ANNO 1932
68 ANNI FA

pubblicità dalle "Vie d'Italia"

 

"UN LIETO EVENTO"

LA BALILLA
"che va finalmente verso il popolo" M.
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"Industriali, commercianti, esercenti ed impiegati, medici, ragionieri, avvocati, geometri, impresari, periti, ecclesiastici; giovani sportivi e maturi possidenti di campagna, signorine e mammine, tutti hanno riconosciuto nella nuova Fiat che nasce, la tanto invocata automobile finalmente accessibile nel prezzo, nell'uso e nella manutenzione. Non giocattolo dalla vita effimera e dalle limitate possibilità, ma vera, completa, superba automobile, fatta per durare e per servire; da accontentare ogni più disparata e più severa esigenza". (Le Vie d'Italia, maggio 1932, pag. 168)

I prezzi delle altre auto italiane sono decisamente ancora proibitivi per le categorie sopra accennate, salvo la prima. 
La Lancia Artena costa 31-33.000 lire. La Astura 45-47.000. L'Alfa Romeo 6 c Turismo, da 28 a 39.800. La 6 c Gran Turismo, 58-70.300. La 8 c Gran Sport L, 80-98.000. La 6 c GS spider 59.500.
 Un veicolo industriale  OM Tipo 3 Bod, 4 cilindri Diesel, lo chassis 90.000, carrozzato camion 97.000.

Ricordiamo una camera al Grande Albergo Fiorina di Torino costa 12 lire; una bicicletta DEI modello A" lusso, 580 lire, Superlusso 675; un abbonamento annuale alle Vie d'Italia 25 lire; un litro d'olio 7 lire; un grammo d'oro 17 lire; una camera al Grand Hotel Carezza in alta stagione 9 lire;  mentre a Riccione la marina più cara della Romagna in alta stagione si spende dalle 2 alle 5 lire. Un chilo di pane 1,60, di carne 16 lire, un giornale costa 25 centesimi, un biglietto del tram 50. 
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LA BALILLA

"""" Il 12 aprile 1932 e' una data molto importante nella storia dell'industria italiana: al Salone internazionale dell'Automobile alla Fiera di Milano, viene ufficialmente presentata la Fiat BALILLA ...la prima  vera utilitaria italiana. 

La BALILLA per certi versi puo' essere considerata la risposta della Fiat alla grande crisi economica internazionale, che nel triennio 1930-32 danneggia fortemente il mercato automobilistico nazionale e internazionale. E' sufficiente un solo, significativo dato: nel 1929 in Italia le nuove automobili immatricolate sono 33.436, nel 1931 scendono a 14.760. 
Proprio in quegli anni la Fiat e' presente con il modello "sbagliato": nelle stesse settimane del crollo della borsa di Wall Street (ottobre 1929) presenta infatti la "514" che sostituisce la piu' piccola e decisamente piu' "azzeccata" "509" del 1925. 

Con una eccessiva cilindrata di 1500 cc, la "514" rimane fino al lancio della BALILLA il modello piu' economico sul mercato italiano. Ed e' un fiasco clamoroso. Il pubblico rifiuta in pieno il nuovo modello, che in tre anni esce in appena 30.000 unita', mentre le "509" prodotte nel corso di quattro anni erano state circa 100.000. Il successo arride invece alla nuova e piccola BALILLA, le cui consegne iniziano nel luglio 1932. 
Disponibile nelle carrozzerie berlina 2 porte, torpedo e spider, e' la prima Fiat ad essere venduta ad un prezzo di 10.000 lire (10.800 per l'esattezza, ma dall'autunno dello stesso anno scende a 9.900 lire). La BALILLA ha un piccolo e compatto motore di 995 cc che sviluppa 20 cv e le imprime una velocita' massima di 85 km/h, piu' che sufficiente per le strade dell'epoca. Al volante la BALILLA si rivela piuttosto agile (specie nei percorsi montuosi) e di facile guida. Anche i consumi sono piuttosto contenuti e la manutenzione appare abbastanza semplificata; malgrado le ridotte dimensioni esterne (3,14) riesce a ospitare "dignitosamente" 4 persone adulte. 

