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CRONOLOGIA

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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1829  
SCIENZA E CULTURA
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I Personaggi politici di questo periodo

*** LE RIPERCUSSIONI DELL'INDIPENDENZA IN GRECIA
*** L'OSTACOLO RUSSO ALL'ESPANSIONE AUSTRIACA
*** LA REPRESSIONE PONTIFICIA IN EMILIA E ROMAGNA
*** AVVENIMENTI NELLE DUE AMERICHE

 una panoramica generale sull'intero anno

Il fatto più rilevante dell'anno nell'intera Europa, è indubbiamente l'indipendenza della Grecia dall'Impero Ottomano. E' la prima affermazione del principio di autodeterminazione dei popoli, il diritto di scegliere autonomamente la propria condizione politica. E' un grosso successo politico del movimento liberale greco, però conseguito in un modo anomalo e perfino paradossale.
Questa ambizione osteggiata fortemente dall'Austria (pur nemica dei turchi), con i primi moti indipendentistici dei liberali greci (con molti esuli italiani al loro fianco) scesero in campo per combattere al loro fianco contro i turchi, alcune grandi  potenze legate al quel rigido sistema politico stipulato al congresso di Vienna con la Restaurazione, e fu  rotto perfino il patto della Santa Alleanza.
Troviamo schierata l'Inghilterra,  a tradizione liberale, che aveva preso a Vienna  le distanze dalla linea politica reazionaria, mentre riguardo al Patto (qui gli inglesi a Vienna si erano dissociati nettamente) troviamo invece la Russia addirittura disponibile con un intervento armato a difesa dei greci. E questo fu abbastanza singolare.
Perchè la Russia legata all'Austria e alla Prussia dal Patto,  non ha mai smesso nel proprio paese di essere conservatrice e restauratrice del sistema monarchico più assolutista. E nemmeno ha smesso di reprimere  ogni movimento costituzionalista. Eppure corre in aiuto dei greci indipendentisti.
L'abbiamo vista la Russia dello zar  Nicola nel '25 a Pietroburgo soffocare duramente la rivolta liberale (la decabrista), poi, come vedremo il prossimo anno - nell'insurrezione popolare in Polonia, correrà subito in aiuto all'alleata Austria per reprimere nel sangue la rivoluzione  polacca, che  aspirava a una sua indipendenza.  La Russia stracciando la costituzione che i polacchi avevano già proclamato, non solo in questo caso aiuterà l'Austria, ma con le sue truppe occuperà   Varsavia. togliendo definitivamente il sogno indipendentistico ai polacchi. Una mossa quella russa, simile a quella fatta sui Balcani quest'anno, con la differenza che invece dell'indipendenza  instaurò in Polonia il suo giogo. Lo scopo però identico: impedire l'estensione del dominio austriaco a est, visto che a Vienna conquiste all' ovest erano ormai impossibili.

L'insofferenza dimostrata dall'Austria all'indipendenza greca, era apparsa subito singolare. Da secoli ai suoi confini l'Austria combatteva i turchi che dominavano gli interi Balcani, eppure invece di essere compiaciuta che i greci avessero a sud indebolito l'impero ottomano,  che era ormai (per tanti motivi)  sull'orlo del collasso, si era  schierata contro i greci pur di non permettere a loro l'indipendenza dai turchi.
Che l'Austria avesse mire sugli interi Balcani apparve a tutti chiaro, e allarmistico lo fu per gli  russi. Sfruttando la debolezza dei turchi degli ultimi tempi, l'Austria non più impegnata a ovest (in particolare in Italia dove ha ritirato lo scorso anno  i contingenti) potenzialmente era in grado di occupare tutto il territorio balcanico dalla Grecia fino al delta del Danubio, quindi tutta la costa orientale del mar Nero, ricacciando i turchi in Turchia.

Lo scopo di entrambe le due potenze - Inghilterra e Russia -  non era certo per far rispettare i nobili principi liberali, ma sia l'appoggio sia  l'intervento era quanto mai opportuno, ed era dettato da motivi economici e geopolitici. C'era in pericolo l'intero equilibrio   politico europeo. Chi avrebbe  cacciato più via dai Balcani l'Austria se a Metternich gli riusciva questo diabolico disegno?

