1945, fine della II Guerra Mondiale
Sconfitto, il nostro Paese ha i suoi drammi


Vedi anche l'articolo
"QUANDO TRIESTE RISCHIO' DI ESSERE STRAPPATA DALLA MADRE PATRIA"

DIARIO DI TRIESTE

Avvertiamo subito che il relatore di questo DIARIO TRIESTINO è stato piuttosto duro nei confronti di una fazione.

GLI INTERVENTI LI RIPORTIAMO "LIBERAMENTE", NON PER PARTITO PRESO O PER ATTRIBUIRE TORTI O RAGIONI 
MA PERCHE' E' GIUSTO CERCARE DI CAPIRE - QUINDI LI OSPITIAMO ANCHE SE HANNO UNA TESI DIVERSA DAGLI ALTRI PRESENTI..
OGNUNO DI NOI SA, CHE ESISTONO DIFFERENTI STORIOGRAFIE E DIFFERENTI INTERPRETAZIONI DEI FATTI STORICI. DIFFICILE FARLI CONDIVIDERE O TENTARE DI METTERE D'ACCORDO CULTURE DIVERSE. MA NON PER QUESTO DOBBIAMO RINUNCIARE A TENTARE DI CAPIRE, A COSTO DI RIBALTARE CONTINUAMENTE LA STORIA CHE CONOSCIAMO CHE SPESSO E' NEL SUO ROVESCIO.
IMPORTANTE E' INFATTI SOSPETTARE, METTERE IN DUBBIO LE NOSTRE CONOSCENZE, SOPRATTUTTO QUANDO LA NOSTRA TRACCIA "DIDATTICA" E' IMPOSTA E IMPEDISCE DI FARE UN'ALTRA SCELTA; SCELTA CHE DOVREBBE ESSERE TESTIMONIANZA DI LIBERTA', IN CASO CONTRARIO SIGNIFICHEREBBE CHE "LA NOSTRA DEMOCRAZIA LIBERALE NON E' ANCORA COMPIUTA".
E QUESTA NON E' UNA INTEPRETAZIONE!

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IL DRAMMA

TRIESTE E L'ITALIA
FRA CRONACA E STORIA
di Renato Garibbo

L'armistizio dell'8 settembre e la questione di Trieste
(da Cassibile ad Osimo, 1943-1976 - e oltre)


Anno 1943
Disfatta dell'Italia, che chiede l'armistizio ed è invasa da Tedeschi ed Alleati.

Settembre
1943
L'Italia stremata accetta il 3 l'armistizio di Cassibile. In esso, è contenuta una clausola che rinvia al trattato di pace il destino della frontiera con la Jugoslavia. L'8 gli Alleati sbarcano a Salerno. L'Italia annuncia poco dopo di aver firmato un armistizio con gli Anglo-Americani. Subito dopo il Re e Badoglio, temendo di essere arrestati dai Tedeschi, fuggono nella notte da Roma e riparano a Brindisi. I Tedeschi occupano la penisola, e disperdono l'esercito italiano, rimasto senza istruzioni per l'inspiegabile e sospetto comportamento di Badoglio, fuggito senza lasciare ordini. In pochi giorni, circa 600.000 militari italiani che rifiutano di combattere con i Tedeschi vengono deportati in Germania. Questo comportamento del Badoglio comprometterà a guerra finita anche le sorti della Monarchia. 
Il 10, alle 18, truppe tedesche scendono da Via Fabio Severo ed occupano il centro di Trieste. Il generale Esposito, comandante militare della città, è costretto a cedere ai Tedeschi il controllo dell'ordine pubblico. Nello stesso giorno anche Roma è occupata dai Tedeschi.
L'11 i Tedeschi pongono il Comando delle SS in piazza Oberdan e il Comando Generale a Villa Necker a Sant'Andrea. Si ricostituisce il Fascio triestino, ed emette un comunicato che termina con le parole: "Trieste è italiana, rimarrà italiana!". Cala la paura su Trieste, stretta tra tedeschi e slavi.
Il 12 Mussolini, liberato dai Tedeschi è trasferito in Germania, e il 14 incontra Hitler a Rastenburg. Bande slave compiono stragi di italiani in Istria e ne fanno sparire migliaia nelle voragini carsiche, le "foibe". La paura a Trieste diventa terrore. 
Il Duce rientra il 18 in Italia dalla Germania e annuncia la costituzione della Repubblica Sociale Italiana (RSI), che ha giurisdizione fino alla linea Gustav (Ortona - Gaeta), e che include anche la Venezia Giulia. Il Comandante germanico di Trieste ordina la consegna immediata entro 24 ore al Podestà di tutte le armi e del materiale bellico, pena il deferimento ai Tribunali di guerra.

Inizia in Italia la guerriglia partigiana. Continuano rapimenti di italiani in Istria, che vengono uccisi da partigiani slavocomunisti e segretamente infoibati. Una povera ragazza istriana, la bella studentessa Norma Cossetto, è rapita il 20 ad Antignana da 16 mascalzoni titini che dopo averla violentata, la seviziano recidendole a coltellate i seni e infilandole un paletto nella vagina. Dopo, la scaraventano in una foiba. Il cadavere sarà poi ritrovato dal padre Giuseppe (che verrà subito fucilato dai titini).
Gli aguzzini della poverina saranno catturati dai Tedeschi e dai soldati della Decima Mas, che prima di ucciderli con le mitragliatrici li imprigioneranno per una notte in una chiesetta col cadavere putrefatto della ragazza. Tre impazziranno dal terrore.
Il 30 gli Alleati entrano a Napoli, stremata dai bombardamenti e dalla fame.

