GLI EGIZIANI
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GLI EGIZIANI - Breve cronologia- dal 10.000 a.C. - 2000 d.C.

La storia dell'Egitto può dividersi, per comodità in 12 periodi.
Di questi 5 appartengono alla Storia antica e 7 alla Storia moderna.

SULLE ORIGINI DA 50.000 A CIRCA 3000 A.C. VEDI LE PAGINE NEOLITICO > >

In pagine dedicate, vedi qui EGITTO > >
(FONTI DELLA STORIA D'EGITTO - IL PAESE - ORIGINI DEGLI EGIZI - VITA - USI E COSTUMI - STORIA - L'ANTICO IMPERO - IL MEDIO IMPERO - IL NUOVO IMPERO - LA RELIGIONE - LETTERATURA, SCIENZE E INDUSTRIE - LE ARTI - L'EGITTOLOGIA - GLI SCAVI)
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I 12 PERIODI DELLA LUNGA STORIA EGIZIANA

CRITERIO - La determinazione delle date presenta grandi difficoltà per la scarsità di precisi punti di riferimento. Tuttavia essendo fra i primi gli egiziani a concepire la scrittura, fin dal 3000 a.C. ( si pensi che i Greci cominciarono a scrivere solo duemila anni dopo, nel 1000 a. C.) iniziamo ad avere delle testimonianze scritte dirette degli avvenimenti,  ma non complete. Significativi sono gli annali della V dinastia (il frammento é nel Museo di Palermo), prezioso come fonte le tre   liste dei sovrani della XVIII e XIX dinastia (oggi conservate ad Abido, al Louvre e al British M.), la più completa però é quella riportata nel "Papiro dei Re" del Museo Egizio di Torino (Uno dei più importanti del mondo. Una visita che un extraterrestre quando verrà sulla Terra non mancherà di visitare, ma che molti terrestri non hanno ancora fatto)  che ci indica  gli anni, i mesi e i giorni di regno di ogni sovrano fino alla XIX dinastia. Poi, indirettamente, perchè solo citata da autori successivi, spicca anche l'opera di Manetone vissuto nel III sec a.C.

 


E' suo il criterio di suddivisione della storia egiziana in trenta dinastie.  Abbastanza fedele come ricostruzione anche dopo i successivi ritrovamenti archeologici dei reperti che però Manetone non ebbe mai la fortuna di visionare perchè sepolti da decine di secoli e non ancora venuti alla luce quando lui scriveva. Ma indubbiamente in circolazione esistevano molti documenti, forse raccolti alla Biblioteca di Alessandria che venne completamente distrutta e incendiata dai Romani quando misero piede in Egitto. Sappiamo che in questa grande biblioteca vi erano conservati milioni di documenti di ogni epoca,  e a gestirla, nel corso di tre secoli, erano state chiamate le migliori menti dell'epoca: storici, filosofi e matematici che avevano incaricato circa 1000 appositi scribi viaggiatori di ricopiare in ogni luogo del mondo conosciuto opere dell'antichità. La stessa cosa aveva fatto Enmekar il principe sumero a Ur nel 2500   a. C. che aveva a disposizione 500 scribi. E altrettanto poi fecero gli Arabi a Baghdad nell'anno 800 d.C. dove raccolsero milioni e milioni di testi; per nostra fortuna, altrimenti quasi tutte le testimonianze della Cultura greca (e paradossalmente molta di quella latina) sarebbero andate distrutte.

