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20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
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D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
PERIODI
STORICI E TEMATICI |
PERSONAGGI E PAESI |
vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"
ANNO 1824
I Personaggi politici di questo periodo - I
MARTIRI ITALIANI DELLA LIBERTA'
una panoramica generale sull'intero anno
Nel corso dell'anno alcuni lutti nelle dinastie degli Stati italiani, causano diverse trasformazioni nei rispettivi governi. Alcuni sono unificati in un unico regnante, ma sono sempre legati alla dinastia asburgica, e quindi non cessano le repressioni che la linea politica austriaca persegue in Italia: direttamente sul Lombardo-Veneto, indirettamente negli altri Stati.
Nel Lombardo-Veneto la repressione poliziesca, gli arresti, i processi e le condanne esemplari (quelle alla pena capitale anche se sono state comminate non sono state mai eseguite ), hanno permesso agli austriaci di distruggere la rete cospirativa. Altrettanto negli altri stati, soppressa però con mezzi meno legali, preferendo i processi sommari e come pene non si sono lesinate le impiccagioni sulle pubbliche piazze.
La cultura del costituzionalismo però, grazie alle ramificazioni della carboneria, ma soprattutto dei tanti esuli degli stati più reazionari, non solo sopravvive ma fa nascere tanti altri movimenti rivoluzionari, spesso autonomi, non collegati fra di loro, comunque tutti antiaustriaci. Purtroppo proprio per queste carenze organizzative e senza un obiettivo strategico comune, sono tutti gruppi deboli, sempre esposti agli attacchi sistematici dei regimi polizieschi che si avvalgono di molti cittadini spinti alla delazione dai terribili castighi divini minacciati dal clero, o dalle somme o benefici messi a disposizione ai denunziatori.
La Restaurazione e l'assolutismo vive così il suo momento trionfale. Domina su tutta la penisola, con l'appoggio delle armi austriache, ma soprattutto anche con il sostegno della Chiesa. La pressione esercitata dai clericali sui sovrani é forte, e ancora più forte il dominio degli stessi legati pontifici incaricati a guidare i governi delle varie città dello Stato Pontificio. La nomina a segretario di Stato del cardinale Della SOMAGLIA, ha permesso alla Chiesa di organizzare uno stato poliziesco che si é incaricato di soffocare la repressione nei modi e con dei mezzi al di fuori di ogni legalità. Al cardinale Agostino RIVAROLA, capo di questa organizzazione, gli sono stati dati pieni poteri. Giudice unico nei processi sommari, non perdona. In Romagna la sua fama é già quella di un giustiziere senza pietà; fa tutto lui! accusa, giudica, condanna, e manda sulla forca i poveri malcapitati.
A dare una copertura di morale legalità, per ridurre mansueti i potenziali ribelli, per criminalizzare i fermenti liberali indicandoli come devastatori della fede, LEONE XII promuove a fine anno l'ANNO SANTO, per riparare - afferma - con la preghiera e le indulgenze al tentativo di distruzione dei millenari principi cristiani, messi così a dura prova in questi ultimi anni dai sovversivi, che hanno inseguito solo delle scellerate utopie del modernismo materialista.
Ai cospiratori, che Rivarola in Romagna fa arrestare a centinaia e centinaia, impone l'obbligo di confessarsi e gli esercizi spirituali, mentre in occasione delle molteplici riunioni liturgiche, sistematicamente abili predicatori, dai pulpiti delle chiese, invitano i fedeli alla delazione e indicare i sospetti rivoluzionari. Una caccia alle streghe permanente che offre ad alcuni soggetti senza scrupoli vendette trasversali di altro genere.
10 GENNAIO - Muore VITTORIO EMANUELE I. Restaurato il suo regno il 20 maggio del 1814, alla rivoluzione piemontese dei militari il 19 marzo del 1821, non volendosi assumere le responsabilità di una sanguinosa repressione aveva abdicato a favore del fratello Carlo Felice, ma assente, nominò reggente il giovane nipote Carlo Alberto di Carignano. L'uomo che seguendo l'istinto e la sua educazione liberale ricevuta in Francia sotto Napoleone, diede vita ai noti avvenimenti riportati nel 1821. (la concessione della Costituzione di Spagna 1812 ai cospiratori, seguito poi dal suo tradimento, temendo la minaccia dello zio di escluderlo dalla successione se non rinnegava quanto davanti ai liberali aveva solennemente giurato)
31 GENNAIO - Il giovane "nipote prodigo" CARLO ALBERTO, messo in disparte dallo zio, per riconquistarsi la fiducia, si era poi impegnato nella spedizione in Spagna, proprio contro quei liberali che avevano concepito quella Costituzione, considerata la migliore in circolazione, presa come simbolo da tutti i moti liberali europei ma soprattutto nei piccoli Stati italiani.
