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TABELLA X
( dall'anno 1869 al 1885 )

ACIDO NUCLEICO - CELLULE - CELLULOIDE - MARGARINA - TELES - TELESCRIVENTE - TELETEX - TELEVIDEO - SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI - ANTIPARASSITARI - DDT - RISCOPERTA DI TROIA - EVOLUZIONE UMANA - MARTELLO PNEUMATICO - LAVATRICE - POEMA DI GILGAMESH - LA SCRITTURA CUNEIFORME - BATTERIOLOGIA - PSICOLOGIA SPERIMENTALE - PSICOLOGIA FISIOLOGICA - LEBBRA - PIASTRINE DEL SANGUE - TROMBOCITI - ELEMENTO GALLIO - CRISTALLI - JEANS - CARAMELLE - AROMI - FECONDAZIONE - BULLDOZER - TELEFONO - CARTONI ANIMATI - MOTORE A SCOPPIO - AUTOMOBILE - MOTORE WAKNKEL - MOTORE ELETTRICO - SEDIA ELETTRICA - CENTRALE ELETTRICA - GRAFFETTA - ELICOTTERO - OSSIGENO LIQUIDO - FONOGRAFO - CANALI DI MARTE - SATELLITI DI MARTE - LUCE ELETTRICA - SACCARINA - REGISTRATORE DI CASSA - PROTOZOI - MALARIA - SISMOLOGIA - SCOPERTA DELL'INCONSCIO - CALCOLATRICE ELETTROMECCANICA - RAGGI CATODICI - PIEZOELETTRICITA' - CARBONCHIO - PNEUMOCOCCO - MITOSI - CROMOSONI - CROMATINA - TUBERCOLOSI - PNEUMOTORACE - ENFISEMA POLMONARE - POLMONE D'ACCIAIO - GRATTACIELO - ACCIAIO AL MAGNESIO - ACCIAIO LEGATO - CORRENTE ALTERNATA - RAYON - MEIOSI - FAGOCITI - DIFTERITE - MITRAGLIATRICE MAXIM - EUGENETICA - MIGLIORAMENTO RAZZIALE - COCA-COLA - TURBINA A VAPORE - AEREO A REAZIONE - MOTORE A REAZIONE - TURBINA A JET - TURBINA TERMOELETTRICA - ENERGIA GEOTERMICA - TURBINA GEOTERMICA - LINOTYPE - PENNA STILOGRAFICA - PENNA A SFERA (BIRO) - ANTIRABBICO - IDROFOBIA - VIRUS - RETICELLA PER LUME (di Welsbach)

 

ANNO 1869

____ ACIDO NUCLEICO - (vedi sotto)
____ CELLULE - Il botanico tedesco Schleiden nel 1838 ( vedi "teoria cellulare" ) annunciò solennemente che tutto il tessuto vegetale vivente era costituito da cellule; e altrettanto - l'anno dopo - sentenziò il giovane 28enne fisiologo tedesco Schwann riferendosi alla cellule animali, che la cellula era l'unità di organizazione strutturale dei sistemi viventi. Con i modesti microscopi che avevano a disposizione i due non potevano andare oltre, cioè vedere cosa c'era dentro la cellula. Tuttavia - riferendosi alla riproduzione - entrambi ritenevano che i nuclei fossero importanti. Ma ci vollero altri trenta anni per confermarlo; furono due biochimici svizzeri intorno a questa data (1869) Hoppe Seyler e Johann Friedrich Miescher, a individuare al centro della cellula il nucleo, che all'inizio fu chiamato "nucleina", poi dato che aveva proprietà acide gli fu dato il nome "acido nucleico".
I due scienziati con i mezzi che avevano a disposizione non potevano di certo andare oltre, nè immaginavano che la loro scoperta era parzialissima, e che la cellula all'interno è un vero e proprio mondo, un organismo completo. Infatti il microscopio elettronico oggi ha un poco sconvolto , se non proprio rivoluzionato, gli studi della cellula, rivelando in essa non solo la presenza dei suoi organelli fondamentali, visibili anche al microscopio elettronico, ma anche l'intima struttura di questi corpiccioli e addirittura alcuni componenti molecolari, permettendo lo studio dei meccanismi chimici cellulari. Le dimensioni variano moltissimo, ve ne sono alcune visibili solo al microscopio (01, micron) altre visibili ad occhio nudo sono addirittura colossali come le cellule-uovo della gallina o di uno struzzo. Le più piccole sono quelle batteriche. Le misure più comuni oscillano tra i 7-8 micron (come i globuli rossi del sangue) e i 100-150 micron (come le cellule del sistema nervoso).
Tutti gli esseri viventi sono costituiti da queste unità elementari: alcune di essi sono formati da milioni e milioni di cellule, altri da poche (organismi pluricellulari), altri ancora da un solo elemento (organismi unicellulari) che nonostante sia unico e isolato, riesce tuttavia a svolgere tutte le funzioni vitali necessarie alla sua sopravvivenza.
Le cellule di un corpo umano sono stimate in 100 milioni di miliardi di cellule; altri affermano molto meno; in realtà è impossibile calcolare il numero esatto di cellule, essendo in continua attività: in movimento o in divisione. - Sull'argomento avremo nei prossimi anni molto altro da dire.

____ CELLULOIDE - Parkes con molto in anticipo sui tempi nel 1855 ( vedi) aveva realizzato una sostanza organica sintetica che possedeva qualità plastiche; la chiamò "pirossillina" (conosciuta anche con il nome del suo inventore "parkesina") ma al suo tempo ebbe una scarsa e quasi insignificante utilizzazione commerciale. Nel 1868 fu messo in palio un ingente premio (10.000 dollari) per chi avesse realizzato una sostanza molto simile all'avorio per farci palle da biliardo. Un inventore americano - John Wesley Hyatt - che aveva sentito parlare della scoperta di Parkes, voleva vincere il premio ad ogni costo; studio il metodo di come fabbricare la "parkesina", lo perfezionò, e nel corso di quest'anno lo brevettò pure con il nome di "celluloide". Sembra che Hyatt non ebbe nemmeno più bisogno di ritirare il premio; la celluloide si diffuse in un baleno, fu subito impiegata per fabbricare giocattoli, colletti di camicie, mille altri oggetti, ma soprattutto alcuni anni dopo Eastman (Kodak) nel 1888 utilizzerà nella sua prima macchina fotografica la celluloide nelle sue pellicole fotografiche mandando in soffitta le lastre.; e successivamente la celluloide esplose anche nella pellicola cinematografica, nel cinema subito chiamato il "mondo della celluloide".
(Vedi anche "Bachelite" anno 1907)

____ MARGARINA - All'origine non era quella che conosciamo, cioè una miscela di grassi alimentari purificati di origine essenzialmente vegetale, usata come surrogato del burro. Ma era qualcosa di disgustoso: grasso estratto da sego animale, pancetta di maiale, mammelle di mucca, il tutto unito a latte scremato. Una simile porcheria fu anche brevettata nel 1869 dal chimico francese Hippolyte Mege-Mouries.

____ TELEX - (vedi sotto)
____ EDISON ( vedi sotto)
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TELESCRIVENTE - Alcuni testi americani affermano che l'inizio della carriera del grande inventore Thomas Edison (1847-1931) partì con due colpi di fortuna. Ma di fortuna ne ebbe poi tanta. In poche decine di anni, un bambino che non era mai andato a scuola, creò una delle più grandi rete di industrie americane, diede da vivere a oltre 600.000 operai, guadagnò una colossale fortuna pari a decine di miliardi di dollari di allora, portò a termine un numero infinito di invenzioni.
Thomas era nato nel 1847 nello stato dell'Ohio. Padre con carattere energico, madre di delicati sentimenti, figlia di un pastore prebiteriano. Nell'infanzia il bambino era così gracile che ritardarono a mandarlo a scuola, e quando ci andò fece fatica, era sempre l'ultimo della classe. Temendo per la sua salute la madre non lo mandò più a scuola si occupò ella stessa della prima educazione del figlio. Che se non aveva voglia di studiare, aveva però voglia di leggere libri, e soprattutto era affascinato nel vedere le persone che lavoravano nei cantieri, nel porto, nei canali. A casa leggeva avidamente il trattato di Parker "La filosofia", non era certo un libro adatto a un ragazzino, ma quelle pagine contenevano tutto ciò che vi era di noto allora nel campo della scienza. Il ragazzino affascinato da tutte quelle cose, si costruì in cantina perfino un piccolo laboratorio. Quando ciò che gli serviva nei suoi esperimenti cominciò ad essere oneroso per la famiglia, per guadagnare qualche soldo non trovò di meglio che andare a fare il giornalaio su un treno, sulla Railway Port Huron-Detroit. E sembra che anche qui nel vagone bagagli - dove quasi viveva nei lunghi percorsi - si era costruito un piccolo laboratorio, che un giorno facendo un esperimento prese fuoco. Fu licenziato. Ciò che l'aveva sempre affascinato alle stazioni era il telegrafo, ma come fare per diventare telegrafista se non sapeva nulla in materia. Ed ecco il primo colpo di fortuna all'angolo. Nel pomeriggio di un giorno di agosto del 1862, il quindicenne Edison si trovava alla stazione di Mount Clemens, una bambina stava giocando vicino alla pensilina, quando all'improvviso attraversò i binari proprio mentre stava transitando a tutta velocità un treno. Urla di terrore dei presenti, quando ad un tratto dalla pensilina senza un attimo di indecisione si lanciò sui binari un ragazzo, e trascinò via la bambina per le vesti, proprio mentre il treno sfrecciava. Il ragazzo era Edison, la bambina la figlia del capostazione. Quest'ultimo ccominciò a baciargli le mani, lo invitò a cena, gli disse che gli sarebbe stato riconoscente fino alla morte, fino all'ultima goccia di sangue. Edison non voleva così tanto, fu piuttosto pratico, gli chiese di insegnargli il telegrafo. In poco tempo divenne operatore telegrafista. Gli piaceva, guadagnava anche soldi, ma dopo un po' cominciò ad annoiarsi davanti a quel marchingeno che faceva sempre solo tanti punti e tante linee e basta. Decise di trovare qualcosa di meglio. Da questo momento comincia una vera peregrinazione irrequieta da città a città, di Stato in Stato. Dieci in soli 4 anni, ma dietro l'angolo c'era il suo secondo colpo di fortuna.
Poco più che ventenne, nel 1869 giunse a New York anche qui in cerca di un nuovo lavoro. Era a colloquio con un agente di cambio quando il telegrafo-morse che trasmetteva i prezzi dell'oro si guastò. Piuttosto esperto fu lui ad offrirsi di ripararlo e ci rimase come operatore; utilizzandolo per con questa nuova mansione, gli venne un'idea: di realizzare un trasmettitore con un meccanismo che trasferisse automaticamente i segnali morse in lettere alfabetiche e viceversa, da avere così subito una più pratica visione dei listini. Realizzato e provato con successo si presentò al presidente di una banca di Wall Street per offrirgli a 5000 dollari la sua invenzione, ma non avendo il coraggio di chiedere una simile cifra chiese al presidente di fargli un offerta: quello gliene offrì 40.000. Edison iniziava così la sua lunga vita di prolifico inventore. Con una specie di "telescrivente".
Ma altri testi non considerano questa macchina una "telescrivente", ma semmai quella realizzata da un altro operatore telegrafico-morse - Frederick Creed - nel 1897. Che in seguito fu migliorato da un sacerdote italiano Luigi Cerebotani quando in Francia nel 1909 allestì un vero e proprio impianto di "trasmissione a distanza della scrittura". Inizia a chiamarsi invece "telescrivente" quando nel 1931 la statunitense Bell Telephone & Telegraph Company istituisce un vero e proprio servizio centralizzato di telescriventi. Un anno dopo - nel 1932- un simile servizio lo istituisce le Poste britanniche, dandogli un nuovo nome "Telex" (cioè "Teleprinter Exchange" = "scambio attraverso la telescrivente"). Con l'avvento delle trasmissioni telematiche viene messo a punto il ...

____ TELETEX ...(comunemente chiamato, vedi sotto...)
____ TELEVIDEO... un sistema di trasmissione dati che utilizza il televisore anche domestico come ricevitore e visualizzatore. Esso consente di trasmettere informazioni e notizie, a cicli continuo, sfruttando la quota di capacità di trasmissione che ciascun canale televisivo non utilizza. Questo sistema è stato introdotto all'inizio degli anni '70.

____ SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI - E' la tavola che ebbe fondamentale importanza nello studio delle proprietà degli elementi ed è attualmente il sistema di classificazione degli elementi universalmente adottato. La tavola - dove sono disposti gli elementi in ordine crescente di peso atomico- è legato al nome del chimico russo Dmitrij Ivanovic Mendeleev, che la pubblicò frettolosamente il 6 marzo del 1869 per non farsi anticipare da altri che stavano affrontando lo stesso compito. Infatti presentò la tavola con alcuni spazi vuoti (circa il 7%) e giustificò tali lacune come elementi non ancora scoperti. Mendeleev prevedeva le proprietà degli elementi mancanti in base alle loro posizioni nella classificazione. Alcuni lo presero per un visionario, ma in seguito si capì che aveva ragione. Quello che invece Mendeleev non poteva prevedere era l'esistenza di elementi chimici che non si trovano in natura e che saranno scoperti soltanto oltre mezzo secolo dopo, con l'avvento delle ricerche sull'atomo; cioè elementi detti artificiali perchè ottenuti da reazioni nucleari; la maggior parte sono i cosiddetti "transuranici", perchè nella tavola di Mendeleev si trovano tutti dopo l'Uranio che è il 92mo elemento.

ANNO 1870

____ ANTIPARASSITARI - Un sistema per combattere i parassiti delle piante era fino a questa data già in uso fin dall'antichità, ed era un liquido ricavato da particolari estratti vegetali che agiscono come repellenti degli insetti. Era molto valido come rimedio, ma la produzione era molto scarsa, quindi di limitato impiego.
In Francia prima della Rivoluzione francese, gli agronomi misero a punto una sostanza a base di nicotina, utilizzando foglie di tabacco; il liquido veniva spruzzato sulle piante ed era capace di uccidere gli afidi. Tuttavia la chimica pur avanzata fino al 1870 aveva fatto molto poco per debellare le distruzioni nelle varie colture. A stimolare i laboratori fu la gravissima malattia che colpì la vite, che in alcuni Paesi era una fra le più importanti risorse dell'agricoltura. La peronospera (un fungo microscopico parassita) si abbattè come un flagello. Fu allora che i laboratori di chimica inventarono il primo antiparassitario, il polisolfuro di calcio (verderame cristallizzato). Ancora più micidiale nel 1845-47 era stato un altro fungo che fece strage nelle colture di patate, soprattutto in Irlanda dove questa era l'alimento più utilizzato nella povere mense; la carestia provocò la morte di un milione di persone e altrettante emigrarono. Bisogna anche dire che nei confronti di questi prodotti chimici gli agricoltori erano molto diffidenti, a poco serviva illustrare i benefici degli antiparassitari. In Italia ci volle la spregiudicatezza di un Cavour; iniziando a girare mezza Europa per per carpire i segreti del'agricoltura, prima di tutti fu lui a usare questi ritrovati nelle sue grandi proprietà, spesso rischiando moltissimo fino alla bancarotta, con il sollazzo dei vecchi conservatori piemontesi, il cui motto era "lasciamo le cose come stanno, non rincorriamo le diavolerie". Gli anticrittogamici antiparassitari erano diavolerie, e la Peronospera la si combatteva solo con le processioni o con il curato di campagna che benediceva le viti, che però servivano a poco e non riuscivano in quegli anni ad impedire la distruzione (in Piemonte) del 50% (in certe zone 70-80%) dei raccolti. Tuttavia quelli che erano dell'avviso che Dio li aiutava, se prima però spargevano un po' di antiparassitari aumentarono di numero e quindi solo verso il 1890 i laboratori e le industrie chimiche iniziarono a produrre grandi quantità di antiparassitari e di diserbanti perfino ad azione selettiva, utilizzando solfati e nitrati di ferro e di rame, arsenito di sodio ecc.. Purtroppo non si era ancora giunti a un prodotto capace di resistere alle piogge che dilavava subito quelle sostanze.
Un pesticida più moderno e ad alta efficacia fu poi il ....

