LO STATO MODERNO

 XIII - XIV sec. 

di Giandomenico Ponticelli - ( http://digilander.libero.it/ponticellig )

Tra il tredicesimo e il quattordicesimo sec. Si ha la creazione di una serie di unità territoriali, che via via vanno inglobando territori che prima erano autonomi, dalle centinaia di unità alla fine di questo processo ne rimarranno in Europa soltanto una ventina. 

Le cause che possono essere imputabili possono essere essenzialmente due: i pericoli provenienti dall’esterno; la guerra e quindi la necessità della difesa dei territori, avrebbe accentuato l’esigenza dell’unione militare di fronte al nemico e all’accentramento del potere in un'unica mano, come conseguenza, lo sforzo bellico spingeva verso un rafforzamento degli apparati fiscali unificandoli.
I pericoli interni; l’ordine all’interno del territorio, avrebbe aumentato i timori el popolo verso la nobiltà, limitandone la natura eversiva.
Per quanto riguarda la Spagna si può ipotizzare una sorta di “nazionalismo ibrido”, uno spirito nazionale alimentato dalla riconquista dei territori occupati dagli arabi.

Struttura su cui si articolò l’apparato amministrativo moderno

· Sovrano medievale
· Consigliere
· Curia specializzata sempre più in maniera collegiale per una materia specifica.

Struttura gerarchica all’interno dello stato moderno
· Sovrano Unico titolare del potere che proviene da Dio, giudice supremo e legislatore.
· Consiglio del Re
· Rappresentanze Diplomatiche
· Organismi rappresentativi dei diversi ceti
· Istituzioni periferiche

Interpretazione dello stato moderno secondo Federico Chabod 

Esercito
1. Un esercito dipendente dalla monarchia, che consente al sovrano di sganciarsi dalla dipendenza cronica delle milizie nobiliari, e che allo stesso tempo allenti l’influenza dei nobili nella politica dello stato. 
2. Fino al 1559 (pace di Cateau Cambresis) si fa utilizzo di eserciti mercenari, dopo questa data, territori come la Castiglia diventano la riserva dello stato dove poter reclutare uomini per il proprio esercito.

Burocrazia
1. Permanente ed omogenea in ambito territoriale. 
2. La riscossione delle imposte viene riorganizzata attraverso criteri più razionali ed omogenei. Fino allora le imposte avevano natura straordinaria, sia per circostanze straordinarie, che sotto forma di dono. Successivamente assunsero natura regolare, come l’imposta sulla terra “taglia”, o sulle persone come il “testatico”.
3. Crescita di un apparato amministrativo che diviene sempre più regolare e unificato.

Diplomazia
1. Istituzione di una classe di uomini con una buona cultura, con capacità di linguaggio e con una lingua comune; questo ruolo venne assunto dai cardinali di Roma.

Funzione pubblica 
Il sovrano considerava patrimonio personale tutto ciò che è sul territorio nazionale, questo significava che si sentiva autorizzato a vendere tutto quello che era possibile, la corona mette in vendita non soltanto i beni “devoluti”, ma anche i territori che fanno parte del patrimonio della corona, e i territori demaniali, rimangono soltanto le città più importanti che sono sede di tribunali regi. Nel regno di Napoli, ad esempio, alla fine del 600, su un totale di 200 comunità o “universalità”, meno di cento rimangono comunità regge, tutte le altre vengono “feudate”.

Rapporto tra gli ufficiali (burocrati) ed il sovrano
Non esisteva più un rapporto fondato sulla fedeltà personale e servile, ma su un rapporto “economico”, l’ufficiale elargiva i servizi richiesti in quanto in cambio di uno stipendio, quindi in epoca moderna si ha una “monetarizzazione del rapporto”.

Vendita di uffici (cariche pubbliche)
In Francia e in Spagna tra le cariche pubbliche che è possibile acquistare, vi sono anche le Cariche amministrative superiori e le parlamentari, tra le cariche amministrative che era possibile comprare vi erano quelle fiscali, l’unica eccezione era rappresentata dalle cariche giuridiche, in quanto bisognava avere un dottorato in legge.
Queste cariche acquistano poi natura ereditaria, diventando così, monopolio di alcune famiglie importanti, che a sua volta poteva venderle o subappaltarle, generando una catena di interessi che gravava sull’esazione fiscale.
 
