi tutte seguendo l'ordine biblico della creazione, non affidandosi alla ragione e all'esperienza, nè propugnarono le loro idee contro la tradizione, e rarissamente sottoposero quelle conoscenze alla critica. Non erano insomma nè monumenti nè specchi della cultura e dello spirito del loro tempo.
La prima enciclopedia per ordine alfabetico e anche per il modo di trattare la materia, in lingua moderna è dell'italiano Vincenzo Coronelli, che iniziò a pubblicare nel 1701 la "Biblioteca Universale Sacroprofana", che doveva comprendere 45 volumi, ma l'autore non giunse nemmeno all'ottavo pur essendoci già 32.000 articoli. Ne seguì subito dopo un altra di Gianfrancesco Pivati in 10 volumi "Nuovo Dizionario scientifico e curioso sacro-profano", e anche qui già il titolo rivela dei limiti e una certa dipendenza. Molto diversa (ma siamo in Inghilterra) la "Cyclopaedia" di Charmers, pubblicata a Londra nel 1728.
Una vera e propria "rivoluzione culturale" in quel periodo chiamato "età della ragione" venne dal suggerimento dato da un libraio allo scrittore francese indipendente Denis Diderot (1713-1784). Lui e il matematico Jean le Rond d'Alambert (1717-1783) s'infiammarono all'idea di offrire al pubblico più vasto e in maniera ragionata tutto lo scibile umano, dalla scienza alla tecnologia, dalla letteratura all'artigianato. La visione del mondo doveva essere completamente razionale, e il linguaggio svincolato da quello dello Stato e della Chiesa dell'epoca. Diderot diede il via al vasto progetto il 16 ottobre 1747; si servì di collaboratori per le varie voci, ma alla fine svolse lui la maggior parte del lavoro. Il primo dei 28 volumi uscì nel 1751, l'ultimo vent'anni dopo, nel 1772. La prima opera di divulgazione del sapere dell'uomo, e questa volta era proprio lo specchio della cultura e lo spirito del tempo; una vera e propria "rivoluzione culturale". Fu un opera filosofica a carattere innovatore che mirò a far trionfare su tutto la ragione ed a diffondere anche tra il popolo un senso di opposizione alle idee tradizionali, sottoponendo alla critica anche le vecchie istituzioni religiose e politiche. Motivo per cui ebbe un influsso profondo sul pensiero del XVIII secolo e contribuì notevolmente al movimento di preparazione della rivoluzione francese.
Quasi contemporaneamente (pubblicata ad Edimburgo dal 1769 al 1771) di alto valore scientifico la inglese "Encyclopedia Britannica"; uscita poi in varie edizioni nei secoli XIX e XX, con l'ultima del 1960 in 24 volumi.
Una delle più antiche Enciclopedie pubblicate in Italia quella pubblicata a E. Pomba, iniziata nel 1841 terminata nel 1848 con nome "Nuova Enciclopedia Popolare Italiana" (nel 1888 era già alla sesta edizione). La maggiore Enciclopedia italiana per mole e importanza fu in seguito l' "Enciclopedia Italia di Scienze, Lettere e Arti", in 35 volumi, più un volume indici e 5 volumi di appendice; una pubblicazione colossale organizzata e iniziata nel 1929 dall'Istituto Treccani durante il periodo fascista-gentiliano, con patrocino dello Stato; edizione questa, valida ancora oggi benchè il settore ideologico risenta spesso del periodo in cui fu scritta. Alla fine del secolo XX è uscita una edizione completamente rifatta con meno volumi, meno costosa, ma decisamente più moderna.
Ma l'inizio del XXI secolo porterà sicuramente delle novità; offrirà a un pubblico molto più vasto tutto lo scibile umano tramite Internet. Ci sono già i denigratori che vorrebbero mettere dei limiti, dei controlli, e ritengono che la rete è una confuzione di notizie, e che il navigante non può fare delle scelte oculate senza avere a fianco il "maestro".
Dimenticano che questo lo abbiamo già letto, quando apparve la scrittura, e quando apparve la stampa. E lo abbiamo capito tutti perchè, anche senza accanto il "maestro".

ANNO 1752

____ PARAFULMINE - Uno scienziato americano, inventore di mille altre innovazioni, Beniamino Franklin (1728-1799), nel ripetere e nell'osservare lo scaricamento della "bottiglia di Leyda" notò che quando si verificava la scarica elettrica questa emetteva una scintilla luminosa bluastra e un crepitio sonoro. Intuitivamente fece una comparazione con ciò che avveniva in modo macroscopico quando era in corso un temporale; la scintilla era il certamente il fulmine e il crepitio doveva essere certamente il tuono. Fece un esperimento (rischioso, ma lui non sapeva ancora che un fulmine può generare una scarica elettrica di decine e decine di migliaia di Volt - infatti, un suo collega ripetendo l'esperimento l'anno dopo rimase fulminato) durante un temporale fece alzare in volo un aquilone trattenendolo con un lungo filo di seta, poi all'estremità in basso legò ad un altro filo di seta tenuto all'asciutto una chiave. Quando la corda bagnata si era in mezzo alle nuvole impregnata di elettricità (come avveniva nella Bottiglia di Leyda) e volle toccare la chiave legata al filo asciutto (e nel farlo interruppe il circuito con la Terra) percepì una scarica elettrica. Gli andò bene, perchè quella era solo una piccola scarica, ma poteva andare peggio se la corda si fosse impregnata di una quantità maggiore di elettricità.
Illeso, fece un altro esperimento, la chiave la collegò a una bottiglia di Leyda, e questa immagazzinò elettricità nell'acqua come se fosse stata erogata da un generatore elettrico artificiale, e come al solito fece la sua bella scarica quando la riprese in mano. Non ci volle molto per capire che le due elettricità erano identiche.
Riflettendo capì che bastava avere un'asta esposta su un tetto di una casa collegata con un filo a terra per evitare quell'accumulo di elettricità che poi è l'origine una scarica disastrosa (vedi nota in fondo). Con il "parafulmine" le varie scariche di elettricità prima ancora di accumularsi sulla casa, silenziosamente tramite il filo si disperdono a terra. Franklin fece fatica a far comprendere l'enorme portata della sua scoperta e invenzione, ma proprio su quest'ultima molti risero perchè non era una macchina, non era un aggeggio, non era un marchingegno, ma era una semplice asta, che diamine!! Possibile che quel pezzo di ferro avrebbe preservato dalla distruzione case, palazzi, chiese e campanili (questi erano sempre i più esposti e quindi normalmente i più colpiti)
Prima di allora, il fulmine durante un temporale era un incubo; (ma non a Duino - vedi nota in fondo) lo si viveva pregando, facendo i vari incantesimi, esponendo gli oggetti anti iella sulla porta. Erano tutti inutili, la forza della natura colpiva, distruggeva, uccideva. I primi "parafulmini" che furono istallati si rivelarono efficaci. Mentre quelli che si affidavano solo al buon Dio ci credevano poco. Ma quando i parroci dei paesi e delle città misero i parafulmini anche sui loro campanili, anche i bigotti capirono che Dio sì li proteggeva, ma a una condizione: se prima mettevano i parafulmini sul tetto.
Frankiln nel suo esperimento volle spazzar via l'idea dei "due fluidi" ipotizzati da Fay, ne prese in considerazione solo uno definendo"elettricità positiva" (polo positivo) il filo asciutto, e "elettricità negativa" (polo negativo) l'altro bagnato. Era l'incontrario ma ormai era fatta e in seguito così rimase e così è ancora oggi . (vedi anche "elettrostatica" anno 1785)
NOTA: Una curiosità - Sono venuti in chiaro molti fatti che ci portano a ritenere che l'invezione del parafulmine fosse assai anteriore a Franklin, e che la natura elettrica del fulmine fosse già nota da gran tempo in Italia. Una lettera di giovanni Fortunato Bianchini diretta nell'anno 1758 alla Accademia delle Scienze di Parigi, informa che sui bastioni del castello di Duino presso Trieste, esisteva da tempo immemorabile, pare del secolo XIII, u'asta metallica verticale, con punta acuminata. Nel periodo dei temporali, un uomo munito di una picca era incaricato di avvicinarla di quando in quando all'asta, e doveva dare l'allarme se si accorgeva se scoccava una scintilla. All'allarme venivano fatti segnali ai pescatori che erano in mare. Bianchini faceva notare che la conoscenza dell'elettricità atmosferica, e quindi la pratica del parafulmine, è ricordata in una lettera del Padre Imperati nel 1602.

ANNO 1754

____ ANIDRIDE CARBONICA - L'anidride carbonica (o biossido di carbonio) è prodotta dalla combustione di fonti di energia, dalla fermentazione di liquidi, dalla respirazione degli esseri viventi. Fino a questa data (1754) questo gas era stato individuato soltanto come un prodotto della combustione o della fermentazione. Fu uno studente in chimica scozzese - Joseph Black (1728-1799) in una sua tesi di laurea in medicina - a descrivere come aveva ottenuto un gas, che chiamò "aria fissata" (perchè poteva essere "fissata" cioè costretta ad assumere una forma solida). L'aria fissata si rivelò essere anidride carbonica. Era chiaro che dai solidi potevano venir formati dei gas, e questi prender parte alle reazioni chimiche. Ed era altrettanto chiaro che l'aria non era una sostanza semplice (un elemento) ma un misto di diversi gas. Lo studente era però in anticipo sui tempi, i gas erano ancora nel mondo dei misteri, e ci vorranno ancora molti anni per scoprire le caratteristiche di molti gas e le loro reazioni chimiche. Tuttavia i suoi studi permisero dieci anni dopo a far scoprire a Cavendish l'idrogeno. (vedi anno 1766 "idrogeno").

ANNO 1755

____ GALASSIA - In anticipo di mezzo secolo su una verità e di un secolo e mezzo su un'altra, era anche il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804). Prima di diventare il "grande filosofo", Kant si era nei suoi anni giovanili interessato di problemi scientifici e cosmologici. Intorno a questa data, trentenne, seguendo le teorie che circolavano in questi tempi sull'universo, volle avanzare un ipotesi: che la Terra con il Sole e gli altri pianeti faceva parte di un sistema planetario; che questo era inserito in un conglomerato di stelle a forma di spirale; che la Via Lattea era un braccio della spirale visto dalla terra; e questo conglomerato lo si poteva chiamare "galassia" (tanto per rimanere in tema di latte). Galileo aveva dimostrato con il suo cannocchiale che la Via Lattea non era altro che un grande ammasso di stelle; ma aveva anche scoperto che al di là di queste c'erano in ogni direzione moltissime altre stelle dalla luce fioca, e chissà a quale distanza si trovavano. Dei movimenti delle stelle poco si sapeva; solo Halley aveva dimostrato nel 1718 (vedi "moto delle stelle") che le stelle si muovevano, non erano come si era sempre pensato "fisse". Ma misurarne la distanza non era cosa facile, troppo lontane per poterle misurare con la paralasse. Inoltre resisteva l'opinione che il cielo stellato era finito, non solo, ma appiattito. Ancora cinque anni prima (1750) l'astronomo inglese Thomas Wright, aveva sentenziato che le stelle è vero che si trovano in tutte le direzioni, ma sono tutte contenute in un volume finito, la volta celeste insomma non era altro che un coperchio. E le stelle che alcuni dicevano che erano fioche e quindi più lontane delle altre, lui affermava che erano fioche perchè erano stelle piccole.
Kant non si era molto discostato da questa ipotesi, ma dopo aver avuto l'intuizione che abbiamo riportato all'inizio, cominciò ad avanzare un altra ipotesi: che se noi eravamo uno dei tanti ospiti in questa nostra galassia, al di là della nostra potevano esistere altre galassie; e ipotizzò che alcune nebulose altro non erano che galassie vicine e lontane, e una di questa (visibile a occhio nudo) poteva benissimo essere la "Nebulosa di Andromeda" e così tante altre. O come le chiamò lui : "Galassie esterne" alla nostra.
Kant poi rivolgerà i suoi studi alla filosofia lasciando il segno; ma anche in questa intuizione lasciò il segno in anticipo sui tempi. Una simile teoria, relativa alla formazione del sistema solare verrà poi con l'ipotesi cosmogonica di Laplace ( vedi anno 1796 ) secondo la quale il sistema solare era originariamente una nebulosa in rotazione. Tali ipotesi verranno dimostrate soltanto un secolo e mezzo dopo. (vedi la figura della nostra galassia e la nostra posizione nell'anno 1609).

ANNO 1756

____ MOVIMENTO DEI CONTINENTI - A ipotizzare che in tempi lontanissimi l'isola della Gran Bretagna fosse congiunta al resto d'Europa, fu il geologo francese Nicolas Desmarest (1725-1815). Ma pur andando contro certe descrizioni bibliche, cioè che la forma della terra fosse state creata da Dio fissa ed eterna- non è che si sbilanciò molto, ipotizzò che forse un grande terremoto aveva distanziato l'isola dal continente creando così lo stretto della Manica. Desmarest non aveva ancora pensato in grande, cioè che non solo le isole si muovono, ma vanno alla deriva interi continenti. E questa non era una ipotesi nuova ma era già stata accennata da Bacone nel 1620, poi ripresa da Placet nel 1668, ma era rimasta allo stato di intuizione e nulla più. Tuttavia le tre intuizioni sono le prime indicazioni del fatto che grandi isole e interi continenti possono spostarsi e cambiare forma e sono ancora in continuo movimento. Non avrebbe mai potuto immaginare Desmarest che la Gran Bretagna alcuni milioni di anni fa era ancora unita all'America. (vedi qui l'animazione della "deriva dei continenti" )

ANNO 1758

____ COMETA DI HALLEY - ( sull'argomento vedi anno 1705 "Orbita delle Comete" e vedi anche l'anno 1301 - "La cometa di Giotto", cioè quando nacque la leggenda della Cometa di Betlemme.)

ANNO 1759

____ OMUNCOLI - (vedi sotto)
____ EMBRIOLOGIA - Quando l'olandese Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723), dilettandosi a osservare al microscopio, costruendone uno in un modo diverso dai soliti, scoprì nel 1676 (vedi alla voce "microorganismi" anno 1676) quelle che lui chiamò "bestioline", e scoprì pure gli spermatozoi sia umani che animali, oltre che sconvolgere le varie teorie della riproduzione, l'immaginazione non ebbe più limiti, corse al galoppo in un caos di teorie. Alcuni pensavano che fossero degli organismi veri e propri che dovevano crescere nell'utero materno, altri - riferendosi agli spematozoi umani- che erano piccoli "omuncoli" già formati, cioè in miniatura in attesa di crescere. Sulle uova degli animali la confusione era ancora maggiore. Osservando l'interno di un uovo di gallina nei vari stadi del suo sviluppo non era difficile intuire come avveniva la nascita del pulcino. Ma anche chi aveva avuto occasione di vedere dei feti era sconvolto nel vedere nei primi stadi una rassomiglianza smaccata con lo stesso pulcino.
Il fisiologo tedesco Kaspar Friedrick Wolff (1727-1759) in un suo trattato descrisse in un modo fermo che sia gli spermatozoi sia il polline sia le uova, erano delle cellule che si sviluppano dando forma ai vari organi. Era anche lui in anticipo sui tempi, tuttavia Wollf è considerato un altro fondatore della moderna embriologia. Cinquant'anni dopo (nel 1828) il suo concetto sarà perfezionato dall'embriologo Karl von Baer, quando stabilì che il meccanismo era quello di un embrione che sviluppa all'inizio solo i tratti costitutivi generali e solo successivamente questi si differenziano formando quelli delle diverse specie animali, "uomo compreso".