____ DDT (DicloroDifenilTricloroetano), sintetizzato nel 1774, ma le cui proprietà insetticide furono scoperte solo nel 1939 quando il chimico Paul Muller (1899-1965) lo realizzò (sia in polvere sia in soluzione) a basso costo ed ebbe una larghissima diffusione in tutto il mondo per combattere i microrganismi patogeni responsabili di micidiali malattie non solo vegetali ma anche quelle umane (febbre gialla, malaria, tifo, encefalite, pulci, pidocchi ecc.). Principalmente la lotta fu efficace su microrganismi responsabili (spesso) di intere distruzione di raccolti e colture varie, e fu anche efficace per combattere i parassiti delle pestifere malattie delle truppe nel corso della seconda guerra mondiale.
Nel 1948 a Muller gli fu assegnato anche il Nobel. Putroppo questo pesticida (che agisce per contatto) si rivelò dopo molti anni (1969) nocivo agli uomini e agli animali e fu bandito per sospette proprietà cancerogene. Quindi sostituito con altri prodotti meno dannosi (si afferma), ma che lasciano legittimi sospetti, soprattutto per l'indiscriminato impiego nell'agricoltura e nell'orticoltura, onde ottenere frutti e ortaggi di bella apparenza.
Ultimamente ha fatto passi da gigante la lotta biologica. Si agisce su insetti maschi; questi dopo averli sterilizzati con raggi gamma, liberandoli, nell'accoppiamento con le femmine non fecondano le uova; il risultato è una forte riduzione della popolazione parassitaria.

____ TROIA - Meriterebbe raccontare l'intera biografia di questo personaggio nato povero, che fin da bambino ostinatamente si era messo in mente - leggendo i poemi omerici - di localizzare le rovine di Troia. Qui raccontiamo solo l'essenziale. Questo leggendario personaggio lavorò sodo per buona parte della sua vita - costruendosi una fortuna - ma con un solo scopo, di usarla per le sue ricerche. Si chiamava Heinrich Schliemann (1822-1890). A 48 anni lasciò gli affari e si recò per la prima volta in Turchia. Non era il primo archeologo che ci andava; ma lui seguendo passo passo la descrizione dell'Iliade, iniziò a portare avanti una serie di scavi fino a scoprire la leggendaria Troia. Due anni dopo anche la mitica Micene

ANNO 1871

____ EVOLUZIONE UMANA - Darwin come abbiamo visto nel 1858 ( vedi ), quando espose la sua teoria della "evoluzione per selezione naturale", deliberatamente non aveva accennato all'evoluzione umana, anche se implicitamente sconfessava la teoria biblica della creazione simultanea di tutti gli esseri viventi. Sapeva che avrebbe fatto scandalo e lui per non scatenare altre polemiche non solo nella comunità del mondo religioso ma anche in quello scientifico (pure questo non ne voleva sapere di discendere dalle scimmie), si mantenne in disparte; poi temendo di essere preceduto da Wallace, frettolosamente diede alle stampe "Origine della specie", non inserendo però come avrebbe voluto fare materiale quattro volte superiore a quello pubblicato. Tuttavia fece ugualmente "rumore" destò "scandalo". Come abbiamo già ricordato, due anni dopo si discusse animatamente a Oxford la "Questione Darwin". Lui anche qui non intervenne e non sappiamo se era o si diede malato, ma a difenderlo egregiamente fu il naturalista Huxley, e alla fine buona parte della comunità scientifica si schierò a favore del darwinismo. La chiesa anglicana non intervenne più sulla questione (fino al punto che quando morì il suo corpo fu sepolto nell'Abbazia di Westminster, accanto ai grandi della storia.). Ma la questione aveva ulteriormente appassionato gli scienziati, e sostenevano che era impossibile che l'evoluzione biologica - questa era il punto centrale della "origine della specie" - avesse modellato la vita in generale ma si fosse astenuta dal toccare gli esseri umani. Tutto questo era nell'opera di Darwin implicito, ma nessuno osava intervenire per fare maggior chiarezza. Nel corso di quest'anno (1971) intervenne allora Lui, pubblicando un libro con un titolo inequivocabile "La discendenza dell'uomo". I precedenti principi, ora Darwin li applicava specificatamente all'evoluzione umana. Nell'opera illustrava e faceva notare gli organi rudimentali dell'uomo che evidenziavano la discendenza da animali non umani (uno dei tanti esempi: i quattro ossicini in fondo alla spina dorsale che erano evedentemente le ossa di un'antica coda). Erano tuttavia osservazioni più intuitive che non scientifiche. Non vi erano ancora a disposizione reperti tali da poter fornire informazioni sui dettagli. A disposizione vi era uno scheletro dell'uomo di Neardental e lo scheletro di un Cro Magnon (con date quasi tirate a indovinare). Troppo poco per sapere qualcosa di un passato. I due sopra citati inoltre sono così simili a noi, e così recenti, che allora non erano certo utili per tracciare un percorso evolutivo della specie umana, che al momento attuale si ritiene inizi circa 30-40 milioni di anni fa, quando scimmie antropoide riuscirono ad avere il sopravvento sulle proscimmie.
Se ci chiediamo
come erano i primi antenati dell'uomo, ancora oggi non è facile rispondere a domande come queste. I ritrovamenti, ancora troppo frammentari e sporadici, non riescono a fornire prove definitive nell'uno o nell'altro senso. Tuttavia, sia nel campo della peleontologia che nella genetica (studio del DNA) sono stati fatti passi importanti, i cui sviluppi porteranno ad una definitiva risoluzione di questi problemi.

____ MARTELLO PNEUMATICO - Usato per demolire costruzioni, o per scavi, con la sua caratteristica di produrre una continua percussione, il primo prototipo fu realizzato nel 1871 dall'americano Simon Ingersoll. Fu in seguito perfezionato dall'ingegnere italiano Ernesto Crespi nel 1910.

ANNO 1872

 


____ LAVATRICE - (vedi anche anno 1917 "detersivi") - La prima era molto spartana. Consisteva in una classica vecchia tinozza di legno, messa dentro un'altra tinozza di legno che fungeva da vasca con dentro acqua e sapone a scaglie disciolto. La prima tinozza veniva fatta ruotare per mezzo di una manovella, e nel girare un po' avanti un po' indietro imprimeva uno sbattimento ai panni che conteneva . L'aveva costruita l'inglese Henry Sidgier nel 1872. Con la stessa idea dello sbattimento alternato, nel 1884 ne presenta un'altra che però possiede questa volta un vero e proprio tamburo ruotante traforato in orizzontale, in modo che i panni si tuffano e si rituffano nell'acqua saponata; il funzionamento sempre con la manovella a mano. La prima con un motore elettrico molto simile alle precedenti, anche se più perfezionata, la realizza nel 1906 lo statunitense Alva Fisher. Non esistendo ancora la centrifuga, lo strizzamento dei panni lavati, dopo averli estratti, avveniva tramite la pressione degli stessi panni dopo averli fatti passare attraverso due cilindri orizzontali (mangano) mossi da una manovella.

Con l'introduzione dell'elettricità, le nuove lavatrici a partire dal 1924, iniziano ad avere il riscaldamanto interno dell'acqua tramite un resistenza; dal 1940 in poi negli Stati Uniti compaiono quelle dotate di pompa dell'acqua, ed alcune hanno una potente resistenza che riscaldando dell'aria soffiata dentro la lavatrice, continuando i panni la rotazione del tamburo, un getto d'aria calda permetteva di asciugarli. Era una operazione piuttosto lunga e i panni uscivano molto stropicciati. Negli anni '50 furono realizzate quelle che con un motore molto più potente, allo stesso tamburo, dopo che questo aveva già provveduto alla lavatura e risciacquatura, imprimeva una forte velocità rotatoria permettendo così per effetto centifugo lo strizzamento dei panni, che estratti si stendevano poi con il vecchio sistema: al sole. Sistema che le asciugatrici (detti anche "essiccatoi") non hanno surclassato, salvo quelle di grande capacità, normalmente utilizzate da lavanderie, alberghi, comunità.
Con l'introduzione dell'elettronica, oggi le lavatrici hanno delle schede-programmi, che provvedono ad eseguire varie operazioni e cicli di lavaggio mirati a certi capi di tessuti particolari, scegliendo le varie temperature dell'acqua, per non alterare le fibre o far sbiadire i colori.

____ GILGAMESH - (vedi sotto)
____ SCRITTURA CUNEIFORME - Se le scoperte nel 1870 di Schliemann avevano stupito il mondo - con la scoperta delle leggendarie Troia e Micene - l'archeologo inglese George Smith destò anche lui un'enorme senzazione, quando scavando nella zona delle rovine di Ninive (distrutta dopo la morte di Assurbanipal) rinvenne nelle rovine del suo palazzo migliaia di tavolette con la scrittura cuneiformi, che erano già al tempo del grande impero assiro, una collezione di tavolette che risalivano al 2500 a.C. Facevano parte di una nutrita biblioteca creata da Assurbanipal (un amante dell'archeologia) con l'intenzione di raccogliere e conservare opere del passato. Quando le tavolette furono decifrate dall'esperto di caratteri cuneiformi Rawlinson (*) si rimase sbalorditi nel leggere su una serie di tavolette il racconto del biblico Diluvio Universale, la storia letteraria di quell'antico periodo che narrava l'epica di Gilgamesh; una fonte che indubbiamente si ispirarono gli autori biblici, essendo la Bibbia molto più recente (1300 a.C.).
(*) Henry Creswicke Rawlinson, archeologo, anni prima, nel 1846, si era recato in Persia, e qui aveva scoperto nella città di Bisitun, su un'alta parete rocciosa una grande iscrizione posta da Dario il Grande. Era una specie di proclama-manifesto del sovrano, inciso nella viva roccia, visibile da molto lontano; il sovrano si difendeva da alcune contestazioni che gli muovevano riguardo la sua -poco chiara- salita al trono. Era scritto in tre lingue, in persiano, assiro, elamico, in modo che i tre popoli che aveva conquistato capissero. Rawlinson dopo aver ottenuto vari permessi, scalò la roccia e rimase appeso per diversi giorni per copiare con fedeltà le tre scritte. Con la più recente lingua persiana riuscì a leggere quella antica, da questa (come aveva fatto Champollion con la stele di Rosetta a iscrizione multilingue) decifrò quella precedente, che fu poi la base per leggere quella ancora più antica, la cuneiforme. Quest'ultima da allora non ebbe più segreti per gli studiosi e lo stesso Rawlinson ne divenne un esperto mondiale.

____ BATTERIOLOGIA - Se Pasteur e molti altri erano impegnati a scoprire i germi patogeni per ricercare le cause di certe malattie, un botanico inglese ispirandosi proprio a Pasteur si impegnò a tutto campo su quella che sarà per merito suo l'inizio della scienza della "batteriologia" . Nel corso di quest'anno (1872) Ferdinand Jiulius Cohn, pubblicò un trattato di tre volumi, compiendo un tentativo sistematico di classificare i batteri in generi e specie. Primo trattato della "microbiologia".

____ PSICOLOGIA SPERIMENTALE - (cedi sotto)
____ PSICOLOGIA FISIOLOGICA - Pioniere di questa scienza che iniziava a studiare le varie sfaccettature del comportamento umano fu il medico tedesco Willhelm Wundt (1832-1920).
Negli anni dell’università, Wundt fu assistente del fisiologo Hermann von Helmholtz (1821-1894) e durante una permanenza nel 1856 a Berlino studiò con il “padre della fisiologia sperimentale”, Johannes Muller (1801-1858), e con il fisiologo Emil Du Bois-Reymond (1818-1896). 
Dopo la laurea in medicina Wundt si recò a Heidelberg per compiere ricerche sulla fisiologia dei nervi e degli organi di senso e successivamente esperimenti specificatamente psicologici, sulla base dei quali elaborò la sua concezione di una nuova psicologia scientifica legata alla fisiologia, che espone nei Grundzuge der physiologischen Psychologie (1873-74).
Wundt divenne professore di filosofia prima a Zurigo (1874-75) e poi a Lipsia, dove rimane dal 1875 fino alla morte nel 1920. A Lipsia Wundt divenne il celebre promotore della psicologia come disciplina autonoma e scientifica, fondò quello che è considerato il primo autonomo e organico laboratorio di psicologia sperimentale, dove si formarono decine di psicologi che a loro volta fondarono nuovi laboratori di psicologia in Germania e all’estero.
La produzione di Wundt fu vastissima; può essere vista lungo un percorso che va dalla fisiologia Contributi alla teoria della percezione sensoriale (1858-62), alla “psicologia fisiologica” o psicologia sperimentale Fondamenti di psicologia fisiologica (1873-74); l’ultima ed. fu la VI in tre voll. (1908-11), alla filosofia Logica (1880-83); Etica (1886); Sistema di filosofia (1889) e infine alla “psicologia dei popoli” o psicologia socio-culturale Psicologia dei popoli (10 voll. tra il 1900 e il 1920). Carattere introduttivo e grandissima diffusione ebbe il Compendio di psicologia (1896, con la IX ed. rivista nel 1911; trad. in inglese nel 1896 e in italiano nel 1900).Una sorta di autobiografia è l’opera Vissuto e conosciuto (1920).

ANNO 1873

____ LEBBRA - Per la prima volta si scopriva un "particolare" microrganismo come causa di una "particolare malattia: quella della lebbra, conosciuta fin dai tempi antichi come malattia mortale o nei casi meno aggressivi, deturpante. I malati - essendo lenta ma quasi inesorabile il decorso della malattia- erano ghettizzati nei lebbrosari. Proprio in uno di questi ospedali lavorava il trentenne medico norvegese Gerhard Henrick Armauer Hansen (1841-1912). Impegnatosi nella ricerca nel corso di quest'anno scoprì il particolare microrganismo che è la causa di questa malattia; il batterio porta oggi il suo nome "bacillo di Hansen".

