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"RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1933
PARTE SECONDA 

Scoperte/Scienza - Cultura/Costume  -  IL FASCISMO IN CARTOLINA

L'IRRESISTIBILE ASCESA DI HITLER > > >

 

31 Gennaio, Hitler conquista il potere assoluto in Germania

Il consenso politico a MUSSOLINI sale, l'industria con la bassa capacità interna d'assorbimento sposa e fa pressioni su quell'idea che ha il DUCE ("spazi vitali", "un posto al sole"): la conquista delle terre africane. AGNELLI ricevendo Mussolini in gran pompa magna alla Fiat, molto platealmente prende la "tessera", mentre l'intera Confindustria si dichiara pronta a dare l'appoggio totale al Regime. Agli operai intanto per le grosse giacenze invendute della produzione, vengono  "concesse" (!) solo 8 ore di lavoro invece delle normali 10!

STORIA EUROPEA. Il 12 Giugno, a Londra, si svolge la conferenza dei 64 Paesi per un accordo monetario e la liberalizzazione degli scambi; l'opposizione di alcuni Paesi fa concludere la Conferenza con un nulla di fatto. Prima d'ogni altro Paese, l'ostracismo viene dagli americani di ROOSEVELT, che non sentono ragione e si oppongono a qualsiasi accordo (hanno vinto la guerra nel 1918! loro!). Gli USA, nonostante la gravità della loro crisi economica (quest'anno ha 15 milioni di disoccupati su una popolazione totale di 130 milioni di abitanti)  e forse proprio per questo, non intende rinunciare ai crediti di guerra. Tutta l'Europa, chi ha perso e chi ha vinto (come l'Italia impegnata a pagare fino al 1988) ognuno con i propri debiti torna a casa a testa bassa. Se guerra ci sarà (ed è ormai certa, anche se non si sa quando inizierà) per gli americani è un affare, si ripeterebbero il grande "miracolo" del 1918.

Non finisce proprio tutto a Londra; da questo momento di fronte all'ostinata presa di posizione degli USA, la Francia, il Belgio, l'Ungheria, la Polonia, la Romania, la Iugoslavia e naturalmente l'Italia, interrompono i pagamenti dei debiti, mentre la Germania lo ha già fatto platealmente non partecipando né alla Conferenza del Disarmo né a quella Monetaria. Si prepara ad una mossa. Anche perché da gennaio Cancelliere é ora HITLER. (E se qualcuno leggeva Mein Kampf, il programma era già tutto scritto nei minimi particolari. Hitler fino in fondo -sempre- a quello si attenne.)

Lo avevamo lasciato HITLER nel 1922 a capo di un partito operaio. Nel 1923 era stato processato e condannato a 5 anni di fortezza per il suo Putsch di Monaco per abbattere, con quella che si rivelò una buffonata, la Repubblica di Weimar. Condannato a cinque anni di carcere, per buona condotta, vi rimane solo sei mesi:  E proprio in cella ha scritto il suo Mein Kampf.
Nel 1928 lo troviamo prendere dai tedeschi 1.000.000 di voti, e nel 1930, 6.500.000 in una Germania povera, prostrata nell'economia e dove si aggirano sei milioni di disoccupati. Nel novembre scorso lo hanno votato invece 13.475.000 di tedeschi e questa volta i voti provengono da un largo strato della popolazione, dove non ci sono solo i disperati disoccupati, ma il meglio delle forze economiche e industriali della Germania, e gli ex Guglielmini.

Lo abbiamo seguito Hitler lo scorso anno quando alle elezioni e nella formazione del governo sta per ricevere lo sgambetto dal nuovo Cancelliere SCHLEICHER e dal suo più stretto collaboratore, STRASSER, che nominato vice cancelliere crede che sia arrivato "il suo momento" e non quello di Hitler, ed è convinto di portarsi dietro i 60 deputati nazisti e quindi esautorare il suo capo. E' in vista quindi una spaccatura del partito nazista con Hitler che rischia di rimanere anche beffato.

Ma i due non sapevano con chi avevano a che fare, il giochetto non riesce, sono loro a essere spazzati via, e non ne sentiremo mai più parlare. Infatti HITLER ha combinato una riunione segreta con il figlio del presidente HINDENBURG, Oskar, con il segretario di Stato MEISSNER, e con VON PAPEN (messo da parte da Schleicher che gli aveva promesso il Vice Cancellierato, ma poi con cinico opportunismo gli aveva preferito Strasser) e li ha convinti (non sapremo mai come) a schierarsi dalla sua parte. Soprattutto consiglia il vecchio Presidente a rimandare a casa i due "traditori" - che nonostante il doppio gioco non sono ancora riusciti a formare un governo - e chiamare lui per formarne uno, già pronto, con alcune garanzie per tutti loro. In primo piano il figlio di Hindenburg, Oskar.