ANNO 1760

____ CARDATRICE - La funzione di questa macchine è quella di trasformare in un velo continuo la fibra di lana, seta, lino, canapa, a fiocco. Che in seguito i filatoi trasformeranno in fili per la tessitura. Fu inventata dall'inglese Paul Lewis intorno a questa data.

____ PATOLOGIA - Questa scienza è lo studio delle malattie, delle loro cause e dei loro sintomi. Un buon patologo riesce a diagnosticare la patologia a partire dall'analisi dei reperti anatomici. Viene considerato il fondatore l'anatomista italiano Giovanni Battista Morgagni (1682-1771). Nel 1760 pubblicò un libro in cui descriveva le 640 autopsie che aveva condotto nella sua lunga esistenza. Descrisse in modo scrupoloso e particolareggiato le vite dei suoi pazienti, la presenza e lo sviluppo della malattia, e come fossero morti, e cercò di interpretarle tutto dal punto di vista anatomico.

ANNO 1761

____ CRONOMETRO MARINO - (vedi "orologio" anno 270 a.C.)

ANNO 1763

____ IMPOLLINAZIONE - Quando nel 1672 il botanico inglese Nehemiah Grew (1641-1712) rivelò che le piante come gli animali si riproducevano sessualmente, perchè anch'esse possedevano organi sessuali differenziati in maschio e femmina, che i singoli granelli di polline altro non erano che cellule del mondo animale, una sostanza fecondatrice come lo sperma del mondo animale, molti sorrisero alle sue affermazioni, lo presero per matto, dato che le piante essendo immobili non possono comportarsi come gli animali. Per capire com'era praticata questa sessualità, doveva passare più di un secolo. A spiegarne il meccanismo fu il botanico tedesco Joasef Gottlieb Kohlreuter (1733-1806) indicando che la fecondazione avviene in due modi: uno puramente casuale quando l'impollinazione avviene tramite il vento che trascina con se' il polline e lo deposita su altri fiori, dando così risposta al perchè le piante ne producono tanto; l'altro avviene con l'ausilio delle api (o altri insetti): queste alla ricerca del nettare visitano molti fiori, ma avendo le gambe ricoperte di penuria queste impregnandosi di polline, alla successiva visita di un altro fiore, il polline si deposita sul pistillo fecondandolo; spiegando così anche il perchè i fiori lusingano le api con la loro bellezza.

____ ASSEGNO - E' un invenzione dei banchieri arabi del X secolo, per evitare di portarsi dietro nelle carovane o nei viaggi navali il denaro contante. Prese il nome di shek (scheque). L'Idea fu ripresa dalla Hoare's Bank che ne emise quest'anno il primo esemplare.

ANNO 1764

____ MACCHINA A VAPORE DI WATT ( vedi anno 1679 )

ANNO 1766

____ IDROGENO - Joseph Black (1728-1799) in una sua tesi di laurea in medicina dieci anni prima aveva descritto come aveva ottenuto un gas (l'anidride carbonica - che lui chiamò "aria fissata") e aveva concluso la sua tesi affermando che l'aria non era una sostanza semplice -composta da un solo elemento- ma da tanti elementi, che era un misto di diversi gas. Aveva destato qualche interesse, ma come al solito - ai suoi tempi - mettere in discussione certe verità acquisite o far accettare simili stravaganze non era semplice. Ma aveva iniziato, e così un altro giovane chimico - l'inglese Henry Cavedish (1731-1810) - ripetendo alcuni esperimenti nel 1766 comunicò alla Royal Society la sua relazione, affermando che Black aveva ragione: lavorando con certi acidi aveva scoperto che alcuni metalli sprigionavano un gas infiammabile, che lui chiamo proprio per questo "aria infiammabile" (era l' "idrogeno"). Isolandolo ne determinò anche la densità: un quattordicesimo di quella dell'aria. In tempi passati il fenomeno era già stato osservato da alcuni scienziati, come Boyle, ma non avevano riferito alcune sue proprietà; si erano limitati a dargli un fantomatico medievale nome; "flogisto"; e anche Cavedish era convinto di aver scoperto quella che era poco più che una empirica credenza alchimistica; ci vorrà Laurent Lavosier (1743-1794) nel 1789 per spazzarle via quelle credenze, mettendo un po' d'ordine nella chimica moderna, definendo leggi chiare e precise sulle razioni, lanciando il motto "in ogni trasformazione chimica nulla si crea e nulla si distrugge e la massa rimane sempre uguale"; che era poi la frase famosa detta da Lomonosof vent'anni prima ( nel 1748 vedi ).

____ AUSTRALIA -
____ ISOLE HAWAI - Molti altri esploratori avevano già osservato alcune coste dell'Australia, ma tutti credevano che erano lembi di piccole isole. E' abbastanza singolare che avevano scoperto la minuscola Isola di Pasqua, quasi in mezzo all'oceano Pacifico e non ancora un intero continente. Dall'Inghilterra nell'anno 1768 lo specialista in lavori di triangolazione e di cartografia James Cook (1728-1779 - poi chiamato semplicemente Capitano Cook) fu incaricato dalla Società Geografica inglese di fare delle ricerche astronomiche su Venere che l'anno dopo si poteva osservare perfettamente dal Mare del Sud. Ma sembra che si ipotizzasse che oltre la Nuova Zelanda, (scoperta da Tasman nel 1642-43) esistesse un'altra terra. Gli ordini erano di stabilire esattamente la posizione geografica di quest'isola, ma anche di "cercare altre terre fra il 40° e 35° perchè vi sono degli indizi che esistono". Dopo questo e altri viaggi successivi - che lo portarono ad attraversare in lungo e in largo l'oceano Pacifico- il 13 luglio 1771 Cook gettava l'ancora in patria, avendo raggiunto tutti gli scopi della spedizione, fornendo dettagliati resoconti su "una terra di dimensioni significative al proprio interno". Era in nuovo continente: l'Australia.
Ma nella relazione c'era anche altro: si era spinto anche a sud, fino a 60° di latitudine (quasi nei pressi del circolo antartico) dove il ghiaccio gli impedì di proseguire; ma le conclusioni furono molto interessanti: "Il ghiaccio fino al polo forse copre una terra; abbiamo sentito ma non visti dei pinguini, qualche uccello, e altri indizi di terra vicina. Io credo che a sud sotto il ghiaccio vi sia terra". Nessuno immaginava che ciò che scriveva era vero; le successive scoperte di un cacciatore di foche e di un capitano inglese (vedi anno 1820) e poi quelle di Scott e Amundsen confermarono più tardi le supposizioni di Cook.
Il leggendario capitano dopo mille rischiose avventure, morì nel 1779 durante uno scontro nelle isole Sandwich (isole Hawaiane, scoperte l'anno prima).  Il suo corpo fu divorato dagli indigeni. (vedi - Il Capitan Cook- i viaggi la biografia)

____ SANDWICH - Cook scomprendole aveva dato questo nome alle isole Hawaiane in onore dell' inglese I. Montague conte di Sandwich. Costui era un incallito giocatore di carte che non abbandonava mai il tavolo del gioco, nemmeno per pranzare; il suo cuoco escogitò allora un sistema per nutrirlo, le bistecche invece di servirglele al piatto le metteva tra due fette di pane, in modo che il conte con una mano mangiava e con l'altra giocava. Il singolare pasto ben presto iniziò a chiamarsi col suo nome: "sandwich".
NOTA: Giá nel 1676, 94 anni prima che il Capitano Giacomo Cook sbarcasse in Australia, il Domenicano Padre Vittorio Riccio, missionario Italiano stanziato nelle Filippine, tracció una mappa della Terra Australis, per la Congregazione della Propagazione della Fede.
Nel 1770, insieme con il Capitano Cook, aveva visitato l’Australia l’esploratore italiano Giacomo Mario Matra. I suoi ragionati rapporti di viaggio gli aprirono le porte del Parlamento Inglese e fu in grado di suggerire la colonizzazione del vasto continente australe. Sydney, a memoria dell’esploratore italiano, nominó uno dei suoi sobborghi: Matraville.

ANNO 1768

____ ACQUA GASSATA - L'anidride carbonica era stata scoperta nel 1754. Come abbiamo appunto letto in quell'anno, essa è un gas prodotto dalla combustione o dalla fermentazione. E proprio questa fermentazione fece scoprire a un chimico una caratteristica particolare. Joseph Priestley (1733-1804), abitava accanto a una grande fabbrica di birra dove la fermentazione del luppolo produceva enormi quantità di biossido di anidride carbonica. Averla a disposizione non gli era difficile per fare esperimenti; e in uno di questi scoprì che dissolvendo un po' di anidride carbonica nell'acqua, otteneva una gradevole bevanda. L'idea fece presto a diffondersi fino a divenire una interessante e profittevole produzione industriale che oltre che produrre l'acqua gassata e il selz, aggiungendo aromi e zucchero misero sul mercato bibite di ogni tipo.
Ma Joseph Priestley non fece solo questa banale scoperta, ne fece un'altra grandissima, che ebbe un notevole impatto nelle menti grette dei conservatori ( vedi anno 1771 ).

ANNO 1769

____ PRIMO VEICOLO A MOTORE - Con ormai a disposizione il motore a vapore, un ingegnoso costruttore - lo svizzero-francese Nicolas Cugnot (1725-1804) - lo utilizza per costruire un carro militare a tre ruote destinato al traino dei grossi pesanti pezzi dell'artiglieria. E' in assoluto il primo automezzo meccanico a muoversi su strada autonomamente. Viene realizzato con una caldaia e due stantuffi che alternandosi fanno girare la ruota motrice posta sul davanti. Come velocità era pari all'andatura di un uomo, circa 3 km l'ora; aveva però l'inconveniente che ben presto - ogni quarto d'ora non produceva più vapore perchè l'acqua si esauriva. La macchina ben conservata è oggi esposta nel museo di Parigi.

ANNO 1769

____ FILATOIO MECCANICO - Si afferma da più parti che il filatoio meccanico è stata la macchina che inaugurò la rivoluzione industriale. Si pagò un prezzo ingente per la sua invenzione. Nell'introdurlo molti rimasero senza lavoro e soffrirono la fame. Prima iniziò la guerra degli artigiani, poi seguì quella degli operai con vere e proprie rivolte, assalto di grossi opifici, che in un paio di decenni avevano ormai prima sconvolto e poi monopolizzato tutta la produzione. In pochi anni cambia tutto il sistema delle manifatture con effetti devastanti sull'occupazione. Basti dire che ai primi dell'Ottocento in Inghilterra sono in funzione sei milioni di filatoi meccanici, e dato che la macchina era molto semplice e vi potevano lavorare maestranze senza essere specializzate e quindi disposte a svolgere il lavoro per poco denaro, le donne e il lavoro minorile furono le maestranze preferite; paghe basse e turni massacranti fino a 18 ore, incrementarono la ricchezza dei proprietari delle cosiddette "filande".

____ FILATOIO JENNY - Tutto inizia nel 1737 quando in Inghilterra Paul Wyatt brevetta una "filatrice meccanica", che sbriga molto lavoro, anche se gli è sempre necessario per farla funzionare l'uomo, con la sua competenza oltre a una certa abilità manuale. La guerra per il momento è quella dei piccoli artigiani. Passano pochi anni ed ecco un ex barbiere, semianalfabeta, dilettante di meccanica, dalle idee geniali, Richard Arkwright (1732-1792) che brevetta nel 1769 un altro "filatoio meccanico".
Contemporaneamente un suo coetaneo (che gli contesterà l'invenzione) James Hargreaves (1732-1792) ne ha costruito un altro molto simile, un filatoio multiplo che ha chiamato Jenni, Giannetta (nome della moglie). La sua macchina avvolge il filo su 8 fusi simultaneamente, ed esegue meccanicamente i tre movimenti della filatura; lo stiramento della fibra, la torsione e l'avvolgimento sul fuso; ma la migliorò subito facendo avvolgere il filo su 16 fusi. Le prime produssero un filato piuttosto morbido ma in seguito un buon ritorto, tale da essere subito utilizzato nei telai (questi da poco hanno iniziato ad usare la veloce "flying shuttle" "navetta volante" inventata da John Kay nell'anno 1733 e sinora, i filatori erano rimasti sempre indietro ai tessitori nel fornir loro la materia prima. Entrambe le due macchine sono ancora azionati a mano, ma é ancora Arkwright a rivoluzionare la manodopera. Costruisce un filatoio meccanico che non ha più bisogno nemmeno della manodopera umana; ha applicato il sistema della catena cinematica (Si chiama catena cinematica un insieme di oggetti -organi- meccanici che consente di trasferire il movimento dall’uno all’altro, anche a distanza. Questi organi sono catene, cinghie, funi, ruote dentate, bielle, eccentrici, pulegge, alberi, giunti, ecc. ecc.) applicando l'energia idraulica alle stesse macchine; nasce il "Water frame".
Nel 1790 funzionavano già in Inghilterra e nel paese di Galles 150 fabbriche di cotone, sistema Arkwright.
Sistema che inizia a far strage di artigiani e operai, di cui Arkwright non ha più bisogno. Per togliere i fusi pieni, e mettere i fusi vuoti nelle macchine gli bastano donne e anche bambini di 6-7 anni, che sfruttati 16- 18 ore al giorno faranno diventare Arkwright straricco; e da inalfabeta che era, diventera pure baronetto.
Ma non è finita qui. Proprio in questi anni James Watt riparando una grezza macchina a vapore di Newcomen (VEDI) ha una formidabile idea, e prima ancora di perfezionarla nel 1863 la brevetta. Ha aggiunto alla macchina un condensatore (vedi anno 1852). In altri termini Watt ha realizzato il primo motore a vapore efficiente. La sua invenzione permette di mantenere il cilindro, nel quale si muove il pistone, sempre caldo, utilizzando appunto il condensatore, ovvero un recipiente collegato al cilindro nel quale il vapore viene riconvertito in acqua. Prima il ciclo era incapace di imprimere un movimento rotatorio, perché richiedeva che in ogni fase si alternassero riscaldamento e raffreddamento, era quindi poco economico. Con vari perfezionamenti, la macchina verrà definitivamente approntata e introdotta nel 1782, aprendo definitivamente la strada alla "vera" Rivoluzione industriale. Anche perchè per quanto l'avesse brevettata nel '63, giravano già molte macchine a vapore realizzate con la sua stessa idea.
Infatti prima ancora che Watt scompagini con una nuova energia le lavorazioni nelle grandi manifatture, nel 1779 due inglesi Samuel Cropton e George Hockhan, hanno già applicato un motore simile ai loro filatoi, sconvolgendo loro -prima di Watt- il mondo della manodopera nelle manifatture. I filatoi hanno ora 8, 10 e anche 100 fusi, che se la fibra tessile è buona, distendono lo stoppino, fanno la torcitura, lo raccolgono nel fuso, e tornano a fare nuovamente l'operazione, tutto automaticamente. Un banale lavorante assiste, e solo quando si rompe uno stoppino, interviene e fa la banale operazione di rimettere insieme i due capi, senza fermare la macchina ma camminando avanti e indietro con essa mentre compie l'operazione di "riattacco". Quando poi sorsero in Italia le grandi filature a Biella, questo tipo di lavoro - il più basso mestiere - era appunto chiamato "attaccafili". Oggi i moderni filatoi, "continui ad anello", lavorano contemporaneamente 3000 fusi, con un solo operatore badante. Che però anche questi sembrano giù superati dal "filatoio a rotore" che compiendo 60.000 rivoluzioni al minuto, produce sei volte di più di un normale filatoio ad "anello". E spesso non sono nemmeno più in Italia, ma all'estero.