____ PIASTRINE DEL SANGUE (vedi sotto)
____ TROMBOCITI - Nel 1658 il naturalista olandese Jan Wammerdam (1637-1680) era in anticipo con i tempi quando al suo modesto microscopio volle osservare minuziosamente il sangue umano, scoprendo così l'esistenza dei "globuli rossi". Ma che cos'erano e che funzione avevano non lo seppe spiegare. Solo più tardi scopriremo che i "globuli rossi" sono quei miliardi di corpuscoli quasi sferici, che hanno la funzione di trasportare l'ossigeno dall'aria ai nostri polmoni.
Ma insieme ai globuli rossi esistevano anche i globuli bianchi, però furono poco studiati perchè pur essendo più grandi sono molto meno nel sangue; questi furono individuati nella prima metà dell'800 dal medico inglese Thomas Addison (1798-1866). Con a disposizione microscopi più potenti, nel corso di quest'anno (1873) un medico canadese - William Osler (1849-1919) individua nel sangue altri corpuscoli più piccoli dei globuli rossi, anche questi non numerosi. Furono chiamati "piastrine" per la loro forma. Ovviamente come gli altri due corpuscoli non si sapeva cosa servissero. Solo più tardi sapremo che questi corpuscoli sono intimamente legati alla coagulazione del sangue; infatti prendono il nome di "cellule di coagulazione" (o "trombociti")

ANNO 1874

____ ELEMENTO GALLIO - Mendeleev quando aveva annunciato (nel 1869 - vedi ) il suo sistema periodico degli elementi, aveva lasciato alcune caselle vuote, affermando che tali lacune erano dovute ad alcuni elementi che dovevano avere determinate caratteristiche ma che non erano ancora stati scoperti. Uno di questi vuoti era nel numero atomico 31 e al fantomatico elemento gli diede perfino un nome eka-alluminio, perchè secondo lui doveva possedere proprietà molto simili a questo metallo. Molti lo presero per visionario, ma a rendere credibile le sue affermazioni e a dare validità al suo sistema, fu proprio la scoperta di questo elemento (in natura molto raro) che riuscì ad isolare nel corso di quest'anno (1874) il chimico francese Paul Emil Lecoq de Boisbaudran (1838-1912); un elemento di colore grigio acciaio, che chiamò "gallio" come l'antica nome della Francia.

____ CRISTALLI - Se qualcuno avesse ulteriormente indagato ciò che un fisico tedesco aveva scoperto per caso, probabilmente valvole, radio, transistor, elettronica, computer, microprocessori, telecomunicazioni ecc. le avrebbero scoperte con molto anticipo. Lui il fisico tedesco Karl Ferdinand Braun nel corso di quest'anno (1874) trastullandosi con alcuni cristalli e l'elettricità notò che la corrente passava in una direzione ma non nell'altra. L'unica cosa che gli venne in mente è che era una curiosità e basta. Quei cristalli erano invece i semiconduttori. Elementi la cui conducibilità elettrica può variare, anche ampiamente, in funzione delle condizioni fisiche a cui è sottoposta. Il primo ad essere usato fu il germanio, poi fu la volta del silicio.

____ JEANS - (o BLUE JEANS) Le origine del nome sembra derivare da Genova dove si lavorava un tessuto di cotone molto resistente chiamato appunto "jean" da Genova (nella vicina Francia "genes"). Da Genova un anonimo mercante ai primi anni dell'Ottocento inviò in America una partita di tela di cotone robusta a trama grezza, di colore blu sporco, per la confezione di indumenti di lavoro soprattutto tute e pantaloni forniti di solide tasche, per i cercatori d'oro. La validità del prodotto dovette essere così grande che due attenti tessitori - probabilmente mancando il prodotto sul mercato locale - non solo si misero a produrre questa tela ma chiesero nel 1874 il brevetto del sistema di produzione: si chiamavamo Levi Strauss e Jacob Davies. Fino a metà novecento, questo capo di abbigliamento era visto come un articolo di basso rango; addirittura i pantaloni creati con questa tela furono criminalizzati (essendo per la loro comodità stato prescelto dai "cappelloni" o "teddy boys"). In Italia nel 1959 si scatenò una crociata contro i teddy boys per episodi di ordinaria delinquenza che il caso volle che vestissero Jeans. Flipper, Juke-box e Blue jeans, affermavano tutti i giornali, favoriscono le bravate e le violenze; e quindi i blue-jeans divennero il simbolo esteriore da criminalizzare. In molte scuole alcuni presidi mandavano a casa sia ragazzi che ragazze (in verità erano queste ancora pochissime) che li indossavano, i capi ufficio dei dipendenti pubblici e privati li proibivano sul lavoro. Un curioso episodio capitò anche a chi scrive questa cronologia; allora ventenne, in un famoso ristorante di Stresa, non mi fecero accomodare al tavolo; furono affabili, ma mi dissero che "per il decoro del locale non potevo accomodarmi". Se ne parlò sempre con disprezzo su ogni giornale e rivista. Finchè un giorno comparve Gianni Agnelli in pubblico indossando un paio di bleu jeans, dicendo che era "un capo molto pratico da indossare in molte occasione della giornata; e che davano un senso di libertà". Da questo momento tutti i giornali tacquero, le crociate si estinsero; questo capo di abbigliamento diventò la più diffusa immagine di uomini e di donne nella quotidianità, abolendo perfino la distinzione dei sessi. E "la donna non si metterà un indumento da uomo, perche' chiunque fa tali cose è in abominio del Signore" (Deutoronomio cap.XXII) non fu più tabù. L'omologazione avvenne in poche ore, il mattino dopo, alla stessa Fiat si presentarono gli impiegati negli uffici indossando i bleu-jeans guardando negli occhi con aria di sfida il proprio capoufficio che non sapeva più che pesci pigliare dopo quanto era avvenuto così in alto. Insomma un altro (ipocrita, perfino senza senso) "baluardo" del costume cadeva a rotoli, a pezzi, nella polvere. Ed erano solo un paio di pantaloni! Fece comunque effetto quando più tardi una ditta, che si era data un nome abbastanza singolare ma premeditato, "Jesus", con un gigante manifesto sui muri d'Italia ci fece trovare due floridi glutei di una modella in blue jeans corti, con la scritta dal timbro blasfemo e dissacrante "Jesus: chi mi ama mi segua". "Evangelismo e sesso. Bestemmia lieve intrecciata al sorriso. Nel rogo delle illusioni si spegne il secolo" scrisse qualcuno.

____ CARAMELLE - (vedi sotto)
____ AROMI - Gli aromi usati in culinaria per dare sapori e profumi alle vivande (ma anche nei vini) erano usati fin dall'antichità, ed erano ovviamente tutti ricavati da sostanze vegetali dall'odore gradevole. Anche nel confezionamento dei vari dolci si seguiva lo stesso metodo (che in parte seguiamo ancora oggi: es. grattuggiare scorze di aranci o limoni). Fra i più conosciuti proprio nel confezionamento dei dolci (e più tardi del cioccolato) l'aroma in forma di polvera bianca ricavata dai baccelli di "vainilla", una pianta delle regioni tropicali
. Proprio per il forte consumo, e quindi la forte richiesta proveniente proprio dai produttori di cioccolato, fu il primo aroma artificiale ad essere sintetizzato in Germania nel 1874 da due chimici ricercatori William Haarman e Ferdinand Tieman. Altri aromi si aggiunsero ricavandoli dalla frutta in generale. Poi con nel 1747 con l'introduzione a basso prezzo dello zucchero di barbabietola (quello precedente di canna essendo coloniale era costosissimo) la sua cristallinizzazione diede vita alla fiorente industria dolciaria delle caramelle con i vari aromi. La caramella non era prima di allora una cosa nuova, ma era già un prodotto spagnolo realizzato con il miele e con lo zucchero di canna proveniente dalle colonie spagnole in America ; infatti essa prese il nome proprio dallo spagnolo "canna-mellis"; che però a sua volta era stato importato (così ritiene il Vocabolario della Crusca) in Spagna dagli Arabi, con l'originale nome "Kora" (piccolo globo) e "Mochalla" (cosa dolce) ed era una pastiglia rotonda di zucchero cotto e ridotto a colore bronzino dall'azione del fuoco.

ANNO 1875

____ FECONDAZIONE - Il processo di fecondazione viene scoperto quest'anno dall'anatomista (da questo momento il primo embriologo ) tedesco Oskar Wilhelm Hertwig (1849-1922) proseguendo gli studi di Leeuwenhoek e Spallanzani. Osservò che un ovulo di un riccio di mare veniva fecondato da uno solo dei tanti spermatozoi presenti nel liquido seminale. E che solo con la fusione di un ovulo femminile con lo spermatozoo maschile avviene la cosiddetta "fecondazione". Proseguendo gli studi osserva che dopo questa fusione-unione si crea una cellula, e successivamente da questa inizia la divisione in due elementi, che a loro volta si sdoppiano e così via. E' la cosiddetta "mitosi" , la formazione in una sola delle due cellule figlie aventi patrimonio genetico identico a quello di ognuno dei genitori, seguita dalla successiva divisione del nucleo, che seguita a riprodurre altre cellule identiche portandosi dietro il patrimonio genetico di entrambi i genitori.
Anton van Leeuwenhoek, un droghiere con la passione del microscopio, nel 1676 scoprì i primi spermatozoi - che battezzò "omuncoli". Cento anni dopo, l'italiano Lazzaro Spallanzani, nel 1773, spazza via due opinioni fino allora diffuse: la prima che l'uomo come gli animali nascono in piccolo nelle ovaie femminili senza bisogno di seme maschile e che questo e solo un nutrimento; la seconda - più diffusa fin dall'antichità - che è l'uomo ad avere il seme dell'"omuncolo" e che la donna è solo un ricettacolo che gli dà nutrimento. E' Spallanzani a dimostrare con degli esperimenti su cani e rospi, che è necessaria l'unione del seme maschile con l'ovulo femminile. Ma dati i tempi ancora oscurantistici i suoi studi non vanno oltre, si fermano lì. Sarà Oskar Wilhelm Hertwig cent'anni dopo (in questo 1875) a chiarire una volta per tutte il mistero. E dopo altri cento anni, si arriverà anche alla fecondazione artificiale ( vedi anno 1978 "fecondazione artificiale").

____ BULLDOZER - Questa macchina semovente - cingolata o su ruote - munita anteriormente di una grande lama a cucchiaio per sbancare e spianare terreni, o sgomberare macerie ecc. fu ideata per la prima volta nella versione cingolata negli Stati Uniti in questa data, ma i primi esemplari entrarono in funzione per la prima volta nel 1923.

ANNO 1876

____ TELEFONO - Ormai non ci sono più dubbi che i primi studi sul telefono e a risolvere i problemi della trasmissione a distanza della voce fin dall'inizio del 1868 furono compiuti e risolti dall'Italiano Antonio Meucci (1808-1889) . Nel 1871 chiese il brevetto specificando molto bene la sua invenzione "L'invenzione consiste in un diaframma vibrante e in un magnete elettrizzato da un filo spirale che lo avvolge. Il diaframma vibrando il suono della parola, ad ogni vibrazione altera la corrente del magnete, producendo una serie di interruzioni elettriche rapidissime quanto i movimenti vibratori del diaframma. Queste alterazioni di corrente, trasmettendosi all'altro capo del filo, imprimono analoghe vibrazioni al diaframma ricevente, riproducendo la parola". Nel 1876 iniziò l'odissea dell'inventore nei tribunali per difendere la priorità della sua invenzione, perchè in questo stesso due inventori hanno fatto quasi contemporaneamente la richiesta di brevetto per un telefono costituito da un microfono e un auricolare elettrodinamico in tutto simile a quello di Meucci.
Partiamo dall'inizio. La prima patente del brevetto di Meucci porta il numero 3335 e la data 28 dicembre 1871. Sicuro del fatto suo l'inventore si diede a ricercare i capitali per sfruttare la sua invenzione, ma quando egli diceva che voleva parlare a distanza di chilometri, con un filo elettrico, era preso per matto, commiserato. Nel 1873 in ristrettezze economiche riuscì a rinnovare il brevetto con la copertura di un solo anno. Poi si ammalò, cadde in miseria, dovette vendersi perfino le masserizie domestiche, una alla volta a un rigattiere. In casa non c'era rimasto più nulla, solo più quelle cose che aveva in laboratorio, cioè come lo aveva chiamato lui il "teletrofono" ovvero il "telefono sonoro"; offrì anche questo al rigattiere che si fece pregare perchè per lui "quella roba" era invendibile; si lasciò indurre ad acquistarlo solo perchè vi era molto filo di rame che poteva essere recuperato. Offrì sei dollari e alla fine si portò via tutto.
Venuti giorni migliori, Meucci come primo pensiero fu quello di recuprare presso il rigattiere il suo "teletrofono", ma era stato venduto, nè fu possibile sapere a chi. Il rigattiere John Fleming (anche il suo nome è passato alla storia) quel "malloppo di filo e scatolette varie" che fosse il "teletrofono" lo sapeva e come tale lo aveva fatto vedere a più di uno e lo aveva alla fine venduto a gente che se ne intendeva. Il 12 febbraio 1876 un certo Alexander Graham Bell (1847-1922) depositava alla cancelleria di Stato a Nuova York il brevetto di un "telefono costituito da un microfono e un auricolare elettrodinamico"; due ore dopo alla stessa cancelleria si presentava l'americano Eliska Gray depositando un altro brevetto per un "telefono costituito da un microfono e un auricolare elettrodinamico". Era lo stesso apparecchio. La cosa più singolare è che se si va a vedere le due documentazioni sono praticamente identiche; nessuno dei due avevano pensato minimamente - nemmeno per pudore - di almeno modificare leggermente il dispositivo. Bell pochi giorni dopo presenta in pubblico il suo telefono all'esposizione mondiale di Philadelphia inaugurando la prima trasmissione con il monologo "Amleto". (di lui e Gray parliamo più avanti)
Inizia la battaglia legale per il riconoscimento della paternità del telefono; dura 10 anni, ma Meucci nonostante ottantenne non demorde, si difende in tutti i modi. Bell nel frattempo con il suo telefono è diventato ormai un grande industriale, potente. Il 19 luglio 1887 il giudice William James Wallace legge la sentenza: la priorità dell'invenzione la dà a Bell, pur riconoscendo che Meucci "ha avuto l'idea dell'apparecchio, ma non è riuscito a metterla compiutamente in pratica". Meucci ricorre in appello, ma non riuscirà ad arrivare a fondo, due anni dopo moriva. La Corte Suprema archiviò il caso. L'America molti anni dopo nel 1923 onorò il grande inventore italiano inaugurando con grande solennità un monumento "ad Antonio Meucci - Inventore del telefono".
Torniamo a Bell: molto più abile nel muoversi dentro il commercio e la finanza, nella lunga ed aspra vertenza, aveva ormai già conquistato in breve tempo tutto il mercato mondiale. Nel 1878 aveva già inaugurato la prima centrale telefonica nel Connecticut. Nel 1884 aveva già collegato con una linea interurbana Boston con New York. Tuttavia sia Bell che Gray non erano degli sprovveduti. Bell era un uomo di cultura, aveva frequentato tre università europee prima di laurearsi in medicina. Era figlio di un istruttore di sordomuti ed esperto di problemi di acustica e di fisiologia, con molti interessi rivolti a sistemi di elaborazione del suono.
Lui aveva concepito qualosa di simile a Meucci, ma il suo strumento presentava un difetto; contemporaneamente Gray ne aveva concepito un altro, ma anche questo aveva un difetto. I due incontrandosi scoprirono che se univano le loro idee i difetti venivano entrambi eliminati, a quel punto ecco perchè entrambi corsero a brevettare la stessa cosa. Comunque il perfezionamento che portò poi il telefono a essere una concreta realtà tecnica si deve a Thomas Edison e ancora oggi l'apparecchio trasmettitore si basa sullo stesso principio sfruttato da Edison.