Ottobre
Il 13 il governo Badoglio, riparato a Brindisi, dichiara guerra alla Germania. Il 15 i Tedeschi costituiscono un "Supremo Commissariato" per il Litorale Adriatico (l'Adriatisches Küstenland), che comprende le provincie di Trieste, Gorizia, Udine, Lubiana, dell'Istria e del Carnaro, con a capo il Gauleiter austriaco Friedrich Rainer (Der Oberste Kommissar), mentre le provincie di Bolzano, Trento e Belluno (il Voralpenland) vengono di fatto annesse al Reich.
Il 22 Rainer nomina Prefetto di Trieste Bruno Coceani,  presidente dell'Associazione Industriali, e Podestà l'avvocato Cesare Pagnini. Coceani si reca più volte da Mussolini prospettandogli la gravità del malcelato disegno tedesco di annettere, a guerra finita, la Venezia Giulia alla Germania. Inoltre, gli espone la gravità della situazione istriana e quarnerina, dove le popolazioni sono terrorizzate dalle bande slavocomuniste.
Il comandante della Decima Mas Junio Valerio Borghese schiera 10.000 uomini a difesa della frontiera orientale. 

Anno 1944

Inizia in Italia la guerra civile.

Gennaio 1944
I Sovietici liberano il loro territorio nazionale e il 3 entrano in Polonia. Il 6 pranziamo tutt'e tre alla mensa.
Il 12 vengono fucilati Ciano ed altri ex gerarchi fascisti "traditori" del Gran Consiglio del 25 luglio 1943. Il 22 sbarcano gli Alleati ad Anzio, ma sono subito circondati dai Tedeschi. I Tedeschi e le truppe di Mussolini iniziano feroci rastrellamenti in Istria per debellare le bande slavocomuniste.

Febbraio - Marzo 1944
Il 15 febbraio, bombardamento alleato e distruzione dell'Abbazia di Montecassino.
Il 24 marzo i Tedeschi uccidono 335 persone a Roma nelle Fosse Ardeatine per rappresaglia dopo un attentato comunista del giorno prima in via Rasella. Esecutore della strage è il colonnello Herbert Kappler.

Aprile 1944
Allarme aereo domenica 2 a Trieste: incursori alleati bombardano e devastano il nodo stradale di Opicina, uccidendo 36 persone. è il primo bombardamento nella zona di Trieste. Il 7 terrificante bombardamento di Treviso: quasi metà della città è distrutta, oltre mille i morti. Il Re e Badoglio il 21 si trasferiscono a Salerno.
Il 22 si verifica un attentato alla Soldatenheim di Palazzo Rittmeyer, nella centalissima via Ghega, di cui non fu mai scoperto l'autore. Periscono cinque soldati tedeschi, oltre a personale italiano di mensa. La sera stessa si riunisce la Corte Marziale tedesca, che attribuisce ai comunisti l'attentato e condanna a morte 51 detenuti, tra cui tre donne, delle carceri del Coroneo, i cui cadaveri vengono impiccati all'alba del 23 alle ringhiere e dalle finestre di palazzo Rittmeyer. I Tedeschi proclamano il coprifuoco a partire dalle ore 20. Vengono sgomberati tutti gli edifici attorno al Palazzo di Giustizia, sede del Supremo Commissariato, e vengono eretti transenne e cavalli di frisia guardati da SS armate.
Il 27, a seguito dell'intervento del Vescovo di Trieste Monsignor Santin ("Mai la civilissima cità de Trieste ga conossudo una barbarie compagna de questa"), i Tedeschi rimuovono i cadaveri impiccati dal Palazzo Rittmeyer. Il 29 altro bombardamento: di nuovo Opicina.
 
Maggio 1944
I Tedeschi il 3 spostano il coprifuoco alle ore 23 e fino alle 5 del mattino. Una scuola di addestramento per ufficiali nazisti è ospitata nel Castello di Miramar. Il 31 gli Alleati entrano a Frosinone. 

Giugno 1944
Il 4 gli Alleati entrano a Roma. Il Re nomina il figlio Umberto Luogotenente del Regno.
Il 6 inizia lo sbarco alleato in Normandia, duramente contrastato dai Tedeschi. I Tedeschi, temendo uno sbarco alleato anche a Trieste, decidono una serie di fortificazioni.
Nella notte dell'8 è bombardata Muggia.
Il 9, dimissioni di Badoglio. Il nuovo Governo è formato da Ivànoe Bonomi: ad esso partecipano anche ministri comunisti, tra cui il filoslavo Palmiro Togliatti.
Il 10 dalle 9,25 alle 9,45 del mattino, cento bombardieri anglo-americani sganciano su Trieste centinaia di bombe dirompenti ed incendiarie. Sono colpiti Barcola, il Porto, la testata del Molo Audace, i quartieri dei Campi Elisi, di San Giacomo e di Montebello, la via Domenico Rossetti vicino al Giardino Pubblico. In totale, 378 morti, mille feriti, 4.000 senzatetto.
Gli Inglesi il 20 sono a Perugia. Il 22 un fumo nero e denso viene visto levarsi dalla ciminiera della Risiera di San Sabba, nella zona di Zaule. Si apprenderà, molti anni dopo, che i Tedeschi vi concentravano ebrei che da lì spedivano in Germania. Qualcuno moriva, e veniva cremato.