1° PERIODO - ANTICO IMPERO EGIZIO o Protostoria. - 10.000 - 3500 a.C. - Nei remotissimi tempi, l'Egitto era abitato da gente di razza negra (popolazione camitica), cui si sovrapposero gli Egizi di stirpe mediterranea, influenzata da gruppi di beduini nomadi con  elementi semiti. Una migrazione che avvenne nel quinto millennio a.C. forse dalle prime carovaniere che scoprirono le terre  del Nilo e vi si insediarono prima con piccoli villaggi,   poi scoperto il "tesoro" del limo alluvionale che rendeva annualmente fertili i terreni, sorsero delle vere e proprie città inizialmente anche queste agricole poi via via sempre più urbane.  Questa fusione malgrado la diversità di razza riuscirono a fondersi in una unità salda e costruttiva, forse scaturita da due fattori importanti: i beduini portarono con se interessanti tecnologie di coltivazioni e gli stessi trovarono utile avere a disposizione le braccia dei camiti . Inizialmente gli insediamenti compaiono in due territori distinti uno a Nord e uno a Sud, ed entrambi diedero origine a due regni con capitali rispettivamente Buto e Hierakompolis.
La tradizione fa risalire la fondazione dell'Impero a Men (o Menes)  originario di This, che fondò Menfi, capitale. Dobbiamo a lui con quasi la certezza assoluta, la fusione dei due regni perchè in un reperto archeologico, Men compare  con una corona con la sua insegna che riporta entrambe  quelle dei due  precedenti regni.   Questo avvenne nel 2650 a.C. - Vennero poi 30 dinastie di re o Faraoni. (Furono quelli della IV dinastia a costruire le maggiori piramidi).

2° PERIODO - MEDIO IMPERO o antico regno.  Dal 2650a.C. fino al 1785 a.C. Si suole fare iniziare questo periodo con la III dinastia con re Djoser,  che ebbe alle sue dipendenze ministro e architetto Imhotep:  l'ideatore e costruttore della piramide Saqqarah (a tronchi sovrapposti) di Dyoser - Inizia poi la IV dinastia che termina nel 2480 a.C.. in cui primeggia Snofru,  noto per le sue spedizioni in Nubia. Alcuni  suoi successori, Cheope, Chefren e Mikerinos ancora più noti  per aver lasciato le grandiosi piramidi di Gizah (quelle più famose, poco distanti da Il Cairo). Questo antico regno termina   con la IX dinastia, un  periodo oscuro con regni di tipo feudale, con gravi crisi nel potere centrale, e proprio per questo  si verificarono  invasioni dei re pastori o Hakshsu o Hyksos (1785 a.C.), cui appartengono le dinastie  fino alla XVII  ( 1580 a.C.);  si estese ( e fu un errore) principalmente solo all'Egitto Inferiore con capitale Tebe.

Gli HYKSOS ( vedi )-  popolazione rozza (Hiq-Shasu - ovvero "re pastori") g
ià infiltratasi da tempo sul territorio,   approfittarono della crisi per impadronirsi del potere. Riuscirono così in pochi anni   a modificare  la popolazione,  ma non abbastanza in un certo ambiente, quello  indigeno (soprattutto dell'Egitto superiore) che non sopportava questi "rozzi barbari", e che riuscì dopo una serie di piccoli scontri a  costituire una vera e  propria dinastia che iniziò a chiamarsi Dinastia Tebana e a riconquistare il potere prima sull'alto Egitto, poi divenuta potente, su tutto il resto del Paese. 

