HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

< approfondimenti sul periodo vedi
"RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1937
SECONDA PARTE  -  TERZA PARTE GRAMSCI  - carneficina in addes abeba

fascismo- mussolini e l'islamismo - UN CARLO ROSSELLI MOLTO SCOMODO

Scoperte/Scienza  -  Cultura/CostumE le calze di nylon

Di moda la canzone "vorrei avere Mille lire il mese...... Il sogno di tutti gli italiani, nell'anno XV dall'Avvento Era F.
Abolito il Capodanno, gli anni iniziano il 22 Ottobre.

COSTO DELLA VITA
Pane al kg lire 1,60. - Riso 2 lire. - Farina lire 2, gialla per polenta 1 lira. -Patate 50 centesimi. - 25 Uova 1 lira (4 centesimi l'una) - Olio 6 lire - Vino comune 1,80 - Zucchero 6 lire - Fagioli secchi 3 lire, freschi 1 lira - Mele 1,50 lire. - Fichi secchi 2,5 lire. - Cavolfiore 1,80 lire - Cipolle 50 centesimi.- Cicoria 12 centesimi. Insalate varie 30 centesimi. - Caffé 3,5 lire etto - Pasta 3 lire al kg. 20 sigarette comuni 1,70 - Calze donna in seta organzino (simili a quelle di nylon che stanno per nascere proprio quest'anno) 18 lire normali, 29,75 lusso. Un abito comune uomo lire 235 - una camicia lire 40/75 - Un maglione 100/140 lire - Un cappotto donna comune 475 lire.- Una cucina economica lire 380 - Una vasca da bagno in lamiera porcellanata con quattro "zampe" 200/300 lire. Il primo elettrodomestico, un ferro da stiro elettrico costa lire 40-60 lire .
Infine un litro di benzina lire 6, pari a quattro chili di pane.

Il commercio alimentare nei negozi é affidato normalmente a donne, senza molta istruzione, dove é frequente anche l'analfabetismo. Il grosso del commercio é fortemente in mano agli ambulanti. A Torino 2000 negozi d'alimentari hanno come concorrenti circa 4.000 bancarelle. Il principale mercato popolare torinese è quello di Porta Palazzo. A Napoli le bancarelle di frutta, verdura e alimentari vari sono invece il triplo, circa 12.000. Non meno di numero quelle di Roma.
Dalle campagne, ogni mattino nelle grandi e medie città, arrivano reggimenti di figli e mogli di contadini con le  ceste piene d'ogni ben di Dio; verdure, uova, formaggi, polli, conigli e frutta. Molto spesso hanno un preciso punto di riferimento, una clientela fissa, la casa dell'impiegato, del "signore" Tizio o del "dottore" Caio, che pagano bene.
Da notare che un bracciante agricolo guadagna circa 6 lire il giorno, circa 180 lire il mese. Un operaio 250 lire. Un impiegato od operaio specializzato oscilla sulle 350-420 lire il mese. 800 lire erano lo stipendio di un impiegato d'alto livello laureato, 1000 quello di un dirigente d'industria o di un ufficio statale. 3000 lire il mensile di un generale o di un autorevole Professore Accademico d'Italia.
Le domestiche erano quelle che guadagnavano meno di tutti. Fare la "serva" sgobbando nelle case dei signori 12/16 ore il giorno, rendevano circa 70 lire il mese, ma una buona metà circa lavorava nelle case signorili per un nulla; era una "sistemazione" nella casa del "signore" di molte figlie di contadini, che ringraziavano pure se riuscivano a sistemare la figliola in città a "fare i mestieri" al dottore, all'avvocato, al professore.

L'88% delle case italiane, non ha un gabinetto in casa, sulle riviste e sul Catalogo Rinascente si offrono ai giovani sposi "per ammodernare la casa" l'ultimo ritrovato": la Latrina da Camera:

"doppio secchio con coperchio a valvola che impedisce la fuoriuscita di cattivi odori dei liquami organici" Lire 35 semplice, lire 69 Lusso (nella foto quello di lusso),

Il 97% degli italiani nei paesi lava i suoi panni nei fiumi, nei torrenti o con l'acqua dei pozzi, mentre in una città tipo, di circa 50.00 abitanti, sono in funzione nelle rogge, (canalizzazione di acque dei fiumi) in media circa 35 lavatoi comunali da 10 posti. A Milano a Porta Vittoria sul canale e a Porta Ticinese ci sono 120 posti, dove in una giornata fanno di media la coda per il turno circa 1500/2000 lavandaie.

Il 21 Aprile a Roma in un clima festaiolo da grande occasione, presente tutti i rappresentanti della cultura italiana, é inaugurato il grandioso complesso di CINECITTÀ. D'ora in poi solo film italiani. Banditi quelli americani, assieme ai giornali  e riviste inglesi; epurazione di tutti i libri tradotti (devono prima passare al vaglio della censura), e rigida regolamentazione del "costume". Si introduce l'uniforme negli uffici, nelle scuole e nelle adunate. E' lo stesso STARACE a fare lo "stilista" mettendo la nuova divisa fascista e gli stivali a tutti gli italiani da 3 anni in su.

E' eliminato il Lei bisogna dare del Voi. E' proibita la stretta di mano: non é virile e non é igienica. E proprio per l'igiene si obbliga ogni ufficio pubblico e privato, e in ogni locale aperto al pubblico a dotarsi di sputacchiere in base a un coefficiente (di dipendenti o di avventori), per togliere quel brutto  vizio agli italiani di sputare per terra, sia fuori sia dentro i locali.
Per togliere un altrettanto indecoroso vizio (quello di orinare dentro i portoni oppure accostati al muro delle stradine laterali) conoscono un altro grande successo e ritornano nel loro splendore a far mostra di sè in vie e piazze, i manufatti che nella Roma imperiale avevano invaso la città, i Vespasiani.

continua