Il 31 gennaio, il piano ha funzionato, e ha il suo epilogo; Hitler è chiamato dal Presidente a formare il nuovo governo e la sera stessa subito viene accettato. Dal balcone del grande imponente Palazzo, Hitler salutò la folla accorsa a centinaia di migliaia, poi si ritirò da solo a passeggiare nei grandi saloni, nelle grandi stanze, forse ricordando le miserie di Vienna, la galera a Monaco e tutto quanto aveva scritto in Mein Kampf. Erano passati soli dieci anni, e ora aveva in mano tutta la Germania e un milione di persone davanti a lui che sfilavano osannanti a gridare il suo nome.
Indubbiamente nei suoi passi perduti, passò in rassegna la sua singolare vita, "scarsa attitudine allo studio", "scarsa attitudine nella pittura",   infine,  nonostante ferito tre volte in guerra i suoi superiori non lo mandarono oltre il grado di caporale,  esprimendo un giudizio senza appelli: "scarsa attitudine al comando".

Rivide le umiliazioni a Daunau, quelle di soldato tedesco in guerra. Gli tornò alla memoria il barbone che si aggirava nella Vienna opulenta, gli vennero in mente le idee che a Monaco sembravano utopistiche, e non dimenticò i sei mesi passati in galera. Ora, era solo nell'immenso salone a passeggiare inquieto, mentre la "grande" Germania era ai suoi piedi. Forse il delirio d'onnipotenza s'impossessò di lui; nella storia del resto é successo a molti. Si chiama "alessandrite", la conquista e l'unificazione del mondo sognata dal grande macedone. Da allora non ne è rimasto immune nessuno di quelli che sono saliti al potere.

Hitler aveva raggiunto il suo traguardo e lo aveva raggiunto secondo il suo piano. Aveva vinto; battuto l'avversario, e in più si era tolto il concorrente all'interno del suo stesso partito, STRASSER. Gli altri che lo avevano appoggiato credevano di "utilizzarlo" per poi abbatterlo, come fecero i liberali e i nazionalisti italiani nel 1922 con Mussolini.
Come aveva fatto il re d'Italia Vittorio Emanuele, HINDENBURG, cedette anche lui forse alla paura, e chiamò a formare un governo il capo di un partito sovvertitore che non aveva una maggioranza in Parlamento.

Furono però ottimamente ricompensati: HINDENBURG ricevette in seguito 5000 ettari di terra, il figlio OSKAR entrò con tanta autorevolezza nel partito, e MEISSNER che aveva pilotato l'"avventura" diventò generale (finiranno poi tutti impiccati a Norimberga).

Le prime mosse di HITLER per avere consensi alle prossime elezioni di marzo sono morbide, poi con il successo politico ottenuto, diventato Cancelliere, prende il 44% dei seggi e subito fa scattare lo stesso "piano" di Mussolini. Fa votare una legge di pieni poteri che autorizza il suo governo a legiferare per quattro anni senza il controllo del Parlamento. In pratica il Parlamento si esautorò da solo, esattamente proprio come in Italia nel 1922.
Entrambi tutti incapaci di capire cosa stava succedendo. Oppure, bando alle ipocrisie e alle dietrologie, tutti convinti che quella era l'unica strada per riportare l'ordine nel Paese. E il Paese non è il comune cittadino, il popolo plebeo, ma le forze economiche: sono quelle che contano. In entrambi i casi, sia in Italia sia in Germania, queste nel retroscena guidarono non il destino, ma fecero delle scelte precise, inequivocabili. Diedero il loro appoggio finanziario! Perchè a loro questo conveniva!

Ed ecco nel corso dell'anno Hitler adottare lo stesso "copione" di Mussolini anche nei minimi particolari; ha vestito i suoi seguaci con la camicia bruna; formato squadre per "mantenere l'ordine"; ha rotto anche lui "gli indugi"; ha  premuto la mano nello svuotare le istituzioni e, subito, ha iniziato ad esercitare il potere che ha  (e ne crea un altro famigerato: la Gestapo); riesce a trasformare il suo nazismo in una struttura capace di controllare tutto il Paese. Eccolo al Governo, ed eccolo prendersi personalmente i Ministeri chiave dello Stato poi comincia a "operare" all'interno e all'esterno seguendo lo stesso copione di Mussolini, ma soprattutto seguendo quanto c'era scritto nel suo Mein Kampf.