____ AROMI - Primo aroma artificiale - I chimici tedeschi William Haarman e Karl Reimer ottengono in laboratorio il primo aroma artificiale, la vaniglia, utilizzata subito dai produttori di cioccolato.

____ CARTONI ANIMATI - Non erano ancora ovviamente quelli proiettati. Ma l'Idea venne a un francese, Emile Reynaud, che in questa data costruisce un apparecchio (il "prassinoscopio") e tramite questo con figure disegnate che hanno delle piccole variazioni rispetto a quelle precedenti, realizzandone una lunga serie e poi passate velocemente, danno l'impressione di essere figure animate. In seguito negli anni '20 con la tecnica della cinepresa, riprendendo migliaia di disegni con vari fotogrammi, furono realizzati lunghissimi film con personaggi di fantasia che ben presto ebbero una grande popolarità pari e anche superiore ai migliori attori.

____ MOTORE A SCOPPIO - (vedi sotto)
____ AUTOMOBILE - Il primo abbozzo di motore "a scoppio" (letteralmente a scoppio) risale al 1673 ed è opera del grande matematico e fisico olandese Christian Huygens, che lo presentò ufficialmente all'Accademia francese delle Scienze ottenendo plausi di ammirazione ma scarsissimo seguito. Il suo rivoluzionario motore era alimentato a polvere pirica e si dimostrò poco affidabile uscendo subito di scena con l'avvento delle macchine a vapore, il cui impiego pratico rimase anche questo relegato solo nel campo industriale e nelle ferrovie a causa del peso e dell'ingombro della caldaia e congegni vari.
Alimentato con il gas che all'epoca veniva usato per l'illuminazione, William Murdock, collaboratore di James Watt, brevetta nel 1801 un motore alimentato a gas basato sulla compressione di una miscela di aria e gas che brucia grazie all'esplosione prodotta da una scintilla elettrica. Un altro simile a combustione interna nello stesso anno lo costruisce il francese Philippe Lebon d'Hunversinn. Nel 1833 l'inglese Wellman Wright deposita dal canto suo un brevetto di motore in cui per la prima volta si menziona l'accensione al punto morto superiore, seguito dieci anni dopo dall'americano Alfred Drake che presenta un propulsore dalle caratteristiche molto simili. Pochi ebbero successo forse perchè allora ancora nessuno pensava di realizzare un veicolo a motore. Nel 1853 due fisici italiani - Eugenio Barsanti (1821-1864) e Felice Matteucci (1808-1887)- progettono un "motore a scoppio" molto simile a quelli attuali con valvole di aspirazione e di scarico e un volano. Non lo brevettano, fanno solo una comunicazione all'Accademia. Quando dieci anni dopo si accingono a costruire l'azienda per sfruttarlo commercialmente muore prematuramente Barsanti. Nello stesso anno (1864) il tedesco Siegfred Marcus realizza un motore molto simile "a esplosione", che utilizza un miscuglio idrocarburico come carburante.
Ma uno pratico è quello progettato nel 1860 e coperto da regolare brevetto dal francese di origine belga Jean Joseph Etienne Lenoir (1822-1900) che lo lancia sul mercato offrendolo in diverse grandezze con una potenza che varia da 0,5 a 8 cavalli. Ma - pur essendo il primo vero motore a combustione interna- è quello di Lenoir un sogno di gloria di breve durata e dopo poco meno di 400 esemplari la produzione viene interrotta nel 1867 per l'improvviso voltafaccia della clientela che è corsa a vedere le novità all'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove sono presenti 14 differenti modelli con"propulsore a gas". La palma d'oro spetta al tedesco Nikolaus Otto, un oscuro commesso viaggiatore tedesco che fin dal 1860 ha dedicato anima e corpo alla realizzazione di un motore a basso costo e di piccole dimensioni elaborando un progetto simile a quello di Lenoir.
Quello di Otto, è monocilindrico, a quattro tempi (aspirazione, compressione, scoppio e scarico). Lo brevetta, ne vende migliaia, ma l'idea passando di mano in mano, fa moltiplicare questo tipo di motore di Otto in molti settori.
Nasce comunque un sodalizio con un esperto del settore, l'ingegnere Eugen Langen, e Otto dà vita nel 1872 alla fabbrica di motori Deutz; dove nello stesso anno approda un binomio che rimarrà inseparabile, quello formato da Gottlieb Daimler e dal suo alter ego Wilhelm Maybach, chiamati per ricoprire rispettivamente l'incarico di direttore di produzione e direttore tecnico. I due nuovi arrivati hanno un compito tutt'altro che facile, quello di dedicarsi allo sviluppo di un nuovo motore. Benchè perfettamente funzionante, e molto richiesto, quello ideato da Otto risulta di scarsa potenza, appena 3 cavalli, e di un ingombro in verticale spropositato. I due aiutanti operano bene ma si distaccono molto da Otto e sembra quasi che operano per conto proprio. Ma Otto non si dà per vinto, non vuole lasciare campo libero a Daimler e Maybach e nel 1876 fa brevettare il suo nuovo motore registrato con il numero 532 presso l'Imperiale Ufficio Brevetti Germanico che riassume in sintesi tutti i principi del motore a quattro tempi, con le fasi di aspirazione, compressione, combustione e scarico. Base per tutti i succesivi sviluppi in questo campo.
Comincia una sfida infernale tra Daimler e Otto che finirà addirittura in tribunale. Daimler si rende subito conto che la base del suo nuovo progetto deve per forza di cose avvalersi del propulsore ideato da Otto, che, infastidito da quel pericoloso concorrente che lavora sotto lo stesso tetto, gli vieta di servirsi del suo brevetto. I due ormai sono ai ferri corti e qualche anno dopo Daimler sarà costretto a lasciare la fabbrica Deutz per incompatibilità con il padrone-rivale. Nasce la vertenza legale.
Con queste liti, il motore a benzina, prima ancora di nascere, rischia di essere accantonato per sempre, quando nel 1876 un certo Amédée Bollée stupisce i parigini circolando per le vie della capitale con la sua fiammante vettura a vapore che sviluppa una potenza di ben 20 cavalli ed è in grado di trasportare dodici passeggeri alla velocità di 40 chilometri all'ora. Molti inventori rivolgono ora le attenzioni a quella macchina e non più a quella a gas dei tre litiganti. Ma Daimler non demorde e ignorando il veto dello scontroso rivale si mette a costruire in proprio quello che sarà il primo definitivo motore a scoppio della storia, modificando con l'aiuto di Maybach il progetto depositato da Nikolaus Otto.
Nel 1886 Otto e Daimler-Maybach si affrontano davanti alla Corte Suprema del Reich e sono quest'ultimi a vincere la causa per la semplicità di esposizione del progetto. Il motore di Otto non è più vincolato dall'esclusiva del brevetto e nello stesso anno Daimler-Maybach collaudano la loro prima "auto-mobile" sperimentale, una carrozza come quella dei cavalli verniciata di blu scuro con doppie guarnizioni rosse, sedili in pelle nera e corredata da una lanterna per le ore notturne. (Benz ne farà una quasi uguale nel 1887 presentandola all'Esposizione di Parigi, dove sembra nessuno gli badò - vedi più avanti).


Il veicolo di Daimler-Maybach è mosso da un motore della potenza di un cavallo e mezzo che consente di imprimere al mezzo una velocità massima di 18 chilometri all'ora. L'inizio è poco promettente ma il grande passo è ormai compiuto e l'era del motore a scoppio e dell'automobile imbocca un cammino che non avrà più soste


Mentre Otto e Daimler-Maybach si affrontavano in tribunale il tedesco Carl Benz costruisce un motore munito di compressore (realizzato dall'inglese Dugald Clerk) funzionante ancora a gas, e lo usa per costruirci un motociclo a tre ruote (vedi "motocicletta" anno 1868). Ma utilizza proprio il motore di Otto, perfezionato da Daimler-Maybach, e ignorando la lite in tribunale dei tre, lo brevetta come il primo "veicolo mosso con motore a scoppio", lo presenta al pubblico il 3 luglio del 1886. Ma non lo chiama "automobile", ma "Velociped", 980 cc.. potenza CV 0,9 (nell'immagine sotto).

Pochi mesi prima aveva già realizzato il primo veicolo urbano a motore a scoppio che entrò in funzione il 15 marzo 1885; per la sua manovrabilità e per assenza di rotaie o di fili elettrici, fece subito concorrenza al filobus (chiamato "obus") a trazione elettrica da poco inventate da Siemens. Due anni dopo Benz inizia a commercializzare i suoi primi grossi "veicoli a motore". E da questi (durante la lite Otto e Daimler-Maybach) nasce appunto il "Velociped" e subito dopo (lasciando le tre ruote) realizza la "Victoria" una vettura a quattro ruote. Come carburante ha usato una "miscela idrocarburica" (in seguito in suo onore si chiamerà "benz-ina" - ma al primo collaudo grippò il motore, la miscela era troppo volatile, troppo secca), ma Benz rimediò subito, e l'anno dopo, strabiliò i cittadini di Mannheim, sfrecciando per le strade a 16 chilometri all'ora. Impresa che ripetè a Monaco di Baviera dove la cosa - come si disse - fece sensazione e le ordinazioni cominciarono a piovere su di lui da tutti i paesi del mondo.
Maybach però non si era arreso (nel frattempo Daimler era morto - 1900), nel 1901 porta a compimento la macchina che insieme avevano progettato, che passerà alla storia; gli da il nome della figlia del cliente che gliel'aveva commissionata: Mercedes. L'era dell'automobile con Maybach-Daimler e Benz, imbocca un cammino di strepitosi successi.

Daimler e Benz non si erano mai incontrati, anche se abitavano molto vicino, ma i loro nomi sono passati indelebilmente alla storia in una data fatidica, il 17 ottobre 1926, giorno in cui avvenne la fusione delle rispettive aziende da loro create e che diede vita alla "Daimler Mercedes Benz" un marchio tuttora fra i più prestigiosi del mondo: Mercedes


____ MOTORE A SCOPPIO WANKEL - Nel 1956, abbandonando il tradizionale motore a scoppio in blocco lineare, la Nsu tedesca mette in commercio un grossa novità progettata dall'ingegnere tedesco Felix Wankel: il motore rotativo. Pur essendo di una semplicità notevole, non ha avuto un seguito. Forse perchè le colossali grandi multinazionali dell'auto nate nel corso di mezzo secolo non hanno voluto improvvisamente nè diversificare nè abbandonare la produzione del vecchio motore che aveva dato, dava e darà copiosi profitti.
(Quanto la motore "Diesel" vedi anno 1897 )

____ MOTORE ELETTRICO - La strada di quest'altro motore non fu meno impervia di quello a scoppio. Le contestazioni nacquero quasi subito. Un ex legatore di libri con la passione della scienza -Nichael Faraday (1791-1867) - va a fare l'assistente dello scienziato Humphry Davy (1778-1829) e lì senza nessuna base teorica impara l'arte e vi si applica con impegno. Nel 1831 dedicandosi agli esperimenti sull'elettricità, scopre il principio del trasformatore elettrico, e scopre che è possibile indurre una corrente elettrica in una spira facendo passare della corrente in un'altra spira. E' l'induzione elettromagnetica, un fenomeno dinamico; in pratica -evitando di fornire dettagli tecnici - Faraday ha creato: un "generatore elettrico" che produce corrente elettrica da un moto rotatorio; la corrente elettrica che a sua volta genera un movimento rotatorio; ed infine induce la corrente a passare da un avvolgimento a un altro avvolgimento.
Fino allora la corrente era stata prodotto solo da batterie utilizzando zinco, e proprio per questo motivo la potenza elettrica era modesta oltre che costosa. Anche Faraday scoprendo che si poteva ottenere la corrente elettrica da un generatore, alla ruota per farla girare occorreva energia, e non solo muscolare, ma non essendoci altre alternative occorreva utilizzare un motore a vapore. Solo più tardi furono costruiti grossi generatori (dinamo) fatti girare dall'acqua in caduta o da pale di mulino a vento.
Il suo "maestro" Henry - studiandoci da anni - era già giunto alle stesse conclusioni del suo allievo nel 1830, ma sembra che impegnato nell'insegnamento, aveva intenzione di continuare i suoi esperimenti nelle vacanze estive del '31.
Faraday invece non aveva smesso di fare esperimenti, era arrivato alle conclusioni e le aveva rese note prendendosi tutti i meriti della scoperta. Ma sembra che Henry non se la prese più di tanto. Tuttavia migliorò l'idea del suo allievo creando all'interno di un avvolgimento un magnete che ruotava; lo faceva muovere e proprio dal latino "muovere" gli diede il nome "motore".
Sia la potenza di questo motore, sia la quantità di energia che esso poteva produrre erano piuttosto limitate.
Tuttavia di motori simili ne furono prodotti moltissimi da altri inventori che apportarono alcune migliorie. Quella decisiva fu invece concepita da un giovane fisico italiano - Antonio Pacinotti (1841-1912) nel 1865 (vedi le sue traversie nell'anno 1859 " dinamo"). Realizza una macchina con armatura circolare che può essere utilizzata come generatore di corrente continua e anche come motore elettrico. La sua idea è un "anello" che ruota all'interno di un magnete; due spazzole poste in due estremità opposte collegano l'indotto a un circuito esterno. Se si da' corrente all'avvolgimento la "macchina" di Pacinotti diventa un motore; mentre se viene messo in movimento l'indotto diventa un generatore di corrente continua (la dinamo). In entrambi i casi potenza e quantità di energia prodotta è data da una costruzione più grande della "macchina". Significa che da questo momento non esiste più limite.
Quanto al brevetto dell'"anello di pacinotti" la storia è ben nota: il giovane allora 24 enne, recatosi a Parigi nella officina "Alliance" per acquistare alcuni modesti strumenti per il proprio laboratorio, ingenuamente parlò della sua invenzione e la descrisse minutamente alla presenza di un capo operaio oriundo belga, certo Zenobio Gramme (1826-1901), il quale appena partito il Pacinotti non si fece scrupolo alcuno di costruire una macchina identica a quella che gli era stata descritta, andò subito a brevettarla e anche se l'aveva peggiorata nella interpretazione (la migliorò in seguito), arrivò a risultati così cospicui che gli valsero la fortuna e la fama, avendola presentata come invenzione propria. Infatti da allora nelle enciclopedie francesi e di altre nazioni Gramme è noto come l'inventore della dinamo.
Non servì nemmeno l'appoggio datogli dal nobile scienziato Siemens, che si levò contro il plagiatore; al Congresso di Washington del 1866 egli proclamò altamente la priorità del Pacinotti, ma i risultati furono quelli che si è detto, ed immense ricchezze coronarono l'audacia del capo operaio franco-belga Gramme.
Nella stessa ingenuità cadde poi un altro fisico piemontese - Galileo Ferraris (ne parliamo più avanti).
Con l'invenzione Pacinotti-Gramme, l'inventore Werner von Siemens costruisce una "macchina dinamoelettrica" che all'esposizione di Berlino del marzo 1879 la presenta installata su un piccolo trenino a vagoncini che trasporta 18 passeggeri. Tre anni dopo - 1882 - sempre a Berlino inaugura una vera e propria ferrovia elettrica e il filobus (l'"obus").
Nello stesso anno, a gennaio, entra in funzione a Londra la prima centrale elettrica; pochi mesi dopo a settembre entra in funzione quella di Pearl Street a New York. Entrambe progettate dall'infaticabile inventore Edison, che prende, vede, modifica, migliora, inventa, costruisce ex novo, o utilizza tutto ciò che c'è in giro nel campo dell'elettricità. Nel 1879 ha inventato la lampadina, la sua immediata diffusione ha stimolato Edison a costruire con le dinamo e i generatori (che ormai si trovano in giro realizzate da altri inventori) anche le centrali di generazione e distribuzione di "corrente continua"; quella di New York (gennaio 1882) utilizza 12 generatori che erogano ciascuno 90 kilowatt. Edison può così far accendere le centomila lampadine che ha già venduto fino a questa data.
Anche nella prima centrale elettrica europea, entrata in funzione a Milano nel 1883, in via Santa Redegonda, furono utilizzate macchine a vapore per azionare le dinamo costruite da Edison.