Grazie alle sue molteplici qualita', la BALILLA ottiene un not evole successo in Italia e all'estero: con la piccola Fiat, una quota significativa della media-borghesia italiana si motorizza. Dal 1932 al 1937 ne sono costruite circa 115.000 unita', cui vanno aggiunte quelle costruite su licenza da case estere (NSU, Simca, Polski Fiat ecc...). In alcuni periodi, negli stabilimenti Fiat del Lingotto la cadenza produttiva di BALILLA tocca le 250 unita', una cifra "record" per un modello europeo. Nel 1934 esce una nuova versione, dotata di carrozzeria piu' moderna e cambio a quattro marce; la produzione cessa nella primavera 1937, con l'arrivo della 508 c -1100. (By: Andrea Barbano) """
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La nuova auto era già stata presentata a Mussolini nella sede dello stabilimento di Torino il 9 aprile dal senatore Giovanni Agnelli, ed era stata battezzata  dal Duce ("col nome fatidico della nuova giovinezza italica" scrive le Vie d'Italia)  BALILLA, con una grande cerimonia e ovviamente come  l'"orgoglio della nazione fascista"...."un'automobile che va finalmente verso il popolo".

 Verso il popolo non proprio. Il prezzo lo abbiamo accennato sopra è di 10.800 lire. Un contadino guadagna 90 lire al mese, 200/260 un operaio, 350 l'impiegato, e solo un grosso dirigente, un generale e un Accademico d'Italia, prende 1000 lire; ma gli impiegati sono pochi e i dirigenti nelle piccole e medie aziende ancora meno. Domina "nella fabbrica" il "padrone", che si sceglie come "dirigente" "il capo";  normalmente un uomo maturo, servile ma fedele dipendente che sappia appena qualcosa di più che leggere scrivere e far di conto, o nella parte tecnica sufficiente un diploma di perito.

Prova ne sia che in una fabbrica-tipo di questo periodo, come la Bianchi Biciclette ha nel suo stabilimento quest'anno 1500 operai, ma solo 10 impiegati (rapporto 1:100 é la media nazionale) e UN SOLO dirigente, neppure laureato, ma solo perito meccanico. Quindi il sogno della macchina lo possono fare in pochi, e non certo gli impiegati, tanto meno gli operai, non siamo in America; devono passare ancora 30 anni !!

Nelle Vie d'Italia di aprile del 1932 è riportato il Censimento Mondiale degli autoveicoli (pag.105-109). "Negli Stati Uniti - con una popolazione tre volte l'Italia-  sono concentrati gli 88 centesimi degli autoveicoli esistenti in tutto il mondo, 26.697.398 su 35.805.632".
"In Italia ammontano a 291.587, Francia 1.459.650, Inghilterra 1.663.450, Spagna 189.650, Germania 679.300, Russia 57.640, Giappone 95.719"

Abbiamo accennato alla crisi americana, ma nonostante questa, in America nel corso del 1931 si sono prodotte 2.030.532 auto, 435.784 camions; certo meno del 1930 (rispettivamente 2.901.251 e 599.991) ma comunque decisamente una produzione considerevole, opulenta. Una crisi di produzione relativa perchè  dobbiamo considerare che quasi ogni famiglia americana possiede un'autovettura. 
Già al 1° gennaio 1931 (ora dobbiamo anche aggiungere quelle prodotte quest'anno)  troviamo la proporzione di abitanti di 4,59 per ogni automobile; mentre in Francia e Inghilterra abbiamo 28, Danimarca 31, Svezia 42, Svizzera 50,  Belgio 51, Norvegia 61, Germania 94, Spagna 119, mentre l'Italia è ferma a 142, battuta solo dalla Grecia con 147.

E' sufficiente un solo, significativo dato: nel 1929 in Italia le nuove automobili immatricolate sono 33.436, nel 1931 scendono a 14.760 (un numero pari alle auto che di media si producono e si vendono nell'arco di 48 ore negli Stati Uniti sempre nello stesso anno 1931.
La crisi americana era grigia, ma non era proprio nera nera come la raccontavano, e come molti ancora la raccontano senza avere sottomano i dati come questi; dei giornali dell'epoca!

SE INTERESSATO PUOI PROSEGUIRE  CON  

"AUTO IN ITALIA - DALLA BALILLA ALLA 600"
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