ANNO 1925

CULTURA E COSTUME
(in costruzione)

*** BENEDETTO CROCE. - Nel dopoguerra l'antisocialismo e il disprezzo per la borghesia, avevano portato Croce (lui vero borghese) a simpatizzare per il fascismo. All'indomani del delitto Matteotti votò perfino a favore di Mussolini che considerava il filosofo una grande personalità intellettuale. Ne aveva grande stima come del resto per l'altro filosofo GENTILE. Poi Croce fortemente condizionato da un moralismo di stampo vecchio-borghese se ne allontanò mantenendo una posizione di antifascismo non militante ma fermo. A molti sembrò una battaglia ininfluente, ma l'iniziazione all'antifascismo la troviamo proprio nella sua monumentale, complessa prolissa opera "Etica", forse suo malgrado.

Molti giovani intellettuali passarono in questi anni a un'opposizione più combattiva e anche a una riflessione più profonda sulle cause e sulla sostanza del regime mussoliniano. E pur essendo Etica una grande opera di Croce sulla filosofia (che in questo campo non ebbe poi tanti seguaci o furono molto scarsi) ebbe grande influenza sui letterati-storici del tempo.

Influenza che sviluppò paradossalmente il potenziale germe dell' Antifascismo. Dobbiamo a GRAMSCI suo lettore (sbrigativamente qualificato "marxista crociano") alcune acute critiche rivolte al filosofo, innanzitutto perché Croce non aveva compreso la funzione degli intellettuali nella società. Cultura e Politica erano per lui due entità separate

Croce prese una posizione grave che ribadì il provincialismo della cultura italiana, sprofondandola nelle materie umanistiche tipicamente pre-novecentiste. Il suo atteggiamento antiscientifico (dove sia nelle scienze sperimentali sia alla matematica negò ogni valore conoscitivo) si ripercosse poi anche in tutte le scienze umane.

Sulla psicologia, sociologia, filologia, linguistica, Croce si rivela un arretrato, le declassò a pseudo scienze, aggregate solo ai momenti economici. Per quarant'anni esercitò in Italia la sua dittatura culturale (non ancora del tutto estinta), che fu paradossalmente favorita dal fascismo stesso con la sua ostilità (e per tanti altri motivi) a ogni moto di idee provenienti dall'estero.

Ma paradossalmente proprio in questa chiusura, fortemente condizionata da un moralismo vecchio-borghese, molti nella critica di questo ermetismo, fin troppo palese, si confrontarono, trovando in autori d'oltralpe la giusta strada. Insomma non fu vana né prolissa la sua opera, ma preziosa; e lo confermò proprio Gramsci nei "Quaderni".

30 GIUGNO - Trionfo italiano nel 3° Gran Premio automobilistico d'Europa a Spa: Ascari e Campari primo e secondo su Alfa Romeo.
21 LUGLIO - L'italiano Bottecchia vince il 19° Tour de France
28 LUGLIO - Tragica morte del campione automobilistico Ascari al Gran Premio di Francia.

FINE ANNO 1925

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