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 '900 un secolo di auto - (2 di 4) 

1932 

"UN LIETO EVENTO"

LA BALILLA
"...che va finalmente verso il popolo" M.
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"Industriali, commercianti, esercenti ed impiegati, medici, ragionieri, avvocati, geometri, impresari, periti, ecclesiastici; giovani sportivi e maturi possidenti di campagna, signorine e mammine, tutti hanno riconosciuto nella nuova Fiat che nasce, la tanto invocata automobile finalmente accessibile nel prezzo, nell'uso e nella manutenzione. Non giocattolo dalla vita effimera e dalle limitate possibilità, ma vera, completa, superba automobile, fatta per durare e per servire; da accontentare ogni più disparata e più severa esigenza". (Le Vie d'Italia, maggio 1932, pag. 168)

I prezzi delle altre auto italiane sono decisamente ancora proibitivi non solo per il "popolo", ma anche per le categorie sopra accennate, salvo la prima. 
La Lancia Artena costa 31-33.000 lire. La Astura 45-47.000. L'Alfa Romeo 6 c Turismo, da 28 a 39.800. La 6 c Gran Turismo, 58-70.300. La 8 c Gran Sport L, 80-98.000. La 6 c GS spider 59.500.


 Un veicolo industriale  OM Tipo 3 Bod, 4 cilindri Diesel, lo chassis costa 90.000 lire, carrozzato camion 97.000.

Ricordiamo che in questo 1932, una camera al Grande Albergo Fiorina di Torino costa 12 lire; una bicicletta DEI modello A" lusso, 580 lire, Superlusso 675; un abbonamento annuale alle Vie d'Italia 25 lire; un litro d'olio 7 lire; un grammo d'oro 17 lire; una camera al Grand Hotel Carezza in alta stagione 9 lire;  mentre a Riccione la marina più cara della Romagna in alta stagione si spende dalle 2 alle 5 lire. Un chilo di pane costa lire 1,60, di carne 16 lire, un giornale 25 centesimi, un biglietto del tram 50. 
Infine un appartamento in città costa sulle 15-20.000 lire, ma in campagna una casetta non costa oltre le 10.000 lire.


(Collaborazione e testi di: Andrea Barbano

LA BALILLA

"""" Il 12 aprile 1932 e' una data molto importante nella storia dell'industria italiana: al Salone internazionale dell'Automobile alla Fiera di Milano, viene ufficialmente presentata la Fiat BALILLA ...la prima  vera utilitaria italiana. 

La BALILLA per certi versi puo' essere considerata la risposta della Fiat alla grande crisi economica internazionale, che nel triennio 1930-32 danneggia fortemente il mercato automobilistico nazionale e internazionale. E' sufficiente un solo, significativo dato: nel 1929 in Italia le nuove automobili immatricolate sono 33.436, nel 1931 scendono a 14.760. 
Proprio in quegli anni la Fiat e' presente con il modello "sbagliato": nelle stesse settimane del crollo della borsa di Wall Street (ottobre 1929) presenta infatti la "514" che sostituisce la piu' piccola e decisamente piu' "azzeccata" "509" del 1925. 

 

Con una eccessiva cilindrata di 1500 cc, la "514" rimane fino al lancio della BALILLA il modello piu' economico sul mercato italiano. Ed e' un fiasco clamoroso. Il pubblico rifiuta in pieno il nuovo modello, che in tre anni esce in appena 30.000 unita', mentre le "509" prodotte nel corso di quattro anni erano state circa 100.000. Il successo arride invece alla nuova e piccola BALILLA, le cui consegne iniziano nel luglio 1932. 
Disponibile nelle carrozzerie berlina 2 porte, torpedo e spider, e' la prima Fiat ad essere venduta ad un prezzo di 10.000 lire (10.800 per l'esattezza, ma dall'autunno dello stesso anno scende a 9.900 lire). La BALILLA ha un piccolo e compatto motore di 995 cc che sviluppa 20 cv e le imprime una velocita' massima di 85 km/h, piu' che sufficiente per le strade dell'epoca. Al volante la BALILLA si rivela piuttosto agile (specie nei percorsi montuosi) e di facile guida. Anche i consumi sono piuttosto contenuti e la manutenzione appare abbastanza semplificata; malgrado le ridotte dimensioni esterne (3,14) riesce a ospitare "dignitosamente" 4 persone adulte. 