____ VIAGGI TERRESTRI -
____ NEOCOLONIALISMO - Dopo oltre 270 anni di viaggi di esplorazioni, gli europei navigando avventurosamente in tutti gli oceani del globo terrestre, col loro corteo di pericoli, di avventure e tragici destini, avevano esplorato le coste, ma all'interno dei grandi continenti scoperti poco si sapeva; ma anche in quelli leggendari e conosciuti dall'antichità pochissimo si conosceva. Con le esplorazioni terrestri nei primi, oggi noi sappiamo come furono condotte, e quali grandi mutamenti ci furono, dopo aver spazzato via popoli e civiltà.
Nei secondi le poche notizie di antichi viaggi che si erano svolti non erano ancora stati causa di influssi, non avevano ancora collegato con un filo diretto civiltà e popoli diversi, non erano ancora stati stravolti paesi come la Cina, l'India, il Giappone, il Siam, l'Africa. Ma a partire da questo fine secolo, con la forza delle armi avviene la spaventosa "Standardizzazione" o "uniformazione" di tutte le terre secondo il modello europeo. Distruggendo lentamente ogni particolarità, ogni caratteristica, ogni modo di sentire ed ogni espressione artistica dei popoli, ed hanno sostituito agli antichi alti valori (straordinari di alto senso nazionale) una monotona patinatura. Ogni altra terra - a partire da questi anni fine secolo - diventa un palcoscenico sul quale si rappresenta quello che vuole l'occidentale. Inizia a nascere un regime coloniale basato sul disprezzo della società indigena e sulla volontà di trapiantare istituzioni e sistemi economici occidentali con essa incompatibili. L'imperialismo si realizza in tre forme: attraverso il controllo diretto (colonie), attraverso il controllo indiretto, attraverso cioè organi locali (protettorati) e attraverso lo sfruttamento economico (come la colonizzazione "informale").
Tramonta cioè la "perbenistica" ideologia della missione civilizzatrice e protettrice della colonizzazione precedente e si profila un nuovo modello di penetrazione economica senza responsabilità politiche né coinvolgimento militare, una forma di controllo indiretto che garantisce i vantaggi della dominazione coloniale abbattendone al contempo i costi.
Il parametro con cui normalmente si misurano gli effetti del neocolonialismo rimane sempre quello economico: gli investimenti occidentali, i prestiti, le politiche commerciali e i programmi di "aiuto" hanno lo scopo di proteggere gli interessi politici e strategici degli imperialisti e di mantenere economicamente deboli i paesi in via di sviluppo e quindi farli dipendere dal neocolonialismo.  Questa situazione si aggrava quando il governo locale è formato da esponenti della borghesia e della piccola borghesia i quali preferiscono, in nome del proprio interesse, che il loro paese resti una debole dipendenza delle potenze capitalistiche, piuttosto che avviarsi verso l'indipendenza e una giusta società.

ANNO 1771

____ NEBULOSE - Dopo le felici scoperte di Halley, che divenne ancora più famoso postumo quando nel 1758 apparve la cometa di cui aveva previsto la comparsa, seguì un periodo singolare; tutti gli astronomi erano intenti a scrutare il cielo con la speranza di scoprire una cometa. E fra questi un caparbio astronomo francese Charles Messier (1730-1817) che passò l'intera vita in cerca di comete. Ne scoprì 21, ma non era ancora contento, anzi era infastidito quando un suo collega ne scopriva una che lui non aveva ancora individuato. E proprio per individuarle iniziò a osservare ogni piccolo bagliore in cielo, riportandolo su delle tavole, per seguirne (se fosse stata una cometa) gli sviluppi e quindi avere la precedenza della scoperta su altri astronomi. E di questo si preoccupava, infatti in questo 1771 pubblica delle tavole con la posizione di 41 alcuni oggetti indistinti; purtroppo il tempo passava e gli oggetti come posizione rimanevano immutate; cioè era ovvio che non erano comete. Ma non si arrese e continuò a scrutare il cielo ogni notte, tutte le notti. E continuò a pubblicare tavole dove ormai gli oggetti indistinti erano già 110. Gli altri astronomi li chiamavano gli "oggetti di Messier". Ma se non erano comete, che cos'erano?
Quando Kant nel 1755 aveva ipotizzato che alcune nebulose erano anch'esse delle galassie simile alla nostra poste molto al di là, pochi lo ascoltarono. Era in anticipo sui tempi. Ma quando i telescopi cominciarono ad essere molto potenti, gli "oggetti di Messier" risultarono essere conglomerati di stelle, cioè galassie. Messier inconsapevolmente aveva registrato la posizione di 110 galassie. Ottenne quella fama che non era riuscito a conquistarsi con le comete. Oggi tutti i trattati di astronomia riportano le tavole con le coordinate, il tipo, la declinazione, e la magnitude degli "oggetti di Messier", da 1 a 110 in ordine cronologico.

____ LE PIANTE RESPIRANO - Le menti deboli non preparate erano rimaste sconvolte quando il botanico inglese Nehemiah Grew (1641-1712) rivelò nel 1682 che le piante come gli animali e gli uomini vivono e si riproducono sessualmente (confermato poi dal botanico inglese Nehemiah Grew (vedi 1759), ma che ora saltasse fuori uno che affermava che le piante respiravano come gli animali e gli uomini, questa poi era una tesi veramente incredibile. Tutti, compresi gli scienziati, sapevano che gli esseri viventi -compreso l'uomo- in presenza di anidride carbonica non possono sopravvivere; infatti questo gas che si sprigiona dalla combustione (o dalla fermentazione) è mortale se l'essere vivente è chiuso in un locale. E le piante come si comportavano nella stessa precaria situazione, morivano anche queste? Fino a questa data alle piante si dava poca importanza, salvo per quello che producevano. La domanda se la fece anche Priestley (l'uomo che tre anni prima aveva scoperto l'acqua gassata). Iniziò una serie di esperimenti. In una campana di vetro mise una candela accesa, dopo pochi minuti la candela si spegneva perchè satura di anidride carbonica (ricordiamo qui che nulla si sapeva ancora dell'ossigeno, che scoprirà tre anni dopo proprio lui, Priestley). Ripetè l'esperimento mettendoci dentro questa volta una piantina; la pianta non moriva mai, perfino dopo mesi e mesi, ed era pure cresciuta. Fece il terzo esperimento. Assieme alla piantina mise anche la candela accesa. E qui fece la più strabiliante scoperta: la piantina non moriva e la candela non si spegneva. Ma se la candela era più che noto si spegneva, com'era possibile che ora seguitava a bruciare. Indubbiamente non solo la piantina ripristinava l'aria per viverci ma la ripristinava anche per la fiamma della candela. Dunque doveva esserci una sostanza che la pianta emetteva, che era utile a se stessa ma anche al fuoco e perfino ad un essere vivente quando Priestley si decise a mettere dentro la campana anche un topolino. Priestley aveva dato risposta alla iniziale domanda, ma ora ne era sorta una ancora più grande. Che cos'era quella sostanza che emetteva la pianta, e per quale motivo la emetteva. Gli ci volle tre anni per darsi una risposta: nel 1774, quando isolò l'ossigeno, il vero gas essenziale alla respirazione. Ma non riuscirà ad elaborare la completa teoria biochimica, che sarà merito di Laurent Lavosier (1743-1794).

ANNO 1772

____ DIAMANTE - Lavosier e i suoi amici chimici volevano sapere a tutti i costi di che sostanza fosse il diamante. Per saperlo bisognava bruciarne uno, ma per averne uno bisognava anche acquistarlo. Fecero una colletta e il diamante fu pronto per essere immolato. Con l'intenzione di carbonizzarlo lo misero dentro un recipiente di vetro e utilizzando una grossa lente concentrarono il raggio sul diamante , che una volta raggiunta l'alta temperatura bruciando scomparve del tutto mentre all'interno comparvero tracce di anidride carbonica. Se l'intenzione era quella di carbonizzarlo, ci erano riusciti in pieno, il residuo lasciato dal diamante era molto vicino al residuo che lascia il carbone fossile. Infatti il diamante non è altro che carbonio cristallizzato.

____ AZOTO - Dopo l'esperimento di Priestley, tutti i chimici si erano impegnati a scoprire che cos'era quella sostanza che emettevano le piante. Fra questi ovviamente c'era Black (lui aveva scoperto l'anidride carbonica nel 1754 - vedi ), che in questi anni insegnando chimica all'università, chiese ad uno dei suoi migliori studenti di indagare. L'allievo era il 23 enne Daniel Rutheford (1749-1819). Volle ripetere all'infinito quegli esperimenti di Priestley: uno in particolare, fece bruciare la candela dentro la campana fino a quando si spense con la campana satura di anidride carbonica. Estrasse questo gas, lo unì ad alcune sostanze chimiche, e scoprì che vi era un altro gas, ma anche questo non permetteva nè la vita nè la combustione. Rutheford aveva scoperto un nuovo gas, l'azoto, ma non aveva ancora risolto il problema principale della sua 'indagine.
L'Azoto come elemento chimico si trova allo stato libero nell'aria, di cui costituisce i 4/5 e in numerosi composti organici e inorganici. Attraverso un complesso di trasformazioni che subisce nell'ambiente (detto "ciclo dell'azoto) garantisce agli esseri viventi l'apporto continuo e regolare di materiali azotati indispensabili per le funzioni vitali.


____ BACILLI - Dal 1683, dopo che Antoni van Leeuwenhoek aveva scoperto al suo microscopio le "bestioline" (batteri) erano passati quasi cento anni, ma nonostante un buon miglioramento dei microscopi, pochi scienziati avevano incrementato la conoscenza del "microscopico" mondo biologico. A ritornare alle osservazione e agli studi di questa scienza - intorno a questa data (1772)- fu un biologo danese - Otto Friedrick Muller (1730-1784). Non solo ne scoprì molte altre di "bestioline", ma fu il primo a farne una accurata classificazione, dividendole in categorie, in generi e specie (come aveva fatto Linneo "dare un nome in ordine"). Questi batteri si presentavano in varie forme; a quelli somiglianti a un bastoncino dritto o curvo Muller li chiamò "bacilli"; altri che si presentavano a spirali (spiraliformi) li chiamò "spirilla (spirilli). Non andò oltre, perchè i microscopi non erano ancora all'altezza per individuare i batteri molto più piccoli, soprattutto quelli patogeni responsabili di moltissime malattie infettive dell'uomo e degli animali (tubercolosi, peste, lebbra, tetano, tifo, colera, difterite ecc.). Dovranno passare molti anni per vedere i batteri dell'immagine sopra, ottenere risultati migliori e comunque tali da poter combattere numerose malattie

ANNO 1774

____ OSSIGENO - (vedi sotto)
____ CICLO RESPIRAZIONE - L'ossigeno a scoprirlo non poteva che essere Priestley, che tre anni prima nel fare l'esperimento (vedi "le piante respirano" anno 1771) era rimasto sconcertato dal fenomeno che si era verificato. Con ostinazione per tre anni fece continui esperimenti, voleva trovare la soluzione prima che la trovassero altri, perchè tutti si erano buttati alla ricerca della misteriosa sostanza che capovolgeva certe convinzioni. Anche un giovane che prometteva bene, Rutheford, lo tallonava, e Lavosier di certo non stava a guardare o ad aspettare. Priestley di solito nei suoi esperimenti lavorava con il mercurio. Utilizzò quel composto che oggi chiamiamo ossido di mercurio, lo mise in una provetta, gli concentrò i raggi del sole con una potente lente, e ciò che si verificò fu anche questa volta strabiliante: il mercurio si separò in tante piccolissime sfere luccicanti e si creò un gas che a Priestley era del tutto sconosciuto. Ed era l'opposto dell'anidride carbonica; con questo gas la fiamma di una candela messa dentro una campana di vetro bruciava meglio, i topolini sembravano più vivaci di quando respiravano aria normale, e aspirandone anche lui un po', pure lui si sentiva vivace e più leggero.
Quando Lavosier seppe i risultati prima quelli di Rutheford poi quelli di Priestley, comprese che l'aria doveva consistere in un miscuglio di due gas: quattro quinti di "azoto" e un quinto di "ossigeno"; nomi che diede lui ad entrambi i due elementi. E riguardo all'esperienza di Priestley sulla respirazione delle piante e degli animali diede anche qui la soluzione al problema: gli animali e l'uomo respirano ossigeno e producono anidride carbonica; mentre le piante consumano biossido di carbonio e producono ossigeno. Due forme di vita che mantengono stabile la composizione dell'atmosfera.
Più tardi nel 1777 Lavosier elaborò la prima teoria scientifica sul processo di respirazione, eliminando tutte le varie credenze fino allora consolidate dagli alchimisti o dalle tante metafisiche verità filosofiche e religiose.

____ CLORO - La scoperta di Priestley dell'ossigeno non era del tutto nuova, due-tre anni prima un chimico svedese - Karl Wilhelm Scheele (1742-1786) - lo aveva ottenuto con lo stesso procedimento, ma non si era preoccupato di rendere noto i risultati nè forse si rendeva conto del valore delle sue scoperte. Infatti lo scienziato - pur nella sua breve vita, morì a 44 anni - in seguito scoprì moltissimi composti semplice e fu coinvolto nella scoperta di un certo numero di elementi, ma non ne ebbe mai la paternità. Salvo uno: lo scoprì quest'anno (1774) e lo chiamò "cloro"; ma anche qui non si era reso conto che era un vero e proprio elemento. Morto lui, lo si scoprì solo trent'anni dopo e a Scheele venne conferito postumo il merito della scoperta.
Fra l'altro, aveva accennato con molto anticipo l'effetto della luce sui composti d'argento, che Daguerre poi - sessant'anni dopo, nel 1837 - utilizzerà per realizzare la prima vera fotografia della storia.