Compagnie private
Mentre da una parte si ha la centralizzazione di tutti i servizi ed un progressivo miglioramento e rafforzamento della macchina statale, si verifica anche un fenomeno inverso, il sovrano affidava spesso a compagnie private, il reclutamento di uomini per l’esercito, che solo successivamente venivano istradati presso le compagnie regge. Anche la riscossone delle tasse venivano affidate o addirittura vendute, (da qui il termine “arrentare” appaltare), come la Spagna e il Regno di Napoli, in cui privati cittadini anticipavano una somma stabilita in base a medie decennali, che poi gestivano la riscossione delle imposte.

Amministrazione reggia
Rimase per tutta l’epoca moderna il ricorso ad imposte straordinarie, si afferma il principio dell’autorità centrale del sovrano e del potere assoluto, egli non era tenuto a osservare le leggi dei suoi predecessori, esisteva la credenza che il sovrano dovesse sottostare alla legge divina e alla legge della natura, esistevano poi una serie di leggi fondamentali, che erano l’eredità di un passato remoto, ed erano parte della tradizione della monarchia.
Tra queste leggi n’esisteva una che affermava che non era possibile imporre tasse straordinarie senza il consenso della nazione, era necessario quindi ricorrere all’approvazione degli organi rappresentativi degli ordini, i “Parlamenti” (gli stati generali in Francia, le camere in Inghilterra).
L’approvazione, era oggetto di una vera e propria contrattazione, diventava un pretesto per limitare il potere regio ed aumentare quello gli ordini, attraverso la richiesta di privilegi o la maggiorazione degli stessi, per questo motivo i sovrani francesi, preferivano riunire “l’assemblea dei notabili”, piuttosto che gli stati generali. 
In Francia gli organi di ratifica degli editti erano i parlamenti, che potevano rimostrare al sovrano, nel caso in cui non fossero d’accordo, il sovrano poteva modificarli e rimandarli al parlamento, che poteva esercitare ancora il suo diritto.
Il sovrano, come supremo capo del parlamento, poteva convocare una seduta straordinaria del parlamento, in sua presenza “letto di giustizia”, come detentore dalla suprema autorità giudiziaria, poteva imporre la registrazione. Nel 1788 il parlamento francese, sentenzio che non una sua funzione ratificare le leggi, ma che era un compito degli stati generali.
Nel regno di Napoli per evitare di ricorre al parlamento regio, dal 1647 si incomincio a ricorrere alla “Giunta degli eletti della città di Napoli”, articolato in cinque piazze di nobili ed una sola del popolo, gli eletti arrogarono per se l’approvazione di imposte straordinarie.

Amministrazione della giustizia
Il re è il supremo detentore del potere, ma in epoca moderna questo potere viene esteso all’apparato regio, che diventa “principale” rispetto alle giustizie particolari, diventando in alcuni casi concorrenziali. Viene così stabilito il principio di superiorità dei tribunali regi, Nonostante ciò rimane comunque un “particolarismo giuridico” estremamente vantaggioso per alcuni cittadini, garantendogli privilegi che altrimenti non gli spetterebbero, che può variare a secondo della residenza, del ceto, o addirittura delle mansioni che svolgevano i cittadini, ad esempio, i militari, le corporazioni artigiane avevano un proprio foro. 
A Napoli viene istituito “il tribunale della dogana delle pecore di foggia”, organo preposto alla riscossione dei diritti per il pascolo, fungeva anche da tribunale privilegiato per i possessori di pecore. L’interesse di potersi sottrarre alla giurisdizione feudale era tale che molte erano spinti ad affittare terre in Puglia e a dichiarare terre che non possedevano, pagandone le imposte, pur di godere di questo privilegio.
In Francia viene istituita la “Camera di giustizia”, tribunale straordinario che giudicava i reati amministrativi, in quanto il sovrano credeva che valesse di più un processo eccezionale, che fungesse da esempio, piuttosto che la normale amministrazione della giustizia.
 Il sovrano è l’unico che ha il potere di legiferare, le altre fonti del diritto sono:

· Il diritto comune
· Il diritto canonico
· Il diritto derivato da consuetudini territoriale
· Il diritto patrio
· Le antiche leggi fondamentali

Fonti del diritto
Giustizia sovrana -Sovrano (apparato giudiziario)
Giustizia ecclesiastica - Chiesa
Giustizia feudale -Nobiltà


Il giudice spesso deve districarsi tra le diverse leggi, dovendone spesso interpretare il senso, svolgendo quindi più che una funzione esecutiva , una funzione interpretativa, quindi quasi legislativa. “Il precedente” assume forza di legge, nasce quindi, l’esigenza di avere una raccolta ordinata di leggi, che nel XVIII sec. vengono realizzate, in cui si cerca di eliminare le contraddizioni più vistose.