Con l'Austria rafforza l'idea della riunificazione; é il suo primo pensiero, deve fare quello che a Daunau aspettano da duemila anni; ma soprattutto deve prendersi le sue vendette con i viennesi; "i miei giorni più infelici sono stati i giorni a Vienna in mezzo alla gente felice".
Con la Santa Sede, il 20 Luglio firma un concordato (come Mussolini) e riceve il riconoscimento della Chiesa al nazismo; infatti il leader del Partito Cattolico Tedesco Kaas, andrà a Roma per diventare consigliere presso Papa Pio XI, poi dello stesso futuro Papa Pio XII, che non dimentichiamo, è Nunzio apostolico proprio in Germania, a Berlino.
Nel Concordato c'erano due clausole segrete: 1) Un fronte comune contro la Russia comunista; 2) Il dovere dei sacerdoti chiamati a servire l'esercito tedesco. Una decisione tassativamente vietata dal trattato di Versailles. Aggirandola e sottoscrivendola, la Chiesa dava un implicito riconoscimento formale alla politica di Hitler (ma venne ben presto "giocata").
Infatti, Hitler nello stesso anno, come aveva fatto Mussolini, una volta ottenuta l'alleanza con la Chiesa, fa sciogliere tutte le organizzazioni cattoliche, perfino quelle a carattere sportivo, e alle suore che insegnano nelle scuole (il 65%) invita andarsene a casa (scenderanno in pochi mesi al 3%). Il Papa cominciò ad essere addolorato, inizia le sue proteste, condannerà il nazismo nel '37, ma dopo quattro anni era  ormai troppo tardi. (quello che venne dopo é sempre rimasto molto oscuro).

Un'altra buona occasione viene quest'anno dal cancelliere Austriaco DOLLFUSS (nazionalsocialista) che pone fine al regime parlamentare, emana una nuova costituzione dove l'Austria d'ora in poi si chiamerà Stato Cristiano Tedesco. Il tutto con la plateale benedizione e appoggio del clero e del consenso popolare cattolico. Ma ha fatto un grande favore a Hitler che si trova ora "scodellata" l'Austria sul proprio tavolo (e non dimentichiamo che lui é austriaco! Solo da un anno é tedesco)

Seconda mossa: con Mussolini stipula patti per la revisione dei TRATTATI del 1918, e lo trasforma in mediatore della situazione (che in Europa va sempre più deteriorandosi). Con Francia e Inghilterra da una parte e Italia Germania dall'altra, MUSSOLINI sigla il famoso patto a 4; ottenendo un grande successo diplomatico internazionale, ma che al momento critico questo accordo sarà ininfluente. Mussolini ha sempre considerato i patti, carta straccia, compresi quelli di Versailles. Ma Hitler raggiunge il suo scopo di politica estera e soprattutto interna.

Infatti, il 14 ottobre, con un vero e proprio plebiscito la Germania gli mette in mano 40.600.000 di voti, solo 2.100.000 i contrari. Nemmeno il grande Giulio Cesare, che gli storici hitleriani vanno ormai affermando "era "un nordico";  fu grande, - dicono - perché alcune gocce di sangue nordico stillarono giù verso sud". A Roma queste affermazioni fanno andare in bestia Mussolini che di Cesare è un fanatico e della romanità latina ha il culto.

HITLER diventa il FUHRER del Reichstag (Parlamento). Una notte l'edificio va in fiamme. Alcuni dicono che sono state le sue squadre naziste fatte di teste calde, e queste addossano la colpa ai comunisti; per Hitler vanno bene entrambe le due versioni;  giustifica così la violenta repressione. 

HITLER elimina gli oppositori ma anche i ribelli in seno al suo stesso partito. Le "teste calde" sono eliminate in quella che fu definita, la "notte dei lunghi coltelli". E anche in questa operazione prende esempio dal suo "maestro" quando in occasione del "caso Matteotti", MUSSOLINI addossando la colpa alle "teste calde" del suo partito, oltre che scatenare una caccia agli oppositori fece nello stesso tempo una grossa epurazione fra quanti pensavano di essere più bravi di lui e credevano di opporsi alla sua dittatura creando delle infide cellule autonome a fare congiure dentro lo stesso partito fascista. 

Abbiamo fin qui seguito l'evento più importante, quello su cui poggia ora il destino dell'intera Europa, ora proseguiamo con gli altri fatti interni dell'Italia.........

continua