____ MAGNETISMO CURATIVO - Da quando fu creato il mondo, gli uomini che iniziarono ad abitarlo, avevano sempre creduto alle grandi divinità, e rivolgendosi a loro erano gli dei che risolvevano tutti i problemi; ricorrendo a riti mistici, superstizioni, e tante altre stregonerie l'afflitto di una male fisico o morale dopo si sentiva meglio. A guidarli su questi sentieri delle forze soprannaturali si erano avvicendati in tanti, e tutti costoro dichiaravano di avere la facoltà di intercedere presso gli dei; prima il saggio del villaggio, poi lo stregone, infine il sacerdote delle tante, tantissime divinità.
Anche i metodi si adeguarono, dalle danze rituali per scacciare gli spiriti maligni, si passò ai vari riti d'invocazione, poi nelle fastose cerimonie al congiungere le mani per recitare preghiere invocanti guarigioni. L'autorità di questi soggetti - spesso senza tante credenziali - divenne immensa. Alcuni studiosi affermano che sono azioni di coercizione (ricatto della punizione divina) altri che è semplice suggestione (condizionamento psichico). In entrambi i casi sappiamo che è una caratteristica della mente umana di esser portata ad ascoltare con rispetto e fede le parole di coloro che assumono un aspetto di autorità e conoscenza. Non sarebbe tanto dannoso se tutto ciò si limitasse alla semplice accettazione della suggestione d'autorità in se stessa. Ma questo è solo il principio, il peggio è che l'idea suggerita, una volta ammessa senza discussione nella mente, vi si stabilisce e colorisce ogni successivo pensiero individuale. Che può essere negativo o positivo alla salute. Quelli che chiamiamo "miracoli" sono sempre avvenuti. La suggestione terapeutica è sempre esistita. Attraverso tutta la storia della razza umana, troviamo nemerosi esempi dell'impiego della "suggestione velata" - cioè della suggestione ricoperta da qualche forma esteriore o credenza - posta in opera per guarire le malattie. Dai primi testi che sono giunti fino a noi, si conoscono esempi innumerevoli di sorgenti e grotte sacre, di oracoli, di santuari, di sacre reliquie, di altari ed altri luoghi collegati con le diverse credenze "pagane" o religioni, ai quali sono state attribuite miracolose guarigioni di mali fisici. Attraverso tutta la storia si trovano narrazioni simili, in collegamento con tutte le varie forme di religione; per cui l'investigatore scientifico giunge ben presto alla conclusione, che la sola virtù esistente nell'associazione della guarigione con i riti religiosi, si trova effettivamente nella fede che esiste nella mente del paziente e che opera per suggestione. Ma siccome si ottengono i medesimi risultati con metodi così diversi ed uniti a tante fedi e fasi religiose differenti, bisogna ben convenire che la vera causa non si trova in particolari forme, credi o cerimoniali, ma bensì nella suggestione.
Alla fine del Settecento con le scoperte che ogni giorno ponevano dubbi su alcune consolidate certezze, comprese quelle religiose (e che ogni tanto vacillavano), un medico mistico - il tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815) volle adeguarsi alla scienza (un po' simili agli astrologi del passato che sfruttarono le scoperte degli astronomi) utilizzando i magneti per curare i mali dei suoi pazienti. Ottenne buoni risultati. Ma li ottenne comunque quando cominciò a non usare più i magneti, ma solo le mani, affermando che da queste si sprigionava una forza magnetica capace di guarire gli ammalati. Operava a Vienna, ed era diventato anche popolare, ma il suo metodo dai suoi colleghi fu bollato come ciarlataneria, e fu espulso dalla categoria dei medici. Se ne andò a Parigi, e anche qui divenne così popolare che sia Lavosier che Franklin si interessarono di lui. Il primo era scettico, ma il secondo ipotizzò che la mente poteva benissimo influenzare il corpo, in male come in bene. Non sappiamo se Mesmer barasse oppure era convinto delle sue facoltà, ma sappiamo oggi che i suoi metodi, perfezionati e senza tanti riti o atteggiamenti, divennero poi rispettabili. Che gli stati mentali abbiano una influenza sulle funzioni fisiologiche è cosa ormai ammessa da molto tempo, dalle più alte autorità mediche. Su questi metodi è del resto nata la psicoanalisi. E tutti i medici conoscono il valore di un "palliativo", che consiste in una prescrizione innocua, senza alcun effetto medicinale. E tutti i medici sanno quante guarigioni meravigliose si possono ottenere mediante queste innocue "medicine" che agiscono però come dei veri e propri "psicofarmaci".
Se un medico fallisce una cura e invece il medesimo paziente la ottiene in un santuario o presso un mago, è perchè il primo non è stato capace di destare sufficientemente nel paziente il potere emozionale di cui sono capaci i secondi. L'atmosfera spirituale o l'influenza che circondano certe guarigioni "miracolose" , sono adatte a destare nel paziente sentimenti di fede ed emozioni mistiche; e queste sono i più forti fattori emotivi nelle cure, perchè servono a mettere in opera la forza dinamica della mente del paziente, che tende in tal modo, a ristabilire il funzionamento normale; ha cioè una forte "volontà" di guarire. Queste forze mentali sono abbastanza potenti da agire e reagire sugli organi del corpo e sulle funzioni organiche. E' ben noto il fatto che gli stati mentali hanno effetto diretto sulle funzioni fisiche. Il cambiamento di uno stato mentale reagisce immediatamente sul sistema fisico. Non si tratta qui di cose insensate o di un'immaginazione fantastica, ma bensì di fatti psico-fisiologici ben noti. Chi non conosce gli effetti prodotti da una notizia che ci porta dolore o gioia? Nel primo caso si bloccano le funzioni della digestione, nel secondo ci fanno gustare maggiormente il cibo, provocandoci la secrezione dei succhi gastrici.
A che cosa è dovuto tutto questo non lo sappiamo ancora, ma l'ipotesi più suggestiva è che vi è mente in ogni nostra cellula ed in ogni centro del nostro corpo fisico.

ANNO 1775

____ FARMACI VEGETALI - (vedi sotto)
____ ERBORISTERIA - La "molta scienza" nel campo della fisiologia umana di questo periodo, se da una parte andava scoprendo e poi affermava certe funzioni vitali fino allora sconosciute, dall'altra - con tanti pregiudizi - iniziava a negare determinate conoscenze solo perche "erano storie vecchie". Era stata spazzata via l'alchimia e si guardava soltanto più alla chimica, fino al punto che fra alcuni anni Woheler annunciando la sua sintesi organica andava gridando a destra e a manca che "la materia è la chimica, e la chimica è la vita". Del resto già con Boyle la "chimica" diventando una scienza autonoma, era stata separata dalla medicina perchè questa era rimasta legata alle cure e ai rimedi dei tempi antichi; medici e farmacisti si comportavano come in passato, tutte le medicine erano derivate da piante di vario genere, si era infatti ancora fermi alla prima importante opera di farmacologia, al "De Materia Medica" del medico greco Pedanio Dioscoride, cioè al 60 d.C. . Lui aveva studiato circa seicento piante e un migliaio di sostanze medicinali; sicuramente non si era inventato nulla, ma viaggiando in varie zone del vasto impero Romano, aveva appreso millenari rimedi, che indubbiamente erano il frutto di altrettante millenarie osservazioni di migliaia di generazioni. Gli scienziati invece in questo nuovo periodo pieno di sperimentazioni, fecero di tutta un'erba un fascio. Quelle erano "storie vecchie", senza fondamento scientifico, quindi tutte da buttare. Se poi questi rimedi venivano da Oriente o dal Nuovo mondo, essendo questi luoghi abitati da popoli non civilizzati, erano cose da ignorare. Invece una "scienza" collaudata come i rimedi erboristici, non era da paragonare a qualsiasi altra scienza. Erano conosciuti rimedi a base di erbe per i mali fisici, per sofferenze morali, per ogni situazione difficile, e fra i tanti denigratori, era convinto di questo un medico inglese - William Withering (1741-1799). Nel 1775, volle provare i succhi della pianta digitale per la cura dell'edema ("idropisia") causato da un cuore debole. Infatti i principi attivi della digitale presenti nelle foglie agiscono elettivamente sul cuore migliorando l'efficienza del lavoro cardiaco senza aumentare il dispendio energetico. Era quello di Withering il primo passo di una rivalutazione della farmacologia delle "storie vecchie"; e quando in chimica si iniziò la produzione di farmaci ottenuti per sintesi, la maggior parte partirono dai singoli elementi o da composti semplici: cioè dalle piante delle "storie vecchie". Vecchie ma efficaci.

____ WATER CLOSET - A migliorare l'invenzione dell' inglese - John Harrington - che fu il nel 1585 a dotare la tazza igienica di un serbatoio d'acqua, fu un matematico inglese - Alexander Cummings intorno a questa data (1775), mettendoci un sifone. Il congegno permetteva di mantenere sempre una certa quantità d'acqua nella vaschetta, poi con un semplice scatto si svuotava immediatamente il contenuto assolvendo il compito della pulizia e automaticamente si riempiva per un successivo uso utilizzando un galleggiante che interrompeva il flusso una volta ricolmato il serbatoio. Proprio per questo fu chiamato "water closet" (chiusura dell'acqua). Non lo brevettò, ne approfittò tre anni dopo un certo Bramah, inventore di una serratura moderna (la cosiddetta "serratura a pompa").

ANNO 1776

___ RAZZE UMANE - Dopo la classificazione delle piante, dopo quella degli animali, mancava ancora una sistematica classificazione dei gruppi umani. A impegnarsi in questo studio fu l'antropologo tedesco Johann Friedrich Blumenbach (1752-1840) - Intorno a questa data (1776) divise le specie umane in cinque razze: caucasica, mongola, malese, etiope, americana (bianca, gialla, bruna, nera, rossa). Fu un lavoro forse scientifico, ma fatto in modo superficiale, semplicistico e purtroppo rimase tale; con la conseguenza che servì solo a far nascere ottusi pregiudizi razziali; un insensato egocentrismo. Gli uomini sono solo superficialmente diversi di aspetto, ma non esistono differenze di rilievo tra nessuna "razza" , nè di natura fisica, nè di natura mentale, nè di natura psicologica. Per il solo fatto che alcuni paesi accusavano un ritardo tecnologico e culturale (dovuti a tanti motivi - a un Sumero era facile civilizzarsi in Mesopotamia, meno facile a uno sparuto gruppo di Boscimani in Australia) gli europei ancora nel 1853 con "autorevoli pubblicazioni scientifiche" stabilivano che vi era un legame fisico degli ottentoti, boscimani, negri, pellirossa, ecc. con le scimmie antropoidi e che quelli erano e sarebbero rimasti sempre animali! "Molti dotti dicon che son al primo stato dell'uomo antico e naturale: La prima opinione è un errore, la seconda è sentimentalismo, non regge al raziocinio: sono figli di un putrido tronco... E' sentenza ormai degli universali fisiologi e degli uomini di scienza che quegli uomini hanno per natura nessun intelletto. Padre Gregorie (un missionario Ndr.) sperava prodigi in una sviscerata sensibilità, ma ahimè, l'esperienza non corrisponde al suo desiderio, quella sua speranza è pura follia. Con quegli più nulla s'ha da fare, solo mettergli le catene al collo e alle caviglie!" (Marmocchi "Geografia Universale, Storia dell'Umanità", pag. 312, 3° volume ). Era il 1853 !!. Chissà cosa direbbero quegli "autorevoli scienziati" nel vedere questi "figli del putrido tronco" in molti posti di comando perfino strategici, uscire dalle accademie e dalle università, essere insigniti di premi Nobel, o insegnare nelle cattedre perfino ai bianchi!

ANNO 1779

____ FECONDAZIONE - Nel 1676 (vedi) l'olandese Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723), primo essere umano a vederlo, aveva scoperto lo spermatozoo; aveva sì sconvolto un po' le menti, ma era comunque venuta la conferma - come affermavano fin dall'antichità - che la riproduzione era una questione unilaterale, che era il maschio che aveva il "seme" e che il ventre della femmina fosse semplicemente il luogo dove si sviluppava. Più tardi il fisiologo tedesco Kaspar Friedrick Wolff (nel 1759 - vedi ) in un suo trattato aveva descritto in un modo fermo che gli spermatozoi erano delle cellule che si sviluppano dando forma ai vari organi, mettendo fine alla diffusa opinione di molti che quei piccoli girini erano uomini in piccolo, degli "omuncoli" come venivano chiamati. Ma anche lui non aveva chiarito come avveniva la "fertilizzazione" nel momento del rapporto sessuale.
Il biologo italiano Lazzaro Spallanzani (1729-1799), fin dal 1768 impegnato a studiare la "generazione spontanea" (vedi sotto), aveva studiato anche le "uova femminili", che l'anatomista olandese Reiner de Graaf (1641-1673) credendo di averle scoperte, aveva dato il nome (sbagliando) di "follicolo ovarici" individuandoli appunto il "sacchetto" come "uova"; inoltre non aveva spiegato a cosa servivano. Spallanzani (pur restando nell'errore del "follicolo" - ignorando il vero e proprio "uovo" il cui nome corretto è "gamete femminile" che è però posto dentro il "sacchetto" ) nel 1779, dimostrò che la fecondazione avveniva solo quando le cellule contenute nello sperma maschile, cioè gli spermatozoi (oggi, gamete maschile), entravano in contatto con l'uovo femminile (oggi, gamete femminile). Spallanzani fece crollare contemporaneamente due consolidate certezze: la prima, che la riproduzione non era una questione unilaterale, madre e padre contribuivano alla nascita di un figlio; la seconda, essendo opinione corrente fin dai tempi antichi che se in un matrimonio non nascevano figli, si dava per scontato che la donna fosse sterile, Spallanzani affermò che sterile poteva essere sia il maschio sia la femmina. Il primo era incapace di fecondare, la seconda era incapace di concepire. Questa scoperta avveniva soltanto poco più di duecento anni fa !!
Spallanzani impegnato a dimostrare che c'era nulla di vero nella "generazione spontanea" (vedi argomento nell'anno 1666) aveva condotto un decisivo esperimento: fece bollire del brodo di carne per quasi un ora (cosa che aveva già fatto un suo collega - John Turbevillen, soltanto che il brodo l'aveva fatto bollire poco, e quindi l'ipotesi che il calore della bollitura avrebbe impedito la germinazione spontanea non fu presa in considerazione). La considerazione finale di Spallanzani - in anticipo di mezzo secolo su Pasteur, che lo scoprì nel 1864 - fu che il calore, o meglio la bollitura fatta più a lungo - uccideva tutti i microrganismi presenti nel brodo.

____ FOTOSINTESI - Se ricordiamo quanto letto nel 1771 (vedi), quando Priestley fece l'esperimento delle piante, aveva solo scoperto che le piante vivevano anche se rinchiuse in una campana di vetro dove vi era anidride carbonica, che era invece letale per tutti gli esseri viventi. Tre anni dopo aveva poi scoperto l'ossigeno, ma non aveva ancora capito perchè le piante consumavano anidride carbonica e producevano ossigeno. Lavosier era andato un po' più in là, ed era arrivato alla conclusione che gli animali e l'uomo respirano ossigeno e producono anidride carbonica; mentre le piante consumano anidride carbonica e producono ossigeno; due forme di vita che mantengono stabile la composizione dell'atmosfera.
Nessuno si era accorto che invece anche le piante si comportano allo stesso modo degli esseri viventi, consumano anch'esse ossigeno ed espellano anidride carbonica; soltanto che lo fanno solo di notte. Mentre nelle ore diurne si comportano all'incontrario, consumano anidride carbonica e producono ossigeno. Se Priestley avesse condotto il suo esperimento per giorni e giorni (come aveva fatto) in un luogo sempre buio si sarebbe accorto del fenomeno. Compiendolo nel suo laboratorio, accadeva che la pianta per sopravvivere immagazzinava quel tanto di ossigeno che gli serviva nella notte, e nella notte immagazzinava quel tanto di anidride carbonica che gli serviva di giorno.
A scoprire questo fenomeno di importanza cruciale, ripetendo gli esperimenti di Priestley, fu un medico olandese - Jan Ingenhousz (1730-1799); . Dunque era la luce solare a compiere quel fantastico processo che nessuno aveva ancora capito. Inoltre la pianta come detto sopra produce sì in alternanza i due gas, ma è la luce
che favorisce la crescita della pianta. Senza raggi solari la pianta non produce nè mette insieme le molecole dei propri tessuti; questo processo Ingenhousz lo chiamo "fotosintesi" ("mettere insieme per mezzo della luce").