Ad anticipare queste mosse  é l'Inghilterra, che  stranamente ha sollevato la questione,  guarda con simpatia i greci, ma non partecipa con un'azione militare,  anche se ha lo stesso disegno concepito da Metternich: quello di riuscire - schierandosi con la Grecia - ad ottenere una base nel basso Mediterraneo o nell'Egeo.  Altrettanto, ma molto più motivato (visto che divide i confini con gli austriaci) é la strategia dello zar Nicola (succeduto al poco astuto Alessandro che aveva firmato il famoso Patto) . L' occasione della Russia a intervenire  é dunque lo scoppio dell' indipendentismo  greco.
Lo scorso anno la Russia ha  dichiarato ufficialmente guerra alla Turchia. Mobilitando il suo grosso esercito la Russia ha poi attraversato velocemente i Balcani, ha puntato a Varna nel cuore dell'impero ottomano  e il 14 SETTEMBRE minacciando di andare oltre, con il Trattato di Adrianopoli, non solo si  assicura (abbastanza facilmente) il controllo del delta del Danubio e la costa orientale del mar Nero, ma  ottiene dai turchi  l'indipendenza della Grecia (prezioso cuscinetto a sud tra la Turchia e i Balcani) e   appoggia poi  l' autonomia  alla Valacchia e alla Moldavia al Protocollo di Londra (un altro sgradito cuneo per gli austriaci messo a nord tra Vienna e i Turchi)

Da questo momento gli equilibri, sia quelli già fissati, sia quelli potenziali, sono in Europa profondamente cambiati. Inoltre quasi tutti i governi reazionari (dopo l'indipendenza greca che sta riaccendendo l'indipendentismo)  hanno al loro interno grossi problemi di ordine pubblico con i movimenti rivoluzionari liberali. Alcuni Stati più democratici, più sensibili ai tempi, modificheranno notevolmente il proprio governo concedendo l'indipendenza o la monarchia costituzionale, altri, come l'Austria e la Prussia, lontanissime dai principi liberali inglesi, belgi e francesi, non rinunceranno invece mai alla dura politica di repressione; anche quando - nel '47 - salirà sul trono Francesco Giuseppe, pur con il famigerato Metternich caduto in disgrazia.

In Italia in  buona compagnia con il governo di Vienna,  é lo Stato Pontificio e il Regno borbonico delle Due Sicilie. Entrambi proseguono anche quest'anno le persecuzioni dei liberali, con le esemplari e numerose condanne a morte o al carcere duro.  Tuttavia non riescono ad impedire la nascita di nuove sette, e l'aumento dei loro affiliati; alcuni sfidando le severe repressioni messe in atto pagheranno con la vita il loro coraggio, altri saranno autori di clamorose dimostrazioni politiche, e altri ancora iniziano a coordinare anche all'estero  i vari gruppi; non ancora con un unico e chiaro obiettivo, ma comunque nell' insieme utile a far nascere prima di tutto una coscienza nazionale anche negli strati bassi della popolazione; finora esclusa da una attiva partecipazione ai moti.
A favorire questa accentuata sensibilità e una certa complicità,  sono  gli ultimi dieci anni della dura e costante  repressione operata dagli stati più reazionari, e la scintilla dei  moti liberali che esploderanno il prossimo anno in Francia, poi in Belgio, in Polonia.
Il popolo minuto, la grande massa, vincolata sempre alla servitù e mantenuta nella totale ignoranza (quindi distaccata dal mondo esterno)  nell'interrogarsi, nel cercare  "perchè?" alcuni comuni amici finivano ghigliottinati o impiccati pubblicamente, lentamente scoprivano così  le motivazioni;  qualcuno parlava loro e  gli comparava altri governi dove esisteva da tempo più democrazia e più libertà di espressione. Insomma il popolo, il contadino, il piccolo artigiano, scopriva che al di là dei confine del suo retrogrado Paese, esisteva un altro mondo e si viveva in un altro modo.

Non a caso che i prossimi moti rivoluzionari con  la partecipazione di popolo  si verificheranno dove il   boia era sempre molto attivo e la repressione più feroce. Spietatezza che colpiva non il militare ribelle, il nobile decaduto o il borghese avvilito (come dal 1820 in poi)   ma da un po' di tempo colpiva la gente comune, come a Faenza lo scorso anno: il fornaio, il calzolaio, il barbiere, il cappellaio. Che non erano assassini, ladri, delinquenti, ma avevano solo espresso uno spontaneo desiderio (coltivato  un po' da tutti nel profondo) di essere più liberi nelle quotidiane attività e nei rapporti (commerciali e culturali) con gente di altri città e Paesi. Mica volevano cambiare i dogmi! Volevano semplicemente partecipare alla vita della collettività. Volevano affiancare i governanti, che soprattutto nelle città dello Stato Pontificio, erano gli autocrati vescovi.

