SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
GLOSSARIO PERSONAGGI UMANESIMO

 

IN BREVE I  PERSONAGGI 
DELL'UMANESIMO E DEL RINASCIMENTO

(per l'Italia vedi anche "RIASSUNTI STORIA ITALIANA"
con alcune pagine di De Sanctis)



AGOSTINO AURELIO (354-430). Nato a Tagaste nell’Africa romana, a diciannove anni la lettura dell’ "Ortensio" di Cicerone lo avvicinò alla filosofia. In un primo tempo aderì alla setta dei manichei per poi convertirsi tra il 384 e il 387 al cristianesimo. Trasferitosi a Milano all’età di trent’anni per insegnare retorica, fu colpito dall’esempio del vescovo Ambrogio che lo persuase della verità del cristianesimo e divenne catecumeno. Agostino, dopo la lettura di alcuni scritti di Plotino, arrivò a sostenere l'esistenza del mondo intelleggibile contro ogni materialismo e scetticismo. Ritiratosi nella sua villa a Cassiaciaco compose le sue prime opere: "Contro gli Accademici", "Sull’ordine", "Sulla beatitudine", "Soliloqui". Dopo il sacco di Roma del 410 decise di comporre "La città di Dio". L'opera venne redatta in risposta alle accuse dei pagani, secondo le quali l'origine della decadenza romana era dovuta ai cristiani. Consacrato vescovo nel 425, morì ad Ippona (oggi Annaba).

ALBERTI LEON BATTISTA (1404-1472) . Umanista, legato alla curia papale, è ricordato in particolare per il suo impegno in più campi del sapere. Fu anche un importante architetto. Scrisse varie opere, delle quali la più importante è I Quattro libri della famiglia (1434-41), nei quali è interessante la concezione dell’utile e del rapporto tra virtù e fortuna. L’Alberti morì a Roma.

ALIGHIERI DANTE (1265-1321). Nato a Firenze, fu battezzato col nome di Durante. Il padre, Alighiero, apparteneva alla piccola nobiltà guelfa e perciò la sua famiglia godeva di una certa agiatezza. Secondo le consuetudini del tempo, la sua educazione fu centrata in un primo momento sulla "grammatica", anche se il giovane approfondì la propria cultura soprattutto attraverso contatti e amicizie con vari letterati, tra i quali Guido Cavalcanti. Ebbe come maestro Brunetto Latini e compì vari studi teologici e filosofici. Nella sua gioventù incontrò Beatrice, la donna che amerà per tutta la vita. A lei è dedicata una delle sue opere più importanti: La vita Nuova. Nel 1295 iniziò la carriera politica e già nel 1300 venne eletto Priore. Quando nel 1301 Firenze fu occupata da Carlo di Valois a sostegno della fazione dei Guelfi Neri, Dante, impegnato in una ambasceria a Roma per conto dei Bianchi allora al potere, fu condannato all'esilio ed impedito di ritornare nella sua città. Da allora egli non riuscì più a ritornare a Firenze e passò il restante tempo della sua vita peregrinando da una corte all'altra. Nonostante la stima di cui godeva, soffrì amaramente l'esilio provando "come sa di sale lo pane altrui". Morì a Ravenna, presso i da Polenta.
Durante questo periodo scrisse le Rime, Il Convivio, il De Monarchia, il De Vulgari Eloquentia e la Divina Commedia. Quest’ultima è strutturata in 3 libri (Inferno, Purgatorio e Paradiso) ed è considerata uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale.

ARIOSTO LUDOVICO (1474-1533) Nato a Reggio Emilia, compì i suoi studi a Ferrara dove nel 1503 entrò nella corte estense, prima al servizio del cardinale Ippolito poi del duca Alfonso. Ebbe per tutta la vita rapporti complessi con la corte ferrarese, anche se in tale ambiente compose la sua maggiore opera, l’Orlando Furioso, che ebbe la sua edizione definitiva nel 1532. Nel 1520 scrisse il Negromante e negli stessi anni diede alle stampe altre due commedie, la Cassaria e i Suppositi.Tra le opere considerate minori ricordiamo anche le Satire.

BACH JOHANN SEBASTIAN (1685- 1750) Nato ad Eisenach da una famiglia di musicisti, Bach ricevette i primi insegnamenti musicali dal fratello Cristoph, ma fu soprattutto un autodidatta. A Lunemburg fu fanciullo cantore. Nel 1723 divenne maestro nella chiesa di S. Tommaso a Lipsia dopo aver lavorato come violinista e organista alle corti di Weimar e di Cothen. Si spense a Lipsia, dopo aver dedicato una vita intera alla sua numerosa famiglia (venti figli dei quali tre divennero musicisti) e alla musica, della quale viene considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. La perfezione delle sue opere, pervase da una grande fede, dimostra la grandiosità del suo genio, che raggiunse le più alte vette in ogni genere musicale (eccetto il melodramma, in cui Bach preferì non cimentarsi ). Bach ottenne i migliori risultati dalla polifonia, sia vocale che strumentale, e fece dell' organo uno strumento solista che divenne determinante nella musica tedesca. Tra le opere più importanti del suo vastissimo repertorio ricordiamo: le toccate, le fughe, le messe, le passioni, gli oratori, le cantate, i concerti, i preludi, le suites, le partite, i corali costruiti sulle melodie protestanti.

BARROW ISAAC: (1630-1677) Nacque e morì a Londra. Fu un matematico docente a Cambridge, che ebbe come allievo I. Newton. Studiò il problema della formazione delle immagini del cannocchiale e pose le basi della geometria differenziale.

BELLARMINO ROBERTO . Cardinale che con un decreto del 24 Febbraio 1616, dichiarava l’inconciliabilità tra fede cattolica e teoria copernicana e proibiva i libri di Copernico finché non fossero stati corretti. La sua figura è molto importante poiché con tale condanna egli invitava ,di fatto, Galileo Galilei ad astenersi dall’insegnare e dal difendere le teorie copernicane. Morì all’indomani del processo, nel 1621.

BEMBO PIETRO: (1470 -1547) Nacque a Venezia. Fu un famoso letterato attivo presso le corti di Ferrara e Urbino, segretario di Leone X, cardinale e storiografo della Serenissima, teorico del gusto rinascimentale. Propose il classicismo come equilibrio razionale e come riferimento ai modelli e rispetto delle regole (De imitatione 1513). Diffuse il petrarchismo, futuro modello della lirica europea.

BEOLCO ANGELO detto "RUZANTE"(1502-1542) Fu attore e autore teatrale. Figlio illegittimo di una nobile famiglia, ricevette comunque una buona educazione umanistica. Fu protetto dal patrizio Alvise Cornaro e nel suo teatro iniziò a recitare impersonando la figura del villano Ruzante, che gli valse questo soprannome. La sua produzione, pressochè interamente in dialetto padovano, è dominata da uno spiccato gusto realistico e rivela, al di sotto delle forme dialettiche, una solida cultura letteraria, che costituisce, insieme alla vita contadina, uno dei principali motivi della sua satira. Le sue opere sono: Pastorale, Betìa, Dialoghi, La Moscheta, La Fiorina e la Piovana.

