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20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
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D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
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STORICI E TEMATICI |
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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"
ANNO 1825
I
Personaggi politici di questo periodo -
LA
CARBONERIA
I
MARTIRI ITALIANI DELLA LIBERTA'
una panoramica generale sull'intero anno
Con la morte all'inizio dell'anno anche di FERDINANDO I di Borbone, re delle Due Sicilie, e con i decessi dello scorso anno, sono scomparsi in Italia tutti quei sovrani che alla caduta di Napoleone erano tornati con la restaurazione sul trono. Con il regime antiliberale imposto dall'Austria (o meglio da Metternich) tutti si erano impegnati a combattere i costituzionalisti, i moti di ogni genere detti "liberali", a nuovamente imporre il loro assolutismo di imprinting feudale, in una forma ancora più dispotica, e questa volta non più su piccoli territori, ma su quelli che erano diventati nel frattempo in Europa dei grandi stati, degli imperi.
I successori, anche se non avevano provato l'onta della destituzione napoleonica, né al loro ritorno sul trono il piacere della vendetta covata nei lunghi anni di esilio, non hanno per nulla modificato l'atteggiamento reazionario dei padri; il loro conservatorismo è ormai genetico.
Anche a Napoli, scomparso Ferdinando, il sovrano tanto discusso negli ultimi cinque anni, con i suoi atteggiamenti sorprendenti e dalla condotta sconcertante, gli succede il figlio FRANCESCO I.
Appena salito sul trono per alcuni mesi - concedendo amnistie o graziando i condannati a morte - il nuovo re borbonico diede l'impressione di essere più clemente del padre, ma poi non si sottrasse al doppio piacere di spingere il suo apparato poliziesco a continuare la repressione, e con particolare accanimento a perseguitare quegli elementi che avevano dato vita alla rivoluzione napoletana del 1820; quella guidata dal generale Pepe, anche lui sempre bandito assieme ad altri suoi seguaci, pronti a catturarli tutti per mandarli sulla forca.
Se questa era la situazione dentro gli stati assolutisti, quasi tutti sotto l'influenza austriaca, quella esistente nello Stato Pontificio, con in giro sul territorio papalino il cardinale AGOSTINO RIVALORA con la sua famigerata polizia segreta, la situazione era molto più seria. Quest'anno colpito da un vero e proprio zelo repressivo, in Romagna, l'alto prelato conduce una spietata operazione di caccia ai cospiratori su vasta scala. A centinaia ne butta dentro le galere pontificie, sulle navi legati alle catene dei remi, impone obblighi religiosi per espiare nell'Anno Santo i peccati, e spesso preferisce dare loro "l'olio santo" giustiziandoli o impiccandoli sulle pubbliche piazze.
L'influenza della politica austriaca sulla penisola italiana non è solo apparente o potenziale, ma abbastanza effettiva. L'Italia appare di fatto parte integrante dell'impero austriaco, con tutti i sovrani alle dipendenza dell'imperatore. Questa sensazione appare evidente quando FRANCESCO I, scende nuovamente in Italia in maggio, per incontrare a Milano tutti i suoi "zelanti servi" sovrani della penisola, poi, per oltre tre mesi, fino alla fine di agosto, come a voler riaffermare - in prima persona e con la sua presenza fisica - il pieno controllo sull'Italia, compie delle solenni visite in quasi tutti gli Stati alla cui guida sono i suoi "burattini".
L'ultima di queste scene servili e umilianti la offre CARLO ALBERTO; l'uomo che la storia definisce enigmatico quando invece la doppiezza di quest'uomo è ampiamente manifesta. Dopo aver subito l'umiliazione della destituzione come reggente alla rivoluzione torinese del '21, dopo l' allontanamento dalla corte in un reparto fedele al re guardato a vista, dopo lo zelo dimostrato in Spagna contro i costituzionalisti per riscattarsi, i suoi esami di strisciante umiltà li deve sostenere davanti allo zio inginocchiandosi e facendo atto di sottomissione di fronte all'imperatore.