3° PERIODO - NUOVO IMPERO. - 1580-1085-663  a.C. -  Con le dinastie tebane iniziarono  le guerre esterne, con le quali furono conquistate: l'Etiopia, la Libia, la Nubia fino alla quarta cateratta del Nilo. L'apogeo della potenza egizia iniziata da Amosis, proseguita da Tuthmosis I, fu raggiunto da Tuthmosis III conquistando  territori fino al Tigri e Eufrate, quindi la Siria e l'intera Palestina, con la famose deportazioni in Egitto fra cui il popolo Ebreo (dalla Terra di Canaan)
Questo periodo inizialmente sereno fu turbato da due eventi: dal popolo degli ITTITI (vedi) e da una violenta crisi religiosa nel 1377 a.C. dal faraone Amenophis che promosse lo scisma religioso tra i seguaci di AMON e la sua fede nel dio Sole ATON, istaurando un sistema monoteistico. Il nuovo simbolo della nuova fede,  era naturalmente il disco solare da cui si dipartono all'intorno  lunghi raggi.
Fu una grande novità: prima perchè la religione era unica e monoteistica, poi il faraone non si considerò più - come i precedenti -  lui stesso un dio, ma solo un intermediario fra dio e l'umanità. (Due intuizioni che furono mutuate sia dalla religione mosaica, e dopo quasi 2000 anni anche da quella cristiana. Quest'ultima conservò e utilizzò lo stesso simbolo del disco solare trasformato ( solo nel 580 dopo Cristo) in teca contenente l'ostia, l'ostensorio della liturgia cristiana, che contrariamente a quello che si  pensa non prese il nome dall'ostia, ma l'incontrario fu chiamata ostia, perchè 1377 anni prima di Cristo ostiare corrispondeva all'etimo igizio mostrare. fare vedere;  mostrare il disco solare ai fedeli; la cristiana conservò anche l'abbassamento del capo, perchè nei primi riti di Aton all'aperto,  non era una proibizione guardare il sole, ma era un accorgimento,   perchè fissando il sole si rischia di perdere la vista. Nei successivi riti trasferiti all'interno dei templi i sacerdoti di Aton ricorsero  a un disco d'oro con i raggi attorno, appunto l'ostensorio ("far vedere") elevato in alto ("elevazione") ma l'abitudine di chinare il capo rimase,  e fu poi successivamente insieme all'oggetto, traslato anche nel rito cristiano.
(Un papa sconsolato dopo che erano passati già trecento anni dal bando costantineo del culto solare, introdotto a Roma nel 274 (vedi)  da Aureliano di ritorno dall'Egitto, nel 580 scriveva "quando i romani entrano in San Pietro rivolgono ancora lo sguardo e chinano la testa in segno di devozione verso il Sole". Risolse il problema un monaco, al centro, invece del disco in oro luccicante, mise una teca con dentro quello che prese in nome dal contenitore: l'"ostia" e "conciliò"' e accontentò così  l'adorazione sia dei pagani che dei cristiani)

Impegnati i  sacerdoti (spaccatisi nelle due religioni) in questa grandiosa riforma, dopo la scomparsa di Amenophis che mutò perfino il suo nome in Ekhnaton, i seguaci di Amon riuscirono nuovamente ad imporsi considerando eretici gli adoratori di Aton. Vinsero su ogni fronte compreso quello di far mutare al figlio di Ekhnaton, TutankhAton, il nome in TutankhAmon, e furono inutili i tentativi della madre Nefertiti. Nella contesa ci si mise in mezzo la "morte", prematura del giovane faraone, cui seguì un periodo di grandi incertezze,  finchè   Ramesse I,  iniziò la XIX dinastia, che portò sul trono il più famoso Ramesse II nel 1301;  il faraone  che ci ha lasciato gli splendidi monumenti di Abu Simbel, ma é anche, lui grande guerriero, l'autore di uno dei primi interventi militari nella storia dei popoli del Mediterraneo orientale: il conflitto che risolse  la "questione Ittita", ma che anche sposando una Ittita, fu poi anche la causa di tante crisi interne tra i nazionalisti intolleranti a questi matrimoni di stato.  Crisi che riportarono l'Egitto a mutamenti sociali, repressivi, di cattivo governo e alle intolleranze verso gli stranieri,  soprattutto gli ebrei che migrando verso le terre del Nilo erano divenuti numerosi. Infatti sotto il regno di Ramesse II e di suo figlio Meneptah I, gli Israeliti, sottoposti a persecuzioni di ogni genere, accusati poi di un delitto, abbandonarono il paese con  il famoso "esodo dall'Egitto" per far ritorno alla Terra di Canaan
Il regno  di questo e dei successivi faraoni, pur avendo sventato il pericolo ittita,   dal  1085  al 663 a. C., oltre che ad avere una serie di crisi,   scissioni interne  e un dominio della classe sacerdotale e feudale sempre più forte, si ritrovò uno Stato centrale con un  potere molto debole,  incapace di coordinare,  non avendo più la forza organizzativa di  far fronte ai numerosi attacchi esterni,
Alla ribalta, infatti,  nel corso di questi 400 anni, si presentarono nuovi popoli indoeuropei, tra cui i Sherden, gli Achei, i Tirreni, i Siculi e i Lici, detti "popoli del mare". Con Ramesse III della XX dinastia, si cercò di contrastarli, ma inutilmente, in Libia i "popoli del Mare" costituirono la loro prima colonia. Seguirono poi  le conquiste degli eserciti Assiri nel 671, e infine   Assurbanipal dopo alcuni anni, entrò a Tebe,  e l'intero Egitto fu vinto e sottomesso.

