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CRONOLOGIA

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< approfondimenti sul periodo vedi
"RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1930
SECONDA PARTE   - '29  USA - MA QUALE CRISI ??
Scoperte/ScienzA -  (IL PRIMO ELICOTTERO)   - Cultura/Costume

Mussolini prende possesso a Roma, di Palazzo Venezia
Dalla finestra lo sguardo arriva fino allo slargo (piazzale) Loreto (!)

6 FEBBRAIO - L'Italia pur firmando in questa data un trattato di amicizia con l'Austria, impegnandosi ad appoggiarne l'indipendenza di fronte a mire annessionistiche della Germania, in Alto Adige Mussolini  inizia una forte politica di italianizzazione che mira a sconvolgere l'identità etnico-culturale della regione. (Lui non é il primo, lo aveva fatto prima l'Austria, e andando indietro nel tempo i Bavari che fecero piazza pulita dei latini, quelli che poi si rifugiarono nella Val Gardena e nella Val Badia: gli attuali Ladini).

IL 23 LUGLIO dello scorso anno, una legge aveva imposto sul territorio altoatesino l'uso della sola lingua italiana. Manifesti, avvisi, cartelli, insegne dovevano essere tutti redatte in italiano. Tutti i nomi dei paesi furono sostituiti, alcuni furono italianizzati semplicemente ponendo alla fine una vocale (es. Meran- Merano) altri furono del tutto inventati con nessuna attinenza al nome tedesco, salvo quella soggettiva del gerarca funzionario responsabile (es. Wolkenstein divenne La Valle della Gardena, St. Ulrich si trasformo' in Ortisei). Si rinominarono anche tutte le cime delle montagne, dove Rosengarten (Giardino delle rose) diventò Il Catinaccio, perché l'estensore (grande filologo!) al suo sguardo gli sembrò quel gruppo somigliante a un banale catino.

Questo fu il meno. Lo sconquasso fu nel far comprendere nelle valli le disposizioni, le leggi, e soprattutto il semplice manifesto che riportava le leggi e le disposizioni. Il 98% della popolazione non conosceva l'Italiano e i pochi gerarchi che si erano messi a studiare e conoscevano un po' di tedesco, non capivano nulla, perché il Sudtirolese non é per nulla una lingua tedesca, e non é un dialetto, ma una vera e propria antica lingua, il tirol-bavarese. Quello parlato nelle valli non lo capisce nemmeno un tedesco.

Si esentarono dalle tasse i grandi industriali italiani per costruirvi enormi fabbriche; acciaierie, chimica, cellulosa, automezzi pesanti e altro, si costruirono grandi villaggi operai, si fecero arrivare soprattutto dal Veneto migliaia di famiglie cui si offriva casa e lavoro, e si sconvolsero alcuni paesi con tutta un'altra vocazione.

Questa avventura altoatesina non finiva qui. Il patto di Versailles diceva ben altre cose e non a favore dell'Italia. Con tutta l'avversione che Mussolini aveva per quel patto, riuscì a modificare il territorio, ma non il patto e la mentalità della popolazione tirolese con la tendenza al forte nazionalismo locale e una grande volontà di conservare le proprie tradizioni etniche e culturali.
( ( Dopo il 1945, a guerra finita, le clausole di quel trattato erano, infatti, ancora sul tavolo della conferenza di Yalta. Nel 1946 De Gasperi ne discusse a Parigi. Dal 1957 al 61 s'innestò poi il terrorismo (e chi scrive, formato alla scuola paracadutismo-sabotatori della Polizia, si fece con un corpo "speciale", i quattro anni caldi di antiterrorismo sul posto, maledicendo Versailles e Diaz e salvando sempre per un pelo la pelle - 245 attentati nella sola notte del 12 giugno. Dinamite e plastico era una fatto così quotidiano che le tasche ne erano sempre piene ad ogni ora del giorno e si andava a letto vestiti spesso dimenticando i detonatori al fulminato di mercurio. 35 colleghi morirono in vari "incidenti" e nessun giornale osò pubblicare perché erano morti- top secret). Terminò la questione il 30 Novembre del 1969 con il pieno riconoscimento dell'autonomia alla Regione. Ma, forse, non é ancora finita qui, l'Alto Adige vuole l'indipendenza. La questione Versailles non é proprio finita. (spera l'autore che scrive di non dover disinnescare cariche né usare altro tritolo nel 2000 )).
La diversità nelle lingue non dividono una coscienza nazionale, come affermano alcuni, che esternano insofferenze, che non conoscono le vere realtà; divide invece solo l'egoismo gretto. La Svizzera ad esempio è unita, parla perfino tre di lingue, ma questo non impedisce di avere una forte coscienza nazionale e nello stesso tempo essere cosmopolita.

