TABELLA 13
( dall'anno 1916 al 2005 - 285 pagine - anni in fase di costruzione - definitivo fine anno 2006)

RELATIVITA' GENERALE - BUCHI NERI - RADIO SUPERETERODINA - DETERSIVI - ECOGONIOMETRO - SONAR - AMMONIACA - PRIMA REAZIONE NUCLEARE - ETA' DELLE PIANTE - DENDROCRONOLOGIA - ANEMIA - REGOLO CALCOLATORE - REFRIGERAZIONE - FRIGORIFERO - INSULINA - RACHITISMO - VITAMINA D - MACCHINA DELLA VERITA' - PORTAEREI - BULLDOZER - RADAR - SURGELATI - SINTESI DELLA MORFINA - AUTORESPIRATORE - AEROSOL - SPRAY - NEBULIZZATORE - FREON - BUCO NELL'OZONO - MECCANICA ONDULATORIA - PACCHETTI D'ONDA - MECCANICA QUANTISTICA - RAZZO - PRINCIPIO D'INDETERMINAZIONE - TELEVISIONE - TELEVISIONE COLORI - SCHERMO CRISTALLI LIQUIDI - SCHERMO AL PLASMA - ANTIBIOTICO - PENICILLINA - STREPTOMICINA - NASTRO ADESIVO - TEORIA DEI GIOCHI - ACCELERATORE PARTICELLE - PLUTONE - CICLOTRONE - PLEXIGAS - NEOPRENE - DIMENSIONE VIRUS - PALLONI STRATOSFERICI - NEUTRONE - NUCLEO DELL'ATOMO - POSITRONE - PARCHIMETRO - AUTORADIO - ZERO ASSOLUTO - CATARIFRANGENTE - PRMONI - ESTRONE - ANDROSTERONE - PROGESTERONE - EMBOLIA - BATISFERA - COMPUTER - CORTISONE - PRESSOFUSIONE - ELETTROSHOCK - PENNA BIRO (BIC) - CARTA DI CREDITO - FOTOCOMPOSIZIONE - ROTOCALCO - JEPP - DDT PESTICIDA - DRAKON - WALKIE TALKIE - PILA ATOMICA - REATTORE NUCLEARE - CENTRALE ELETTRICA ATOMICA - BAZOOKA - BOMBA - BOMBA AL NAPALM - BOMBA CHIMICA - BOMBA A SPILLO - PVC - RENE ARTIFICIALE - MACCHINA DI TURING - COMPUTER BESSIE - COMPUTER MARK 1 - ENIGMA - COLUSSUS - BUG (baco) - BOMBA ATOMICA - COMPUTER ENIAC - BIT - MOTOSCOOTER - LAMBRETTA - VESPA - CICLOMOTORE - CUCCIOLO - FOTOGRAFIA TRIDIMENSIONALE - OLOGRAFIA - TRANSISTOR - COMPUTER UNIVAC 1 - MINIELABORATORE - CIRCUITO INTEGRATO - CHIP - COMPUTER ELEA 93 - MOUSE - WORD PROCESSOR - PROGRAMMA 101 - RAM - DISCO 78 GIRI - LONG PAYNG - MICROSOLCO - DISCHI 33 GIRI - COMPACT DISC - BATISCAFO - COSMETICI MASCARA - RIMMEL - ANTICELLULITE - ROSSETTO INDELEBILE - PACEMAKER - BATTELLO PNEUMATICO - CANOTTO - FUORIBORDO - PLASTICA MOPLEN - MACCHINA CUORE-POLMONE - TRAPIANTI ORGANI - SOIA - CIBI ARTIFICIALI - VACCINO SALK - CENTRALE ATOMICA - ENERGIA SOLARE - FOTOVOLTAICO - BATTERIA SOLARE - ROBOT - AUTOMAZIONE - SERVOMECCANISMI - CIBERNETICA - PROFILATTICO - PILLOLA ANTICONCEZIONALE - CONTRACCETTIVO - FIBRE OTTICHE - HOVERCRAFT - ALISCAFO - VIDEOTAPE - VIDEOREGISTRAZIONE - VIDEOREGISTRATORE - VIDEOCAMERA - AMNIOCENTESI - SATELLITI ARTIFICIALI - SPUTNIK 1 - SATELLITE GEOSTAZIONARIO - ASTRONAUTI - ASTRONAUTICA - UOMO SULLA LUNA - STAZIONI SPAZIALI - SONDE SPAZIALI - SINTETIZZATORE MUSICALE - SINTETIZZATORE VOCALE - LASER - CD COMPACT DISC - CD-ROM - VIDEODISCO - PHOTO CD - CD-ROM-W - CIRCUITO INTEGRATO - VALVOLE CARDIACHE - FIBRE DI CARBONIO - MINIGONNA - TRAPIANTO DI CUORE - UOMO SULLA LUNA (i protagonisti) - AIDS - CUORE ARTIFICIALE - BYPASS CORONARICO - FLOPPY DISK - CALCOLATRICE - CALCOLATRICE MECCANICA - CALCOLATRICE ELETTROMECCANICA - CALCOLATRICE A SCHEDE - CALCOLATRICE ELETTRONICA - CALCOLATRICE TASCABILE - MICROPROCESSORE - COMPUTER QUANTICO - VIDEOGIOCO - TOMOGRAFIA ASSIALE COMPUTERIZZATA - RISONANZA MAGNETICA - SPET - TEP - PET - BOTTIGLIE DI PLASTICA - INGEGNERIA GENETICA - DNA - GENOMA UMANO - UOMO IN PROVETTA - FECONDAZIONE ARTIFICIALE ANIMALE, VEGETALE, UMANA

ANNO 1916

____ RELATIVITA' GENERALE - Undici anni prima Einstein aveva presentato la sua teoria sulla relatività ristretta, il 4 novembre 1916 in una seduta all'Accademia prussiana, presenta la formulazione definitiva della " Teoria della Relatività generale".

____ BUCHI NERI - Già nel 1783 Lapalace aveva osservato che se un corpo fosse stato sufficientemente massiccio e denso, nemmeno la luce avrebbe avuto una velocità bastante per fuggirne. Dopo la pubblicazione della relatività generale di Einstein, l'astronomo tedesco Karl Scwarzschild volle calcolare i fenomeni gravitazionali nelle vicinanze di una stella. Calcolò una ipotetica massa di una stella alla quale la luce avrebbe avuto la velocità appena sufficiente per fuggire. E' questo il "raggio di Scwarzschild". Non solo la luce non ne uscirebbe, ma qualunque cosa si avvicinasse a tale stella non ne uscirebbe più. Anche se emettesse radiazione, questa verrebbe ricatturata così come un sasso lanciato verso l'alto per un po' si solleva ma poi ritorna a terra richiamato dalla gravitù. Una tale stella si comporterebbe come un buco senza fondo nello spazio, cioè sarebbe un "buco nero" (questo nome fu poi adottato in seguito). L'aggettivo "nero" deriva appunto dall'impossibilità teorica di "vedere" tale oggetto. A tutt'oggi non si ha prova osservativa diretta della reale esistenza dei "buchi neri"; tuttavia esistono prove indirette e molti oggetti galattici ed extragalattici sono studiati come possibili candidati.



____ RADIO SUPERETERODINA - Fu solo dopo l'adozione di questo ricevitore che la radio si diffuse su vasta scala, utilizzate da chiunque, per cui entrarono nelle case e divennero un veicolo d'informazione. I primi ricevitori erano costituiti da un triodo, il quale amplificava il segnale radio captato dall'antenna; da uno o più circuiti risonanti accordati sulla frequenza del segnale da ricevere; da un diodo che provvedeva a demodulare il segnale, cioè, con un processo inverso a quello della modulazione, a separare l'informazione dalla frequenza portante; da un amplicificatore di tale segnale e da un altoparlante che convertiva il segnale elettrico in segnale acustico. I difetti erano dati dalla scarsa sensibilità (il ricevitore cioè non riusciva a rivelare segnali radio di debole intensità) e dalla scarsa selettività (esso cioè non riusciva a selezionare due segnali radio le cui frequenza - o lunghezze d'onda - fossero molto vicine. Questo tipo di ricevitore fu sostituito prima dal "ricevitore a reazione" e subito dopo da un "r. a supereazione". Ma il ricevitore che definitivamente ebbe il sopravvento su tutti gli altri fu il ricevitore "supereterodina" realizzato dal radiotecnico americano Edwin Howard Armstrong (1890-1954) che fu subito universalmente usato da tutti i fabbricanti per la ricezione di onde lunghe, medie e corte.
In Italia verso la fine degli anni 20, arrivò con molto ritardo la prima Supereterodina con la Radiola RCA 80. Costo piuttosto alto, 3750 lire (vedi immagine sopra). Anche la "Rinascente" nel suo catalogo anno 1928, metteva in commercio due radioline, non ancora però alla portata di tutte le tasche.


Una maggiore diffusione fu attuata dai governanti di allora (Mussolini), persusasi che anche i meno abbienti dovessero ascoltare i loro discorsi, le loro parole. Nacquero così una serie di ricevitori a prezzo imposto (300 max 400 lire), con varie denominazioni (Radio Balilla ecc.). In effetti questa decisione propagandistica fu azzeccata dal punto di vista industriale, la radio si diffuse in un baleno, e se proprio non tutti potevano comprarla, da un amico, un conoscente, un parente la si poteva però ascoltare.


ANNO 1917

____ DETERSIVI - I primi erano chiamati "saponi in polvere", ed erano effettivamente dei saponi naturali, solubili in acqua con formazione di schiuma; furono realizzati nel 1903 dai chimici tedeschi Hermann Geissller e Hermann Bauer, prodotti e messi in commercio spesso miscelati con soda o altre sostanze alcaline (liscive ecc. , mentre per quelli più delicati come azione, mischiato con sapone Marsiglia in scaglie). Nel 1906 comparve il sapone secco in polvere, prodotto in Germania dalla Henkel di Dusseldorf, col marchio brevettato "Persil" e per la prima volta compaiono in accattivanti confezioni in scatole; prodotto che fece la fortuna di quella che fu poi una delle più grandi industrie d'Europa. Per anni, fino al secondo dopoguerra, il "Persil" fu uno dei prodotti più famosi posti in commercio a scapito dei tradizionali saponi. Nel 1917, per carenza di sapone naturale a causa della guerra, fu realizzato sempre in Germania il primo detersivo sintetico, il Kekal con in aggiunta dei tensioattivi (diminuiscono la tensione superficiale dell'acqua) capaci di provocare il distacco delle particelle di sudiciume dalla superficie degli oggetti (panni, stoviglie ecc.) e di disperderle in acqua sottoforma di emulsioni; cioè lo sporco non resta a galleggiare sulla superficie dell'acqua, nè perchè attratto si deposita sulle fibre dei panni, ma è sparso uniformemente nell'acqua e con questa esce nello scarico. Dagli anni '20 in poi, partendo dalla chimica di base, per realizzare su larga scala questo genere di detersivi, le industrie erano quasi tutte concentrata in Germania. In particolare a Dusserdorf, negli stabilimenti della già accennata Henkel (una vera e propria città della chimica). Con il diffuso utilizzo delle lavatrici automatiche (che sono più antiche di quanto si pensi, quella a mano è del 1872, quella elettrica è del 1906), a partire dagli anni '50, le formulazione dei detersivi cambiano, per adeguarsi alle nuove macchine lavatrici (che essendo a sbattimento provocherebbero una schiuma inarrestabile), ma anche per adeguarsi alla vasta gamma di tessuti in fibre diverse, spesso delicati, colorati, idrofobi (quelle trattati con impermeabilizzazione), termofobi (le sintetiche) ecc. Quindi anche i tensiottavi cambiano, devono essere più solubili in presenza di sali minerali; resistere agli ossidanti; essere compatibili con gli azzurranti che danno l'effetto ottico del bianco; ai perborati (bianchi ottici anche questi); compatibili agli alcali; resistere alle alte temperature vicine all'ebollizione; essere a schiuma frenata quelli usati nelle macchine; avere dei fosfati complessi per stabilizzare alcuni ossidanti (p. es. iperborato, ipoclorito di sodio); avere dei polifosfati che agiscono con i tensioattivi per favorire il passaggio dello sporco allo stato colloidale. Infine non tutte le acque sono uguali: alcune hanno alti indici di alcalinità, di sali di calcio e di magnesio. I vari valori formano la cossiddetta "durezza dell'acqua" - un indice alto vanifica tutta la dose di detersivo, uno basso con "acqua dolce" la medesima dose provocherebbe una eccessiva schiuma vanificando all'interno l'azione meccanica dello sbattimento dei panni, e nei casi più estremi provoca una seccante fuoriuscita di schiuma dalla stessa lavatrice. I dosaggi dei detersivi quindi devono essere fatti in base alla durezza dell'acqua. In Italia, ad esempio, si va dallo 0 ai 30-50 gradi di durezza.
Quelli usati nelle lavastoviglie (il primo esemplare elettrico è del 1899 prodotto dalla statunitense Cockran) rientrano in una categoria a parte poichè contengono pochissimi tensioattivi, ma hanno forti alcali, questo perchè la natura dello sporco è diverso e gli oggetti da lavare sono duri, non sono fibre tessili. E se quelli della lavatrice usano degli ammorbidenti, quelli delle lavastoviglie usano i brillantanti; entrambi utilizzati per eliminare il calcio che nell'evaporazione dell'acqua, residuano e danno la durezza ai panni o una opacità alle stoviglie.
Già nel 1953 la produzione mondiale di detersivi aveva già superato largamente quella dei saponi. Negli primi anni '60 erano già diventati uno dei principali prodotti di consumo. L' Italia pur avendo grande industrie di chimica di base non si interessò mai a questo enorme mercato in vertiginosa crescita. A metà anni '60, iniziò a dominare il mercato quasi esclusivamente la Henkel tedesca presso le comunità, gli alberghi, gli ospedali, e presso i negozi con il suo affermato Dixan. Poi gli si affiancò l'americana Procter Gamble con il suo Dash. Entrambe sono rimaste leader del mercato mondiale. A fine anni '60, i detersivi essendo omai tutti sintetici, fecero nascere la preoccupazione della non biodegradabilità delle acque dove venivano scaricate quelle delle lavatrici, soprattutto le industriali. Si aggiunsero così degli "enzimi" (proteine di organismi) che agiscono come catalizzatori specifici nelle reazioni chimiche prodotte dalle varie sostanze sintetiche contenute nei detersivi. La prima a lanciare questi prodotti nel mercato mondiale nel 1967 fu l'americana Procter & Gamble; tutte le altre idustrie si adeguarono.

____ ECOGONIOMETRO - Quest'apparecchio inventato dal fisico francese Paul Langevin, rivela la profondità dei fondali marini, gli ostacoli sommersi fermi o in movimento (come i sottomarini) grazie alla riflessione degli ultrasuoni. Su questo principio due anni dopo l'ammiragliato inglese realizzò il...
____ SONAR, (SOund NAvigation and Rancing - "Navigazione e misurazione di distanza per mezzo del suono") che utilizza le onde sonore per l'individuazione, la localizzazione e l'identificazione degli oggetti immersi, fermi o in movimento e a qualsiasi profondità marina.

____ MAGNETE - Fino a questa data l'accensione della miscela nei motori a scoppio - in pratica la maggior parte dei veicoli a motore- era fornita direttamente dalla corrente continua di una batteria da 6 o da 12 volt. Spesso debole per una immediata accensione. Fu quindi creato un dispositivo elettromagnetico, che prendendo lo spot iniziale della batteria, girando in un forte campo magnetico, produce la corrente elettrica continua ad alto potenziale. Fu realizzata nel 1917 dall'industria italiana Magneti Marelli.

____ SONAR - Era il periodo della grande guerra, imperversavano i sottomarini tedeschi nei mari, e il problema grosso per gli alleati era quello di conoscere in anticipo nelle profondità marine la loro presenza; non esisteva ancora uno strumento che potesse registrare un oggetto. Il problema fu risolto quando però finì la guerra dal fisico francese - Paul Langevin - realizzando uno strumento che produceva vibrazioni ultrasoniche. Essendo più brevi, possono essere riflesse facilmente da oggetti relativamente piccoli. La direzione da cui viene ricevuta la riflessione indica la direzione dell'oggetto, e il tempo trascorso fra l'emissione e la riflessione dà la distanza dell'oggetto. Fu chiamato "sonar", iniziali inglesi di "sound navigation and ranging". Fu poi utile non solo per individuare sottomarini, ma per studiare la conformazione del fondo oceanico.

ANNO 1918

____ AMMONIACA - La si usa notoriamente per la preparazione dell'acido nitrico, fertilizzanti azotati, esplosivi come il tritolo e la nitroglicerina, fibre tessili, materie plastiche, coloranti e in medicina per stimolare i centri respiratori; ma la si usa anche per fabbricare micidiali gas nella guerra chimica. L'ammoniaca era conosciuta fin dall'antichità, essendo in natura il risultato della decomposizione di sostanza organiche azotate (gli egiziani la ricavavano dallo sterco di cammello - furono proprio gli egiziani a chiamarla ammoniaca, nome mutuato dal dio Ammon per una ragione molto vitale, il sale alimentare; bruciando lo sterco sulle pareti dei camini l'evaporazione formava cristalli di sali di ammonio, usati nell'alimentazione con i benefici ben noti per la tiroide. E' questa a produrre un importante amminoacido: la tirosina. Una molecola di ammoniaca se prende un altro atomo diventa un sale (l'ammonio), se lo perde diventa un ammina: è il primo composto chimico detto "organico". A scoprirne la composizione chimica nel 1784 fu il chimico Berthollet ma il processo di fabbricazione di sintesi non era stato mai messo a punto. Non fu possibile andare oltre perchè come affermò ancora a fine Ottocento il chimico Le Chatelier, occorrevano grosse pressioni per realizare la reazione di sintesi. Più tardi, nel 1908, il problema fu risolto dal chimico tedesco Fritz Haber; fu il primo a realizzare sperimentalmente il processo che poi diventò industriale con la Badische Anilin und Soda Fabrick. Un'altra fase finale del processo di sintesi fu messa a punto da Carl Bosch della società tedesca Basf. A Bosch gli fu assegnato il premio Nobel 1931. Mentre Fritz Haber lo aveva ricevuto nel 1918, ma sua moglie Clara fu inorridita e si suicidò quando venne a sapere che il marito era anche l'inventore dei micidiali gas asfissianti usati a Ypres (presero da questa località il nome "iprite") e del "fosgene" (vedi "gas asfissianti" anno 1915).

ANNO 1919

____ PRIMA REAZIONE NUCLEARE - Rutheford compiendo numerosi esperiementi, riesce a convertire nel corso di quest'anno, un tipo di atomo in un altro mediante un bombardamento subatomico. Cioè prodotto una reazione che comporta il trasferimento di particelle all'interno del nucleo. In altre parole aveva realizzato la prima "reazione nucleare".


1920

____ ETA' DELLE PIANTE - (vedi sotto)
____ DENDROCRONOLOGIA ...ovvero "calcolo del tempo mediante gli alberi", un metodo messo a punto dall'astronomo americano Ellicott Douglas, osservando gli anelli delle piante. Il metodo non serve solo per dare una età ad una pianta, ma confrontando alcuni anelli annuali (che crescono identici per tutte le piante di una regione) delle piante presenti, confrontando i più vecchi di quest'ultime, con gli ultimi di quelle che le hanno precedute, e queste a loro volta confrontate con quelle precedenti (quindi fino ai legni usati dalle antiche civiltà) si può avere una esatta cronologia degli anni climatici (gli anelli sono più larghi negli anni buoni, più stretti in quelli cattivi). Ovviamente si può ricostruire questo calendario solo per quei legni che si sono conservati nell'arco di 5000 anni, ed è quello che ottenne Douglas.

____ ANEMIA - Prima d'ora nulla si sapeva che il ferro se è carente nell'alimentazione e quindi nel sangue quest'ultimo ha una efficienza inferiore al normale (riduce infatti il livello di emoglobina e rende i globuli rossi meno efficienti nell' assumere ossigeno nei polmoni -per cui i soggetti sono facili a stancarsi e presentano un pallore in viso). Il patologo americano George Hyot Whipple nel corso di quest'anno (1920) provocando artificialmente una anemia a degli animali da laboratorio, sperimentò varie diete per curarla. La trovò somministrando nell'alimentazione nel fegato, che possiede notevoli quantità di ferro. Era ancora un metodo piuttosto rudimentale ma servì per aprire la strada alla conoscenza di molte altre anemie.

____ REGOLO CALCOLATORE - Fino al 1622 non esistevano mezzi veloci per far calcoli. Solo i grandi esperti in matematica si potevano permettere di eseguire operazioni molto complesse, che però richiedevano moltissimo tempo, giorni, mesi, ed anche anni. Quando Napier (vedi anno 1614 - "logaritmi") dopo una vita di studi per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati per moltissimi numeri, pubblicò le sue "tavole logaritmiche" fornì anche l'idea di come meccanizzarle. Ci riuscì pochi anni dopo, nel 1622, un ingegnoso matematico inglese - William Oughtred (1574-1660): preparò due regoli lungo i quali erano tracciati gradualmente i logaritmi. Facendo scorrere i righelli, l'uno in rapporto all'altro, potevano venire effettuati meccanicamente dei calcoli per mezzo dei logaritmi. Per trecento anni non ci fu mezzo migliore per fare calcoli complessi. Qualche miglioramento ci fu nel 1920 quando un inglese - Edmund Gunter - ne realizzò uno (alcuni testi riportano che fu lui a inventarlo, ignorando quello di 300 anni prima) con maggiore precisione, tale che il regolo calcolatore divenne l'inseparabile strumento, soprattutto di ingegneri, geometri, professori di matematica oltre che studenti di studi superiori.
Lo strumento basato sulle proprietà dei logaritmi, fu utilizzato per effettuare calcoli con una approssimazione di circa lo 0,25% con regoli aventi scale di 12,5 cm di lunghezza, e del 0,12 con regoli di 25 cm.. Con il regolo si possono calcolare prodotti, quozienti, radici, logaritmi, valori di funzioni trigonometriche quali seno, coseno, tangente, ecc.
Le calcolatrici elettromeccanica non andavano nei calcoli oltre certi limiti e non esistevano ancora quelle elettroniche. Questo fino al 1970, quando all'improvviso comparvero le prime calcolatrici scientifiche tascabili elettroniche, all'inizio con 20 tipi di operazioni, poi 50, 70, 200. Di queste ultime, famose furono quelle lanciate sul mercato dalla Hewlett Packhard, quasi contemporanee a quelle della Texas Instruments a fine anni '70.

ANNO 1921

____ REFRIGERAZIONE (vedi sotto)
____ FRIGORIFERO - Che il freddo conservasse a lungo i cibi era noto già all'uomo paleolitico; ma nessuno aveva mai costruito uno strumento che realizzasse artificialmente il freddo. Il primo dispositivo che diede il via alla tecnologia del freddo fu realizzato fin dal 1851, da due inventori indipendentemente l'uno dall'altro, comprimendo e decomprimendo l'etere. Nel 1858 fu un francese Ferdinand Carrè a costruire un apparecchio che utilizzava ammoniaca. Non era del tutto sbagliato, ma era un esperimento, e tale rimase per oltre settant'anni, anche se furono usati solo industrialmente per la produzione del ghiaccio o nelle grandi celle frigorifere per la conservazione della carne. Ovviamente gli studi proseguirono, fin quando - con già a disposizione l'energia elettrica domestica, nel 1921, due ricercatori statunitensi Copeland e Wales realizzarono un vero e proprio mobile e un meccanismo atto a produrre un abbassamento della temperatura all'interno e conservarlo tramite pareti isolate termicamente. Era nato il frigorifero sia industriale che domestico cui diedero il nome "Kelvinator"; un omaggio a Kelvin, il fondatore della termodinamica moderna.
Non solo ebbe subito larghissima diffusione, ma ben presto fu modificata la stessa commercializzazione del cibo. (vedi anno 1924 "SURGELATI")

____ INSULINA - Senza l'insulina l'organismo umano non è in grado di utilizzare lo zucchero, che si accumula nel sangue e nelle urine, sintomo principale nella diagnosi del diabete. Normalmente è lo stesso pancreas a produrlo controllando l'utilizzazione dello zucchero, la sostanza energetica principale dell'organismo. Quando per molte ragioni questo controllo viene a mancare, iniziano a verificarsi i disturbi del diabete il primo dei quali è la tendenza a ingrassare. A risolvere la deficienza di insulina furono due medici canadesi - Fredrick Banting e il suo assistente Charles Best - che riuscirono nel 1921 a isolarla e produrla estraendola dal pancreas del maiale o da altri animali. A Banting per questa scoperta nel 1923 gli fu assegnato il premio Nobel per la medicina e fisiologia.
Gli studi proseguirono, soprattutto quando si riuscì a decifrare l'ordine preciso degli amminoacidi nell'intera molecola proteica. Fu il biochimico inglese, Frederick Sanger nel 1952 a utilizzare un metodo scrupoloso per dimostrare che la molecola dell'ormone proteico dell'insulina era formata da circa cinquanta amminoacidi distribuiti in due catene collegate, e a dimostrare l'esatto ordine degli amminoacidi che costituivano ciascuna catena. Per questa scoperta a Sanger gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica nel 1958. L'insulina grazie anche a queste ricerche fu poi realizzata anche sinteticamente. La continua somministrazione di questo farmaco regola nuovamente l'utilizzazione dello zucchero a molti pazienti malati di diabete.

____ RACHITISMO - (vedi sotto)
____ VITAMINA D - La vitamina A, B, C, erano state scoperte e si sapeva quali carenze alimentari scatenavano le malattie degli avitaminosi. Si pensava che anche il ratichismo fosse una malattia legata alla carenza di una vitamina, ma non si sapeva quale, anche se era chiaro che era l'alimentazione la responsabile. Il biochimico inglese Edward Mellanby si mise a rintracciare questa sostanza inibitrice del rachitismo e nel corso del 1921 la trovò nell'olio di fegato di merluzzo. Fu chiamata vitamina D. Era già qualcosa come scoperta, ma gli alimenti naturali contengono pochissima vitamina D a eccezione di taluni pesci come il tonno, la sardina, l'aringa, il salmone e il già detto merluzzo. Indipendente da Mellanby, altri ricercatori avevano percorso un'altra strada e scoprirono che era la luce del sole ad avere un effetto inibitore del rachitismo, ma non potendo i raggi contenere la vitamica D il problema non era stato del tutto risolto. Solo più tardi verrà scoperto che la fonte principale di vitamina D è la pelle stessa se irradiata da raggi solari. E che tale produzione può essere insufficiente se la pelle riceve una radiazione ultravioletta qualitativamente e quantitativamente inadeguata. In poche parole, soprattutto i bambini nel periodo di crescita se vivono in luoghi chiusi e non assorbono raggi solari, i rischi di deficienza di vitamina D non sono trascurabili.

____ MACCHINA DELLA VERITA' - L'invenzione si è rivelata più spettacolare che pratica. Fu inventata nel 1921 dal californiano John Larson. Alcuni sensibilissimi sensori elettrici nell'esaminare un soggetto, registrano su un apposito tabulato il suo ritmo cardiaco, la sua respirazione, la sua pressione del sangue, le differenze della sua voce. Se tutti questi segnali sono alterati, rispetto alla norma, significa che il soggetto messo sotto interrogatorio sta mentendo. Anche se palesemente è tranquillo - secondo i fautori di questa tecnica - il soggetto sta simulando, perchè la macchina rileva lo stato di agitazione. Ma tale asserzioni e tale metodo sono state sempre messi in discussione, nè sono state accettate dai tribunali prove raccolte in questo modo. Psichiatri e psicologi affermano, che già il fatto di essere sottoposti ad un simile interrogatorio, il soggetto è normale che entri in agitazione, e quindi questa non è prova di menzogna.

ANNO 1922

____ PORTAEREI - Nei primi anni del novecento un po' tutti influenzati dalla tecnologia aeronautica e soprattutto dalle teorie di Douhet (vedi la pagina dedicata a Caproni) le grandi potenze presero in seria considerazione quella frase che diceva che l'aereo sarebbe stato l'arma risolutiva delle future guerre e che la nazione più potente del domani sarebbe stata quella che avrebbe avuto il "dominio dell'aria"; per tanti motivi e non ultimi gli effetti psicologici devastanti dei bombardamenti sulle città. Francia, Stati Uniti e Inghilterra, ognuna adattando i propri studi alle proprie situazioni particolari si prepararono con delle innovazioni non solo tecnologiche ma logistiche. In America già nel 1911 predisponendo una grossa nave mercantile, il pilota Ely decollava da una piattaforma appositamente predisposta. L'anno dopo venne realizzata appositamente la corazzata Pennsylvania. L'idea di una "portaerei" non poteva non interessare gli inglesi (posti su un isola e da sempre a vocazione marinara su "altri" mari) ed infatti nel 1917-18 progettavano una apposita nave per il decollo degli aerei,  la Argus costruita da Hermes varata poi nel 1923. I Giapponesi non rimasero a guardare, si erano dati da fare e nel 1922 avevano già varato una vera e propria portaerei, la "Hosho". A dominare poi nella seconda guerra mondiale furono gli americani e le loro colossali portaerei in certe situazioni confermarono le teorie di Douhet. L'unico a non prendere in cosiderazione questi tipi di navi fu Mussolini, affermando che la penisola italiana era una naturale portaerei che si infilava nel Mediterraneo. Era vero, infatti all'inizio della guerra l'Italia se ne accorse subito, quando gli anglo-americani dalle loro portaerei proprio dal Mediterraneo fecero il tiro al piccione sulla Regia flotta nel porto di Taranto. Terminata la guerra furono poi costruite dagli Stati Uniti le "superportaerei", la prima la "Forrestal" nel 1955 che stazzava 60.000 t.. Nel 1961 fu invece varata la prima portaereie a propulsione nucleare, la "Enterprise", di 86.000 t. di stazza.

ANNO 1923


____ BULLDOZER - Il primo mezzo meccanico per spostare grosse quantità di terra, per sbancare terreni, fu inventato in quest data - 1923 - da uno dei costruttore dei primi trattori, Beniamin Holt. Era ancora a motore a vapore, piuttosto ingombrante e anche poco pratico. Con l'introduzione dei motori a Diesel i primi comparvero nel 1931, subito impiegati per costruire soprattutto in Europa le grandi autostrade dove occorrono grandi sbancamenti. Diventarono invece gli assoluti protagonisti quando terminata la seconda guerra mondiale, dovettero sgomberare le macerie di intere città, distrutte dai bombardamenti. Da modesti che erano diventarono giganteschi, cingolati come i più potenti carri armati; di tale mole che con una sola chiucchiata colmavano un camion. A Berlino che era ridotta a un cratere, gli operatori dei bulldozer misero un cartello diffondendolo per tutto il mondo "Se volete vedere Berlino in macerie, fate presto, perchè il prossimo anno non ce ne sarà nemmeno più una". E tennero fede alla promessa. Terminato il lavoro furono poi impiegati a costruire una delle più ramificate rete autostradali d'Europa.

