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CRONOLOGIA

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< approfondimenti sul periodo vedi
"RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1925
SECONDA PARTE  - TERZA PARTE - L'ASCESA DI  DINO GRANDI
Scoperte/Scienza  - Cultura/Costume  - I  PERSONAGGI DEL PERIODO

 

IL CAPODANNO di questo 1925, é diverso dai soliti, porta con se' in un'atmosfera drammatica e densa d'incognite, tutti aspettano il tanto atteso mattino del 3 gennaio, quando Mussolini nel suo discorso annunciato alla Camera dovrà per il Caso Matteotti, difendersi o attaccare.
E' forse lo scontro di una democrazia, con tanti difetti ma che ha ancora un po' di coraggio, con i giornali superstiti di sinistra, altri liberali e persino quelli filo-fascisti che fanno marcia indietro, s'interrogano e avanzano dubbi, come fa il Corriere della Sera, il Giornale d'Italia, Il Popolo (e pagheranno poi successivamente cara questa presa di posizione).
Poi ci sono le spontanee manifestazioni di piazza, l'indignazione della gente. Tutti sembrano sfidare il capo del fascismo. Ma sono capaci solo di fare chiacchiere.

MUSSOLINI il 3 gennaio alla Camera, é abile, usa una tattica da stratega. Chiede la parola e dice subito che non chiederà un voto di fiducia, né un voto politico. Per coloro che lo hanno dimenticato ricorda l'art.47 che da' alla Camera il diritto di accusarlo davanti all'Alta Corte di Giustizia. Poi nega di aver fondato e diretto la ceka, e nel silenzio generale con un tono perentorio, plateale, ma sicuro, afferma:
"Dichiaro qui, al cospetto di quest'assemblea e davanti al popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto é avvenuto. Se il fascismo è' stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di quest'associazione a delinquere".
Poi rivendica gli sforzi compiuti per la stabilità del Paese, e rivolgendosi agli aventiniani "quando due elementi sono in lotta e sono irriducibili, la soluzione è la forza. Viene il momento di dire basta e il governo è abbastanza forte da stroncare la sedizione di questi sovversivi" e aggiunge

"entro quarantott'ore, l'intera situazione sarà chiarita su tutta l'area. Normalizzeremo e reprimeremo ogni illegalità, compreso quella fascista, che (è una minaccia? Un avvertimento?) preme con la sua forza per scatenare il peggio, l'eliminazione delle opposizioni con altri mezzi"

Il re che potrebbe fare molto, fa poco, rifiuta di firmare un decreto di scioglimento della Camera con la data in bianco. Oltre non va', grazie alla viltà o all'incapacità di chi sta assistendo alla chiusura del diritto parlamentare, in silenzio (poi si lamenteranno! o negli anni del dopo fascismo diranno che era stato solo Mussolini ad usare il potere).

Qualcuno, pur non essendoci né al voto né alla discussione, si dimette, "in punta di piedi", si defila "a titolo personale", sono tutti incapaci a sostenere una sfida, quelli in aula e quelli secessionisti dell'Aventino, meno coraggiosi perfino dei due ministri fascisti che manifestano il loro dissenso al loro Capo, anche se sanno benissimo che hanno tutto da perdere, se vince, Mussolini non li perdonerà.(Ministri Oviglio e De Stefani)

Ne approfitta quindi Mussolini per rimpastare il governo con i suoi uomini (dove fra gli altri chiama ALFREDO ROCCO che diventerà subito "il legislatore del regime") con un Parlamento monco, e subito inizia a governare senza l'appoggio parlamentare. Emanando leggi e decreti a suo piacimento, ma che il Re firma.

Gli aventiniani? Si limitano a scrivere un manifesto prendendo delle posizioni morali contro il fascismo, ma lo fanno troppo in ritardo, e non serve proprio a nulla, anche perchè nessun giornale con le nuove disposizioni di Mussolini é disposto a pubblicare quello che loro hanno scritto.

Per Mussolini ora diventa tutto facile. Con il pretesto della punizione delle "teste calde" può sbarazzarsi degli avversari dell'opposizione, ma può sbarazzarsi anche di tutti coloro che all'interno del suo partito non si sono allineati alla sua politica, che hanno alzato la testa (pronti a sostituirsi a lui) o che lo hanno "tradito" nel momento più critico del fascismo.

Infatti, il giorno dopo partono disposizioni dure. Mobilitazione della Milizia (che hanno giurato davanti al Re e il Re si è concesso al giuramento). Ai prefetti delle città invita a prendere tutti i provvedimenti necessari contro qualsiasi manifestazione antifascista. Significa soffocare la stampa, far chiudere i giornali che ha contro, chiudere, circoli, ritrovi, organizzazioni, associazioni, gruppi, riunioni di più persone. E non indicando quali,  le scelte per colpire  sono lasciate all'inaudito arbitrio dei prefetti, quindi - anche se a parer loro solo "politicamente sospetti" - tutti.

Il 12 GENNAIO, un decreto disciplina severamente l'apertura d'ogni circolo, e vieta ad ogni dipendente pubblico di far parte di qualsiasi tipo d'associazione. Sarà esteso poi, ai magistrati, ai docenti universitari e perfino alle associazioni combattenti, quelli che gli avevano dato non poco appoggio nella fondazione dei fasci, ma che stanno sempre più ostentando una posizione d'indipendenza nei suoi confronti.

Altri provvedimenti nei riguardi della Borsa, dove il 26 febbraio, la nomina dei singoli agenti è subordinata all'approvazione del governo. Inoltre gli acquisti si fanno con un minimo del 25% in contanti, che provoca un generale ribasso azionario, rialzo dei cambi, svalutazione della lira.

Nello stesso giorno sono chiusi 95 circoli, 25 organizzazioni "sovversive sospette", 120 gruppi e associazioni "anticostituzionali", 150 esercizi pubblici considerati "ritrovi", arrestati 111 "sovversivi", 655 perquisizioni domiciliari.
Controllate tutte le 611 reti telefoniche, i 4433 posti pubblici, spulciati uno ad uno i 145.797 abbonati (chi sono, cosa fanno, a quale partito politico appartengono).

Si sciolgono tutte le sedi di riunione d'operai ed è creato un unico organismo sotto il diretto e totale controllo del partito fascista, il Dopolavoro, OND.

continua