Grazie alle sue molteplici qualita', la BALILLA ottiene un notevole successo in Italia e all'estero: con la piccola Fiat, una quota significativa della media-borghesia italiana si motorizza. Dal 1932 al 1937 ne sono costruite circa 115.000 unità, cui vanno aggiunte quelle costruite su licenza da case estere (NSU, Simca, Polski Fiat ecc...). In alcuni periodi, negli stabilimenti Fiat del Lingotto la cadenza produttiva di BALILLA tocca le 250 unita', una cifra "record" per un modello europeo. Nel 1934 esce una nuova versione, dotata di carrozzeria piu' moderna e cambio a quattro marce; la produzione cessa nella primavera 1937, con l'arrivo della 508 c -1100. 

ANNO 1933
LANCIA AUGUSTA E LA FIAT ARDITA


la Lancia Augusta

 Lancia Augusta e Fiat Ardita. Sono le due nuove automobili italiane che escono in quell'anno, l'ultimo ancora profondamente segnato dalla grande depressione economica e industriale: gli anni successivi sarebbero stati caratterizzati da una notevole ripresa, in Europa come negli Stati Uniti. La presentazione ufficiale di entrambe avviene al Salone Internazionale dell'Automobile di Milano, tenutosi al Palazzo dello Sport dal 12 al 27 aprile. Era stata proprio la grave crisi internazionale, esplosa con il "crack" di Wall Street dell'ottobre 1929, ad indurre Vincenzo Lancia -fondatore e indiscusso "capo" dell'omonima casa torinese- a studiare fin dall'anno successivo "il problema" di una vettura piu' economica, piu' accessibile all'automobilista italiano "medio" di quanto lo fosse stata fino ad allora la produzione Lancia, cosi' elitaria ed esclusiva. Le nuove "Artena" e "Astura", entrambe presentate al Salone dell'auto di Parigi nell'ottobre 1931, hanno infatti prezzi oscillanti tra le 32.000 e le 45.000 lire: quanto un discreto appartamento. Così, nel 1930-31, i tecnici Lancia iniziano in gran segreto lo studio del progetto "231". Ma, con esso, la dirigenza della casa torinese è ben lungi da sviluppare una nuova "vetturetta" economica, con cui iniziare una produzione di massa in concorrenza con la Fiat "Balilla". Proprio grazie a prodotti tecnicamente raffinati, limitati nella quantita' ma di qualita' elevatissima, l'azienda stava superando senza grosse difficolta' la grande crisi. Il progetto della piccola "231" fu quindi sviluppato sotto queste severe e indiscutibili condizioni. E il risultato fu, è appena il caso di dirlo, eccellente sotto ogni punto di vista. L' "Augusta" (gia' presentata in veste ufficiosa al salone dell'auto di Parigi dell'ottobre 1932 per sondare il parere di tecnici e pubblico, sotto il discreto nome di "vettura leggera Lancia") è la prima berlina al mondo con scocca portante, monta un moderno e compatto motore a "V" di soli 1196 cc da 35 cv e raffinati freni idraulici. La piu' piccola automobile mai prodotta dalla lancia fino ad allora (il "record" verra' poi battuto nel 1939 dalla "Ardea") è una elegante e slanciata berlina a quattro porte, dalle dimensioni compatte (3 metri e 81 cm) ma capace di raggiungere 105 km/h e dai consumi comunque ragionevoli (10-11 litri per 100 km). In sostanza, è proprio il suo prezzo di listino, 19.500 lire, a centrare l'obbiettivo che si era posto Vincenzo Lancia: estendere il suo prodotto a una clientela meno elitaria ma non per questo meno esigente in fatto di qualita', cui viene comunque richiesto un esborso doppio rispetto alle 10.000 lire della "Balilla". L' "Augusta", prodotta fino a tutto il 1936 in 17.300 esemplari, rappresenta una tappa assai significativa nella storia dell'automobile italiana: dimostra che le dimensioni contenute possono convivere con la piu' elevata qualita' di prodotto. Il prezzo di listino della "Augusta" è -curiosamente- identico a quello dell'altra principale novita' presente al Salone milanese di quel lontano 1933: la Fiat "Ardita". 
La piu' grande casa automobilistica nazionale -sull'onda dell'incredibile successo ottenuto con la "Balilla"- intende ora rafforzare la sua presenza nella fascia "media" del mercato. Ma il prezzo di listino è l'unico elemento in comune con la nuova, piccola Lancia: per il resto, l' "Ardita" e' davvero tutt'altra macchina. La Fiat presenta sul mercato una berlina a quattro porte piu' lunga e monumentale, dalle soluzioni tecniche convenzionali e meno raffinate (la prima Fiat a scocca portante uscira' solo nel 1950) e dai "grossi motori" di 1758 e 1944 cc (45 e 45 cv) che, equipaggiati su pesanti carrozzerie, raggiungono velocita' (100 e 105 km/h) inferiori o uguali rispetto all' "Augusta", che comunque risulta migliore per maneggevolezza e brillantezza di guida. In compenso, i costi di gestione che i possessori della nuova "media" Fiat devono affrontare sono di gran lunga superiori: molto piu' salata la tassa di circolazione e assai meno contenuti i consumi. Insomma, se da un lato la Fiat vuole dimostrare che a un prezzo identico della Lancia è in grado di offrire una macchina "piu' importante", dall'altro in quel 1933 -ancora segnato dalla crisi- l'automobilista italiano "medio" si trova costretto a scegliere tra un'auto piu' economica, brillante e tecnicamente avanzata e un'altra, superiore solo nei costi e un po' piu' spaziosa. Il risultato e' quasi inevitabile. L' "Ardita", lanciata con lo slogan "esce e conquista" è un vero e proprio "flop" commerciale: benche' si trascini stancamente nei listini Fiat fino all'estate 1938, ne vengono vendute appena 7500, ben 10.000 meno rispetto all' "Augusta". Le costose versioni "Sport" e "2500 6 cilindri" che vanno aggiunte alle altre "Ardita", discretamente veloci ma dai consumi sibaritici, riscuotono ancor meno consensi. L'insuccesso è tale che la Fiat deve rimediare prontamente, con la presentazione della modernissima "1500 6 cilindri" a soli due anni di distanza.