Luglio 1944
Nuovo bombardamento anglo-americano il 6 su Trieste: è distrutta la Raffineria Aquila a Zaule. Anche Venezia subisce un'incursione: uno spaventoso bombardamento devasta la stazione di Mestre e gran parte della zona circostante, e quasi del tutto Porto Marghera.
Martedì 18 alle 9.15 suona l'allarme aereo. Il 29 il feldmaresciallo KESSELRING , comandante in capo delle forze tedesche in Italia, visita le fortificazioni triestine predisposte nel timore di uno sbarco alleato. I Tedeschi distribuiscono alla popolazione triestina delle maschere antigas. 

Agosto 1944
Gli Alleati sbarcano all'alba del 15 a Marsiglia e a Nizza, e il 19 entrano a Firenze e ad Aix en Provence. Il 22 gli Alleati arrivano alle Alpi al confine con l'Italia. Il 25 Parigi è liberata.
Il 28 Bucarest e successivamente tutta la Romania cadono in mano russa.

Settembre 1944
Gli Alleati il 3 a Bruxelles. In Italia è conquistata Pesaro. Il 6 i Russi arrivano alla frontiera jugoslava e si congiungono con le truppe del (sedicente) Maresciallo Josip Broz, detto Tito, un croato messosi a capo della fazione comunista jugoslava.
L'8 aerei alleati a bassa quota mitragliano Barcola e il quartiere di Sant'Andrea; è affondato a Muggia il transatlantico Rex, orgoglio della Marina italiana. Il 9, altro bombardamento alleato nella zona portuale: è affondato il piroscafo San Marco. Periscono 155 persone tra passeggeri ed equipaggio. Il 10, 72 quadrimotori alleati scaricano alle 10,45 duecento bombe nel Porto, a Sant'Andrea, a Zaule e sulla ferrovia. Interi treni saltano in aria. Il 21 gli Alleati sono a Rimini.

Ottobre 1944
L'olio sale il 2 a 1.200 lire al litro! Il 15 gli Inglesi occupano Atene. Bombardamento di Opicina. Il 20 Tito, con l'aiuto dei Russi, entra a Belgrado.
Il 23, bombardamento improvviso su Trieste. I morti saranno 73, trecento i feriti.
 
Novembre - Dicembre 1944
Il 9 novembre gli Alleati sono a Forlì, e il 5 dicembre a Ravenna.
Il 7 dicembre Trieste è di nuovo bombardata dagli alleati. 13 morti e 100 feriti. 

Anno 1945

Anche la Germania è vinta - Trieste, in mano jugoslava, è liberata dagli Alleati.

Gennaio - Febbraio 1945
L'Ungheria il 20 gennaio si arrende ai Russi, che dilagano in Polonia e il 30 penetrano in Germania. Il 7 febbraio alle 13,45: nuovo bombardamento su Trieste: 55 morti, 300 feriti. Nello stesso giorno, alla Malga Porzûs, nell'alto Friuli, una banda di partigiani comunisti della divisione "Garibaldi" di obbedienza titina stermina una formazione di partigiani non comunisti della brigata "Osoppo", rei di opporsi alle mire annessionistiche jugoslave in Venezia Giulia e nel Friuli.
L'11 i Tre Grandi, Roosevelt, Stalin e Churchill si riuniscono a Yalta in Crimea. Lì si decide anche il destino di Trieste, che secondo i patti di Yalta dovrebbe restare in Occidente.
Il 17 altro bombardamento su Trieste: 27 morti e trecento feriti.
Il 18 Budapest è in mano sovietica. Distruzione totale di Dresda nel "vortice di fuoco" provocato da un terrificante bombardamento anglo-americano. Il 20 nuovo bombardamento: distrutto il Campo Marzio, danneggiata Servola: 27 morti, cento feriti. Il 21 altro bombardamento nella zona di Sant'Andrea con distruzioni nell'area portuale antistante.

Marzo - Aprile  1945
Bombardamento il 4 marzo di Monfalcone e dei cantieri navali. Nuovo bombardamento di Monfalcone il 16. Il 4 aprile ancora bombe su Monfalcone. è l'ultimo bombardamento: non ce ne saranno più fino alla fine della guerra. Complessivamente, i morti per i bombardamenti sono stati a Trieste 686, i feriti 2.180. Le maggiori distruzioni sono avvenute nella Città Vecchia, nella zona di Sant'Andrea e nel porto.

La farina costa il doppio: 90 lire. Il 12 i Russi entrano a Vienna. Cade il 16 La Spezia. Gli Alleati il 19 a Modena. Il 20 l'Armata jugoslava raggiunge i confini orientali della Venezia Giulia. A Trieste, il Supremo Commissario dell'Adriatisches Küstenland, Friedrich Rainer, ostenta sicurezza e riceve le autorità nel Castello di Miramar nel giorno genetliaco del Führer.
Il 21 i Francesi a Stoccarda. Cade Bologna.
Il 24 il comandante della Decima Mas Junio Valerio Borghese ordina ai suoi uomini di contrastare le bande jugoslave nella Venezia Giulia. Il 25 gli Alleati entrano a Verona. I partigiani italiani liberano Milano. Cade Parma. Il 26 le truppe italiane della RSI iniziano l'evacuazione di Trieste. Restano invece i Tedeschi.
Il 27 gli Alleati occupano Genova, e Mussolini è catturato dai partigiani a Dongo, sul Lago di Como, mentre fuggiva verso la Svizzera. Con lui sono catturati l'amante Claretta Petacci, numerosi gerarchi fascisti e ministri della RSI. Il primo ministro inglese Churchill telegrafa al Presidente americano Truman l'esigenza di occupare assolutamente Trieste prima degli Jugoslavi.
Il 28 primi scontri a Trieste tra partigiani e Tedeschi. I partigiani triestini, al comando del tenente colonnello Antonio Fonda Savio, cacciano i Tedeschi dai palazzi di piazza Oberdan e dal Liceo Dante Alighieri, trasformato in deposito e caserma delle SS. Altri scontri si hanno in piazza Unità, al Palazzo delle Poste di piazza Vittorio Veneto e nelle periferie. I Tedeschi sono cacciati da Palazzo Carciotti, sede della Capitaneria di Porto, e dal Faro della Vittoria. Reparti partigiani italiani issano il tricolore sul Palazzo della Prefettura in Piazza Unità, ed occupano il Municipio. Si apprende la sera dalla radio che Mussolini e la povera Claretta Petacci sono stati uccisi dai comunisti sul lago di Como. Lo scrittore triestino Quarantotti Gambini commenta: "Gli Italiani, come troppe volte, scambiano per storico l'effimero: ammazzano Claretta e non si accorgono che l'ala della Storia batte sulle Alpi Giulie."

