PIANETA RUSSIA
Una brevissima sintesi fin dalla fondazione dell'Impero degli Zar

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(per una storia più approfondita (200 PAGINE) vedi: RUSSIA, LA MAFIA SULL'ACQUA )

 La effettiva storia russa -politicamente- inizia nel IX secolo quando i principi di Mosca riuscirono a dilatare a poco a poco i loro possessi e a fondare una monarchia destinata ad unificare tutto il Paese.
Un lungo percorso che attraverso poi Vladimir e le invasioni dei mongoli ci portano agli inizi del 1500.
Il Principe IVAN III è l'autore di una iniziale vera e propria svolta epocale.

Il Regno di IVAN III il GRANDE raggiunge l'apice. In questo anno la Russia si sottrae all'egemonia dell'Orda d'Oro che si spezzetta in vari canati e verrà annientata dai Tartari di Crimea nel 1502. 
Negli anni successivi Ivan III annetterà Tver, Pskov, Smolensk e Rjazan. Due anni prima Ivan III aveva annesso Novgorod abbattendone la Repubblica. Uno dei maggiori successi di Ivan III può essere considerato il suo matrimonio con la principessa bizantina Zoe Paleologa, discendente dell'ultimo imperatore di Bisanzio. Con questo matrimonio Ivan III potè sostenere che Mosca era diventata la "Terza Roma" dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi e lui era l'erede legittimo degli Imperatori. Infatti Ivan III fu il primo a dotarsi del titolo di Czar, traduzione russa di Caesar. L'aquila bicipite diventa il simbolo dello Stato; in questo periodo un folto gruppo di architetti italiani abbelliscono il Cremlino.

E' infatti lui l'iniziatore della dinastia dei primi Zar delle Russie...
IVAN IV il Terribile che compì l'opera nel 1584. 

IVAN iniziò a regnare dal 1533, morì nel 1584. 

 Durante il suo lunghissimo regno acquisì fama di uomo crudele capace di mille efferatezze ma fu anche capace di fare alcune riforme per migliorare il suo paese. Con l'aiuto del Principe Kurbskij varò politiche di riforma dell'amministrazione e del diritto (Codice Sudebnik 1550). 
Nel 1553 con l'arrivo del navigatore inglese Chancellor nel Nord della Russia si apre la via commerciale del Mar Bianco. Per anni essa rimarrà l'unico sbocco al mare della Russia e la preoccupazione di un migliore accesso al mare sarà l'oggetto della politica estera russa negli anni a seguire. Nell'ultimo anno di regno di Ivan verrà costruito il porto di Arcangelo. All'interno Ivan IV organizza la Opricnina, una polizia segreta a lui fedelissima, che degenerò poi in una casta. Utilizzando gli Opricnik Ivan perseguitò i nobili chiamati Boiari e ne esiliò molti dandone le terre agli Opricnik. Nonostante questo ci fu una crisi agricola cui Ivan rispose con l'istituzione della servitù della gleba, istituzione che durò in Russia fino al 1861 quando fu abolita da Alessandro II. 
Nella politica estera Ivan continuò la lotta contro i Tartari conquistando Kazan e Astrachan. Alla fine della sua vita, a causa anche della morte della moglie, impazzì e uccise una delle proprie nuore.

Gli successe FEODOR I dal 1584 al 1596. Nulla di particolare.

 Seguì BORIS GODONOV dal 1598, poi rovesciato e ucciso nel 1605. 