BOIARDO MATTEO MARIA (1441-1494). Nacque nel castello di Scandiano. Fino dalla gioventù si adoperò nell’arte letteraria. In diversi momenti della sua vita, Boiardo tradusse in volgare autori latini e greci, quasi sempre su richiesta della corte estense. Dall’80 all’83 fu governatore di Modena e nel 1487 fu nominato capitano di Reggio. Interessante e varia è la sua produzione volgare; compose le Pastorali, il Timone, gli Amorum libri e l’Orlando Innamorato, opera per cui è rimasto famoso.

BORROMEO CARLO (1538-1584). Nacque ad Arona. Nipote del papa Pio IV, fu da questo chiamato a Roma e nominato cardinale-diacono a soli ventidue anni (1560).Si dedicò con particolare cura alla riapertura del Concilio di Trento (1562) che seguì fino alla chiusura (1563), entrando poi a far parte della Congregazione incaricata dell’applicazione dei suoi deliberati. Sacerdote e vescovo nel 1563, prese ufficialmente possesso il 23 settembre 1565 della sua arcidiocesi di Milano, dove rimase sino alla morte. Con l’opera propriamente "controriformistica", di lotta all’eresia, egli intraprese una ben più vasta opera riformatrice, ristabilendo una rigida disciplina nel clero, e fondando la Congregazione degli Oblati (1578). La sua figura fu circondata da una fama quasi leggendaria in seguito all’opera prestata durante la peste del 1576-1577. Morì a Milano e fu canonizzato il 1° novembre 1610.

BRAHE TYCHO: (1546 - 1601) Nacque in Danimarca, a Knudstrup e morì a Praga. Fu astronomo; dopo la scoperta di una stella nova in Cassiopea, si dedicò ad accurate osservazioni, inventò e perfezionò strumenti astronomici arrivando a delineare un modello planetario geocentrico ed eliocentrico insieme (i pianeti ruotano intorno al sole, che a sua volta ruota intorno alla terra, la quale resta immobile al centro dell'universo). Il suo lavoro fornì a Keplero, suo allievo, dati utili per la formulazione delle leggi sul moto planetario.

BRUNELLESCHI FILIPPO (1377-1446) Architetto e scultore, Filippo Brunelleschi riassume nella sua figura d’artista un complesso e completo capovolgimento dell'arte figurativa: la sua attività, infatti, non si limita a iniziare un capitolo dell’ architettura, ma apre nuovi orizzonti alla speculazione artistica e influenza tutta una civiltà. Visse a Firenze in un ambiente artistico tardogotico e accademico, dove andavano riaffiorando le antiche necessità di chiariezza spaziale e formale. Il Brunelleschi fece il suo ingresso ufficiale nel mondo dell’arte nel 1401, come orafo, e come orafo egli operò fino al 1417. In quegli anni prevalse la meditazione e la riflessione rispetto alla produzione di opere e furono frequenti viaggi a Roma condotti con grande volontà di ricerca e spirito critico. In questi viaggi egli giunse a rivalutare notevolmente il mondo classico romano e la riscoperta dei rapporti armonici di forme e di spazi su cui esso si regge. Questo studio della classicità, attraverso il quale si afferma il principio del costruire con rapporti razionali contro l’irrazionalità dei rapporti gotici, si approfondisce in appassionate discussioni con Donatello e Paolo del Pozzo Toscanelli. Con quest’ ultimo il Brunelleschi elebora le regole geometriche della prospettiva, intesa come scienza per raggiungere leggi matematiche della spazialità. La prospettiva intesa come indagine scientifica del reale, superamento della pura pratica architettonica, è fondamentale nel quadro del Rinascimento. Oggi il Brunelleschi è ricordato in particolare per le suguenti opere: la cupola di S.Maria del Fiore, l’Ospedale degli Innocenti, la Basilica di S. Lorenzo, la sagrestia Vecchia, la cappella Pazzi e il Palazzo Pitti.

BRUNO GIORDANO (1548-1600) Importante filosofo nato a Nola. Elemento distintivo della sua speculazione fu l’interesse per la natura e la magia. Ebbe un ruolo importante anche nella prima fase della rivoluzione astronomica arrivando ad ipotizzare l’esistenza di infiniti mondi. Tra le sue varie pubblicazioni degne di nota sono i Dialoghi italiani e gli Scritti latini. Giordano Bruno venne arso vivo in Campo dei Fiori a Roma, dopo aver subito sette anni di carcerazione per le sue idee sulla religione.

BUONARROTI MICHELANGELO (1475-1564) Sommo pittore, scultore e architetto ed anche letterato, nato a Caprese in Valtiberina dove il padre Ludovico era podestà per conto della Repubblica di Firenze. Il ragazzo fin dall’adolescenza si dedicò al disegno e nel 1488 entrò a far parte della bottega di Davide e Domenico del Ghirlandaio. Nonostante l’apprendistato, Michelangelo non rimase mai influenzato dallo stile dei due maestri ed anzi se ne distaccò molto. Tra le sue maggiori opere vi sono il David, composto durante il secondo periodo Fiorentino (1501) e la decorazione della Cappella Sistina, con l’affrescatura, per il solo Giudizio Universale, di più di 500 metri quadrati di superficie.

CALVINO GIOVANNI (1509-1564) Nato a Noyon, seguì un corso di studi che lo portò a contatto con i maggiori rappresentanti parigini dell’umanesimo cristiano. Ben presto mostrò insofferenza verso la religione cattolica tanto che si trovò invischiato nella faccenda dei Perasques e quando nel 1541 venne chiamato a Ginevra gli fu offerta l’opportunità di mettere in pratica le sue idee. Emise lo stesso anno delle ordinanze, con le quali riformava la chiesa Ginevrina e poneva le basi per quella calvinista. Elemento importantissimo per la nuova chiesa fu la teoria della doppia predestinazione.

CAMPANELLA TOMMASO (1568-1639). Filosofo nato a Stilo in Calabria. Fin dalla gioventù entrò nell’ordine domenicano, anche se subì in varie parti d’Italia varie accuse di eresia. Tornato a Stilo ordì una congiura che avrebbe dovuto portare alla realizzazione dei suoi ideali politici e religiosi. Nel 1599 fu scoperto e duramente torturato. Riuscì a salvarsi fingendosi pazzo, cosicché passò 27 anni in carcere. Fu scarcerato nel 1626; si trasferì a Roma e poi a Parigi, dove rimase per tutta la vita. Le principali opere filosofiche sono: Del senso delle cose e della magia, Teologia, Ateismo sconfitto, Filosofia reale e la Città del Sole.

CARAVAGGIO, MICHELANGELO Merisi (1573-1610) Nacque a Caravaggio, presso Bergamo. Nel 1584 si trasferisce a Milano per quattro anni come allievo del pittore Petrazano. Segue poi un soggiorno romano. Qui, caduto in miseria, si adatta a dipingere fiori per il Cavalier D’Arpino. A causa della sua indole tormentata subisce quattro processi ma, per intercessione di potenti, riesce ad evitare il carcere. Nel 1606 però diviene un omicida e fugge a Napoli, successivamente a Malta. Qui, dopo aver offeso un cavaliere, è costretto di nuovo a fuggire fino al punto che, nel 1610, ferito e colpito da malaria, muore sulla spiaggia del Tirreno, vicino a Porto Ercole. Assai importanti sono le sue opere, tra le quali quelle custodite in San Luigi dei Francesi. Da ricordare inoltre che può essere considerato l’iniziatore del genere pittorico della "natura morta".