____ RADAR - Nei primi anni del XX secolo, insieme allo sviluppo della tecnologia sia navale che aeronautica in parallelo nasceva anche la sofisticata strumentazione di bordo, come la radio, ma soprattutto gli studi sulla riflessione delle radio onde, cioè i radiolocalizzatori che Guglielmo Marconi in una famosa riunione all'Associazione degli Ingegneri e radiotecnici in America il 20 luglio 1922 espose e rese noti i suoi studi. Era la concezione della prima apparecchiatura RDF Radio Direction Finding, poi nota come RADAR (Radio Detection And Ranging) - Era il 1922!!! E anche qui - come la Radio- più attenti furono gli altri nel proseguire gli studi. Il Radar dopo tredici anni di ricerche, fu presentato alle autorità inglesi, nel massimo segreto, dal fisico scozzese sir Robert Alexander Watson-Watt, il 26 febbraio del 1935. Il principio era ed è concettualmente semplice, poichè è nota la velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche; calcolando in tempo in cui un impulso viene inviato verso un ostacolo e da questo viene riflesso verso la sorgente è possibile stabilire la distanza dalla sorgente. Alla base del dispositivo c'è un magnetron, un diodo, inventato fin dal 1921 dall'americano Albert Wallace Hull (1880-1966). Watson Watt diede alla data sopra riportata (1935) una dimostrazione al National Physics Laboratories inglese, presente Churchill. Lo statista inglese in gran segreto (perfino dalle autorità militari) ne fece costruire molti esemplari e li fece poi istallare nel 1939-40 sulle coste inglesi. Una lungimirante iniziativa che diventerà nella seconda guerra mondiale, risolutiva e di sopravvivenza per il Paese, quando pioveranno (ma esploderanno prima di arrivare) sull'Inghilterra le V1 e V2 che Hitler aveva fatto costruire dal grande Von Braun, ma che per i ripetuti fallimenti fece innervosire il "caporale" incolpandolo di incapacità. I razzi di Braun erano quasi perfetti, soltanto che gli inglesi sulle coste possedevano già il Radar; che fu l'elemento decisivo per assicurare alla Royal Air Force la vittoria nella battaglia d'Inghilterra.
Sugli studi di Marconi, presto racconteremo i retroscena di quegli esperimenti, di cui abbiamo molte immagini del tempo. E per quanto riguarda il Radar tedesco, abbiamo scovato una rara fotografia della famosa Graf Speed, mentre si autoaffondatava a Montevideo, per non far scoprire proprio questo "segreto" (il radar appena applicato dai tedeschi), dove si vede inequivocabilmente un'antenna rotante Radar - Ed era il 13 dicembre del 1939; forse era un prototipo che non doveva cadere nelle mani del nemico.

ANNO 1924

____ SURGELATI - Ormai diffuososi il normale "frigorifero" (vedi anno 1921), la tecnologia del freddo fece passi da gigante, realizzando in breve tempo apparecchiature in grado di congelare in pochi minuti deperibili prodotti alimentari, e che una volta scongelati conservavano tutte le caratteristiche organoelettiche del prodotto. A iniziare quella che sarà chiamata la "catena del freddo" è un tempestivo imprenditore americano, Clarence Birdseye, che quest'anno apre una fabbrica, congela, e vende nei negozi anche loro provvisti di congelatori, carne, verdura, gelati, frutta congelata. Dai grandi congelatori commerciali si passa - come per i frigoriferi - ai congelatori per famiglia (singoli o abbinati agli stessi frigoriferi) che possono così acquistare anche grosse quantità di alimenti e consumarli con comodo in un tempo più o meno relativamente lungo.

ANNO 1925

____ SINTESI DELLA MORFINA - Tutti gli studiosi di chimica organica da alcuni anni erano impegnati nei propri laboratori privati o in quelli delle grandi industrie a produrre sostanze con i metodi di sintesi. Un chimico inglese più abile di tanti suoi colleghi nel sintetizzare molecole complesse - Robert Robinson (1886-1975) - nel corso di quest'anno sintetizzò la "morfina". 27 anni dopo, nel 1947, gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica.

ANNO 1926

____ AUTORESPIRATORE - Per le immersioni in acqua. Il primo esemplare venne realizzato dal francese Yves Le Prieur. Per consentire le esplorazioni subacquee a grande profondità fino a 100 metri e oltre, l'attrezzo fu perfezionato nel 1942 dal francese Emile Gagnan e da Jaques Yves Cousteau.
____ AEROSOL (vedi sotto)
____ SPRAY (vedi sotto)
____ NEBULIZZATORE - La dispersione colloidale di minutissime particelle solide o liquide in un gas fu ideata nel 1926 dal norvegese Erik Rotheim. Le famose bombolette comunemente chiamate "aerosol", furono in seguito prodotte su scala industriale solo nel 1941 dagli americani Goodhue e Sullivan, con contenitori a spray con dentro varie sostanze, dai profumi ai medicinali, dalle vernici agli insetticidi. La nebulizzazione non era sconosciuta, la si procurava dentro un cilindro con uno stantuffo per comprimere l'aria insieme alla sostanza che si voleva nebulizzare. Famoso nel periodo della guerra e del dopoguerra il famigerato insetticida DDT, messo poi fuorilegge (vedi "antiparassitari" anno 1870). Il norvegese e i due americani applicarono allo spay semplicemente un gas, soprattutto il ...
____ FREON .... (appartiene alla classe dei "cloro-fluorocarburi - innocuo sotto quasi tutti gli aspetti) che poteva essere emesso facendolo evaporare facilmente senza produrre pressioni elevate. Ma ha un potenziale effetto sulla chimica dell'alta atmosfera. Alcuni scienziati gli attribuiscono di essere il responsabile della riduzione dello strato di ozono, permettendo così ai raggi ultravioletti di arrivare in misura maggiore sulla Terra, con gravi effetti biologici. Per tali allarmanti conseguenze nel 1978 gli Usa hanno vietato l'impiego di bombolette con freon. Poi oltre che dai satelliti, un gruppo di scienziati con delle osservazioni hanno confermato nel 1985 il...

____ BUCO NELL'OZONO ... nella regione polare. Scatta l'allarme ambientale e nel 1987 si sono riuniti a Montreal gli scienziati e i rappresentanti di moltissime nazioni industrializzate per firmare un protocollo che prevede la riduzione progressiva del cloro-fluoro-carburi contenuti nelle bombolette, nelle apparecchiature della refigerazione e condizionamento dove il freon viene utilizzato e nell'emissione di gas inquinanti. Ma sono in corso polemiche se sia vero o no che il buco nell'ozono sia causato dall'emissione di sostanze inquinanti. Alcuni Paesi non si sono allineati ad altri, e quindi le polemiche non sono affatto terminate.

____ MECCANICA ONDULATORIA - Termine che indica la formulazione della meccanica quantistica nella quale i vettori di stato che descrivono i sistemi fisici sono funzioni delle coordinate spaziali e quindi in ogni punto forniscono la densità di probabilità di trovarvi il sistema stesso. Tali funzioni, dette "funzioni d'onda" (o "equazione d'onda") ubbidiscono all'equazione del fisico austriaco Erwin Schrodinger che la rese nota con una relazione nel corso di quest'anno. Fu poi premiato (assieme a Dirac) con il Nobel per la fisica nel 1933.
(che ben presto si dimostrò matematicamente equivalente alla "meccanica delle matrici di Heisemberger")

____ PACCHETTI D'ONDA - (vedi sotto)
____ MECCANICA QUANTISTICA - Come Schrodinger, nel corso dello stesso anno, anche il fisico tedesco Max Born, cercò ci calcolare le implicazioni dell'onda associata all'elettrone e diede alle onde elettroniche un'interpretazione probabilistica (ebbe dopo quasi trent'anni il Nobel per la fisica nel 1954) . Lui , Bohr, Schrodinger, Eisemberger, De Broglie e Dirac, nel corso di questi anni (1925-1940) svilupparono una teoria fisico-matematica per spiegare il comportamento dei sistemi atomici e molecolari ed oggi accettata sostanzialmente senza eccezioni, come fondamento della fisica subatomica, atomica e molecolare. La meccanica quantistica e la relatività di Einstein sono i due grandi fondamenti teorici della fisica del Novecento.

____ RAZZO - Il 15 marzo di quest'anno (1926) un fisico americano - Robert Goddard - appassionato di razzi, ne lancia uno utilizzando ossigeno liquido. (vedi l'intera storia in "missile" anno 1903)

ANNO 1927

____ PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE - Fu enunciato nel corso di quest'anno dal fisico tedesco Werner Karl Heisemberger. Indica come funziona l'universo, e la sua esistenza quale limitazione spiega molte sfaccettature dell'universo che sarebbero prive di senso se tale limitazione non esistesse.

ANNO 1928


____ TELEVISIONE - Il problema di come trasmettere immagini oltre che suoni fu studiato fin dal 1880, e fra i migliori risultati ci furono quelli del 1884 basati sul disco forato del fisico russo Paul Nipkov. L'invenzione fu possibile essendoci già a disposizione la cellula fotoelettrica; che risultava così sensibile che poteva produrre una trasformazione energetica ad effetto fotoemmittente con una sensibilità simile a quella della retina dell'occhio. Non solo: questa sensibilità poteva trasformare le variazioni di intensità luminosa in modulazioni di corrente.
Questa fotocellula situata nella macchina da presa inventata da Nipkov, avrebbe dovuto registrare la luminosità punto punto delle varie parti del soggetto, riproducendo ogni punto con la giusta intensità attraverso un disco con una serie di fori disposti a spirale, situato tra l'oggetto e la cellula. Facendo girare il disco (ripetiamo con dei buchi a spirale) un solo punto dell'oggetto si sarebbe trovato esposto alla cellula, ma al termine di ogni rotazione tutti i punti dell'oggetto (o chiari o scuri) sarebbero stati esplorati (come la lettura di una pagina di un libro dall'alto in basso). Trasformati questi segnali luminosi in impulsi elettrici via cavo, l'apparecchio ricevente ricostituiva gli impulsi elettrici in luminosi tramite altre fotocellule e un altro disco, e a mano a mano che il disco girava in sincronia con quello della stazione trasmittente, l'occhio avrebbe riunito assieme tutti i punti e avrebbe visto la riproduzione dell'oggetto. Questo avviene perchè la nostra retina conserva l'immagine di quel che vede per un decimo di secondo. Quindi bastava dare al disco una velocità non inferiore a dieci giri al secondo per avere la continuità della visione della figura, fissa o in movimento; in quest'ultimo caso ai due dischi (ripresa e ricezione) bisognava dare una velocità non meno di sedici giri al secondo. Era il 1884, Nipkov aveva solo 23 anni, l'invenzione dava risultati abbastanza passabili, l'aveva anche brevettata, ma dopo qualche anno di alterne vicende lasciò scadere i suoi brevetti e cambiò mestiere. Di televisione non si parlò quasi più; occorse quasi mezzo secolo per riproporre quell'idea, e grazie al primo sponsor della televisione. Lo scozzese John Logie Baird o per passione o per curiosità, nel 1923, dentro un seminterrato di Soho, aveva rispolverato l'idea del disco di Nipkov, l'aveva migliorata, sperimentata, e dato che la radio in quel momento spopolava, l'aveva chiamata "Radiovision" trasmissioni di immagini via radio, poi la brevettò e la presentò alla Royal Istitution di Londra. Mise poi un annuncio sul "Times" per cercare un finanziatore; a leggerlo con una certa curiosità fu l'impresario cinematografico Will Day, che non si fece scappare l'occasione di questa novità che gli fu presentata il 28 gennaio 1926. E che consisteva in macchina per la ripresa delle immagini e invio tramite le onde radio per la ricezione delle stesse in un mobile in grado di vederle da una finestrella rettangolare dotata di una forte lente di ingrandimento. O perchè era una novità o perchè Day era di quel giro, l'anno dopo, - 1927 - la BBC inglese adottò la Radiovision e allestì la prima stazione televisiva che trasmetteva a venti km di distanza, in pratica su tutta Londra.
Il 30 settembre 1929 Baird mise in onda la prima ufficiale trasmissione televisiva del mondo. Ma non era la soluzione per far decollare la televisione, Baird non aveva preso in considerazione un altro sistema, che era quello di utilizzare il tubo a raggi catodici di Braun (vedi l'invenzione - anno 1897), che lo aveva realizzato e presentato fin dal 1897 anche se in forma diversa da quella disponibile a fine anni '30. Tuttavia, anche se Braun non immaginava di certo l'uso futuro del suo tubo, questo era già in grado di emanare raggi, e quindi di esplorare l'immagine, ed anche in grado di trasmetterle in un certo modo facendo le veci del disco di Nipkov.
Ci limitiamo qui a pochissimi cenni, rimandando il lettore a trattati scientifici su questo argomento
I raggi emessi dal tubo di Braun hanno la proprietà di deviare quando siano in presenza di cariche elettriche, e di deviare in misura proporzionali alle cariche stesse. Si utilizza proprio questa proprietà per esplorare le immagini con un minutissimo raggio catodico, sottile come un pennellino e velocissimo come una saetta, a spostarsi riga per riga, da sinistra a destra, e poi dall'alto in basso. Se immaginiamo applicate al tubo due piastrine, una in alto ed una in basso, alle quali arriva corrente, esse deviano il raggio catodico secondo un angolo proporzionale alla intensità della elettrizzazione che assumeranno. Aumentando questa, aumenterà la deviazione. Allora, se potremo dare una carica crescente alle nostre piastrine, avremo per effetto che il raggio passerà successivamente davanti a tutti i punti di una riga dell'immagine. Per passare alla riga successiva si devia il raggio in basso e si ripete la deviazione di prima, e così nelle successive, cioè si ottiene alla fine del ciclo l'intera esplorazione del soggetto. Nell'apparecchio ricevente ("cinescopio") avviene qualcosa di molto simile; qui il raggio catodico ricevuto è deviato con un dispositivo quasi identico, in sincronismo con quello della stazione emittente. Sul fondo del tubo catodico è presente una sostanza che eccita una fluorescenza e questa trasforma in luminosità diversamente intensa le modulazioni di luce che a sua volta ha percepito l'"occhio elettronico" ("iconoscopio") della stazione emittente.
Proprio nello stesso anno che Baird inaugurava la prima trasmissione a Londra, un suo collega russo ma emigrato negli Stati Uniti, il fisico Wladimir Zworykin, realizzava il primo sistema interamente elettronico di ripresa televisiva, basato sull' "iconoscopio" e sul "cinescopio" e dai quali si svilupperà la televisione attuale. E se Baird aveva attirato l'attenzione della BBC inglese, Zworykin attirò l'attenzione del presidente della RCA americana, David Sarnoff, che mise in piedi una stazione televisiva e mandò in onda la prima trasmissione di televisione moderna nel 1931 con un grande avvenimento sportivo: l'incontro di pugilato del "gigante" Primo Carnera.

____ TELEVISIONE A COLORI - Zworykin prima ancora di lanciarsi con la televisione in bianco e nero, forte delle sue esperienze col tubo catodico, già nel 1925 aveva brevettato un sistema per il colore. Ma non aveva ottenuto grossi risultati come il B e N; impegnato com'era a realizzare questa, l'altra fu abbandonata. Nel frattempo l'inglese Baird continuando con disco di Nipkov aveva fatto anche lui alcune esperienze, escogitando il sistema di usare non un solo disco ma tre dischi i cui fori erano coperti con tre filtri, con i colori complementari, il rosso, il blu, il verde, sia nella macchina da presa sia nel ricevitore. Baird insisteva su questa strada sbagliata, mentre molti ricercatori ormai avevano capito che se volevano progredire bisognava camminare sulla strada tracciata da Zworykin: usando l'elettronica sia nel B e N come nel colore. Baird ottenne qualche risultato discreto ancora nel 1936, quando una società tedesca - la Fernseh - in occasione delle Olimpiadi di Berlino mandò in onda ogni giorno alcuni filmati. Pur usando Baird in parte il disco e in parte anche lui l'elettronica, le immagini erano piuttosto pessime, con una definizione di sole 180 righe. Nel 1939 pur con delle notevoli migliorie raggiunse appena le 240 righe.
Non così Zworykin in America presso la RCA (ne divenne poi vicepresidente, e da questa sorse anche la NBC) che procedendo sempre sulla strada del tubo elettronico nel 1939 aveva già raggiunto le 441 righe, mandando nel 1940 in onda la Fiera Mondiale di New York con la definizione di 525 righe e la cadenza di 30 immagini al secondo. Era la televisione B e N definitiva, visibile da un vero e proprio cinescopio. Ma anche quella a colori in America fece passi da gigante, questa volta con la CBS e il suo geniale inventore Peter Carl Goldmark (1906-1977 - inventore poi del disco LP nel 1948) che nello stesso 1940 presentò un suo sistema televisivo a colori elettronico, ma sempre con tre dischi sia nella telecamera sia nel ricevitore. Idea presto superata ancora dalla RCA con la geniale idea di David Sarnoff che fa generare da tre catodi diversi, tre raggi, che si comportano nella ripresa come tre pennelli elettronici diversi, ognuno con uno dei tre colori fondamentali. Gli stessi raggi quando sono ricevuti dal cinescopio con angolazioni diverse e un decodificatore, colpiscono soltanto i punti fosforescenti che emettono i tre colori, che si ricombinano per produrre un'immagine dell'oggetto originale sullo schermo. Nel 1949 questo tipo di televisione a colori a 525 righe di definizione diventa una realtà e fino ad oggi tale è rimasta in America.
Tutti gli altri Paesi non rimasero a guardare, ognuno in pochi anni realizzerà la propria televisione sì elettronica ma con diverse definizioni, facendo sorgere dei problemi dal 1960 fino agli anni '70; cioè quello di trovare uno standard. In Francia si era sviluppato il sistema Secam, in Germania il sistema Pal (furono poi unificati con 625 righe) mentre l' America non volle rinunciare al suo con 525 righe (che adottò poi anche il Giappone).
In seguito ci furono solo migliorie, perfezionamenti, vari dispositivi, uso sempre massiccio del transistor e dei circuiti integrati, ma il cinescopio rimase sempre quello. Nello stesso anno della decisione di uno standard televisivo in Europa, un tecnico- chimico del RCA americana -George Heilmeir - inventa lo schermo a ...

_____ SCHERMO A CRISTALLI LIQUIDI (vedi sotto)
_____ SCHERMO AL PLASMA - Sostanza liquida organica con caratteristiche ottiche cristalline, grazie alle quali è possibile ottenere un visualizzatore estremamente compatto al posto degli ingombranti tubi catodici, e consumando tra l'altro una minima energia. La tecnica per l'utilizzo dei cristalli liquidi fu sviluppata nel 1965 dal tecnico George Heilmeir dentro la RCA, invenzione che la compagnia americana, non prese in nessuna considerazione per realizzare dei televisori. Tuttavia i cristalli liquidi furono impiegati nei primi display per calcolatrici, display monocolore per sottili computer portatili, o per fare quadranti di orologi. Ancora nessuno pensava a quel tempo che fosse possibile sostituire uno schermo a colori a tubo catodico. Eppure i ....

____ CRISTALLI LIQUIDI ...non erano cosa nuova, addirittura le proprietà erano stati scoperti nell'altro secolo, nel 1888, merito di un chimico austriaco - Friedrich Reinitzer - che scoprì compiendo vari esperimenti che le molecole dei cristalli liquidi hanno la proprietà di orientarsi nello spazio in presenza di un campo elettrico (magnetico) e quindi in grado di polarizzare le radiazioni luminose su vari piani. I suoi esperimenti passarono quasi inosservati anche perchè pochi avevano posto la loro attenzione sul tubo elettronico di Braun. Dopo quasi ottanta anni, riprendendo in mano proprio questi studi di Reinitzer, Heilmeir - come accennato sopra- nel 1965 alla RCA realizzò uno schermo composto da due strati liquidi attraversati da una rete a maglia con migliaia di sottilissimi conduttori, in modo che a ogni punto dello schermo corrispondeva un cristallo, che se attraversato dalla corrente elettrica poteva polarizzare la luce. Era già una cosa pratica ma come abbiamo detto fu una realizzazione sottostimata, anche perchè si era proceduto in un modo poco ordinato su una base pratica più che teorica, questo fin quando il francese Pierre Gilles de Gennes negli anni '80 (prenderà poi il Nobel della fisica nel 1991) non fa solo esperimenti ma formula una teoria completa sui cristalli liquidi indicandone i presupposti applicativi. Da quel momento le applicazioni basate sulla tecnica indicata da Heilmeir non si contarono più, e fra queste applicazioni a partire dagli anni '90 gli schermi televisivi e quelli dei computer.
All'inizio ancora costosi, ma poi con gli abbattimenti dei costi a partire dagli anni 2000 hanno cominciato a mandare alla rottamazione gli ingombranti tubi catodici.


____ ANTIBIOTICO - (vedi sotto)
____ PENICILLINA - Già nel 1922 il batteriologo scozzese Alexander Fleming aveva scoperto che una sostanza isolata dalle lacrime e dal muco aveva la proprietà di distruggere i batteri. Era il prima enzima - lisozima - scoperto con queste proprietà. Continuando gli studi su questo campo la scoperta più importante Fleming la ottenne quasi per caso. Volendo eliminare e pulire un contenitore con dentro una vecchia colonia di germi di stafilocco, "notò" che dove si erano formate chiazze di muffa verdastra, i batteri patogeni erano non solo inferiore di numero ma addirittura erano del tutto scomparsi. Intuitivamente coltivò altri tipi di muffe (come quella del pane) e avuto lo stesso responso, dedusse che la muffa avava la capacità di eliminare le colonie batteriche. Chiamò tale sostanza "Penicillum notatum", il primo antibiotico scoperto (fu lo scopritore della Streptomicina a dare al farmaco questo secondo nome - vedi sotto), che però non persuase i suoi colleghi medici, e solo molti anni dopo a Fleming nel 1945 gli fu assegnato il premio Nobel per la medicina. Questo perchè nel frattempo - negli anni che precedettro lo scoppio della seconda guerra mondiale- due altri medici - l'australiano Howard Florey e il tedesco Ernest Chain - approfondendo la scoperta di Fleming erano riusciti ad approntare un vero e proprio farmaco antibiotico che fu chiamato "Penicillina", che però anche questo non ebbe subito la notorietà che si meritava. Fu sperimentato con successo negli Stati Uniti nel 1942, poi fu impiegato massicciamente per curare i feriti nel luglio del 1943 durante lo sbarco anglo-americano in Sicilia e durante lo sbarco in Normandia nel luglio 1944. L'impiego della penicillina sui feriti si rivelò "miracoloso", oltre il 95% dei soldati fu preservato dalle infezioni che normalmente le ferite causano soprattutto in ambienti poco salubri come sono i campi di battaglia. Nell'immediato dopoguerra, il primo Nobel della Medicina, quello del 1945, fu assegnato ai tre scienziati: Fleming, Chain e Florey.
La proprietà antibatterica della muffa verdastra non era però del tutto sconosciuta, in Cina 2000 anni primi i cinesi utilizzavano la muffa del latte, la cospargevano sulle ferite, ed evitavano così le infezioni.
Altri studi sulla proprietà delle muffe li avevano fatti due medici italiani Arnaldo Cantani e Vincenzo Tiberio, ma dati i tempi - si era a metà Ottocento - i loro studi non ebbero nè appoggi morali nè appoggi materiali.
Dopo il prodigioso impiego nel corso della guerra i procedimenti per realizzare industrialmente il farmaco, furono due, entrambi brevettati nel 1957. Uno realizzato con procedimento sintetico dallo statunitense John Shelhan, l'altro per via fermentativa dagli inglesi Doyler, Nayler e George Robinson. La sostanza si rivelò efficace contro i batteri Gram-positivi, mentre non riusciva a combattere quelli Gram-negativi. Nello stesso anno in cui fu dato il Nobel a Fleming, era stata impiegata per la prima volta la ....

____ STREPTOMICINA ... realizzata dal biochimico russo americano Selman Waksman, subito con molta efficacia sperimentata sull'uomo per la prima volta nello stesso anno. Il nuovo antibiotico derivato da muffe della famiglia Streptomyces, si rivelò il più adatto a combattere i batteri Gram-negativi. A Waksman gli fu assegnato il premio Nobel della medicina nel 1952. Come abbiamo ricordato sopra, fu lui a dare a questa e a tutte le sostanze simili il nome di "antibiotico" (da antibiosi, riferito a microrganismi, inibizione dello sviluppo) farmaco che uccide i germi patogeni o ne avita la la moltiplicazione. Ve ne sono alcuni a "largo spettro", a "limitato spettro", o "mirati" capaci questi ultimi di aggredire soltanto un particolare ceppo batterico.

____ NASTRO ADESIVO ( o "SCOTCH" ) - Realizzato in acetato di cellulosa con un lato cosparso di colla a base di gomma, a inventarlo fu uno statunitense - Richard Drew - un ricercatore della 3 M, che lo mise in commercio nel 1928. In Europa giunse solo nel 1937 prendendo nomi diversi, ma alla fine rimase quello originale.

____ TEORIA DEI GIOCHI - Enunciata nel corso di quest'anno (1928) dal matematico americano di origine ungherese John von Neumann.

ANNO 1929

____ ACCELERATORE DI PARTICELLE - Fu realizzato da due fisici, l'inglese John Douglas Cockcroft, e l'irlandese Ernest Thomas Sinton Walton. Fu chiamato inizialmente "moltiplicatore di tensione"; perchè accumulava elevate tensioni elettriche in grado di accelerare i protoni al punto che questi contenevano più energia delle particelle alfa reperibili in natura. (Rutheford aveva utilizzate queste ultime per bombardare atomi e provocare reazioni nucleari).

ANNO 1930

____ PLUTONE - Dopo la scoperta di Nettuno (vedi 1846) erano passati quasi 84 anni, e come abbiamo visto in quella data, questo pianeta fu scoperto matematicamente a causa di certe irregolarità nel percorso di Urano; ma da allora non tutte le discrepanze erano state eliminate e diversi astronomi queste persistenti irregolarità le avevano sempre attribuite ad un altro pianeta che doveva esserci oltre Nettuno. Un astronomo in particolare per l'intera sua vita - Percival Lowel - calcolò una sua possibile orbita e dopo migliaia e migliaia di osservazioni lo aveva cercato, ma inutilmente. Aveva però lasciato un buon osservatorio, e quindi i suoi collaboratori continuarono la ricerca. E fu scoperto il 13 marzo 1930, da Clyde William Tombaugh, con un singolare sistema. Conoscendo all'incirca la zona dove il pianeta doveva passare gli sembrò inutile puntare il telescopio, perchè lo sciame di stelle che appariva in quella zona (circa 50.000-400.000 stelle) avrebbe senza dubbio fatto passare inosservato all'occhio umano un piccolissimo puntino, quale doveva essere il pianeta X. Fotografò a distanza di due giorni la zona, poi le lastre le proiettò in rapida successione su uno schermo; se erano tutte stelle, i puntini si sarebbero sovrapposti rivelando nessun movimento. Ma se uno dei puntini fosse stato un pianeta in movimento, sullo schermo quel pintino sarebbe stato visto sfrecciare avanti indietro. Tombaugh lo scoprì così, e gli diede il nome Plutone.
Il nono pianeta del Sistema Solare è un piccolo pianeta, ha un diametro di 2600 km, è distante dal Sole 5.900.000.000 km, l'anno è pari a 247,7 quello della Terra. Nel 1978 si è scoperto che è accompagnato da un satellite "Caronte" che ha 600 km di diametro e gli ruota attorno con un periodo di 6,4 giorni. Alcuni astronomi avanzano l'ipotesi che Plutonè non si è formato come un vero e proprio pianeta, ma che fosse originariamente un grosso satellite di Nettuno espulso dal sistema a seguito di un'interazione con un altro satellite nettuniano, Tritone, che è più grande di Plutone, 3500 km di diametro).
Nonostante la scoperta di Plutone, le influenze che dovevano scomparire esistono ancora, pertanto rimane la possibilità di un altro grande pianeta al di là di Plutone.

____ CICLOTRONE - Dopo l'"acceleratore di particelle" realizzato da Cockcroft e Walton nel 1929 (vedi), il fisico americano Ernest Orlando Lawrence costruisce il "ciclotrone". Nel primo le particelle viaggiavano in linea retta, spinte avanti da un campo magnetico, il secondo le particelle le fa viaggiare in circolo, e a ogni giro ricevono un'altra spinta di potenziale elettrico, viaggiando così sempre più velocemente.

ANNO 1931

____ PLEXIGAS (vedi anno 1907 "bachelite")

____ NEOPRENE - Dopo la crisi del '29, gli Stati Uniti, in piena era della motorizzazione di massa, temendo da un momento all'altro una guerra in Europa o in Asia (dove in Malesia avevano trasferito la grande produzione della gomma) sorse la necessità di fabbricare un tipo di gomma sintetica.
A realizzarla nel corso di quest'anno, fu il chimico americano di origine belga Julius Arthur Nieuwland. La sostanza fu chiamata "neoprene". Si rivelò preziosa quando effettivamente l'approvvigionamento di gomma fu interrotto

____ DIMENSIONE DEI VIRUS - Le malattie provovate da virus ne erano state scoperte ormai una quarantina, ma nessuno aveva ancora dimostrato l'esistenza dei virus. Li scoprì un batteriologo inglese nel corso di quest'anno - William Joseph Elford. Dalla finezza del telo da dove li filtrava ne scoprì anche la dimensione.

____ PALLONI STRATOSFERICI - I palloni non era la prima volta che alcuni scienziati li avevano usati per salire molto in alto nell'atmosfera. Fino a un certo limite (10.000 metri) personalmente vi erano anche saliti sopra, oltre avevano usato palloni senza equipaggio. Il fisico svizzero Auguste Piccard voleva studiare da vicino la ionosfera, costruì un navicella sigillata in alluminio con all'interno un 'atmosfera normale e con questo pallone salì fino a 15.000 metri. In seguito furono raggiunte altezze di 30.000 metri.

ANNO 1932

____ NEUTRONE - Che l'atomo fosse composto da protoni e da elettroni lo si sapeva da venti anni, queste erano le uniche particelle conosciute. Ma qualcosa ogni tanto non andava, facendo alcune somme si riscontravano anomalie, in certi casi non vi era una spiegazione. Il fisico inglese James Chadwich, fece questo ragionamento: una radiazione in grado di espellere protoni doveva essere formata da una particella di massa all'incirca pari a quella del protone. La nuova particella ipotizzata da Chadwich fu chiamata "neutrone"; e in effetti risultò essere proprio la particella capace di innescare le reazioni nucleari. Per questa scoperta a Chadwich fu assegnato il premio Nobel per la fisica nel 1935.

____ NUCLEO DELL'ATOMO - Chadwich aveva appena annunciato la sua ipotesi e subito Heisemberger congetturò che il nucleo dell'atomo doveva essere costituito da protoni e da neutroni e senza elettroni. Questa ipotesi faceva quadrare alcune cose ma altre rimanevano senza risposta. Se i protoni erano a carica positiva e i neutroni a carica neutra come spiegare che il nucleo rimanesse fortemento unito. Prima si era pensato al "cemento" degli elettroni (che erano negativi), ma se si escludeva ora la loro presenza nel nucleo, chi operava nel nucleo? Heisemberger congetturò l'esistenza di "forze di scambio". Dovevano passare molti anni prima che questo concetto cominciò ad essere adeguatamente sviluppato.

____ POSITRONE - Proseguendo i ragionamenti di Chadwich e Heisemberger, un altro fisico - Carl David Anderson - ne fece uno suo prendendo in considerazione una ipotesi fatta da Dirac, che su base teorica affermava che doveva esserci una particella uguale all'elettrone ma con carica positica annzichè negativa. Quando nel corso dell'anno 1932 condusse alcuni esperimenti, Anderson scoprì la particella a carica positiva prevista da Dirac: il positrone. La particella subatomica che differisce dall'elettrone solo per avere carica positiva: è appunto detto anche "elettrone positivo".


____ PARCHIMETRO - Fu un giornalista statunitense a ideare nel 1932 un dispositivo che regolasse la sosta automatica degli autoveicoli nei parcheggi pubblici piuttosto affollati. Funzionante con una monetina o un gettone un meccanismo ad orologeria registra il tempo di sosta in base alla/e monetina/e introdotte. L'inventore Carl Magee.


ANNO 1933

____ AUTORADIO - Con la possibilità dell'elettricità erogata da una batteria di un auto, l'idea venne all'americano John Feldman; ebbe subito un clamoroso successo.

____ ZERO ASSOLUTO - (o termometro assoluto) (vedi anno 1592 "Termometro" )

____ CATARINFRANGENTE - L'idea era semplice, fare con vario materiale, plexigas o vetro, una superficie rossa o gialla a nido d'ape, con dei rilievi a diamante (che diventano come delle lenti prismatiche) fanno riflettere maggiormente la luce e quindi la visione a lunga distanza; la realizzò l'inglese Percy Shaw. Ebbe così fortuna che non esiste automobile che non abbia una catarinfrangente sul retro, e massicciamente è impiegato per la segnalazione stradale notturna e per indicare ostacoli di ogni genere.