Per i costituzionalisti che avevano riposto la fiducia nel filo-liberale principe, come sostenitore della causa, più che provare delusione, provarono vergogna per lui. Anche se ben altri sdegni e ostilità devono ancora verificarsi e sarà ancora più amaro il calice che l' ipocrita principe darà a loro da bere; e se c'erano alcuni come Mazzini che credevano che questa sua doppiezza non fosse altro per non compromettere la sua successione e che una volta salito sul trono sarebbe ritornato filo-liberale e antiaustriaco, dovettero ricredersi. (Gli ci vollero venti anni di regno a Carlo Alberto, per tornare ad essere anti-austriaco, e purtroppo non persuase, non convinse né i liberali e poco dopo anche gli austriaci quando lasciò il trono al figlio Vittorio Emanuele.
IN CRONO GLI EVENTI DI QUEST'ANNO4 GENNAIO - Come già anticipato in apertura muore a Napoli FERDINANDO I, re del Regno delle Due Sicilie. Gli succede il figlio FRANCESCO I di Borbone.
25 GENNAIO - Insediatosi sul trono, Francesco I, con un atto di clemenza firma un amnistia, scarcera 144 forzati, ed evita una condanna a morte per un grave delitto. Pochi giorni dopo il 22, ne concede un'altra di amnistia, cancellando tutti i procedimenti in corso per i fatti del 1820 (ammutinamento militare del generale Pepe). Sono quindi compresi tutti i ricercati, sia dei moti rivoluzionari napoletani sia quelli separatisti siciliani. Oltre seimila esuli che si sono sparsi in ogni direzione, aiutando spesso altre rivoluzioni in corso, come quella fortunata in Grecia contro i turchi o quella sfortunata accanto ai costituzionalisti di Cadice in Spagna, soffocata dallo "zelo riparatore" di Carlo Alberto.
In giugno, imitando altri governanti che credono nelle nuove economie di mercato, fa aprire a Napoli una Cassa di Risparmio, permette operatività a delle società commerciali e dà il battesimo alle prime società di assicurazioni. - In agosto con un'altra amnistia, fa scarcerare anche tutti i condannati per i fatti del 1820 in Sicilia e a Napoli.
10 MAGGIO - La città di Milano ospita riservando grandi feste regali e cerimonie religiose, l'Imperatore d'Austria FRANCESCO I, la sua consorte, e tutto il suo seguito, oltre duemila funzionari e altrettanti addetti ai servizi di corte.
Le feste nel palazzo reale, sono intercalate per tutto il mese dagli incontri di tutti i sovrani degli stati italiani: duchi, duchesse e tanti nobili lacché. Naturalmente le politica che si vuole riaffermare è quella del controllo egemonico austriaco su tutta la penisola, e l'Imperatore che la espone nei saloni é solo un virtuale relatore delle strategie che sono invece concepite e applicate dentro altre piccole stanze della diplomazia in cui domina sempre il diabolico cancelliere Maetternich.
L'imperatore, la consorte e il seguito lasciano poi Milano e nei successivi tre mesi visitano con grande pomposità moltissime importanti città dell'austriaca e "colonizzata Italia"
25 GIUGNO - Nel Lombardo-Veneto, nella città di Pavia, che finora non ha mai avuto movimenti rivoluzionari, in concomitanza con il viaggio imperiale, si verificano tumulti negli ambienti studenteschi, con tendenze antiaustriache. Forse sono i giovani ad avvertire per primi un avvenire con sopra una cappa di "grigiore austriaco" e sono i primi a ribellarsi. Gli interventi della forza pubblica causano scontri, sparatorie, restano uccisi due studenti.
31 AGOSTO - L'implacabilità del cardinale RIVAROLO in Romagna tocca i vertici di una repressione imprevedibile quanto spietata. La sua famigerata polizia speciale compie numerose retate. Oltre cinquecento sono gli arrestati per cospirazione. Il delegato pontificio è unico giudice, ed è lui in persona a condannare senza appello.
La repressione è rigorosa, le motivazioni sono spesso fondate su pretesti anche all'interno della normale vita quotidiana. L'arresto viene infatti esteso anche a chi in luogo pubblico commenta o critica le operazioni della polizia o l'operato del prelato.
Gli inviti alla delazione, sono additati come un "dovere sacrosanto" per conservare la tranquillità dei cittadini, dato ad intendere come il necessario caso di coscienza per la salvazione dell' autorità infallibile del papa e della supremazia temporale della Chiesa cattolica.