CARLO V (1500-1555) Venne eletto imperatore nel 1519 e governò l’impero in un periodo molto difficile. Dovette affrontare vari problemi, tra cui i più importanti furono la lotta contro la Francia, quella contro i Turchi, e la Riforma di Lutero. Egli si proclamava paladino dell’unità e della pace del mondo cristiano. Decise di abdicare e di dividere i suoi domini in due parti, Regno di Spagna e Impero, all’indomani della pace di Augusta (1555). I domini spagnoli e i Paesi Bassi andarono al figlio Filippo II; i domini germanici e il titolo imperiale al fratello Ferdinando.

CARLO VIII (1470-1498). Re di Francia (1483) che divenne protagonista delle guerre d’Italia quando nel 1494 fece un primo tentativo risoltosi malamente di scendere in Italia. Pochi mesi dopo la sua discesa si formò una lega anti-francese tra Venezia e Roma, con il sostegno dell’impero e della Spagna. Vistosi alle strette Carlo riuscì a tornare in patria dopo aver superato un tentativo di sbarrargli la strada a Fornovo (6 Luglio 1495). Morì mentre stava preparando una seconda spedizione.

CERVANTES DE SAAVEDRA MIGUEL (1547-1616) La sua vita fu molto travagliata e piena di avventure. Figlio di un modesto chirurgo di Alcalà di Henares, si dedicò presto alla letteratura. Nel 1568 era in Italia, dove soggiornò a Roma e a Napoli; poi si arruolò in un esercito agli ordini di Marcantonio Colonna duca di Paliano. Nel 1571 partecipò alla famosa battaglia di Lepanto, durante la quale fu ferito al petto e alla mano sinistra, che gli rimase invalida. Nel 1575, dopo aver partecipato anche alle spedizioni di Novarino, di Biserta, di Tunisi, fu catturato da pirati barbareschi, che lo vendettero come schiavo ad Algeri. Trascorsi cinque lunghi anni di prigionia, ritornò in patria, dove lo avrebbe atteso una vita modesta e fatta di stenti, legati ai mediocri impieghi che riuscì ad ottenere con fatica. Fra un’occupazione e l’altra passò anche brevi periodi di carcerazione, ad uno dei quali si fa risalire la prima idea del Don Chisciotte. - Cervantes fu un poligrafo: scrisse romanzi pastorali, come la "Galatea", opere di teatro, come quelle comprese in Otto commedie e in Otto intermezzi (1615), novelle, come le "Dodici Novelle esemplari", "Il viaggio nel Parnaso"e "Le traversie di Persiles e Sigismonda", ma la sua opera più significativa e "universale", dove ha espresso il suo modo di sentire e di vivere, è il Don Chisciotte, pubblicato in due distinti momenti, la prima parte nel 1605 la seconda nel 1615.L'anno successivo morì a Madrid.

COPERNICO NICCOLò (1473-1543) Nato a Thorn, studiò all’università di Cracovia e poi a Bologna e Ferrara, dove si addottorò in diritto canonico (1503). La sua opera fondamentale è De revolutionibus orbium coelestium.
Egli dedico la sua vita alla ricerca in campo astronomico, volta allo smantellamento della teoria geocentrica di Tolomeo. A tal fine riformulò la teoria eliocentrica, alla quale erano già pervenuti filosofi antichi quali Eraclide, Iceta e i Pitagorici.
Il sistema copernicano poneva al centro dell’Universo il sole, attorno al quale ruotavano i pianeti. La Terra era posta tra questi ultimi; inoltre essa ruotava su se stessa, provocando il giorno e la notte. La luna , a sua volta, ruotava attorno alla Terra e lontanissime stavano le stelle fisse. Niccolò Copernico morì a Frauenburg.

DELLA ROVERE GIULIANO (1443-1513) Nacque ad Albisola da una famiglia di modeste condizioni e studiò nel convento di francescani di Perugia, dove assunse il chiericato. Divenuto Papa lo zio, col nome di Sisto IV, Giuliano iniziò una brillante carriera, ottenendo dapprima il vescovato di Carpentras e divenendo poi nel 1503 Papa, col nome di Giulio II. Elementi caratteristici del suo impegno nell’ambito più propriamente religioso furono l’esplicita condanna alle pratiche simoniache e il tentativo di riforma della curia. Importante fu anche il suo impegno in campo politico-militare. Nel 1511, assieme alla Serenissima e alla Spagna creò la Santa Lega, pare con intento dichiarato, e mai realizzato, di " veder l’Italia in mano agli italiani". Giulio II diede l’avvio, nel 1506, alla costruzione della nuova basilica di San Pietro a Roma.

DESCARTES RENè (CARTESIO) (1596-1650). Importante filosofo la cui personalità segna una svolta decisiva dal Rinascimento all’età moderna. Fu educato nel collegio dei gesuiti a La Flèche, dove rimase fino al 1612. Morì a Stoccolma a causa della polmonite. Tra le sue opere, di capitale importanza sono i tre saggi intitolati La diottrica, Le Meteore e La Geometria, ai quali premise una prefazione intitolata Discorso sul Metodo e che pubblicò nel 1637. Compose inoltre il Mondo, poi rielaborato sotto forma di sommario destinato alle scuole e con il titolo Principi della filosofia (1644).

DONNE JOHN: (1572-1631) Fu un poeta inglese, nato e morto a Londra, massimo rappresentante della "poesia metafisica". Dopo la conversione all'anglicanesimo (1615), diventò decano della cattedrale di S. Paolo (1621). Compose versi sacri e profani che si distinguono per una profonda introspezione psicologica e che ispirarono W.B.Yeats e T.S.Eliot.

ELISABETTA I TUDOR (1533-1603) Regina Inglese dal 1558. A lei è dovuto il rafforzamento della Chiesa Anglicana, duramente colpita dai cinque anni di regno di Maria la Cattolica. Elisabetta riuscì a fronteggiare la potentissima Spagna e a metterla in difficoltà con la vittoria riportata sull’Invincibile Armata, nel 1588. E’ da ricordare inoltre la sua fermezza nell’azione politica interna, che la portò a far decapitare Maria Stuart. La regina morì nel 1603 e con lei si estinse la dinastia dei Tudor.

ENRICO IV DI BORBONE (1553-1610) Re di Francia dal 1593. Appartenente alla fazione degli Ugonotti e per salire al trono fu costretto ad abiurare il 25 luglio del 1593 nella cattedrale di S.Denis. In quel giorno, dichiarandosi ufficialmente cattolico, pose fine ad un lungo periodo di guerre religiose che aveva insanguinato la Francia fin dal 1552, anno della morte di Enrico II. Della sua azione politica è da ricordare l’Editto di Nantes (1598), con il quale si rompeva il tradizionale principio dell’unità della fede, e la volontà di rilanciare, attraverso un grande periodo di pacificazione, l’economia francese. I suoi più importanti collaboratori furono Sully e Laffemas. Il re morì il 14 Maggio del 1610 per mano di un sicario cattolico. 