____ ORMONI (vedi sotto)
____ ESTRONE - I biologi con le continue scoperte inizarono a supporre che diverso sviluppo di maschi e femmine fossero implicati degli ormoni e che questi controllando lo sviluppo del sesso sossero simili ma diversi. Nel 1929 il biochimico americano Edward Adelbert Doisy, isolò un ormone sessuale femminile, che venne chiamato "estrone", ossia ormone dell'estro; detto anche "follicolina" o "estrina", prodotto dal follicolo ovarico e nella gravidanza anche dalla placenta.
Indipendentemente era arrivato alla stessa scoperta il biologo tedesco Adolf Friedrich Butenandt.

____ ANDROSTERONE - Se esisteva un ormone femminile, doveva esistere anche un ormone maschile; e fu poi proprio Butenandt due anni dopo (1931) a scoprirlo e a dedurne la struttura nelle gonadi (testicoli) dell'uomo, dove viene prodotto e stimola il tipo di sviluppo necessario e le caratteristiche del maschio adulto. Gli fu dato il nome "androsterone"; scoperta che fu confermata dal chimico svizzero di origine croata Ruzicka che lo sintetizzò pure, condividendo poi nel 1939 il Nobel per la chimica con Butenandt, che nel frattempo nel 1934, aveva scoperto anche il ...

____ PROGESTERONE - ... l'ormone di vitale importanza per i meccanismi chimici coinvolti nella gravidanza. Il progesterone è detto anche ormone della maternità od ormone della gravidanza in quanto ha il compito di indurre la mucosa uterina le modificazioni necessarie a favorire l'annidamento dell'uovo fecondato. Il progesterone agisce interrompendo l'estro e la successiva ovulazione, portando a proliferazione la mucosa della musculature uterina. Favorisce inoltre lo sviluppo della ghiandola mammaria durante la gravidanza. L'elaborazione del progesterone da parte del corpo luteo è regolata dall'ipofisi per mezzo della gonadropina luitenizzante o prolan B. L'ipofisi è infatti il centro motore di tutte le funzioni sessuali.

____ EMBOLIA - (vedi sotto)
____ BATISFERA - Anche se da tempi antichi ci si immergeva a grandi profondita marine per curiosare, o raccogliere spugne, coralli, perle ecc, con i mezzi meccanici sempre più perfezionati, con scafandri o contenitori stagni, si era iniziato a scendere sempre più nel fondo marino per posare o riparare cavi telefonici o per studi naturalistici; non si sapeva ancora nulla sugli inconveninti della pressione sul corpo umano, piuttosto empiricamente si pensava che bastava essere collegati in superficie con dei tubi dell' aria, o bombole di aria compressa, per essere tranquilli. Invece pur con questi accorgimenti e garanzie non raramente si verificavano delle incomprensibili morti. A indagare nel 1878 era stato un fisiologo francese Paul Bert (1833-1886) accertando che a elevate pressioni l'azoto nel sangue si scioglie e riemerge in bolle quando la pressione diminuisce risalendo in superficie; era questa la letale "embolia gassosa". Per evitare questo grave problema - Bert suggeriva per la prima volta - la pressione bisognava diminuirla eseguendo la riemersione molto lentamente.
Seguendo queste regole enunciate da Bert molti anni prima, un naturalista americano - Charles William Beebe (1877-1962) fu stimolato a costruire una solida batisfera ("sfera di profondità) in acciaio con oblò di quarzo, che avrebbe permesso di esplorare il fondo marino. Nel corso di questo anno 1934, collegato a una nave appoggio da un cavo, Beebe scese fino alla profondità di 910 metri.
Il rischio fu grosso perchè in caso di rottura del cavo, non essendo autonomo, non avrebbe mai potuto riemergere. Solo più tardi furono progettati batiscafi e sfere capaci di scendere e navigare nelle grandi profondità in forma autonoma.

____ COMPUTER - Il primo - anche se già esistevano le valvole termoioniche fu realizzato nel 1935 da Konrad Zuse, nato 25 anni prima, il 22 giugno del 1910, a Berlino. Si trattava di un apparecchio programmabile. Era sì "elettro-meccanico", ma come i moderni computer utilizzava già i numeri codificati in binario, che Zuse chiamava sekundal. Il Versuchmodell, o modello sperimentale di Zuse fu il primo elaboratore della storia, chiamato col nome V1, in seguito fu sostituita dalla lettera Z, iniziale del suo nome. Ben pochi compresero i risultati ai quali avrebbe portato successivamente la sua invenzione. Ma geloso com'era dei suoi esperimenti fatti fra le mura del salotto di casa, Zuse aveva deciso di mantenere segreto il suo progetto (vedi Biografia di Zuse) .
Zose, nella sua "creatura" utilizzò l'invenzione di HOLLERITH (una macchina elaboratore a schede perforate), usò il sistema binario di BOOLE, ma banalmente non usò le valvole, ma i relè. Dirà poi "mi sembrava quasi stupido usarle". 
Lavorando appunto sul sistema binario, lo zero e l'uno (di Boole e di Leibniz ) - CHE E' POI IL
SISTEMA DEI CHIN'G - CINESI) Zose fa corrispondere qualsiasi grandezza numerica da elaborare con il famoso 1 e 0. Nel salotto di casa, a Berlino, al numero 7 della Methfellstrasse  Zuse costruisce quello che è considerato il primo COMPUTER della storia, anche se ha parti in movimento meccanico: i relé. E' insomma da considerare il padre dell'elaboratore "elettromeccanico" e di quello successivo "elettro-magnetico", ma non ancora elettronico.
Non molto lontano da Zose, un fisico russo-rumeno non commette l'errore a non usare le valvole termoioniche della radio (disponibili fin dal 1904). Il vero realizzatore del COMPUTER ELETTRONICO é dunque il fisico russo-rumeno ATANASOFF BERRY (vedi Biografia) , che dal 1939 al 1940 seguendo però la pista tracciata da Zose, costruisce il primo calcolatore interamente elettronico con valvole termoioniche (che in seguito furono sostituite prima con i transistor, poi dai circuiti integrati e infine dal microprocessore). Atanasoff chiama la sua "creatura", "macchina per il computo elettronico" ABC, (Atanasof Berry Computer) dove AB sono le iniziale del suo nome, e la C è usata per indicare per la prima volta il… Computer. L'origine del nome é molto semplice, in rumeno, calcolare, si dice appunto còmputà = contare, dall'antica radice latina-romana, compurare= fare di conto. Ma anche la macchina di Atanasoff non ebbe molta fortuna, per la scarsa attenzione. Fortunatamente aveva depositato le sue ricerche al centro universitario russo.
Per anni la relazione dell'invenzione (mentre il computer elettromagnetico di Zose si stava diffondendo) rimase seppellita fino al 1973, quando la HONEYWELL e la SPERRY RAND iniziarono una lunga battaglia legale per contendersi il brevetto degli elaboratori elettronici che stavano realizzando entrambe in concorrenza è già commercializzando in tutto il mondo. La Sperry nel realizzare il suo primo grande storico computer, l'aveva brevettato e co-autori del progetto erano MAUCHLY ed ECHERT. L'Honeyewell invece sosteneva l'infondatezza del brevetto, ma in effetti seguiva la stessa strada intrapresa dalla Sperry. Gli avvocati e gli esperti si trovarono molto in imbarazzo anche perchè in entrambi i computer c'erano molte cose in comune. Nella causa, indagando a fondo e a ritroso nel tempo, scoprirono che i due progettisti della Sperry erano stati informati nel 1940, proprio da Atanasoff, e per sua fortuna quest'ultimo come prova documentale aveva depositato i suoi studi al centro ricerche universitario russo e lì erano rimasti sepolti. 
La paternità quindi del COMPUTER fu quindi data e porta oggi il nome di ATANASOFF.
Ma in quegli stessi anni che Atanasoff costruiva il suo computer, operava un genio destinato a rivoluzionare il concetto stesso di macchina calcolatrice con tutti i suoi sbocchi per l'avvento del "computer" . ( vedi anno 1944 ) ( v
edi anche "microprocessore" anno 1971)

____ CORTISONE - Questo farmaco usato ampiamente come antinfiammatorio fu scoperto dal ricercatore statunitense Edward Kendall e il suo collaboratore Philips Hench, ricavando il composto da una delle due ghiandole surrenali. Nel 1950 a Kendal gli fu assegnato il Nobel per la medicina.

ANNO 1936

____ PRESSOFUSIONE - E' un processo di fusione di metalli o leghe impiegate allo stato semifluido o pastoso, che vengono inviate sotto pressione nelle forme. Questa tecnica che permette di ottenere pezzi con ottima finitura superficiale fu realizzata la prima volta in Italia nel 1936.

ANNO 1938

____ ELETTROSHOCK - Fu dato quest'anno - dal neurologo italiano Ugo Cerletti - l'annuncio di un valido metodo terapeutico per curare alcune forme di malattie mentali (particolari gravi stati depressivi, paranoia persecutoria, psicosi maniaco depressive, forte eccitazione, schizofrenia, manie suicide). Esso consisteva nel produrre una crisi epilettiforme mediante l'applicazione di corrente elettrica alle tempie del paziente. Questo metodo di far passare corrente attraverso il cervello provocando eccessi convulsivi fu - per motivi etici- messo molto in discussione. Un impiego generico fu in seguito abbandonato, preferendo nella maggioranza dei casi una vasta gamma di psico-farmaci ad azione calmante e antidepressiva.

____ PENNA A SFERA - "BIRO" - Dopo la stilografica che per 52 anni era diventata la penna per eccellenza, rispetto a quelle che montavano un semplicissmo pennino, due fratelli sconvolgono il tipo di scrittura inventando la penna a sfera. Gli inventori sono due emigrati ungheresi in Argentina: Ladislao e George Biro.
La stessa penna prende alla fine l'omonimo cognome dei due inventori. Per il bassissimo prezzo la diffusione planetaria diventa quasi immediata. Ma i puristi della bella scrittura la odiano; abituati fin dai primi segni a usarla i bambini crescono senza più badare alla calligrafia. La velocità ha abolito la qualità della scrittura. Fino a pochi decenni fa le persone colte avevano quasi tutti un bellissmo stile nella scrittura, ci restano le testimonianze di milioni di pagine del passato. Mentre oggi anche individui con una o più laurea in tasca, o persone coltissime, nel leggere i loro scritti bisogna fare i grafolici per capirci qualcosa.

____ CARTA DI CREDITO - Le prime comparvero negli Stati Uniti a questa data (1938), emesse da alcune catene alberghiere per i propri affezionati clienti, seguite subito dopo dagli acquirenti nei distributori di carburanti con carte emesse da alcune compagnie petrolifere, evitando così il pagamento in moneta contante. Il sistema di pagamento per l'acquisto di beni di consumo si diffuse invece nel 1950 presso i Grandi Magazzini statunitensi quando a diffonderle fu il Club Dinner's. Con l'avvento dell'elettronica le prime carte "intelligenti" furono quelle "telefoniche" introdotte per effettuare chiamate dalla cabine. In seguito con l'applicazione sulla carta di veri e propri circuti integrati, fu possibile riportare moltissimi dati personali del possessore, e perfino - se emesse da una banca - l'accesso al conto personale per effettuare pagamenti nei negozi, o con la cossiddetta "carta bancomat" effettuare prelievi di denaro alla sua banca o presso altre banche convenzionate.

ANNO 1939

____ FOTOCOMPOSIZIONE (vedi anno 1454 "STAMPA")
____ ROTOCALCO STAMPA a...- (vedi anno 1454 "STAMPA"

____ JEPP - Per l'impiego su terreni senza strade, fu dato in dotazione all'esercito americano questo veicolo con le quattro ruote motrici, realizzato dallo statunitense John Hovie. Chiamata in italiano anche "camionetta", divenne popolare per tutto il corso della seconda guerra mondiale.

____ DDT PESTICIDA - (DicloroDifenilTricloroetano), sintetizzato nel 1774, noto a tutti chimici fin dal 1873, le proprietà insetticide furono scoperte in questo anno 1939 da chimico Paul Muller (1899-1965) (vedi anno 1870 "Antiparassitari")

ANNO 1941

____ DRACON - Fibra tessile (vedi anno 1907 "bachelite")

____ WALKIE-TALKIE - Non sappiamo se la società statunitense Motorola fu espressamente sollecitata dal clima militaristico che stava vivendo l' America, ma sappiamo che alla ricerca furono destinate grandi risorse economiche, prima con il famoso Act "affitti e prestiti", poi intervenendo direttamente nella seconda guerra mondiale. Nel 1941 la Motorola realizzò la prima ricetrasmittente portatile che contribuì non poco a tutte quelle complesse attività e strategie militari durante il conflitto. Chi qui scrive, avendo un comando americano in casa a metà 1944, restava sempre sbalordito quando un ufficiale statunitense trasmetteva con la massima indifferenza ordini ai suoi subalterni, parlando da una scatoletta poco più grande di due pacchetti di sigarette. La radio la conoscevamo, ma le trasmittente ci sembravano veramente "cose da pazzi", le immaginavamo altissimi tralicci e sofisticate apparecchiature.

ANNO 1942

____ PILA ATOMICA (vedi sotto)
____ REATTORE NUCLEARE - Il primo reattore nucleare (accumulando uranio e ossido di uranio in combinazione con blocchi di grafite in una struttura chiamata "pila atomica") entrò in funzione presso l'Universita di Chicago negli Stati Uniti, il 2 dicembre 1942, con la prima reazione di fissione a catena controllata. A costruire la pila e a guidare gli esperimenti il fisico italiano Enrico Fermi. Quel giorno alle ore 15,45 si ottenne per la prima volta nella storia dell'"era dell'atomo" una reazione a catena, che cominciò ad autoalimentarsi ma venne subito soffocata; era questa la prima produzione controllata di energia atomica. Nel clima di guerra in cui si viveva in quegli anni, informato dei risultati fu presa dal Presidente degli Stati Uniti Roosevelt, la decisione politica-militare di utilizzare la storica scoperta per costruire un potente ordigno nucleare: la prima bomba atomica. Realizzata, il 16 luglio 1945 alle 5 del mattino, fu fatta esplodere nel deserto di Alamagordo, dimostrando la bomba la sua terrificante potenza. Venti giorni dopo erano pronte 6 bombe all'Uranio e 6 bombe al plutonio. Una del primo tipo fu sganciata il 6 agosto su Hiroshima, una del secondo tipo sganciata il 9 agosto su Nagasaki. L'effetto fu devastante, le due città furono distrutte all'istante da una violenta esplosione pari a 17.000 tonnellate di tritolo, mentre la temperatura inceneriva circa 300.000 abitanti. L'era dell'impiego e sfruttamento dell'energia nucleare fece il suo esordio peggiore. Forse segnando perfino il destino futuro dell'umanità.

____ CENTRALE ELETTRICA ATOMICA - La prima centrale elettrica funzionante con una pila atomica, fu costruita in Russia a Obninsk nel 1954.

____ BAZOOKA - Fu impiegato per la prima volta durante la Seconda guerra mondiale, per colpire i micidiali carri armati dei vari blitz dei tedeschi. A realizzarlo fu un americano: Leslie Skinner. Consiste in una micidiale arma portatile composta da un lungo tubo che si appoggia sopra la spalla e con un mirino si mira all'obiettivo. Lancia dei razzi speciali che non esplodono subito al contatto ma agiscono con la loro carica in profondità facendo prima fondere la corazza, poi esplodono all'interno distruggendo il carro armato.


____ BOMBA - Leonardo studiò l'influenza dell'aria sulla traettoria delle bombe, che erano allora semplici palle di cannone; le disegnò ogivali, di incredibile modernità, che sfruttano la forma aerodinamica e le alette direzionali che hanno sui fianchi, molto simili alle prime bombe lanciate dagli aerei già all'inizio della prima guerra mondiale. Erano dei semplici involucri metallici contenente esplosivi molto semplici; poco più di una bomba a mano. A perorare la causa che l'aviazione doveva formare "una terza branca delle arti della guerra" fu un poco ascoltato italiano Giulio Douhet. Era appena l'anno 1904, ma stregato dai primi voli di Wright, profetizzava e affermava che il dominio delle nazioni risiedeva unicamente nel "dominio dell'aria". Titolo che diede poi a un suo trattato militare d'avanguardia, che finì sulle scrivanie d
egli alti vertici militari di tutto il mondo. E proprio per merito della ostinazione di Douhet, i pionieri del volo bellico furono proprio gli italiani; infatti i primi esperimenti li fecero nella  guerra italo-turca. Il capitano Piazza il 23 ottobre 1911 effettuò numerosi voli di ricognizioni dimostrando l'utilità dell'aereo per correggere i tiri di artiglieria. Dieci giorni dopo l'aereo era già utile per altri scopi. Il sottotenente G. Gavotti realizzò il 1° novembre 1911, il primo bombardamento della storia lanciando dal suo aereo sugli accampamenti nemici di Ain Zara delle comuni bombe a mano.
Ma, furono, dissero quelli dell'esercito "episodi marginali", non degni di attenzioni da parte delle alte sfere dell'Esercito e della Marina (già tra di loro insofferenti). Ma non per Douhet, che vedeva ancora più lontano di questi dichiarati pessimistici "risultati marginali". Si era nel frattempo arrivati alla vigilia di drammatici eventi. Nel 1914 scoppiava la Guerra Mondiale. Gli episodi marginali detti sopra rimasero tali anche quando l'Italia - non preparata - entrò in guerra nel maggio del 1915. Erano passati già tre anni da quelle esperienze, e riuscì a schierare appena 15 apparecchi, anche se gli aerei "Caproni" già nell'agosto volavano sul fronte e nelle retrovie nemiche seminando il panico. Leggendarie alcune imprese, come quelle di Baracca, Locatelli, D'Annunzio e tanti altri
.
Più preparati invece i tedeschi che già nel 1915-16 iniziarono ad avere un netto predominio sui nuovi mezzi e sulle nuove strategie; classificando perfino -come aveva indicato proprio Druhet- già le operazioni aeree in quattro categorie: a) ricognizione, b) assalto, c) combattimento aereo, d) bombardamento. E di queste ultime operazioni ne fecero parecchie nelle città italiane, e non solo nelle zona di guerra, ma bombardando città civili per terrorizzare. I tedeschi persero la guerra ma ormai il bombardamento era entrato nella prassi di tutti gli eserciti. Ci furono quelli nella guerra di Spagna, col bombardamento delle città di Barcellona, Guernica e altre. Prova generale per i successivi bombardamenti a tappeto, nella seconda guerra mondiale, con le bombe diventate micidiali, dirompenti, incendiarie, al fosforo, teleguidate. (vedi le "imprese aviatorie") Fino ad arrivare a quelle apocalittiche con la bomba atomica ( vedi "atomica" anno 1945 ).

____ BOMBA AL NAPALM - Utilizzate dagli aerei americani, fecero la loro massiccia comparsa nella lunga guerra del Vietnam (1964-1975), ; consistevano in recipienti pieni di una sostanza gelatinosa mista a benzina, dagli effetti incendiari micidiali. La gelatina non permette l'immediata volatizzazione della benzina, ma appiccicandosi su uomini e cose ha un'azione incendiaria più prolungata. Questo tipo di bombe erano già state inventate dal chimico statunitense Louis Fieser nel 1942.

____ BOMBA CHIMICA - I primi ordigni cui si può dare questo nome furono quelle lanciate dagli austro-ungarici nella prima guerra mondiale. Soprattutto a Ypres, e da qui prese perfino il nome la sostanza impiegata: Iprite. Nella guerra italiana del 1935-36 in Abissinia furono lanciate alcune di queste bombe, che indignarono tutte le nazioni allora ostili all'Italia. Un'indignazione ipocrita, perchè in seguito tutte le grandi potenze si dotarono e riempirono i loro arsenali di bombe chimiche e anche biologiche. Come la bomba atomica, tutte le nazioni s'indignarono, ma appena ebbero le possibilità di costruirsene una, ignorarono i trattati di non proliferazione.

____ BOMBA A SPILLO - Il 18 novembre 1944, Radio Londra annunciava "In una città del veneto è stata sperimentata un nuovo tipo di bomba e l'esperimento ha avuto un ottimo risultato". - La città era Vicenza, erano le 10,40, quando uno stormo di 300 aerei scaricarono sulla città una quantità impressionante di bombe a spillo. Ecco la testimonianza di un sopravissuto Domenico Tizian "Mai vieste scene di quel genere, le bombe non erano grandissime, una sessantina di centimetri, ma appena toccavano terra si frantumavano in migliaia di schegge che finivano dappertutto, le persone morivano dilaniate, alcune erano irriconoscibili". Questa la testimonianza di Giuseppe Prandina (oggi 80enne) "Grida disperate, urla che ancora mi fanno venire i brividi, corpi maciullati. Fu questo quello che vidi: una madre correva, davanti a lei il figlio che, ad un certo punto, si muoveva come stesse ballando...Il realtà le schegge della morte lo avevano colpito in più punti e non riusciva a cadeere. Sembrava un burattino, i cui fili erano tirati da quelle miriadi aerei che, con il loro passaggio avevano oscurato il cielo". Fu un massacro, 500 corpi dilaniati, immortalati da un fotografo, con scene raccapriccianti: una lunga distesa di corpi lungo una strada che portava ai rifugi dove i malcapitati stavano cercando di raggiungere per mettersi in salvo dopo il suono della sirena che annunciava l'incursione. Scene dantesche, ed era solo l'inizio dell'inferno; poi scese dal cielo anche quello (vedi più avanti "Bomba atomica" anno 1945)

ANNO 1943

PVC (cloruro di polivinile) - (vedi anno 1907 - "bachelite")

____ RENE ARTIFICIALE - Il chirurgo olandese Willem J. Koliff realizzando la sua "miracolosa" macchina è da considerarsi un benemerito dell'umanità. I suoi primi prototipi anche se poi furono migliorati permisero di salvare fin da subito da sicura morte decine e decine di migliaia di pazienti affetti da insufficienza renale. La progettò nel 1943-44 e le prime sperimentazioni furono fatte nel 1945, poi visti i successi trasferitosi negli Stati Uniti d'America diede vita a una importante industria di quelli che sono considerati i primi organi artificiali. Non erano ancora la soluzione definitiva perchè il trattamento era piuttosto di breve durata e ogni volta bisognava impiantare in una vena l'ago. Ma le apparecchiature furono migliorate, e le cosiddette "emodialisi" di lunga durata, con un tubetto permanente nell'avambraccio, nel 1960 furono facilitate da una nuova macchina realizzata dal chirurgo americano Bolding Scribner. Erano ancora grandi, e quasi tutte dislocate in ospedali. mentre oggi ne sono state realizzate alcune molto compatte che si possono anche gestire personalmente al proprio domicilio. La funzione del rene artificiale è quello di sottoporre i malati di euremia a una periodica filtrazione dell'urea dal flusso ematico. Questo trattamento va eseguito tre volte alla settimana con sedute di diverse ore (8-10).

ANNO 1944

____ MACCHINA DI TURING - (vedi sotto)
____ COMPUTER (vedi sotto)
____ "BESSIE"- (vedi sotto)
____ "MARK 1" - (vedi sotto)
L'uomo geniale cui abbiamo accennato negli anni in cui Zuse e Atanasoff lavoravano ai loro computer (vedi anno 1935 "computer") l'uomo-simbolo della futura informatica come Alfred Einstein lo fu per la fisica, fu il matematico inglese di origine ungherese Alan Mathison Turing, nato nel 1912 e morto suicida nel 1954. Nel 1936, Turing presentò un suo studio riguardante una macchina calcolatrice astratta di uso generale per la soluzione di tutti i problemi matematici. La teoria del brillante matematico inglese era quella di costruire una macchina in grado di leggere un nastro continuo suddiviso in due parti: il calcolatore avrebbe dovuto leggere le istruzioni della prima parte, le avrebbe subito eseguite e poi sarebbe passato alla seconda parte del nastro. Questo metodo di impostazione della macchina, detta di Turing, convinse molti specialisti sulla possibilità di creare una vera e propria "intelligenza artificiale". Non solo, ma diversi storici sono convinti che furono proprio le straordinarie intuizioni scientifiche e matematiche di Turing che permisero agli Alleati di vincere la Seconda guerra mondiale. 
Durante il conflitto, infatti, diversi specialisti americani e inglesi, diretti da Turing con la piena approvazione di Churchill, riuscirono a decrittare i messaggi tedeschi codificati con...

____ ENIGMA ....la macchina crittografica realizzata nel 1923 dal berlinese Arthur Scherbius. Questo apparecchio, che funzionava con una pila elettrica e un sistema di tamburi rotanti e commutatori elettrici, permise ai nazisti di trasmettere messaggi praticamente indecifrabili nella primissima parte della guerra. Gli analisti tedeschi erano convinti che per decifrare uno dei 15.576 codici sarebbe occorso a un gruppo di matematici almeno un mese di tempo. Per questo motivo, Churchill incaricò Turing di organizzare e dirigere il centro sulla comunicazione cifrata di Bletchley Park, nel Buckinghamshire, formato da centinaia di menti brillanti e originali.
Tale gruppo, che raggiunse nel 1944 circa settemila persone, era composto da civili e militari, archeologi e uomini d'affari, giornalisti e cartografi, linguisti e geni della matematica, crittografi e musicisti, enigmisti e diplomatici, esperti navali e scacchisti, giocatori d'azzardo ed eminenti docenti di Oxford e Cambridge. Per svelare i segreti di "Enigma" Turing e T. H. Flowers, un esperto di centralini telefonici, realizzarono ....

____ "COLUSSUS" - .... il primo calcolatore elettromeccanico britannico impiegato per provare ad enorme velocità tutte le possibili combinazioni dei codici della macchina crittografica nazista. Proprio la decrittazione del codice di "Enigma" costò alla marina italiana tre incrociatori pesanti e due cacciatorpediniere nella battaglia di Capo Matapan del 28 marzo 1941. Questo perché gli inglesi seppero fin dall'inizio le strategie e i movimenti della nostra flotta.
"Colossus" era fornito di 1.500 valvole e pesava più di una tonnellata. Non aveva memoria e non poteva essere programmato. Eppure, era in grado di trattare 5.000 caratteri al secondo e di decifrare ogni giorno, dopo avere scardinato il sistema crittografato di "Enigma", più di 4.000 messaggi segreti tedeschi e altrettanti giapponesi e italiani. Churchill, però, non si rese conto fino in fondo delle enormi possibilità date dai calcolatori e dalle teorie di Turing. Dopo la guerra, ordinò di smontare e distruggere tutti i modelli di "Colossus" utilizzati per sconfiggere i nazisti. Turing continuò a dedicarsi allo studio dell'intelligenza artificiale e all'ideazione di nuovi calcolatori elettronici. Ipersensibile, incompreso, circondato dal scetticismo e dall'ostilità dell'ambiente scientifico, il matematico inglese si suicidò il 7 giugno 1954, mangiando una mela al cianuro, per motivi mai chiariti. Gli anni del dopoguerra, comunque, fecero registrare un balzo in avanti nella progettazione e nella costruzione dei calcolatori. Furono gli anni in cui dominarono i "dinosauri", per via del loro peso e delle loro dimensioni. Come nel caso di ...

____ BESSIE .... ovvero
____ MARK 1 ....il calcolatore elettromeccanico "Harvard Mark 1", realizzato nei laboratori IBM da Howard Aiken con la collaborazione di alcuni esperti e ricercatori dell'università di Harvard. 
"Bessie", così era stato soprannominato questo colosso, pesava cinque tonnellate, aveva 800 chilometri di cavi e più di tremila "relè", per un totale di 76 mila componenti. Lungo 16 metri e mezzo e alto due e mezzo, l'"Harvard Mark 1" fu il primo calcolatore a funzionare automaticamente con programmi registrati, gli "antenati" degli odierni "softwares" . Questa macchina era in grado di sommare due numeri di ventitrè cifre in tre decimi di secondo e moltiplicarli in soli sei secondi. Se consideriamo che queste stesse operazioni sono effettuate oggigiorno da semplicissime calcolatrici da taschino in un tempo più breve, possiamo benissimo capire cosa è stato fatto in meno di cinquant'anni. "Bessie" venne impiegata dalla Marina militare statunitense per studi di balistica e progettazione di navi e dalla Commissione per l'energia atomica per ricerche sulla disintegrazione dell'atomo.Una curiosità: fu proprio con questo calcolatore che venne coniato il termine di...

____ BUG .... in seguito usato dagli specialisti e appassionati di informatica per definire un errore di programmazione in un "software". Il fatto prende spunto da un divertente episodio: dopo un improvviso blocco della macchina, la matematica Grace Murray Hopper impiegò diverse ore per comprendere l'origine del guasto. Alla fine scoprì che uno scarafaggio si era annidato in un relè, bloccando il funzionamento di "Bessie".
Ma questo calcolatore, seppure dotato di misure ragguardevoli, può essere considerato piccolo davanti alle dimensioni del gigantesco elaboratore elettronico "Eniac", acronimo di "Electronic Numerical Integrator and Calculator" . (vedi ora anno 1946 - "computer"
)

ANNO 1945

____ BOMBA ATOMICA - Chiamata popolarmente così (in fisica l'aggettivo è "nucleare") questo ordigno di capacità distruttive immense, fu realizzata negli Stati Uniti d'America voluta dal "Progetto Manhattan" nel corso della Seconda Guerra Mondiale. La prima fu sperimentata il 16 luglio 1945 alle 5 del mattino nel deserto di Alamagordo. Era a "fissione nucleare" e gli scienziati si attendevano una forza esplosiva equivalente a 5.000 tonnellate di tritolo; la bomba ne sviluppò invece 20.000. Le opinioni di impiegarla come bomba dimostrativa oppure sganciarla direttamente sul Giappone furono contrastanti. Prevalse quello dello sgancio. Il 6 agosto 1945 ore 8.15.17 ne fu sganciata una all'uranio su Hiroshima, e tre giorni dopo - il 9 agosto un'altra al plutonio su Nagasaki. In entrambe le due sacrificate città l'effetto fu devastante. (vedi anno 1942 "reazione nucleare") e vedi qui pagine dedicate alla bomba atomica

ANNO 1946

____ COMPUTER ENIAC - (vedi sotto)
____ BIT - BINARY DIGIT -
"Eniac", acronimo di "Electronic Numerical Integrator and Calculator" Questo mastodonte entrò in funzione il 16 febbraio1946 in un salone di nove metri per quindici, al poligono di tiro del comando di artiglieria di Aberdeen, nel Maryland.
Ecco alcune sue caratteristiche: aveva quasi 17 mila valvole, 70 mila resistenze e 10 mila condensatori, 5 mila saldature e un peso di trenta tonnellate. Era capace di effettuare 300 moltiplicazioni o 5.000 addizioni al secondo e assorbiva la bellezza di 174 Kilowatt quando era in funzione, con il risultato di fare fondere continuamente, per via del terribile calore, gli isolanti dei diversi condensatori. Questo vero e proprio colosso, ma delicato come una fragile lampadina, venne costruito per conto dell'Esercito americano, più precisamente per il laboratorio ricerche balistiche. Originariamente doveva costare 150.000 dollari, alla fine, però, il suo costo arrivò alla stratosferica cifra di quasi mezzo milione di dollari, una somma altissima per un solo elaboratore. Ma spesa a parte (a carico dei contribuenti, ovviamente), l'"Eniac" era considerato utilissimo nei vertici dell'Esercito americano. Questo perché le tabelle balistiche, indispensabili per ogni tipo di cannone e proiettile, erano necessarie ai soldati statunitensi poiché, dopo la campagna di guerra del Nord Africa nel 1942, gli Alleati avevano capito che, a causa delle differenti caratteristiche e peculiarità del terreno, così diverso rispetto a quello americano, i tiri dell'artiglieria risultavano assai imprecisi. Allo stesso tempo, però, ricalcolare a mano tutte le precedenti tabelle era un'impresa a dir poco impossibile. Tanto per fare un esempio, per stilare una semplice tabella balistica occorreva calcolare dalle duemila alle quattromila traiettorie, ognuna delle quali richiedeva all'incirca 750 moltiplicazioni. Ecco perché il contributo di "Eniac" fu importantissimo, in quanto fu capace di calcolare una determinata traiettoria in appena 30 secondi contro le quasi venti ore necessarie a un matematico con l'ausilio di una calcolatrice elettromeccanica.
Considerato una meraviglia del suo tempo, questo gigante rimase in servizio per nove anni, fino a quando divenne praticamente impossibile usarlo a causa dei continui guasti e per le enormi spese di manutenzione (una squadra di dieci tecnici era sempre disponibile ventiquattro ore al giorno). Dato l'enorme calore sprigionato e la fragilità dei suoi componenti, l'"Eniac" si guastava in media ogni cinque ore e mezza e in un anno era capace di bruciare quasi 20 mila valvole. Ma oltre alle sue incredibili dimensioni e per il fatto di essere considerato il primo vero "prototipo" di "computer", l'"Eniac" merita di essere ricordato anche per un altro fatto.
Durante la sua costruzione, lo scienziato John Tykey creò il termine di "bit", attraverso la contrazione delle parole inglesi "Binary digit" (cifra binaria). Un "bit" è la più piccola unità di informazione che specifica uno dei due stati (0 o 1, acceso o spento) che codificano i dati all'interno dei computer. Una striscia di otto "bit" forma un "byte", oggi universalmente utilizzato per rappresentare un carattere o un numero singolo. Questo per dare un'idea del numero di calcoli che vengono effettuati da un comune computer dei nostri giorni (nell'ordine di diversi miliardi al secondo) per eseguire i tanti programmi o "softwares", rispetto alle prestazioni del povero "Eniac". Ma per proseguire nel famoso "sentiero" che abbiamo ricordato all'inizio c'era bisogno di una grande invenzione, capace di fare progredire ulteriormente l'avvento delle macchine calcolatrici. Questa invenzione, la prima di una lunga serie, si chiama "Transistor". ( vedi anno 1948 "transistor" ).