Il 29 viene firmata a Caserta la resa delle forze tedesche in Italia. Venezia è liberata. La Seconda Divisione neozelandese avanza verso il Piave. I giornali pubblicano le foto dei cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi fascisti appesi per i piedi ad un traliccio in piazzale Loreto a Milano. Il terrore partigiano cala sull'Italia del nord. Iniziano uccisioni di fascisti o presunti tali. Gli Alleati stentano a mantenere l'ordine.
Il 30 avanguardie jugoslave entrano velocemente nella notte nella periferia di Trieste. Il C.L.N. triestino proclama l'insurrezione.
Suicidio di Hitler nel bunker di Berlino. Il Presidente americano Truman telegrafa a Churchill che il maresciallo Alexander ha l'ordine di occupare Trieste. I Neozelandesi oltrepassano il Piave con un ponte artificiale e corrono verso Trieste. La corsa per Trieste ("The race for Trieste") dei Neozelandesi è favorita dai partigiani anticomunisti della divisione Osoppo al comando di Alvise Savorgnan De Brazzà. Il capo del PCI Palmiro Togliatti dirama il celebre, spregevole invito a mezzo stampa: "Lavoratori triestini! Il vostro dovere è accogliere le truppe di Tito come liberatrici e di collaborare con esse nel modo più stretto". Manifesti con l'incitamento di Togliatti vengono affissi dai comunisti per le strade di Trieste.

Maggio  1945
Truppe jugoslave, al grido di "Napred!" (avanti!) scendono l'1 dal Carso e arrivano alle 9.30 nel centro di Trieste! I Tedeschi resistono asserragliati nella Villa Geiringer di Scorcola, nel Castello di San Giusto, nel Palazzo di Giustizia, nella Stazione e nel porto. Nel quartiere di Roiano scoppiano i primi incidenti tra partigiani italiani e truppe jugoslave. I Neozelandesi passano il Tagliamento.
Gli Alleati entrano a Torino, e oltrepassano Verona. All'alba del 2, sotto la pioggia, i Neozelandesi oltrepassano l'Isonzo, accolti con ostilità a Pieris dai partigiani jugoslavi, e formano due colonne: una avanza da Duino seguendo la strada costiera, l'altra attraversa il Carso per Prosecco. Gli esponenti italiani del C.N.L. di Trieste, al comando di Antonio Fonda Savio, si chiudono nella Prefettura e nel Municipio in Piazza Unità. Ma i comunisti, usciti dal C.L.N., corrono ad acclamare le truppe titine. Alle 12, truppe neozelandesi della 2° Divisione, comandata dal generale Freyberg, raggiungono ed occupano il Castello di Miramar.
Nel pomeriggio, alle 16, raggiungono il centro, accolti festosamente dai Triestini. I Tedeschi si arrendono ai Neozelandesi, ma di essi si impadroniscono gli Jugoslavi, che li deportano e ne uccidono gran parte buttandoli nelle foibe carsiche. Si salva invece il Gauleiter Rainer, che riesce a fuggire in Austria. Anche Gorizia è occupata dagli Jugoslavi. Alle 19, gruppi armati jugoslavi, con l'appoggio dei partigiani comunisti triestini, cacciano fuori da Prefettura e Municipio i membri del C.L.N., i cui reparti vengono disarmati e deportati. Si saprà poi che buona parte di essi verranno uccisi e precipitati nelle foibe del Carso e dell'Istria. Il comando neozelandese si installa all'Hôtel de Ville vicino a piazza Unità, ma il comandante jugoslavo colonnello Vodopivez annuncia al generale Freyberg, che pone il suo quartier generale nel Castello di Miramar, di aver già assunto il comando generale della città di Trieste. Riesce a fuggire, non riconosciuto, da Trieste anche il generale Esposito, già comandante regionale della Venezia Giulia della RSI.
Il 3 i Neozelandesi si limitano ad occupare le Rive ed il porto. Dalla balconata del Palazzo della Prefettura in Piazza Unità sventolano la bandiera jugoslava, quella italiana con una stella rossa al posto dello stemma sabaudo, e una bandiera rossa. Dopo, vengono spiegati in un angolo anche i vessilli inglese e statunitense. Anche il Municipio è imbandierato. Unità navali britanniche sbarcano truppe a Trieste. Il "Kommando Mesta Trst" (Comando Città di Trieste) assume i poteri militari e civili, ed emana le prime ordinanze. Il maggior generale Cerni e il commissario politico Štoka firmano l'ordine n. 1, instaurando varie limitazioni, tra cui la proclamazione dello stato di guerra, il coprifuoco dalle 3 del pomeriggio alle 10 del mattino, e l'ordine di spostare indietro di un'ora l'ora legale per uniformarsi "al resto della Jugoslavia". L'ordine si conclude con le frasi "Smrt fašismu! - Svòboda naròdu!" (Morte al fascismo! - Libertà al popolo!). 