ENRICO VIII (1491-1517) Re d’Inghilterra dal 1509 e fondatore della chiesa Anglicana. Il divieto opposto da Papa Clemente VII all’annullamento del matrimonio con Caterina D’Aragona divenne il motivo per promulgare l’Atto di Supremazia, con il quale divideva la chiesa Inglese da quella Cattolica (1534). Erasmo da Rotterdam (1466-1536) Importante umanista, reso celebre dagli scritti nei quali esprimeva con forza il bisogno di una riforma interna della chiesa della chiesa. La sua opera più nota è L’Elogio della Follia. Con lo scritto sul libero arbitrio prese posizione contro la prospettiva luterana e rimase nell’ambito cattolico; ciò non impedì che i suoi scritti fossero messi all’Indice.

FERMAT PIERRE DE: (1601-1655) Geniale matematico francese, fu a conoscenza del metodo di rappresentazione delle curve mediante equazioni già prima della pubblicazione del trattato "Geometria" di Cartesio, con il quale non ebbe rapporti amichevoli. I suoi studi dei massimi e dei minimi si possono considerare la prima trattazione del calcolo delle variazioni, da lui applicate allo studio della riflessione e rifrazione della luce. Fu fondatore della teoria dei numeri, si occupò di ottica geometrica (principio di Fermat) e, con B. Pascal, pose le basi della teoria matematica della probabilità. Formulò il famoso "grande teorema" sul quale i matematici si sono cimentati per molto tempo. 

FICINO MARSILIO (1433-1499) Studioso di medicina, magia e astrologia, tradusse in latino molti testi di Platone e di Neoplatonici e decise di fare della filosofia platonica un modello di vita per gli intellettuali fiorentini. La sua opera più importante è la Theologia Platonica de immortalitate animae. Per Ficino l’uomo può sfuggire alla desolazione dell’esistenza se scopre il significato della vita, se riesce a comunicare con la natura. In questo processo, l’amore viene visto come forza motrice dell’universo.

FILIPPO II (1527-1598) Figlio dell’imperatore Carlo V e re di Spagna dal 1556, durante il suo regno si trovò impegnato in varie guerre fra cui la più importante fu quella contro le province dei Paesi Bassi che aderivano alla lega di Grand. Per interessi politici e per fede si fece baluardo del cattolicesimo contro l’avanzare del protestantesimo. Lo smacco più grande lo ricevette nel 1588, con la distruzione dell’Invincibile Armada, da parte della flotta inglese. Tra le decisioni più infauste della sua reggenza bisogna ricordare la decisione di cacciare i Moriscos, in gran parte artigiani e piccoli borghesi, dalla Spagna.

GALILEI GALILEO (1564-1642) Nacque a Pisa da una famiglia medio borghese trasferitasi poi a Firenze nel 1574. Si iscrisse alla facoltà di medicina dell'università di Pisa, ma lasciò questi studi per interessarsi alla matematica e alla fisica. Ottenne con i suoi lavori una certa fama e dal 1589 al 1592 tenne la cattedra di matematica a Pisa. Passò poi ad insegnare questa disciplina a Padova per diciotto anni. Le sue scoperte astronomiche lo misero in contrasto con il cardinale Bellarmino. Nel 1632 veniva citato dal Papa a comparire dinanzi al S. Uffizio di Roma e dopo un processo durato quasi un anno, che si concluse con la sua abiura, gli venne concesso il confine.
Morì presso la sua villa di Arcetri

GIOTTO DI BONDONE (1266-1337) Sulla giovinezza del pittore vi sono molti aneddoti leggendari. Il più significativo racconta che Cimabue avrebbe scoperto le doti pittoriche di Giotto, giovane e povero pastore del Mugello, scorgendolo mentre era intento a ritrarre una pecora in un sasso. Ciò benché fantasioso non dovrebbe essere lontano dal vero poiché Giotto fu veramente allievo del Cimabue. In gioventù si sarebbe recato, a seguito del maestro, ad Assisi, dove avrebbe partecipato alla realizzazione degli affreschi nella Basilica Superiore. Nel 1296, ormai indipendente, tornerà nella città umbra per terminare l’opera con un ciclo di storie di San Francesco.Successivamente si recò a Padova (1303) dove decorò la cappella Scrovegni. La sua ultima opera fu l’affresco intitolato i Funerali di San Francesco (1325) che si trova a Firenze, nella cappella Bardi.
Di questo autore si tratta anche nelle pagine:
Raffaello Sanzio 

GULIELMO DI OCKHAM (1290-1349) Filosofo nato a Surrey in Inghilterra. Nel 1324 fu chiamato alla corte papale di Avignone per rispondere di alcune tesi sospette contenute nelle sue opere. Nel 1328 fuggì da Avignone con l’amico Michele di Cesena e si rifugiò a Monaco presso l’imperatore Ludovico il Bavaro. In questa città rimase fino alla morte. Gulielmo, detto Dottore invincibile, è l’ultima grande figura della Scolastica e allo stesso tempo la prima figura dell’età moderna. Le sue opere più importanti sono il Commentario delle Scienze, la Somma dell’intera Logica e inoltre sette libri di Quodlibeta.

HOBBES THOMAS : (1588-1679) Nacque a Westport il 5 aprile e condusse i suoi studi a Oxford. La sua formazione fu influenzata dagli ambienti culturali europei per conoscere i quali compì frequenti viaggi svolti negli ambienti culturali europei. Per lungo tempo dimorò a Parigi, dove frequentò Gassendi e gli ambienti libertini. Fu anche amico di Galilei. Nel 1651 pubblicò la sua opera principale, Il Leviatano. Nella Trilogia costituita da Il Cittadino (1642), Il Corpo (1655) e L’uomo (1658) espone il suo "sistema" filosofico nelle sue vari articolazioni. Negli anni successivi fu autore di varie polemiche, la più celebre quella contro il vescovo di Bramhall, contro il quale difese la corporeità di Dio. Morì a 91 anni a Londra.

IGNATIO DI LOYOLA (1491-1556) Fondatore dell’ordine dei Gesuiti. Dopo essere stato gravemente ferito in battaglia e costretto a letto per mesi, ebbe una profonda crisi religiosa e si recò, nel 1528, a Parigi. Nel 1534 radunò un piccolo gruppo di amici e fece voto di dedicare la sua vita a Dio in povertà e castità. Alcuni anni dopo, nel 1537, elaborò in cinque paragrafi i principi fondamentali della comunità, di cui il più importante sancì l’obbedienza incondizionata al Papa e ai superiori (Perinde ac cadaver). 

KEPLER JOHANNES (1571-1630) Nacque a Weil presso Stuttgart; fu professore di matematica e assistente di Brahe. Morì a Regensburg il 15 novembre 1630. Dovette aspramente lottare con protestanti e cattolici per le sue idee e solo a fatica riuscì a procurarsi i mezzi per pubblicare le sue opere; dovette anche, una volta, adoperarsi per salvare dal rogo sua madre accusata di stregoneria. Fu grande sostenitore del sistema eliocentrico elaborato da Copernico".
Da "Protagonisti e testi della filosofia" vol. II- N. Abbagnano G. Fornero- Paravia

KNOX JOHN . Grande predicatore calvinista che in Scozia, tra il 1557 e il 1560, ebbe molta influenza tra la nobiltà. Quest’ultima impose così alla regina Maria Stuart il riconoscimento del calvinismo come religione di stato. Si formò così la chiesa presbiteriana.