La capitolazione totale dunque avvenne tra il 663 e il 638 quando nonostante la dominazione assira,  Psammetico I, uno dei 12 principi  (a tanti erano arrivati ormai i contendenti nel Paese), riuscì a prevalere e ad unire di nuovo l'Egitto dando vita alla XXVI dinastia (l'ultima) ma solo per un brevissimo periodo: un secolo. L'ultimo re di questa dinastia fu Psammetico III e Psammetite, che a Pelusio fu sbaragliato da Cambise, re di Persia (525 a.C). Durante quest'ultimo periodo, capitale d'Egitto fu Sais. Sotto i Persiani, gli egizi  tenteranno più volte la riscossa , soprattutto con la 28a e la 30a dinastia, ma  inutilmente; erano destinati a scomparire.

4° PERIODO - ETA' ALESSANDRINA. - Allorchè i Persiani furono vinti da Alessandro, tutti i loro domini passarono a questo re, il quale entrò pure in Egitto, dove nella parte occidentale del Delta, iniziò (332 a.C.) la costruzione di una città, a cui diede il suo nome Alessandria. Morto Alessandro, Tolomeo Lago, fondò in Egitto una sua dinastia tramandando ai suoi discendenti il trono . Tra i suoi successori, detti Lagidi, (o dei Tolomei) si distinsero Tolomeo I, Sotero e Tolomeo III Evergete, sotto i quali la civiltà ellenica si estese molto in Egitto  in ogni sua espressione sociale e culturale. Alessandria divenne una delle più grandi città del mondo conosciuto non solo in grandezza e meraviglie,  ma famosissimo come centro di civiltà e di insegnamento. Celebre la sua biblioteca,  e ancora più celebri quelli che vi studiarono o ne ebbero la direzione: i grandi matematici e filosofi greci.... e anche romani fino al 395 d. C. nonostante l'incendio dei soldati di Cesare nel 48 a.C.

5° PERIODO - L'EGITTO SOTTO I ROMANI. - Nel 31 a.C. l'Egitto dalle mani dei Tolomei passò ai Romani per opera di Augusto, diventò provincia romana,  personalmente amministrata dall'imperatore. Prima ancora della caduta dell'Impero Romano, alla morte di Teodosio (395.d.C.), l'Egitto ormai sotto l'influenza del cristianesimo - fondamentalmente    bizantino -   entrò a far  parte dell'Impero d'Oriente fino al 640.

6° PERIODO - L'EGITTO SOTTO GLI   ARABI. - Nel 640 d. C., gli Arabi si rovesciarono dall'Asia nella valle del Nilo e conquistarono la regione. Dal 640 al 1250 fu tenuto dai Califfi arabi, scegliendo come capitale dell'Egitto il Cairo - (Curiosità-  la città fu fondata da un arabo nato in Sicilia).
Gli Arabi governarono fino all'arrivo dei Mammelucchi.