Problema dell’ingerenza del diritto ecclesiastico
Uno dei problemi maggiori, erano le garanzie che fornivano il diritto ecclesiastico, ed in particolare il “diritto d’asilo” e l’immunità della chiesa e dei luoghi sacri. Diritti che non riguardano soltanto gli ecclesiastici, in quanto tali, ma anche i dipendenti. La possibilità di sottrarsi alla giurisdizione reggia e di servirsi dei privilegi forniti dal diritto canonico, spingeva molti a partecipare alla vita ecclesiastica, occupandone i primi gradini, senza quindi prendere i voti .
I maggiori stati per marginare questo problema sono costretti e ratificare una serie di accordi separati per la regolazione di questi diritti.

Nobiltà nel ‘600 -Nobiltà di spada
Di origine più antiche, che hanno dato fin da tempi remoti un contributo consistente alle cause militari del regno.
Nobiltà di toga
Sono coloro che hanno comprato il titolo, oppure e sono detentori di cariche importanti.
Patriziati urbani, famiglie che hanno il monopolio delle cariche amministrative della città, anche queste cariche hanno natura ereditaria.

Trasmissione dei beni ereditati
· Trasmissione di beni; i beni non possono circolare liberamente, per vendere o cedere beni bisogna chiedere al sovrano e pagare un imposta.
· Principio d’ereditarietà del feudo; vale il principio della discendenza di sangue, possono ereditare i beni soltanto i figli maschi (linea discendente maschile).
· In seguito si afferma un altro principio d’ereditarietà, possono ereditare i beni, in assenza di figli maschi anche gli zii.
· Diritta di refuta; rinuncia all’eredità a favore dello zio (solo per le donne)
· In mancanza d’eredi il feudo ritorna all’erario regio, quindi allo stato.
· Istituto del fede commesse e del maggiorascato; per impedire lo smembramento dei beni, si può esercitare il diritto del fede commesso all’atto del testamento, affidando tutti i beni al primo genito maschio.
· Dote: viene assegnato ad ognuno degli altri figli un vitalizio
Donne Vita monastica 
Uomini Vita ecclesiastica Carriera militare

Caratteristiche generali 
· Tassazione omogenea ed imparziale
· Unità territoriale
· Centralizzazione del potere
· Le tasse sono imposte più o meno uniformemente
· La burocrazia diventa più o meno permanente; un sistema gerarchico di controllo collega il vertice del consiglio, il cancelliere, gli ufficiali fiscali e giudiziari delle province.
· Esercito professionale
· Un sistema di leggi valido sull’intero territorio
· Divisione tra proprietà o titolarità del potere spettante al sovrano e il suo esercizio affidato all’amministrazione.

Francia (unificata nel 1481)

· Consiglio del re (organismo di origine medievale), formato dai grandi dignitari, dai pari, dagli ufficiali della corona; articolazione:
§ Sezione di Stato
§ Consiglio dei pari
§ Consiglio delle finanze
· Consigli degli affari, un consiglio segreto, ristretto, formato da pochi intimi del re.
· “Maitres des requetes”; utilizzati dal re come suoi fedelissimi commissari destinati a percorrere e a ispezionare le province, siedono nei parlamenti, partecipano alle sedute del consiglio del Re, ne istruiscono i lavori con funzioni di relatori.
· Segretari del re (n. 4); responsabili dei quattro dipartimenti in cui era diviso il regno
· Stati Generali; il compito principale degli Stati Generali è il voto delle imposte, ma essi esercitano, anche una forte opposizione politica essendo l’assemblea di tutti i rappresentanti della comunità francese:
§ Clero
§ Nobiltà
§ Città
§ Corti sovrane
§ Enti religiosi
§ Abitanti paganti la taglia e Costituenti il Terzo Stato
· Assemblea dei notabili; i loro membri non sono eletti, né rappresentano la nazione, ma sono individualmente chiamati dal re
· I Parlamenti erano supreme corti di giustizia, non erano organi rappresentativi, essi costituiscono la maggiore istituzione giudiziaria ed avevano la funzione di registrare le ordinanze reali, bloccandole “diritto di rimostranza”, prima della registrazione, se le giudicano imperfette.