I Triestini apprendono così con sgomento l'avvenuta incorporazione di Trieste nell'area di influenza sovietica. Gli Jugoslavi si abbandonano a violenze, saccheggi ed uccisioni di italiani fascisti o presunti tali, molti dei quali vengano prelevati durante il coprifuoco, portati nel Carso e precipitati nelle foibe. Nel pomeriggio, migliaia di contadini sloveni scendono in città intonando il loro lugubre slogan ("Trst jè naš!", Trieste è nostra). Trieste li accoglie spettrale con negozi chiusi e strade deserte.
Il 4 gli Jugoslavi spostano il coprifuoco dalle 19 alle 8 del mattino. A Roma, un'imponente manifestazione studentesca rivendica l'italianità della Venezia Giulia. Si apprende che gli Jugoslavi hanno occupato anche Pola, Fiume e le isole quarnerine.

Sabato 5 prende vita una grande manifestazione di triestini per il centro di Trieste, con bandiere italiane, per proclamare l'italianità di Trieste. Si formano due cortei, che partiti da Piazza Unità, convergono verso Piazza della Borsa e risalgono lungo il Corso. Giunti quasi allo sbocco del Corso su Piazza Goldoni, all'angolo della via Imbriani, i manifestanti, ormai moltitudine (si calcola, 50.000 persone), vogliono raggiungere lungo piazza Goldoni e via Carducci il Sacrario di Oberdan, ma vengono fermati dagli Jugoslavi a colpi d'arma da fuoco. Cinque Triestini vengono uccisi, altri trenta feriti. Il corteo è disperso. Le violenze jugoslave vengono filmate da ufficiali alleati. Nelle capitali alleate l'opinione pubblica inizia a diffidare della Jugoslavia.

Il 6 e il 7 continuano arresti e deportazioni. Il 7 nella Casa del Fascio davanti al Teatro Romano, ribattezzata Casa del Popolo, si riunisce il "plenum" delle organizzazioni triestine che aderiscono all'annessione alla Jugoslavia. Il generale neozelandese Freyberg pone i suoi uomini in assetto di guerra. Churchill telegrafa al maresciallo Alexander che Trieste e la Venezia Giulia non devono restare in mano jugoslava.
L'8 la Germania si arrende. A Trieste, riapre qualche negozio. Per festeggiare la resa della Germania, gli slavi fanno affluire in città, mentre i Triestini si chiudono in casa, numerosi contadini slavi del Carso e della Slovenia, che vengono sospinti in corteo fino in piazza Unità, dove il nuovo Comandante Kveder annuncia loro i radiosi destini di Trieste, Gorizia, Pola e Fiume unite alla Jugoslavia. I contadini sono contenti, ma non capiscono perché Trieste li accoglie gelidamente ostile.
Il generale inglese Morgan, inviato dal comandante alleato delle truppe d'occupazione in Italia Alexander, incontra Tito a Belgrado. Altre uccisioni e infoibamenti nel Carso anche a Gorizia.

Il 9 il generale jugoslavo Dusan Kveder (che ha sostituito il generale Cerni) annuncia dal balcone del Municipio che Trieste è stata annessa definitivamente alla Jugoslavia. Il 10 gli Jugoslavi occupano Lubiana. è distribuito nelle panetterie il pane bianco, ma subito scompare Continuano massacri e infoibamenti. Il 13 il Comandante alleato Alexander incontra a Roma il Luogotenente del Re Principe Umberto e il Capo del Governo Bonomi, che gli rivolgono pressanti richieste affinché la Venezia Giulia sia interamente occupata dagli Alleati.
Gli Jugoslavi cambiano nome il 16 al Corso Italia, la principale via di Trieste, che diventa Corso Tito tra lo sgomento dei triestini. Nel Politeama Rossetti, circondato da truppe armate, gli Jugoslavi organizzano un'assemblea "popolare" che proclama Trieste settima repubblica autonoma della Jugoslavia federativa (le altre sei sono Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia). I comunisti locali si affrettano ad esultare, e il loro giornale "Il Lavoratore" inneggia alla "fratellanza italo-jugoslava".

Il 19 il maresciallo Alexander formula una garanzia per il mantenimento dei confini italiani in Istria per quanto riguarda Trieste e Gorizia. Gli Alleati sostituiscono gli Jugoslavi nell'occupazione della Carinzia austriaca. è catturato dagli Inglesi vicino a Klagenfurt l'ex Governatore tedesco di Trieste Rainer, che viene consegnato agli Jugoslavi. Suicidio in Germania di Heinrich Himmler, capo delle SS.

Il 23 proclamazione ufficiale jugoslava dell'annessione di Trieste alla Jugoslavia. Il 27, parlando a Lubiana, Tito ribadisce che la Venezia Giulia è e rimarrà jugoslava. 

Giugno 1945
Cominciano ad arrivare a Trieste derrate alimentari sbarcate da navi alleate, provenienti anche dal Vaticano. è fatto obbligo a tutti i triestini di munirsi di una carta d'identità personale jugoslava. Gli Jugoslavi annunciano che tutti gli Italiani arrivati in città dopo il 1918 saranno espulsi (ossia un terzo della popolazione.
Il 9, dopo una difficilissima trattativa, gli Alleati ottengono lo sgombero jugoslavo da Trieste. La Venezia Giulia viene divisa: a est della cosiddetta Linea Morgan restano alla Jugoslavia (zona B d'occupazione) l'intera Istria, Fiume e la Venezia Giulia orientale. Ad ovest, Trieste, Gorizia e l'area isontina restano sotto amministrazione alleata (zona A), più la città di Pola. Il destino definitivo dell'intera Venezia Giulia sarà deciso in sede di trattato di pace con l'Italia.