____ ELETTRICITA' ANIMALE - L'eco della "fotosintesi" stava già sconvolgendo le menti di tanti conserbatori, quando un'altra notizia che produsse scalpore e divise in due la comunità scientifica, giunse da un anatomista italiano - Luigi Galvani (1737-1798) che afferma di aver fatto una grande scoperta. Toccando con un arco conduttore un muscolo e un nervo delle zampe di una rana, si è accorto che l'arto dell'animale ha avuto un sussulto. Va così sostenendo di aver dimostrato l'esistenza dell'"elettricità animale", un fluido misterioso. Alcuni gli credo, altri sostengono che non è la rana che ha il fluido, ma una sorgente elettrica esterna che scaricata sulle zampe della rana ne ha provocato la contrazione. Fra questi sostenitori un oscuro professore comasco di fisica all'Università di Pavia- Alessandro Volta (1745-1827) - che nel ripetere l'esperimento del collega scopre la proprietà elettrica di un arco bimetallico; infatti con lo stesso metallo non accadeva proprio nulla. La polemica s'infiamma per alcuni anni, ed allora Volta nel 1799 non si limita a costruire solo un arco, ma allestisce una serie di dischetti in rame e zinco separati da cuscinetti umidi e ottiene per la prima volta al mondo la prima generazione artificiale di corrente elettrica. E la fama mondiale imperitura. (vedi ora anno 1800 -

____ OTTONE - Questa lega metallica di colore giallo e malleabile, impiegata per la produzione di svariati oggetti artistici (nota fin dall'epoca romana - (I sec.) una lega piuttosto semplicistica era infatti impiegata per alcune monete - Mentre in età medievale famoso l'O. di Acquisgrana e la vicina Dinant -una lega questa (ma sempre per pezzi artistici) che rimase immutata fino all'800, poi solo da questa data fu usata nell'industria (della Rivoluzione Industriale) in vari prodotti per la sua elevata resistenza alla corrosione atmosferica e all'acqua marina. Come la conosciamo oggi, la lega ideale, fu ottenuta per la prima volta nel 1779 dall'inglese James Keir, unendo rame e... zinco nell'esatta proporzione (ideale 54 e 46 % - oltre il 50% la lega diventa di una fragilità tale da non permettere applicazione alcuna).
OTTONI SPECIALI - L'aggiunta di piccole quantità di altri metalli varia notevolmente le caratteristiche dell'O.: per esempio: l'O. all'allumino, o metallo Titanic, (rame 58-70 % zinco 30-42 %, alluminio fino al 4 %) ha proprietà meccaniche e chimiche molto migliori e serve per costruzioni navali per la sua alta resistenza all'acqua di mare; così pure l'O. al manganese (fino al 2%) ; l'O. al silicio, con 2-5% di silicio, ha una grande durezza (180-200 Brinell) e resiste agli acidi, agli alcali e ai sali; serve ottimamente per bronzine ad alta velocità e in sostituzione dei cuscinetti di bronzo, molto più costosi; il metallo Delta, con rame 54-60 %, zinco 38-40 %, ferro 1-1,5 % e piombo 1 % e talvolta stagno, nichelio, manganese, ha color giallo oro, dà buoni getti e si trafila e si fucina bene; serve per oggetti d'arte e per costruzioni navali; l'O. al nichelio, col 2-5 %, ha migliori qualità meccaniche, duttilità e malleabilità e si lavora facilmente cogli utensili; l'O, allo stagno, fino all'1,5 %, è molto malleabile e resiste all'acqua di mare, e si usa per costruzioni navali. Vasti impieghi l'O. ha trovato in questi ultimi tempi, grazie alla colorazione. Opportunamente deterso, secondo i metodi generali di detersione dei metalli (talvolta può bastare anche dell'acido nitrico), e opportunamente trattato può dare origine a belle colorazioni, quali, p. es. color oro, rosso rame, violetto, grigio-azzurro, cremisi, azzurro, ecc. Belle colorazioni si possono anche ottenere con vernici adatte; inoltre si possono ottenere marezzature mediante trattamento con potassa calda, indi acido e vernici. Ancora una vasta gamma di tinte sul bruno, di grigi a riflessi cangianti e persino di verde si possono ottenere impiegando opportuni metodi. Mediante applicazioni galvaniche si possono ottenere ottonature del ferro, acciaio, zinco, ecc. Infine si può ottenere un rivestimento mediante processi chimici. Tutti questi metodi - aggiunti alla caratteristica dell'O. di essere abbastanza resistente agli agenti atmosferici - fanno sì che questa importante lega trovi impieghi sempre più vasti e vari nei campi industriale ed artigiano.
CURIOSITA' - Quando il rapporto è 845 rame 155 zinco si ottiene la lega detta "Oro di Norimberga" (molto usata nella biogiotteria): una lega estremamente duttile brillante e di color oro si può avere con un rapporto 820-180; una lega molto sonora (per i campanelli) è data dal rapporto 953-47.


____ TEODOLITE - E' quello attuale uno strumento topografico atto a misurare la posizione e l'altitudine di un luogo con la massima precisione tramite gli angoli azimutali e zenitali occorrenti per effettuare una triangolazione. Misura anche direttamente distanze da punti accessibili in cui sia stata posta un'asta graduata (detta "stadia"). La posizione è determinata misurando gli spostamenti angolari a partire da punti fissi di riferimento. L'altitudine è data dall'angolo che l'asse di collimazione dello strumento crea con l'asse orizzontale in corrispondenza degli stessi punti fissi. Conosciuto fin dall'antichità quello moderno inizia ad essere realizzato nel 1609, prima con l'inglese Edward Wright, che aggiunse al teodolite un cannocchiale, poi con l'inglese Jesse Ramsden che nel 1780 aggiunse due microscopi che servivano alla lettura degli angoli verticali, e quattro per la lettura di una scala orizzontale; una "scala" che fu lo stesso Ramsden a creare. Il più antico teodolite sembra essere quello creato nel 100 d.C. da Erone di Alessandria; molto semplice si eseguivano le misurazioni mediante un blocco girevole su una base graduata montata su un elemento verticale orientabile. Con varie migliori rimasero tali fino al XVI secolo, dopo aver aggiunto al teodolite una bussola che permetteva un migliore orientamento. Dopo quelli di Wright e di Ramsden, seguirono quelli con varie migliorie nell'ottica, con l'introduzione dell'elettronica furono perfezionati fino a registrare in centimetri l'altezza di una montagna, mentre attualmente alcune misurazioni vengono eseguite con le triangolazioni satellitari.

ANNO 1781

 

____ URANO -
____ NETTUNO -
____ PLUTONE - Quando c'è la passione si va molto lontano, così lontano da oltrepassare il pianeta Saturno. E' quello che fece un suonatore di oboe - William Herschell (1738-1822). Figlio di musicisti a 14 anni suona nella banda della sua Hannover, poi a vent'anni parte per l'Inghilterra in cerca di fortuna. La fortuna non viene e inizia a vagare da una città all'altra; trova un posto nella banda musicale di Durham, migliora diventando organista ad Halifax, poi nella cappella di Bath; qui trova un protettore nel dottor Miller, che non solo l'apprezza ma lo ospita in casa sua. Miller ha una grande biblioteca che contiene numerose opere di scienze, matematica, astronomia. Il giovane Herschell quando non è impegnato a suonare o a dare lezioni di musica in biblioteca passa tutte le sue ore libere. Si appassiona all'astronomia, e quando un amico gli presta un piccolo telescopio, e lui lo punta sul cielo, il destino del suonatore di oboe si compie. Non ha grandi mezzi per acquistare un telescopio più grande come lo vorrebbe ha però la voglia di costruirsene uno, levigando per mesi e mesi lui stesso le lenti.
Con studio indefesso e grande energia otto ore del giorno le passa a insegnare musica, otto ore a lucidare un mostruoso specchio del diametro di un metro e mezzo. Dirà sua sorelle Carolina - che rimarrà nella storia della scienza come uno dei mirabili esempi di amoro fraterno perchè lo aiuta e partecipa con lui a tutte le trepidazioni e le attese - che William lavorava sensa interruzioni per 16 ore e che "per mantenerlo in vita" doveva "perfino imboccarlo". Quando poi terminò di costruirsi il telescopio - di una grandezza che non si era mai vista, ogni notte iniziò a scrutare sistematicamente il cielo con accanto tutte le carte celesti che erano disponibili allora. E nell'osservare oltre che la passione ci mise anche la determinazione. Nella notte del 31 marzo 1781, s'imbattè in un punto luminoso piuttosto fioco, riportato anche nelle carte del cielo (un puntino l'aveva segnato nella sua carta l'astronomo dell'Osservatorio Reale di Londra, Flamsteed nel 1676) che però a non assomigliava ad una stella (che per quanto la si guardi ingrandita resta sempre un punto luminoso) ma - come li aveva visti i pianeti a suo tempo Galileo - il punto luminoso si presentava a Herschell come una pallina con i contorni precisi. Era forse una delle tante comete? Herschell era diventato così bravo anche nei calcoli astronomici che calcolò la sua distanza e gli sembrò così tanto lontano (la media e di 2.870.000 km dal Sole), - due volte la distanza di Saturno dal Sole (la cui media distanza è di 1.427.000 km da Sole)- che scartò l'idea; nessuna cometa a simile distanza poteva essere visibile. Seguì il puntino per giorni e giorni fino a rendersi conto che aveva una sua lentissima orbita circolare (la sua rivoluzione è di 84 anni terrestri !), dunque doveva essere un pianeta, il settimo pianeta del Sole! Fu chiamato anche questo con un nome mitologico: Urano. Non era una scoperta da poco, perchè il sistema solare finora conosciuto dagli uomini all'improvviso raddoppiava le sue dimensioni. Dalla preistoria Saturno era sempre stata la 5a "stella errante" il quinto "pianeta", col sistema copernicano la Terra aveva occupato il sesto posto, poi con tutte le osservazioni che si erano succedute con i potenti telescopi, sembrava impossibile che ce ne potesse essere un altro. Ma dopo questa scoperta si ebbe l'impressione che non è che i pianeti erano solo quelli che accennavano gli antichi, ma che a non farli scoprire erano soli i deboli telescopi. Qualche astronomo era convinto che ce ne fossero altri, e non si sbagliava. Nettuno verrà scoperto nel 1846 da J Galle (vedi anno 1846) alla distanza media di circa 4.497.000.000 km dal Sole con un orbita pari a 164 anni terrestri; e Plutone verrà scoperto da C. Tombaugh nel 1930 alla distanza dal Sole di 5.899.000.000 km, con un orbita pari a 247 anni terrestri.
Ma l'ex suonatore di oboe non si fermò solo sui pianeti. Vedi sotto.


____ STELLE BINARIE - (vedi sotto)
____ STELLE DOPPIE - "Stelle binari"" è sinonimo di "stelle doppie". Il sistema stellare detto "binario" è costituito da due stelle che rivolvono entrambe intorno al comune centro di massa. Il periodo di rivoluzione può misurare da poche ore fino a centinaia d'anni dipendendo dalle masse delle due componente dalle distanze relative. Nello stesso anno che Herschell aveva scoperto Urano, sempre con la solita determinazione, volle studiare la parallasse delle stelle, cosa che non era riuscita nemmeno all'astronomo britannico James Bradley mezzo secolo prima, pur avendo scoperto la velocità della luce (vedi 1728 "aberrazione della luce"). L'opinione di tutti gli astronomi fino allora era che due stelle si vedevano vicine perchè una era quasi sovrapposta all'altra, erano cioè vicine solo apparentemente. Herschell calcolò la parallasse di una, calcolò la parallasse dell'altra e non trovandoci nessuna variazione, concluse che le due stelle in realtà erano vicine, che vivevano in coppia, che erano cioè "binarie", che erano tra loro legate alla forza di gravità. E se prima con Urano aveva raddoppiato le dimensione del sistema solare, Herschell con le stelle doppie aveva confermato che la Legge della gravitazione universale di Newton non era solo una realtà all'interno del sistema solare, ma una realta nel sistema universale dell'Universo.
Herschel, l'ex maestro di musica con la passione dell'astronomia, quando morì alla veneranda età di 84 anni nel 1822, aveva scoperto e descritto 2500 oggetti nebulari; dichiarato che alcune nebulose era ammassi di stelle (gli attuali ammassi globulari con centinaia di migliaia di stelle); determinato con buona precisione l'apice solare; calcolato che l'inclinazione di Marte era quasi pari a quella della Terra (24 gradi - altra analogia che la Terra presentava con gli altri pianeti); scoperto che Marte aveva due calotte ai poli ghiacciati; individuati altre due satelliti di Saturno; infine, l'iniziatore dello studio della forma e dell'estensione dell'Universo ( vedi anno 1783 ) . Studiando il Sole e i suoi raggi, intuì perfino (vedi 1800 - "infrarosso" ) che emetteva non solo i raggi di luce che noi vediamo, ma anche una "luce invisibile", cioè l'infrarosso, un onda elettromagnetica che non incide sulla retina dell'occhio. Intuì che non era la luce che noi vediamo a produrre il calore sulla terra, ma "una luce che noi non vediamo".

____ CRISTALLOGRAFIA - Fino a questa data i cristalli erano tutti quei solidi trasparenti che spesso presentavano lati diritti, facce piane e angoli acuti; del resto "cristallino" era proprio sinonimo di trasparenza. I motivi perchè si ordinavano in forme poliedriche non era conosciuto. A iniziare lo studi di quella che diventera la moderna scienza della cristallografia, fu un francese - Reneè-Jiust Hauy (1743-1822). Indipendentemente dalla trasparenza scoprì che tanti altri minerali anche non trasparenti assumevano forme poliedriche, durante un cambiamento di stato (in agitazioni termiche), pur avendo una propria identità che andava a costituire quella che si chiamerà in seguito "cella elementare". Quasi tutti i corpi solidi sufficientemente puri che si trovano in natura sono costituiti da aggregati di minuscoli cristalli, cioè presentano strutture microcristalline.