(Collaborazione e testi di: Andrea Barbano


LA BALILLA

La nuova auto era già stata presentata a Mussolini nella sede dello stabilimento di Torino il 9 aprile dal senatore Giovanni Agnelli, ed era stata battezzata  dal Duce ("col nome fatidico della nuova giovinezza italica - scrive le Vie d'Italia -  BALILLA, con una grande cerimonia dove si è evidenziato  l'"orgoglio della nazione fascista"...."un'automobile che va finalmente verso il popolo".

 Verso il popolo non proprio. Il prezzo lo abbiamo accennato sopra è di 10.800 lire. Un contadino guadagna 90 lire al mese, 200/260 un operaio, 350 l'impiegato, e solo un grosso dirigente, un generale e un Accademico d'Italia, prende 1000 lire; ma gli impiegati sono pochi e i dirigenti nelle piccole e medie aziende ancora meno. Domina "nella fabbrica" il "padrone", è lui a scegliersi come "dirigente" "il capo" (che anche se ha (raramente) dei titoli lui lo chiama semplicemente per nome Il Giuvanin, il Pierino, l'Amedeo, l'Attilio, Toni  ecc.). Normalmente è quasi sempre un uomo maturo  che ha fatto con lui la "gavetta" nell' "officina"; è servile ma è un suo fedele e zelante  dipendente, che sa qualcosa di più che leggere scrivere e far di conto; mentre per chi è addetto alla parte tecnica, al "padrone" è più che sufficiente un diploma di perito.

Prova ne sia che in una fabbrica-tipo di questo periodo, come la Bianchi Biciclette ha nel suo stabilimento quest'anno 1500 operai, ma solo 10 impiegati (rapporto 1:100 é la media nazionale) e UN SOLO dirigente, neppure laureato, ma solo perito meccanico. Quindi il sogno della macchina lo possono fare in pochi, e non certo gli impiegati, tanto meno gli operai, non siamo in America; devono passare ancora 30 anni !!

Nelle Vie d'Italia di aprile proprio del 1932 è riportato il Censimento Mondiale degli Autoveicoli (pag.da 105 a 109). "Negli Stati Uniti sono concentrati gli 88 centesimi degli autoveicoli esistenti in tutto il mondo, 26.697.398 su 35.805.632".
"In Italia ammontano a 291.587, Francia 1.459.650, Inghilterra 1.663.450, Spagna 189.650, Germania 679.300, Russia 57.640, Giappone 95.719 ecc."