Il 12 gli Jugoslavi sgombrano a malincuore Trieste e si costituisce il Governo Militare Alleato (G.M.A.). Gli Alleati issano la bandiera americana e quella inglese sulla Prefettura triestina, mentre l'intera città espone alle finestre bandiere italiane. Lungo il Viale Regina Elena (ora Miramare), accolti da un'immensa folla festante, arrivano finalmente le truppe anglo-americane. Una imponente manifestazione prende vita per le strade di Trieste, e sulla Prefettura viene innalzata, accanto a quelle inglese ed americana, anche una bandiera italiana. 
Nei 42 giorni di occupazione jugoslava, secondo dati del G.M.A., risultavano catturati 17.000 triestini, dei quali 8.000 successivamente rilasciati, altri 6.000 internati (3.000 solo a Borovnica) e ben 3.000 uccisi, la gran parte infoibati.

Gli Alleati iniziano a bonificare i campi minati del Carso posti in vicinanza delle foibe. Da alcune vengono estratti cadaveri, tra cui sono rinvenuti anche quelli di militari alleati. Gli Anglo Americani cercano di identificare gli infoibati e di elencarli.
Il 14 gli Inglesi sfilano in parata in Piazza Unità per festeggiare il compleanno del loro Re, Giorgio VI° (anche a Trieste il "Trooping The Colour"!). Due incrociatori britannici attraccano al molo della Stazione Marittima. Alla parata assiste una folla numerosa e plaudente. Anche a Gorizia si costituisce il Governo Militare Alleato. Gli Alleati occupano il 16 Pola ed un piccolo territorio intorno alla città, che entra a far parte della Zona A.
Il 19 il G.M.A. pubblica "Il Giornale Alleato", e sovrastampa sui francobolli la dicitura "AMG FTT" (Allied Military Government - Free Territory of Trieste). Nei giorni seguenti a Trieste le scorte alimentari sono ridotte al minimo, e gli Alleati iniziano a distribuire razioni alimentari, per lo più in scatola.

Agosto  1945
Gli Americani distruggono il 6 agosto la città giapponese di Hiroshima (100.000 abitanti) con una bomba atomica, e il 9 ne lanciano una seconda su Nagasaki. Il Giappone è atterrito, e il 13 cessa le ostilità.

Settembre  1945
Il Giappone il 2 capitola, firma l'armistizio e finisce così la IIª guerra mondiale.
Si riuniscono il 18 a Parigi i Quattro Grandi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e URSS) per promuovere il trattato di pace con l'Italia. è ricevuto il ministro jugoslavo Kardelj, che rivendica per la Jugoslavia il confine all'Isonzo. Dopo di lui, viene ricevuto il Presidente del Consiglio italiano De Gasperi, che propone la cosiddetta Linea Wilson, che lascia all'Italia la metà occidentale della Venezia Giulia con Trieste e Gorizia, due terzi dell'Istria compresa l'intera costa adriatica, Pola, Pisino, Abbazia e le isole di Cherso e di Lussino. Ma il ministro sovietico Molotov sostiene con intransigenza tutte le pretese jugoslave, e gli Occidentali riescono soltanto a convincere i Russi a formare una commissione con l'incarico di studiare la situazione sul posto per la determinazione della frontiera.

Il 23 i comunisti filoslavi organizzano uno sciopero generale di due giorni contro il licenziamento di migliaia di operai dei cantieri navali. La sera del 24 in un comizio i sindacati filocomunisti rivendicano al colonnello americano Alfred Bowman, un avvocato diventato ufficiale superiore per gli affari civili di Trieste, la riannessione della città alla Jugoslavia. 

Ottobre  1945
Il 3 sfilano per Trieste i primi 500 uomini della nuova Polizia organizzata dal G.M.A. sul modello di quella metropolitana inglese. I poliziotti hanno in testa l'alto elmo dei poliziotti londinesi, che sembra un tubo. I Triestini li chiameranno d'ora in poi sprezzantemente "tubi". I "tubi" saranno 2.500 nel gennaio 1946, ed essendo molti di loro sloveni si distingueranno per azioni repressive contro i patrioti triestini.

Novembre  1945
Il 3 è il giorno di San Giusto, e i Triestini ne approfittano per organizzare una grande manifestazione di italianità. Alle finestre di tutta la città sventola nella bora il tricolore, e un grande corteo sale sul colle di San Giusto. Gli slavocomunisti tentano di creare l'incidente, uccidendo un italiano in viale Sonnino.
Il 20 si apre a Norimberga il processo promosso dagli Alleati contro i criminali di guerra nazisti, tra cui Göring e Ribbentrop. Göring riuscirà ad uccidersi con il cianuro, mentre Ribbentrop è impiccato. Il mondo apprende sbigottito l'orrore dei campi di concentramento nazisti e i milioni di morti uccisi dai Tedeschi, tra cui 6 milioni di ebrei.

Anno 1946

L'Italia diviene una Repubblica - Gli Alleati occupano Trieste - Nasce "la questione di Trieste"- Esodo dall'Istria e dalla Dalmazia annesse dalla Jugoslavia.