24 DICEMBRE - Si conclude alla vigilia di Natale, l' Anno Santo 1825, che è stato uno degli anni peggiori. La carità cristiana non l'ha certo distribuita nei dodici mesi il cardinale Rivarola come rappresentante dello Stato della Chiesa, e la libertà degli italiani e il liberismo, di certo sono stati mercanteggiati a Milano con gli austriaci dai nobili, per poter conservare i loro piccoli spocchiosi privilegi o i possedimenti fatti di terreni incolti.
Il progetto "incivilimento" non ha certo da entrambi ricevuto un accelerazione, e quello economico, pur con grande volontà imprenditoriale e grandi possibilità finanziarie è stato penalizzato, stroncando le produzioni lombarde, già avviate alla rivoluzione proto-industriale.
In Lombardia, proprio quest'anno sono arrivati e si stanno diffondendo i primi TELAI JACQUARD, che in parallelo allo sviluppo della gelsicultura e bachicoltura, sono le basi dei primi nuclei industriali della zona: il tessile. Poi ci sono le nuove tecnologie agricole, i campi irrigui, le risaie, gli allevamenti di bovini, vaste unità produttive, di proprietà non solo nobiliare, lavorate da manodopera salariata.
Sono tutte diversificate attività con tutte le carte in regola, tutte pronte per il decollo economico, ma l'Austria incentiva le produzione nel proprio paese e non nel Lombardo-Veneto, riversando sui mercati italiani ampie quantità di prodotti che determinano una massiccia caduta dei prezzi interni dei vari stati, costringendo così le prime grandi fabbriche e le prime grandi aziende agricole a chiudere o a ridimensionarsi, a ridurre per i bassi profitti gli investimenti, a far fuggire all'estero i capitali liquidi ormai negli ultimi tempi solo più in mano alla nuova borghesia e non all'aristocrazia.
Penalizzata la prima, distaccata la seconda, la crisi avrà ripercussioni gravissime sul decollo dell'industria proto-siderurgica e proto-meccanica, che a sua volta nel periodo dello sviluppo sia del materiale ferroviario sia navale per le reti di comunicazione non solo non sarà pronta con qualche modesto impianto, ma questi appaiono del tutto inesistenti. Un ritardo tecnologico di un settore che sembra così distante dall'attività agricola ma che paradossalmente penalizzerà proprio questo settore allora locomotiva trainante dell'economia: il piccolo podere a coltura intensiva come i grandi latifondi estensivi pur assi portanti dell'economia, il Paese che é priva di una rete di traffici distributivi meccanizzati (treni o navi), non avrà sbocco sui mercati, non riuscendo così a incentivare sia la quantità con una maggiore organizzazione sia la qualità con una migliore selezione.
Nel centro e nel nord Europa, stanno invece nascendo già le accademia agrarie che puntano (con simposi scientifici) sull'agricoltura con le colture e gli allevamenti intensivi piuttosto che a quelli estensivi; e gli stessi grandi centri siderurgici (con simposi di economisti) sono dislocati con lungimiranza in luoghi dove esistono grandi potenzialità produttive, che allora come in Italia, erano unicamente agricole.
La rivoluzione proto-industriale in Italia accuserà in questi anni (fino al 1865) un ritardo di trent'anni, e anche quando decollerà la vera rivoluzione industriale nel 1896, ne avrà accumulato di ritardo quasi cinquanta. Infatti gli sviluppi dell' industria siderurgica, meccanica, navale e ferroviaria, nel 1896 erano ancora fermi a quelli della Germania del 1846.IL 27-Settembre, STEPHENSON inaugura A YORKSHIRE
la Prima FERROVIA DEL MONDO
*** Un muratore, ASPDIN a Portland inventa IL CEMENTO, detto ""la pietra artificiale" perché più resistente in alcuni casi di quella esistente in natura. Lo si ottiene triturando altre pietre, ma tipiche sono le pietre di Portland che allora erano quelle che si prestavano meglio alla nuova tecnica, e con un processo di sinterizzazione a 1300 gradi.
*** NIEPCE concepisce e realizza la Prima FOTO DELLA STORIA utilizzando il bitume. Questa sostanza presente in natura, cosparso su un particolare supporto, essendo fotosensibile, indirizzando su esso un raggio di luce a varie intensità provoca delle alterazioni sulla sua superficie; diventa in pratica un perfetto negativo.
*** In Russia scrive PUSKIN, mentre BYRON muore in guerra