ANNO 1947

____ MOTOSCOOTER - La motocicletta godeva ormai da quasi cento anni (vedi anno 1868 "motocicletta") di buona salute; modelli di varia potenza, con il solito telaio a traliccio, le classiche sospensioni, i motori sempre più potenti. Una rivoluzione nella foggia, nella maneggevolezza perchè dotate di motori a due tempi e non oltre i 50 cc. ma anche belli come estetica, venne quest'anno da un singolare nuovo veicolo prodotto dalla Innocenti: la ....

____ LAMBRETTA - Per il prezzo contenuto e per il basso consumo di carburante, ebbe una immediata diffusione di massa. Fu seguita quasi immediatamente da un altro motoscooter che offriva una carrozzeria più elegante e riposante, adatto anche alle signore con la gonna: la...

____ VESPA .... progettata dall'ingegnere Corradino D'Ascanio (l'inventore anche dell'elicottero - vedi anno 1877) realizzata dalla società italiana Piaggio. Quasi contemporaneamente nel 1949-50 comparve il....

____ CICLOMOTORE - A produrre questo nuovo marchingegno - un motorino da applicare a una normale bicicletta - fu la tedesca NSU. In Italia iniziò a produrlo la Ducati, dandogli un nome accattivante: Il...

____ CUCCIOLO. Anche questo modello ebbe una larga diffusione, merito anche di una simpatica canzoncina che fece presa sui giovani "Se vuoi venir con me - ti portero' sul Cucciolo - il motorino è piccolo - ma batte come il mio cuor". Altro modello il "Mosquito". Chi non aveva le finanze per comprarsi lo scooter, optava per i due piccoli "motorini". Ma -salvo presso i pochi spiantati giovanissimi - non ebbe grande fortuna. A 8 anni dalla comparsa, mentre in Olanda il 33% delle famiglie ne possedeva uno; in Francia il 34%; in Germania l'11%, l'Italia era ferma al 2% mentre le moto e gli scooter toccarono il 24%.


____ FOTOGRAFIA TRIDIMENSIONALE - (vedi sotto "olografia")
____OLOGRAFIA - Come sappiamo la fotografia restituisce un immagine "piatta", cioè bidimensionale, ogni artificio con le ombre sono semplici illusioni ottiche. In cento anni non si era andati più in là, fin quando nel 1947 un fisico inglese di origine ungherese - Dennis Gabon - mette a punto una tecnica fotografica singolare: un oggetto da fotografare viene colpito da un fascio luminoso diviso in due, una parte illumina l'oggetto e invia alla pellicola fotografica tutte le sue irregolarità, l'altra parte colpisce uno specchio dove invece l'oggetto è riflesso. Il primo fascio registra l'oggetto reale, il secondo registra quello dello specchio che restituisce una figura piana. Quando i due fasci coincidendo giungono sulla pellicola hanno creato un'interferenza tra le due onde luminose. La pellicola una volta sviluppata appare vuota, ma se vi si fa passare luce restituisce un'immagine ta tre dimensioni dell'oggetto fotografato. E' l'olo-grafia, cioè, "tutto intero", la fotografia tridimensionale. La sua invenzione in quegli anni rappresentò per molti solo una spettacolare bizzarria di un fisico; tuttavia nel 1971 a Gabon gli fu assegnato il premio Nobel per la Fisica. Quando però comparve sulla scena il Laser che consente di ottenere fasci di onde luminose monocromatiche con la stessa frequenza e tali da non divergere nello spazio, le immagini tridimensionali si diffusero in moltissimi settori.

ANNO 1948

____ TRANSISTOR - L'invenzione mandò in soffitta le "valvole termoioniche" (vedi anno 1904) che avevano tanti difetti: erano fragili perchè realizzate in vetro, erano sotto vuoto, divoratrici di energia, bisognava attendere che si riscaldassero, e spesso dopo un certo periodo diventavano inutilizzabili (oltre che nelle radio si usavano a migliaia anche nei primi grandi colossali computer). Furono due tipi di cristalli semiconduttori a permetterne l'invenzione: prima il germanio poi il silicio; essi erano solidi, robusti, assorbivano poca energia, e non occorrendo riscaldarli funzionavano subito. Come le valvole, il dispositivo realizzato con questi due cristalli assolveva le funzioni di interruttore, raddrizzatore, amplificatore. Ma la cosa più importante era che con la miniaturizzazione si poteva realizzare il dispositivo su una piccolissima scheggia di cristallo con opportune tracce di impurità.
Furono tre ricercatori americani, John Bardeen, Walter Houser Brattain e William Bradford Shockley (tutti dipendenti della Bell Laboratories) a idearlo e a perfezionarlo. I tre brindarono sotto l'albero di Natale il 23 dicembre 1947, quando terminato un esperimento constatarono che la loro picolissima piastrina poteva benissimo sostituire le ingombranti valvole in tutte le apparecchiature elettroniche. Ne migliorano l'efficienza nel 1949 e a dargli il nome fu un loro amico: l'ingegnere elettrotecnico John Robinson Pierce, che con la contrazione delle due parole transmit e resistor, chiamò il dispositivo "tran-sistor". Furono pochi a credere che questi piccolissimi aggeggi avrebbero potuto sostituire le valvole. Non si resero conto invece che quell'invenzione era una vera e propria rivoluzione tecnologica. Senza il transistor non sarebbe stato possibile costruire i Personal Computer, i satelliti, i viaggi spaziali, mandare l'uomo sulla Luna.

I primi ad utilizzare nel 1953 questi dispositivi nei loro strumenti furono i costruttori di apparecchi acustici; il transistor si prestava bene per realizzare apparecchi poco ingombranti, rispetto a quelli precedenti. Ma ben presto a rendersi maestri della miniaturizzazione furono i giapponesi, che nonostante fossero stati gli americani (con la Regenzy Company) a realizzare nel 1954 la prima radiolina a transistor, i giapponesi in un baleno nel 1955 a invasero il mercato mondiale con le loro radioline con la giapponese Sony. Che stupì subito: le sue radioline erano grandi quanto un pacchetto di sigarette long-size. Inoltre a un prezzo decisamente popolare.
Il termine "transistor" rappresenta la contrazione di "TRANsfer reSISTOR", in quanto è in grado di far variare la resistenza tra due morsetti agendo dall'esterno. In pratica il "Transistor" subentrò alle fragili e costose valvole di vetro utilizzate nelle apparecchiature radio e, nel nostro caso, dai calcolatori.
I punti a suo favore erano diversi: praticamente indistruttibile grazie a una durata di 90 mila ore, più piccolo, qualche millimetro contro i diversi centimetri delle valvole "miniaturizzate", meno "affamato" di elettricità e con la possibilità di funzionare subito senza attendere il suo riscaldamento, a differenza delle stesse valvole. Ma si dovette attendere fino al 1950 per vedere il primo elaboratore elettronico costruito in serie. Si trattava del calcolatore....

____ UNIVAC 1 ... con un costo assolutamente proibitivo, 250 mila dollari dell'epoca. Anche l'"Univac-1" in fatto di misure non scherzava: pesante cinque tonnellate, l'unità centrale occupava uno spazio di 5 metri e mezzo per quasi quattro ed era alto due metri e mezzo. Funzionava ancora a valvole, ne aveva 5.400 miniaturizzate. Troppo grande e soprattutto troppo costoso per essere alla portata di tutti. Ma ormai l'epoca delle valvole era giunta al tramonto. Si stava per profilare quella che gli storici e gli specialisti di informatica hanno chiamato la "seconda generazione" dei computer, tutti con transistor, più piccoli e molto più potenti. Una generazione che fece finalmente i conti con il problema, fino a quel momento irrisolto, della "memoria". Fu tra il 1950 e il 1955 che gli elaboratori dell'epoca vennero dotati di "memorie" interne, basate su valvole, tubi catodici e tamburi magnetici, fino agli anelli di ferrite. Ma si trattava ancora di processi a dir poco antidiluviani. Basti pensare che ogni valvola poteva memorizzare esclusivamente un "bit" e che, come si è già ricordato, tali valvole potevano avere solo poche ore di funzionamento. Il problema era dunque quello di immagazzinare dati e informazioni senza il rischio di perderle da un momento all'altro. Dapprima vennero impiegate linee di ritardo acustico costituite da cilindri di acqua o di mercurio con alle estremità due cristalli piezoelettrici di quarzo.
Un impulso, che giungeva da uno dei cristalli, veniva trasformato in vibrazione meccanica, trasmessa come vibrazione acustica attraverso il mercurio all'altro cristallo e da questo trasformato in impulso elettrico. In questo modo, il segnale giungeva ritardato per permettere al segnale acustico di attraversare il fluido: ciò dava la possibilità di trasmettere mille segnali al secondo e memorizzare, quindi, mille segnali binari che, con il procedimento inverso, potevano essere "letti" e "riletti" a piacere. Dalle linee di ritardo si passò ai tamburi in alluminio o bronzo ricoperti di vernice magnetica che ruotavano ad alta velocità. Una serie di puntine magnetiche scriveva i dati sulla superficie cilindrica del tamburo in forma di punti magnetizzati e li leggeva poi con un tempo di accesso veramente notevole: da cinque a venticinque millesimi di secondo. Questo sistema permetteva di memorizzare fino a un milione di caratteri. Un bel passo in avanti, indubbiamente, ma ancora insufficiente per registrare e conservare una grande mole di informazioni, senza contare che tali "memorie" occupavano uno spazio enorme all'interno della macchina. Così si decise di puntare soprattutto sulle "memorie" ausiliarie esterne, nastri e dischi magnetici, in grado di essere introdotti al momento dell'uso per essere poi rimossi e conservati altrove. I nastri erano composti da fettucce di plastica ricoperte di ossido metallico sulle quali le informazioni venivano memorizzate in forma di punti magnetizzati per rappresentare i simboli 1 e 0 del linguaggio binario. I dati venivano registrati e letti da una testina magnetica; il nastro scorreva a una velocità di due metri al secondo, equivalenti a 15 mila caratteri, quasi 50 volte superiore alle schede perforate. Le prime bobine erano grandi come torte e potevano registrare alcuni milioni di caratteri. Entrati nella seconda metà degli anni Cinquanta, tutte le industrie e i maggiori specialisti di elaboratori furono concordi nel ritenere che il futuro sarebbe stato riservato a macchine più piccole e potenti. La prima ad inaugurare questa tendenza fu un ...

____ MINIELABORATORE ....prodotto dalla Digital Equipment Corporation nel 1957, il PDP-1, del costo di 159 mila dollari, il quale diede lo spunto per il modello successivo, il PDP-8, grande poco più di un frigorifero e con una memoria di appena 4 Kbyte, messo in vendita alla cifra di 18 mila dollari. Di questo tipo vennero venduti 50 mila esemplari. Fu il primo vero fenomeno di massa per quello che riguarda il mondo dei "computer", ma che non spingerà i vertici dell'azienda a proseguire oltre. Uno dei progettisti di questa macchina, l'ingegnere Kenneth Olsen, non pensò mai che i "computer" avrebbero dato una svolta alla nostra vita quotidiana. Ancora nel 1977, dichiarò risolutamente: "Non vedo proprio perchè una persona dovrebbe tenersi in casa un computer". Parole per così dire "profetiche", visto che nel frattempo le invenzioni tecnologiche stavano spianando la strada alla continua evoluzione dei "computer". Nel 1958, l'ingegnere americano Jack St. Clair Kilby, della Texas Instruments di Dallas, rimase a lavorare in estate mentre i colleghi erano in ferie. Lui era stato appena assunto e non aveva dunque diritto alle vacanze. Fu una fortuna per lui e, soprattutto, per tutti noi, dato che in quelle settimane Kilby schiuse l'era della miniaturizzazione dei circuiti elettrici con l'invenzione del cosiddetto...


____ CIRCUITO INTEGRATO .... familiarmente conosciuto con il termine di ....
____ CHIP .... -
Per la prima volta, l'ingegnere statunitense riuscì a combinare le funzioni di bobine, transistor, diodi, condensatori e resistori in una unità, completa dei relativi collegamenti, realizzata su una piastrina di materiale semiconduttore, il silicio cristallino, di proporzioni minime. Proprio l'invenzione del "chip" diede modo di ideare e costruire schede con centinaia di "circuiti integrali", capaci di svolgere nello spazio di poche decine di centimetri le stesse operazioni che, fino a poco tempo prima, erano effettuate da macchinari di diversi metri e tonnellate. E' chiaro che queste spinte tecnologiche permisero alle grandi aziende (e non più solo ai militari) di beneficiare degli sviluppi e della velocizzazione del lavoro. Sempre nel 1958, in America erano in funzione 2.500 elaboratori elettronici, mentre in Italia erano quaranta. Proprio nello stesso anno, il Banco di Roma (la futura Banca di Roma) fu il primo istituto di credito in Europa ad installare un elaboratore IBM di grande potenza per lo svolgimento di tutte le operazioni contabili, statistiche e di controllo degli oltre suoi 200 sportelli. L'anno dopo a Milano, in occasione della Fiera, la Olivetti presentò il primo calcolatore elettronico a transistor di progettazione interamente italiana: il calcolatore ....

____ ELEA 93 ..... Questa macchina, ancora di grosse dimensioni, aveva 10 mila transistor e disponeva di una stampante capace di scrivere 600 righe al minuto. Fu un grosso successo commerciale, visto che ne furono consegnati oltre 12 mila esemplari in tutto il mondo.
Ma se in Italia si era ancora alle prese con macchinari di grandi dimensioni, in America, all'inizio degli anni Sessanta, si lavorava sempre più al concetto di riduzione della macchina e del suo aumento di potenza. Il 1963 è un anno da ricordare perchè in quella data un gruppo di ricercatori, guidato da Douglas Englebart, dello Stanford Research Institute, sviluppò per la prima volta il famoso....

____ MOUSE ...
il dispositivo di puntamento rapido del cursore sullo schermo. Ma bisognerà attendere ancora vent'anni prima di vederlo in produzione. L'anno successivo, la IBM mise in vendita il primo programma di...

____ WORD PROCESSOR ...(elaboratore di testi) del mondo e l'anno dopo il colosso americano lanciò sul mercato un nuovo elaboratore della cosiddetta "terza generazione", l'"IBM Sistema/360" a circuiti integrati con una memoria fino a quattro milioni di caratteri.
La novità stava nel fatto che questo tipo di macchina poteva essere potenziata, aumentando la capacità della stessa memoria, o addirittura ingrandito con altri elementi. Il progettista fu Gene Amdahl, il primo a fare funzionare una macchina alla velocità di "nanosecondi" (miliardesimi di secondo). Il "Sistema/360" fu per anni il computer più venduto al mondo (nel 1966 le vendite arrivarono a mille esemplari al mese). Ma nel 1965 fu sempre la Olivetti di Ivrea a fregiarsi di un primato assoluto: a New York presentò il famoso...

____ PROGRAMMA 101 ... il primo personal computer del mondo prodotto in serie, destando sensazione per le sue prestazioni elevate, le dimensioni ridotte e l'elegante "design" di Mario Bellini. In pochi anni furono venduti quasi 45 mila esemplari grazie alla sua semplicità di uso. Il "P101" fu la prima macchina dotata di un programma registrato in memoria, di un supporto magnetico per l'introduzione e l'uscita dei dati (dal quale avrà poi origine il "floppy disc") e di un semplice sistema di programmazione con un linguaggio che poteva essere appreso in poche ore anche da non specialisti.
Il suo costo, sempre altissimo, era di due milioni di lire. La supremazia americana, però, tornò a farsi sentire nel 1968, quando Robert N. Noyce, Gordon E. Moore e Andrew Grove si unirono per dare vita alla Intel Inc. (così denominata da INTegrated ELectronics) per la produzione di "chip" di memoria. Nel suo primo anno, ebbe dodici dipendenti e un fatturato di 2.600 dollari. Oggi è l'indiscusso colosso costruttore di microprocessori (i famosi Pentium II e III) con fatturati di diversi miliardi di dollari. Proprio l'Intel, nel 1970, produsse la prima ...

____ RAM ("Random Access Memory" ) ... la memoria a semiconduttori da 1 Kbyte, che fu adottata immediatamente nella costruzione di nuovi computer al posto delle vecchie memorie a nuclei magnetici di ferrite.
Divenuti quasi microscopici (meno di 1/10 di mm) si è immediatamente sviluppata l'idea di costruire interi circuiti elettronici, comprendenti anche i transistor, su un unico pezzo di silicio. Infatti la tappa successiva, furono poi i circuiti integrati, subito diventati "antenati" con i successivi "microprocessori". (vedi anno 1971 )

____ DISCO a 78 GIRI (vedi anno 1888 - "disco fonografico e grammofono" ) Utilizzando una piastra di zinco, il tedesco Emile Berliner realizza il primo disco fonografico. Con le vibrazioni dei suoni catturati da un imbuto, una punta d'acciaio tracciava un solco - mentre ruotava- nel disco ricoperto di un sottilissimo strato di cera resistente agli acidi; cospargendo poi il supporto di acido nitrico, questo penetrava nei solchi e attaccava lo zinco; Berliner ottenne così una incisione indiretta per via chimica (tecnica molto simile all'acquaforte). Questi solchi scanalati a secondo l'intensità della vibrazione del suono, per riprodurlo, con un altra puntina appoggiata al disco, quando questo ruotava ad una velocità costante, le vibrazioni si trasmettevano ad un altro imbuto, che diventava una tromba di amplificazione. Oltre il disco fu lo stesso Berliner a realizzare il marchingegno, il riproduttore, il cosidetto "grammofono".
Più tardi, nel 1895, il suo disco di metallo divenne poi la matrice per la stampa di dischi in gommalacca (bachelite) per ottenere la produzione di numerose copie con lo stesso sistema di lettura e funzionanti con lo stesso grammofono, al quale una molla, messa in tensione girando una manovella dava la rotazione al piatto contenente il disco. Sullo stesso principio nei successivi venti anni, si basarono i successivi modelli di Berliner e di altri inventori; modelli che conobbero una grande diffusione in tutti gli ambienti sociali tramite una massiccia produzione di dischi a 78 giri-minuto.
Nel 1925 con il sistema dell'incisione elettromagnetica, utilizzando un microfono e un circuito di amplificazione l'americana Bell Telephon realizzò i primi grammofoni elettrici e scomparsi gli antiestetici e gracchianti imbuti, gli altoparlanti anch'essi elettromagnetici migliorarono notevolmente l'ascolto. Che migliorò ancora nel 1933 quando furono realizzati i dischi a 78 giri stereofonici. La puntina non leggeva solo il solco fatto a V, ma leggeva contemporanemanete due distinte tracce incise nella parte destra e sinistra della stessa V.

____ LONG PLAYNG (vedi sotto)
____ MICROSOLDO (vedi sotto)
____ DISCHI a 33 GIRI (vedi anno 1888 - "disco fonografico e grammofono" ) Temendo l'avvento del magnetofano (comunemente chiamato "registratore") che aveva rispetto al 78 giri ancora in bachelite una migliore riproduzione, l'industria del disco reagì utilizzando nuovi materiali e nuove tecnologie dell'incisione.
Nel 1948, utilizzando il cloruro di polivinile, furono realizzati dall'americana Columbia, con la tecnica cosiddetta del "microsolco" i dischi da 33 e 1/2 e 45 giri al minuto (detti anche LP -long playing). La diffusione planetaria fu enorme, impressionante nel periodo d'oro della musica rock. Ma anche questi dischi conobbero la via del tramonto. Nel 1979, entrarono in commercio i ....

____ COMPACT DISC ...prodotti dalla Philips e dalla Sony, usando non più l'incisione ma la tecnologia della registrazione digitale mentre per la riproduzione un lettore incorpora piccolo laser. Decisamente superiori i requisiti per la fedeltà del suono, senza fruscii; non essendoci usura meccanica (il disco non viene mai toccato da alcuna puntina) se conservati bene sono di lunghissima durata. Nel 1991 erano stati già venduti un miliardo di Cd a fronte di 170 milioni di dischi tradizionali LP. (sui CD vedi anche anno 1960 "Laser" e altri dischi )

____ BATISCAFO - Pioniere fu un certo Ernest Bazin, francese, che costruì nel 1850, un cilindro di ferro capace di ospitarlo per fare delle "osservazioni marine", a piccole profondità perchè scarsa era l'autonomia. Per risultati migliori bisognerà aspettare il 1930 quando gli americani William Beebe e Otis Barton costruirono il primo vero osservatorio marino (rotondo, chiamato "batisfera") e nel 1934 scese alla profondità di 900 metri. Ma non era autonomo, perchè legato a un cavo di una nave appoggio, nè di conseguenza poteva muoversi sui fondali. Con queste caratteristiche nel 1948 lo svizzero Jacque Piccard costruì il primo (lui a dargli il nome) "batiscafo" ("nave di profondità"), e scese per la prima volta a 1350 metri. Nel 1960, Piccard, dopo aver fatto altre immersioni e dopo aver allestito un sofisticato batiscafo chiamato "Trieste" scese alle profondità estreme dell'Ocenao Pacifico: a 11.521 metri, nell'abisso Challanger della Fossa delle Marianne. Scoprendo che anche nelle grandi e buie profondità degli oceani esiste la vita.

ANNO 1950

____ COSMETICI - ( vedi sotto)
____ MASCARA - (vedi sotto)
____ RIMMEL - Nel 1950 viene ideato il "mascara" un cosmetico colorato per dar risalto alle ciglia. Notoriamente è conosciuto come "rimmel", che è poi il nome dei due fratelli Rimmel titolari di una casa cosmetica che appunto inventarono il "mascara". Che era già nota presso le donne egiziane, l'immagina della regina egiziana Nefertiti vissuta nel 1370 a.C. ne è la lampante testimonianza (vedi immagine in "cosmetici" anno 6000 a.C.)
Nello stesso anno 1950 fu lanciato sul mercato una speciale crema ....

____ ANTICELLULITE - Le donne subito il dopoguerra (un po' meno nell'Italia disastrata e ancora affamata) cominciarono a dedicarsi di più alla cura del corpo; non solo usando le creme per il viso, ma anche per le gambe, nei paesi opulenti un po' troppo formose. Nacquero così i primi prodotti contro il deposito eccessivo di adipe nel tessuto sottocutaneo, detto appunto " anticellulite". In Italia la prima tra le case italiane cosmetica a lanciare il prodotto fu la Selba. Nel frattempo in Francia erano stati prodotti e si era diffuso il primo....

____ ROSSETTO INDELEBILE - Non era del tutto nuovo, già 1927 il chimico Paul Baudecroux aveva realizzato un rossetto indelebile che dava inoltre lucentezza alle labbra per tutto il giorno. Confezionato in un tubetto firmato Renè Gruau fu battezzato Rouge Baiser; inizierà a diventare un prodotto di largo consumo solo a partire dagli anni '50. In Italia era ancora considerato un prodotto della cuncupiscenza, e per chi non lo sapesse era proibito entrare in chiesa con il rossetto sulle labbra. Altrettanto sconveniente nelle scuole di ogni grado. Guardata male anche fuori quella donna che osava usare rossetti vistosi. A inasprire questa tendenza della scoperta della donna dei prodotti della bellezza ci pensò pure una "tempestiva" ipocrita canzone moralista, straziante, il cui ritornello era: "Mamma mormora la piccina, compri solo profumi e belletti e non balocchi per me". Ma non era vero! Semmai ne compravano ancora troppo pochi! Nel 1959 l'Italia era ancora a queste basse percentuali:
Uso del rossetto .........ITALIA 22 %-.OLANDA 58% -.G. B. 73 % -.FRANCIA 61 % -.GERM.41%
Uso shampoo .............ITALIA 19 % -.OLANDA 80% -.G.B 63 % -.FRANCIA 69 % -.GERM. 68 %
Uso profumi ...............ITALIA 20 % -.OLANDA 68% -.G. B. 43 % -.FRANCIA 85 % -.GERM. 69 %
Maquillage donne........ITALIA 15 % -.OLANDA 58% -.G. B. 58 % -.FRANCIA 55 % -.GERM. 49 %

ANNO 1952

____ PACEMAKER - Significa in inglese "regola il passo", ed è infatti uno dispositivo-strumento elettronico per la regolazione del ritmo del battito del cuore di persone con patologie cardiache. Dà un impulso elettrico al cuore quando l'organo per diversi motivi, non riceve spontaneamente l'impulso per pompare sangue. Fu ideato nel 1952 dallo scienziato americano Paul Zoll in seguito migliorato con il suo collega Ake Sennig. Fu poi realizzato e messo a disposizione del mondo medico nel 1957, dall'ingegnere elettronico Earl Bakk e dal medico Clarence Walton Lillehie, entrambi statunitensi. Nel 1960 a impiantarne uno all'interno del torace umano, fu il medico Wilson Greatbatch. Il successo fu strepitoso anche se gli operati erano costretti a non svolgere attività faticose. Nel 1960 fu lo stesso medico a migliorarlo brevettandone uno che è in grado di percepire le variazioni del battito durante le varie attività umane, e automaticamente autoregola il battito medesimo. Gli operati con quest'ultimo dispositivo, possono intraprendere qualsiasi attività, come correre, andare in bicicletta, in alta montagna, giocare a tennis.

____ BATTELLO PNEUMATICO (vedi sotto)
____ CANOTTO -
____ FUORIBORDO - Il principio di un qualcosa di gonfiato per farlo galleggiare sull'acqua era noto fin dall'antichità. Erodoto nel V secolo a.C. ci descrive una particolare imbarcazione che consisteva in centinaia di pelli cucite fittamente insieme poi gonfiate e fissate a un natante che normalmente era adibito per attraversare il fiume Tigri con carichi che raggiungevano le 150 t. Tale idea scomparve nel corso dei secoli seguenti e ricomparve soltanto nel XX secolo, quando nel 1952 un bizzarro francese - Alain Bombard - utIlizzando la gomma volle allestire una imbarcazione per attraversare l'Atlantico. L'impresa coronata dal successo, diede un forte impulso alla costruzione di questi battelli (canotti) pneumatici, che a partire da quegli anni furono perfezionati; utilizzarono un particolare tessuto gommato gonfiato ad aria, e aggiunsero sul retro dello scafo un motore (che proprio per questo il natante fu chiamato "fuoribordo".

ANNO 1953

____ PLASTICA - MOPLEN - (vedi anche 1907 "bachelite"). Partendo dalla bachelite, gli studi sui polimeri (sostanze non presenti in natura) del chimico tedesco Karl Ziegler, si concretizzarono nel 1953 quando impiegò un certo catalizzatore per realizzare un polietilene con ioni non organizzati nella ramificazione; il prodotto era però poco duttile e più duro con fusione ad alta temperatura. Nello stesso anno proseguendo i lavori di Ziegler, il chimico italiano Giulio Natta, realizza il "polipropilene isotattico" (dal greco "ordinati nello stesso modo") con le ramificazioni che puntano tutti nella stessa direzione. Il prodotto che ha subito un vasto impiego nei contenitori e in mille altre prodotti casalinghi e industriali, a bassissimo prezzo, entra in commercio col nome di "MOPLEN".

____ MACCHINA CUORE-POLMONE - Fu realizzata nel 1953 dall'americano John G. Gibbon e consiste in una pparecchio che preleva sangue venoso, lo ossigena mescolandolo con l'aria e lo pompa nuovamente nelle arterie, senza passare per i polmoni e per il cuore. Consente di fermare il cuore e di esgyuire la chirurgia a cuore aperto senza mettere in pericolo la vita del paziente. Con gli ulteriori perfezionamenti oggi è molto usata nell'eseguire in condizioni di sicurezza le numerose operazioni di by-pass coronarico.


____ TRAPIANTI ORGANI - Di studi sui trapianti prima di questa data ne erano stati fatti molti, usando ovviamente animali. Sembrò quasi impossibile procedere oltre, dopo aver verificato che qualsiasi organo trapiantato veniva lentamente distrutto dal sistema difensivo dell'organismo che l'accoglieva: il cosiddetto rigetto, rischioso perchè provocava infezioni, cancro e la morte del soggetto. Uno spiraglio ci fu quando nel 1953 un chirurgo americano - John Merril - trapiantò per la prima volta un rene in un paziente senza che si verificasse il rigetto. Ma erano donatore e ricevente due gemelli monovulari, quindi strettamente consanguinei. Il problema quindi restava, e si cercò di risolverlo creando farmaci antirigetto fra i non consanguinei. Con quest'ultima tecnica si pensò di poter procedere nei trapianti. E il primo di questi, trapiantando un cuore fu quello esguito il 3 dicembre 1967, dal chirurgo Christian Barnard, a Città del Capo. (vedi anno 1967 "trapianto di cuore")

____ SOIA (vedi sotto)
____ CIBI ARTIFICIALI - La soia, è una pianta leguminosa originaria della Cina e del Giappone ("shoyu") con i semi molto simile al fagiolo, usata in passato per il foraggio o per estrarne l'olio e la farina. Di elevato potere nutritivo fu poi impiegata anche nella panificazione, nella preparazione di paste alimentari, e dato il suo contenuto proteico impiegato anche nella preparazione di alimenti sostitutivi della carne. Su quest'ultimo impiego l'idea venne negli anni '30 a un chimico delle statunitensi officine Ford - Paul Ehrlich. Il procedimento piuttosto complesso fu poi brevettato nel 1953. Aromatizzando il composto con vari aromi artificiali negli anni '60 furono messi in commercio vari prodotti: dolciumi, carne, salumi, e perfino pancetta affumicata. L'industria alimentare fece molto affidamento su questi prodotti, ma a distanza di molti anni, non c'è stato l'atteso gradimento da parte dei consumatori; se amanti della buona tavola questi hanno seguitato a preferire la classica bella bistecca di vitello, di manzo o del succulento maiale, e come dolci anche la classica torta con la crema di zabaione o farcita di panna non è andata ancora in soffitta.

ANNO 1954

____ SALK - (vedi anno 1864 - alla voce "sterilizzazione", "vaccini", "poliomelite" ecc.)

____ CENTRALE ATOMICA - o CENTRONUCLEARE - Sfruttando il calore generato da un reattore nucleare la prima centrale al mondo, viene realizzata in Russia, ed entra in funzione a Obninsk. Due anni dopo in Inghilterra a Calcler entra in funzione quella che fu allora considerata la prima grande centrale atomica di grandi dimensioni.