In Spagna si era poi riscattato agli occhi degli austriaci e della famiglia. Ed eccolo in Francia ora a giurare e a firmare una dichiarazione in cui afferma che quando salirà sul trono proseguirà quelle forme di monarchia che sono nella tradizione della sua famiglia. Cioè reazionaria, antiliberale, conservatrice, retriva. Insomma che avrebbe indossato come i suoi predecessori il codino e il cappellino a tre punte per reprimere i moti costituzionalisti, soffocare le idee liberali.
5 MARZO - Dopo le suppliche, le petizioni, le spedizioni di intellettuali milanesi a Vienna per chiedere la grazia per il conte CONFALONIERI, l'imperatore FRANCESCO I d'Austria, ha commutato la sentenza di morte in quella di carcere duro alla fortezza dello Spielberg.13 MARZO - Lutto anche nel ducato di Lucca- Muore MARIA LUISA di Borbone, gli succede il figlio CARLO LUDOVICO.
18 GIUGNO - Un decesso anche in Toscana con la morte del granduca FERDINANDO III di Lorena. Risalito anche lui sul trono con la restaurazione nel 1814, governò con una politica mite e paternalistica. Gli succede il figlio LEOPOLDO II (da non confondersi con il suo omonimo, figlio di Maria Teresa d'Austria, che resse il regno di Toscana dal 1765 al 1790, segnando una svolta importante nella storia della Toscana. Un caso esemplare di sovrano illuminato).
Questo suo omonimo, anche lui, come del resto aveva fatto il padre, proseguirà una politica abbastanza moderata, senza gli eccessi reazionari degli altri monarchi della penisola, tenendosi al riparo da moti e guerre del 1830-31. Ma non nel successivo 1848, quando mandò truppe in Lombardia in aiuto ai sabaudi contro gli austriaci. Poi intimorito per come si stavano mettendo le cose, abbandonò quell'ambigua partita dei Savoia e fuggì anche lui con Pio IX a Gaeta.
Con la disfatta di Carlo Alberto, la loro fuga fu utile come credenziali con gli austriaci per farli ritornare entrambi sul trono.
Ma Leopoldo non era più quello di prima, perse l'illuminazione e la moderatezza e non si fece proprio onore restaurando un regime piuttosto reazionario per dieci anni, fino al 1859, quando Firenze non lo sopportò più, il 27-28 aprile insorse e lo cacciò dalla città. Tentò di salvare la dinastia abdicando per il figlio e concedendo la costituzione. Troppo tardi, i toscani non si fidarono più. Con la cacciata e il successivo plebiscito finiva la dinastia lorenese.
Eppure il suo governo da questo 1824 fino al 1848, si segnalò subito per una intensa politica di opere pubbliche, come la bonifica della Maremma, la costruzione di molte strade, l'ampliamento del porto di Livorno. A lui si deve anche l'impianto delle prime strade ferrate in Toscana. Fu insomma fino al 1848 un buon governo, tanto che la Toscana rappresentò un'isola di relativa libertà in mezzo agli altri stati italiani. Scatenando l'entusiasmo dei sudditi aderì ad una Lega doganale con lo Stato Pontificio, il Regno di Napoli ed il Regno di Sardegna, e infine, il 17 febbraio 1848, promulgò la Costituzione (in verità era stato preceduta dal Borbone di Napoli, ma la sua Costituzione non fu strappata da alcuna rivoluzione). Premuto dall'opinione pubblica liberale, il 29 marzo '48, come abbiamo già accennato sopra, inviò truppe a fianco del Piemonte contro l'Austria. Ma la sua politica "italiana" si arrestò dinanzi alle proteste del governo di Vienna e ancor più a causa dell'atteggiamento di Carlo Alberto, che premeva per ottenere le "annessioni" al Regno di Sardegna. Intimorito dalle agitazioni del partito democratico seguite al ritiro dalla guerra contro l'Austria, Leopoldo abbandonò il Granducato e si rifugiò a Gaeta presso il Borbone (febbraio '49), finché le truppe austriache non avessero ristabilito l'ordine in Toscana. Ritornò a Firenze nel luglio '49, Granduca di nome più che di fatto, essendo il governo realmente sotto il controllo della cancelleria viennese. Rimase sul trono fino al 1859, quando un moto liberale e nazionale, scoppiato il 27 aprile, lo obbligò ad abbandonare nuovamente la Toscana. Abdicò in favore del figlio Ferdinando nel luglio di quell'anno, ma inutilmente perché, pochi mesi dopo, si ebbe l'annessione della Toscana alla monarchia sabauda. Morì in esilio in Austria.