All'inizio dell'anno (10 febbraio) muore   uno dei protagonisti di questi ultimi tempi: Papa LEONE XII:  Viene eletto (il 31 marzo dopo un lungo conclave) PIO VIII (che però vivrà solo un anno). La politica pontificia nello Stato della Chiesa non cambia e non viene per nulla alterata. Anche quando nel '31 salirà sul soglio   GREGORIO XVI; continuerà a condannare in blocco la modernità nello Stato Pontificio e rifiuterà il dialogo fra cattolici e liberali. Inoltre non viene alterata anche perchè il vero potere politico sarà quasi sempre esercitato dal  potente cardinale GIUSEPPE ALBANI. Lui a gestire la sede vacante di quest'anno, poi con Pio VIII nominato  Segretario di Stato, ed é  ancora lui a gestire il lungo vuoto creatosi anche nel conclave del '30-'31 ). E lui - in tutte le circostanze - ad emettere editti, a minacciare misure repressive, a guidare le  truppe pontificie e a chiedere aiuto agli austriaci per stroncare  i moti, i tumulti e le numerose tempeste rivoluzionarie dei prossimi tre anni dentro lo Stato Pontificio in pieno fermento.

CRONO DEI FATTI DELL'ANNO

1 GENNAIO - La prima notizia dell'anno è molto positiva sul piano sociale educativo. Il sacerdote pedagogista FERRANTI APORTI, a Cremona fonda una scuola per bambine dai due anni e mezzo ai sei.  Lo scopo oltre quello di custodirli è di educarli fin dalla tenere età per formare una coscienza morale e politica unitaria (oltre naturalmente quella cattolica fin dai primi anni). E' in sostanza il PRIMO ASILO INFANTILE per l'infanzia. La felice idea  si diffonde rapidamente in tutti gli Stati italiani, molto incoraggiata dal clero.

12 GENNAIO - Quasi a voler sfidare l'ordinanza di soppressione del periodico L'Indicatore genovese (avvenuto il 1° gennaio a Genova, Regno Sabaudo), a Livorno (nel Granducato di Toscana) nasce dopo appena dodici giorni un omonimo foglio: L'Indicatore livornese. A dirigerlo il giovanissimo (24 enne) DOMENICO GUERRAZZI; autore lo scorso anno di un romanzo storico di grande successo, La battaglia di Benevento; per la critica il primo romanzo storico italiano con intenti politici.
Precoce uomo politico (lo troveremo poi eletto deputato e ministro degli interni nel '48  nel governo granducale) GUERRAZZI é anche autore di  numerosi scritti polemici non inferiori a quelli del giovanissimo Mazzini che collabora allo stesso periodico fin dall'inizio della  pubblicazione a Genova.
Il sodalizio  con Mazzini è ancora idilliaco in questo periodo, ma poi Guerrazzi rifiutò nel progetto Italia Unita, quell'unione dal Mazzini suggerita, tra Toscana e Repubblica Romana, e i rapporti si ruppero. Guerrazzi verrà poi arrestato nella restaurazione granducale, ma nel 1861 con il regno sabaudo lo ritroveremo nuovamente in Parlamento con la sinistra fino al 1870.

10 FEBBRAIO - Muore a Roma Papa LEONE XII. Il conclave, durato cinquanta giorni, elegge il 31 MARZO con il nome di Papa PIO VIII, FRANCESCO SAVERIO CASTIGLIONI. Il suo pontificato sarà brevissimo, poco più di un anno. Ma salendo sul soglio ha nominato segretario di Stato il già potente cardinale GIUSEPPE ALBANI. Sarà lui a gestire - e non solo  i periodi vacanti - il governo pontificio e la repressione nei prossimi tre anni "caldissimi" con i tanti "temporali" rivoluzionari.

28 FEBBRAIO  - Proprio durante il conclave la polizia pontificia irrompe in una riunione di carbonari intenti a celebrare riti di iniziazione di nuovi seguaci. Sono arrestati tutti.

23 MARZO - Tre condanne a morte e molti ergastoli ai cospiratori sono stabiliti dalla commissione speciale di Napoli contro i crimini di Stato, per gli arrestati per i fatti dello scorso anno nel Cilento.   FRANCESCO I ne ha graziati alcuni ma  tre purtroppo sono costretti a  salire sul patibolo.

30 MARZO -  Sfida plateale nella piazza maggiore di Cesena da parte di alcuni costituzionalisti. Nella notte viene innalzato al centro un "albero della libertà". Repressione il giorno dopo in città della polizia pontificia con alcuni arresti di giovani  sospettati della bravata, che invece é una vera e propria sfida e una dimostrazione politica che ottiene un grande effetto.

16 MAGGIO - DUCATO DI PARMA - "Isola felice d'Italia";  così é considerata la città dai liberali, nonostante la reggenza sia stata sempre affidata fin dalla restaurazione agli Asburgo,  a Maria Luisa d'Austria (figlia dell'imperatore Francesco, vedova di Napoleone)  e al marito conte ADAM, morto il 23 febbraio di quest'anno. Un decennio di pacifico sviluppo, senza clima di terrore, con un governo  sempre attento allo sviluppo del progresso e anche munifico promotore delle scienze e delle arti. In questo giorno, 16 maggio viene inaugurato una delle più importanti realizzazioni culturali della città, volute dal conte: Il TEATRO DUCALE, uno dei più stupendi teatri lirici d'Europa, opera dell'architetto NICOLA BETTOLI.