____ ENERGIA SOLARE - (vedi sotto)
____ FOTOVOLTAICO - (vedi sotto)
____ BATTERIA SOLARE FOTOVOLTAICA - Il principio del funzionamento delle celle solari è quello che consente di trasformare direttamente l'energia solare (con la pura e semplice irradiazione) in energia lettrica. Il procedimento fu messo a punto in questo anno 1954 dalla americana Bell Telephone, utilizzando celle al selenio, un elemento che se esposto e viene colpito dalla luce solare, spinge via gli elettroni dal suo atomo. E sono questi elettroni a trasportare la corrente che si può utilizzare (mettendo le celle collegate in serie o in parallelo per ottenerne il voltaggio e la potenza desiderata) direttamente per far funzionare un comune motore elettrico, oppure con una batteria la medesima corrente può essere immagazzinata, come una qualsiasi altra batteria elettrica. In seguito dal selenio si è passati all'impiego del cadmio, con l'aumento dell'efficienza e rendimenti maggiori. Ma la diffusione, e il pericolo che ognuno potesse farsi la corrente che desiderava per il suo personale impiego, è stata molto ostacolata dai monopoli dell'energia elettrica tradizionale via rete. Questo perchè se ci sarebbe stata la diffusione in massa, in forma esponenziale il massiccio utilizzo di celle avrebbe abbattuto i costi, e quindi allargato sempre di più i consumatori di energia solare, a discapito dei produttori della comune energia, compresi i fornitori che vendono petrolio alle centrali termoelettriche. Ne sa qualcosa chi scrive questa Cronologia, perchè venti anni fa in Italia fu uno dei primi a commercializzare le celle fotovoltaiche e a realizzare congegni per il suo impiego. (vedi "fotoni" , "effetto fotovoltaico", "energia fotovoltaica" , "Einstein" anno 1905 )

____ ROBOT - Il termine che significa "servitù della gleba" fu usato per la prima volta nel 1920, dal commediografo cecoslovacco Karel Capek, inserendolo in una sua commedia. Consisteva in una macchina dalle sembianze umanoide che a comando veniva impiegata in alcuni lavori umani. Curiosamente nello stesso anno nasceva anche Isac Asimov, che in seguito sarà - oltre che scienziato- uno dei più grandi scrittori di fantascienza, non proprio fantastica ma quasi sempre collegata alle grandi scoperte tecnologiche. Fra questi libri pubblicò "Io, robot", così accattivante che un imprenditore americano decise di associarsi all'inventore George Devol, che nel 1954 prese il primo brevetto di un'apparecchiatura robotica. Nel 1962 la Unimation in collaborazione con il MIT realizzò i primi robot industriali di serie. Ma le realizzazioni erano di limitate prestazioni, e più che altro erano meccanismi per manipolare alcune sostanze nocive. Ma il seme era stato gettato, e in breve tempo, all'inizio degli anni '70. vengono prodotti robot assai sofisticati, che con l'avvento contemporaneo dell'elettronica e dei computer che li controllano e gli impartiscono milioni di istruzioni anche a notevoli distanze, sono in grado oggi di compiere operazioni complesse, tipo certe lavorazioni meccaniche capaci di sostituire egregiamente il lavoro umano, pilotare un aereo senza pilota, o far camminare a distanze siderali un robot sul pianeta Marte.

____ AUTOMAZIONE - (vedi sotto)
____ SERVOMECCANISMI - (vedi sotto)
____ CIBERNETICA - I primi servomeccanismi, divenuti con l'elettronica "robot" (o "automi"), modificarono enormemente i processi di lavorazione delle industrie; tale processo prese il nome di "automazione". Sono tutti impostati su meccanismi di controllo automatico che usano il cosiddetto "feedback", la "retroazione". I primi congegni erano molto semplici, ad esempio quello ideato da Watt nel 1798 per regolare il vapore di un motore: quando questo superava una velocità superiore al normale, per forza centrifuga due sfere poste all'interno si sollevavano e chiudevano le valvole che immettevano vapore. Diminuendo la velocità, le palle scendevano e riaprivano l'erogazione del vapore e il motore riprendeva la sua velocità standard. A controllo automatico era anche il sistema ideato nel 1807 da Jacquard con le sue schede perforate nelle operazioni di tessitura dei telai. Più avanti quando prima l'elettricità, poi l'elettronica questi sistemi si svilupparono con delle cellule fotoelettriche, ed infine con i computer con dentro dei veri e proprio programmi strutturati con molte operazioni, e che ossi sempre più spesso guidano uno intero processo di fabbricazione. Questa scienza ha assunto il nome di "cibernetica", nome coniato da Norbert Wiener, che significa "scienza del controllo", e indica quel campo speciale da cui Wiener mosse, cioè quello dei servomeccanismi, dei sistemi di regolazione automatica, della teoria dell'informazione. L'informazione è in un certo senso la misura del grado di organizzazione e di complessità di una struttura, nel senso che se un certo insieme è perfettamente casuale, non bisogna dare alcuna particolare istruzione per riprodurlo e se è molto semplice bastano poche istruzioni. Nel caso in cui tra gli elementi stessi che determinano un'azione entra l'informazione relativa ai risultati dell'azione stessa, si dice che c'è retroazione o "feed-back". Il principio della retroazione significa che il comportamento viene periodicamente confrontato con il risultato da conseguire, e che il successo o il fallimento di questo risultato modifica il comportamento futuro.
Noi fino a ieri abbiamo creduto che la comunicazione e il linguaggio siano diretti da persona a persona, mentre oggi è possibile che una persona parli (nel vero senso della parola) a una macchina dandogli istruzioni; una macchina parli a una persona dandogli delle risposte; e perfino una macchina che parla a una macchina usando un linguaggio non più fonetico ma un "suo" linguaggio che è intelleggibile per l'uomo (le macchine possono infatti comunicare ad alte frequenza, ed alcuni servomeccanismi usano onde infrarosse). E quando diciamo "uomo" non intendiamo quell' essere umani che ha un cervello di poco superiore a uno scimpanzè, ma quell' "uomo" dotato di un certo grado di intelligenza. Wiener che era arrivato alla conclusione con una serie di lavori di poter realizzare una fabbrica automatica, si rese però conto delle gravi conseguenza che avrebbe avuto sull'organizzazione sociale umana e sentì il bisogno di avvertire di non modellare una società come quella della formica, e che chi ha di queste aspirazioni ha una fondamentale incomprensione sia della natura delle formiche che della natura dell'uomo. Se un uomo viene messo in condizione di svolgere solo funzioni limitate come quelle della formica non soltanto cesserà di essere uomo, ma non sarà mai nemmeno una formica.

____ PROFILATTICO - (vedi sotto)
____ PILLOLA ANTIFECONDATIVA - (vedi sotto)
____ PILLOLA ANTICONCEZIONALE - (vedi sotto)
____ CONTRACCETTIVO - Per evitare le gravidanze indesiderate ci sono documentazioni in Egitto che risalgono al 1500 a.C.; la tecnica era l'uso di tamponi vaginali. Ritornati poi di moda nella prima metà del '900. Anche le Greche e le Romane erano preoccupate di una gravidanza ma preferivano al tampone le lavande interne dopo aver avuto dei rapporti sessuali.
Falloppio (anatomista cui si deve la scoperta delle tube ovariche - senza aver capito però il processo di fecondazione) già nel 1550 ricavandolo da budello animale aveva realizzato una guaina per il pene, ma lo aveva fatto per scopi igienici per quella grave malattia che si stava allora diffondendo: la sifilide; era risultato chiaro che il contagio trasmesso avveniva per via venerea (ed ecco perché lo chiamò profilattico, da profilassi). Ma subito dopo sarà un medico francese, Condom (e in Francia si chiama ancora così), a utilizzarlo come vero e proprio "preservativo" ai fini di evitare una indesiderata procreazione.
Per il ricco signore "uomo" non era certo un problema di coscienza mettere una donna incinta, né una donna del popolo aveva scrupoli di rimanerci. La sollecitazione e quindi l'impiego venne dai ceti alti del mondo femminile, dalle nobildonne che volevano provare le gioie del sesso con i loro pari senza inconvenienti. Infatti, Condom era medico alla Corte di Carlo II. Ottenne gran successo e fu un vero e proprio dispensatore di gioie alle dame di corte, che esigevano dai loro partner tale precauzione per le loro esperienze quando vollero iniziare ad esprimere la loro natura di donna e vivere autonomamente la propria sessualità. L'idea di Condom nei successivi quattro secoli ebbe degli emulatori, che via via crearono prima con il lattice (gomma) poi con materiali sintetici le prime guaine per ricoprire il pene durante il coito, con funzioni anticoncezionali, quindi essenzialmente per il maschio. Nei primi anni Novecento di diffusero - ma questa volta nelle donne- anche i "diaframmi uterini" atti a trattenere il seme (una membrana di materiale morbido - gomma - plastica) che viene applicata al collo dell'utero). Gli scienziati del settore si concentrarono nel secondo dopoguerra sullo studio di un contraccettivo orale, e tali studi clinici fecero confluire le ricerche su un ormone che induce a una temporanea sterilità della donna. Il biologo statunitense Gregory Goodwin Pincus (1903-1967) dopo aver scoperto tale ormone realizzò nel 1954 il contraccettivo che entrò in commercio nel 1956 col nome "pillola antifecondativa". Farmaco che contribuì moltissimo ai movimenti di liberazione della donna dopo una secolare dipendenza dal maschio e dai meschini pregiudizi.
Infatti, l'avvento della pillola, più discreta nell'uso, e approvata dal mondo scientifico, contribuì enormemente all'emancipazione della donna. Crollava una mentalità, e fu una liberazione, un'autonomia potenziale della propria sessualità e quindi una totale indipendenza dal maschio. Anche a molte cattoliche non sfuggì questa forte desiderio di libertà che maturava con i tempi; ma ancora timorate, attesero che si esprimesse la Chiesa. Purtroppo questa disattese le aspettative e quando arrivarono non erano per nulla positive, forse non comprendendo appieno il problema.
La condanna a considerare l'uso della pillola un peccato (giudicato un "invito alla cuncupiscentiae") arrivò in ritardo, quando non solo la donna laica ma anche la cattolica avevano già superato i propri problemi di coscienza. E per questo rimproverò le esitazioni e aumentò le sue proteste, perché nel frattempo nella società c'era stata un'evoluzione, e nella condanna c'era un punto che mal si conciliava col mondo femminile ormai inserito dentro questa società diventata totalmente e quasi fisiologicamente permissiva: ed era che l'amore fisico (che la chiesa considerava peccato praticarlo nei rapporti coniugali senza dar luogo a procreazione - per non parlare di quelli prematrimoniali) era ancora considerato e degradato a mancanza di rispetto per la stessa donna qualora non destinato al fine unico di aumentarne la prole. Un concetto che fu difficile da condividere dalle donne dell'anno 1972 (vedi "la rivoluzione della donna"), anche dal punto di vista morale.
Il drastico divieto, più del previsto contribuì a rendere il problema ancora più dibattuto e allargato, e non poteva che portare a una maggiore presa di coscienza della libertà della donna laica e sorprendentemente anche in quella cattolica: entrambe si ritrovarono solidali, indipendentemente dall'età, educazione, censo, ideologia, e vi riversarono tutte le loro energie. E la loro vittoria fu poi su tutti i fronti: divorzio, contraccezione, aborto, nuovo diritto nella famiglia. Un cambiamento totale. Un'uscita dal ghetto dell'"altra metà del cielo". Era terminato un secolare "inferno": quello di convivere con uno uomo che spesso alla donna gli era stato imposto, o quell' "inferno" quando una figlia rimaneva in stato interessante (anche se violentata), e che nella bimillenaria ipocrita morale diventava un'ignominia e un disonore per la bigotta famiglia più attenta alle convenzioni che non a comprendere l'anima offesa dei propri figli.

ANNO 1955

____ FIBRE OTTICHE - Fin da questa data un ricercatore indiano - Narinder S. Kapany - scopre in un sottilissimo filo di vetro che ha realizzato, che la luce può passarci dentro come fa la corrente elettrica in un cavo. Era già un grosso risultato, perchè si poteva sostituire il costo del rame con il più economico vetro. Una svolta decisiva che andrà (quasi) a rivoluzionare le comunicazioni avviene solo nel 1966, quando due ricercatori inglesi - Charles Kao e George Hockhan- scoprono un'altra importante caratteristica delle fibre ottiche. Nella fibra di Karpany, rivestita, il fascio di luce immesso da una estremità seguiva la fibra attorno a curve e angoli e usciva senza alcuna dispersione dall'altra estremità. La scoperta dei due inglesi era invece questa: che se con il laser tale luce poteva essere modulata come si fa con la corrente elettrica, onde sonore potevano essere convertite il luce di varia ampiezza e, dopo averle fatte passare nella fibra ottica, all'altra estremità si potevano riconvertire in onde sonore. Le potenzialità erano enormi per questi due motivi:
che la luce viaggia alla nota impressionante velocità, e che il laser può modulare (e quindi immettere nella sottilissima fibra di vetro) migliaia, centinaia di migliaia, milioni di infinitesimali fasci di luce, portanti informazioni di ogni genere, sonore, visive, telefoniche ecc. Nel 1980 stavano decollando le connessioni a fibre ottiche anche nelle normali linee telefoniche domestiche, affermando che non vi era altra alternativa oltre il vetusto (e bistrattato) doppino telefonico. Poi i tecnici delle telecomunicazioni iniziarono ad adoperarlo in un altro modo, scoprendo che il doppino prima di morire del tutto aveva "sette vite" : nacquero così sul "modesto filetto di rame" i modem, le linee dedicate, l'Isdn, le interconnessioni alle bande della telefonia mobile ecc. ecc. Ma da qualche tempo anche il doppino sta entrando nella sua ultima stagione; resiste "l'eroe" solo perchè ci sono le grandi multinazionali del telefono che lo difendono temendo di perdere gli iperbolici profitti. Alle porte c'è la telefonia satellitare, l'optoelettronica che farà a meno dell'elettromagnetismo; ma purtroppo tutto è tenuta a freno, bisogna prima mungerlo bene, poi chissà; chi vivrà vedrà.
Non dimentichiamo che il "doppino" (insieme di due conduttori formanti un circuito bifilare") nell'anno 2001 aveva compiuto la bella età di 130 anni. Un vetusto "eroe" che si prepara ad andare in pensione.

____ HOVERCRAFT - L'invenzione di questo veicolo che si muove su un cuscino d'aria dal suolo, o su acque poco ondose, fu ideato dall'ingegnere inglese Cristopher Cockerell. Lui stesso con un prototipo (SR.N.1) nel 1955 compie la traversata della Manica, velocità 60 kmh. Nel 1968 varava un altro scafo (SR.N.4) da 170 t, con 254 posti passeggeri e 30 automobili. Un'altra versione 4, varato nel 1978, poteva trasportare 424 passeggeri e 55 autovetture.

____ ALISCAFO - Questo scafo sempre a motore con una propulsione ottenuta mediante eliche marine o a idrogetto, una volta partito, superato una certa velocità, due ali innestate sulla carena gli permettono di sollevarsi sul pelo dell'acqua evitando la resistenza esercitata dall'attrito. Fu l'ingegnere italiano Enrico Forlanini, famoso progettista di aeronautica, a studiare nei primi anni del Nocevento questo tipo di scafo. Tra il 1902 e il 1904 realizzò e sperimentò sul Lago Maggiore alcuni prototipi con motori da 100 CV che raggiunsero la velocità di 82 kmh. Nel 1914 Forlanini vendette il brevetto alla società americana Graham Bell che costruì alcuni esemplari di 5 t di peso, con motori di 700 CV, raggiungendo la velocità di 112 kmh. Alcuni aliscafi entrarono in servizio sul Reno a partire dal 1927. In seguito non ci fu nè grande interesse né evoluzione. Questi scafi tornarono all'attenzione dei progettisti negli anni '50. Oltre quelli russi, americani e tedeschi, a primeggiare si impose un grande cantiere italiano il Rodriquez di Messina che nel 1954 varò il primo aliscafo ad ali portanti, di 27 t. in grado di trasportare 80 passeggeri. Da allora gli "aliscafi" hanno fatto la loro comparsa sui maggiori laghi italiani e per il collegamento con le isole di grande interesse turistico quali Capri ed Ischia.

ANNO 1956

____ VIDEOTAPE - (vedi sotto)
____ VIDEOREGISTRAZIONE - Registrare una trasmissione televisiva per poi mandarla in onda in differita - come si usava fare con la radio - era un problema ancora irrisolto dentro le emmittenti. Fu l' ingegnere russo americano - Alexander Poniatoff di 64 anni -fondatore della Ampex (che nell'immediato dopoguerra aveva -imitando i tedeschi- già lanciato i primi magnetofoni a nastro) a presentare il suo primo videoregistratore a nastro il 30 novembre 1956 registrando un programma della CBS poi trasmesso in differita. In seguito gli stessi tecnici della Ampex realizzarono pure il sistema elettronico di montaggio.

____ VIDEOREGISTRATORE - Se nel 1956 era nata l'Ampex ad uso emittenti, altri stavano pensando come poter realizzare un videogistratore per la televisione domestica, che avrebbe permesso di ottenere due risultati: vendere il nastro vergine per l'uso videoamatoriale, e puntare anche sul mercato parallelo, cioè nastri già incisi, contenenti film, manifestazioni sportive e quant'altro per il potenziale enorme consumo di massa. Un tentativo era stato già fatto negli Stati Uniti nel 1952 dai tecnici della Bing Crosby Enterprises Laboratories di Beverly Hills, in California, ed infatti quattro anni dopo nel 1956 lanceranno un nastro. Ma non si seppe più nulla, forse erano troppo in anticipo sui tempi.
Ad interessarsi a questo grosso business furono i tecnici giapponesi della Sony iniziando le loro ricerche nel 1960; ma ci vollero 15 anni prima di realizzare e mettere in commercio nel 1975 il primo videoregistratore domestico, a nastro da mezzo pollice, passato alla storia col nome "Betamax". Sette anni dopo, nel 1982 la stessa Sony lancia sul mercato videoamatoriale la ....

____ VIDEOCAMERA ... la "Betamovie", dando a tutti la possibilità di farsi la propria cassetta e vedersela tranquillamente in poltrona sul proprio tevisore di casa. Fu un brutto colpo per l'industria della cinematografia amatoriale del "Super 8"; le cineprese e i cineproiettori crollarono all'istante, e quelli che si avevano in casa si riposero in soffitta. Mentre i vecchi film chi lo desiderava, bastava farli riversare con poche lire sulle cassette a nastro. Ma la Sony non rimase la sola e unica monopolista del mercato, altri si buttarono su lucroso ed enorme business; la prima a scendere in campo appena due anni dopo -1984- fu un'altra grande industria giapponese - la JVC del gruppo Matsushita - che lancia il suo sistema standard VHS con cassette più ridotte. Anche la Philips entra in gioco cercando di imporre un altro standard il V2000, che ha però vita breve. Nel 1985 torna a farsi sentire la Sony proponendo anch'essa uno standard, il "Video 8". Gli utilizzatori, più che realizzare loro le cassette, preferirono acquistarle già incise, con i vari film o altre tipi di spettacolo. Nacquero ben presto negozi di noleggio cassette, e scesero così di prezzo le stesse, che ormai con poche lire si potevano acquistare insieme a uno dei tanti giornali e riviste che le proponevano.
Ma anche per le cassette a nastro arrivò il tramonto quando apparvero i Video-Disc, che furono come una cometa, quasi subito sostituiti dai DVD. (vedi "laser e dischi" anno 1960).

____ AMNIOCENTESI - Consiste in un prelievo di liquido amniotico mediante un ago attraverso la parete addominale o attraverso la vagina e il collo dell'utero, allo scopo di effettuare una diagnosi precoce sullo stato del feto. Si ottiene una "mappa cromosonica" che permette di scoprire dal corredo del codice genetico del nascituro eventuali gravi malformazioni congenite, come il mongolismo. Il metodo fu messo a punto nel 1956 dal St. Mary Hospital di Manchester in Inghilterra.

ANNO 1957

____ SATELLITI ARTIFICIALI - La possibilità di inviare con un razzo un oggetto che avrebbe potuto ruotare attorno alla Terra era sta avanzata da Newton quando formulò le leggi fondamentali della dinamica con le quali riuscì a dare spiegazioni unitarie dei fenomeni dei moti dei corpi sulla terra e dei corpi celesti. Questo avveniva all'inizio del 1700, quando non vi erano le capacità di imprimere a un qualsiasi razzo una sufficiente accelerazione per vincere la resistenza della gravitazione terrestre. Di razzi vari ne abbiamo accennati nell'anno 1903 (vedi anno 1903). Gli studi proseguirono fino a quando un giovane appassionato di razzi ( sognando perfino viaggi sulla luna ) realizzò per Hitler un arma a razzo, la V1. Non erano ancora razzi vettore capaci di sfuggire alla gravitazione terrestre, ma il "ragazzo" diventato maturo aveva già in tasca la soluzione del problema. Infatti fu poi lui - dopo essersi rifugiato negli Stati Uniti- a dirigere i programmi della Nasa. Il giovane di cui abbiamo parlato sopra era Wernher von Braun ( qui l'affascianante storia "Dalla V1 allo sbarco sulla Luna") .

In America, o perchè ai viaggi spaziali si dava poco importanza, o perchè ritenevano gli Usa di essere gli unici a possedere le tecnologie necessarie, rimasero di stucco quando sulle loro teste iniziò ad orbitare lo...


____ SPUTNIK 1 - Realizzato dai Russi era questo il primo oggetto messo in orbita dall'uomo in grado di compiere almeno una rivoluzione intorno a un pianeta e in particolare intorno alla Terra.
Il memorabile giorno - 4 ottobre 1957! Il giorno che dà inizio alla corsa allo spazio cosmico.
A forma sferica, lo Sputnik pesava 83,6 kg e conteneva un apparecchio radio, che trasmetteva su due lunghezza d'onda (20 e 40 MHz) fornendo sommarie indicazioni sulla temperatura e pressione esistenti alle alte quote atmosferiche. Lo Sputnik spinto da un razzo vettore a più stadi, raggiunse la velocità di 28.000 km/h necessaria per sfuggire alla gravitazione terrestre e iniziò ad orbitare attorno alla Terra lanciando agli attoniti terrestri il suo bip bip... (la storica registrazione si trova su questo sito nell' ANNO 1957)
Tutto il prestigio mondiale dell'America entrò in discussione, sembrava che tutta la loro supremazia fosse stata cancellata da quell'assordante bip..bip. Per i cattolici era l'"Apocalisse rossa" che veniva dal "cielo"; così si fecero in mille e mille chiese, novene di preghiere, tridui, messe continue, funzioni.  Nulla da fare: il bip..bip non cessava.
Gli americani fecero appena in tempo a sbalordirsi che già sulle loro teste.....
Il 3 Novembre si mise a girare lo Sputnik 2, un satellite del peso di 508,3 kg, con dentro il primo essere vivente nello spazio, la cagnetta Laika. Gli americani tentarono di riprendere il primato nell'affannosa corsa. L'11 ottobre sempre del '57 erano riusciti a inviare una sonda di 1,38 kg, e dopo lo Sputnik 2 a lanciare il 31 gennaio 1958 Explorer 1 di 14,6 kg. Ma già il 2 gennaio 1959 i russi inviavano sulla Luna il Lunik 1 che passò a 6000 km dal nostro satellite per poi diventare satellite solare. Impresa ripetuta dagli americani due mesi dopo, il 3 marzo 1959 con il Pioner 4, di 5,9 kg che però non alluna ma passa a 59.000 km. Sei mesi dopo - il 12 settembre 1959- sono invece i russi con Lunik 2 a centrare la luna. E un mese dopo - il 4 ottobre 1957 - ancora i russi con Lunik 3 a circumlunare il satellite fotografando la faccia nascosta della Luna. Da allora la serie dei lanci è continuata ininterrotta affollando lo spazio circumterrestre, fornendo ai tecnici importanti notizie di alto valore oltre che militare anche scientifico, per lo sfruttamento nel campo metereologico e delle telecomunicazioni o per fornire punti artificiali di riferimento celeste a navi, aeroplani e ultimamente anche alle semplice automobili (vedi sotto)

____ SATELLITE GEOSTAZIONARIO - Si dice geostazionario o sincrono, un satellite artificiale che descrive un'orbita circolare alla distanza di quasi 36.000 km dalla superficie della Terra; il suo periodo di rivoluzione risulta esattamente uguale al periodo di totazione della Terra sul proprio asse e il satellite sarà quindi visibile dal suolo sempre in uno stesso punto dello spazio, come se fosse immobile nel cielo. La distanza minima di alcuni satelliti non supera i mille chilometri, la distanza massima può invece raggiungere qualche centinaio di migliaia di chilometri (come i sovietici Prognoz e gli americani Imp). Sono questi di fondamentale utilità per le telecomunicazioni. Poichè impiegano onde radio cortissime - che si propagano in linea retta- occorre che ciascun satellite "veda" le due stazioni da collegare. Sono sufficienti tre satelliti geostazionari per ridistribuiri i segnali sull'intera superficie terrestre.
Prima non era così; Il satellite "Score" lanciato in orbita il 18 dicembre 1958 fu il primo a ritrasmettere a terra un messaggio radiofonico ricevuto da una stazione terrestre, poi il 4 ottobre 1960 ne fu lanciato un altro (il "Courier 1B") con la trasmissione a terra ritardato: registrava su nastro magnetico i messaggi inviati da una stazione terrestre nel momento in cui passava nel suo campo d'azione per ripeterli poi a un'altra stazione al momento opportuno. I geostazionari risolsero questo problema di collegare in permanenza le stazioni terrestri. Il 26 gennaio 1971 fu messo in orbita l'Interstat, seguiti da Syncom 2 e da Early Bird. Ognuno è in grado di smistare contemperaneamente oltre 10 chiamate telefoniche.

____ ASTRONAUTI - (vedi sotto)
____ ASTRONAUTICA - ( dal greco àstron, stella, e nàutes, navigante). Dopo i satelliti artificiali la corsa allo spazio di russi e americani proseguì per far giungere l'uomo sul suolo lunare. Sugli studi dei voli spaziali dopo aver letto il 1903 (vedi anno 1903 "voli spaziali"), l'inizio pratico fu segnato dal primo volo russo il 12 aprile 1961 con la navicella Vostok 1 con dentro un astronauta: Yuri Gagarin. che compie un orbita terrestre in 1h e 29 minuti, rincorso dagli americani, che il successivo 5 maggio mandarono a fare un giro intorno al pianeta l'austronauta  Sheppard. Poca cosa, perchè il 6 agosto sempre dello stesso anno, Titov con la Vostok 2 ne compierà 16 di giri, orbitando intorno alla Terra ogni 90 minuti.

____ UOMO SULLA LUNA - Lasciamo tutti gli altri tentativi di preparazione e soffermiamoci sull'Apollo 8, che il 21 dicembre 1968 compie con uomini a bordo il primo volo circumlunare pilotato con il ritorno sulla Terra dopo un percorso di 800.000 chilometri. Preludio all'impresa del 20 luglio 1969, quando l'Apollo 11 con tre astronauti americani a bordo permette al modulo Eagle la discesa sulla Luna di Neil Amstrong e Edwin Aldrin. Sono le ore 4, 17 primi, 43 secondi di domenica 20 luglio 1969 e tutto il mondo può assistere all'apertura del portellone, e ai lenti movimenti di Neil Armstrong che scende la scaletta, allunga con esitazione il piede sinistro, tocca il suolo lunare, si ritrae un poco, e infine scende. Immortala l'attimo con una frase: "Un piccolo passo per un uomo, ma un enorme balzo per l'umanità". Un momento di grande suspense. Sulla Luna vi restano 21 ore e 36 minuti, si ricongiungono poi con Michael Collins rimasto in attesa con il Columbia su un orbita lunare e fanno il ritorno sulla Terra.
Voli astronautici proseguiranno nei successivi anni, soprattutto mettendo in orbita attorno alla Terra, tramite l'impiego di navette, come lo Shuttle, veri e propri laboratori spaziali, con lunghe permanenza di uomini a bordo, tutti impegnati a fare numerosi studi e ricerche su vari campi.
Dal volo di Gagarin (1961) e fino a tutto il 1998, sono andati in orbita 254 astronauti americani, 93 russi, e altri 53 appartenenti a 23 nazioni diverse (compresi 3 dell'Italia).

____ STAZIONI SPAZIALI - Dopo i satelliti e i viaggi sulla Luna, inizia un'altra corsa spaziale, quella di mettere in orbita dei veri e propri laboratori per fare ricerche nel campo dell'energia solare, della medicina e di nuovi processi industriali. Iniziano i russi lanciando in orbita Salyut il 19 aprile 1971. seguiti dagli americani che nel 1973 mettono in orbita lo Skylab, un laboratorio con una dimensione interna di 6,50 m di larghezza per 6,20 di altezza, che gli astronauti abiteranno per 172 giorni. In seguito a partire dal 1981 le missioni saranno numerose, trasportando nei laboratori uomini e materiali, questo grazie all'impiego non più di razzi convenzionali ma utilizzando il già accennato Shuttle, una navetta che nell'andata si distacca dai vettori e si comporta come un razzo, mentre nel rientro al suolo nell'atterraggio vola come un grosso aliante.

____ SONDE SPAZIALI - Con la messa in orbita dei satelliti e la preparazione per il felice viaggio sulla Luna, le imprese spaziali sono parallelamente proseguite nell'inviare sonde su altri pianeti. Inaugura la serie il Mariner 2 che il 14 dicembre 1962 -con un lancio avvenuto il 27 agosto 1962- passa a 34.000 km da Venere. Il Mariner 4, lanciato il 28 novembre 1964 diretto verso Marte, il 14 luglio 1965 gli passa vicino a 10.000 km. Il Pionier 10 il 3 dicembre 1973 sorvola Giove. il 29 marzo 1974 il Mariner 10 sorvola Mercurio. Il 24 agosto 1989 è il Voyager 2 a sorvolare il pianeta Nettuno dopo un viaggio di 4 milardi e 470 milioni di chilometri. Ultimamente alcuni si sono spinti anche al di là del sistema solare, e in parallelo proseguono le esplorazioni dei pianeti.

ANNO 1959


____ SINTETIZZATORE MUSICALE (vedi sotto)
____ SINTETIZZATORE VOCALE - Quello musicale fu il primo strumento elettronico in grado di ottenere suoni uguali a quelli degli strumenti musicali di qualsiasi tipo, dal corno arcaico ai più sofisticati violini. Realizzato dalla statunitense RCA nel 1959, quando fu più tardi possibile applicarlo ai computer riducendolo a un piccolo strumento elettronico, si rivelò di una capacità infinita, creando non solo il tipo di strumento musicale , ma grazie a particolari programmi, i sentitezzatori sono grado di modulare una lunga serie di suoni perfino quelli non udibili da orecchio umano. Inoltre in parallelo nacquero dalla Texas Instruments i primi sintetizzatori vocali capaci di riprodurre in una gamma di un centinaio di tonalità, tutti i 124 fonemi umani e quindi pronunciare tutte le parole esistenti in qualsiasi lingua, compresi tutti i dialetti. (nel mondo sono circa 10.000 i linguaggi). Possiamo declamare a voce alta e memorizzare in bit, poi far riprodurre in modo fedele o in mille modi e toni diversi qualsiasi discorso.

ANNO 1960

____ LASER - In inglese "Lightwave Amplification by Stimulated Emission of Radiaton", amplificazione della luce attraverso l'emissione stimolata di radiazioni. Utilizzando il rubino - che produce impulsi di luce dieci milioni di volte più intensi della luce solare, il fisico statunitense Theodore Maiman, realizzò nel 1960 il primo laser della storia. Esperienze in tal senso erano già state fatte dal fisico americano Charles Townes, realizzando nel 1951-53, il Maser (Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation), contemporaneamente a due fisici sovietici, Alexsander Michalovic Prochorov e Nikolaj Gennadievic Basov (a tutti e tre furono assegnati il Nobel per la fisica nel 1964). Il principio del Maser di Townes che produceva un intenso fascio coerente e monocromatico di microonde, poteva essere applicato a tutte le lunghezze d'onda, comprese quelle della luce visibile (del sole).
I decisivi e definitivi miglioramenti furono quelli del fisico statunitense che abbiamo accennato qui per primo. Nel suo cilindro di robinia (simile al Maser) la luce prodotta aveva una scarsa tendenza alla diffusione e poteva essere concentrata - con radiazioni costituite da un unica lunghezza d'onda, tutte della stessa frequenza- su un punto così piccolo che su tale punto si potevano raggiungere temperature molto più elevate della superficie del Sole. Inizialmente si chiamò "Maser ottico", ma poichè si trattava di amplificazione di luce mediante l'emissione stimolata di radiazioni fu poi chiamata omonimamente Laser.
Le applicazioni del Laser si diffusero subito in campo medico usato come bisturi nella microchirurgia; nelle telecomunicazioni come fascio portante da incanalare nelle fibre ottiche; fu estremamente utile per realizzare le incisioni dei primi circuiti integrati e dei successivi microprocessori; e oltre che nella strumentazione scientifica, il laser andò a rivoluzionare (letteralmente a sconvolgere) la tecnologia dell'incisione dell'industria del disco video e musicale, permettendo la riproduzione ottica e sonora, prima col videodisco (ne parliamo più avanti) poi col vero e proprio disco audio, a basso costo, con la lettura-riproduzione tramite un piccolo laser contenuto nello stesso riproduttore amatoriale, il cosiddetto ....