Fino a questa data si era usata la corrente continua (che fluisce in un solo senso - come quella delle batterie). A concepire un....

____ ALTERNATORE .... fu un inglese (ma di origine italiana) Sebastiano Zuani de Ferranti. Era sistema più facile - la corrente ottenuta da un generatore va in un senso e "alternandosi" va nell'altro- dando una maggior potenza ai motori e agli stessi generatori di corrente.
Due anni dopo, nel 1885, è un altro italiano - il fisico Galileo Ferraris - a progettare un tipo di motore elettrico a corrente alternata polifase (motore a induzione). Questa volta non è Edison a sfruttare l'idea altrui (come nel grammofono, quando insistette a voler usare il rullo invece del disco) lui anche questa volta ha seguito con ostinazione un'altra strada - quella della corrente continua - mentre un suo dipendente - un fisico americano di origine croata - Nikola Tesla - è fautore dell'alternata, ritenendola più economica da produrre e da trasportare. Litiga con Edison, lo abbandona a fine marzo 1888, si mette in società con Wentighouse, e il 1° maggio 1888 (attenzione alle date !) Tesla deposita il brevetto del "motore asincrono a campo magnetico rotante".
In effetti Nikola Tesla non ha inventato nulla ha solo copiato l' invenzione di Ferraris. Il piemontese il suo capolavoro lo aveva progettato nel 1885, portato a compimento e dato notizia solo il 18 marzo del 1888 (attenzione alle date !). Il suo motore aveva due induttori ad angolo retto, che erano percorsi da correnti alternanti sfasate tra loro in modo da trovarsi in quadratura, ossia in modo che un induttore era percorso da corrente del valore maggiore quando l'induttore ad angolo retto era percorso dal valore minimo della corrente, cioè dalla corrente zero. Veniva a prodursi così un campo magnetico in rotazione, il quale trascinava l'indotto senza richiedere nè anelli, nè spazzole, nè collettori. Galileo Ferraris aveva insomma creato il "motore a corrente alternata". Un motore asincrono a campo magnetico rotante. Una grande invenzione! Se ne rese pure conto ed infatti - grande idealista qual'era- ritenne di non dover brevettare la sua invenzione. La notizia del campo magnetico rotante fece notizia in tutto il mondo scientifico; giunse anche in America; qui Westinghouse assieme a Tesla, impegnato sul fronte contro la corrente continua , chiese a Ferraris di acquistare i diritti del suo motore, ma Ferraris rifiutò convinto che la sua invenzione doveva essere patrimonio universale della scienza.
Poche settimane dopo (il 1° Maggio) Tesla costruisce e va lui a brevettare un motore asincrono a campo magnetico rotante. Iniziarono vertenze legali sulla priorità dell'invenzione, ma alla fine la spuntò Galileo Ferraris, sarà a lui attribuito il merito del campo magnetico rotante. Ma di soldi ne fece ben pochi; pochi industriali in Italia non erano stati all'altezza della situazione d'oro che gli si era presentata.

Quando Tesla aveva abbandonato Edison ed era entrato in società con Wentighouse, le polemiche di Edison furono piuttosto dure, affermando che la corrente alternata era uno "strumento di morte" (anche perchè appena realizzata l'alternata, questa fu scelta per fornire la corrente al nuovissimo strumento di morte: la ....

____ SEDIA ELETTRICA - ... costruita realizzata ed entrata in funzione proprio negli stessi anni.

____ CENTRALE ELETTRICA - Poi i due - Wentighouse e Tesla - realizzano nel 1894 la prima centrale idolelettrica negli Stati Uniti, sulle cascate del Niagara, a corrente alternata. Solo più questa si imporrà in campo industriale e anche in quello domestico. Ma questo fu possibile grazie al lavoro di un bravo ingegnere (vedi anno 1893 "corrente alternata" ). Le polemiche non si placheranno nemmeno nel 1912 quando a Stoccolma fu deciso di dare ai due scienziati il premio Nobel. I due pieni di rancore lo rifiutarono, ognuno l'avrebbe voluto senza la presenza dell'altro. Alla fine il comitato assegnò il premio ad un altro scienziato.
Torniamo al 1896: con una già diffusa distribuzione di energia elettrica si costruiscono le prime tranvie elettriche. Poi a partire dal 1910, quasi tutti i costruttori di elettrodomestici, iniziano a inserire dei piccoli motori elettrici nelle prime lavatrici, aspirapolvere, frigoriferi, frullatori, ecc. ecc.. Nel 1925 anche il "grammofono" relega nell'antiquariato la manovella e gira suona e canta con un motorino elettrico.

____ GRAFFETTA l' inventore inglese George Friend, realizza la prima graffetta per tenere uniti i fogli.

ANNO 1877

____ ELICOTTERO - Un disegno di Leonardo del 1495, ci mostra come l'eclettico scienziato fra le sue tante invenzioni e lo studio del volo direzionale degli uccelli aveva partorito un idea del volo non più direzionale ma con un moto ascensionale tramite una vite rotante. A riprendere questa idea, nel momento in cui era appena diventato disponibile il motore a vapore (di Watt - 1763-1776) fu l'ingegnere italiano Enrico Forlanini.

Essendo ancora molto lontana la realizzazione di un aero-mobile (planante), la sua macchina nella storia del volo fu la prima ad alzarsi dal suolo spinta da un motore a combustione. Il 29 giugno del 1877, ad Alessandria, con un motore di soli 1,5 CV, del peso di quattro chili, con un'elica controrotante quello che viene chiamato "aero- giro" (impressionante la somiglianza della vite di Leonardo), si alza a 13 metri per 20 secondi. Forse non ha convinto; infatti, la voglia di volare con alianti e mongolfiere prosegue sul volo orizzontale per tutti gli anni di fine secolo, e all'inizio del successivo nel 1903 con i fratelli Wright diventa una realtà (anche se gli stessi Wright si erano dedicati all'inizio ai "voli con ali rotanti"). Non si arrende invece il francese Paul Cornu, che nel 1907 costruisce un altro "aero-giro" con due rotori azionati ad asse pressochè verticale, con pale quasi flessibili, azionato da un motore a benzina. Ma anche lui non convince, tutti gli ingegneri sono impegnati a dotare di ali i loro velivoli per il volo orizzontale.
L' "aero-giro", con un altro nome, torna alla ribalta di nuovo in Italia l'8 settembre 1930, con l'ingegnere Corradino D'Ascanio. Sull'aereoporto di Ciampino a Roma fa alzare in volo una macchina con un motore da 90 CV a benzina , che ha due rotori controrotanti. Resta in volo per otto minuti all'altezza di 18 metri compiendo un percorso di 1078 metri. Nasce così - anche se non ancora perfezionato - il definitivo "ala-elica"; dal greco ELICOs-elica, "pTERON ala, cioè l'"ELICO-TERON"., l'"elicottero". Agli addetti suscita ancora poco interesse. L'Italia fascista era tutta impegnata già dal 1925 nei grandi spettacolari raid di De Pinedo e nella traversate oceaniche di Balbo, con i grandi idrovolanti ("l'Armata di libellule"); il ministero della Guerra non prestò molta attenzione alla creatura di D'Ascanio. Non così in Germania, dove un tedesco Heinrich Fokke realizza un velivolo molto simile con un motore di 1000 CV , capace di trasportare 6 persone; quasi perfetto. Ma nella corsa agli armamenti della Germania, Hitler relega pure lui l'elicottero in un angolo; e mentre il "caporale tedesco" pensa ai veloci "caccia" e scatena la guerra, nel 1939, un pioniere dell'aeronautica americana ma russo d'origine (si era rifugiato negli Usa nel 1917), Igor Sikorsky (1889-1972), progetta il VS 300, un elicottero monorotore. E' il primo elicottero moderno, che però non fa in tempo ad entrare in produzione nè a diventare un protagonista del grande conflitto. Lo sarà più tardi con la guerra in Vietnam (con le famose "apocalyssi now").
Vogliamo qui ricordare l'incompreso D'ascanio. Appena finita la guerra, nel 1946 tornò alla ribalta; s'inventò un motorino di successo, che aveva un ronzio particolare; che farà epoca: era la Vespa ! (vedi anno 1947 "motoscooter").

____ OSSIGENO LIQUIDO - Per la prima volta questo gas raffreddato intensamente fu ottenuto liquido intorno a questa data (1877) dal fisico francese Louis Paul Cailetet (che ottenne in seguito anche piccole quantità di azoto liquido e monossido di carbonio liquido). Indipendentemente con un altro metodo nello stesso anno vi era riuscito anche il chimico svizzero Raoul Pierre Pictet.



____ FONOGRAFO - Da tempo si erano dedicati molti ricercatori alla riproduzione del suono. Nel 1857 Scott aveva brevettato il "fonoautografo" che usava un cilindro sul quale veniva tracciato un solco. Edison ( vedi 1869 ) che aveva iniziato la sua scalata al successo con altre invenzioni (già fatte o in corso) nel suo laboratorio nel New Jersey (già con 150 operai), si buttò anima e corpo in quella che dichiarò in seguito essere la sua "invenzione preferita": la "scrittura del suono", il "fonografo". Avvolse un cilindro in un foglio di stagnola, e mentre il cilindro ruotava un ago (puntina) fluttuante lo sfiorava. Questo era collegato a un grosso imbuto che ricevendo le onde sonore della voce vibrava in sincronia con l'ago, che a sua volta imprimeva un solco ondeggiante sulla stagnola. Questa era l'incisione. Nella riproduzione l'ago ripercorreva il solco e sempre tramite lo steso imbuto restituiva quanto era stato inciso. Il prototipo lo realizzò il 6 dicembre 1877 con il suo aiutante Kreusi, e al primo colpo funzionò subito. Lui che era abituato a sudare sette camicie prima di arrivare in fondo a un'invenzione, ne fu perfino sconcertato. Lui che era un telegrafista e ultimamente un perfezionista del telefono - l'utilizzo lo immaginava per i messaggi registrati, ma poi perfezionando il cilindro di stagnola, la puntina, l'imbuto, riuscì ben presto a incidere anche musica. Il 19 febbraio dell'anno dopo (1878) brevettava il "fonografo"; fu subito un successo commerciale strepitoso, tutti i giornali del mondo consacrarono intere colonne all' "uomo di genio che aveva saputo creare una macchina parlante, che suonava e cantava". Ben presto nacquero dei cilindri intercambiabili prodotti in serie con registrate varie musiche (come i futuri dischi). Di "fonografo" e "cilindri" se ne vendettero milioni di esemplari e ancora oggi non è difficile trovarli in vari mercatini di antiquariato, a un prezzo perfino modesto, ancora perfettamente funzionanti.
Tale invenzione contribuì moltissimo a far realizzare altre tecniche di "riproduzione"; ma o perchè poi Edison fu impegnato negli studi dell'illuminazione e dell'elettricità o perchè era convinto di aver inventato il definitivo "riproduttore", nei successivi dieci anni non prese mai in considerazione l'incisione su disco, una nuova tecnica che stava invece adottando il tedesco Emile Berliner nel 1887 e che mandò subito in soffitta il cilindro di Edison. (vedi anno 1887 "grammofono")

____ CANALI DI MARTE - Ad un tratto tutti i terrestri ebbero l'impressione di non essere i soli esseri viventi su un pianeta del sistema solare. A far volare la fantasia della coscienza collettiva fu un astronomo italiano - Giovanni Virgilio Schiaparelli (1835-1910). I telescopi erano decisamente migliorati, inoltre il 26 marzo dell'anno 1878, il pianeta Marte si trovava alla distanza minima della Terra, ad appena 55 milioni di chilometri (questo accade ogni 30 anni circa). L'astronomo aveva deciso di studiarlo con attenzione, cercando anche di rappresentare su una carta ciò che vedeva. Fra le altre cose mentre registrava con i soliti nomi (già dati alla Luna), calotte polari, mari, montagne, vulcani, ecc, individuò delle forme scure e piuttosto strette, che assomigliavano a dei corsi d'acqua per cui li chiamò "canali". Cosa quasi rara, anche i gelosi colleghi astronomi nei loro oculari vedevano o meglio "avevano le stesse visioni" di Schiaparelli e nel riferire combinarono un bel guaio traducendo in inglese il termine italiano "canali" in "canals" (che significa canali fatti dall'uomo) e non nel più corretto "channel" (che significa stretti corsi d'acqua naturali).
Si disse molto tempo dopo che Schiaparelli aveva dato quei nomi per necessità di dare una denominazione, ma è certo che alimentò ciò che era diventato di dominio pubblico, lo dimostra quest'altro disegno di dieci anni dopo, nel 1888.....

.....dove i canali sono tracciati in un modo quasi ingegneristico dandogli perfino i nomi. Queste carte si chiamarono invece che "geografiche", "aerografiche", da Ares nome greco di Marte.
Non ci fu più freno alla fantasia; si cominciò a ipotizzare che se erano "canals" questi dovevano essere stati realizzati da esseri intelligenti con grandiose opere di ingegneria per trasportare le acque che si scioglievano ai poli alle zone aride equatoriali del pianeta, cioè opere di "Marziani"; altri ammettevano le stesse cose ma ipotizzavano che quei canali erano di tempi lontanissimi, realizzati da una civiltà superintelligente marziana che però si era già estinta da millenni, e forse da milioni di anni.
Ma gli ottimisti furono i maggiori e i libri che si pubblicavano con apparenze scientifiche ( e si trovano ancora oggi sulle bancarelle), illustravano paesaggi fiabeschi come il Golfo di Napoli, isole come Capri, vulcani come il Vesuvio, e dato che l'anno marziano è quasi il doppio di quello terrestre (di 668 giorni) riferivano stupende primavere ed estati di 6 mesi caduna, quindi rigogliose foreste vegetative, e che gli uomini lassù erano così intelligenti, che già alla nascita insieme al battesimo il prete dava loro la laurea; ed alcuni propinavano perfino immagini di marziani, piccoli e brutti ma con una testa grande grande, tutta fatta di cervello.
Ci vollero i potenti telescopi della metà del XX secolo e le sonde spaziali (ultimamente si sono posate dolcemente sul pianeta ) per far smentire una volta per tutte queste stupidità consolidate nella coscienza collettiva per quasi un secolo. E siccome ora il pianeta si vede meglio i canali non si vedono più, i canali si sono dubito disfatti.