LEIBNIZ WILHELM GOTTFRIED (1646-1716) Filosofo che, pur affermando l’ordine del mondo, vede in esso una libera creazione di Dio e si sforza di conciliare il meccanicismo con il finalismo. Nacque a Lipsia e si laureò in giurisprudenza a Norimberga. Tra le varie opere compose gli Acta eruditorum (1684), il Discorso di metafisica (1686) i Nuovi saggi sull’intelletto umano (1690) e il Saggio di teodicea.Tutte queste opere dimostrano che Leibniz fu un uomo dai vasti e grandiosi progetti: si occupò di giurisprudenza, di storia, di teologia, di matematica e di fisica. Nella sua vita svolse importanti incarichi per personalità di rilievo quali il Duca di Hannover.

LEONARDO DA VINCI (1452-1519) Nato ad Archiano di Vinci, si trasferisce con il padre a Firenze, nel 1469, dove divenne allievo del Verrocchio. Crebbe artisticamente in un ambiente dove si insegnava a concepire la figura umana, scolpita o dipinta, non immobile ma inserita nello spazio. Il suo capolavoro è senza dubbio la Gioconda, momento culminante dell’opera leonardesca e quadro più famoso del mondo. L’autore, comunque, non si è limitato solamente ad operare nel campo artistico ma ha spaziato in quasi tutti i campi dello scibile umano, divenendo prototipo del saggio. Leonardo passò gli ultimi periodi della sua vita in Francia, dove portò alcuni quadri dipinti in Italia, tra cui la Gioconda

LOCKE JOHN (1632 – 1704) Nato a Wrington, visse la sua giovinezza nel periodo turbinoso della storia inglese nel quale ci fu la prima rivoluzione e la decapitazione di Carlo I. Studiò all’università di Oxford, il cui cancelliere John Owen era sostenitore di una politica di tolleranza verso le differenti religioni: quest’idea non restò senza influenza sul giovane Locke. Nel 1658 conseguì il grado di maestro delle arti e fu chiamato a insegnare nella stessa università di Oxford. Cominciò allora il periodo più importante della sua formazione spirituale; grande fu l’influenza esercitata su di lui dalle opere di Cartesio e Hobbes. Nel 1666 cominciò ad occuparsi di studi naturali e nello stesso tempo si dedicò a problemi economici e politici, entrando, verso i 35 anni, nella politica militante, quando divenne segretario del conte di Shaftesbury. Quest’ultimo, incolpato di alto tradimento, fu costretto a fuggire in Olanda dove morì poco dopo (1682). Nonostante il suo contegno prudente, Locke cadde in sospetto e nel 1683 si recò in volontario esilio in Olanda dove rimase per più di cinque anni. Nel 1689 ritornò in Inghilterra. La sua autorità divenne grandissima: egli era il rappresentante intellettuale e il difensore filosofico del nuovo regime liberale; cominciò allora il periodo più intenso della sua attività letteraria. Morì a Londra.

LORENZO VALLA (1405-1457) Nato a Roma, si trasferì, da adulto, a Firenze studiando sotto la guida di Giovanni Aurispa. Dopo la conoscenza del Panormita, Lorenzo compose importanti opere, quali ad esempio De vero falsoque bono. Durante un soggiorno a Pavia, volto ad approfondire le sue conoscenze giuridiche, acquistò grande esperienza della filologia e della storia. Nel 1435 l’avversione per la chiesa e le sue istituzioni e la sua esperienza di filologo-umanista convergono per dar vita ad una delle opere più conosciute del Valla, l’opuscolo De falso credita et ementita Constantini donatione.

LUTERO MARTINO (1483-1546) Monaco e teologo del convento agostiniano di Erfurt e padre della Riforma. Fino dalla gioventù mostrò insofferenza verso la corruzione ecclesiastica; tale insofferenza divenne rottura nel 1517, quando pubblicò 95 tesi rivolte contro la chiesa e in particolar modo la vendita delle indulgenze. Da questo momento diverrà il capo del movimento che portò alla rottura dell’unità religiosa europea.

MACHIAVELLI NICCOLò (1469-1527) Fiorentino, nel 1498 è eletto Segretario della Repubblica ed entra a far parte rapidamente degli uomini di fiducia del capo del governo di Firenze, il gonfaloniere a vita Pier Soderini. Incomincia così una lunga pratica politica che lo porta a conoscere la macchina di funzionamento degli Stati del tempo, le lotte per il potere, le dinamiche della vita italiana ed europea. Compie infatti anche molte missioni diplomatiche presso signori e sovrani, deducendo preziose osservazioni che rappresenteranno un bagaglio conoscitivo importante per le sue opere politiche e storiche. Nel 1512 cade il governo di Pier Soderini e ritornano i Medici. Machiavelli, è allontanato dal suo incarico ed, esiliato, si ritira a vivere all’Albergaccio, una piccola tenuta presso Firenze. Anni di inattività politica forzata ma di intensa meditazione: al 1513 risale la stesura del Principe. Entro il 1517 redige i Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio. Nel 1518 compone la Mandragola. Amareggiato dall’inattività, cerca di riavvicinarsi ai Medici dai quali ottiene di riavere qualche ufficio: Non sopravvive però a lungo: assiste al rovesciamento del governo mediceo conseguente al Sacco di Roma e poco dopo muore.

MANZONI ALESSANDRO (1785-1873) Nato a Milano da un matrimonio destinato a rompersi, è affidato dai genitori, dapprima ai Somaschi di Merate poi ai Barnabiti di Milano. La formale educazione religiosa impostagli da questi collegi non soddisfa la sua indole interessata agli eventi che in questo periodo sconvolgono l’Europa. A Parigi, dove aveva raggiunto la madre che aveva seguito l’Imbonati, Manzoni entra a far parte dei circoli illuministici, avvicinandosi particolarmente al pensiero di Diderot e Voltaire. Un momento importante della sua vita è segnato dal matrimonio del 1808 con la calvinista Enrichetta Blondel. Questa, di lì a due anni, si converte alla religione cattolica. La sua conversione fu seguita da quella del marito che torna alla fede della sua prima adolescenza. La conversione è sincera e totale e influenza tutta la sua produzione letteraria successiva che si sviluppa soprattutto sul filone del Romanticismo italiano, visto da Manzoni come una corrente profondamente ispirata dal cristianesimo.
Fu senatore del Nuovo Regno d’Italia, ma in maturità la vita riservò non pochi dolori a Manzoni, che vide morire la moglie e cinque dei suoi sette figli.

MARINO GIOVAN BATTISTA (1569-1625) Nato a Napoli da un’agiata famiglia borghese, poté inserirsi fin dalla gioventù negli ambienti dei nobili letterati che guardavano al Tasso come supremo esempio di poesia contemporanea. Dopo essere stato implicato in eventi poco chiari, nel 1600, fuggì a Roma dove entrò al servizio del Cardinale Piero Aldobrandini. Nel 1608, a seguito di un viaggio a Torino, ebbe la possibilità di conoscere gli ambienti cortigiani della città, dove rimase, per sette anni, al servizio di Carlo Emanuele I. Nel 1615, su invito di Caterina de Medici, si trasferì a Parigi, dove compose i suoi massimi capolavori. Morì a Napoli. Tra le maggiori opere composte dal Marino vi sono La Sampogna (1620), La Galleria (1619) e un vastissimo poema, Adone (1623).