____ CD COMPACT DISC - Fu il primo di una lunga serie per l'incisione con il sistema digitale. I primi furono lanciati sul mercato mondiale dalla giapponese Sony e Philips insieme, nell'ottobre 1982, nell''85 avevano già una capacità di 600 megabyte. Il sistema: ottenuto i segnali analogici provenienti da una fonte sonora (direttamente, ma meglio da una matrice campionata da un nastro del magnetofono), il segnale viene riconvertito in segnale digitale; cioè nel linguaggio del computer; e ovviamente da questo può essere letto-ascoltato con la riconversione inversa (da digitale a analogica - cioè dagli altoparlanti elettromagnetici).

____ CD-ROM - Derivati dal CD audio, lanciati nel 1985, capaci di contenere fino a 700 megabyte di suoni, testo, immagini, non ebbero inizialmente un grande successo. Probabilmente ostacolati dalle grandi multinazionali del disco - già colpite dal compact disc - che temevano la fine del classico disco in vinile, ma anche dello stesso compact-disc - per le enormi capacità di contenuti. La diffusione del Cd-Rom, arrivò nel 1988 quando i lettori digitali furono collegati al televisore domestico e con una modica spesa montati su quasi tutti i personal computer, su questi inizialmente utilizzati per leggere programmi di vario genere, applicativi, linguaggi, giochi, grandi testi ecc. Ma non erano una novità, perchè già nel 1972, e sempre con la tecnologia del sistema di registrazioni di immagini digitali video su disco ottico era nato nella casa olandese della Philips il....

____ VIDEODISCO - Un disco con una superficie dorata, come grandezza simile ai long plyang. Se ne parlò molto in modo entusiastico, ma anche qui, il decollo non avvenne, fu ostacolato, questa volta non dai discografici ma dalle multinazionali del cinema. Infatti, queste, diedero rarissime concessioni dei diritti di riproduzione dei loro film, perfino quelli vecchi, temendo una waterloo della celluloide. Con qualche rara apparizione comparvero solo nel 1980. Ma ebbero vita breve, perchè come abbiamo visto sopra, stava inesorabilmente decollando oltre che il Computer di massa (l'Ibm lanciò il suo Personal il 12 agosto del 1981) anche il Cd-Rom, capace di contenere in 12 cm. miliardi di segnali a 16 bit, leggibili sul computer. Una rivoluzione nel campo dell'informatica, perchè capaci di contenere una quantità di informazioni superiori di 500-600 volte ai tradizionali floppy-disk. (vedi anno 1970 "floppy disk")

____ PHOTO-CD - Fu lanciato il 18 settembre 1990 dalla Kodak e Philips. Si tratta di un supporto con incisione-riproduzione a laser che ha la capacità di immagazzinare una considerevole quantità di immagini fotografiche. Nulla di particolare, solo una operazione commerciale, perchè gli utilizzatori di computer da qualche anno erano già esperti nel fare la stessa cosa con i Cd Rom.

____ CD ROM W - La W sta a "scrittura". Anche le multinazionali produttori di Cd Rom, dopo che questo era ormai diventato a diffusione planetaria, corsero ai ripari per rendere il disco utilizzabile solo una volta. Temendo una continua riutilizzazione dello stesso disco per altre registrazioni, si sono inventati un procedimento che non permette la riscrittura del disco. Salvo pagarlo più caro dei normali Cd Rom Read, (read sta a solo lettura). Gli utenti di quest'ultimo lo possono scrivere solo una volta.
Se questo poteva bastare ai produttori di dischi, non è stato però sufficiente per le multinazionali della musica e del cinema. Infatti, con una singolare imposizione, convinti che siamo tutti indistintamente pirati della musica e delle immagini (i film in particolare) sono riusciti a far applicare una tassa su ogni disco vergine, anche sui Cd Rom Read, per recuperare - dicono loro - i mancati introiti a causa della pirateria. Ho detto singolare, ma avrei dovuto dire "sopruso", un infame processo alle intenzioni. Cosa noi diremmo se dopo aver fatto gli acquisti a un supermercato, alla cassa ci chiedessero un contributo-tassa per recuperare i mancati introiti dei furti di cui sono oggetti. O sul treno una tassa per andare a pari con quelli che vi salgono senza biglietto. (sui dischi vedi anche anno 1960 "Laser" e quindi "disco").

____CIRCUITO INTEGRATO - Ciò che permise alla microelettronica di fabbricare il primo circuito integrato, fu la realizzazione dei TRANSISTOR (già ricordato sopra - vedi anno 1948 ) sempre più piccoli. Unendone alcuni si poteva ottenere un intero circuito elettronico in un solo blocco. Realizzato cioè su un supporto semiconduttore di pochi centimetri, fu chiamato"chip".
All'inizio si "integrarono" sul chip qualche centinaia di questi circuiti. I primi entrati in produzione e messi sul mercato per vari prodotti furono quelli realizzati negli Stati Uniti dalla Texas Instruments nel 1959. La stessa Texas, sempre usando un circuito integrato, nel 1971 realizzò la prima "calcolatrice tascabile".
Ma col passare del tempo e una migliore tecnica della miniaturizzazione, nello stesso chip si riuscì a creare migliaia di circuiti, poi decine di migliaia, infine milioni. Quando si arrivò a queste cifre si era giunti al punto di poter fare con un solo chip una vera e propria unità centrale di un elaboratore elettronico. Fin dal 1958  KILBY aveva costruito la sua prima unità elettronica su una piastrina di silicio. Lo scienziato NOYCE in contemporanea aveva fatto altrettanto, ma dopo 13 anni di cause nei tribunali, l'invenzione fu attribuita al primo. Ma Noyce non si scoraggiò, fondò la Intel, dentro la quale è poi nato il MICROPROCESSORE (vedi anno 1971).

ANNO 1961

____ L'uomo nello spazio

____ VALVOLE CARDIACHE - Oltre il pacemaker (vedi 1952) che regola il ritmo cardiaco e da l'impulso a pompare sangue, il problema da risolvere erano le stesse valvole dove passa il sangue ossigenato, che spesso risultavano danneggiate da malattie o congenitamente difettose. Tanto valeva mettere il pacemaker se poi erano le valvole ad essere difettose. La soluzione al problema la trovarono nel 1961 il chirurgo americano Albert Starr e il suo aiutante Lowell Edwards, costruendo una sfera di plastica contenuto in un involucro di acciaio inossidabile. Ci furono alcuni timori nel suo utilizzo perchè sembra che tale valvola "artificiale" danneggiasse alcuni globuli rossi del sangue. Ma pur in seguito realizzate valvole usando i tendini dello stesso paziente, la sfera di Star-Edwards è stata collocata nel cuore di migliaia di pazienti con ottimi risultati.

ANNO 1963

____ FIBRE DI CARBONIO - Prodotte dai laboratori militari inglesi di Famborough, sono state impiegate nelle costruzioni aeronautiche, in aerei supersonici, in veicoli spaziali, in sottomarini. Più tardi anche per realizzare prodotti leggeri e durevoli. In rapporto al loro peso posseggono una forza quattro volte superiore a quella dell'acciaio più duttile.

____ Donna nello spazio 632

ANNO 1964


____ Volo spaziale con più persone 634

ANNO 1965

____ MINIGONNA - Più che un'invenzione è il frutto di una comunicazione mass mediale. Gli indumenti sopra il ginocchio era di moda già nell'antico Egitto come ci testimoniano i vari papiri. Ma anche nelle successive epoche, indumenti simili comparvero e scomparvero. Li indossavano anche le donne vichinghe, come appare in arazzo dell'epoca, che solevano vestirsi in minigonna e stivali per attirare i migliori partiti. Nei successivi secoli una mentalità bigotta e bacchettona che vedeva il peccato ovunque, vestì la donna (ma solo quelle del popolo) di lunghe funeree vesti nere, dov'era bandito ogni altro colore perchè indice di vanità, il rosso poi era il colore del diavolo. Ci fu una parentesi festosa e liberatrice nell'epoca della bella epoque (riservata però alla bella borghesia); e negli anni '20 il vivace periodo americano del charleston. Ma poi i lutti della guerra imposero per le tristi circostanze i panni neri, lunghi, lugubri.
Nel 1964 - tempi di Beatles, di Elvis Presley, del rock - all'improvviso nello spazio di una notte le ragazze londinesi come una bandiera inalberarono la minigonna, una creazione della disegnatrice di moda MARY QUANT. Fu una sfida sessuale all'immagine della vecchia Eva frustrata, ma fu anche un bena orchestrata forma di business, della pubblicità, che iniziò così ad allargare il suo regno, seducendo soprattutto le giovani delle nuove generazioni. Ma era così liberatoria e giocosa che perfino le seriose madri nell'identificarsi nelle figlie la moda l'accettarono, e pure loro furono stregate. Del resto perfino gli atelier dell'alta moda di Parigi - all'inizio piuttosto incerti - consacrarono il provocatorio indumento di irritante giovinezza da imitare ad ogni costo essendo già il preludio di quella rivoluzione sessuale che avanzava e che nei primi anni 1970 lacererà del tutto il bempensantismo e il bigottismo, con ben altre legittime conquiste della donna: la parità dei diritti, la pillola, il divorzio, l'aborto. L'emancipazione (vedi in "Cronologia" anno 1972 - Pianeta donna, "l'altra metà sotto il cielo")


____ Passeggiata nello Spazio 635
____ Rendez-vous spaziale 635
____ Satelliti per telecomunicazioni 635
____ Sonda su Venere 636

ANNO 1966

____ Aggancio nello spazio 637

ANNO 1967


____ TRAPIANTO DI CUORE . Il 3 dicembre a Citta' del Capo in Sud Africa, si verifica un fatto straordinario nella storia della medicina di tutti i tempi. Il chirurgo Christian Barnard trapianta il cuore di un uomo appena deceduto in un incidente su un altro uomo. Il mondo sbigottito e quasi incredulo trattiene il respiro e conta i giorni di sopravvivenza del beneficiato. Saranno 18, poi l'uomo morirà per il rigetto immunitario, nonostante l'impiego di farmaci antirigetto Ne abbiamo parlato nel 1953 "trapianti di organi"). Ma il 2-gennaio-1968 altro paziente e altro trapianto. Questo sopravvisse per quasi due anni. La cosa più sconvolgente per alcuni (e già l'organo trapiantato induceva a considerazioni di ordine filosofico e morale) fu quella, che il donatore del cuore era un nero, un "negro" dell'Africa, anzi di quella Sud Africa dell'Aparthaid. "Ma allora...." si chiesero ancora increduli ottusi nell'anno di grazia 1967 "ma allora......loro sono proprio come noi?".
Di trapianti ne furono eseguiti altri, alcuni riusciti altri no e questi ultimi fecero sorgere dubbi sulla tecnica del trapianto e poca fiducia nei farmaci antirigetto; inoltre si innescarono problemi etici enormi. Una migliore soluzione e con effetti molto positivi furono poi i cuori artificiali. Fu applicato per la prima volta in un paziente il 2 dicembre 1982 dall'equipe guidata dal chirurgo americano Robert Jarvik.
Tuttavia gli studi dei trapianti di organi continuarono nei successivi anni, risolvendo molti problemi dell'antirigetto, e permettendo così a migliaia di malati terminali di poter accedere a quella che è ormai considerata una "banca degli organi"; che in pratica è tutta l'Umanità, ma che per vari pregiudizi alcuni egoisticamente non hanno mai preso in considerazione la donazione; preferiscono portarsi dietro a imputridire nella tomba i loro organi, mentre invece potrebbero dare la vita ad un altro suo simile.

ANNO 1968


____ Circumnavigazione della Luna

ANNO 1969

____ UOMO SULLA LUNA
____ I 3 PROTAGONISTI - Il 16 luglio 1969 circa ottomila ospiti selezionati e duemila giornalisti, fortunati invitati del Centro Spaziale di Cape Kennedy, in Florida, sono chiamati a provare tutte le più forti emozioni umane: ridendo, piangendo, soffrendo ed esultando assistono al lancio di Apollo 11, la missione che avrebbe portato, per la prima volta nella storia dell'umanità, due uomini sul suolo lunare. Con loro, collegata via radio o attraverso la televisione o informata dai giornali, è col fiato sospeso tutta la Terra. Quasi tutta, veramente, perché tre Paesi: la Cina comunista, la Corea del Nord e l'Albania non hanno ritenuto opportuno informare i propri cittadini di questa straordinaria missione.
Una missione che vede protagonisti tre astronauti : Neil Alden Armstrong - Il colonnello Michael Collins - Il colonnello Edwin Eugene (Buzz) Aldrin
Con assoluta precisione alle ore 15 e 32 (ora italiana) è stato schiacciato il bottone rosso "fire" ed i cinque motori F-1 del primo stadio del vettore di lancio si sono accesi con un impressionante torrente di fuoco. Dopo la poderosa spinta iniziale, i motori di Saturno V si spengono a 41 miglia di altitudine, e con l'ausilio di otto motori a propellente solido diretti in senso opposto al movimento del razzo, il primo stadio del vettore si stacca in una nube di fumo. Subito dopo il distacco, i cinque vettori J-2 del secondo stadio si accendono a loro volta, bruciando ossigeno liquido e idrogeno liquido, e in sei minuti e mezzo portano la navicella spaziale a 116 miglia dalla Terra: a questo punto anche il secondo stadio si separa, mentre i motori del terzo stadio si accendono brevemente per immettere Apollo 11 in un'orbita di parcheggio intorno alla Terra, ad una velocità di 17,400 miglia orarie.
Il terzo stadio è fornito di un unico motore J-2 analogo a quelli del secondo stadio, ma capace di riaccendersi più volte. In meno di 12 minuti, Apollo 11 è inserita nell'orbita prefissata intorno alla Terra, e Neil Armstrong può comunicare alla base di Houston: "It's a beauty!", è una bellezza. Comincia ora la prima fase di lavoro a bordo: il controllo di una lunga check-list per assicurarsi che tutto sia OK. Al termine della verifica arriva il "go!", il permesso di inserimento nell'orbita di trasferimento verso la Luna.
Quindici minuti dopo l'inserimento nella traiettoria verso la Luna, Armstrong e Collins devono effettuare una delicata manovra per dare al veicolo spaziale la sua configurazione operativa adatta alla missione lunare. A questo punto del viaggio infatti il veicolo spaziale è formato dalla navicella "Columbia" e dal terzo stadio del vettore di lancio contenente nella sua estremità superiore il modulo per la discesa sulla Luna, o Modulo Lunare. Ora il ML abbandona nello spazio i suoi quattro pannelli di copertura che lo hanno protetto nella fase di lancio, mentre la astronave si stacca dal terzo stadio del vettore di lancio, effettua nello spazio una rotazione di 18O° (ossia si capovolge) e si riaccosta con la sua estremità anteriore a forma di cono fino ad agganciarsi al ML nell'alloggiamento del vettore.  
Terminata questa delicata fase di aggancio, si effettuano le connessioni di tutti i sistemi tra capsula di comando e ML, e si pressurizza "Eagle". Solo a questo punto il modulo lunare può distaccarsi definitivamente dal terzo stadio del vettore di lancio, e spingerlo nello spazio facendo scattare le molle delle sue quattro gambe. Apollo 11 ha raggiunto così la configurazione prevista per la missione e viaggia in direzione della Luna con una precisione tale, da rendere inutile la prevista accensione dei motori per una correzione di rotta. Il viaggio procede in modo assolutamente regolare, e gli astronauti possono scherzare allegramente durante la loro prima trasmissione televisiva con la Terra.
Dopo poco più di 56 ore dal momento del lancio, gli astronauti effettuano i complessi controlli dei sistemi operativi del ML. Prima di iniziare la fase di lavoro vero e proprio, Aldrin e Armstrong effettuano una lunga trasmissione televisiva da "Eagle", per mostrare anche ai profani la complessità del modulo lunare. Dopo quasi due ore di controlli, stanchi, rientrano a bordo del "Columbia" e chiedono di poter dormire per nove ore consecutive.
L'inserimento nell'orbita intorno alla Luna viene effettuato dagli astronauti senza il controllo da Terra, in quanto si deve accendere per 5 minuti e 57 secondi il motore-razzo mentre i cosmonauti si trovano "dietro" alla Luna. Il periodo di mancanza di comunicazione tra Apollo 11 e la base di Houston è di 34 minuti. Ormai inseriti nell'orbita corretta, gli astronauti si concedono un meritato riposo, e al risveglio iniziano un nuovo controllo del ML, l'ultimo prima della discesa sulla Luna. Alle 15,27 del 20 luglio, ha inizio la fase finale del volo per la Luna. Viene pressurizzata nuovamente la cabina di "Eagle", e Armstrong e Aldrin vi prendono posto per il loro emozionante allunaggio.
Gli ultimi controlli di tutte le attrezzature durano più di due ore e mezzo, e ogni movimento degli astronauti è riportato dai congegni elettronici di bordo al Centro di Houston, che può così seguire il lavoro di Armstrong e Aldrin e aiutarli ad effettuare piccole correzioni utili.
Tutto è O.K., e "Eagle" può ora distendere le sue gambe e distaccarsi da "Columbia" per iniziare la sua discesa verso la superficie lunare con l'aiuto del suo piccolo motore di discesa. Dopo dieci minuti di volo su Eagle, a circa seicento metri di altezza sopra il Mare della Tranquillità, Armstrong e Aldrin si sforzano di individuare il luogo esatto fissato per il loro allunaggio. Guidati da una serie di numeri emessi dal computer di bordo e cercando di tenere la rotta predisposta per loro dalla Base, per la prima volta osservano da vicino attentamente la superficie del nostro satellite.
Quello che vedono non coincide però esattamente con quanto si aspettavano: invece della liscia pianura priva di ostacoli che attendevano, il loro bersaglio si rivela essere un cratere del diametro di circa 180 m con pareti irregolari. Questa superficie ineguale non è adatta al contatto, perché la navicella rischierebbe di trovarsi troppo obliqua rispetto alla traiettoria di ricongiungimento con "Columbia" al momento del decollo dalla Luna. Armstrong decide rapidamente di sostituirsi ai comandi automatici e assume il controllo manuale della rotta del ML. Egli ha giudicato superfluo consultarsi con la Base di Houston: si era preparato alla missione con un intenso addestramento fatto di giornate e giornate nel simulatore; esperimenti in centrifuga; studi di astronomia, geologia, fisica e astrofisica; corsi di sopravvivenza imparando dagli indios come costruire una zattera, avanzando nella giungla e strisciando nel deserto, catturando e mangiando lucertole e insetti; a tutto questo lui e i suoi colleghi si erano sottoposti proprio per essere in grado di affrontare qualunque imprevisto sulla Terra, in volo o sulla Luna. Inoltre ora egli è troppo impegnato a pilotare per trovare il tempo di dare spiegazioni dettagliate a terra.
La discesa di Eagle continua: 750 piedi, 600, 400, 300. Fra 300 e 200 piedi di altezza ( circa tra 90 e 60 metri) la velocità cala drasticamente, fino a sole 55 miglia orarie. Questo non era in programma, e a Houston scatta l'angoscia. Perché questo rallentamento? "Eagle" continua a scendere, e la velocità di avanzamento riprende, rallenta, riprende nuovamente, mentre Armstrong scruta la superficie lunare sempre più da vicino. A 100 piedi di altezza si accende una luce rossa sul pannello della strumentazione: è rimasta poca benzina. Solo 90 secondi per posarsi sulla Luna, o si dovrà rinunciare e decidere di accendere il piccolo motore che li ricondurrà nell'orbita per riagganciarsi al "Columbia".
Trenta secondi dopo da Houston l'astronauta Duke, incaricato dei contatti con la missione, inizia il conto alla rovescia: "Sessanta secondi per posarsi", recita la sua voce. Sarebbe davvero duro rinunciare adesso! "Stiamo scendendo 2,5 piedi al secondo", comunica Aldrin. "40 piedi. Avanti. Solleviamo polvere. 30 piedi. Avanti 2,5 piedi al secondo." "Trenta secondi", comunica Duke da Houston. " Portalo giù, Neil, portalo giù" pregano silenziosamente tutti gli uomini della base. "Avanti, verso destra", prosegue Aldrin, e finalmente: "Contatto!" I piedi di Eagle hanno toccato la superficie della Luna e poco dopo Aldrin annuncia: " OK. Stop ai motori." "Qui Base della Tranquillità. Eagle è atterrato.", annuncia Armstrong.

Sono le 4, 17 primi, 43 secondi di domenica 20 luglio 1969, ora di Houston. "Roger, vi riceviamo", risponde Duke. "Qui abbiamo un gran numero di ragazzi che stavano diventando blu: adesso possono respirare di nuovo! Grazie tante." Sono giunti sulla Luna, i due astronauti, e non si sentono affatto stanchi. Decidono di non effettuare il previsto riposo, e di partire immediatamente con le procedure per l'uscita all'aperto. La macchina per le riprese televisive fissata sul ML è in funzione, e tutto il mondo può assistere all'apertura del portellone, e ai lenti movimenti di Neil Armstrong che scende la scaletta, allunga con esitazione il piede sinistro, tocca il suolo lunare, si ritrae un poco, e infine scende completamente, senza però staccare subito le mani dal ML. E' un momento di grande suspense, che ci mostra la grandezza di questi uomini, e ci rende fieri di appartenere anche noi al genere umano!
"Un piccolo passo per un uomo, ma un enorme balzo per l'umanità", dice Armstrong commentando la sua eccezionale impresa. Il 14 luglio, durante l'ultima conferenza stampa dei tre cosmonauti, Walter Cronkite aveva chiesto ad Armstrong quale frase avesse preparato per il fatidico momento in cui avrebbe messo piede sul suolo lunare. "Spero di non dover dire: accidenti, sono scivolato", era stata la spiritosa risposta. La superficie lunare si presenta ai due esploratori compatta (i piedi del ML sono affondati solo 3/5 centimetri), in superficie leggermente polverosa. Armstrong può cominciare subito a raccogliere campioni di terreno con la sua speciale attrezzatura; poi pianta sulla Luna la bandiera americana, che è tenuta aperta, in questo mondo senza aria, da un'asta orizzontale, e infine parla al telefono con il presidente degli Stati Uniti.
I PROTAGONISTI:
Neil Alden Armstrong era nato a Wapakoneta, Ohio, nel 1930. A 16 anni prende il brevetto di volo. Durante la guerra in Corea, partecipa a 78 missioni di combattimento. Laureato a pieni voti ingegnere aeronautico, diviene collaudatore per la NASA. Come astronauta, porta felicemente a termine la complicata missione Gemini 8.
Il colonnello Michael Collins, anche lui del 1930, cresce tra Roma, Oklahoma, New York, Maryland, Texas, Puerto Rico e Washington, seguendo la carriera militare del padre. A scuola vince un importante premio di matematica ed è capitano della squadra di wrestling. Pilota collaudatore dell'aeronautica militare, diventa astronauta e con la missione Gemini 10 esce due volte dall'astronave per passeggiare nello spazio.
Il colonnello Edwin Eugene (Buzz) Aldrin è ritenuto la miglior mente scientifica nello spazio, e si dice di lui che potrebbe correggere i computer. Nato anch'egli nel 1930, la sua vita è sempre stata improntata all'eccellenza: il miglior studente della scuola, il miglior cadetto a West Point, il miglior pilota dell'aviazione (abbatte due Mig nella guerra in Corea). Nella missione Gemini 12, esce nello spazio per 5 ore e mezzo.

 
____ AIDS - Il 16 Maggio, viene storicamente attribuita a questa data la prima morte di Aids. Il mondo non conosce ancora questa malattia. Da un ragazzo morto con degli "strani" sintomi viene congelato il siero con il virus che si presume l'abbia ucciso. Solo dopo dodici anni, nel 1981, un ricercatore, GOTTLIEB scopre che il responsabile è un protozoo, il Pneumocystis carinii e lo descrive , ma nessuno lo ascolta, ci vorranno altri tre anni per convincere il mondo che ha un altro (lo chiamano terroristicamente) "flagello" da combattere, e lo confermerà un ricercatore, BRUCE VOELLER; sara' lui a dargli il nome Aids (Acquired Immuno Deficiency Syndrome - sindrome da immunodeficienza acquisita). E' caratterizzato da una progressiva distruzione di un certo tipo di globuli bianchi, da cui deriva un deficit del sistema immunitario che favorisce lo sviluppo di diverse malattie. Un organismo colpito da virus, batteri, protozoi, funghi, è incapace a reagire.
L'isolamento del virus e il relativo test (isolato il 20 maggio 1983) provocò grandi polemiche soprattutto di carattere economico (le royalties), fra i due ricercatori GALLO e MONTAGNIER; a quest'ultimo fu poi attribuita la scoperta.

____ CUORE ARTIFICIALE - Dopo alcuni insuccessi con i trapianti di cuore inaugurati nel 1967 dal chirurgo Barnard, la ricerca proseguì verso i cuori artificiali che non causavano al paziente crisi di rigetto. Il primo che impiantò un cuore di plastica fu il chirurgo Denton Cooley. Il paziente visse tre giorni con il cuore artificiale , poi gli fu sostituito con uno naturale trapiantato. Ma l'insuccesso non fermò la ricerca.

____ BYPASS CORONARICO - Nello stesso anno sempre sul cuore fu messa a punto un'altra tecnica chirurgica consistente nel trapiantare delle vene o talvolta arterie prelevate dallo stesso corpo del paziente per condurre il sangue attorno alle parti ostruite delle coronarie. Ostruzione causate da placche ruvide ricche di colesterolo depositate sulla superficie interna .

ANNO 1970

____ FLOPPY DISK - Fu il primo supporto portatile magnetico ad essere inserito nei primissimi elaboratori elettronici per la registrazione dei dati. Fu realizzato dalla Ibm nel 1970. Ma a lanciarlo e farne un oggetto di massa per i propri computer amatoriali furono la Apple (che nel 1975 realizzò il primo computer destinato ad avere un enorme successo) e la Tandy. In precedenza i computer usavano i normalissimi nastri magnetici, sui quali la registrazione e lettura dei dati avviene in forma sequenziale (i dati erano uno dietro l'altro in fila su grandi bobine di nastro, oppure nei piccoli computer si utilizzavano le normali cassette a nastro dei registratori). Mentre invece i dischi i dati registrati sono in forma random, che consente la ricerca di files nelle varie predisposte partizioni, quasi in tempo reale (comunque pochi secondi). Le capacità dei primi erano piuttosto modeste; questi - nel formato 5 pollici- erano di 128 K, i successivi da 256, e quando si avviarono al tramonto a fine anni Ottanta, avevano raggiunto i 512 K. In parallelo si imposero ben presto i dischetti con rivestimento rigido di 512 e 1024 K (comunemente detti di "un megabyte") nel formato 3,5 pollici. Ma vissero anche questi la loro breve epoca (anche se in certi casi sono ancora utili) ben presto sostituiti dai CD da 500, poi 600, 700, 800 mega, con all'orizzonte quelli con una capacita di 4700 mega (4,7 giga ideali per l'incisione delle immagini in movimento (film ecc.). (sui dischi vedi anno 1960 "Laser")

ANNO 1971

____ CALCOLATRICE - Un tempo non esisteva calcolatrice di sorta e tutte le operazioni matematiche dovevano essere fatte a mano eseguendo direttamente le quattro operazioni fondamentali. Per i calcoli complessi si usavano i logaritmi i quali, trasformando le moltiplicazioni in addizioni, le divisioni in sottrazioni, le elevazione a potenza in moltiplicazioni e le estrazione di radici in divisioni, davano la possibilità di risolvere, sempre a mano, anche tali difficili problemi. Erano le somme, soprattutto se relative a lunghissimi elenchi di numeri, che costituivano un serio problema. Fino al 1642 (ma anche oltre, cioè fino all'avvento della calcolatrice elettromeccanica), il "calcolatore" popolare per eccellenza era l'abaco, ancora oggi usato dai commercianti in alcuni paesi del mondo, con una velocità di calcolo aritmetico stupefacente. Volendone studiare un tipo meccanico molti matematici si fecero venire il mal di testa. Fin quando apparve il matematico filosofo francese il 19enne Blaise Pascal che realizza nell'anno 1642 una calcolatrice che esegue le due operazioni aritmetiche, l'addizione e la sottrazione . Se esaminiamo bene quella che in suo onore fu chiamata "pascalina", il principio è quello dell'abaco o pallottoliere (vedi 5000 a.C. "ABACO") . Una sequenza di ingranaggi, riportano le decine, le centinaia e le migliaia da una colonna di destra a quelle di sinistra; cioè una operazione che prima era eseguita dalle mani, mentre ora sono gli ingranaggi a spostarle automaticamente. Quando la ruota a destra, che rappresenta le unità effettua un giro completo, inesta la ruota alla sua sinistra, che rappresenta le decine e la fa muovere di una tacca in avanti. Più che una calcolatrice era una "addizionatrice" meccanica ma nulla più. Pascal la migliorò, la brevettò nel 1649, la mise in commercio, ma fu un fallimento: era costosa e nella pratica, limitata solo alle due operazioni aritmetiche. Altrettanto fallimentare quella realizzata trent'anni dopo - nel 1683 -da Leibniz (1646-1716) pur riuscendo la sua macchina a moltiplicare e dividere, sempre sotto forma di addizioni e sottrazioni bisognava ripetere). Per quasi due secoli entrambe rimasero nell'ombra. Finchè nel 1834 l'inglese Charles Babbage (1792-1871) lavorandoci per tutta la vita, ideò una macchina che concettualmente era valida, era già un vero e proprio calcolatore, ma la carenza stava che per farla funzionare velocemente avrebbe dovuto avere a disposizione dei commutatori elettrici o elettronici che furono a disposizione solo un secolo dopo.

____ CALCOLATRICE MECCANICA - Queste si basarono concettualmente a quella di Pascal e di Babbage. Una serie di rotelline ad ingrannaggi spostava le decine, le centinaia, le migliaia da una colonna di destra a sinistra. Si pigiavano ad una serie di levette (o tasti) posti sul quadro di comando per l'impostazione del numero, ossia si predisponevano l'accoppiamento di alcune rotelle collegate tra loro da un alberino munite da denti retrattili, poi con vari colpi di manovella si eseguiva l'operazione. Tanti colpi di manovella quant'era il moltiplicatore. Una addizione era molto semplice, bastava un colpo di manovella, mentre una moltiplicazione consisteva in una successione di addizioni, la divisione a una successione di sottrazioni (che si ottenevano con tanti colpi di manovella).
Ma prima di questa ne esisteva una molto più rudimentale.
Riportiamo qui la descrizione di un nostro occasionale lettore-collaboratore: Marcello Meneghin che ci ha permesso di prelevare il pezzo dal suo interessantissimo sito http://altratecnicabis.3000.it/
"La prima calcolatrice atta a risolvere i tanti problemi di calcolo è stata, a notizia di chi scrive, la "sommatrice automatica" .