____ MACCHINA A VAPORE ( vedi argomento nell'anno 1679 )

ANNO 1783

____ MOTO DEL SOLE - (vedi sotto)
____ LA NOSTRA GALASSIA - Herschel l'ex maestro di musica che stava superando in scoperte tutti gli astronomi del suo tempo - fece uno studio sistematico delle stelle; una in particola: il nostro Sole. Studiando bene i suoi movimenti rispetto alle altre stelle (che molti credevano ancora immobili in cielo) scoprì che alcune stelle - anche se impercettibilmente - si allontavano dal Sole, mentre altre si avvicinavano. Dunque le stelle si muovevano in varie direzioni (sarà poi un altro autodidatta e il suo facchino divenuro suo assistente, a fornire - nel 1929 - la prima teoria dell'espansione dell'Universo: Edwin Hubble); ma si poteva anche prendere in considerazione che essendo il Sole una stella come le altre, pure essa si muoveva in qualche direzione; dunque il Sole non era il centro di un universo immobile, ma una delle tante stelle dell'Universo in movimento (oggi sappiamo che la sua velocità di fuga è di 618 km/s).
Copernico aveva sostenuto che la Terra era un pianeta che si muoveva come altri pianeti; ora Herschel sosteneva che anche il Sole con i suoi pianeti si muoveva come tutte le altre stelle.
Aveva anche escogitato un modo per contare approssimativamente le stelle; divise il cielo stellato in 683 regioni, e contò le stelle che poteva vedere in ognuna (applicando la statistica all'astronomia). In questa scrupolosa esplorazione, ovviamente finì per distinguere molto bene il gran numero di stelle della via Lattea, che nelle tavole riunite, appariva come la sezione di un grande anello sopra le nostre teste; un anello di un qualcosa che non poteva che essere una "galassia" a forma di lente come già qualcuno aveva ipotizzato; e che il sistema solare doveva trovarsi all'interno di questa galassia, che doveva contenere (e qui gli sembrò di esagerare) cento milioni di stelle come il nostro sole. In
effetti sono milioni di milioni - n. di Stelle 1010; Nebulose Planetaria 700 note; circa 500 Ammassi globulari (n. medio di stelle in ognuno 106); circa 18.000 ammassi aperti con n. medio di stelle 100).
Se da un altro pianeta (ad esempio di un sistema planetario posto nella costellazione dello Scorpione) gli abitanti di questi mondi puntassero il telescopio su quella zona che abbiamo indicato con un rettangolo nell'immagine di apertura, vedrebbero il nostro sole e quindi la nostra dimora nella posizione che vediamo sopra.



____ RESPIRAZIONE - Torna di nuovo alla ribalta Laurent Lavosier (1743-1794) dando un altro colpo contro quella forma di pensiero che conferiva alla vita una condizione speciale, che con egocentrismo, si affermava: diversa da tutte le altre. Il singolare meccanismo della fotosintesi nelle piante era stato scoperto, il ciclo della respirazione pure quello, l'ossigeno, l'azoto, l'anidride carbonica anche questi, di conseguenza anche le leggi che governavano la combustione erano state abbastanza comprese: che i combustibili che contenevano carbonio, nel bruciare emanavano calore, e il residuo della combustione era anidride carbonica. Più combustibile si bruciava, più calore si sprigionava, più alto era la quantità di anidride carbonica. Non si era invece ancora capito come funzionava la respirazione umana. L'esperimento Lavosier lo fece su alcuni animali: osservò che consumavano cibo che conteneva carbonio, respiravano aria che conteneva ossigeno, all'interno avveniva la "combustione" degli alimenti ed espiravano anidride carbonica. La quantità di quest'ultima corrispondeva ad una certa quantità di calore che una quantità di fuoco avrebbe ugualmente prodotto. La differenza era che il calore della combustione umana era stato immagazzinata nell'organismo e questo produceva l'energia necessaria ai suoi consumi. Le tre fasi non erano altro che una combustione molto simile a quella di un focolare: la legna era il carbonio da bruciare, la fiamma si alimentava con l'ossigeno e produceva calore, il gas residuali dell'intero processo era l'anidride carbonica. Lavosier concluse che la respirazione umana fosse una forma di combustione. Un addio alle vecchie credenze alchimistiche e vitalistiche; tutto il processo era semplicemente chimico.

____ MONGOLFIERA - Nel 1700 erano già numerosi i palloni aerostatici, ma erano piccoli, grossolani, poco più di un giocattolo. Perfezionandoli, i fratelli francesi Joseph ed Etienne Montgolfier, il 5 giugno di quest'anno fanno compiere la prima ascensione a un palllone di loro creazione. Il pallone consisteva in una grande calotta di lino di circa 10 metri di diametro, che sorreggeva una cesta di vimini e un fuoco; questo scaldando l'aria dava la necessaria spinta alla calotta verso l'alto. Il pallone raggiunse i 457 metri di altitudine e percorse circa due chilometri e quattrocento metri in 10 minuti. Visto il grande successo, il 19 settembre dello stesso anno, a Parigi davanti a una folla di trecentomila persone, fecero alzare a 650 metri un altro pallone, ma questa volta nella cesta c'erano un gallo, una pecora, un'anatra, che atterrarono a circa nove chilometri illesi. A questo punto coraggiosamente si offrirono due passeggeri, l'anziano fisico Jean Francoise Rozier (1756-1823) e un suo compagno. Il 20 novembre sempre del 1783, furono loro due i primi esseri umani a volare in cielo su quel tipo di pallone che prese il nome dei suoi due inventori: la "mongolfiera". Rozier fu purtroppo anche la prima vittima del volo umano, due anni dopo: il 15 giugno 1785 il coraggioso fisico -che era anche un nobile- ancora una volta spinto dalla temerarietà (nonostante i suoi 69 anni) si era offerto come audace volontario di una nuova impresa, quella di volare con un pallone a idrogeno realizzato da Pierre Ange Romain. Dopo quindici minuti di volo, esplose in aria; Rozier e compagno di viaggio precipitarono da diverse centinaia di metri morendo sul colpo. Il primo incidente mortale "dell'aria" dopo due anni di voli e centinaia di dimostrazioni in tutta Europa.

____ AEROSTATO - Mentre i Mongolfier su basi semplicistiche provavano i loro palloni ad aria calda, e tentavano pure loro con l'idrogeno, un fisico francese Jaques Alexander Charles, studiava ben altro a tavolino. Conoscendo il sistema di ascensione dei palloni dei due fratelli ad aria calda, si rese conto - e le dimostrazioni lo confermavano - che per quanto si accendesse il fuoco nella cesta, l'aria calda diminuendo con l'altitudine dava pochissima autonomia al pallone stesso. Ideale era costruire un vero e proprio "pallone chiuso" con dentro idrogeno, molto più leggero dell'aria calda, che avrebbe dato non solo una maggiore spinta verso l'alto, ma la stessa spinta sarebbe rimasta costante. Dalla teoria passò alla pratica. Il 27 agosto dello stesso 1783, costruì il suo primo pallone sperimentale; confermati i suoi calcoli, ne costruì un altro e con questo salì in aria fino a 2600 metri. Fu colpito da questa improvvisa passione un italiano a Londra - Vincenzo Lunardi - si costruì un pallone di 9 metri di diametro con tessuto in seta, spalmato di vernice impermeabilizzante coperto da una rete di corde, gonfiato con idrogeno. Il 15 settembre 1784 davanti a centomila persone fece la sua prima ascensione che durò un ora e mezza e salì così in alto che il "Mornig post" scrisse che quando Lunardi atterrò aveva addosso nelle ciglia e nella barba pezzetti di ghiaccio". L'anno dopo, Lunardi volò su un percorso di 260 chilometri. Finì sui giornali di tutta Europa. E lui che fino allora era segretario dell'ambasciatore di Napoli, cambiò subito mestiere esibendosi un po' dappertutto. Compresa l'Italia, con con voli dimostrativi davanti a folle immense a Firenze, Roma, Napoli, Palermo.
Le mongolfiere con aria calda o palloni con idrogeno continuarono a costruirli, anzi per tutto l'intero Ottocento il pallone divenne perfino una mania; tuttavia - fino agli aeroplani apparsi nei primi anni '900 - rimasero come un oggetto di svago, o per far provare alla gente l'emozione di un breve volo. La tecnica era sì andata avanti a passi da gigante, ma il motore a vapore ai leggerissimi palloni non era stato possibile applicarlo dato l'enorme peso, ed anche quando si usarono quelli elettrici -pur efficienti- i pesanti accumulatori non permettevano una lunga autonomia. Ma quando iniziarono a diffondersi i piccoli motori a scoppio di Otto, questi trovarono subito la loro applicazione anche nel pallone chiamato ...



____ DIRIGIBILE ...rendendo così aerodinamico e governabile il pallone anche in assenza di vento; infatti applicando un elica a motore si poteva guidarlo in ogni direzione. Inoltre dopo la scoperta che si poteva ottenere dall'alluminio fogli leggerissimi e sottilissimi, i palloni cominciarono a costruirli con l'involucro fatto con questo metallo. Così robusti, da poter contenere una navicella con i piloti e alcuni passeggeri. Era insomma nato il "pallone dirigibile". Il primo - L-Z-1 - fu realizzato dal tedesco Ferdinand August von Zeppellin, che il 2 luglio 1900 sul lago di Costanza, fece librare nell'aria il suo colossale involucro a forma di sigaro che prese il suo nome "Zeppellin". Il primo aereo non era ancora stato realizzato, quindi fu la prima "macchina volante" goverabile della storia. Negli anni successivi ne furono costruiti 26, percorsero 150.000 chilometri, trasportarono 32.750 entusiastici ricchi passeggeri. Con uno di questi, il Norge, l'11 maggio 1926, l'esploratore norvegese Roald Amundsen volava per la prima volta sul Polo Nord. Impresa che fu ripetuta nella primavera del 1928 da Umberto Nobile con il dirigibile "Italia". Putroppo finì in tragedia, l'aerostato precipitò sulla banchisa polare, si staccò la navicella dei passeggeri, divenuto leggero riprese quota e si perse nei cieli, lasciando gli uomini sui ghiacci. In tragedia, dieci anni dopo, finì anche il dirigibile tedesco "Hindenburg" (lungo 247 metri, largo 41, sedici serbatori contenevano milioni di metri cubi di idrogeno, capienza 97 passeggeri). Il 6 maggio del 1937 dopo aver compiuta la traversata dell'Atlantico, all'atterraggio esplose incendiandosi. La tragedia mise fine alle "macchine volanti più leggere dell'aria". Nel frattempo - è il destino di molte invenzioni - fu egregiamente sostituito dalle nuove "macchine volanti più pesanti dell'aria": gli aeroplani che rullavano nelle piste ormai già da trent'anni. Questi a quella data avevano già raggiunto una potenza e una autonomia tale, che proprio mentre lo "Zeppellin" moriva, nascevano le prime rotte aeree atlantiche.

ANNO 1784

____ IDROGENO E ACQUA - l'inglese Henry Cavedish (1731-1810) - dopo aver scoperto nel 1766 un "gas altamente infiammabile" non aveva più smesso di indagare su questa sostanza chiamata ancora col medievale nome "flogisto". Continuò per otto anni a fare esperimenti per cercare di afferrarne le proprietà. Intorno a questa data (1784) in uno dei tanti esperimenti volle bruciare questa sostanza e con somma meraviglia, nelle parti più fredde del contenitore comparvero delle goccioline di pura acqua; giunse alla conclusione che il "flogisto" si combinava con l'ossigeno per formare acqua. Lavosier sempre attento a queste scoperte, dopo aver dato il nome all'ossigeno e all'azoto, trovò un nome anche per il medievale "flogisto" chiamandolo "idrogeno", in greco il "formatore di acqua".

____ TELLURIO - Lo scopre il mineralogista austriaco Franz Joseph Muller (1740-1825) nel corso di quest'anno (1784). Estratto da minerale aurifero, pensò che si trattasse di un nuovo metallo; ha in effetti un aspetto metallico, mentre invece è un elemento chimico (52 il numero atomico), molto simile allo zolfo e al selenio; oltre ad essere utilizzato in metallurgia per preparare leghe con piombo e rame, è oggi usato come semiconduttore in cellule fotoelettriche. Inviò la sistanza al chimico tedesco Martin Heinrick Klaproth che cofermò essere un nuovo elemento dandogli anche il nome "Tellurio".

____ COULOMB - Unità di misura della carica elettrica scoperta dall'omonimo autore.
____ ELETTROSTATICA - L’elettrostatica è quella parte dell’elettrotecnica che studia le cariche elettriche “ferme”. E’ abbastanza semplice ottenere simili cariche, per esempio strofinando con un panno una bacchetta di plastica. L’energia meccanica dello strofinio asporta una parte degli elettroni superficiali della plastica, che così resta carica positivamente. Con altri materiali è la bacchetta che acquista elettroni dal panno adoperato, rimanendo quindi carica negativamente. Passando la mano sulla bacchetta si cedono o acquistano elettroni e l’oggetto ridiventa neutro. Se la bacchetta carica viene avvicinata a piccoli pezzi di carta, essi vengono attratti, indicando che le cariche elettriche esercitano una forza (campo elettrico). Le cariche si possono accumulare su un oggetto di metallo isolato e quindi si possono ottenere intensi campi elettrici (è il principio di funzionamento dei condensatori elettrici). Coulomb ebbe il merito di studiare questo fenomeno sino a formulare una legge molto importante, molto simile alla legge della attrazione gravitazionale universale trovata da Newton. La legge di Coulomb stabilisce che fra due cariche elettriche q1 e q2 distanti r si sviluppa una forza, di attrazione se le cariche sono dello stesso segno, altrimenti di repulsione, pari a F = k q1 x q2 / r2 - Essendo k una costante che dipende ad esempio dal materiale interposto fra le cariche. Le cariche però non restano per sempre sui loro supporti; infatti esse possono ionizzare (dividere) le molecole di aria (o altro materiale che circonda i supporti) e quindi cedono o acquistano cariche di riequilibrio. Se poi il supporto metallico ha delle punte, le cariche possono addirittura “fuggire” producendo una scarica luminosa.