Boris era diventato reggente nel 1588,  nel 1598 dopo la morte dell'ultimo della dinastia dei Rjurikidi, era stato incoronato Zar. Non fu accettato da gran parte della popolazione che lo riteneva responsabile della morte dello zarevic (Principe ereditario) Dimitrij. A partire dal 1601 ci furono molte rivolte contro di lui. Un avventuriero che sosteneva di essere lo zarevic Dimitrij sopravvissuto alla morte, noto come Falso Demetrio, si mise a capo della rivolta con l'appoggio dei Polacchi e nel 1605 conquistò Mosca diventando Zar per un breve periodo fino a quando non fu scoperta la sua vera identità. Negli anni successivi sorsero molti altri falsi Demetri. La storia russa è comunque piena di queste storie misteriose: Pugaciov che sosteneva di essere Pietro III, la misteriosa morte di Alessandro I ed Anastasia. Per quanto riguarda Boris Godunov egli ha goduto di pessima stampa per anni: fu considerato il Riccardo III russo. La sua figura è trattata anche da un dramma di Puskin e da un'opera di Mussorgskij.

Poi TEODORO II dal 1605-1605 (pochi mesi). Ereditò la corona GIORGIO OTREPIEV (falso Demetrio I) usurpatore dal 1605 al 1606. Seguì VASSILII IVANOVIC dal 1606 al 1610. Poi (falso) DEMETRIO II (usurpatore) dal 1608 al 1610. Infine LADISLAO WASA che governò dal 1610 al 1612.

Nel 1613 salì al trono la dinastia dei ROMANOV che regnò sino al 1917.
MICHELE 1613-1645
ALESSIO I 1645-1676
FEODOR III 1676-1682
IVAN V 1682-1689
PIETRO I IL GRANDE 1689-1725
CATERINA I 1725-1727
PIETRO II 1727-1730
ANNA 1730-1740
IVAN VI 1740-1741
ELISABETTA I 1741-1762
PIETRO III DI HOLSTEIN-GOTTORP 1762
CATERINA II LA GRANDE 1762-1796
PAOLO I DI HOLSTEIN GOTTORP 1796-1801
ALESSANDRO I 1801-1825
NICOLA I 1825-1855
ALESSANDRO II 1855-1881
ALESSANDRO III 1881-1894
NICOLA II 1894-1917.

La storia precedente dei russi si fa cominciare normalmente dal IX secolo dopo Cristo, quando i Variaghi (normanni) si introdussero in questo sconfinato territorio. Fecero delle conquiste e vi organizzarono dei piccoli principati. Nell'arte della guerra erano dei veri competenti, e questi insediamenti insegnarono ai rus locali ad apprendere l'arte di difendersi. 

I rus locali  erano una tribù di slavi che si era stanziata nell'anno 530, nella zona del bacino del fiume Dnepr, poi si trasferiscono in quello del fiume Rus. Fondarono il villaggio Kiev e iniziarono occupare il territorio fino a Kursk. Sembra guidati da un capo bulgaro che negli anni precedenti era vissuto o combattuto a Costantinopoli.
Verranno poi chiamati  questi primi abitanti slavi Rus (dal nome del fiume), anche se successive infiltrazioni di altre tribù riverseranno sul territorio moltissime altre tribù provenienti dalle coste baltiche. Il padre della storiografia paleorussa Nestore, nativo proprio di Kiev, menzionerà tribù di Varegi, di Svien, Nurmanni, Angleni, Goti, e alla fine li chiama anche lui tutti Rus, e da questi prenderà il nome l'intera Russia.

La prime notizie di un vero e proprio principato con a capo un Varego, risalgono all'882, quando Oleg il Saggio trasferì da Novgorod dove erano le sue terre, formò il principato e mise la capitale proprio a Kiev, che lo era già ma diventa così il vero centro della civiltà russa.
La fondazione di Mosca verrà molto più avanti, nel 1147, quando anche qui un villaggio di capanne sulle rive del Volga si trasformò in sede e centro commerciale di un altro principato.

VEDI LA FONDAZIONE DI MOSCA

Seguitando a mantenere i contatti commerciali, ma anche i legami politici con Bisanzio, risale al 911 un vero e proprio trattato fra i due paesi che divennero pochi anni dopo ancora più stretti non solo politici ma anche religiosi.