Abbiamo accennato in altre pagine di questa Cronologia, alla crisi americana, ma nonostante questa, in America nel corso del 1931 si sono prodotte 2.030.532 auto, 435.784 camions; certo meno del 1930 (rispettivamente 2.901.251 e 599.991) ma comunque decisamente una produzione considerevole, opulenta. Una crisi di produzione relativa perchè  dobbiamo considerare che quasi ogni famiglia americana già possiede un'autovettura. 
Già al 1° gennaio 1931 (e dobbiamo aggiungere quelle prodotte nel 1931 - le 2.030.532)  troviamo la proporzione di abitanti di 4,59 per ogni automobile; mentre in Francia e Inghilterra abbiamo 28, Danimarca 31, Svezia 42, Svizzera 50,  Belgio 51, Norvegia 61, Germania 94, Spagna 119, mentre l'Italia è ferma a 142, battuta solo dalla Grecia con 147.

E' sufficiente un solo, significativo dato: nel 1929 in Italia le nuove automobili immatricolate sono 33.436, nel 1931 scendono a 14.760 (un numero pari alle auto che di media si producono e si vendono nell'arco di sole 48 ore negli Stati Uniti sempre nello stesso anno 1931.
La crisi americana era grigia, ma non era proprio nera nera come la raccontavano, e come molti ancora la raccontano senza avere sottomano i dati come questi; dei giornali dell'epoca!

(o nei libri di geografia dell'epoca (1932):
USA 133.000.000 abitanti. Italia 41.000.000
produzione frumento qli. 250.000.000.  It. 63.000.000
produzione mais 600.000.000. It. 32.000.000
bovini 57.000.000. It. 7.090.000
ferrovie 401.000 Km. It. 17.017.
Petrolio? In una settimana gli Usa ne estraevano pari al consumo dell'Italia in un anno (e costava un quinto)
I Telefoni in Italia sono nel 1932, 333.007 apparecchi (1,02% del mondo) gli USA 21.679.000 (59%). Solo New York possiede 1.702.889 telefoni  (6 volte l'Italia)
Quando l'11 dicembre del '41 la Germania dichiarò  guerra agli Stati Uniti (quindi anche l'alleata Italia) Mussolini era soddisfatto, dichiarò con tanta superficialità che ne era anzi "felice", da tempo andava dicendo che con l'America si doveva farla finita, che le potenze dell'Asse dovevano impartire una lezione agli USA...". Il commento dell'autorevole giornalista Giovanni Ansaldo, direttore del Telegrafo, fu molto sarcastico: "Ma il duce l'ha visto mai l'elenco dei telefoni di New York?".
E sulle cifre citate sopra non serve nemmeno fare un commento. E' tutto così irreale!

By: Francomputer


(Collaborazione e testi di: Andrea Barbano

ANNO 1935 - LA 1500

5 SETTEMBRE 1935 - Benche' la guerra etiopica sia ormai imminente e quindi il prezzo della benzina destinato inesorabilmente ad aumentare, la Fiat inizia le vendite della 1500, modernissima berlina di classe medio-alta. La nuova Fiat ha una filante e bassa carrozzeria a quattro porte dalla linea "audacemente aerodinamica" (cosi' la definisce il periodico specializzato "Auto Italiana); in particolare, nella parte anteriore spiccano i fanali incorporati nei parafanghi e il frontale fortemente inclinato. Con l'apparizione della nuova Fiat, quasi tutte le automobili europee in produzione invecchiano improvvisamente.
La razionalita' di progetto della 1500 si riflette anche nella sua ottima abitabilita': 5 comodi posti e un ampio bagagliaio. Anche la meccanica della 1500 e' d'avanguardia, con le sospensioni anteriori indipendenti e il termostato nel sistema di raffreddamento. L'elastico motore a 6 cilindri di 1493 cc sviluppa 43 cavalli e assicura la velocita' massima di 115 km/h, grazie anche alla riduzione dei pesi. Lanciata a un prezzo di 21.000 lire, la Fiat 1500 e' prodotta nelle varie versioni (B, C, D ed E) in 47.231 esemplari. Nel 1950 e' sostituita dalla 1400, prima Fiat a scocca portante. 

(Collaborazione e testi di: Andrea Barbano)

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