____ SATELLITI DI MARTE - Nelle stesse condizioni di visibilità ottimali avute da Schiapparelli, un astronomo americano - Asaph Hall - si era dedicato non alla superficie del pianeta rosso, ma a scandagliare le sue vicinanze per accertarsi se vi fossero dei satelliti. La congiunzione Terra-Marte sarebbe durata poco, quindi passò molti notti insonni a scrutare i dintorni di Marte. Sfinito decise di abbandonare la inutile ricerca. L'11 agosto 1877 fu sua moglie a farlo ritornare all'oculare, e proprio in quella notte individuò un piccolo satellite che Hall chiamò "Fobos" (Paura), cinque notti dopo, il 17 agosto ne scoprì un altro che chiamò "Deimos" (Terrore) in tema con il mitico Ares (Marte) dio della guerra.
Ancora oggi i due piccoli corpi celesti ruotanti intorno a Marte sono gli unici satelliti, ma si ritiene che siano corpi asteroidali catturati gravitazionalmente dal pianeta (recentemente esplorati dalle sonde Viking 1 e 2).

ANNO 1879

____ LUCE ELETTRICA - Con l'elettricità già a disposizione, erano apparse dall'inizio del secolo le lampade ad arco (vedi l'argomento anno 1800) erano poi state perfezionate nel 1844 dal fisico francese Leon Foucault e nel 1876 dall'inglese Paul Jablochkoff. Londra e Parigi ancora nel 1877 con le lampade ad arco illuminavano alcune strade. Ma non era quella la soluzione; nel "traferro" la corrente che vi passava produceva fra i due elementi con una differenza di potenziale una continua scintilla luminosa, bluastra, molto sgradevole, inoltre non erano sicure perchè non erano altro che piccoli e continui fulmini.
I tentativi di inserire un filo conduttore metallico tra i due elementi naufragarono sempre; l'elettricità che passava dal filo conduttore, a causa della resistenza del filo stesso, il calore che poi si sprigionava lo rendeva sì incandescente erogando una buona illuminazione, peccato però che dopo pochi secondi il filo fondeva proprio a causa dell'incandescenza. Che l'aria favorisse questa incandescenza non vi era alcun dubbio, ed infatti si tentò di creare un bulbo di vetro sotto vuoto con dentro il filamento. Ma anche questi tentativi - pur resistendo il filamento più a lungo- non ebbero i frutti sperati dai ricercatori, che nei tentativi di trovare un filamento adatto passarono in rassegna i vari tipi di metallo.
Fra questi ricercatori c'era lo statunitense Thomas Alva Edison. Pur avendo depositato un vago brevetto nel 1878, Edison la lampadina la doveva ancora inventare convinto che la soluzione al problema non poteva che essere vicina. Anche lui con ostinazione iniziò a passare in rassegna per il filamento 6000 materiali d'ogni genere, ma solo l'anno dopo, il 21 ottobre 1879 (in America lo celebrano come l' "Edison Day"), scoprì che il banale filo da cucire di cotone bruciato, era quello che faceva al caso; al passaggio della corrente (usato come resistenza) il filo non brucia perché già (carboni(o)zzato), pur restando un buon conduttore dell'elettricità. Nasceva cosí un prototipo di lampadina a filo di carbonio, che senza bruciare funzionava per circa 45 ore. Nello stesso anno nella notte di San Silvestro invece di fare i fuochi artificiali, Edison illuminò la strada principale di Menlo Park con una serie di lampadine che rimanevano accese un lunghissimo tempo. Più tardi con un filamento in tugsteno, più resistente (inoltre sotto vuoto) anche la soluzione al problema della durata fu trovata. La forte domanda e la tecnologia usata per fabbricarle, furono in breve tempo in grado di abbattere i costi, da rendere la lampadina un prodotto di universale consumo presso tutti i ceti.
In America a Edison vengono attribuite tante invenzioni, anche quelle che Edison non inventò mai. Se un merito si deve attribuire a Edison è il grande acuto senso e spirito pratico, e i larghi mezzi che riuscì a farsi mettere a disposizione che gli permisero di risolvere un gran numero di problemi pratici, per i quali la corrente elettrica potè entrare con sicurezza nella case ed ottenervi una diffusione enorme. Alcuni storici dicono che Edison non inventò la lampadina, tuttavia inventò l'avvitatura a passo universale, le valvole fusibili, vari tipi di interruttori e commutatori, varie spine di attacco, e tante altre muniterie che dovevano assumere grande importanza nello sviluppo pratico degli impianti elettrici in uso ancora oggi.
Quanto all'origine della lampadina con il filamento al carbonio, poi al tugsteno, dobbiamo qui ricordare - senza voler fare dello sciovinismo ad ogni costo - l'opera di tre italiani. Nel 1868 il professor Brusotti di Pavia aveva già fabbricato una eccellente lampada a filamento di carbone, anche se non curò l'applicazione industriale. Immediatamente dopo, il torinese Cruto, partito alla ricerca dell'utilizzo del diamante sintetico, utilizzò poi un filo di platino, lo fece arroventare in una atmosfera ricca di idrocarburi, questi si decomponevano e depositavano sul filo di platino il carbonio, sotto forma di grafite. Realizzò un filamento di grafite che utilizzato nella lampada per il passaggio di corrente, consumava solo 2 Watt per candela. (quella di Edison del 21 ottobre 1879 ne consumava 4). Infine Rocco, un compagno e collaboratore di Cruto perfezionò il filamento a pasta carboniosa.
Vogliamo qui ricordare che All'Esposizione di Torino del 1884, le lampade di Cruto e di Edison, erano entrambi presenti, ed ottennero ciascuna un identico premio. Quella dell'italiano contese il primato a quella di Edison per ventisette anni; scomparve solo di fronte alle lampade con il filamento al tugsteno, ma anche perchè Edison - come abbiamo ricordato già sopra - ottenne un decisivo successo in molte altre applicazioni pratiche degli impianti elettrici, che rapidamente si diffusero in tutto il mondo. Prima di ogni altra invenzione, Edison aveva inventato se stesso. Grande osservatore, ostinato nelle sue idee, infaticabile nel curare le sue o migliorare le altrui invenzioni, l'ex giornalaio, l'ex telegrafista, pur dopo aver ottenuto strabilianti successi, lavorò fino all'ultimo giorno del suo 84mo anno di vita.
L'uomo che non era mai andato a scuola, passò la vita in laboratorio spesso addormentandosi sulle sue macchine o... sui libri "il miglior cuscino che ci sia" come egli diceve sorridente. Il laboratorio sperimentale era lui stesso, e più che scienziato teorico fu un uomo pratico. Gli scienziati della vecchia scuola non hanno mai considerato Edison come uno di loro, perchè egli ha effettuato realizzazioni pratiche invece di limitarsi a compiere o a registrare esperimenti; gli ingegneri non lo hanno mai considerato come tale, perchè egli non ha mai lavorato secondo i metodi tradizionali dell'ingegneria: in realtà egli è tanto scienziato come ingegnere ed ha introdotto lo spirito moderno sia nella scienza che nella ingegneria dimostrando che gli ingegneri dipendono dagli scienziati e viceversa.

____ SACCARINA - Fu il primo dei sostituti commerciali dello zucchero e di altri più antichi dolcificanti. INotorno a questa data (1879) lo scoprì per caso uno studente americano - Costantine Fahlberg- allievo del chimico - Ira Remsen. Sintetizzando un composto chiamato ortobenzoil-tioammide, uno dei tanti composti organici che si ottengono in laboratorio, lo studente che si era sporcato le mani di una polverina bianca, inavvertitamente con le dita si toccò la bocca; con grande sorpresa scoprì che era intensamente dolce. Era nata una nuova sostanza, che fu chiamata "saccarina" (dal termine latino che significa "dolce").

____ REGISTRATORE DI CASSA - I commerci nei negozi non erano più quelli di una volta, dove a gestirli erano o il proprietario o i suoi familiari. Così la stessa cassa. Ma quando cominciarono ad essere molto frequentati in tutte le ore della giornata, non sempre il proprietario poteva permettersi di fare venti ore davanti alla cassa. Si ricorse agli impiegati, ai commessi, che però non sempre erano onesti, avevano le mani lunghe. Per eliminare questo spiacevole inconveniente, il proprietario di un affollato Saloon a Dayton nell'Ohio - James Ritty - inventò un singolare congegno. Ogni qualvolta il dipendente usava la cassa nell'aprirla con un tasto speciale, un martelletto batteva su una campanella, una bandierina compariva in alto con la cifra incassata, e dulcis in fundo, un altro congegno fornito di punte bucava un rotolo di carta continua segnando la cifra incassata. Chiaramente alla sera i conti dovevano quadrare. I successivi perfezionamenti fecero di quel primitivo "bussolotto" il vero registratore di cassa, elettrico, con le cifre stampate e più avanti ancora, con le sommatorie di fine giornata, dell'operatore, ecc. . Quelli di oggi elettronici, che hanno memorie, telecamere e schede di trasmissione, possono essere letti anche da lontano, stando comodamente seduti su una spiaggia di un mare tropicale.

ANNO 1880

____ PROTOZOI - (vedi sotto)
____ MALARIA - Questa malattia infettiva che era in questi anni una delle più diffuse nel mondo, ed anche in Italia nelle zone paludose allora esistenti, è prodotta da zanzare che infettano l'uomo pungendolo; la si era in parte alleviata da più di un secolo con la scoperta e la somministrazione del chinino, ma non si era trovata la causa, anche se era ormai chiaro con le ultime conoscenze della microbiologia, che doveva trattarsi di un microrganismo, di un batterio ancora sconosciuto. Dopo la scoperta del primo batterio come causa di una particolare malattia (vedi "lebbra" anno 1873) e dopo la dimostrazione che i batteri patogeni potevano essere isolati (dando così credito alla teoria dei germi patogeni di Pasteur), a questa data (1880) un medico francese - Charles Luois Alphonse Laveran - riuscì a isolare il microrganismo che era responsabile della malaria; che però non era un batterio, ma qualcosa di diverso ed era il primo ad essere scoperto, si trattava di un "protozoo"; sottoregno e tipo di animali unicellulari diffusi in tutti gli ambienti, che vivono liberi, isolati o in colonie (sempre in abienti umido), oppure sono pluricellulari ma parassiti.

Tuttavia non si era scoperto chi la trasmetteva. Solo empiricamente si era associata la malattia agli ambienti umidi, agli stagni e alle paludi dove vivono e si moltiplicano le zanzare. Solo nel 1897 (vedi) si ebbero le idee più chiare.

____ SISMOLOGIA - Dopo quanto detto nel 1855 (vedi "terremoti") a realizzare il primo sismografo moderno è il geologo britannico John Milne nel corso di quest'anno (1880). Era un pendolo orizzontale, un'estremità del quale era fissata in un basamento. Quando il terreno si muoveva per una scossa il moto veniva registrato su un tamburo rotante mediante un pennino. Il sismografo di Milne diede vita alla moderna sismologia. Lo stesso Milne creò nel Giappone notoriamente tormentato dai terremoti, una catena di sismografi.

____ SCOPERTA DELL'INCONSCIO - Fu il medico austriaco Josef Breuer (1842-1925) a scoprire che un paziente sofferente di disturbi psichici (sintomi di afflizioni, di persecuzione, di angoscia ecc.) con l'ausilio dell'ipnosi poteva essere indotto a raccontare le proprie fantasticherie; nel farlo i sintomi patologici venivano alleviati. Il medico dedusse che tali afflizioni risiedono appunto nell'inconscio; lasciarli esprimerli in piena libertà possono portare a una guarigione. Questo metodo fu poi adottato inizialmente anche dal padre della "psicanalisi": Freud, che però abbandonò l'ipnosi a favore della libera associazione, cioè di parlare a casaccio con un minimo di guida da parte dello psicanalista. (vedi "psicanalisi" anno 1893)

____ CALCOLATRICE ELETTROMECCANICA - Chi aprì veramente la strada ai grandi calcoli - e contemporaneamente fece fiorire in breve tempo una colossale industria- fu l'americano Hermann Hollerith (1860-1929). L'occasione che gli fece venire l'idea grandiosa fu il censimento americano del 1889, dove bisognava elaborare milioni di schede compilate dai cittadini. Lui era un semplice ma molto intelligente e zelante impiegato dell'ufficio censimenti, e volle trovare un sistema rapido per analizzare tutti quei dati. Ispirandosi a Babbage e alle schede inventate da Jacquard (vedi 1801 - " Telaio Jacquard"), invece degli aghi che cadevano in un foro, lui preparò una scheda perforata dove ogni informazione aveva un predisposto foro in una zona della stessa scheda (professione, età, sesso, ecc. ecc.). I vari aghi posti su un coperchio sotto il quale passavano velocemente le schede perforate, individuavano i fori, e nel farlo le informazioni venivano raccolte dallo stesso ago tramite un collegamento fatto con un rivelatore elettrico. Conoscendo che tipo di informazione l' ago aveva raccolto, il totale delle volte che aveva individuato dei fori corrispondeva esattamente alla quantità delle singole informazioni contenuta in una scheda, indi in tutte le schede passate in rassegna. La scheda era un rettangolo di carta dura, composto da 45 a 80 colonne di numeri e lettere, che dopo la perforazione veniva introdotto in una speciale macchina, la cui capacità era la velocità di lettura cioè il numero delle schede che potevano essere lette in un minuto. Quelle più veloci potevano arrivare a 2500 al minuto.
Il risultato era la massa di dati enormi ricavati da un sistema che giunto a quel punto, felicemente collaudato alle grandi cifre, poteva gestire e analizzare (elaborare) ogni tipo di informazioni, industriali, commerciali, bancarie, finanziarie. Hollerith smise di fare l'impiegato, fondò una società , costruì e migliorò le sue "macchine perforatrici" (chiamati anche "calcolatori meccanografici") per ogni tipo di prestazioni. La sua società si chiamava "International Business Machine", cioè IBM.

____ RAGGI CATODICI - Pensavano gli scienziati che i raggi catodici fossero una forma di radiazione elettromagnetica. La questione fu esaminata dal fisico inglese William Crookes nel corso di una esperienza fatta quest'anno (1880). Era questo il periodo che si sperimentava il vuoto sempre più spinto per determinare un preciso peso atomico. Usando un tubo di vetro vuto (che prenderà poi il suo nome "tubo di Crookes") dimostrò che i raggi catodici viaggiavano in linea retta, ma ponendo un magnete questo riusciva a far curvare il percorso dei raggi. Crookes dedusse che i raggi erano effettivamente un flusso di particelle elettricamente cariche. Questi raggi verranno chiamati "raggi catodici". Tutto questo aiutò Edison a realizzare le lampadine sotto vuoto spinto. Ma per il resto, Crookes era in anticipo sui tempi; infatti le sue affermazioni saranno confermate molto più tardi; e saranno questi raggi che permetteranno di scoprire l'elettrone, realizzare la radiografia, la valvola termoionica e mille altre invenzioni.

