ANNO 1939

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV

HITLER E STALIN 
IL PATTO PARADOSSALE

NELLA PRIMAVERA 1939, HITLER ABBANDONA I TEMI ANTI BOLSCEVICI DELLA SUA POLITICA E ACCOGLIE L'AVVICINAMENTO PROPOSTO DAGLI INDECISI (O FURBI?) SOVIETICI.  FU LUI STESSO A SOLLECITARE IL PATTO, IN PREVISIONE DEL SUO ATTACCO ALLA POLONIA. 
(CHE SCATENO' SUBITO 8 GIORNI DOPO - INIZIANDO COSI' LA SECONDA GUERRA MONDIALE).


Il  Patto Ribbentrop-Molotov stipulato il 23 agosto 1939 tra Germania e Russia è una delle pagine più oscure di tutta la guerra mondiale.

Un atto - il patto- che aveva segnato una rivoluzione diplomatica e suscitato, per le sue premesse e le sue conseguenze, un dibattito destinato a durare decenni e decenni.

Secondo alcuni osservatori di allora, Stalin mirava da tempo a questa alleanza e la preferiva a qualunque altra. Trockji, per esempio scriveva all'indomani della firma del trattato: "Fin dal 1933 io continuo a sostenere che lo scopo fondamentale della politica estera di Stalin era la conclusione di un accordo con Hitler". Caduto in disgrazia e in esilio fin dal 1927, Trockji seguitava da anni a dire che Stalin non era per la rivoluzione mondiale, che Stalin aveva tradito i principi della rivoluzione; e ora dopo il patto lo denunciava al mondo intero qual'era la sua politica: quella espansionistica scegliendosi come  marionetta Hitler.  Fu la sua condanna a morte.

Lo storico americano F. Kennan ce ne dà invece una sua diversa interpretazione:
"Dal momento della rioccupazione  tedesca della Renania (nel 1936), Stalin dovette rendersi conto che prima o poi si sarebbe trovato davanti a una scelta: o entrare in guerra contro Hitler o arrivare a un'intesa con lui. Cosa non facile con un uomo aggressivo come Hitler, ma era l'unico mezzo per guadagnar tempo, un modo per allargare le proprie possibilità di manovra e intensificare i preparativi militari. Che Stalin con questo assurdo patto si sarebbe esposte a critiche (interne) questo lo sapeva, gli avrebbero rimproverato i suoi compagni sovietici "di essersi alleato con i carnefici del comunismo europeo" (e Hitler in occidente lo era sempre stato, non ne aveva fatto mistero; ma in questo non poco aiutato dall'Inghilterra). Ma Stalin sarebbe stato doppiamente criticato se Hitler attaccando la Russia lui non avesse fatto nulla per anticipare le sue mosse.

Nel 1937 Stalin non poteva più farsi illusioni sulla possibilità di indurre francesi e inglesi a costituire un solido fronte contro Hitler (come in effetti avvenne poi, ma piuttosto blando). Ed era chiaro che le prossime mosse tedesche si sarebbero rivolte all'est. Non c'era da aspettarsi che le potenze occidentali intervenissero seriamente per fermare Hitler che era un antibolscevico. Per Stalin dunque si poneva un'alternativa: o tentare di resistere da solo, con la forza delle armi, all'avanzata tedesca, o arrivare a un accomodamento con Hitler. E dal 1937 cominciò a puntare  su quest'ultima speranza.

Stalin non poteva non ricordare il precedente del Trattato di Brest-Litovsk, con cui Lenin, nel 1918 aveva ceduto spazio in cambio di tempo, allontanando la minaccia tedesca. Anche allora Lenin aveva dovuto fronteggiare la durissima opposizione (da G.F. Kernnan, pp 305-306, 316-316)

"Che pensasse a un futuro patto Russo-Tedesco prima del 1936-37 sembrerebbe pura fantasia. Anche se entrambe le due ideologie erano contro tutti i governi capitalisti.  La spiegazione più logica della politica sovietica di Stalin, è che di fronte alla distruzione del sistema di Versailles, la sicurezza collettiva era venuta meno, e la minaccia di un terribile pericolo per l'Unione Sovietica c'era. 
C'era soprattutto il pericolo di una maggiore condiscendenza da parte della Francia e dell'Inghilterra verso la tendenza espansionistica di Hitler (o dei militaristi e conservatori in caso di un suo rovesciamento) verso oriente".
(da A.Ula, Storia della politica estera sovietica -1917-1967-, Rizzoli. Milano 1979, pp.342.343).