16 SETTEMBRE - Anche in Francia lutto per la morte di LUIGI XVIII di Borbone. Salito al trono dopo la caduta di Napoleone, visse la successiva pausa dei Cento Giorni bonapartisti, poi si dimostrò sensibile alle richieste liberali concedendo una costituzione moderata e attuò una politica liberale di conciliazione nazionale. Per brevissimo tempo; dal 1820 con il ritorno dell'assolutismo, non si sottrasse neppure lui nell'instaurare un regime reazionario.
Gli succede sul trono CARLO X, che prosegue (lui già capo degli Ultras reazionari) il tentativo di restaurare il potere assoluto della monarchia francese più retriva. Decreta subito la Legge dell'indennizzo per i nobili spossessati, e (il prossimo anno) la Legge del sacrilegio, di forte ispirazione clerico-papale.
5 OTTOBRE - Papa LEONE XII nel suo Stato Pontifico non teme confronti nel ristabilire il regime feudale. Lo rafforza meglio di qualsiasi sovrano, ristabilendo il predominio dell'aristocrazia e naturalmente dell'episcopato. Non soddisfatto delle riforme del suo predecessore, già pesanti nella sfera amministrativa, ne attua delle nuove troncando con forza ogni velleità modernista nei settori economici, culturali, sociali e della proprietà privata.
Un ritorno al passato, mentre l'intera Europa, con il liberismo economico si sta aprendo non solo alle innovazioni tecnologiche ma - segnando profondamente la stessa politica - anche alle questioni sociali, confrontandosi con i grandi temi internazionali, dal colonialismo alla tratta dei negri, dalla democrazia americana ai grandi progetti della navigazione a vapore, delle strade, delle ferrovie, delle tecniche produttive, delle bonifiche: in una frase, "una Europa aperta a un progetto di "incivilimento"" che non appare più utopistico, ma sta modificando la vita di quei popoli laddove questi collaborano con la circolazione delle idee; cioè scrittori, economisti, scienziati, politici e comuni cittadini, tutti ostili al retrogrado conservatorismo.
Fra le tante leggi economiche penalizzanti del governo pontificio teocratico assoluto - mentre in Europa il Libero scambio è in questo periodo il tema dominante - emergono l'imposizione di dazi pontifici altissimi su tutti i prodotti stranieri. E non essendoci nell'intero Stato Pontificio grandi manifatture, industrie, razionali produzioni agricole (ancora sconosciuta perfino la rotazione delle colture) la circolazione delle merci é penalizzata, i costi altissimi, i consumi bassissimi, la carenza alimentare per 2.600.000 di abitanti drammatica, al limite della sussistenza con estesi fenomeni di malattie legate alla malnutrizione.
(il costo di uno staio di grano nel regno pontificio, rispetto agli altri stati della penisola, poteva variare fino a cinque volte in più)DICEMBRE - Leggermente diversa la situazione negli altri Stati. Grandi opere di bonifica, ridimensionamento dell'istituto della mezzadria, pionieristiche e coraggiose introduzione della manodopera salariata, mutamenti nell'organizzazione della produzione, specializzazione nelle culture, istituzioni dei monti granari, politiche di incentivi all'industrializzazione, nei trasporti ferroviari e fluviali e la nascita di porti franchi, iniziano a modificare sensibilmente i territori di alcuni Stati. Molti governanti sono legati ancora alla "provvidenza", altri più realistici, adottano le misure tecnologiche, le "cognizioni utili" che ormai appaiono in molti periodici, per produrre beni durevoli e derrate alimentari; o per lo meno vogliono sperimentare le nuove idee che circolano.
Proprio l'agricoltura, ancora esercitata in un modo arcaico, con i corsi d'acqua non controllati, in Sicilia alla fine dell'anno, colpita da una persistente grave siccità, muoiono molti animali di allevamento privi di foraggio e di abbeveramento. La conseguenza - vigente il retrivo medievale feudale sistema protezionistico - é la stagnazione di tutta l'intera economia siciliana per alcuni anni.
24 DICEMBRE - Nello Stato Pontificio ci si affida alle divinità. Papa LEONE XII, ai vespri di Natale, apre la porta santa delle quattro basiliche maggiori, ed inaugura l'Anno Santo.*** JEAN LUIS PREVOST e JEAN BAPTISTE DUMAS osservano per la prima volta.
LA DIVISIONE CELLULARE DI UN UOVO FECONDATO.*** CALUDE BURDIN costruisce la sua prima TURBINA IDRAULICA
*** CARNOT e LEONARD pubblicano Reflexion, contenente l'enunciato del Secondo principio della Termodinamica
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