____ PIEZOELETTRICITA' - A scoprire una importante caratteristica del cristallo di quarzo (che diventarono parti essenziali di apparecchi elettronici di riproduzione del suono come i microfoni e i giradischi) fu un giovanissimo chimico francese nel corso di quest'anno (1880) - il 21enne Pierre Curie (1859-1906). Si accorse che se veniva messo sotto pressione manifestava un potenziale elettrico. Se al contrario il cristallo veniva assoggettato a un potenziale elettrico si comprimeva come se fosse stato sotto pressione. Se il potenziale elettrico cambiava rapidamente, il cristallo si comprimeva e si espandeva in sincronia con il cambiamento, e la vibrazione del cristallo provocava onde sonore che oscillavano troppo rapidamente per essere udite. Curie aveva così scoperto un modo per produrre "vibrazioni ultrasoniche". (il prefisso "piezo" , preso dal greco significa "pressione".)

____ CARBONCHIO - Malattie infettiva setticemica, dovuta a un bacillo presente in alcuni animali domestici (ruminanti, cavalli, suini) e trasmissile all'uomo. Pasteur volle studiare questa particolare malattia che stava devastando il bestiame. Confermò quelle che era state le scoperte di Koch, dimostrando che la malattia era causata da alcuni germi, che questi sopravvivevano per lunghi periodi, che era necessario seppellire le vittime in profondità. Inoltre confermò anche le intuizioni che aveva avuto a suo tempi Jenner, notando che se un animale sopravviveva alla malattia, in seguito ne risultava immune. Pasteur nel corso di quest'anno (1881) fece uno spettacolare esperimento inoculando a un gregge di pecore una coltura di germi attenuati volendo immunizzarle. Quando poi iniettò i mortali germi allo stesso gregge e contemporaneamente li iniettò ad un altro gregge, le prime non si ammalarono nè morirono, le secondo si ammalarono e morirono tutte. L'immunità aveva fatto effetto. (vedi anno 1864 - vaccinazioni ecc. )

____ PNEUMOCCOCCO - E' questo il microrganismo responsabile della polmonite. A isolarlo nel corso di quest'anno (1881) fu il pioniere americano della batteriologia George Miller Stenberg (1838-1915). Si tratta di un piccolo batterio sferico del tipo chiamato "cocco" (da un termine greco che sognifica "seme".

ANNO 1882

____ MITOSI (vedi sotto)
____ CROMOSONI (vedi sotto)
____ CROMATINA - Questa sostanza è presente nel nucleo delle cellule, costituita da DNA e da proteine, che si organizza in cromosoni durante la divisione cellulare. In questo periodo se i ricercatore avessero preso in considerazione quanto aveva scritto Mendel, probabilmente sarebbero arrivati molto tempo prima a capire il meccanismo della divisione cellulare.
Inoltre anche se alcuni volenterosi volevano penetrare all'interno della struttura cellulare, non bastavano i microscopi pur diventati potenti, perchè ogni cosa all'oculare appariva piatto, in varie sfumate tonalità di grigio. Per vederci qualcosa bisognava trovare un colorante che si combinasse con qualche struttura cellulare ma non con le altre. Solo così sarebbe stato possibile fare delle osservazioni mirate. Ad approfondire questi studi fu l'anatomista tedesco Walther Flemmin (1843-1905). Nel corso degli esperimenti di quest'anno (1882), trovò un colorante che si combinava con una sostanza all'interno del nucleo da lui chiamata "cromatina" (dal termine greco che significa "colore"). Il colorante però una volta introdotto nelle vari fasi della divisione uccideva la cellula, impedendo di vedere le successive fasi. Tuttavia scegliendo momenti diversi, si potevano vedere i diversi istanti del processo di divisione, poi riunendo tutti questi "istanti", si riusciva a vedere e a dedurre qualcosa. (ricordiamo qui, che le più importanti fasi nella divisione sono la profase, la metafase, l'anafase, la telofase - e avviene in un tempo variabile da 6 a 12 ore.).
Queste deduzioni o visioni "rateizzate" portarono alla scoperta di alcuni corpi, sottoforma di spezzoni filamentosi, che solo in seguito furono chiamati "cromosoni" (dal greco "corpi colorati"). A Fleming gli ci volle poco per capire che questi "corpi" erano la caratteristica fondamentale della divisione cellulare, che lo scienziato chiamò "mitosi". Infatti vide nelle varie fasi che questi "cromosoni" nella prima fasi (profase) raddoppiavano di numero, dopo, nella fase centrale (anafase) si separavano, metà si portava a una estremità della cellula, l'altrà dall'altra. A quel punto la cellula si allungava e nell'ultima fase (telofase) si divideva in due cellule, ognuna con la stessa uguale dose di "corpi filamentosi".
Sei anni dopo - nel 1888 - fu un anatomista tedesco Heinrich Wilhelm Gottfied von Waldeyer Hartz a proporre di chiamare i tozzi filamenti "cromosoni".
Flemming comunicò tutte queste osservazioni ai suoi colleghi scienziati, che però rimasero quasi indifferenti; del resto come abbiamo detto all'inizio, indifferenti erano rimasti anche in quella "storia di piselli" ( vedi Mendel anno 1864 ), e lontanamente pensavano che tutto ciò era della massima importanza. (vedi ora la "meiosi" anno 1883 )

____ TUBERCOLOSI - Quando nel 1876 il medico Robert Koch (1843-1910) dopo ciò che dicevano altri colleghi di essere quelle di Pasteur delle strampalate teorie (vedi 1864 "vaccinazioni"), lui dava un'applicazione pratica che i batteri esistevano e potevano essere isolati, e fu vicino a scoprire come curarle queste malattie e come prevenirle. Poi proseguendo i suoi studi su una delle più diffuse malattie dell'Ottocento - la tubercolosi che falcidiava anche vite giovani - isolò il "bacillo tubercolare", cioè il batterio che causava la malattia, anche se Koch non fu in grado di curarla questa malattia nè come prevenirla. Anche queste ricerche di Koch come quelle di Pasteur non trovarono nel 1882 molto credito negli ambienti della medicina cattedratica; solo in seguito, quando le cure (un vaccino antitubercolare fu messo a punto nel 1906 da Leon Calmette e Camille Guerin) ebbero un certo fondamento e dei grossi risultati, a Koch gli assegnarono il premio Nobel per la medicina e fisiologia. Merito di questi risultati anche di un italiano - il milanese Carlo Forlanini (1847-1918) - che nello stesso anno 1882 non avendo Kock trovato una efficace cura, fu lui a introdurre il ...
____ PNEUMOTORACE ... artificiale, che consiste nell'introdurre aria e azoto nel cavo pleurico per tenere in riposo il polmone del malato di tubercolosi polmonare in attesa che guarisca, dando così inizio alla cura sistematica della malattia. Forlanini in seguito compì in parallelo gli studi sull'...
____ ENFISEMA POLMONARE ...che è la dilatazione eccessiva e permanente degli alveoli polmonari, con rottura delle loro divisioni. Questo per la presenza di aria che fa perdere la necessaria l'elasticità agli spasmi. Rimanendo nel tema delle malattie della respirazione accenniamo al...
____ POLMONE D'ACCIAIO ... realizzato nel 1927 dagli statunitensi Philip Drinker e L.H. Shaw, che consiste in un apparecchio che permette la respirazione ai paralizzati nei muscoli del torace, provocando i movimenti passivi della cassa toracica.

ANNO 1883

____ GRATTACIELO - Fin quando non fu disponibile molto ferro-acciaio, la costruzione di edifici alti non fu possibile, i muri portanti non avrebbero retto il sovrastante peso. Anche nei più grandi palazzi non si era mai andati oltre i cinque piani. E dato che le grandi acciaierie erano a metà Ottocento quasi tutte in Inghilterra, qui nacque la prima costruzione con una struttura completamente in ferro (in effetti erano delle grandi colonne portanti in ghisa e le travature in ferro) che però non superò i quattro piani e l'altezza di 18 metri; era un magazzino e sorse nel 1860 a Shernees in Inghilterra. Vent'anni dopo, con già a disposizione l'acciaio, il primo alto edificio fu realizzato nel 1885 negli Stati Uniti, a Chicago; progettato dall'architetto William Le Baron Jenney, questi nel costruire la sede della Home Insurance Building, utilizzò travi in ghisa nei primi sei piani, e sopra ne aggiunse altri quattro impiegando travature in acciaio. Dieci piani, che si slanciavano a circa 38 metri di altezza; per questo motivo si iniziò a chiamarlo iperbolicamente "sky-scraper", il "grattacielo". Ben presto questa tecnica di costruzione si diffuse proprio a New York come conseguenza della necessità di sfruttare al massimo le aeree fabbricabili. Non potendosi espandersi in larghezza, New York scelse l'altezza. Nel 1913, con la costruzione del Woolworth Building si erano raggiunti i 250 metri, con 55 piani. Alla fine degli anni '20 iniziò la costruzione dell'Empire State Building e quando furono terminati i lavori nel 1931 si erano raggiunti i 102 piani e l'altezza di 415 metri (nel 1951 fu aggiunta l'antenna televisiva che portò l'altezza a 490 metri. Chicago che i grattacieli li aveva inventati, non rimase indietro, costruendo nel 1973 la Sears Tower la cui solo costruzione con i suoi 110 piani raggiunse i 488 metri: il più alto edificio del mondo.

____ ACCIAIO AL MAGANESIO (vedi sotto)
____ ACCIAIO LEGATO - Da quando si era iniziato a ricavare dal minerale il ferro, fin dall'antichità si era fatto di tutto per migliorarlo. Abbiamo visto negli altri secoli quanto utile fu scoprire il carbonio per rendere il metallo sempre più resistente; abbiamo visto anche quello realizzato con il carbone coke (vedi 1709) che permise di costruire anche grandi altiforni; poi venne Henry Bessemer, che dopo aver costruito il suo altoforno nel 1856, insufflandolo con l'aria ottenne un discreto acciaio. Ma non abbastanza duro. Esempio i binari che le ferrovie chiedevano in gran quantità, duravano 8 mesi poi dovevano essere sostituiti per l'usura. Quindi il mercato chiedeva sempre migliori acciai. Aggiungendo al minerale altri metalli una certa qualità la si era raggiunta. Uno di questi metalli legati era una piccola percentuale di manganesio, 1% max 2%, che però rendeva più duro l'acciaio ma nello stesso stesso lo rendeva più fragile. Abbiamo detto piccola percentuale, e quindi nessuno - prevedendo una maggiore fragilità- aveva mai pensato di aumentarla,. Invece l'inglese Robert Abbot Hadfield nel corso di quest'anno ( 1883) aggiunse il 12% di manganesio, poi riscaldava il metallo ottenuto a 1000° e lo temprava in acqua; l'acciaio ottenuto diventava durissimo, tanto che i binari potevano essere sostituiti dopo 20-22 anni. Fu un grosso successo questa lega e metodo, che Hadfield brevettò subito, dandogli il nome di "acciaio legato".
Ma non è che finì qui, in seguito si ottennero maggiori risultati, aggiungendo altri metalli, come il tugteno, il mobildeno, il vanadio, il niobio e tanti altri.

____ CORRENTE ALTERNATA - (vedi argomento nell'anno 1876)

____ RAYON - (Lo realizza quest'anno il chimico Berigaud (vedi argomento anno 1907)

____ MEIOSI - I risultati ottenuti da Flemming nel 1882 (vedi) con la scoperta della "mitosi" (scoprendo quelli che lui chiamò "spezzoni filamentosi", che solo in seguito furono chiamati "cromosoni") avevano stimolati molti biologi. Uno di questi il belga Edouard Joseph Luis Marie van Beneden, lavorando nel corso di quest'anno (1883) su cellule di diversi organismi pluricellulari, scoprì che il numero degli "spezzoni" di una particolare specie era sempre costante, anche se ogni specie aveva un suo preciso numero di "spezzoni" (quelle umane ne hanno 46). Ma scoprì anche che i due gameti (spermatozoo maschile e ovulo femminile) non avevano tutti gli "spezzoni" come la cellula, ma ognuno ne aveva la metà (in quello umana 23 e 23 ). Dunque le cellule nel processo "della "mitosi" (descritto da Flemming -vedi 1882)) erano precedute da un altro importante e singolare processo: quella della "meiosi", cioè la divisione del nucleo delle cellule germinali in seguito alla quale il numero degli "spezzoni" delle cellule figlie è ridotto a metà. Dopo che i 2 gameti di sesso differente si uniscono (con la fecondazione, cioè quando entra uno spermatozoo in un ovulo) solo da questo momento iniziano a raddoppiarsi e si realizza una combinazione originale dei patrimoni ereditari derivati da 2 diversi individui della stessa specie, metà provenienti dalla madre e metà dal padre. Ancora una volta - come nella scoperta di Flemming - le teorie genetiche di Mendel combaciavano perfettamente con questi altri risultati, ma come abbiamo detto allora, anche in questo 1883, il lavoro di quel frate nessuno lo conosceva. Salvo due Roux e Weismann che pure loro avanzarono l'ipotesi che gli "spezzoni" fossero i portatori dei caratteri ereditari. Ma bisognerà arrivare al 1902-1904 quando Walter Stanborough Sutton e Boveri stabiliranno la "teoria cromosonica dell'ereditarietà" che permetterà di comprendere le cause delle costanti statistiche delle leggi di Mendel. In seguito la genetica, si è notevolmente sviluppata. Ma mentre gli esperimenti e le esperienza dette sopra venivano condotte su animali e vegetali superiori, in seguito i soggetti preferiti furono i batteri e virus, e le ricerche effettuate su di essi hanno raggiunto le basi molecolari della moderna genetica; le cui tappe sono: la scoperta del DNA nel 1944, la scoperta di un codice genetico nel 1954, e la natura dei geni nel 1978 che aprì la strada alla determinazione dell'intero genoma umano.

____ FAGOCITI - I biologi come abbiamo visto cercavano di scoprire l'immunità nelle malattie, ma il meccanismo di queste immunità non lo conoscevano ancora. Ci si chiedeva chi riparava le cellule danneggiate da una malattia o da una ferita. I globuli rossi scoperti nel 1658 si seppe in seguito che avevano la funzione di trasportare l'ossigeno. A metà Ottocento si scoprirono anche i globuli bianchi, ma pur essendo più grandi e molto meno nel sangue si studiarono poco; nel 1873 furono poi individuati nel sangue altri corpuscoli più piccoli dei globuli rossi, furono chiamati "piastrine" per la loro forma. Salvo il primo questi ultimi due non si sapeva esattamente a cosa servissero. Lo scoprì nel corso di quest'anno un batteriologo russo naturalizzato francese - I. Mecnikov (1845-1916) - notando che nell'organismo degli animali semplici vi erano particelle che divoravano altre particelle, e che le prime accorrevano sulle seconde quando nella zona di un organo vi era un danno, una ferita. Dagli animali semplice passò agli animali più complessi, scoprendo lo stesso meccanismo di difesa, e che le cellule che divoravano i batteri erano i globuli bianchi. Quando vi era un'infezione, su questa arrivavano a frotte per condurre la battaglia. Se vincevano subito la guarigione era subito assicurata; se invece subivano delle perdite i loro "morti" formavano il pus e gli altri proseguivano la battaglia. Mecnikov chiamò queste cellule "fagociti" (dal greco "cellule divoratrici"), un fattore importante di resistenza alle infezioni e alle malattie. Mecnikov per questa scoperta ricevette il premio Nobel nel 1908.