7° PERIODO - L'EGITTO DEI SULTANI MAMMELUCCHI. -  I Mammelucchi, subentrati agli Arabi nel dominio del paese, vi dominarono dal 1250 al al 1517. La stirpe dei Mammelucchi era una antica milizia   originariamente composta da schiavi arruolati nel Caucaso e nella Circassia. Si eleggevano da sè il commandante. Per  bravura militare o per l'incapacità degli arabi in declino,  riuscirono a impossessarsi dell'Egitto.  Dopo tre secoli di dominio,  benchè poi sottomessi dai TURCHI, continuarono ad esercitarvi un predominio di fatto per altri 3 secoli, fino al 1798 quando Napoleone li sconfisse alla battaglia delle Piramidi. Furono poi del tutto sterminati dal Califfo Mehemet-Ali nel 1811.

8°PERIODO - L'EGITTO IN MANO AI TURCHI - I Turchi, popolo di razza mongolide  dopo essere scesi dal Turkestan, iniziando da Bagdad, conquistarono tutti i califfati arabi.  Othman nel 13° secolo  diede origine al popolo che prese il suo nome OTTOMANI. Questi poi   invasero  i paesi vicini.  Iniziarono in Europa dal Cossovo nel 1354 contro i Serbi dominando sui Balcani dalla Serbia  alla Macedonia (Iugoslavia). Successivamente  misero fine all'impero bizantino conquistando prima Costantinopoli nel 1453 poi l'intero territorio interno tra il Mar Nero e la Siria, che prese da quel momento il loro nome: Turchia.
Portandosi poi a  Sud, conquistarono tutti i territori  mediterranei fino al confine libico,  quindi l'intero Egitto. Subentrarono così al potere dei Mammelucchi che rimasero comunque il Egitto politicamente i dominatori anche dopo la breve dominazione Napoleonica, apportando  nel Paese una grande   trasformazione con    la loro dinastia chiamata dei PASCIA', un insieme di caste nobili turche, mammelucche e musulmane. Nota come la Gran Porta.

9° PERIODO - L'EGITTO FRANCESE - Una breve parentesi nella storia egiziana. Nel 1798, i Francesi sotto il comando di Napoleone, sbarcarono nell'Egitto e se ne impadronirono; ma non lo tennero che per poco. Infatti, l'esercito francese, partito Napoleone, dopo due soli anni, dovette ritornare in Francia, lasciando il paese nella totale anarchia; in quella appunto accennata sopra (e sotto) dei PASCIA'. Dal 1800 al 1806 le vecchie e nuove caste diedero inizio a scontri e intrighi con un susseguirsi di reciproci assassinii e sterminii, per la lotta al potere. Fin quando la Gran Porta scelse l'uomo giusto per governare.

10° PERIODO - L'EGITTO DEI PASCIA'. -  La scelta fu felice. Dall'anno 1806 al 1849 si impose l'autorevolezza di Mehemet-Ali che rialzò alquanto le sorti dell'Egitto governando per quasi mezzo secolo. Morto lui suo successore fu l'omonimo figlio e, dopo, questo, sempre con l'assenso della Gran Porta, il nipote Abbas-pascià. Questa fu una scelta sbagliata. Arrogante, crudele, con grande maniacale fede musulmana, sconfinò dai sui compiti politici e si intrigò di cose religiose offrendo  motivo alla Gran Porta di intervenire e intromettersi nelle faccende di Stato proprio in un periodo molto difficile. Infatti, gli inglesi miravano ad allargare i propri domini coloniali, e per farlo, in una delle tante  frequenti viscerali contese  interne di alcune regioni, appoggiavano una delle parti in lite per poi   a conflitto concluso (sempre vincente con gli ingenti mezzi militari) insediarsi nei territori in rivolta.

