JOSIP STALIN E' MORTO

 

(New York Times, 6 marzo 1953)

"Mosca, 6 Marzo, Venerdì  - Josip Stalin è morto alle 9.50 pm di ieri, (1,50 pm dell'ora nel mondo orientale) al Cremlino all'età di settantatrè anni. La notizia è stata ufficialmente annunciata questa mattina. E' stato al potere ventinove anni. L'annuncio è stato fatto a nome del Comitato centrale del Partito comunista, del Coniglio dei ministri e del presidium del Soviet supremo. Nell'appello al popolo sovietico affinchè si raccogliesse attorno al partito e al governo, l'annuncio ha richiesto di mostrare unità e la più alta vigilanza politica "nella lotta contro i nemici interni ed esterni" (nessuna dichiarazione è stata resa circa il nome del successore di Stalin).

"La morte del leader supremo dell'Unione Sovietica, causata da insufficienza circolatoria e polmonare, è avvenuta solo quattro giorni dopo aver subito un'emorragia cerebrale nella residenza del Cremlino. Unitamente all'annuncio della morte c'è stato un certificato medico di morte rilasciato da un gruppo di medici, diretti dal ministro della Sanità A.F.Tretyakov, che ha curato Stalin nella fase terminale della malattia. La notizia della morte di Stalin è stata nascosta dagli organi ufficiali del Soviet Supremo per più di quattro ore.

"La Pravda è uscita questa mattina con un ampia bordatura nera ai lati della prima pagina in segno di lutto per Stalin". (New York Times, 6 marzo 1953)

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"6 marzo 1953. Flash - Giuseppe Stalin è morto (Comunic. Ansa, ore 02.10).

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"6 marzo 1953 - Il Comitato centrale del partito comunista dell'Urss ed il Consiglio dei ministri sovietico hanno diffuso un comunicato indirizzato a tutti i lavoratori della Unione Sovietica. Dopo aver annunciato la morte di Giuseppe Stalin il comunicato rende omaggio alla figura del maresciallo ed evoca le principali tappe della sua vita (Ib. 6 marzo 1953, ore 02.18)

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"Belgrado - La Jugopress, l'agenzia ufficiosa del ministero degli esteri jugoslavo, afferma senza mezzi termini che l'annuncio della morte di Stalin non ha provocato cordoglio in Jugoslavia, ma "gioia manifesta ed un sollievo".
Il risentimento del regime di Tito, sempre più acuto durante i cinque anni di polemiche con il Cominform, coglie l'occasione di ripetere ancora una volta che Stalin è il colpevole del rinnegamento della Rivoluzione di Ottobre "attraverso il sistema imperialistico brocratico istituito nell'Urss" (Ib.  6 marzo, 1953, ore 21.45).

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" 20 marzo - Radio Mosca annuncia che il Comitato centrale del partito comunista sovietico ha accolto la richiesta avanzata dal primo ministro dell'Urss Georgi Malenkov di essere esonerato dalle sue funzioni di segretario del Comitato centrale del partito comunista dell'Urss.
La radio aggiunge che è stato chiamato NIKITA KRUSCEV e che la decisione è stata presa nel corso della seduta plenaria del Comitato centrale tenuta al Cremlino il 14 marzo". (Ib. 20 marzo 1953, ore 23.12)

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In crisi il "culto della personalità"

"Parigi, 17 aprile 1954 - ..Il Comitato centrale del partito comunista dell'Urss e il Consiglio dei ministri hanno diretto al primo segretario del Comitato centrale Nikita Kruscev, in occasione del suo 60 compleanno, uno speciale messaggio in cui, dopo aver definito Kruscev "un fedele allievo di Lenin e compagno di Stalin", "una personalità eminente nel partito comunista e dello stato sovietico", " "un figlio glorioso della classe operaia", si dichiara fra l'altro: "Nei tempi difficili della guerra civile, nella edificazione pacifica socialista, nella dura epoca della guerra patriottica, e ora, in periodo di pace, nella lotta per la edificazione della società comunista nel nostro paese, in tutte le cariche del partito e del governo, voi avete mostrato la instancabile energia che vi caratterizza nonchè la vostra qualità di fermezza e di uomo che ha dei principi".

L'invio di questo messaggio è degno di rilievo poichè è la prima volta che ha luogo un fatto del genere dopo la morte di Stalin (vivo Stalin soltanto lui era oggetto di simili attenzioni), e poichè ciò avviene solo qualche mese dopo che il Comitato centrale ha annunciato che era ormai bandito dalle consuetudini sovietiche il culto della personalità. Si deve anche rilevare che nessun'altra personalità sovietica è stata insignita di tante medaglie e di tanti titoli quanto Kruscev: eroe socialista del lavoro, medaglia d'oro della falce e martello, ordine di Lenin" (Comun. Ansa, 17 aprile 1954, ore 09.15)

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NIKITA KRUSCEV e il XX CONGRESSO DEL PCUS  > >

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