Regnando dal  972 in poi (fino al 1015) VLADIMIR nel 988 sposò la principessa bizantina Anna Porfitogenita. Sotto questa trentennale influenza bizantina furono proprio questi reggenti a introdurre e a convertire al Cristianesimo (ortodosso) i propri sudditi. Non senza problemi nella scelta "ideologica" fra le tre religioni allora più importanti, l'ebrea, la cristiana e l’islamica.
Gli scambi commerciali degli Arabi fino all'Alto Volga erano intensi
Fin dal 908-932 ci sono i contatti del califfo Muktedir. Che ha nella sua corte un intelligente ambasciatore, scienziato, navigatore, geografo: Ibn Fadhlan. Costui fu mandato alla corte bulgara di Re Almus. Qui compila dei rapporti con molti viaggi nel nord- una ricca relazione al sue califfo di Bagdad, specificando i numerosi contatti commerciali con i paesi "Gog e Magog" fino al Mar Baltico nel Gotland. Citando la Polonia, lo Schleswig, il Dnjepr, il Don, l'Alto Volga.
 
 Descrivendo i numerosi rapporti commerciali che avvenivano con i Wisciu e i Rus'.
Non sono certo gli unici rapporti, perchè si sono ritrovate numerose monete arabe di quest'epoca. Nel 1857 si conoscevano già 170 località dov'erano state rinvenute monete musulmane. Quindi doveva esserci sul Baltico, nel Gotland, e sul Volga (oltre il baratto) un vero e proprio corso legale della moneta araba. E con le monete venne anche introdotta indubbiamente pure la religione musulmana.
Negli anni di regno di Vladimiro però la situazione politica musulmana era piuttosto critica, in piena  decadenza, e l'introduzione del cristianesimo fu facilitata (come del resto nello stesso periodo in Spagna per le stesse ragioni). 
(SULLA RELIGIONE IN RUSSIA VEDI QUI)


A conquistare e poi a unificare molti principati dopo il regno di Vladimiro fu il suo successore IAROSLAV il Grande dal 1015 al 1064; un periodo di stabilità politica e di splendore culturale. Dopo di lui si aprì un periodo di guerre civili, di decadenza che condussero il russi sotto il dominio dei mongoli dal XII al XIII secolo.
Nell'anno 1380, per la prima volta i Russi, sotto la guida del Principe di Mosca Dimitrij Donskoj, sconfiggono i Tartari a Kulikovo sul Don.

Segue un periodo molto confuso di vari principi, fino a quando il già accennato Ivan III, ma soprattutto Ivan IV il Terribile riuscì nuovamente a unificare tutto il Paese. Primo periodo zarista che termina nel 1612.

Nel 1613 salì al trono la dinastia dei ROMANOV. Il più importante zar di questa casata fu decisamente PIETRO il Grande (1689-1725) vincitore di Carlo XII di Svezia nella famosa battaglia di Poltava del 1709 (nè Napoleone nè Hitler da questa battaglia impararono qualcosa - la famosa "terra bruciata" dei russi) lui il fondatore della nuova capitale di San Pietroburgo (poi Leningrado) e riformatore della società russa che riplasmò su modello europeo specie per la tecnica, le scienze, ma in particolare nell'organizzazione dello stato. Infatti con quest'ultima Pietro diventa il creatore di quell'autocrazia russa, un sistema  molto singolare - assolutista- che durò sino allo scoppio della rivoluzione bolscevica.
Abbastanza chiare in questa sua frase: "Sua Maestà è un monarca assoluto, e non è obbligato a rispondere delle proprie azioni a nessuno al mondo, ma ha il potere e l’autorità di governare i propri stati e territori secondo il suo desiderio e la sua benevolenza."
Disposizioni (cap. 3, art. 20) di Pietro il Grande del 1716, ancora perfettamente valide agli inizi del 1900 sotto il potere dello Zar  NICOLA  II.