ANNO 1785

____ UNIFORMISMO - Nel 1749 (vedi) Il primo audace scienziato che aveva apertamente formulato una ipotesi sull'età e sull' evoluzione della Terra era stato Georges Luis Leclerc de Buffon (1707-1788). Dopo di lui le accese polemiche continuarono, soprattutto quando lo studio dei fossili di alcuni scienziati - anche creazionisti che studiavano anatomia comparata - davano risposte sconcertanti sull'età della Terra. A ritornare sull'argomento fu un geologo inglese, Jamez Hutton (1726-1797), che senza alcun pregiudizo (era anche un filosofo) si basava su osservazioni effettive. Con il mestiere che faceva trascorse gli anni a studiare attentamente le rocce, e quindi i fossili nei vari sedimenti. Ciò che gli apparve chiaro è che la Terra aveva molti migliaia di secoli alle sue spalle e che ogni mutamento geologico era avvenuto con molta lentezza, e che tale ritmo non era ancora del tutto terminato ma con altrettanta lentezza continuava. Hutton pubblicò le sue osservazioni nel 1785 in "Teoria della Terra" che alcuni indicano come il primo comprensivo trattato che possa propriamente essere considerato una sintesi geologica invece che un opera filosofica o un esercizio di immaginazione. Ma Utton sorvolò (come aveva già fatto Voltaire pochi anni prima) di fare date; non si espose, affermò che le date non avevano molta importanza, e la tesi "mosaica" della non antichità della terra e dell'uomo poteva tranquillamente essere accettata; e chiude l'argomento. Segna comunque un punto di non ritorno perchè ha esposto una quantità enorme di fatti e li ha interpretati in modo rigoroso, fedele ai suoi presupposti newtoniani. Ha insomma creato la scienza della geologia pur non occupandosi della formazione del mondo, cercando, devoto com' era, di sorvolare la questione. Precauzione insufficiente perchè fu sottoposto ad attacchi feroci (Kirwan, Jameson, Deluc, ecc.) e fu presentato come un distruttore della religione e un diffusore di empietà. Lo stesso Rosseau polemizzò contro queste "filosofie ateistiche".
Questa opinione di Hutton fu chiamata "uniformismo" (cambiamento a un ritmo uniforme nel corso dei lunghossomo periodi geologici), in opposizione al "creazionismo" e al "catastrofismo" . (vedi 1811 - "evoluzione catastrofista")

ANNO 1786

____ ALPINISMO - (vedi sotto)
____ MONTE BIANCO 1a ASCENSIONE - Nel mondo scientifico a questa data anche se ufficialmente non era nata la scienza della geologia, già da un secolo alcuni chimici, fisici, mineralogi, botanici, zoologi, frequentavano le montagne in cerca di qualche testimonianza utile ai propri studi. Le Alpi ovviamente era lo scenario di queste ricerche. Non esisteva ancora l'ascensione per diletto o per avventura; perfino gli stessi abitanti delle valli alpine non avevano mai violato le cime delle loro montagne; soprattutto gli enormi massicci, ricoperte di ghiacci perenni. Uno di questi era l'imponente Monte Bianco già considerato come la più alta montagna d'Europa. Da che cosa scaturi il premio non lo sappiamo, tuttavia sappiamo che fu offerto alla prima persona in grado di portare a termine l'ascensione. Nel 1786, il francese Michel Gabriel Paccard (1757-1827) insieme al portatore valligiano Jaques Balmat, si cimentò nell'impresa e vinse il premio. La notizia suscitò molta ammirazione, sete di avventura, eccitazione e gli emuli si moltiplicarono; per gli aristocratici inglesi le arrampicate sulle nostre Alpi divenne una moda; in tutto l'arco alpino fu un brulicare di inglesi impegnati in frenetiche scalate. Era nato lo sport dell'"Alpinismo"!

ANNO 1787

____ IL LINGUAGGIO DELLA CHIMICA - Laurent Lavosier (1743-1794) pur essendo ancora giovane aveva alle spalle già una eccellente carriera di scienziato e di ricercatore. E proprio per questo è considerato il fondatore della chimica moderna. A lui si deve l'enunciazione del principio chimico di conservazione della massa (ne parleremo nel 1789); la distinzione, secondo concetti moderni, tra corpi semplici e corpi composti, la demolizione delle teorie flogistiche, lo studio della composizione dell'aria e dell'acqua. Per primo - come abbiamo visto nei precedenti anni -comprese la funzione chimica e biologica dell'ossigeno, studiò i fenomeni di fermentazione e respirazione, in particolare dell'uomo.
Nonostante le innumerevoli scoperte, una buona parte dei chimici di quest'epoca restavano legati alle teorie greca degli elementi, mentre l'altra parte che si riteneva più evoluta era legata alla chimica alchimistica degli ultimi secoli; i primi davano un nome alle cose, e gli altri pure; così accadeva spesso che nemmeno loro si capivano. Vi erano stati alcuni che avevano tentato di fare ordine, per dare un universale nome alle sostanze, ma erano rimasti solo dei tentativi. Finalmente Lavosier e alcuni suoi amici collaboratori decisero di compilare e pubblicare "Methode de nomenclature chimique" ("Metodo di Nomenclatura chimica"), mettendo in ordine tutte le scoperte compiute, stabilendo un preciso nome degli elementi chimici, sulla base delle sostanze di cui sono composti. Fu una data importante: iniziava la chimica e terminava.... l'alchimia, la dottrina magico-religiosa fondata non sulla scienza ma sulla ricerca, d'ispirazione spirituale ed esoterica, di un principio universale (elisir, panacea) capace di rivelare i segreti della vita o di tramutare in oro i volgari metalli (la cosiddetta "pietra filosofale"). Tutte azioni condotte nascostamente per raggiungere con l'ambiguita e i compromessi oscuri obiettivi.


____ BATTELLO A VAPORE - Erano appena passati poco più di due decenni da quando l'ingegnere Watt aveva perfezionato l'idea di Newcomen inventando il vero motore a vapore, quando qualcuno si chiese: "se questa macchina è in grado far girare una ruota, perchè non mettere alla ruota delle pale, posizionarla ai lati di uno scafo e quindi costruire un battello a vapore". A farsi venire quest'idea e a realizzarla, fu John Fitch, che il 22 agosto del 1787 varò il suo battello sul fiume Delaware, compiendo il viaggio da Filadelfia a Trenton. Nel 1790 inaugurò perfino un servizio turistico passeggeri andata e ritorno, ma nel corso di 2 anni i viaggiatori furono scarsi, chi lo aveva finanziato si ritirò. Il battello poi in una tempesta andò distrutto. John Fitch aveva forse in America anticipato troppo i tempi. Non così in Inghilterra, da sempre dominatori dei mari. Nel 1802 in Scozia varano il primo grande battello a vapore che inizia a chiamarsi non più battello ma piroscafo (il Charlotte).
L'anno dopo nel 1803 Fulton fa navigare sulla Senna parigina un battello di 20 m. alla velocità di 3,5 nodi; nel 1807 lo stesso Fulton costruisce il famoso "Clermont" (nell'immagine) che percorre sul fiume Hudson 460 km alla velocità di 5 nodi.
Nel 1815 a Londra ha inizio un servizio regolare di battelli a vapore sul Tamigi.
Nel 1819 fu varata una "nave a vapore" ma con le vele di scorta, la "Savannah" di 350 tonn., che volle inaugurare un viaggio oceanico compiendo la traversata Georgia-Liverpool. Impiegò quasi quaranta giorni, e per fortuna che aveva le vele, perchè il motore funzionò soltanto per circa quattro giorni. Tuttavia i seguaci del motore a vapore non si arresero; quello era ormai il futuro delle navi!
Nel 1821 andando incontro all'incredulità di ogni costruttore di navi e non solo questi, gli inglesi a Birmingham varano la prima nave con lo scafo in ferro (la "Aaron Manby"), sempre azionata da un motore a vapore a pale, come il battello di John Fitch. Al varo erano in migliaia per vederla colare a picco, ma furono delusi, galleggiava meglio di un vascello di legno, e per navigare non aveva bisogno nè di vele nè di rematori.
Nel 1827 (vedi) un ingegnere britannico (altri dicono svedese) inventa e applica sotto la chiglia delle navi l'elica.
Nel 1838 appare la prima nave a elica, invece che non ruote, l'inglese "Archimedes".
Nel 1843 si costruisce in Inghilterra il primo grande transatlantico in ferro e a elica, il "Great Britain" , lunga 90 metri, con equipaggio di 130 persone, in grado di ospitare 360 passeggeri, interamente alimentato a vapore; e ancora in Inghilterra nel 1854 viene varato il gigantesco "Great Eastern" 211 metri di lunghezza, 27.000 tonn., 14 nodi di velocità.
Nel 1897 gli inglesi varano la "Turbinia" con una turbina a vapore. Ma a realizzare quella che sarà per sei decenni la classica nave è la Francia che nel 1902 vara la "Petit Pierre" che è la prima ad avere un motore diesel. Questo tipo di motore godrà una sua supremazia fino al 1958 quando verrà varata in America la prima nave azionata da energia nucleare: la Savannah. ( vedi anche "Navi corazzate" anno 1862).

ANNO 1788

____ MECCANICA ANALITICA - Rispetto alla scienza astronomica e chimica, la meccanica non aveva progredito molto; questo perchè da Cartesio per descrivere la meccanica aveva affermato e anche convinto con le dimostrazioni algebriche che il modo naturale era la geometria. E forse è per questo che non si erano verificati grandi progressi nei problemi di meccanica. Intorno a questa data (1788) un matematico francese - Joseph Louis Lagrange (1736-1813) volle liberare il mondo della scienza dalla inutile tirannia della geometria. Elaborò - utilizzando algebra e calcolo infinitesimale- delle equazioni estremamente generiche per mezzo delle quali potevano venir risolti problemi di meccanica, e pubblicò "Meccanica Analitica", un classico della scienza benchè (lo affermava lo stesso Lagrange) non vi fosse neppure un diagramma geometrico.

ANNO 1789

____ GHIGLIOTTINA - Il suo "inventore" un dottore,  Joseph Ignace Guillotin nato a Saintes il 28 maggio 1738, era un  laborioso organizzatore della professione medica a Parigi; membro di commissioni scientifiche fu anche uno dei primi ad adottare il metodo della vaccinazione preventiva. Morì poi a Parigi il 26 marzo del 1814. Durante la rivoluzione egli propose all'Assemblea di adottare un metodo meno barbaro per i condannati a morte; forse (dato che qualcosa di simile già esisteva ma non era stato mai utilizzato) contribuì solo a perfezionare questo strumento di morte istantaneo quasi indolore. Prima si usavano varie tecniche: i nobili dovevano appoggiare la testa su un ceppo e il boia con una scure la decapitava, ma non sempre al primo colpo. Per i plebei c'era invece la forca.  Il rogo veniva usato per i nemici della chiesa. In uso in particolari circostanze la barbara ruota con i condannati che morivano fra strazianti urli mentre gambe e braccia si spezzavano. Infine c'era lo "spettacolare" squartamento che era riservato ai reicidi o agli stessi attentatori del re o dei suoi successori. Si legavano agli arti del condannato quattro cavalli, si spronavano per farli  galoppare in quattro direzioni diverse e il condannato veniva squartato in quattro pezzi, in una scena rivoltante. La proposta che forse fece Guillotin fu quella di trasformare le esecuzioni non in uno spettacolo pubblico incivile ma in qualcosa di più privato per la vittima.
Purtroppo dopo divenne un "pubblico spettacolo" anzi ancora "più spettacolare". Il Battesimo della ghigliottina fu tenuto nell'Aprile del 1792 per decapitare tale Nicolas Jacques Pelletier. I critici dissero che la ghigliottina meccanizzava e disumanizzava la morte: alla fine il Dottore Guillotin raggiunse ben pochi dei suoi scopi, anzi amareggiato e piuttosto  infastidito, passò inutilmente gran parte della sua vita a negare la paternità di questo strumento di morte chiamato con il suo nome.
Le vittime fatte inginocchiare davanti al marchingegno,  nell'apposito incavo posavano il collo, questo veniva bloccato da una centina con una scanalatura, dentro questa da un'altra scanalatura posta ai lati  scorreva e piombava dall'alto in un istante l'affilata lama che decapitava il condannato. Un'apposita cesta raccoglieva la testa. Quando le esecuzioni erano fatte in serie, la cesta era sempre quella e di teste ne accoglieva più di una. Con una rapidità alcune volte impressionante. Si arrivò anche a 13 in mezz'ora.
Particolare curioso. Luigi XVI in persona che si dilettava spesso a passare il tempo nelle officine e nelle falegnamerie, incontrandolo consigliò il Dottore Guillotin di apportare una modifica alla lama: propose che questa fosse obliqua e non perpendicolare al terreno; ed infatti fu in questa versione aggiornata che la ghigliottina tagliò la testa del Sovrano il 21 Gennaio 1793 e poco dopo la stessa sorte toccò a sua moglie Maria Antonietta. (vedi altre pagine in "Rivoluzione Francese", "la ghigliottina" )


____ LEGGE DELLA CONSERVAZIONE DELLA MASSA - Se fu una data importante quando Lavosier con "Methode de nomenclature chimique" (vedi 1787) aveva messo ordine e stabilito un preciso nome degli elementi chimici, fu una data ancora più importante quando nel novembre del 1789 pubblicò il miglior testo di chimica di tutti i tempi: "Traitè elementaire de Chimie". Vi enunciava la "Legge della conservazione della massa", con parole chiare e con un motto che rimarrà nella storia scientifica di tutti i tempi "Nulla si crea e nulla si dsitrugge, la massa rimane sempre uguale"; e con parole precise spiegò "In qualsiasi sistema chiuso (un sistema dal quale a nessuna massa è consentito di uscire, e in cui non è consentito l'ingresso a nessuna massa), la quantità totale di massa rimane la stessa indipendentemente da quali variazioni fisiche o chimiche si verificano".

____ URANIO - Mai più poteva prevedere il chimico tedesco - Martin Heinrich Klaproth (1743-1817) - nello scoprire un minerale molto pesante chiamato "pechblenda" fino allora sconosciuto, che avrebbe avuto in un futuro - 150 anni dopo - una grandissima importanza; dal minerale, Klaproth ricavò un composto giallo e convinto che si trattase di un nuovo elemento gli diede il nome (da poco era stato scoperto il pianeta Urano) "uranio". Fu poi ottenuto allo stato puro solo cinquant'anni dopo da Peligor.

ANNO 1790

____ SISTEMA METRICO ( vedi sotto)
____ METRO - Con gli scambi commerciali, con la mobilità delle merci e delle persone, arrivati al termine di questo "secolo dei lumi" e all'inizio della "rivoluzione industriale" l'esigenza di avere una misura universale era sentita un po' da tutti. Le misure variavano non solo tra le nazioni ma spesso anche da regione a regione, da città a città; si veda qui solo in Italia che babele di misure esistevano (circa 80). E proprio in Italia un singolare scienziato - Tito Livio Burattini - nel 1675, aveva proposto una misura universale, e gli diede anche un nome prendendolo dal greco "metron= misura" , coniando così il termine "metro". Ma deve passare oltre un secolo perchè sia recepita questa proposta. Ma questa volta a riproporla fu un francese. Riunitisi nel 1790 a Parigi i membri dell'Accademia Francese delle Scienze l'idea fu ripresa in considerazione e, costituitasi una commissione guidata da Joseph Louis Lagrange, il 30 marzo 1791 adottando il sistema decimale, definì la misura universale. Come base fu scelta la decimilionesima parte del quarto del meridiano terrestre passante per Parigi (40 milioni : 4 = 10 milioni : 10 milioni = metro). Con questa misura la commissione realizzò una sbarra di platino accuratamente conservata. Fu adottata da quel governo francese uscito dalla Rivoluzione, ma poi caduto Napoleone, con la Restaurazione (con gli inglesi tornati nuovamente a dominare i commerci) tornò a imperare il conservatorismo anche nella babele delle misure. Passate tutte le bufere rivoluzionarie nella metà del secolo, nel 1875, con la Francia repubblicana e l'Italia unita, si riunì nuovamente la commissione composta da 17 nazioni, per unificare le unità "pesi e misure" adottando il sistema decimale: come misura lineare il "metro" già definito nel 1791; come misura dei pesi il ...

____ CHILOGRAMMO ...una unità di misura (simbolo kgm) di lavoro o di energia, pari al lavoro compiuto dalla forza di un chilogrammo quando sposta il suo punto di applicazione di un metro nella direzione della forza). Come misura dei liquidi il ....

____ LITRO ... una unità di misura di capacità; è la massa di un Kg di acqua (simbolo l) che convenzionalmente è considerata equivalente al dm cubo.
Nella convenzione internazionale partecipò anche l'Inghilterra, ma solo a parole, infatti al momento di sancire la convenzione rimase col suo sistema del gallone per i liquidi (fra l'altro diverso da quello che adottarono i cugini in America), delle miglia per le misure lineari, delle libbre per le misure dei pesi.
Nel 1960, una nuova commissione di scienziati, ha ridefinito il metro, come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in 1/299.792.458 di secondo. Ma viene espressa anche in questo modo: "Il metro è una lunghezza pari a 1.650.763,73 volte quella della lunghezza d'onda della radiazione emessa nel vuoto dall'atomo di cripto 86".