In questo caso, la Turchia, infatti, istigata dagli inglesi, partecipò alle lotte che sconvolgevano il paese e ne ricavò danari e uomini per la sua guerra che allora combatteva contro la Russia. Abbas Pascià venne ucciso e gli successe Said pascià con simpatie per l'Occidente (era vissuto in Francia) che cercò di europeizzare l'Egitto introducendovi la civiltà del vecchio continente. Ricordiamo che sotto di lui fu iniziato il taglio dell'istmo di Suez (con i soldi messi a disposizione dai Rhoitchild inglesi). - Morto Said nel 1863, gli successe il principe Ismail pascià, anche lui educato in Francia , quindi propugnatore della civiltà europea. Nonostante questo, dopo aver inaugurato  Suez nel 1879, Gran Bretagna, Francia e Italia (per i grandi interessi che ormai si erano venuti a creare con l'istmo) ottennero dal Sultano di Costantinopoli la sua deposizione. Fu eletto Thewfik un uomo di comodo che pur nominato kedivè (una specie di re governatore) si trovò di fronte a una triste realtà: l'Egitto era incivilito alla superficie, si era ingrandito come territorio, ma politicamente ed economicamente era un paese vassallo di potenze straniere, dal Sultano svenduto  solo per ricavarne interessi personali. Come al solito,  accadrà spesso, e accadrà ancora:  disfarsi di progetti di civiltà (istruzione, tecnologie, sviluppo economico) e poi servirsi del materiale umano per organizzare lo "Stato" delle formiche ubbidienti,  ignoranti, incapaci di ribellarsi, fa sempre  comodo. Se poi si trova lungo il cammino anche dei complici forti, il gioco riesce meglio,  perfino tragico se gli alleati  possiedono  armi che inducono con le  intimazioni  -   a piegare la testa. Per avere questi sostegni i pretesti per intervenire come sappiamo sono più d'uno; l'abituale  é quello di aiutare un popolo di minoranza o di scontenti (che esiste in ogni paese),  ma il motivo vero è quello di mirare  all'abbondanza di ricchezze che il paese ha, e dove gli interessi economici sono molto alti, unilaterali, oppure concordati con governanti burattini che guidano una  popolazione  mortificata, dei soggetti oppressi trasformati  in disciplinati servi.

11° PERIODO - L'EGITTO INGLESE. - Nel 1881, voluta e tramata con stratagemmi, scoppiò una insurrezione militare comandata da Arabi  pascià. Nell'anno seguente, nel 1882, gli incidenti di Alessandria offrirono un ottimo pretesto di intervento della Gran Bretagna, che corse subito in aiuto di una minoranza, bombardò la città ed occupò militarmente il Cairo, poi tutto il resto dell'Egitto. A dominare  politicamente, economicamente e militarmente fu messo Lord Cromer, anche se con qualche incidente.  Infatti, i nazionalisti egiziani si organizzarono con un capo religioso musulmano, il Madhi (presero appunto il nome maddhisti), assediarono Chartum  nel 1895  e dopo quattro anni di guerriglia riuscirono a cacciare gli  anglo-"egiziani" nel 1898. Gli inglesi reagirono,   neutralizzarono il Canale di Suez, e allargarono la loro influenza  sul territorio e su tutte le attività economiche insediandovi Lord Kitchener che vi rimase fino al 1914 quando la Gran Bretagna  accrebbe ancora di più il suo dominio proclamando il protettorato sull'intero Egitto, deponendo il kedivè messo dal Sultano di Costantinopoli e ne nominò uno di propria fiducia, intitolandolo Sultano indipendente.  Cominciò cosi il  rigido dominio britannico, ma cominciarono pure dopo pochi anni, nel 1919, le gravi  sommosse dei nazionalisti per ottenere la totale indipendenza dell'Egitto.