Sotto le zarine Anna ed Elisabetta la Russia fu impegnata in guerre continue al sud, contro i turchi. Sotto Caterina la Grande, una tedesca approdata in Russia sposando Pietro III (che finì piuttosto male) e che regnò con il "pugno di ferro" per oltre trentaquattro anni, nel 1762 tolse ai turchi la Crimea e una parte della Polonia (origine di tanti mali).

I due Zar suoi successori (Paolo I e Alessandro I) si unirono alle coalizioni contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica. Alessandro I, sconfitto ad Austerlitz, Eylau e a Friedland, si conciliò nel 1807 con Napoleone a Tilsit con la cui pace Francia e Russia si spartirono l'Europa in due zone d'influenza.; la Russia rinunciò alla propria influenza sul Mediterraneo ed ebbe in compenso mano libera in Finlandia e nelle province ottomane europee. Ma dopo tre anni i rapporti tra le due potenze si intorbidirono e nel 1812 Napoleone tentò di mettere i russi fuori gioco con la sua invasione che culminò invece nello sfacelo della sua forza militare.
Alessandro I caduto Napoleone, volle unire le grandi potenze europee vittoriose in una alleanza che avrebbe dovuto regolare secondo i principi cristiani l'intero continente; ma di fatto la SANTA ALLEANZA, cui l'Inghilterra non volle partecipare, si ridusse a uno strumento di conservazione violenta del Trattato di Vienna.
Gli Zar negli anni seguenti aspirarono a ingrandire i loro domini a spese della Turchia, ma le forze riunite inglesi e francesi (questa volta insieme! temendo la potenza russa) fermarono queste ambizioni nella guerra di Crimea e col successivo trattato di Parigi (1856).

Nel 1877-78, nel Congresso di Berlino con Prussia, Austria, Francia e Inghilterra, la Russia ottenne l'indipendenza dell'impero ottomano della Serbia, Montenegro e Romania e l'autonomia della Bulgaria.
Ma nel frattempo allargava anche i suoi domini e la sua influenza in Asia, avvicinandosi un po' troppo all'impero britannico delle Indie, e andando anche oltre. Infatti costruendo la grande linea ferroviaria della Transiberiana, cercò di accrescere le sue possibilità commerciali e politiche fino alle coste del Pacifico. Ambizioni che fecero scattare la dura reazione dei giapponesi. Con la guerra che ne seguì (
1905-1905 vedi ) la Russia non solo perse con il Giappone, ma con il trattato di Portsmouth perse anche tutti i benefici della sua precedente azione nella zona della Manciuria. 

La sconfitta ebbe gravi ripercussioni in Russia, dove avviene una rivoluzione della classe borghese degli industriali e degli intellettuali; obiettivo: rovesciare l'autocrazia zarista


Fu infatti proprio con questo fallimento che cominciarono quei sommovimenti sociali e politici. Prima
rivoluzione della classe borghese degli industriali e degli intellettuali (liberali dell’aristocrazia, borghesi del partito costituzionale–democratico) che miravano a rovesciare l'autocrazia zarista; poi le rivoluzione (bene orchestrate) si estesero alle classi proletarie (divisi tra i socialisti rivoluzionari e i marxisti) e con scioperi, ribellioni, attentati-  attraverso la guerra civile del 1905 (22 gennaio, Pietroburgo - "domenica di sangue") e il precipitare delle forze zariste nel corso della prima guerra mondiale, portarono ben presto alla Russia alla rivoluzione bolscevica e alla costituzione dell'Unione Sovietica sotto la guida di Lenin e Stalin; il primo il pilota che sfruttando ogni opportunità condusse all'ultimo sfacelo lo zarismo e condusse operai e contadini al potere; il secondo, con una politica interna durissima e spietata, fece del nuovo Stato una grande potenza industriale e militare che con la vittoria sui tedeschi nella seconda guerra mondiale ha poi fatto dell'Urss (nel bene e nel male) una delle due superpotenze del pianeta.

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