Gennaio 1946
Il giornale costa ora L. 4 , un chilo di pane L. 40 , gli spaghetti L. 102 al chilo, un fiasco di vino L. 135, un chilo di burro L. 680, uno di carne circa 400 come uno di stracchino, uno di farina bianca L. 40 lire, uno di zucchero 900. Patate e mele costano L. 44 al chilo, in compenso i cavoli solo 23. Il cinema costa 20 lire (ai bambini 15). Rispetto al 1939, il costo della vita è cresciuto mediamente del 1.233%.

Marzo 1946
Giunge il 7 a Trieste la Commissione interalleata decisa il 18 settembre 1945 per studiare la situazione al fine di tracciare i confini orientali d'Italia. Gli slavo comunisti e i loro fiancheggiatori nostrani danno vita ad una tambureggiante propaganda tesa a dimostrare la slavità della Venezia Giulia.
L'11 e il 12 è proclamato uno sciopero generale. Il 22 l''intera popolazione di Pola dà vita ad un immenso corteo per testimoniare l'italianità dell'Istria. Anche i Triestini il 25, il 26 e il 27 scendono nelle strade e nelle piazze con tutte le loro bandiere. I filoslavi tentano una contro manifestazione, ma i Triestini li affrontano minacciando di buttarli in mare. La Polizia del G.M.A. riesce a dividere i manifestanti e a salvare i filoslavi.

Maggio 1946
Si riuniscono di nuovo il 2 a Parigi i Quattro Grandi. L'URSS ribadisce di volere per la Jugoslavia il confine all'Isonzo acquisendo al mondo comunista Trieste e Gorizia. De Gasperi ritira allora la proposta della Linea Wilson, e rivendica all'Italia l'intera Venezia Giulia nei confini del 1939, Fiume inclusa. Agli Occidentali non resta che rinviare la discussione.
Il 6 i giornali pubblicano la notizia della prima vincita alla Sisal da parte di un impiegato milanese che ha fatto 12, guadagnando 463.846 lire. Il gioco della Sisal, che poi diventerà il Totocalcio, è stato appena inventato da un giornalista triestino, Massimo Della Pergola.
Il 9 abdica al trono Re Vittorio Emanuele III°. Il figlio Umberto diventa il quarto Re d'Italia.
Riapre il 19 al Giardino Pubblico. I ragazzini ci corrono in biciclettine a noleggio, giocano a nascondino nel celebre albero cavo, al "portòn" saltellando insieme alle ragazzine nelle caselle disegnate col gesso, oppure saltando la corda.

Giugno 1946
In Italia si vota il 2 per il referendum istituzionale, ma a Trieste non si vota.
Il 4 vince la Repubblica per 12,7 milioni di voti contro 10,7. L'Italia diventa una Repubblica.
I monarchici contestano la regolarità del voto. Anche il Re avanza riserve, ma De Gasperi assume la carica di Capo Provvisorio dello Stato e mette il Re di fronte al fatto compiuto.
Il 13 il Re, per evitare lo scontro istituzionale, parte in aereo per l'esilio in Portogallo, dove si stabilirà a Cascais. I giornali pubblicano gli esiti delle elezioni del 15 in Italia per l'Assemblea Costituente. Vince la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi con il 35,2% dei voti. I socialisti di Nenni prendono il 20,7%, i comunisti di Togliatti il 19%. Il 22 De Gasperi rivendica pubblicamente all'Italia l'intera Venezia Giulia, Fiume inclusa. Il 28 Enrico De Nicola è il primo Presidente provvisorio della nuova Repubblica.
 
Luglio 1946
Il 2 la Gazzetta dello Sport decide di far passare per Trieste il Giro d'Italia. Senonché i girini, attesi con grande entusiasmo dai Triestini, vengono bloccati a sassate da gruppi di sloveni alla frontiera. Bartali rinuncia, ma alcuni passano e la tappa è vinta, in un tripudio di folla, dal corridore triestino Cottur. La folla si reca poi davanti alle sedi di organizzazioni slave, che vengono devastate nonostante l'intervento della Polizia civile triestina agli ordini degli Inglesi e comandata dal colonnello americano Alfred Bowman, apertamente filoslavo, ufficiale superiore per gli affari civili del G.M.A, e notorio donnaiolo (si dice che tenga un harem di giovani slave). Arrivano infatti a Trieste un gran numero di prostitute al seguito degli Alleati, tanto che il G.M.A. delimita alcune zone (via Cavana e adiacenze in particolare) con scritte "Out of Bounds", per vietarne l'accesso alla truppa.

I ministri delle quattro grandi potenze concordano il 3 sulla costituzione di un Territorio Libero di Trieste, diviso in due zone: la Zona A (da Monfalcone a Muggia) sotto amministrazione anglo-americana, compresa la città di Trieste e i cinque piccoli comuni adiacenti, e la Zona B (oltre Muggia fino al fiume Quieto, con Capodistria, Isola, Buie, Pirano e Portorose) sotto amministrazione jugoslava. Quasi tutta la provincia di Trieste (da Sesana ad est), la valle del Vipacco, tutto l'Isontino a est dell'Isonzo, le intere provincie di Pola, Fiume e Zara e le isole passano di fatto alla Jugoslavia. Solo Pola con un piccolo territorio attorno rimane per il momento in mano alleata.

Settembre 1946
Accordo il 5 tra De Gasperi e il Cancelliere austriaco Gruber per l'Alto Adige. 

Dicembre 1946
I giornali pubblicano ampi resoconti sul delitto di Rina Fort, una cameriera friulana che ha ucciso per gelosia la moglie e i tre bambini del suo amante e datore di lavoro. Dopo l'orrore della guerra il barbaro delitto restituisce agli Italiani "la capacità di distinguere il bene dal male." Gli impiegati statali ricevono 3.500 lire come "Premio Repubblica".