Inghilterra (unificata intorno alla fine del 400)

Grazie ad Enrico VII Tudor, la monarchia inglese comprendente il Galles e parte dell’Irlanda, riesce ad affermare la sua autorità su un complesso statale unitario.

· Camera Stellata, una specie di tribunale straordinario per le cause contro le famiglie feudali ribelli.
· Il centro dell’amministrazione è assunto dal Primo Segretario e dal Consiglio privato.
· Si afferma la supremazia dell’ufficio dello Scacchiere.
· Sono soppresse ineguaglianze costituzionali e speciali privilegi nel paese, e Thomas Cromwell il responsabile di questa rivoluzione amministrativa, nel tentativo di concentrare il potere nelle mani dello stato.
· Il sistema politico britannico si fonda su un delicato equilibrio fra esigenze della monarchia centralizzata e una vasta confederazione d’interessi.

Parlamento Inglese
Camera dei lord Ereditaria La grande nobiltà
Camera dei comuni Elettiva Piccola nobiltà terriera (gentry)
Ceti non nobili
Coltivatori diretti (yeomen)

· Le funzioni legislative sono riconosciute al parlamento cosi come il riferimento dei parlamentari è una legge comune (common low), indipendente dallo stesso sovrano.
· Autogoverno delle contee, affidato a titolo gratuito agli sceriffi, nobili e ai giudici di pace. 

Spagna (unificata nel 1469)

Il 19 ottobre 1469 Ferdinando, re di Sicilia ed erede al trono di Aragona, e Isabella, erede al trono di Castiglia, si uniscono in matrimonio, con la loro unione vengono gettate le premesse per la formazione dello stato Iberico.
La Spagna medievale (Castiglia, Aragona, Portogallo, Navarra e Granata) sono unificate sotto il profilo dinastico.

“Ferdinando, zio di Giovanni II di Castiglia, divenne reggente d’Aragona. Successivamente, nel 1474 Isabella, figlia di Giovanni II e di Isabella del Portogallo e sorella di Enrico IV, avanzò con successo pretese sul trono di Castiglia, nel 1469 ella aveva sposato Ferdinando, che a sua volta, nel 1479, sali al trono d’Aragona”.

Nel 1492 si ha l’annessione dell’ultimo dominio arabo in terra spagnola, il regno di Granata; nel 1512 si aggiungerà anche la parte spagnola della Navarra.


· Sono escluse le fusioni tra territori diversi in un solo dominio, sono rispettate autonomie e leggi tradizionali.

Struttura amministrativa dello stato Spagnolo
Consiglio di Stato Dimensione nazionale
Consiglio di Guerra Dimensione nazionale 
Consiglio della Santa Sede =
Consiglio delle Suprema Inquisizione = 
Consiglio di Aragona Dimensione territoriale
Consiglio di Castiglia =
Consiglio delle Indie = 
Consiglio d’Italia =
Consiglio di Portogallo = 
Consiglio delle Fiandre =
Consiglio di Azienda Amministrazione interna del regno di Castiglia 


La rivoluzione dei prezzi

L’importazione di metalli preziosi dalle americhe in Europa non l’unico fattore scatenante della rivoluzione dei prezzi.

Altri fattori collaterali:
Incremento demografico
Cambiamento del rapporto tra domanda e offerta
Aumento della produzione agricola

· L’80- 90 % della popolazione viveva nelle campagne, incomincia un lento inurbamento delle città, ma sopra tutto, inizia la corsa alla terra da coltivare.
· Diversa organizzazione del lavoro; si sviluppa una prima forma di l’industria rurale, i mercanti in possesso dei capitali e dei mezzi di produzione impiantano queste industrie primitive usufruendo di salariati che svolgono il lavoro a domicilio nella campagna, nei tempi morti del lavoro agricolo.
· Si sviluppa quindi la figura del mercante imprenditore e operatore finanziario.
· Comincia a sviluppare anche l’organizzazione di grandi complessi industriali (armamenti, estrazione di minerali).