____ MISURE INGLESI - Fin dal 1588 l'esigenza di avere una misura standard si era già prospettata in Inghilterra. A prendere di petto la questione - come era solita fare - fu la dinamica regina Elisabetta I riunendo una commissione che definì quello che sarebbe stato il "peso" ufficiale: la "libbra" (o pound), che deriva dal latino "pondo" = peso. Anche nelle misure lineari furono fissate la lunghezza con la "Yarda", il "piede" (in inglese "foot") e il "pollice" (in inglese "inch"). Queste misure elisabettiane rimasero in vigore fino al 1824 quando fu ntrodotto il Sistema Imperiale che fissava le precedenti con maggior precisione con il campione ufficiale: nelle misure lineari fu utilizzato un metallo indeformabili come il platino, in quelle del peso il mercurio. Nel 1965 anche il Governo Inglese decise di uniformarsi con il sistema metro-kg, fissando in 15 anni il tempo per modificare abitudini e indicazioni. Ma alla data stabilita, l'adeguamento in certi settori merceologici fu scarso, cosicchè gli inglesi continuarono ad impiegare i due sistemi.

____ L'INDUSTRIA IN AMERICA (vedi sotto)
____ UN INVENTORE "COPISTA" - Gli Stati Uniti avevano ottenuto finalmente l'indipendenza dalla madre patria e volevano camminare con le loro gambe, ma non era così facile fin quando l'Inghilterra avrebbe mantenuto il monopolio degli ingegnosi macchinari e degli ingegni per costruirli. Sia ai primi che ai secondi non venne consentito di lasciare il paese. E se i novelli Stati Uniti volevano raggiungere dopo quella politica anche l'indipendenza economica, la prima non sarebbe valsa molto. L'anno precedente fatta la Costituzione gli americani avevano eletto Washington come presidente. Nello stesso anno in Europa iniziava quella Rivoluzione Francese. Mentre in Inghilterra con in atto la "rivoluzione industriale" con una forte società classista dominante; questa permetteva a pochi di entrarci, e se avveniva, era permesso fino a un certo punto. Questo lo capì subito un ingegnoso giovanissimo ingegnere inglese, che di fronte a vantaggiose offerte che gli venivano dagli Usa, decise di memorizzare scrupolosamente ogni particolare dei macchinari. Poi si travestì da contadino, partì per l'America, entrò in contatto con i numerosi mercanti statunitensi, e si mise a loro disposizione. L'anno dopo con solo ausilio della memoria iniziò a costruire la prima fabbrica americana, a Pawtucket nello Stato di Rhode Island, basata sui nuovi macchinari. Il suo nome Samuel Slater (1768-1835).

ANNO 1791

____ TITANIO - Il suo lavoro era quello di ministro inglese, ma aveva la passione di meneralogia. Con la sua curiosità si mise ad analizzare quanti più minerali riusciva a trovare. Scoprì così una sostanza che ancora nessuno aveva mai trovato; ne parlò al solito Klaproth (che nel 1784 aveva scoperto in simili circostanze, cioè esaminando un mierale inviatogli da Muller - vedi 1784) che confermò trattarsi di un minerale, che chiamò "Titanio" (numero atomico 22. Ha tipica lucentezza metallica, fonde a una altissima teperatura, a 1665 gradi. Pur essendo un metallo duttile e malleabile è uno dei metalli più resistenti, oggi impiegato nelle costruzioni aeronautiche.

____ MANICOMI - In piena rivoluzione francese, cadeva un altro antico pregiudizio. Da tempi immemorabili, chi aveva qualsiasi tipo di alterazione delle facoltà psichiche e mentali era considerato posseduto dal demonio; ancora nel medioevo chi aveva un comportamento bizzarro, scriteriato, stravagante o che finiva diritto sul rogo, oppure veniva seppellito in una specie di ghetti, che in sostanza erano luoghi di incubo peggiori della medesima pazzia. Nel 1791 un medico francese - Philip Pinel (1745-1826) - era convinto che si trattase di una mallattia come tante altre, e pubblicò le sue opinioni sull'"alienazione mentale". Ad interessarsi a questi studi furono i rivoluzionari francesi, che decisi a rompere con le convenzioni del passato, incaricarono proprio Pinel ad effettuare studi sistematici. Creando strutture idonee, i manicomi, Pinel e il primo a tenere le anamnesi (indagini conoscitiva sui precedenti fisiologici e patologici, individuali e familiari di un paziente). Purtroppo con l'avvenuta Restaurazione e il ritorno alle catene dei medievali pregiudizi, nè Pinel né quei medici che si erano nel frattempo specializzati in disordini mentali, riuscirono a portare avanti il progetto; comunque il loro punto di vista e la loro opera, gettarono le basi della psichiatria; non solo nell'ambito del soggetto individuale, ma compiendo studi sulle relazioni tra salute mentale e il contesto sociale. In seguito si svilupperà anche la "psichiatria alternativa" che persegue il reinserimento del malato di mente nella società.

____ GINNATRICE -
____ SGRANATRICE DEL COTONE - Come abbiamo visto nel 1733 (vedi), la navetta volante aveva già sconvolto la tessitura, e subito dopo il filatoio aveva sconvolto la filatura. L'una e l'altra ormai tessevano e filavano una quantità di cotone così impressionante che nacque il problema di come avere le necessarie forniture di cotone. Questo veniva ancora sgranato a mano dal seme che contiene all'interno la peluria. Ci pensò un meccanico statunitense - Eli Witney - a inventare nel 1893 una macchina capace di sgranare i semi pari a una quantità superiore a 100 di quella umana, inoltre la macchina poteva lavorare 24 ore con due turni di lavoro di 12 ore l'uno. Ciò che occorreva era la continua alimentazione di semi da sgranare, che un solo operaio provvedeva a fare con un forcone da fieno, mentre un altro operaio, all'uscita del fiocco con un altro forcone, provvedeva a imballare con una pressa. In un solo giorno due operai ottevano una quantità di cotone che prima per ottenerlo ci volevano tre mesi.
Se John Kai con la "navetta volante" e Jenni con il "filatoio meccanico" avevano rivoluzionato la manodopera inglese (facendo mancare lavoro), Whitney (aumentando il lavoro) rivoluzionò la manodopera nelle piantagioni coloniali di cotone. Questo partiva in grosse balle con le navi già pronto per essere tessuto e filato in Inghilterra. Nonostante alcune (ipocriti) sentenze inglesi contro la schiavitù, questa nelle sempre più numerose piantagioni di cotone, soprattutto negli stati del sud, continuò a prosperare più di prima con un'accelerazione enorme. La guerra d'indipendenza dalla madre patria agli americani era servita solo per non essere disturbati dai cugini inglesi. Infatti ben presto anche fra "fratelli" si accapigliarono, quando scoppiò la guerra di secessione. La liberazione degli schiavi fu solo un pretesto, per colpire (eliminando la schiavitù) i forti interessi degli Stati del sud, che con la manodopera schiavista stava minando l'economia del Nord; questa che era invece a vocazione industriale doveva invece pagare profumatamente gli operai. Gli schiavi furono con la demagogia poi liberati, ma non ottennero quei diritti che gli erano stati promessi, nè furono integrati nella società. Inoltre non pochi Stati del nord continuarono ad applicare la schiavitù, dopo averla demagogicamente predicata in Stati di cui il Nord non aveva nessun potere. Seminò solo rivolte fra gli schiavi, che una volta liberi si trovarono allo sbando, emarginati, e senza lavoro. Invasero le grandi città creando dei problemi più grandi di prima: i ghetti accanto ai quartieri delle grandi metropoli, con gli ex schiavi allo sbando a viveri di espedienti.

ANNO 1794

____ STELLE CADENTI - (vedi sotto)
____ ASTEROIDI - (vedi sotto)
____ METEORITI - Come tutti gli altri pregiudizi di cui erano imbevute tutte le manifestazioni della sacra biblica sfera celeste, anche certi strani oggetti che cadevano dal cielo erano considerate cose sacre. Questo accadeva nell'antica Grecia, anche se i resoconti di gente che aveva visto di persona cadere questi oggetti erano piuttosto scarsi. Tuttavia a Efeso, nel tempio di Artemide sappiamo che si adorava una pietra caduta dal cielo. Ed anche la famosa "pietra nera" sacra al mondo musulmano, custodita nella Kaaba all'interno del sacro recinto della Mecca, è sicuramente uno di questi oggetti giunti dallo spazio. Si narra poi di altri avvistamenti più recenti, che le cronache riportano. Nel 1647 due marinai furono uccisi da una "pietra caduta dal cielo"; a Milano il 4 settembre 1650 un frate rimase ucciso da un "oggetto infuocato caduto dal cielo"; nel 1835, 1840, 1841 pietre incendiarono una scuderia, una casa, un fienile. Una caduta eccezionale avvenne a Madrid nel 1896. E la più straordinaria dei tempi moderni ha avuto luogo il 30 giugno 1908 nella tundra siberiana lasciando un enorme cratere. Più numerose e più precise le cronache cinesi, che nei loro annali riportano tali fenomeni a partire dal 2000 a.C. Quello nell'immagine è il più grande meteorite ("siderite") esistente in Italia, una massa di ferro di 251 chilogrammi.
Ora, in questo periodo di grande scoperte, anche gli scienziati vollero studiare questi strani fenomeni (conosciuti come "stelle cadenti", o come le "Lacrime di San Lorenzo" piovute dal cielo per implorare ai fedeli di fare la prima Crociata in Terra Santa per liberarla dagli infedeli). Come oggi sappiamo questi oggetti (divisi in tre grandi categorie: aeroliti = a composizione pietrosa (chiamate anche condriti); sideriti = a composizione ferrosa; sideoriti = a composizione intermedia) di una certa grandezza raramente cadono sulla superficie terrestre; nonostante la notevole luminosità che raggiungono nella loro caduta, normalmente salvo le eccezioni dette sopra, hanno masse molto piccole, dell'ordine di frazioni di grammo. Le scie che si producono (nella ricombinazione delle molecole atmosferiche ionizzate nel passaggio) a circa 70-110 km di quota sono però notevoli, sono lunghe tra 5 e 20 km e larghe circa un metro, ecco perchè sono visibili dalle Terra. Ciononostante alcune con una notevole massa sopravvivono all'attraversamento dell'atmosfera e riescono a raggiungere il suolo. Le aeroliti contengono ossigeno, silicio, magnesio e ferro; le sideriti sono ricche di ferro e nichel. Le prime sono più abbondanti, le secondo piuttosto rare.
Le "sideriti" erano conosciute fin dall'antichità, e il ferro contenuto fu proprio il primo conosciuto, dono divino che scende dagli astri sulla superficie del nostro mondo; con il ferro dei "sideriti" furono confezionati i primi oggetti, le prime armi degli uomini. Dunque un elemento prezioso, divino, non per nulla in greco "sideros" significa "stella" e significa anche "ferro".

Con le poche a disposizione, il fisico tedesco Ernst Florens Friedrick Chladni (1756-1827), pubblicò un libro, spiegando scientificamente il fenomeno degli oggetti celesti che cadevano dal cielo, che chiamò "meteoriti"; ne illustrò la composizione, ed infine effermò che provenivano da uno spazio vicino alla terra, che conteneva detriti di un pianeta che in un tempo lontanissimo si era disintegrato. Solo più tardi qualcosa del genere fu confermato, quando si scoprì la fascia degli asteroidi, orbitanti come un pianeta tra Marte e Giove. Da qui l'idea che le meteoriti trovino la loro origine nelle collisioni che sicuramente sono frequenti tra gli asteroidi della fascia principale.
Quanto ai veri e propri "Asteroidi" la scoperta di questa fascia avvenne nel 1802 ( vedi ).

ANNO 1795

____ MATITA - Prima di questa data esistevano per la scrittura manuale le penne d'oca che utilizzava l'inchiostro (il pennino fu inventato nel 1830), i gessetti di vari colori, bastoncini fatti con del nerofumo, oppure fatti di pura grafite. Insomma nulla di pratico. Fin quando un francese - Nicholas Contè - e contemporaneamente un austriaco - Joseph Hardmuth, ebbero un'idea: quella di inserire una mina di grafite dentro un bastoncino di legno; ma sembra che già nel 1565 un certo Gesner descrisse per la prima volta un cilindro di legno con dentro una mina di grafite. Forse i due intrapresero solo la produzione in serie. E con a disposizione già la gomma da cancellare, inventata nel 1770, la matita per scrivere, disegnare, tracciare, divenne uno dei più diffusi strumenti per la scrittura in tutti i Paesi. Unico inconveniente è che il genere di scrittura si poteva cancellare. La penna d'ora e con il pennino non andarono in pensione fino alla comparsa della "penna a sfera", o "penna biro" inventata e diffusasi a partire dal 1938 (vedi).

____ CONSERVAZIONE CIBO - (vedi sotto)
____ CIBO IN SCATOLA - Un geniale cuoco al seguito nella Campagna Napoleonica - Nicola Appert - per esigenze logistiche di guerra, inventa il cibo da conservarsi in scatola. Napoleone conoscendo molto bene i problemi della conservazione del cibo durante le sue prime lunghe campagne militari aveva offerto un premio di diecimila franchi a chi trovasse un modo di conservare il cibo. Appert non era a digiuno delle scoperta fatta da Spallanzani (vedi 1770 - alla voce "fecondazione") e su quella basò indubbiamente i suoi esperimenti;
infatti, bollendo gli alimenti, messi subito in contenitori e poi togliendo l'aria dagli stessi, scoprì che cibi non andavano subito in deperimento ma che si potevano conservare per molti giorni.  (PASTEUR ne capirà il motivo e ne scoprirà le ragioni solo nel 1864). Appert risolse così il problema di Napoleone; in seguito questo metodo fu utilizzato largamente nella Guerra Civile Americana nel 1861, le truppe nelle loro campagne ricevettero diversi alimenti in scatola. In seguito la razione di un soldato nei periodi di combattimento per un intero giorno, fu detta....

____ RAZIONE K ... e consiste ancora oggi - ovviamente preparato da esperti dietologi - di tutti quegli alimenti e calorie necessarie a un soldato combattente lontano dai centri di sussistenza. Il tutto - pari a circa 4000 calorie - dentro un contenitore parallellopipedo a sua volta sigillato, il quale una volta aperto le due sezioni, uno diventa la base di un fornello e l'altro sovrapposto assume la forma di una pentola, con la quale il militare può ottenere da un dado concentrato del buon brodo di carne; all'interno il contenuto è formato da pastigle di combustibile solido ("Meta") per fare il fuoco, fiammiferi, carne in scatola, formaggio fuso in scatola, dado di carne, riso, biscotti, cioccolata, marmellata, gallette, caramelle energetiche (normalmente "destrosio"), zollette di zucchero, caffè liofilizzato, e perfino un pacchetto da 10 sigarette e pacchetto di carta igienica.

FINE TABELLA 6