MASACCIO (1401-1428) Pittore che, insieme a Brunelleschi e Donatello è considerato il padre dell’Umanesimo in pittura. Non vi sono notizie sicure sulla sua formazione, anche se la tradizione lo vuole allievo di Masolino da Panicale. Le opere di Tommaso, comunque, non mostrano, neppure le prime, alcun influsso di Masolino. Questo porta ad ipotizzare che tra i due pittori vi sia stata solo una collaborazione per fini pratici.
Le sue opere più importanti sono la Madonna col Bambino e Sant’Anna (1423), la Crocifissione (1425) e gli affreschi della cappella Brancacci a Firenze.

MEDICI LORENZO DE (1449-1492) Signore di Firenze ed umanista, la sua formazione risentì di influenze diverse; dall’ambiente familiare gli venne la consapevolezza dell’importanza della cultura in ambito politico. Divenuto signore di Firenze all’età di soli venti anni considerò obiettivo principale della sua politica quello di porre Firenze come punto cardine di un accorto equilibrio fra gli stati italiani.
Tutta l’attività letteraria del Magnifico va valutata sullo sfondo di questo ambizioso progetto, in cui la cultura tende ad identificarsi col potere. Tra le sue opere maggiori vanno ricordate Le Rime, I canti Carnascialeschi e la Canzona di Bacco e Arianna.

MORO TOMMASO (1480-1535) Thomas More nacque a Londra nel 1480. Letterato e statista, si oppose all’atto del Parlamento che dichiarava nullo il matrimonio di Enrico VIII e Caterina e designava alla successione il figlio del secondo matrimonio del re con Anna Bolena. Fu perciò condannato a morte e decapitato. Le sue vedute filosofiche e politiche sono espresse nell’ "Utopia", pubblicata nel 1516, una specie di romanzo filosofico in cui le vedute di More sono enunciate da un filosofo di nome Raffaele, il quale riferisce ciò che avrebbe conosciuto in un’isola rimasta ignota, detta appunto Utopia, in uno dei viaggi di Amerigo Vespucci".
Da "Protagonisti e testi della filosofia" vol. II- N. Abbagnano G. Fornero- Paravia

MUNZER THOMAS (1490-1525) Capo della rivolta dei contadini verificatasi in Germania tra il 1524-25. Egli muovendo dalla dottrina luterana aveva raggiunto posizioni più radicali nel campo politico-sociale ed in quello religioso. Fu duramente sconfitto, dall’esercito dei principi luterani, nella battaglia di Frankenhausen (1525); successivamente fu messo a morte.

NEWTON ISAAC (1642-1727) Nacque a Woolsthorpe il giorno di Natale dello stesso anno in cui morì Galileo. Nel 1661 entrò a Cambridge dove ebbe come maestro il matematico Isaac Barrow, a cui successe nella cattedra di matematica nel 1669. Cominciò da allora il periodo più fecondo di scoperte. Si occupò di ottica, ideando il telescopio a riflessione, di fisica, occupandosi della rifrazione della luce bianca, e soprattutto compose una delle più grandi opere scientifiche di tutti i tempi: Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687). Dopo tale pubblicazione e fino alla morte ricevette vari e importanti incarichi di carattere scientifico, mondano e politico.

ORANGE GULIELMO (1533-1584) Principe e capo della rivolta dei Gueux nei Paesi Bassi. Proclamato governatore dagli Stati provinciali di Zelanda e Olanda, cominciò con decisione la guerra che si protrasse, con alterne vicende, per decenni fino al 1609 quando Spagna e rivoltosi, unitisi nella repubblica delle Provincie Unite, stipularono una tregua. Intanto nel 1584 Guglielmo venne ucciso da un sicario. 

PACIOLI LUCA (1445-post 1509) Matematico, nato a Borgo San Sepolcro. Tra il 1470 e il 1476 vestì l'abito francescano e, lasciata la mercatura cui si era precedentemente dedicato, si dedicò all'insegnamento della matematica in varie città d'Italia. Fu a milano con Leonardo da Vinci alle dipendenze di L.Maria Sforza. Nel 1494 pubblicò a Venezia la Summa de Arithmetica, Geometria e proportioni et proportionalità. Amico di Piero della Francesca e Leon Battista Alberti, sentì l'influenza di questi artisti nella composizione di Divina Proportione. Questo trattato fu pubblicato nel 1503 a Venezia con le figure dei poliedri disegnati da Leonardo, insieme con un Libellus corporum regularium, da alcuni ritenuto usurpato a Piero della Francesca. Compose pure un De ludis ovvero Schifanoia che, fra l'altro, conteneva un trattato sul gioco degli scacchi.

PALESTRINA DA GIOVANNI PIER LUIGI (1525 -1594) Nato a Palestrina in Lazio, trascorse quasi tutta la sua vita a Roma dove fu prima fanciullo cantore nella Basilica di Santa Maria Maggiore, e in seguito maestro dello stesso coro, per incarico del papa Giulio III. In ogni sua opera si avverte la sua forte religiosità e inquietudine. Venne chiamato il "Principe della musica" proprio per la purezza e la bellezza immacolata che infuse alla musica sacra. Fu il massimo esponente della polifonia, e scrisse solo opere interamente vocali. Dopo la sua morte venne sepolto nella basilica di S.Pietro. Tra le opere più importanti del suo immenso repertorio ricordiamo: più di cento messe da quattro a otto voci; circa seicento composizioni fra mottetti, salmi, magnificat e brani sacri; duecento madrigali sacri e profani.

PAOLO III (1468 - 1549) Nacque a Canino e crebbe a Roma e alla corte di Lorenzo il Magnifico; ebbe una giovinezza dissipata e fastosa. Entrato nella carriera ecclesiastica per volere della madre, a soli venticinque anni fu nominato cardinale da Alessandro VI (1493) e ottenne numerosi benefici ecclesiastici, ma solo più tardi accettò di farsi sacerdote. Legato della "Marca d'Ancona", vescovo in varie sedi e cardinale decano con Leone X, si mise in luce per la chiara volontà riformatrice e la notevole abilità diplomatica, per cui alla morte di Clemente VII venne eletto papa quasi all’unanimità (1534). Mecenate, letterato e protettore delle arti, Paolo III affidò a Michelangelo il proseguimento dei lavori della basilica di S. Pietro e la decorazione della Cappella Sistina, fece ricostruire la Cappella Paolina e la sala regia del Vaticano, restaurò la basilica lateranense e favorì eruditi e scrittori.

PARACELSUS AMEOLUS BOMBASTUS (PARACELSO) (1493-1541) Nome latinizzato del medico, alchimista e filosofo svizzero Philipp Theophrast von Hohenhim, nato a Einsiedln e morto a Salisburgo. Figlio di un medico di Zurigo, studiò medicina in Germania, Italia e Francia. Dopo aver insegnato ed esercitato la professione medica in numerose città svizzere e tedesche, morì in circostanze sconosciute. Si propose di riformare la medicina per mezzo della "magia naturale", rendendosi con ciò interprete della grande esigenza innovatrice dell’età rinascimentale. A tal fine sostenne la necessità di indagare le forze magiche che reggono il mondo esterno (macrocosmo), idonee, a suo parere, ad agire anche sull’organismo, (microcosmo), dominandone le infermità. Servendosi dell’alchimia, intesa come arte di scegliere le sostanze che meglio condensano le virtù degli astri, diede impulso a una medicina a base chimica (iatrochimica) che trovò per oltre un secolo accesi sostenitori. Se la via indicata da Paracelso era destinata a rivelarsi ben presto profondamente sterile non fu però senza meriti la sua lotta polemica contro gli ambienti tradizionali legati a schemi ormai infecondi e superati.