12° PERIODO - L'EGITTO INDIPENDENTE - Per soffocare le insurrezioni nazionaliste gli inglesi il 16 marzo 1922 concessero un nuovo Statuto: si riconosceva l'indipendenza ma con un regime di cooperazione non proprio molto  trasparente. Non era sufficiente per calmare le agitazioni, che continuarono fino al dramma: l'assassinio di Sir Lee Stack il capo delle truppe britanniche in Egitto. La reazione inglese fu violenta e vendicativa. Chiese con un ultimatum mezzo milione di sterline di danni e la minaccia di chiudere tutte le paratie delle acque irrigative nel Sudan; che voleva dire separare fisicamente il Paese , che era poi quello a più alta densità di nazionalisti egiziani.  Pur essendo un governo fantoccio, in Parlamento c'era un rappresentante nazionalista: Zanglul, che alla minaccia sul Sudan, si dimise indignato , rendendo così il partito indipendentista ancora più forte e organizzato.
Nel 1925 gli inglesi per mantenere l'ordine pubblico inviarono Lord Allenby come Alto Commissario,  ma il partito nazionalista concentrando un numero enorme di egiziani indipendentisti cambiò tattica, scegliendo non la lotta brutale,   ma il riformismo parlamentare, fino a portare  il 10 giugno del 1926 lo stesso Zanglul a vincere le elezioni ed entrare nella Camera come Presidente con accanto  un fidato vice presidente e un primo ministro.  - Purtroppo morì poco dopo. Ripresero le agitazioni con molte provocazioni degli imperialisti; ma si calcò troppo la mano con la repressione, scoppiarono così altri incidenti, rivolte contro la polizia tutta britannica causando morti e feriti in diverse città; ricomparvero le unità navali davanti alla costa pronte a bombardare, scoppiò la  disobbedienza civile,  infine si chiuse il Parlamento e gli inglesi repinsero ogni incontro di trattative, di cooperazione e di pace sociale. Per quattro anni non vissero però nemmeno gli inglesi  tranquilli, ma sempre in stato di guerra, con la paralisi economica in ogni settore del Paese ormai in   ginocchio.
Un disgelo nel 1930, quando Re Fuad promulgò una nuova Costituzione, che con alterne vicende fu  abolita e riammessa più volte fino ad arrivare  al 26 agosto del 1936 quando fu firmato un soddisfacente Trattato con gli inglesi,  e subito dopo   l'8 marzo  del 1937, l'Egitto si appellò, chiese e ottenne di entrare a far parte della Società delle Nazioni per garantirsi da ogni successiva ingerenza degli inglesi sulle scelte del regolare governo espresso democraticamente a larga maggioranza. Il  successivo 29 luglio reggente (ma ancora una volta appoggiato dagli inglesi) fu nominato Re Faruk, con i dissidi sempre latenti all'interno dei nazionalisti pur convivendo con un responsabile equilibrio.

Il 16 aprile del 1938, a Roma,  l'Italia, l'Egitto e la Gran Bretagna firmarono   un trattato di buon vicinato. Compreso un patto di neutralità dell'Egitto in caso di guerra fra Stati europei. Putroppo con le emergenze dovute all'apertura delle ostilità alla Gran Bretagna nel 1940 da parte di Hitler, poi la successiva dichiarazione di guerra  agli inglesi  da parte Italiana (per l'Egitto la G.B. era e rimaneva un'alleata dell'Italia) imbarazzarono e complicarono le relazioni diplomatiche con i due paesi, oltre la Germania,  pur confermando l'Egitto la sua neutralità nel conflitto.
Tuttavia l'Egitto   nel 1943  venne a trovarsi  con la più importante e strategica e decisiva cerniera dell'intero conflitto mondiale:  da una parte gli anglo americani dall'altra le forze dell'Asse. In caso di vittoria degli italo-tedeschi, non conquistando,  ma solo approfittando  della neutralità, cioé di  attraversare l'Egitto, significava mettere la decisiva ipoteca sulla vittoria finale. Per buona sorte degli anglo-americani, a 100 chilometri dal confine, ad El Alemein,  fu combattuta la battaglia decisiva tra Rommel e Montgomery, bloccando quest'ultimo il sogno di conquista del tedesco con una disfatta, e a  Mussolini   "assolutamente  ottimista"  - già ad Alessandria con il cavallo bianco - non riuscì a ripetere il "discorso davanti alle Piramidi" di Napoleone.
Del resto gli era andata male anche al Corso, e pure lui era finito nella polvere a causa  degli 
inglesi.

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