11 MAGGIO - Nel corso dell'anno sono segnalati lavori di fortificazione sui confini della Francia. In effetti i francesi stanno iniziando la famosa "linea Maginot". Mussolini subito tuona dopo pochi giorni l'11 maggio a Livorno. "Se qualcuno attentasse al nostro avvenire non sa a quale temperatura porterò il mio popolo. Una massa umana, vecchi, bambini, operai e contadini; un bolide contro chiunque e dovunque". Detto fra le quinte disse anche "che il popolo avrebbe saputo affrontare i sacrifici perché non era ancora abituato a mangiare molte volte al giorno"

Vedremo ancora nel corso dei discorsi in varie manifestazioni, reclamare la revisione dei trattati, e insistere a voler far capire che le inquietudini sono forti in quei popoli che sono stati "umiliati e mortificati da inique e disumane spartizioni; da penalità che impediscono il risorgere della vita economica del proprio paese".

Indubbiamente la prima parte della frase non valeva per la popolazione dell'Alto Adige. Mussolini agiva anche lui nello stesso modo.

Come "resurrezione" della vita economica italiana non la pensano allo stesso modo gli industriali. Mussolini dopo il crollo della borsa americana, invita le grandi industrie a riscattare i debiti con l'estero offrendo la libertà dei cambi. Ma una volta aperta questa "porta" si registra in Italia una vergognosa fuga di capitali e di oro verso l'estero che va nuovamente a squilibrare l'intera economia. Già qualcuno teme una guerra, e chi possiede capitali liquidi non trova di meglio che portarli oltre frontiera in fretta e furia.

Il 22 MAGGIO Un discorso con gli stessi contenuti di quello di Livorno, Mussolini lo fa a Milano; accenna ancora alla revisione dei trattati di Versailles e a quelli fatti in seguito per sanare alcuni errori, ma che però non sono serviti a mutare lo stato delle cose; che iniziano a diventare critiche.

Il 2 AGOSTO Mussolini dopo una serie di contatti con il tanto odiato bolscevico paese della rivoluzione, invita Dino Grandi a firmare un accordo di cooperazione commerciale con la Russia che verrà poi siglato il 24 novembre.

Il 14 SETTEMBRE dalla Germania c'è un altro uomo scontento che sta salendo verso il vertice con le stesse idee di Mussolini. ADOLF HITLER . Ma ne faremo un resoconto a parte, sotto il profilo umano, alla fine dell'anno. I particolari sono necessari.

Il 27 OTTOBRE, Mussolini ripropone ad un Congresso di gerarchi le sue ostilità a certi Paesi, ed esprime "compiutamente la sua insofferenza" di partecipare al consesso della Società delle Nazioni per discutere di equilibri nazionali con "degli arroganti ladri".

Questi equilibri, secondo lui, erano stati già disattesi alla conferenza sia dell'Aia che si era tenuta il 20 gennaio (debiti di guerra) e l'Italia si é rifiutata di partecipare; sia in quella di Londra del 22 APRILE, dove la Francia aveva ottenuto l'autorizzazione a riarmarsi fino a un certo tonnellaggio. Quantità che Mussolini ora reclama, o in alternativa vuole anche lui lo stesso contingente perchè l'Italia non è una nascita che è uscita perdente dalla guerra. Però come nelle altre due conferenze si é rifiutato di partecipare, e la sua assenza favorisce la Francia, che fra l'altro, fermamente si oppone alla richiesta del riarmamento dell'Italia. Nel frattempo Usa e Inghilterra nella stessa conferenza fanno un accordo per i rispettivi contingenti delle loro flotte, ma non si accenna a nessuna limitazione. Non concedono però la stessa libertà a  un altro Paese, il Giappone che rimane deluso e irritato. La triade si sta quasi formando e nascono proprio quest'anno gli insanabili attriti.

ALTRI FATTI POLITICI.............

CONTINUA