PASCAL BLAISE (1623-1662) Già in giovane età è avviato dal padre verso gli studi matematici. A 16 anni pubblica l’Essai pour les coniques e già ventiquattrenne inizia a soffrire di una malattia. Intorno al 1646 conosce i giansenisti Adrien e Jean Deschamps che ne determinano la conversione alla fede giansenista. Partecipando alla vita mondana cerca di dimenticare i suoi affanni, ma non riuscendovi se ne affligge fino alla notte del 23-11-1654 in cui riacquista la fede in Dio. Si ritira quindi a Port Royal dove approfondisce i suoi studi teologici e migliora le sue capacità dialettiche. Pubblica le Lettere Provinciali, capolavoro di stile ed eleganza. Negli ultimi anni di vita si dedica alla realizzazione di un' opera apologetica, I Pensieri, che non riesce a terminare, e che verranno pubblicati postumi. Muore a Parigi dopo avere sopportato con ascetica rassegnazione ogni sofferenza fisica.

PETRARCA FRANCESCO (1304-1374) Nato ad Arezzo da ser Piero, detto Petracco. Trascorse l’infanzia ad Incisa mentre il padre partecipava ai tentativi dei Bianchi di rientrare in Firenze. Nel 1311 si trasferì a Pisa e l’anno seguente ad Avignone, nuova sede dal 1305 della corte pontificia. Qui Francesco studiò grammatica fino al 1320. Da quell’anno in avanti compirà molti viaggi, sempre finalizzati allo studio e alla ricerca. Petrarca scrisse molte opere sia in latino che in volgare. Indiscusso capolavoro è però il Canzoniere, una raccolta di liriche, dedicate in maggior parte all’amore per Laura. Fra le altre opere non bisogna dimenticare i Triumphi e il De viris illustribus.

PICO DELLA MIRANDOLA GIOVANNI (1463–1494) Con Marsilio Ficino è il massimo esponente dell’Umanesimo filosofico italiano. Studiò a Bologna, Ferrara e Padova. Nel 1484 si recò a Firenze e qui strinse rapporti con Lorenzo il Magnifico e Marsilio Ficino. Uomo di prodigiosa memoria e dottrina, nel 1486 presentò a Roma 90 tesi per una pubblica discussione su tutti i problemi di filosofia e di teologia; condannate 13 tesi da InnocenzoVIII, si rifugiò a Parigi, dove fu arrestato. Liberato per intervento di Lorenzo il Magnifico, si trasferì a Firenze. La sua opera esercitò un enorme influsso su tutta la cultura del Rinascimento europeo.

PIERO DELLA FRANCESCA (1410-1492) Nato a Borgo San Sepolcro, non si hanno notizie certe della sua attività artistica fino al 1439, quando è ricordato come collaboratore del Veneziano a Firenze. E’ stato detto che i suoi capolavori sono frutto di un’arte ‘’difficile’’. Elementi comuni nelle sue opere, e che ne denotano lo stile sono, oltre che l’impianto geometrico della prospettiva, l’assoluta immobilità, la sensazione di indifferenza e silenzio che comunicano i suoi personaggi, il colore e le linee. Piero dipinse capolavori quali Le storie della Croce (1452), la Madonna della Misericordia e la Resurrezione.

RAFFAELLO SANZIO (1483-1520) Figlio di un pittore di discreto livello, Giovanni Santi, nacque ad Urbino e morì a Roma dopo una vita intensa per esperienze esistenziali ed artistiche. I momenti fondamentali della sua vita furono tre: quello umbro (fino al 1504), quello fiorentino (1504-1508) e infine il periodo romano in cui raggiunse i vertici della sua arte con la decorazione delle Stanze nei Palazzi Vaticani.

ROSSO FIORENTINO (Giovan Battista di Jacopo 1495-1540) Nato a Firenze, fu seguace di Andrea del Sarto e si perfezionò sui disegni di Michelangelo. Fu, sotto molti punti di vista, un ribelle alle costrizioni classiciste ormai in crisi. Lavorò nel chiostrino dell’Annunziata e a Volterra lasciò il suo capolavoro, la Deposizione dalla Croce. Lavorò anche a Roma da cui fuggì in occasione del Sacco del 1527 rifugiandosi a Borgo Sansepolcro, dove dipinse una Deposizione, e a Città di Castello. Nel 1530 il Rosso andò a Parigi, dove rimase fino alla morte, chiamato da Francesco I a lavorare nella reggia di Fontainebleau che decorò con rappresentazioni storiche e mitiche allusive al suo regno .

RUZANTE (1502-1542) vedi BEOLCO ANGELO

SANTI DI TITO (1536 – 1603) Nato a Sansepolcro, a diciotto anni si trasferì a Firenze alla scuola di Angelo Bronzino; a ventidue anni andò a Roma dove continuò gli studi nella bottega di Benvenuto Cellini. Le sue prime opere non sorpassano il livello manieristico fiorentino-romano. Nel 1564 ritornò a Firenze e nel 1568 divenne membro della Congregazione di S.Tommaso d’Aquino. A Firenze Santi dipinse una serie di grandi quadri d’altare che sono considerati fra le sue opere migliori. Uno di questi si trova nella Cattedrale di Sansepolcro: L’Incredulità di San Tommaso. Altri quadri si trovano nel Museo Civico. Nel 1578 fu eletto cittadino di Firenze e da allora si firmò sempre "Fiorentino". Quando morì fu sepolto nella chiesa della SS.Annunziata della sua città di adozione.

SAVONAROLA GIROLAMO (1452-1498) Frate agostiniano, divenne figura eminente della Repubblica Fiorentina, formatasi a seguito delle guerre d’Italia. Sono rimaste famose le sue prediche tra cui quella del 1493, nella quale attaccò duramente gli atteggiamenti di rilassamento morale del clero e degli umanisti, rei, a suo dire, di aver perso di vista la realtà e i bisogni della gente comune. La sua figura è rimasta di primaria importanza nei secoli poiché fu uno dei primi ad avvertire il bisogno di una riforma interna alla Chiesa e a capire i pericoli che sarebbero potuti sorgere se ciò non fosse avvenuto. Fu condannato al rogo.

SOLIMANO IL MAGNIFICO (1495-1566) Grande sultano Turco eletto nel 1520; sotto il suo comando l’espansionismo ottomano si indirizzò contro l’Europa orientale.
Ebbe vari successi, al punto che nel 1529 pose l’assedio a Vienna. Riuscì a conquistare una parte d’Ungheria e buona parte della penisola balcanica, fino a conquistare la città di Belgrado, nel 1521. 

SPINOZA BARUCH DE (1632- 1677) Nacque ad Amsterdam da una famiglia ebraica che era stata costretta ad abbandonare la Spagna per intolleranza religiosa. Fu educato nella comunità israelitica di Amsterdam, ma nel 1656 fu scomunicato ed espulso da essa per "eresie pratiche ed insegnate". La sua fu un’esistenza appartata e dedita al sapere. La prima opera cui attese fu un "Trattato su Dio e l’uomo e la sua felicità"; nel 1663 pubblicò "Principi di filosofia cartesiana". Scrisse anche il "Trattato teologico-politico", ma senza dubbio la sua opera fondamentale fu: "Etica ordine geometrico demonstrata".