Si tratta di un astuccio metallico delle dimensioni di circa 6 cm x 12 cm e dello spessore di qualche millimetro avente nel fronte una serie di fessure verticali ognuna delle quali è affiancata da una numerazione. Sopra ciascuna fessura e attraverso un piccolo foro circolare, era visibile la sottostante numerazione incisa su altrettante striscioline metalliche verticali che possono scorrere sempre in senso verticale. L'intera riga sopra di fori circolari rappresenta il risultato. L'esecuzione di una somma ha luogo trascinando verso il basso ad una ad una e partendo da quella più a destra, le cifre costituenti i vari addendi tramite un piccolo accessorio cioè una specie di penna con punta metallica da inserire nelle fessure verticali ( ° ) e da tenere premuta contro un piccolo incavo appositamente ricavato nella sottostante strisciolina a lato di ciascuna cifra. Il risultato è visibile nella parte superiore entro la serie di fori circolari di cui si è detto. Ad esempio dovendo sommare tra di loro i due numeri 34 e 65, si riportano a zero tutte le striscioline facendole scorrere verso l'alto fino a portarle al fine corsa. Si inizia quindi a far scorrere verso il basso il quattro nella prima fessura e poi il tre del primo addendo in quella immediatamente a sinistra. Il risultato è il numero 34 leggibile in alto. Di seguito si porta in basso il numero cinque e quindi il sei. Risultato 99. Il funzionamento è chiaro: la strisciolina metallica interna scorrendo di volta in volta verso il basso rende leggibile il numero (da zero a nove) che si viene a trovare entro il foro circolare del risultato. Questo fintantocchè il totale di una stessa fessura non è superiore a nove. Allorchè la somma lo supera, l'operazione di trascinamento della strisciolina verso il basso viene impedita dal suo fine corsa ed allora, riscontrato tale inconveniente, senza spostare la penna dall'incavo se ne inverte la corsa e facendola scorrere verso l'alto con un percorso rigorosamente imposto dalla fessura di guida cioè con una breve deviazione finale verso sinistra. Ciò comporta due azioni: da una parte la sottrazione del complemento a 10 della cifra e, dall'altra l'aggiunta di una decina nella casella posta immediatamente a sinistra tramite la apposita dentellatura di cui è munita la strisciolina.
La cosa sarà meglio comprensibile con un esempio. Siano da sommare tra di loro i numeri 34 e 98. Inserito come nel precedente esempio, il numero 34 ed ottenutone il risultato corrispondente, si dia inizio a riportare in basso il numero 8 del secondo addendo. La cosa non è possibile perché la corsa della strisciolina si arresta. Allora si inverte il senso e si riporta verso l'alto e quindi verso sinistra il numero 8 andando ad interessare la colonna più a sinistra con spostamento verso il basso di una decina. In pratica si è sottratto da 34 il complemento a 8 cioè 2 ma si é aggiunto 10. Il risultato a questo punto è 42 cioè 34 - 2 +10. Resta ora inserire il numero 9 del secondo addendo. Anche questa operazione non và a buon fine. Occorre allora invertire il senso e, agendo verso l'alto, andare a interessare la colonna ancora più a sinistra cioè quella delle centinaia. In pratica si è sottratto da 42 il complemento a 90 cioè 10 ma si è aggiunto 100.Il risultato è ora pari a 132 cioè 42 -10 + 100. Oltre a trattarsi di un sistema macchinoso e noioso non era possibile, come si capisce dal nome della macchinetta, eseguire nessuna altra operazione all'infuori della somma.
A un certo punto è apparsa in commercio la straordinaria Brunsviga manuale che risolveva tutti i problemi del genere e che è illustrata nella foto.
La macchina è composta da un rullo munito di più colonne di piolini (quadro delle impostazioni) che si possono spostare a mano verso il basso fino a leggere nella apposita riga il numero corrispondente. Fatto un giro con la manovella detto numero è riportato tale e quale nel sottostante quadro dei prodotti pronto a venire modificato in più nel caso di somma ed in meno per la sottrazione. Le due operazioni hanno luogo scrivendo in maniera del tutto analoga il secondo fattore e facendo ruotare rispettivamente in senso orario od antiorario a seconda si voglia fare la somma o la sottrazione dei due fattori. Si prosegue similmente fino ad aver battuto tutti gli addendi. Un altro indice ( quadro dei fattori ) segnala i numero di elementi sommati meno quelli sottratti. Tutta la procedura relativa ai riporti da una colonna all'altra avviene automaticamente grazie a una serie di ingranaggi e di levismi interni.
Per la moltiplicazione si deve usufruire di un'altra possibilità del rullo: il suo spostamento laterale effettuato tramite la leva di scorrimento che comporta un analogo spostamento sia del moltiplicando e sia del contatore superiore cioè del moltiplicatore.
Supponiamo di dover moltiplicare 455 per 23. Si scrive con i piolini il n. 455 nel quadro delle impostazioni. Si fa girare la manovella per tre volte in senso orario per poi far scorrere il rullo verso sinistra mediante la apposita leva e quindi far girare due volte la manovella. La moltiplicazione è fatta e sarà possibile leggere il moltiplicando nel quadro delle impostazioni , il moltiplicatore nel quadro superiore dei fattori ed il risultato nello spazio inferiore cioè nel quadro dei prodotti.
Non esiste alcun modo per tener conto delle virgole e quindi tutte le operazioni devono essere fatte con numeri interi curando, per le somme e le sottrazioni, che le cifre impostate abbiano tutte lo stesso numero di decimali, all'occorrenza aggiungendo degli zeri dopo la virgola. Per la moltiplicazione il numero di decimali del risultato è dato dalla somma dei decimali dei due numeri da moltiplicare. Più complessa l'esecuzione della divisione. Scritto il dividendo con i piolini nel quadro delle impostazioni lo si riporta in quello inferiore detto quadro dei prodotti facendo girare una sola volta la monovella in senso orario. Si inserisce il divisore con i piolini e quindi si comincia a sottrarlo girando in senso antiorario la manovella. Nel quadro dei prodotti si legge allora il resto della sottrazione, L'operazione và ripetuta girando nello stesso modo la manovella finchè il resto rimane superiore al dividendo. Quando non lo è più, la sottrazione diventa impossibile e tale fatto viene annunciato da uno squillo di un campanello. Si torna allora nella precedente posizione tramite un giro orario di manovella per poi spostare il carrello al fine di allinearlo con una nuova casella. Tutta l'operazione viene ripetuta più volte con altrettanti spostamenti del carrello ed andando quindi ad interessare , ad ogni squillo, via via tutte le caselle del divisore. Si prosegue in questo modo fino ad esaurire tutto il resto. A questo punto sono leggibili nella parte inferiore cioè nel quadro dei prodotti il resto finale e nel contatore superiore (quadro dei fattori) il risultato della divisione, nel mentre il numero di decimali del risultato và calcolato manualmente e corrisponde alla differenza fra decimali del dividendo e quelli del divisore. L'operazione, vista ai nostri giorni in cui si trovano macchinette da due soldi in grado di compiere automaticamente operazioni matematiche di tutti i tipi, ivi compresa la determinazione dei valori naturali delle funzioni trigonometriche, fa veramente sorridere per la sua macchinosità. Ai tempi della nostra storia ha rappresentato invece un grande passo in avanti. Essa, nella realtà, è più difficile a spiegarsi che non a eseguirsi perchè, con una certa pratica, avviene del tutto automaticamente. Infatti una volta inserito il dividendo ed il divisore si tratta di far ruotare velocemente la manovella all'indietro fino allo squillo del campanello, spostare di una casella il carrello, riprendere a girare all'indietro e ripetere l'intera operazione fino allo squillo finale. L'intera azione risulta alla fine relativamente veloce. L'operazione di riporto a zero delle cifre è facilitata da apposite levette poste nel fianco della macchina. La Brunswiga permetteva anche l'esecuzione della radice quadrata con un metodo molto intelligente ed arguto ma, anche in questo caso, risulta assai difficile spiegarne le modalità. La radice viene così eseguita. Si inserisce il numero da cui estrarre la radice nel quadro delle impostazione tramite i piolini e lo si divide mentalmente in gruppi di due cifre. L'operazione inizia operando nel gruppo più a sinistra e sottraendovi, cioè facendo girare all'indietro la manovella, di volta in volta i numeri dispari : prima 1, poi 3, poi 5, poi 7 e così via fintantocché il solito campanello non annuncia giunta la fine. Allora si torna indietro di un giro e si diminuisce il numero appena impostato e che non è più sottraibile dal resto, di una unità, si sposta il carrello verso destra e si inizia, a sottrarre, nel gruppo di due cifre immediatamente a desta, di nuovo ed uno di seguito all'altro, i numeri dispari. L'operazione và ripetuta fino ad esaurire tutte le cifre del resto. Nel contatore superiore (quadro dei prodotti) si legge allora il risultato mentre in quello inferiore (quadro dei fattori) il resto.
Anche in questo caso l'operazione risulta più facile di quanto non appaia dalla descrizione appena fatta. In pratica, inserito il primo numero, si tratta di sottrarvi via via 1, 3 , 5 ecc. ecc. spostando il carrello di una casella ogni qual volta suona il campanello.
Un esempio chiarirà meglio le operazione e potrà fornire anche la dimostrazione del procedimento.
Si debba ad esempio estrarre la radice quadrata del numero 104976. La prima coppia di numeri a sinistra è 10. Si inizierà allora a sottrarvi il numero 1 operando nella colonna sottostante al 10 medesimo. Dopo il primo giro all'indietro il resto (quadro dei prodotti) segnala 94976. Si sottrarrà allora il numero 3 ottenendo un resto di 64976, quindi il 5 ottenendo un resto pari a14976. Il successivo tentativo di sottrarre da 1 il numero 7 darà esito negativo segnalato dallo squillo. Si compie un giro in senso orario e si trasforma manualmente il numero 7 appena scritto ma non utilizzato perché non contenibile nel resto, nel numero immediatamente inferiore cioè il 6 . Si sposta il carrello verso destra e si comincia a sottrarre le solite cifre 1, 3, 5, 7 ecc. dal secondo gruppo di due cifre scrivendole di fianco al numero 6 di cui si è appena detto. In pratica si sottrae da 14976 dapprima il 61 ottenendo 8876, poi 63 ottenendo 2576. La successiva cifra pari a 65 non è più contenibile nel resto. Il campanello suona, si torna indietro di un giro, si trasforma il 5 in 4, si sposta il carrello verso destra e si inizia la nuova serie di numeri dispari. Il prossimo sottraendo sarà 641 con resto 1935, quindi 643 con resto 1292, quindi 645 con resto 647 e per ultimo 647 con resto zero. La radice è completa e nel contatore superiore (quadro dei fattori) si leggerà il risultato pari a 324 e che corrisponde al numero di giri fatti dal carrello nelle varie posizioni.
La dimostrazione del procedimento è data dal fatto che sottraendo di seguito uno all'altro i numeri dispari non si fa altro che sottrarre il quadrato della serie progressiva di cifre che compongono il risultato. Nell'esempio si sono via via sottratti 1 che è il quadrato di 1, 1+3 che è il quadrato di 2, 1+3+5 che è il quadrato di 3 (tre è la prima cifra del risultato). Si è poi sottratto il numero 100+300+500+61= 961 che è il quadrato di 31, poi 961+63=1024 che è il quadrato di 32 (32 sono le prime due cifre del risultato). Si è poi spostato il carrello e cominciato a sottrarre 102400+641=103041 cioè il quadrato di 321, poi 103041+643=103684 che è il quadrato di 322, poi 103684+645=104329 che è il quadrato di 323, infine 104329+647=104976 che è appunto il quadrato del risultato finale cioè 324. In altri termini tutta l'operazione è consistita nel ricercare via via per tentativi successivi ma non casuali quel numero che elevato al quadrato desse il numero iniziale di cui si ricercava la radice. Anche in questo caso l'operazione effettiva è più semplice di quanto non appaia dalla spiegazione. Si tratta, in effetti, di sottrarre in maniera progressiva la serie di numeri dispari a partire ogni volta da 1 salvo spostare il carrello quando la sottrazione diventa impossibile riducendo poi di una unità il numero impostato.
Chi ha costruito la prima Brunsviga, oltre ad una buona tecnica meccanica, doveva sicuramente possedere una grande immaginazione per scoprire un metodo, sia pur nella sua meccanosità, così intelligente di risolvere un problema, per quei tempi così difficile.
Il progresso nella costruzione delle calcolatrici meccaniche ha raggiunto, ad una certa data, livelli veramente elevati quando si è diffusa la calcolatrice manuale Brunsviga doppia che, a mio modo di vedere, rappresenta una somma di intelligenza. Si tratta di due calcolatrici manuali del tutto analoghe a quella prima descritta abbinate tra di loro e che possono funzionare sia girando ambedue nello spesso senso o nel senso contrario l'una rispetto all'altra a seconda della impostazione data dall'operatore nel mentre il contatore meccanico o numeratore che dir si voglia, è unico. In pratica la calcolatrice doppia è in grado di effettuare contemporaneamente due operazioni di somma, sottrazione, moltiplicazione o divisione, in funzione di un unico numeratore. Ad esempio si può moltiplicare, con una unica operazione, per 43 sia il numero 520 che il numero 88 ottenendo nei due registri (quadri dei prodotti) i due risultati rispettivamente 22360 e 3784. Ma la cosa straordinaria è rappresentata dal fatto che una volta opportunamente impostate le due calcolatrici, è possibile, agendo sul carrello e sulla manovella di rotazione, ricercare quella soluzione che dà, per ambedue le formule impostate, un unico risultato consentendo così di risolvere, in maniera semplice, problemi matematici che avrebbero, con le normali calcolatrici allora in uso, richiesto complicatissime procedure. Ciò può aver luogo ogni qualvolta esistono, come in matematica o in geometria accade assai frequentemente, due diverse formule che, partendo da dati diversi, portano al medesimo risultato. Si tratta in qualche modo di precorrere i tempi e cioè di una rudimentale applicazione del calcolo iterativo, comunemente usato nei moderni computer.
Come noto, ai nostri giorni, quando siamo in presenza di problemi particolarmente difficili da risolvere, si ricorre alla iterazione che consiste nell'iniziare il calcolo con una procedura approssimata e quindi affinare via via il risultato, sempre con procedure approssimate ma semplici. Ad ogni iterazione il computer confronta il nuovo risultato con quello precedente sospendendo le iterazioni non appena la differenza riscontrata rientra entro le tolleranze ammesse. Allo stesso modo con la calcolatrice doppia il risultato viene via via affinato fino ad ottenere, con la equiparazione di quello dell'una a quello dell'altra macchina che funziona in parallelo o in senso contrario, la risoluzione definitiva di problemi matematici complessi. Non si ritiene opportuno in questa sede descriverne in dettaglio le procedure, data la difficoltà che vi si incontrerebbe. Ci si limita ad indicare come, nella realtà , fossero in grado di dare, tenuto conto dei tempi di cui si discorre ed una volta imparate, velocità nei calcoli prima giudicate impensabili. Basterà qui dire che in ognuna delle due calcolatrici abbinate bisogna impostare i dati di una formula atta a dare il medesimo risultato fatta salva la necessità di tener conto dei segni matematici di ogni elemento mediante la regolazione del senso di rotazione dell'una macchina rispetto all'altra e del senso di rotazione assoluto della manovella. Il tutto codificato in regole precise del libretto di istruzioni che veniva fornito, in copia eliografica di un lucido redatto a mano libera, assieme alla machina e di cui si riporta, per darne un'idea di massima, un breve estratto nelle figure 3 e 4. Dalla sua lettura si capisce come la macchina sia stata utilizzata da chi scrive queste note, esclusivamente per calcoli topografici, per i quali essa presentava ottime performances. Il suo uso si estende però a calcoli di qualsiasi tipo fatta salva la difficoltà di conoscerne le regole, assai complicate ma necessarie per una efficace utilizzazione delle peculiari caratteristiche. Ci si deve però rendere conto di quali erano le reali difficoltà che si incontravano allora nella esecuzione di calcoli oggi resi estremamente facili dai mezzi di calcolo di cui si può facilmente disporre. Occorre a tale riguardo accennare anche ad un'altra caratteristica dei calcoli topografici di quei tempi e cioè quella legata all'uso dei valori naturali delle funzioni trigonometriche la cui determinazione era un motivo in più per rendere le operazioni difficoltose. Ad esempio per determinare il valore, con una approssimazione spinta ad almeno otto decimali necessari per i calcoli topografici, del seno di un angolo dato in gradi, primi, secondi e decimi di secondo occorreva effettuare a mano l'interpolazione tra due dati, letti nel manuale relativo, ma che si riferivano ad angoli di valore arrotondato alla decina di secondi. L'operazione, facilitata da una tabella delle interpolazioni che era riportata sul fianco della pagina, presentava comunque una certa complessità e un discreto margine di errore.
In un secondo tempo le calcolatrici meccaniche vennero elettrizzate e quindi le stesse operazioni descritte erano eseguite, con la medesima sequenza, ma del tutto automaticamente. Era allora una vera comica vedere questo carrello, soprattutto nelle moltiplicazioni e nelle divisioni, che saltellava lateralmente a velocità impressionante.
La vera rivoluzione nel calcolo matematico si è avuta più tardi con l'avvento delle prime calcolatrici digitali e, subito dopo, di quelle tascabili programmabili. Queste ultime, pur consentendo di utilizzare solo pochi passi di programma (all'inizio erano solo 25) purtuttavia diedero una immediata percezione delle loro enormi possibilità, confermate poi dall'uscita di macchinette tascabili molto potenti e contemporaneamente da quell'autentico gioiello che fu il primo personal computer e cioè l'Apple secondo. Da allora è stato un susseguirsi di eclatanti novità fino a giungere, in breve tempo, ai moderni personal la cui rilevante potenza di calcolo assieme alla grande disponibilità di programmi applicativi permette di eseguire agevolmente calcoli matematici di ogni genere e non solo quelli. Descrivere le caratteristiche dei moderni personal esula totalmente dalle finalità della presente nota, pertanto la mia piccola storia delle calcolatrici finisce qui. Il tema delle calcolatrici in essa trattato è così vasto da richiedere, per una descrizione esaustiva, interi volumi. Ma lo scopo qui perseguito non è questo. Ho voluto semplicemente ricordare alcune caratteristiche delle calcolatrici meccaniche pensando sia bene non ne vada perduta la memoria per l'intelligenza e peculiarità che le caratterizzano e che ritengo di sicuro interesse scientifico nonchè atte a destare la curiosità dei lettori".

____ CALCOLATRICE ELETTROMECCANICA... Negli anni del secondo dopoguerra (1945-55) di macchine simili a questa nell'immagine, ne esistevamo ancora moltissime negli uffici (con gli addetti impegnati a "smanettare" per controllare i conti) e nei negozi, sostituite però in breve tempo da quelle più sofisticate oltre che esteticamente migliori. Come metodo la calcolatrice elettromeccanica era molto simile alle precedenti, soltanto che nelle quattro operazione utilizzava un motorino elettrico ed era velocissima, non occorreva più l'azione meccanica della manovella. Impostati i numeri e l'operazione da eseguire su una rudimentale tastiera numerica, premendo un tasto-interruttore, la macchina dopo un breve o lungo ronzio di piccoli ingranaggi che giravano velocemente, si fermava con il risultato in una finestrella poista in alto. In seguito furono dotate di una matrice di numeri che davano il risultato anche stampato su un rullino di carta. Si chiamavano "Multisumma", "Divisumma" ecc. ecc.

Realizzate da più ditte a partire dagli anni '50, il loro tramonto arrivò all'inizio degli anni '70, quando apparvero sul mercato le prime calcolatrici elettroniche, perfino tascabili. Seguite da quelle scientifiche, con 20 tipi di operazioni, poi con 50, 70, 200.... Di queste ultime, famose furono quelle lanciate sul mercato a fine anni '70 dalla Hewlett Packhard, quasi contemporanee a quelle della Texas Instruments .

____ CALCOLATRICE A SCHEDA - Facciamo un passo indietro. Chi aprì veramente la strada ai grandi calcoli - e contemporaneamente fece fiorire in breve tempo una colossale industria- fu l'americano Hermann Hollerith (1860-1929). L'occasione che gli fece venire l'idea grandiosa fu il censimento americano del 1889, dove bisognava elaborare milioni di schede compilate dai cittadini. Lui era un semplice ma molto intelligente e zelante impiegato dell'ufficio censimenti, e volle trovare un sistema rapido per analizzare tutti quei dati. Ispirandosi a Babbage e alle schede inventate da Jacquard (vedi 1801 - " Telaio Jacquard"), invece degli aghi che cadevano in un foro, lui preparò una scheda perforata dove ogni informazione aveva un predisposto foro in una zona della stessa scheda (professione, età, sesso, ecc. ecc.). I vari aghi posti su un coperchio sotto il quale passavano velocemente le schede perforate, individuavano i fori, e nel farlo le informazioni venivano raccolte dallo stesso ago tramite un collegamento fatto con un rivelatore elettrico. Conoscendo che tipo di informazione l' ago aveva raccolto, il totale delle volte che aveva individuato dei fori corrispondeva esattamente alla quantità delle singole informazioni contenuta in una scheda, indi in tutte le schede passate in rassegna. La scheda era un rettangolo di carta dura, composto da 45 a 80 colonne di numeri e lettere, che dopo la perforazione veniva introdotto in una speciale macchina, la cui capacità era la velocità di lettura cioè il numero delle schede che potevano essere lette in un minuto. Quelle più veloci potevano arrivare a 2500 al minuto.
Il risultato era la massa di dati enormi ricavati da un sistema che giunto a quel punto, felicemente collaudato alle grandi cifre, poteva gestire e analizzare (elaborare) ogni tipo di informazioni, industriali, commerciali, bancarie, finanziarie. Hollerith smise di fare l'impiegato, fondò una società , costruì e migliorò le sue "macchine perforatrici" (chiamati anche "calcolatori meccanografici") per ogni tipo di prestazioni. La sua società si chiamava International Business Machine, cioè IBM.


____ CALCOLATRICE ELETTRONICA - La fortuna che ebbe la macchina a schede perforate, commercializzata e distribuita in tutto il mondo, funzionanti fino al 1980 nei cosiddetti "centri meccanografici", crearono la fortuna della IBM nella produzione di macchine d'ufficio. Con profitti tale da permettersi di fare molte altre ricerche nella nascente era dell'elettronica. Prima che terminasse la seconda guerra mondiale, nel 1944 (anche se non erano ancora stati inventati i transistor e i circuiti integrati) la Ibm progetta la prima grossa calcolatrice elettronica (funzionamento con valvole termoioniche) , la "Mark 1", progettista Howard Aitken, un professore dell'Università di Harvard. E' l'inizio di un lungo cammino della Ibm, tale da trasformarsi quasi in un monopolio. (vedi NASCITA DEL COMPUTER )
Nel 1965 il colosso americano lanciò sul mercato un grande elaboratore della cosiddetta "terza generazione", l'"IBM Sistema/360" questa volta con molti transistor (qui sotto nell'immagine, ne possiedo ancora qualche storico frammento) con una memoria fino a quattro milioni di caratteri. La novità stava nel fatto che questo tipo di macchina poteva essere potenziata dal cliente che la usava, aumentando la capacità della stessa memoria, o addirittura ampliata con altri elementi. Il progettista fu Gene Amdahl, il primo a fare funzionare una macchina alla velocità di "nanosecondi" (miliardesimi di secondo). Il "Sistema/360" fu per anni il computer più venduto al mondo (nel 1966 le vendite arrivarono a mille esemplari al mese). Andò -industrialmente parlando- in pensione quando fu introdotto a fine anni '80, l'AS 400, che tuttora è presente su un particolare mercato (industrie, finanza, grande distribuzione).

____ CALCOLATRICE TASCABILE - (Vedi anno 1960 - "Circuito integrato") - Realizzato il circuito integrato in piccolissime dimensioni ("chips") si impiegarono per realizzare alcuni prodotti. Nel mondo del calcolo furono impiegati dalla statunitense Texas Instruments nel 1959. Le migliaia di rotelline delle calcolatrici elettromeccaniche e anche i transistor furono sostituiti da piccoli circuiti stampati. La stessa Texas, usando questi primi circuiti integrati, nel 1971 realizzò la prima "calcolatrice tascabile" a batteria. Pesava circa un chilo e costava 150 dollari. Alla fine degli anni '70, era già palmare, pesava 100 grammi, costava 10 dollari, aveva una minuscola batteria, ed era in grado di fare moltissime altre operazioni. Dopo nemmeno un paio di anni, quelle con le semplice 4 operazioni - con l'abbattimento dei costi di produzione - non occorreva nemmeno più acquistarle, si ottenevano in regalo acquistando anche un semplice fustino di detersivo.

____ MICROPROCESSORE - Partendo dai primi circuiti integrati (vedi anno 1960) che già assolvevano molte funzioni, i fisici americani Robert Noyce, Gordoon Moore e l'italiano FEDERICO FAGGIN, realizzarono su un unica scheggia di silicio di pochi cmq, una intera unità centrale di un elaboratore. Cioè diedero vita al "motore" dei futuri "Pc", il microprocessore. I tre riuscirono a concentrare su una piastrina di quattro millimetri per tre un "supercircuito integrato" contenente ben 2.250 transistor, la futura CPU ("Central Processing Unit" ) che costituivano tutti i componenti di un'unità centrale di elaborazione: in breve, il "cervello" e la "memoria" di entrata e uscita. I tre inventori condensarono in questo chip capostipite SSI (Small Scale Integration) circa 2.250 componenti transistor. Questa CPU, con una memoria statica da 1.024 byte, era in grado di conservare i dati sino a quando non veniva interrotta l'alimentazione elettrica nel sistema. Su questo processore, gli ingegneri Nat Wadsworth e Robert Findley realizzarono il primo "microcomputer " che venne prodotto in serie con una scatola di montaggio dalla Scelbi Computer Consulting di Milford (Connecticut), con il nome di "Scelbi-8H" e messo in vendita per corrispondenza nel 1974 a 440 dollari. Mancava solo un altro componente per assicurare la completa autonomia ai nuovi modelli di "computer" che continuavano ad essere ideati e progettati: la "memoria" dove conservare i dati e le informazioni anche con l'apparecchio spento. Questo ostacolo venne superato definitivamente con l'uscita dell'"IBM 3340" che adottava la tecnologia di memoria su "hard disk" (disco rigido); quattro dischi in alluminio magnetizzati su entrambe le facce, sistemati uno sull'altro in un contenitore sigillato, venivano letti e registrati da una serie di testine velocissime che si insinuavano tra i dischi, sfiorandone le superfici a una distanza di appena 0,5 millimetri. Il primo "hard disk", denominato "Winchester", aveva una capacità di 12 Mbyte, mentre oggi i modelli più evoluti e dotati di una velocità di lettura di pochissimi millesimi di secondi, possono raggiungere una "memoria" di 30 Gbyte.
Ma uno delle più diffuse CPU di questi anni, inizio '70, fu lo Z80, progettato e costruito dalla Zilog Inc., società fondata dallo stesso Federico Faggin. Fu poi usato nel 1975 dalla ALTAIR 8800, considerato il primo computer messo in commercio. (Personal fu  un nome dato in seguito nel 1979 dalla IBM - fornito di microprocessore Intel 80286 - nell'immagine )  L'Altair era  una macchina venduta in kit; acquistando i vari componenti in una scatola di montaggio, ognuno si poteva costruire in casa il suo computer. Nel famoso film "War Games", appare proprio un Altair. Costava 300 dollari e aveva solo 256 byte di memoria. E per programmarlo?

E' proprio l'anno 1975, la data più importante di tutta la storia dell'informatica. E' l'anno, infatti, in cui due studenti universitari, William "Bill" Gates e Paul Allen, diedero vita a una piccolissima azienda che elaborava linguaggi per "computer": la Microsoft. La sede, inizialmente, fu a Albuquerque, nel New Mexico, ma nel 1980 si trasferì a Richmond, nello stato di Washington. La fortuna di entrambi può essere fatta risalire al linguaggio....
____ BASIC ....
che "svilupperanno" e "imporranno" - no "inventarono" come molti pensano (il Basic è stato inventato da J. Kemeny e T. Kurts nel 1964). I due fecero alcuni programmi nel 1975 proprio per il modesto computer "Altair 8800" della Mits; ma fu sufficiente per metterli in luce negli ambienti del "software" .
Infatti, la svolta definitiva, quella che separa il passato dal nostro presente nella storia dei computer è rappresentata da ciò che avvenne dal 1976 al 1980 fra IBM e Microsoft. La maggiore industria informatica del mondo, decise di investire in modo massiccio nei "personal computer", creando una struttura "hardware" e "software" universalmente riconosciuta dalla stragrande maggioranza di costruttori e programmatori. La scelta vincente, indubbiamente, fu quella della scelta del linguaggio programmato. I dirigenti dell'IBM decisero di utilizzare il programma appositamente ideato da Bill Gates e Paul Allen, nacque così il celeberrimo MS-DOS (" Microsoft - Disc Operating System" ) con il quale sono poi cresciuti e hanno appreso i rudimenti dell'informatica milioni di persone.
(vedi qui la storia del disc operative sistem )
Ma quasi in concomitanza, esattamente nel luglio 1976, a Palo Alto, in California, due giovani dal passato " hippie", Stephen Jobs e Stephen Wozniak, costruirono nel salotto dei genitori adottivi di Jobs l'"Apple I", dando vita all'omonima azienda, battezzata come la casa discografica creata quasi dieci anni prima dai Beatles. Sarà proprio la Apple la grande rivale della Microsoft, soprattutto per il fatto che entrambe hanno usato fin dall'inizio un linguaggio di programmazione completamente diverso. Nel 1977, Jobs e Wozniak costruirono l'"Apple II", un "computer" dotato di un contenitore con tastiera, alimentatore e prese per il collegamento delle "periferiche" presenti sul mercato.
La memoria era appena di 4 Kbyte (poi 16) e come monitor venne utilizzato un televisore domestico e per la memorizzazione dei dati un registratore a cassette, anche se l'anno successivo i modelli vennero equipaggiati con un drive per "floppy disc" . Questo "computer" fu il primo in grado di generare una grafica a colori. Non bisogna dimenticare anche una macchina costruita nel 1980 dall'inglese Clive Sinclair, la "ZX-80", piccola ed economica, che divenne famosissima tra i più giovani dell'epoca. La memoria era di appena 1.024 caratteri (sic!) e per farla funzionare anche questa si doveva collegarla a un registratore a cassetta che utilizzava il linguaggio "Basic" e a un televisore per visualizzare le lettere e le immagini.

E i microprocessori? In seguito con la ricerca e la rapidissima espansione della miniaturizzazione, grazie al laser, verranno costruiti gli LSI (Large Scale Integration) equivalenti a 100.000 componenti, indi i VLSI (Very Large Scale Integration) con n 1.000.000 di componenti, e in questi primi anni del millennio siamo nell'ordine (un normale Intel P6  equivale già a circa 6 milioni di transistor) di un 1.000.000.000, il VHSI (Very High Scale Integration).
Siamo quasi arrivati ai limiti fisici del silicio. Ma niente paura, oggi Federico Faggin è   impegnatissimo negli studi  del computer intelligente e riconfigurabile, il computer neuronale, il...

____ COMPUTER QUANTICO ancora più rivoluzionario dei precedenti, che si baserà sugli strani e tuttora incomprensibili principi della meccanica quantistica. ("è già dimostrato che è già possibile crearlo" afferma Faggin). E' la realizzazione di un computer che opera su "quibits", bit di informazione che sono simultaneamente sia "uno" che "zero" - un paradosso nella logica tradizionale - basato sulle proprietà ondulatorie di atomi e molecole.  Strutture molecolari  che possono essere specificate da molecole di DNA;  si potranno  realizzare dunque macchine che sono riproducibili biologicamente. Da questa tecnologia potrebbe emergere una nuova microelettronica basata sulle proprietà quantiche di molecole organiche, anzichè utilizzare le proprietà fisiche dei cristalli di silicio o simili.
Insomma fra poco anche questi andranno in pensione.

Nei laboratori di Birge in California si sta usando una proteina batterica: la Bartteriodroposina, che si trova nei comunissimi Holobacteriiium che vediamo normalmente sul fondo delle acque stagnanti. Alcune colonie stanno girando da tempo su satelliti in assenza di gravità per averne una riproduzione uniformale. Questi piccoli organismi colpiti dalla luce (da fotoni) modificano la struttuta di una loro proteina con la conseguenza di rilasciare un protone di un elemento che costituisce quella proteina. Una sequenza monofotonica (tipo un microscopico laser) permette su di esse di registrare dati col solito procedimento a commutazione binaria 1-0 usato nelle memorie dei semiconduttori.