Anno 1947

L'Italia firma il Trattato di Pace - Pola è perduta - Gli Alleati restano a Trieste.

Febbraio 1947
Il 10 l'Italia firma il Trattato di Pace. A Pola, che è ceduta alla Jugoslavia, una giovane professoressa, Maria Pasquinelli, uccide con tre colpi di pistola il comandante generale inglese Robin De Winton. La Pasquinelli si lascia arrestare e motiva il suo gesto come protesta per la cessione della città e della Venezia Giulia alla Jugoslavia.
Incomincia l'esodo degli Italiani di Pola. Partiranno 25.000 abitanti su 32.000. Assieme ai Polesi, emigreranno dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia occupate dagli Jugoslavi 350.000 persone, lasciando case e averi nelle mani dei comunisti jugoslavi. Altre 25/30.000 sono risultate vittime della ferocia jugoslava, uccise e precipitate nelle foibe. Trieste espone alle finestre bandiere italiane abbrunate. I profughi istriani e dalmati saranno accolti con viva ostilità in Italia dai socialcomunisti nostrani, i quali temono la loro testimonianza sulla realtà del radioso mondo comunista. Anche De Gasperi e i democristiani considerano con disappunto l'esodo istriano-dalmato, perché lo spopolamento dell'Istria ne compromette l'italianità, dando vigore alla pretesa jugoslava di attribuirsela per sempre. Purtroppo, di italiano in Istria resteranno solo le memorie storiche e le pietre, assieme a pochi illusi.

Marzo 1946
è insediato il 20 il nuovo Governatore di Trieste, il Generale inglese Sir Terence Airey, che si rivelerà filoitaliano. 

Aprile 1946
Il 9 Maria Pasquinelli è condannata a morte dal Tribunale Alleato di Trieste. Il G.M.A. destituisce il 28 il Rettore dell'Università Ermanno Cammarata, animatore d'italianità. Rivolta degli studenti, che alzano il tricolore sull'Università. Il G.M.A. desiste dal provvedimento. 

Maggio 1946
Ampi resoconti sui giornali della strage di contadini in festa compiuta il primo maggio dal bandito siciliano Salvatore Giuliano a Portella delle Ginestre. Si apprende il 21 che la pena di morte per Maria Pasquinelli è commutata in ergastolo. Sarà graziata nel 1964.

Giugno 1946
Gli Americani propongono il 5 all'Europa il "Piano Marshall" per la ricostruzione europea. Il Vescovo di Trieste Antonio Santin, che è anche Vescovo di Capodistria, sbarca il 19 a Capodistria da un piroscafo e si reca con seguito di folla al Seminario, per raggiungere poi in processione il Duomo. Lì, raggiunto da energumeni sloveni è furiosamente percosso e buttato fuori dall'edificio. Gli viene strappata la croce capitolare, poi è nuovamente percosso e ferito. Soldati jugoslavi caricano il Vescovo su un autocarro e lo portano alla frontiera con la zona A. Un'auto della Polizia triestina lo accompagna alla Curia. Ampi resoconti dei giornali sulle violenze subite in Zona B dal Vescovo di Trieste.

Settembre 1946
Gli Jugoslavi il 15 occupano anche Pola. Truppe italiane entrano invece a Gorizia. La Zona B è divisa dagli Jugoslavi in due unità amministrative: la Kòpršcina (area di Koper = Capodistria, slovena) e la Bùjština (area di Buie, croata).
L'Italia ratifica il 17 il Trattato di Pace, che stabilisce anche de jure la costituzione del Territorio Libero di Trieste, che però non prende vita in assenza di accordo nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU tra Russi e Alleati sulla nomina del Governatore. Di fatto, il territorio continua ad essere diviso in due zone, una angloamericana (Zona A), comprendente Trieste e i cinque piccoli comuni contermini di Duino-Aurisina, Sgònico, Monrupino, San Dorligo e Muggia, e l'altra (Zona B) jugoslava, comprendente le città di Capodistria, Isola, Pirano, Portorose, Buie, Umago e Cittanova. Gorizia e Monfalcone restano all'Italia, mentre Pola, Fiume, Zara e tutte le isole adriatiche (Cherso, Lussino, Làgosta e Pelagosa) sono cedute definitivamente alla Jugoslavia. A Trieste, il Governatore inglese per la zona A, il filoitaliano Terence Airey, si installa prima nel Castello di Miramar, poi in quello di Duino. L'Italia subisce il Trattato, ma al tempo stesso dichiara "il suo incancellabile diritto alla revisione delle condizioni di pace" ed inizia così la "questione di Trieste", che vedrà impegnata per anni la diplomazia italiana nel tentativo di recuperare quanto più possibile della Venezia Giulia. Si intensifica il triste esodo degli abitanti di Pola e del resto dell'Istria, compresa la Zona B, verso l'Italia. Assume così rilievo nazionale il triste problema dei profughi giuliano-dalmati.

Ottobre 1946
I Paesi orientali europei, costretti dall'URSS, rifiutano il 5 il Piano Marshall, e formano un'alleanza economico-militare con l'URSS, il Cominform, cui aderiscono Jugoslavia, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e le parti occupate dai Russi della Germania e dell'Austria. Il 21 gli Jugoslavi fucilano a Belgrado Friedrich Rainer, ex "Gauleiter" di Trieste. 

Dicembre 1946
Il 28 muore l'ex Re Vittorio Emanuele III°, esiliato ad Alessandria d'Egitto. 


LA SECONDA PARTE 
                                DAL 1948 AL 2000 > > > 


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