____ DIFTERITE - Una malattia infettiva con focolaio nelle prime vie respiratorie le cui mucose vengono coperte da una tipica bianca membrana (in greco "difterite" significa appunto "membrana"). Era fino a qiesta data una grave malattia infantile. A scoprirne il batterio responsabile - nel corso di questo 1883 - fu il patologo tedesco Edwin Klebs (1834-1913).

____ MITRAGLIATRICE MAXIM - La inventò dandogli il suo nome Stevens Maxim. Dopo la "Mitragliatrice Gatling", realizzata nel 1862 (vedi) che sparava 6 pallottole al minuto tramite una manovella, nel corso di quest'anno (1883) Maxim ne realizzò una completamente automatica,
grazie all'impiego di un congegno che sfruttava l'energia del rinculo per espellere la cartuccia usata e per caricare la successiva. E se la "Gatling" fu impiegato con "successo" dai nordisti per far fuori i cugini sudisti, la "mitragliatrice Maxim" fu impiegata con "successo" per fare "ottime" conquiste nelle ultime riserve indiane, in Asia e in Africa. E chi le imbracciava sentendosi forte cantava anche una canzoncina il cui ritornello era "Noi abbiamo la Maxin.... loro no!". Infatti gli altri avevano ancora le frecce.

____ EUGENETICA -
____ MIGLIORAMENTO RAZZIALE - Se molti biologi - come abbiamo visto in precedenza - non conoscevano Mendel, qualcuno con tanto cinismo le aveva lette bene le teorie di Mendel , e deve essere venuto in mente che oltre a far nascere piselli migliori, fiori più belli, cavalli più veloci, pecore con più lana, maiali più grassi, ecc. si poteva studiare la possibilità di migliorare anche la specie umana attraverso il prevalere di caratteri ereditari considerati migliori rispetto ad altri, favorendo il matrimonio di certi individui o impedendo il matrimonio di altri. Era la legge dell'ereditarietà di Mendel posta a servizio di chi aveva pregiudizi o tendenze razziste. Sappiamo che tali studi ha ispirato le forme peggiori di repressione e di discriminazione particolarmente nella Germania nazista. Ma l'"eugenetica" non è nata in Germania, ma in Inghilterra nel 1883; chi pensava queste cose era l'antropologo inglese Francis Galton (1822-1911), che fra l'altro era il primo cugino di Charles Darwin (moto l'anno precedente). E fu proprio Galton a coniare - per la "scienza del miglioramento razziale" - il termine "eugenetica" o "eugenica".

____ COCA COLA - (nome commerciale depositato) Fu realizzata da un farmacista di Atlanta, John Pomberton, preparando una bevanda a base di zucchero, estratti di foglie di coca e di noce di coca (pianta peruviana, ricche di alcaloide) il tutto diluito in acqua resa gassata aggiungendo anidride carbonica, creando così la famosa bevanda detta delle "bollicine". Incontrò subito una tale successo che smise subito di fare il farmacista per dedicarsi a costruire stabilimenti in tutto il mondo per fornire ai terrestri la bevanda più venduta sul pianeta.

ANNO 1884

____ TURBINA A VAPORE - La prima fu progettata dall'ingegnere svedese Cal Gustav De Laval, ma quasi contemporaneamente un altro ingegnere inglese - Charles Parsons ne costruì un'altra molto più interessante: non solo ricavava direttamente più forza motrice - ma visto che erano state inventate le dinamo - produceva energia elettrica accoppiando una dinamo. Ben presto questa tecnologia - con i progressi che vi erano stati nell'elettrotecnica - trovò le condizioni ideali per la sua piena utilizzazione e rimasero dominanti per ricavare l'energia elettrica prodotta da alternatori mossi da turbine a vapore. Con altra tecnica, sfruttando la forza idrica, senza aver più bisogno di vapore, le turbine furono poi alimentate da fiumi, oppure da corsi d'acqua artificiali dopo aver creato a monte con le dighe grandi bacini. In alcuni casi con due bacini: il primo fornisce l'azione alle turbine che producono energia da convogliare nella rete nelle ore di punta, e cade l'acqua in un bacino sottostante; da questo con una serie di impianti di accumulazione, nelle ore non di punta, si preleva energia elettrica per pompare l'acqua al bacino superiore. In pratica si utilizza la stessa acqua.

____ AEREO A REAZIONE - (vedi sotto)
____ MOTORE A REAZIONE - (vedi sotto)
____ TURBINE A JET - Dopo quelle accennate sopra, furono in seguito progettate nel 1905 - dagli ingegneri francesi Renè Armengaud e Charles Lemale - altre turbine alimentate a gas, che producevano un potente getto, detto a "reazione"; ma furono costruite e usate solo nel 1936 dalla società svizzera Boveri in una raffineria di petrolio americana. Queste turbine anni dopo, nel 1939, verranno utilizzate per realizzare i primi aerei a reazione; le prime furono applicate per far girare un elica, in seguito fu sufficiente il potente getto per far decollare e far volare il cosiddetto "jet". Questo nuovo impiego delle turbine agli aerei ha due paternità; sembra che l'idea sia nata contemporaneamente da due ingegneri: il tedesco Hans von Ohaim che lo applicò in un aereo nel 1939 e l'inglese Frank Whittle che lo utilizzò nel 1941 durante il grande conflitto mondiale.

____ TURBINA TERMOELETTRICA - Con l'avvento dei grossi motori a combustione interna, scartato altri combustibili alternativi, utilizzano solo il petrolio. Le stesse centrali abbandonarono l'idrolettricità ottenuta dalle acque delle dighe e dei fiumi (quasi gratis), e si votarono al nuovo combustibile, creando così la forte domanda dell'"oro nero". Unici beneficiari le compagnie petrolifere che così hanno in mano l'intera produzione energetica di alcuni Paesi, soprattutto dopo che questi - su pressioni degli stessi petrolieri - hanno rinunciato alle centrali atomiche, nè hanno favorito la produzione di energie alternative, quali la fotovoltaica, la eolica e l'uso di altri carburanti fra l'altro non inquinanti come l'alcool, l'idrogeno e similari.
____ ENERGIA GEOTERMICA - (vedi sotto)
____ TURBINA GEOTERMICA - Sfrutta i soffioni di vapore e le sorgenti di acqua calda per far girare le pale della turbina. Da inizio Ottocento, in Toscana era presente una famiglia di industriali di origine francese - capostipite Francesco de Larderel (1789-1858 - durante una gita in Maremma scoprì i famosi soffioni boraciferi)- in Toscana ci rimase e si dedicò all'estrazione dell'acido borico. Il figlio, Francois de Larderel (1815-1876) , e poi il figlio di questi - Florestano (1848- 1925) continuarono in zona l'industria paterna e nel 1904 dopo quasi un secolo di studi, avviarono i primi esperimenti per l'utilizzazione dell'energia geotermica. Nella zona nacque così uno dei più importanti impianti geotermici del mondo. La stessa località verrà chiamata in loro onore Larderello.
Altra possibilità della geotermica è lo sfruttamento delle sorgenti di acqua calda; quest'ultima non la si ottiene solo dalle sorgenti naturali che sono sparse in diverse luoghi del pianeta, ma è possibile ottenerla artificialmente trivellando la crosta terrestre, poi in questi pozzi immettendo acqua si ottiene in modo naturale i soffioni di vapore ad alta temperatura. E' la cossiddetta "tecnologia delle rocce calde", che a una certa profondità hanno temperature che possono raggiungere i 5000°. Il vantaggio di questa tecnologià è quello che la si può applicare in qualsiasi luogo del pianeta. E' dal 1974 che questa tecnologia è conosciuta e già sperimentata, ma sembra che le grandi compagnie petrolifere non la vedano di buon occhio.

____ LINOTYPE - ( vedi STAMPA anno 1454 )
____ PENNA STILOGRAFICA - Non era molto che era stato inventato il pennino (nel 1830), dopo che era rimasta in uso per 1300 anni la penna d'oca. Furono molti a dedicarsi nel voler inserire nell'impugnatura che sosteneva il pennino un serbatoio d'inchiostro. La migliore idea a questa data 1884 e che ebbe larga diffusione, fu la penna stilografica dell'americano Lewis Watermann. All'interno di una impugnatura cava aveva inserito un contenitore cilindrico in gomma che conteneva e quindi erogava inchiostro mentre si scriveva con un pennino, che poteva essere d'argento ma in oro non solo durava molto di più, ma nello scrivere si aveva una delicata scorrevolezza. Fu soppiantata - ma non del tutto per chi ama il bello scrivere- dalla...
____ PENNA a SFERA o "BIRO" fu inventata nel 1938 dai due fratelli ungheresi: Ladislao e Georg Biro. La brevettarono a Parigi il 10 giugno 1943, mentre era in corso la guerra mondiale. Avendo altro da pensare non gli fu prestata dai fabbricanti la dovuta attenzione. Emigrato in Argentina, Birò, trovandosi in ristrettezze economiche propose la sua idea a una grande fabbrica di penne stilografiche: la Parker. Il successo fu mondiale.

ANNO 1885

____ ANTIRABBICO - (vedi sotto)
____ IDROFOBIA - Innanzitutto si chiama idrofobia perchè il primo sintomo di questa malattia si verifica con uno spasmo alla gola alla vista e al contatto dell'acqua. E' una malattia infettiva virale trasmessa all'uomo dal morso di alcuni animali (i cani in particolare) e che caratterizza una grave meningoencefalite. Il microrganismo che la provoca risiede nelle ghiandole salivari ed è appunto il morso dei denti dell'animale infetto a trasmetterla ai malcapitati. Che però non si manifesta subito, il microrganismo deve penetrare nel sistema nervoso; e una volta giunto la morte è quasi certa e avviene in una forma piuttosto penosa: gridando.
Pasteur dopo i buoni risultati ottenuti nella cura del carbonchio, nel corso di questo anno 1885 proseguendo gli studi su un altro campo, sperimentò con lo stesso sistema il primo vaccino attenuante nella malattia della rabbia. Utilizzò per la prima volta il suo preparato attenuato per prevenire un caso di rabbia in un ragazzo che era stato morso da un cane idrofobo. Iniziò così la prima cura preventiva con questa tecnica che Pasteur la chiamò "vaccinazione" in omaggio a Jenner, anche se non aveva nulla a che vedere con il vaccino. Iniettò una piccola quantità di microrganismi (non sapeva ancora nulla dei virus, troppo piccoli per essere allora individuati) che provocano la malattia attenuata in modo da far (dagli anticorpi che si vengono a formare ) scatenare le difese immunitarie dell'organismo. La cura funzionò e il ragazzo fu salvo. Fu l'inizio di una serie di scoperte nel mondo dei batteri che riuscirono a far sviluppare diversi vaccini contro numerose malattie infettive provocati da batteri ancora più piccoli, che furono chiamati...
____ VIRUS ... la cui esistenza furono ipotizzati (essendo ancora invisibili con i mezzi che c'erano allora a disposizione) dal russo Dimitri Ivanovski nel 1892, pioniere della virologia; scienza che verrà in seguito approfondita nel 1898 (vedi) e le ipotesi del russo saranno confermate solo quando ci saranno i potenti microscopi elettronici a partire dagli anni 1930.

____ RETICELLA di Welsbach - Nonostante l'introduzione dell'elettricità e in parallelo delle lampadine, l'illuminazione nelle case modeste era ancora il lume a olio, a petrolio o le candele, in quelle più agiate il lume a gas era il più diffuso. Ricordiamo che non esistevano ancora bombole di gas liquidi, l'erogazione del gas era quella delle condutture. Era questo tipo di illuminazione abbastanza pulito, ma aveva un difetto, la fiamma era sempre azzurrognola. A renderla bianca, brillante, gradevole, fino al punto da fare concorrenza alle recenti lampadine, fu un chimico nel corso di quest'anno 1886: Von Welsbach Auer (1858-1928) che oltre che chimico era un barone. Passò in rassegna (come aveva fatto Edison con il filamento delle lampadine) tanti composti, che potessero riscaldandosi alla fiamma, arroventarsi e fornire una luce più bianca. Alla fine trovò il sistema giusto, costruì un becco ("becco di Auer") per far uscire la fiamma in un modo radiale, e sopra ci mise una "calzetta" di fibra tessile ("reticella Auer" o "calzetta Auer ") ricoperta da ossido di torio e una piccola quantità di cerio; la calsetta senza bruciare diventava incandescente e forniva una luce non più azzurrino ma una luce brillante bianchissima.
Nei successivi trenta anni l'erogazione del gas nelle case si diffuse molto di più che la corrente elettrica, e quindi la relativa illuminazione a gas con la reticella di Auer fece per molto tempo concorrenza alle molto più costose lampadine.
Becco e reticella sono ancora oggi utilizzate per fabbricare i lumi da campeggio, che hanno oggi alla base una pratica e maneggevole piccola bomboletta di gas metano.

____ TRASFORMATORE - La battaglia sulla corrente continua (vedi 1876) contro quella alternata era in pieno svolgimento. Ma per vincere una o l'altra, oltre le dispute legali dei due litiganti (Edison contro Westinghouse-Tesla), vi erano in entrambe alcune difficoltà tecniche. Quella continua non la si poteva trasformare nella forma (aumentare o diminuire i valori della tensione e dell'intensità). Quella alternata aveva invece altri problemi e presentava pregi e difetti: era più economica da produrre, poteva essere trasformata in una corrente di alta tensione e trasportata attraverso i cavi delle reti di distribuzione su lunghe distanze con trascurabili perdite, ma quanto all'amperaggio la corrente risultava minore. Risolse il grosso problema un giovane 28enne elettrotecnico che lavorava alla Westinghouse - William Stanley (1858-1916). Prima della fine della "battaglia" realizza il "trasformatore", un dispositivo in grado di convertire l'energia dalla forma in cui si presenta in un altra, cioè di aumentare o diminuire i valori della tensione e dell'intensità. Cosa possibile a farsi solo con la corrente alternata e non con la continua. Con questa innovazione vinta la battaglia sul fronte legale,
Wentighouse e Tesla realizzano nel 1894 la prima centrale idolelettrica negli Stati Uniti, sulle cascate del Niagara a corrente alternata. Solo più questa si imporrà in campo industriale. Le polemiche tra i due litiganti non si placheranno nemmeno nel 1912 quando a Stoccolma fu deciso di dare ai due scienziati il premio Nobel. I due pieni di rancore lo rifiutarono, ognuno l'avrebbe voluto senza la presenza dell'altro. Alla fine il comitato assegnò il premio ad un altro scienziato.

FINE TABELLA 10

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