Come sarà il "computer" che ci accompagnerà nei prossimi decenni? La principale caratteristica di queste nuove apparecchiature sarà data dalla loro "invisibilità". Con questo termine s'intende una macchina talmente piccola da essere camuffata e nascosta su un essere umano. Tutti ormai conosciamo l'evoluzione del telefonino, sempre più piccolo, piccolissimo; ma fra poco sarà "invisibile", inserito in una capsula dentale, collegata con minuscoli elettrodi a monte dell'apparato laringeo, per catturare prima ancora delle corde vocali (quindi in anticipo) gli impulsi che provocano la modulazione meccanica fonica (vibrazione delle corde, modulazione del respiro). Gli elettrodi catturano gli impulsi del pensiero, si collegano a una microtrasmittente che invia (ciò che avremmo dovuto dire in un microfono a parole) al destinatario che a sua volta è collegato a una microricevente, non collegata alle orecchie, ma direttamente al cervello. Al Bio Control System in California esiste già qualcosa di simile: un microapparecchio legge tramite gli elettrodi i segnali elettrici provenienti dal cervello, un microcomputer li trasforma in dati, li interpreta e li trasmette ad un altro soggetto che si trova diecimila chilometri di distanza. Con il semplice pensiero il primo può dialogare con il secondo. La fantasia si sta trasformando sempre più in realtà. La trasmissione del pensiero è dietro l'angolo.

RICAPITOLIAMO:

Bit = è l'unità elementare in binario della memoria di un computer. La si esprime in due stati 0 e 1
Byte = equivale a otto bit, combinandosi fra loro esprimono un carattere alfanumerico
Kilobyte (kB) = a circa 1000 byte (il contenuto di circa mezza pagina di un libro)
Megabyte (mB) = a un milione di caratteri (il contenuto di un libro di 500 pagine)
Gigabyte (gB) = a un miliardo di caratteri (il contenuto di 1000 libri di 500 pagine)
Terabyte (tB) = mille miliardi di caratteri (il contenuto di 1 milione di libri di 500 p.)
Petabyte (pB) = a un milione di miliardi di caratteri (circa mille biblioteche di 1 milione di libri)
Exabyte (eB) = a un miliardo di miliardi di caratteri (circa un milione di biblioteche di 1 m. di l.)
Zettabyte (zB) = a mille miliardi di miliardi di caratteri (circa un miliardo di biblioteche di 1 m. di l.)
Yottabyte
(yB) = a un milione di miliardi di miliardi (circa mille miliardi di biblioteche di 1 m. di l.)

ANNO 1972

____ VIDEOGIOCO - I Transistor, i circuiti integrati e l'elettronica ormai tascabile con le prime calcolatrici, non sconvolsero solo il mondo del calcolo ma anche quello ludico. In parallelo, mentre l'elettronica camminava, correva, allargava il suo regno, comparve sul mercato una scatoletta nera che collegata a un normale televisore domestico, permetteva di giocare al "pong". Una pallina luminosa che se lasciata libera continuava a rimbalzare da un bordo all'altro dello schermo. Ma tramite due potenziometri presenti nella scatoletta che controllavano lo spostamento di due barrette poste ai lati dello schermo, se si era abili la pallina veniva rilanciata come se si trattase di una racchetta da tennis. "Pong" l'aveva realizzato Nolan Bushnell, in un primo tempo in una versione bar, poi visto il successo strepitoso, ne elaborò una versione per i televisori domestici e con 500 dollari fondò una società che divenne uno dei colossi dei videogiochi: l'Atari.
Quando si giunse al 1978, "pong" fu surclassato da un altro videogioco avente lo stesso sistema, ma più d'azione, realizzato da una ditta giapponese - la Taito - che mise sul mercato "Invaders". A sua volta sbaragliato quando nel 1980 (nel frattempo si erano diffusi i primi computer ) comparve "Pac Man", seguito subito dopo dalla serie di "Super Mario" realizzato dalla Nintendo. Ma per chi ha avuto la fortuna di possedere in quello stesso anno il computer lanciato dalla Texas, il TI 99, ha avuto la fortuna di vedere "Parsec" , un videogioco a cartuccia realizzato in linguaggio macchina, che ancora oggi - a parte la grafica che era ancora in bassa definizione- è uno dei più veloci giochi esistenti. Chi qui scrive - Franco - nei primi anni '80 di Texas TI 99 ne vendette circa 2000. E altri 2000 furono le vendite di un computer che per primo (paradossalmente nei giochi e non nei computer d'ufficio) utilizzò l'alta definizione a 16 bit.


____ TAC (vedi sotto)
____ TOMOGRAFIA ASSIALE COMPUTERIZZATA - Fu l'elettronica a dare impulso alla ricerca di strumenti medici sofisticati. Uno di questi fu proprio la TAC, che abbinò il metodo radiografico di Roentgen (che però era bidimensionale) a uno "scanning" al computer, in grado di visualizzare l'interno del corpo umano compiendo una esplorazione sezionando l'intero corpo a sottilissime fette (che diventano numerose "pose") che poi riunite forniscono l'intera immagine tridimensionale dell'organismo umano. Lo strumento fu messo a punto dalla Emi britannica su idea dell'ingegnere inglese Godfrey Hounsfield e con il contributo del medico americano di origine sudafricana Allan McCornack. Il 4 novembre 1972 fu eseguita in un ospedale di Londra la prima tomografia su un corpo umano. Hounsfield e McCornack riceveranno il premio Nobel 1979.

ANNO 1973

____ RMN - (vedi sotto)
____ RISONANZA MAGNETICA - Dopo la Tac, altro felice impiego dell'elettronica nella diagnostica in medicina fu la realizzazione di questo sofisticato strumento. Ma cè da dire che lo studio del principio fisico era stato presentato prima ancora dello sviluppo dell'elettronica fin dal 1946 e separatamente da due fisici, lo svizzero americano Felix Bloch e l'americano Edward Purcell. Ad entrambi fu assegnato il premio Nobel nel 1952. A condurre in porto gli studi e a realizzare lo strumento, o meglio a fornire le basi teoriche mediche della risonanza magnetica fu il chimico fisico svizzero Richard Ernst; anche lui riceverà il premio Nobel nel 1991. Il processo della risonanza magnetica si basa sul diverso comportamento dei differenti tessuti dell'organismo; quando vengono sottoposti a un campo di radionde che emette la Rm è possibile visualizzare la loro struttura.

____ SPET ( Tomografia a emissione di fotoni - vedi sotto)
____ TEP ( Tomografia a Emissione Positroni - vedi sotto)
____ PET - ( Positron Emission Tomography) - Dopo la Tac e la Rmn, l'elettronica ha permesso la realizzazione di un altro importante strumento diagnostico, soprattutto per i neuroscienziati. E' la tecnica di visualizzazione degli organi interni, compreso il cervello, che si basa sulla iniezione di una sostanza radioattiva a rapido decadimento, come l'ossigeno incorporato nell'acqua o nell'anidride carbonica, che emette positroni che si annichilano con gli elettroni e determinano l'emissione di due fotoni, rilevabili da una camera fotoelettrica. Se è nota la concentrazione di ossigeno per unità di volume di sangue, e se è noto l'aumento di flusso ematico nelle aree crebrali più attive, si può risalire alle aree attive durante lo svolgimento di un certo compito cognitivo. Proprio queste indagini hanno portato alla conoscenza delle varie aeree cognitive, alla localizzazione della memoria; ma non solo, contrariamente a quanto si pensava, nessuna area crebrale è dedicata a un particolare tipo di memoria; in realtà esistono reti di neuroni che connettono regioni diverse per costruire "la" memoria. Il fatto che le medesime aree coticali servano tanto per immagazzinare memoria percettiva quanto per elaborare informazioni sensoriali fornisce per così dire un fondamento neurale per la stretta relazione che esiste tra percezione e memoria. Ricordiamo ciò che percepiamo e percepiamo ciò che ricordiamo. Nell'atto percettivo, proiettiamo sul mondo le nostre aspettative e "ipotesi" basate sull'esperienza passata. Gli neuroscianziti con la Pet stanno per comprendere quali fattori controllino la memoria, si tratta di individuare quali tra i 100 miliradi di neuroni del cervello - ciascuno avente una media di 10.000 connessioni con altri neuroni - e quali dei circa 50 neurotrasmettitori conosciuti siano implicati in questi processi.

____ BOTTIGLIA DI PLASTICA - Sembra che sia sempre esistita eppure la famigerata bottiglia di plastica delle bibite o dell'acqua minerale vede la luce il 13 agosto di quest'anno. A realizzarla è un autodidatta, Nathan Weith. Un dipendente della Du Pont. Sembrava a molti ricercatore una realizzazione impossibile perchè l'anidride carbonica al minimo movimento della bottiglia la sua pressione aumentava e dilatava la plastica. Ma con una geniale intuizione l'autodidatta scoprì il metodo e il 15 maggio del 1973 lo brevetterà.

____ INGEGNERIA GENETICA - Anche se vi erano stati numerosi studi per dedurre la struttura del DNA (in studi fatti anni prima, Chargaff, aveva già fornito le informazioni necessarie per dedurla, e Rosalind Elsie Franklin la ipotizzava fatta a spirale), a tracciarne la struttura particolareggiata furono due biologi nel 1953, l'americano James Watson e l'inglese Francis Crick.
L'anno prima (1952) il chimico americano Staneley Lloyd Miller e Harold Urey avevano fatto una grandissima scoperta: avevano cercato di stabilire come si era sviluppata la vita organica sulla Terra partendo dalle sostanze chimiche non viventi. Congetturarono che i semplici composti presenti nell'atmosfera e nell'oceano sarebbero stati sottoposti all'energia delle radiazioni solari, e con l'aggiunta di tale energia, si sarebbero accumulati molto gradualmente formando sostanze più complesse fino a creare corpi abbastanza complessi da essere considerati viventi. Miller cominciò con l'acqua sterilizzata, vi aggiunse una "atmosfera" di idrogeno, ammoniaca e metano. Sottopose il tutto per una settimana a scariche elettriche per fornire energia, e quando analizzò la soluzione trovò composti organici e perfino alcuni dei più semplici amminoacidi formati per via abiogenetica, ossia senza la presenza della vita.
Non aveva ancora scoperto ancora l'esatto percorso di formazione della vita, ma queste scoperte contribuirono a fare ritenere probabile che la vita fosse effettivamente cominciata con un qualche percorso governato dalle leggi della chimica e della fisica, cosicchè non vi era bisogno di ricercare cause soprannaturali.
In seguito altri proseguirono il lavoro di Miller, utilizzando altre fonti di energia e altre miscele di composti semplici. Dalla forma abiogenetica, cioè dalla materia inorganica si ottennero composti organici biogenetici (che vivono), si ottennero quelli ontogenetici (che si sviluppano), ed infine si ottennero quelli filogenetici (che si evolvono in famiglie).

L 'ipotesi dell'origine della vita a partire dagli aminoacidi non è più considerata attendibile da diversi anni! In particolare sui ribozimi, o Rna catalitico, che oggi è considerato come la struttura che ha originato il codice genetico o la vita in generale. Le proteine sono troppo stabili per aver originato la vita, e la vita necessitava all'inizio di una certa "plasticità" che manca del tutto alle proteine. Tra l'altro i ribozimi stessi sono enzimi, anche se estremamente lenti e "poco" potenti, ma sono molto specifici, più degli enzimi, e quindi sono considerati oggi come le strutture che hanno originato la vita. Le proteine sono arrivate dopo per stabilizzare gli Rna, e dopo ancora sono nati i primi enzimi, forse la "trascrittasi inversa" che trasformava l'Rna in Dna, originando la vita come oggi la conosciamo. Ci sono oggi molte prove sul ruolo fondamentale dei ribozimi, è chiaro che si tratta di teorie, ma l'ipotesi degli aminoacidi viene ancora proposta dai (e ai) non strettamente addetti ai lavori perché difesa strenuamente da Miller, a cui non andava giù la proposta di Gilbert e Orgel, perché scalzava la biochimica in favore della biologia molecolare.

____ DESOSSIRIBONUCLEICO acido - (vedi sotto)

____ DNA - Ritornando ai lavori di Crick e Watson, questi congetturarono che il DNA si componesse di due catene di nucleotidi disposti a doppia elica, con le basi puriniche e pirimidiniche le une di fronte alle altre e i legami fosforici all'esterno. Ciascuna purina a due anelli si trova di fronte a una pirimidina ad anello singolo, per cui lo spazio tra i due filamenti è costante. Sono accoppiate adenina e timina, e così la guanina e citosina.
L'acido fosforico (p) e lo zucchero (z) costituiscono le ringhiere della scala a chiocciola, mentre le basi "a, t, g, c, (adenina, timina, guanina, citosina) fromano i gradini.
Tracciandone la struttura, questa era sommariamente la descrizione del codice genetico, e dopo i successivi studi si giunse alle decifrazione del medesimo. Ciascun filamento della doppia elica è un modello per l'altra. Nella divisione cellulare, la doppia elica del DNA si separa in due filamenti, ciascuno dei quali (in un avvolgimento coassiale) costruisce (stampa) su di sè il filamento complementare, prendendo un'adenina su ogni timina del filamento, una timina su ogni adenina, una guanina su ogni citosina e una citosina su ogni guanina. Compaiono due doppie eliche dove prima ce n'era una sola. In questo modo il DNA subisce una "duplicazione" senza modificare la propria struttura tranne per errori (di stampa) accidentali; e sono questi che determinano le "mutazioni" che possono essere positive (se vi sono in precedenza errori genetici ereditati) o negative (se la mutazione sono poi causa di anomalie ai nuovi organismi cui vanno in eredità). A Crick e Watson assegnarono il premio Nobel 1962 per la medicina per questa scoperta che segnò la nascita della moderna genetica, l'inizio di un cammino che rivoluzionerà il mondo della biologia, della medicina, della farmaceutica, fino all'agricoltura, l'industria, l'economia.
Anni prima, nel 1944, sul "Journal of Experimental Medicine", era comparso un oscuro lavoro di un batteriologo americano - Oswald Avery (1877-1955) - dopo aver fatto una memorabile esperienza sui batteri - affermava e dimostrava che tutta l'informazione ereditaria é contenuta in una sostanza identica al Dna, anzi che è proprio il Dna. Non ne sospettava ancora l'esistenza ma indubbiamente aveva già intuito la doppia elica replicante. Avery ebbe solo la magra soddisfazione di vedere confermato con Crick e Watson i suoi studi; morì due anni dopo, nel 1955, a 78 anni quasi dimenticato.
Da questi risultati, che presto condurranno a successive scoperte nel campo della genetica, partirà il ....
____ GENOMA UMANO - Messi a punto alla fine degli anni '70 da Frederick Sanger (che aveva già scoperto la struttura molecolare di una proteina (vedi "insulina" anno 1953) i processi di base del sequenziamento del Dna, nel 1986 parte il progetto "Genoma umano" promosso da un Dipartimento scientifico americano, che si propone di sequenziare (mappare) chimicamente i tre miliardi di basi che compongono il Dna dell'uomo, e quindi localizzare tutti i circa 200.000 geni sui cromosoni. Un progetto guidato dallo scienziato italiano Renato Dulbecco e dallo stesso Sanger. L'immane lavoro consiste nell'isolare i cromosoni, estrarne il DNA, studiarne la sequenza delle quattro basi ( i cosiddetti quattro pioli) e individuarne o le alterazioni o la loro caratteristica biochimica. Nel primo caso si corre ai ripari sostituendo il "piolo", mentre nel secondo vengono scoperte le funzioni chimiche, poi se ne fanno delle copie, indi con un processo di elettroforesi e poi con un laser si marcano i frammenti che permettono poi a un computer di ricostruire l'intera sequenza biochimica, Questo frammento é poi utilizzato per correggere geni mancanti o difettosi che rendono vulnerabile ad alcune malattie un essere umano, animali e vegetali.
La prima terapia sull'uomo per curare una malattia causata da un difetto genetico sarà effettuata il 14 settembre del 1990 da ANDERSON, BLAESE e CULVER, su una bambina di quattro anni, dove gli rimpiazzano con geni corretti creati in laboratorio quelli difettosi che non reagivano all'aggressione di microrganismi patogeni.
Nel 1987 era già stato localizzato il gene del morbo di Alzheimer ereditario, che permetteranno di sviluppare in seguito ulteriori ricerche con l'obiettivo di diagnosi precoci e terapie geniche contro la malattia, che è la causa di morte più diffusa nella terza età.

ANNO 1978

____ UOMO IN PROVETTA ( vedi sotto )
____ FECONDAZIONE ARTIFICIALE UMANA - Il meccanismo della fecondazione nel mondo biologico, quindi anche in quella umana, fu scoperta nel 1875 da Oscar Hertwig ( vedi anno 1875 "fecondazione"). Il 25 luglio 1978 in Gran Bretagna al General Hospital di Oldham nasce la prima bambina in provetta (Louise Brown) da un ovulo che era stato fecondato da sperma in laboratorio anzichè all'interno del corpo della madre. Viene data la possibilità di avere figli anche a quelle coppie che per vari motivi non possono avere una naturale fecondazione. I due medici che hanno portato a termine l'esperimento sono gli inglesi Patrick Steptoe e Robert Edwards. La buona riuscita di questa sperimentazione fanno nascere le "Banche del seme" congelato di donatori sconosciuti. Con tale sistema l'11 gennaio 1983 anche in Italia nasce la prima "figli in provetta". Fin da primo esperimento sono nate moltissime polemiche etiche, che a distanza di anni non si sono ancora smorzate.
Più tardi nel 1994, anche questa ottenuta in provetta, si inaugura la ....

____ FECONDAZIONE ARTIFICIALE VEGETALE - Il 17 marzo 1994, il ricercatore francese Christian Dumas ottiene in provetta la fecondazione artificiale del mais. Il successivo passo è stato quello di modificare (o addirittura inserire) all'interno della cellula vegetale, alcuni geni, per eliminare tare ereditarie (carenza di difesa a virus, funghi vari, e tante altre malattie del mondo vegetale) ma anche per dare alcune particolari caratteristiche ai prodotti, o per ottenerne una maggiore quantità a scapito di alcune qualità naturali. Anche qui le polemiche su queste manipolazioni genetiche sono state molte, e negli attuali anni del terzo millennio non sono ancora terminate.

anni che mancano in via di sviluppo
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ANNO 2005


14 GENNAIO - SPAZIO; SONDA HUYGENS SU SUPERFICIE TITANO. La sonda europea Huygens, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) arriva sulla superficie della piu' grande luna di Saturno, Titano. Le prime immagini trasmesse dalla sonda mostrano un mondo geologicamente attivo. Nella prima immagine giunta a Terra si vede un massiccio dal quale sembrano scendere numerosi fiumi, forse canali creati da idrocarburi liquidi, ognuno di essi ricco di affluenti ed estremamente ramificato. Sulla destra si vede il profilo di una costa che si affaccia su un lago, o forse su un mare. Un'altra immagine mostra una distesa di massi, probabilmente blocchi di ghiaccio, le cui dimensioni potranno essere valutate solo dopo un'ulteriore analisi. In altre immagini elaborate il 15 gennaio si vede un ambiente in cui le zone montuose si alternano a vaste zone assolutamente uniformi, forse banchi di nebbia formati da vapori di etano o metano. Sempre il 15 gennaio raggiungono la Terra anche i rumori di ambiente di Titano, registrati dallo strumento italiano HASI ((Huygens Atmosphere Structure Instrument), progettato da Marcello Fulchignoni, che da alcuni anni lavora nell'universita'. Il 21 gennaio Martin Tomasko, responsabile dello strumento di Huygens che ha preso le immagini della superficie durante la discesa, il DISR (Descent Imager and Spectral Radiometer) afferma che su Titano c'e' metano liquido.

8 FEBBRAIO - ASTRONOMIA: SCOPERTO IL PIU' PICCOLO PIANETA EXTRA-SOLARE. Durante il convegno sulla formazione dei pianeti organizzato ad Aspen (Colorado), Alex Wolszczan, dell'universita' della Pennsylvania, annuncia la scoperta del piu' piccolo dei pianeti esterni al Sistema Solare, con una massa cinque volte inferiore a quella di Plutone e posizionato ai margini esterni di un sistema solare in miniatura che ruota attorno ad una pulsar, ossia ad una stella superdensa di neutroni che emette radiazioni intense a impulsi regolari. Wolszczan, pioniere della ricerca sui pianeti extra-solari, ha scoperto il nuovo pianeta in collaborazione con Maciej Konacki, dell'Istituto di tecnologia della California (Caltech), utilizzando il radiotelescopio di Arecibo, a Portorico.

28 FEBBRAIO - RICERCA: MATERIALE SIMILE A PLASMA RENDE OGGETTI INVISIBILI. L'edizione on line dalla rivista Nature anticipa la ricerca di due ingegneri elettronici che hanno descritto, basandosi solo su elementi teorici, una copertura capace di rendere gli oggetti invisibili. I due studiosi sono l'italiano Andrea Alu', dell'universita' di Roma Tre, e Nader Engheta, dell'universita' della Pennsylvania. Per il momento l'idea funziona solo con oggetti molto piccoli. La copertura, spiega Alu', funziona con alcuni materiali detti ''plasmonici'', che hanno cioe' caratteristiche elettromagnetiche simili a quelle di un insieme di elettroni liberi (plasma) e riescono a cancellare la luce riflessa da un oggetto. In questo modo l'oggetto schermato dalla copertura diventa invisibile.

16 MARZO 2005 - GENETICA: CROMOSOMA X, DALLA MAPPA UNA MINIERA DI DATI. Dall'esame approfondito del cromosoma sessuale femminile (X), frutto di due lavori entrambi pubblicati sulla rivista Nature, scaturisce la rivelazione che non c'e' un solo genoma umano, ma due: uno maschile e uno femminile. All'analisi dettagliata dell'X partecipano numerosi centri di ricerca per un totale di ben oltre 250 esperti in genomica (tra i quali l'italiano Andrea Ballabio) guidati dal Wellcome Trust Sanger Institute e fa luce non solo sulla struttura dell'X ma anche sui suoi inaspettati comportamenti nella donna, comportamenti che spiegano le basi genetiche delle differenze tra il 'progetto uomo' e il 'progetto donna'. Inoltre, l'analisi fine del cromosoma femminile fara' luce su molte malattie genetiche come ritardi mentali, distrofia di Duchenne e daltonismo perche', malgrado contenga solo il 4% di tutti i geni umani, il cromosoma X e' responsabile di almeno il 10% delle malattie ereditarie causate dal difetto in un singolo gene.

29 MARZO - RICERCA: NATO NUOVO RISO OGM CONTRO CARENZA VITAMINA A. Un consorzio di ricercatori americani e britannici coordinato da Rachel Drake della Syngenta Seeds di Cambridge (Inghilterra) riferisce sulla rivista Nature Biotechnology la nascita di 'Golden Rice 2', una nuova pianta di riso geneticamente modificato (GM) ricco di vitamina A, che potrebbe battere la carenza di questo nutriente che affligge nel mondo oltre 250 milioni di persone. La nuova versione del Golden Rice contiene una quantita' 20 volte maggiore di pro-vitamina A (beta carotene) della precedente versione GM e potrebbe garantire la meta' del fabbisogno giornaliero dei bambini di questa vitamina.

30 MARZO - AMBIENTE: ALLARME ESPERTI ONU, ECOSISTEMI IN CRISI. L'Onu pubblica un rapporto chiamato 'Valutazione sugli ecosistemi del Millennio' (Millennium Ecosystem Assessment) secondo il quale il 60% degli ecosistemi che mantengono la vita sul Pianeta Terra sono o gravemente compromessi o sfruttati in maniera tale da non potersi piu' riprodurre. E le decisioni operative dei singoli paesi sui programmi di sviluppo economico e tecnologico, secondo il documento, sono talmente lontane da un'esatta comprensione della gravita' del problemi che nei prossimi 50 anni la vita sulla Terra potrebbe diventare impossibile. Il rapporto e' stato preparato da 1.300 esperti e scienziati di 95 paesi, in stretta cooperazione con gli organismi internazionali e i governi dei paesi membri dell'Onu.


30 APRILE - ASTRONOMIA: PRIME IMMAGINI PIANETA ESTERNO A SISTEMA SOLARE. Gli scienziati dello European Southern Observatory (ESO), in Cile, confermano di avere ottenuto le prime immagini di uno degli oltre cento pianeti esterni al Sistema Solare finora noti. Si tratta di un pianeta gigante, grande approssimativamente cinque volte Giove, legato dalla forza di gravita' ad una stella nana bruna, e situato vicino alla costellazione dell'Hydra a circa 200 anni luce dalla Terra. Gia' nel febbraio e marzo precedente gli astronomi avevano scattato immagini di questa giovane stella nana e del pianeta gigante, che le fa da compagno, con il Naco, strumento di ottica adattativa del telescopio dell'ESO. I due corpi, il pianeta gigante e la stella nana bruna, si muovono insieme e sono tenuti lontani l'uno dall'altro da una distanza che e' 55 volte quella che c'e' tra la Terra e il Sole.

7 MAGGIO - MEDICINA: ADDIO LASTRE, ADESSO RISULTATI RADIOGRAFIE SU CD. Durante il congresso mondiale di Radiologia toracica, che si apre a Firenze, emerge che in oltre 100 ospedali italiani, nei quali e' stato installato il sistema PACS (Picture Archiving and Communication System), che permette di gestire radiografie in modo digitale, e' gia' possibile consegnati ai pazienti i risultati delle in un formato molto meno ingombrante di quello delle vecchie lastre, ad esempio in un Cd da consegnare al medico ad ogni visita. Gli ospedali che hanno gia' detto addio alle lastre sono distribuiti in modo abbastanza omogeneo: il 45% di essi si trova nel Centro, il 30% nel Nord e il 25% nel Sud. Il sistema permette di acquisire le immagini delle radiografie in formato digitale, con la stessa modalita' usata per le fotografie scattate con una macchina fotografica di ultima generazione.

19 MAGGIO - STAMINALI: DA CLONAZIONE PRIME CELLULE UMANE SU MISURA. Grazie a una ricerca condotta fra l'universita' sudcoreana di Seul e quella statunitense di Pittsburgh, e pubblicata on line su Science-express, vengono ottenute le prime linee di cellule staminali embrionali ''su misura'', prelevate da embrioni clonati a partire da cellule adulte, prelevate da 11 pazienti colpiti da diabete giovanile, lesioni del midollo spinale e immunodeficienza. Le cellule adulte da cui vengono clonati gli embrioni sono prelevate da 11 donatori, maschi e femmine di eta' compresa fra 2 e 56 anni (nel caso dei minori il prelievo viene fatto con il consenso dei genitori). Gli ovociti utilizzati nella ricerca (185 in tutto) vengono donati da 18 volontarie. Ogni linea cellulare viene ottenuta trasferendo il materiale genetico prelevato dalla cellula adulta non riproduttiva di un paziente all'interno di ovociti prelevati da donatrici volontarie e privati del loro nucleo. La tecnica, chiamata ''trasferimento nucleare di cellule somatiche'', permette di ottenere 11 embrioni che vengono fatti sviluppare in laboratorio fino allo stadio di blastocisti, quello in cui si forma la ''sacca'' che contiene le cellule staminali. Le 11 linee di cellule staminali cosi' ottenute segnano il primo passo per studiare in laboratorio la possibilita' di utilizzare in futuro questa tecnica per trasferire le cellule negli stessi pazienti dalle cui cellule sono stati ottenuti gli embrioni clonati.

20 MAGGIO - CLONAZIONE: GB, SCIENZIATI NEWCASTLE CLONANO EMBRIONE UMANO. Meno di 24 ore dopo l'annuncio di un gruppo di scienziati sudcoreani che hanno prodotto le prime linee di cellule staminali tratte da embrioni clonati, scienziati dell'universita' di Newcastle comunicano di essere riusciti a clonare un embrione umano, nell'ambito di una ricerca finalizzata a trovare una cura per malattie degenerative come il morbo di Parkinson e l'Alzheimer. L'equipe britannica ha creato tre blastociti, cioe' embrioni al primo stadio, un ammasso di cellule non piu' grande della punta di uno spillo. Gli scieziati hanno lavorato su 36 ovuli donati da 11 donne sottoposte a trattamento Ivf (fertilizzazione in vitro). Il nucleo di ogni ovulo e' stato sostituito da una intera cellula staminale umana. Gli ovuli sono stati trattati con una piccola scossa elettrica per avviare il processo di crescita. Da 10 degli ovuli, i ricercatori sono stati in grado di creare i tre blastociti. Il tentativo di estrarre cellule staminali dai blastociti tuttavia non e' riuscito perche' il clone non ha superato i cinque giorni di esistenza. Gli scienziati spiegano che l'esperimento e' stato fatto per provare che ovuli raccolti da donne sottoposte a Ivf sono adatti a produrre cloni. L'equipe dell'universita' di Newcastle upon Tyne, guidata dal professor Alison Murdoch e dal dottor Miodrag Stojkovic, era stata nel 2004 la prima ad ottenere l'autorizzazione a lavorare alla clonazione terapeutica dall'autorita' britannica competente, la Human Fertilitisation and Embryology Authority.

24 MAGGIO - SALUTE: MORTALITA' PIU' ALTA FRA PRECARI E DISOCCUPATI. Tra i lavoratori precari il tasso di mortalita' e' maggiore del 50% rispetto a quello esistente fra chi ha un lavoro stabile e fra i disoccupati il divario puo' raggiungere perfino il 250%: sono dati raccolti dagli epidemiologi dell'universita' di Torino e pubblicati nello studio sulle ''disuguaglianze di salute in Italia'', pubblicato come supplemento a Epidemiologia & Prevenzione. Lo studio dimostra, dati alla mano, come la perdita di salute non dipende solo da fattori biologici, fisici, chimici, ma anche da cause sociali. Insomma lavorare fa bene, e si vive più a lungo. Se poi il lavoro è interessante si moltiplicano entrambe le due cose.

26 MAGGIO - STAMINALI: OTTENUTE EMBRIONALI SENZA PRODURRE EMBRIONE. Il settimanale inglese New Scientist rivela che il gruppo di ricerca coordinato da Yuri Verlinsky, del Reproductive Genetic Institute di Chicago, ha annunciato la creazione di 10 linee di cellule staminali embrionali ottenute senza passare per la produzione di embrioni. L'innovativa tecnica, denominata 'stembrid', consente di clonare staminali a partire da cellule embrionali presistenti. Per ottenere il risultato, i ricercatori hanno sottoposto cellule di linee embrionali gia' esistenti a una centrifugazione che consente di espellere il nucleo. Quindi si e' fusa la cellula denucleata con quella di un donatore adulto riprogrammandola e ottenendo poi le staminali embrionali denominate 'stemibride'. Secondo quanto riportato da New Scientist, la tecnica 'stembrid' supera molte questioni di ordine etico, perche' non implica in alcun modo la produzione di embrioni ex novo.

20 GIUGNO - CLONAZIONE: EMBRIONI UMANI DA OVULI MATURATI IN LABORATORIO. Per la prima volta al mondo vengono ottenuti embrioni umani da ovociti fatti maturare in laboratorio. Il risultato, annunciato nel congresso della Societa' europea di riproduzione umana ed embriologia (ESHRE) a Copenaghen, viene ottenuto da un gruppo belga guidato da Bjorn Heindryckx, del centro per l'Infertilita' dell'ospedale di Ghent. La scoperta potrebbe rendere piu' facile ottenere linee di cellule staminali embrionali e farle sviluppare fino ad ottenere spermatozoi e ovociti che potrebbero essere utilizzati da coppie infertili. Finora i ricercatori si erano limitati a utilizzare ovociti che avevano raggiunto lo stadio di maturazione chiamato metafase II, quello che corrisponde al momento in cui avviene l'ovulazione e in cui l'ovocita puo' essere fecondato. Tuttavia sono molto pochi gli ovociti che possono essere prelevati in questo stadio di sviluppo, mentre gli ovociti immaturi che vengono prelevati durante i trattamenti possono essere donati per la ricerca. Sono proprio questi, invece, quelli utilizzati dal gruppo belga, prelevati nella profase I, quella che precede il completamento della divisione meiotica, quando il nucleo si estende e viene chiamato vescicola germinale.

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