TASSO TORQUATO (1544-1595) Importante figura di letterato del XVI secolo, egli più di tutti, nelle sue opere, espresse le tensioni che percorrevano la società del suo tempo e quindi la società della Controriforma. Nacque a Sorrento ed ebbe una vita travagliata ed errabonda, ad eccezione di qualche periodo più sereno. Tormentato fu il suo rapporto con la corte che egli conobbe per aver vissuto soprattutto a Ferrara dove entrò nel 1565 al servizio del duca d’Este.
Pubblicò la sua opera maggiore con il titolo di Gerusalemme Liberata nel 1580.

TELESIO BERNARDINO (1509-1588) Nasce a Cosenza e si addottora a Padova nel 1535. Nel 1565 è a Napoli dove pubblica i primi due libri della sua opera più significativa "La natura secondo i propri principi". Muore a Cosenza dopo aver terminato, nove anni prima, la stesura della sua opera, articolata in nove libri.

BERNARDINO TELESIO
Telesio, con l’elaborazione del suo pensiero filosofico, riveste un ruolo ambiguo che ha suscitato impressioni differenti e riflessioni contrastanti da parte dei molti critici che si sono occupati della sua opera. Per alcuni di essi Telesio, inserito storicamente nell’età rinascimentale, è un pensatore proiettato filosoficamente in avanti, ma "più valente a distruggere che a costruire", considerando la sua rigida e minuta critica verso l’Aristotelismo e la relativa struttura metafisica. La parte costruttiva dell’opera telesiana consiste principalmente nell’elaborazione di un modello di fisica naturalistica basato sul rivoluzionario concetto di autonomia della natura dalla sfera metafisica e trascendente. La natura viene considerata da Telesio nella sua oggettività, nella quale lo stesso uomo si inserisce in quanto egli stesso è necessariamente natura, perché quest’ultima non rimanda mai ad altro da sé; essa cioè non può essere spiegata se non da sé stessa , perciò, perché risulti comprensibile all’uomo, egli deve assolutamente esserne parte. Questa partecipazione dell’uomo all’interno del modello telesiano si concretizza attraverso la sensibilità, intesa come l’unico strumento che consente di cogliere l’autorivelazione che la natura concede a quella parte di sé che è l’uomo stesso. In quest’ottica, con l’elaborazione di tale modello filosofico, Telesio compie un’interessante critica che investe tutti i punti della fisica aristotelica, focalizzando la sua attenzione sull’azione divina nella metafisica peripatetica e contrapponendo al modello aristotelico, una nuova forma di divinità che si pone come tramite tra le forze naturali, mantenendo l’ordine e stabilendo i principi di conservazione di tutti gli esseri. Ma la critica telesiana si indirizza anche verso il fondamentale assunto della metafisica aristotelica, il dualismo fra forma e materia, nell’intento di operare una restaurazione dell’unità del reale nel suo divenire. Nella sua azione, però Telesio non riesce ad essere incisivo fino in fondo e a scostarsi definitivamente dai presupposti fondamentali della magia e dell’elemento metafisico che ricompaiono per spiegare l’animazione del reale tramite la contrapposizione tra i principi naturali del caldo e del freddo intesi come forze all’origine del movimento. Tuttavia a Telesio bisogna riconoscere il grande pregio di aver affermato l’oggettività e l’autonomia del mondo naturale, riconducendo a tale concetto ogni aspetto della realtà e della vita umana, rivoluzionando quindi, anche l’etica  e le norme morali che, in relazione all’ordine fisico dell’esistente, si riducono a principi puramente naturali, quali la conservazione dello spirito vitale del mondo, cioè la tendenza di ogni essere a mantenersi tale, intesa come bene supremo e misura del piacere. In questo senso Telesio è molto importante per il cambiamento d’indirizzo filosofico e per l’apertura all’indagine scientifica, tanto che, il nostro manuale "Protagonisti e testi della filosofia", suggerisce di designare come suo continuatore, Galileo , preferendolo a Bruno  e Campanella che operano recuperando la parte "debole" del suo pensiero: magia e metafisica. Il relatore: GIULIO BRUGONI

TORQUEMADA TOMAS DE (1420–1498) Inquisitore spagnolo nato a Valladolid. Domenicano, della Congregazione della severa osservanza, confessore di Isabella e Ferdinando, riceve dai sovrani il compito di riorganizzare i tribunali dell’Inquisizione e di redigerne lo statuto. La sua Compilazione delle istruzioni della Santa Inquisizione (Siviglia 1484), modellata sulla legislazione dell’Inquisizione medioevale, è talmente severa che Sisto IV e Alessandro VI devono intervenire per moderarne il rigore. Favorendo le mire accentratrice della feudalità e dei comuni riesce ad ampliare il campo di competenza dell’Inquisizione da Siviglia, alla Castiglia e all’Aragona di cui diviene inquisitore generale nel 1482 ottenendo che i componenti del Tribunale fossero nominati dal re e non dagli organi pontifici. Torquemada vuole affrancare l’Inquisizione Spagnola dal controllo della Santa Sede. Sogna l’unificazione religiosa della nazione sotto i colori dell’ortodossia cristiana e perseguita ostinatamente i moriscos e gli ebrei. Torricelli Evangelista: (1608-1647) Nacque a Faenza e morì a Firenze. Fu prima allievo e poi successore di Galileo come scienziato di corte presso il Granducato di Toscana. Le sue ricerche fisico-matematiche, quasi tutte annotate in disordinati appunti, furono divulgate solo dopo la sua prematura morte. Il suo nome è soprattutto legato alla scoperta del barometro. Questo dispositivo, utilizzato per la misura della pressione atmosferica, è mirabilmente descritto nella raccolta "Lezioni accademiche", comprendente le conferenze tenute da Torricelli all'Accademia della Crusca.

VASARI GIORGIO (1511-1574) Nacque ad Arezzo nel 1511. A Roma fu allievo di Michelangelo e di Andrea del Sarto e la sua attività di pittore e di architetto si svolse fra quella città e Firenze, dove lavorò per Cosimo I dei Medici. Nel 1550 pubblicò le "Vite", una raccolta di biografie di artisti, che , nel suo complesso, disegna un profilo di storia dell’arte da Cimabue e Giotto ai grandi maestri del Cinquecento, fra i quali il posto d’onore è assegnato a Michelangelo. Morì nel 1574 a Firenze. Le "Vite" danno largo spazio sia all’aneddotica individuale sia alla descrizione delle opere d’arte. Sono sostenute da una passione tutta rinascimentale per l’arte e per le figure dei singoli artisti: l’opera esprime in modo compiuto il culto della personalità artistica, che viene sottratta all’anonimato di stampo medievale. - Da "Scrittori e opere" vol. 2, tomo 1-Marchese, Grillini-La Nuova Italia, 1986

ZWINGLI HULRICH (1484-1531) Umanista di formazione erasmiana. Nominato predicatore a Zurigo nel 1519, egli riformò la chiesa locale con l’aiuto delle autorità politiche, allargando poi la sua predicazione a Basilea e Berna. I punti di maggiore contrasto con i luterani furono la concezione dell’eucarestia ed un atteggiamento più aggressivo verso i cattolici. Venne ucciso a Kappel l’11 Ottobre 1531 .

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