Rifeudalizzazione 

Nei primi del seicento ha inizio un breve periodo dell’epoca moderna che prende il nome di “rifeudalizzazione”, in cui sembra che l’umanità venga ricacciata all’indietro nella storia, di fatto accade che di fronte alla crisi economico demografica, al problema dell’incapacità d’adattamento delle strutture produttive, alle carestie ed epidemie che s’innescano in maniera ciclica un processo inflazionistico, i detentori di capitali che tradizionalmente investivano nell’attività finanziaria, sono spinti ad un ritorno alla vita di campagna, (Braudel, parla di tradimento della borghesia).
Gruppi di potere di origini mercantile e finanziaria incominciano ad acquistare feudi e a investirvi del denaro. Accentuando così la pressione signorile nelle campagne, ripristinano diritti caduti in disuso, facendo ricadere la pressione fiscale sui contadini, accettando pagamenti in natura in luogo del denaro, in questo periodo hanno vita in Francia numerose lotte contadine, contro lo stato centralizzatore, sulla natura di queste lotte sono molte gli storici che si sono soffermati. 

“Secondo Porsnev in Storia delle lotte popolari 1623- 1648 del 1948, le rivolte verificatesi tra la fine delle Guerre di religione e la Fronda (1623 - 1648), furono movimenti spontanei, diretti dalle classi povere nelle campagne e città; esse vennero lanciate contro le «classi dirigenti» contro la nobiltà feudale e contro i ricchi. Cioè contro tutti coloro che beneficiavano di una rendita feudale diretta, o indiretta (come i funzionari regi). Se le insurrezioni fallirono, non traducendosi in una rivoluzione popolare vittoriosa, (in un’anticipazione della rivoluzione del 1789) questo fu dovuto al comportamento della borghesia urbana essa, per i propri interessi, sfruttò l'entusiasmo dei rivoltosi, saldandosi nella repressione alla nobiltà e al clero. Si trattò di una feudalizzazione della borghesia che connotava lo Stato francese come una monarchia feudale centralizzata.

Roland Mousnìer, l'antagonista liberale francese, contestò seccamente questa ricostruzione. Essa era una proiezione nel passato del «mito» della rivoluzione francese (e di quella russa). Il carattere spontaneo delle rivolte andava rifiutato, cosi come il nesso miseria rivolta. Furono sempre i nobili a guidare i moti; e gli avvenimenti non ebbero una connotazione «rivoluzionaria»; non il carattere di uno scontro di classe anzi teorizza un corpo unico “solidale”, tra contadini e signori, in funzione “territoriale” e antistatale. essi non contestarono il regime signorile, ma furono indirizzati contro lo Stato accentratore e le sue crescenti pressioni fiscali”.

“Esplosioni di collera improvvise e brevi, disorganizzazione, circoscritte e destinate a dissolversi rapidamente così come si erano accese, ce ne sono sempre state. Ippolito Taine (1828-1893), influenzato dal suo risentimento contro la Comune di Parigi, con un pizzico di livore definiva i disordini rurali fenomeni di “anarchia spontanea” A Marc Bloch essi sembravano piuttosto l'espressione naturale di un sistema sociale in cui i contadini erano l'elemento quantitativamente dominante. Un suo paragone è rimasto celebre: «La rivolta agraria appare inscindibile dal sistema signorile, altrettanto, per fare un esempio, dello sciopero dalla grande impresa capitalistica. La monarchia nazionale francese si formò a scapito dei poteri locali anteriori, e una cartografia delle rivolte evidenzierebbe in primo luogo il contrasto tra il nucleo originario dello Stato e le regioni successivamente aggiuntesi a esso, nelle vecchie terre capetinge (Ile de France, Champagne)
l'obbedienza pare divenuta un'abitudine generalizzata; niente di veramente serio e pericoloso per lo Stato vi si verifica. rivoltano invece le regioni più meridionali o decentrate, dove permanevano particolarismi di ogni tipo. Scrive Pierre Goubert, che queste erano le «regioni più 'originali'; che avevano conosciuto delle amministrazioni ducali o comitali solide, che avevano ancora le loro Assemblee di Stati, padrone della ripartizione e della riscossione delle imposte» 
Le spese per la costruzione dello Stato vennero fronteggiate con un aumento della pressione fiscale sui Sudditi”.(*)

 Giandomenico Ponticelli
Questo testo è stato realizzato grazie al contributo 
indispensabile della dottoressa Anna Maria Rao e dei suoi assistenti

 

(*)Le rivolte contadine in Europa di Oscar di Simplicio editori riuniti


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