15 GIUGNO - "Isola più infelice d'Italia" così verrà considerata fra poco da Massimo d'Azeglio la Romagna, rivelandone l'arretratezza economica e culturale oltre che politica,  in un suo famoso libro sulle insurrezioni in Romagna. Una regione dal carattere generoso  e liberale come   altre, ma sempre angosciata o agitata nel muoversi dentro un ambiente dove il sospetto e la delazione semina il terrore  spesso gratuito e pretestuoso anche nei ceti più bassi; un inquietudine  giustificata, perchè sembra incredibile che garzoni o semplici barbieri potessero concepire e guidare quelle intricate cospirazioni di cui erano accusati.
Un editto del nuovo segretario di Stato ( Albani ) che affianca ora il nuovo papa, ribadisce - come se non bastassero gli  editti del cardinale Rivarolo - che sono tutte fuorilegge qualsiasi tipo di società segreta, e riconferma le severe punizioni degli aderenti, anche i semplici simpatizzanti e chiunque critica l'opera della polizia pontificia.

17 GIUGNO - A NAPOLI   sono catturati per delazioni i protagonisti della rivolta di Palinuro dello scorso anno. Alcuni seguaci sono condannati al carcere duro a vita, mentre i due promotori, DONATO e CAPOZZOLI, vengono condotti nella stessa Palinuro e fatti giustiziare - come severo  monito - davanti al pubblico.

24 SETTEMBRE - A Roma una serie di condanne della Commissione speciale contro i cospiratori e i seguaci della carboneria, si abbatte sul gruppo scoperto e arrestato in marzo. Condanna a morte per un sacerdote, GIUSEPPE PICILLI ritenuto gran maestro della carboneria, e altre condanne al carcere perpetuo per ventisei seguaci.

14 NOVEMBRE - Dopo il lutto nel ducato di Parma (morte del conte Adam)  tocca al piccolo ducato di Massa e Carrara. Perde oltre che l'arciduchessa MARIA BEATRICE CYBO d'Austria, che è la madre di Francesco IV duca di Modena,   anche la sovranità di Stato, piccolo ma finora autonomo. Infatti, viene inglobato dal figlio, al ducato di Modena. E' l'ultimo atto di questa singolare città che cessa cosi di esistere come regno automo. Anche questo piccolo regno "asburgico", é stato sempre considerato una "piccola isola felice" in Italia. Persecuzioni, pene capitali, repressioni, clima di terrore, in città non sono mai apparsi, e neppure grandi contestazioni o rivolte.

INTERNAZIONALE

*** In INGHILTERRA, il Parlamento con forte opposizione dei conservatori (i tory) approva il decreto di emancipazione dei cattolici e dà ai loro rappresentanti  il diritto di entrare nella camera dei Comuni.
Un decreto accettato nel Paese, ma contestato fortemente in Irlanda dove la situazione resta molto tesa tra i protestanti (proprietari terrieri dell'Isola) e i cattolici, nullatenenti costretti a lavorare per i primi in condizioni pietose e sempre subordinati.

*** La FRANCIA in piena attività colonizzatrice. Quest'anno tocca al Madagascar. Assediata dai francesi con una potente forza navale, pur con una forte resistenza indigena, l'isola (ripetutamente bombardata dal mare) andrà incontro alla sua sorte. Capitolerà. Il prossimo anno toccherà all'Algeria.

*** In AMERICA, negli STATI UNITI, con la nuova presidenza JACKSON, inizia una politica  di democratizzazione. Sorgono le prime organizzazioni di lavoratori che insieme al governo  riescono a impostare un programma con  alcune riforme  sociali ed economiche come quelle di una giusta retribuzione dei salariati (una specie di statuto e contratto di lavoro delle varie categorie)

*** In AMERICA LATINA, la situazione è invece molto caotica in quasi tutti gli Stati. I vuoti di potere creati dalla  crisi spagnola e portoghese in Europa negli ultimi anni, hanno permesso ad alcuni grandi proprietari terrieri (in precedenza mai tenuti in considerazione politicamente dalla madrepatria ) di sostituirsi alla guida dei vari territori del continente; ognuno appropriandosi di vaste aree; ma non contenti, alcuni tentano con ogni mezzo di annettersi quelli vicini che a loro volta hanno le stesse ambizioni. Una lotta intestina tra i signori locali. Questo accade in Perù, in Bolivia, nella Colombia, in Argentina. In quest'ultima, dopo mesi e anni di totale anarchia nelle varie province (ognuna con un ambizioso possidente locale), un capo  di Buonos Aires, JUAN MANUEL DE ROSAS, riesce a prendere il potere ed instaurare un regime autoritario nel governo del Paese.

CONTINUA ANNO 1830 >