Secondo questa prospettiva condivisa da molti storici non comunisti, le democrazie occidentali cercavano di spingere Hitler contro la Russia. La fase culminante di questo disegno sarebbe stata, secondo il giudizio più diffuso, la conferenza di Monaco, che portò alla spartizione della Cecoslovacchia a vantaggio della Germania.  Si legge in una delle opere sovietiche più importanti: "Molto tempo prima (di Monaco) aveva preso consistenza nei circoli dirigenti degli Stati Uniti, dell'Inghilterra e della Francia la tendenza a sfruttare ogni occasione, come per esempio l'interesse manifestato dai capi tedeschi per i cereali dell'Ucraina, al fine di provocare un attacco del nazismo tedesco all'Urss.
Non dimentichiamo il rifiuto della Francia (a Monaco) di onorare il suo trattato difensivo con la Cecoslovacchia (che screditò così il patto Franco-Russo del 1935. E venne meno (sempre a Monaco, marzo 1939) alla promessa fatta da Hitler di non avanzare  ulteriori pretese territoriali, poi invece procedette all'annessione della Boemia, della Moravia, la creazione di uno (suo) stato fantoccio in Slovacchia, ed era noto che  già iniziava ad avere mire sulla Polonia.
Solo allora Francia  e Inghilterra si videro costrette (con evidente ritardo) a rivedere le proprie posizioni: Chamberlain garantì la sicurezza  della Polonia da un attacco tedesco, e soffocando il proprio anti-bolscevismo, Francia e Inghilterra iniziarono (primi giorni di agosto) ad aprire con i sovietici trattative per concludere un patto di mutua assistenza.
Molti storici occidentali, e gli stessi sovietici, affermarono poi che non esisteva una seria volontà di realizzare il progetto; ma questo non lo sapremo mai, dopo pochi giorni  (il 23 agosto) il patto lo fecero i tedeschi e i russi.

Hitler dopo la firma del trattato era euforico. Ma per molti comunisti antifascisti-nazisti in occidente (e non solo qui)  quel patto era umiliante e anche ridicolo, ma anche per gli stessi fascisti. All'Agenzia Stefani in Italia quando era arrivato il fono del patto lo avevano buttato nel cestino, pensando allo scherzo di qualche giornalista bontempone. 
Per Mussolini fu una coltellata alla schiena, il comunismo era stato la sua bestia nera, le fondamenta e la costruzione dell'intero edifico del  fascismo erano impostate su questa lotta;  "ma come, ho lottato tutto la vita contro i bolscevichi, e guarda ora cosa mi capita con quello lì". - Non erano passati nemmeno 100 giorni dalla firma del Patto d'Acciaio.- E ora in base ai patti Mussolini deve combattere al loro fianco, essere alleato dei bolscevichi. Ricevere gli ambasciatori russi (o qualsiasi altro comunista) nel suo salone del Mappamondo con il sorriso; magari subendo perfino qualche sarcastica battuta del tipo "hai visto Benito? tu in venti anni non hai capito nulla! Hitler sì".
Sorprese tutti; amici e nemici. Per giorni e settimane Mussolini evitò tutti, le folle, i gerarchi, le manifestazioni pubbliche. Si chiuse in un mutismo totale. (anche se fu costretto a mandare lettere a Hitler, consenzienti, ma nello stesse righe fa il timoroso e anche lo sfuggente).

Imbarazzo anche il Francia; il proletariato di sinistra cade subito  in mano a quella forza di destra esistente in Francia che chiedeva loro amicizia fraterna col Terzo Reich, ora unito al popolo russo. Due Paesi (Italia e Francia una buona fetta)  in questa assurda ora della storia, che vanno a schierarsi con Germania e Russia (con non pochi danni alla Francia quando poi Hitler deciderà di invadere la Francia, e il proletariato e i contadini boicottarono la produzione bellica, i raccolti e la difesa della Francia stessa).

Intanto cosa accade in Russia e in Germania. In entrambi i due paesi scompare tutta la propaganda antibolscevica e antinazista. Ma qualcosa era già stato detto da Stalin nel suo rapporto al congresso del partito nel marzo del 1939: accusava "le potenze occidentali di cercare di aizzare l'Unione Sovietica contro la Germania, di avvelenare l'atmosfera tra i due paesi e di voler suscitare un conflitto con la Germania, senza alcun motivo concreto". Ed accennò anche all'eventualità di un "seconda guerra imperialistica". Poi il 3 maggio un altro segnale importante fu la sostituzione di Litvinov (simbolo della sicurezza collettiva - ebreo o con "aperture" troppo occidentali) sostituito dall'"ariano"  Molotov (sarà proprio quest'ultimo ad assumere l'iniziativa di creare "le basi politiche" per il futuro patto di agosto).

Per le tante violenti  invettive del passato di Hitler contro i "giudeo-bolscevichi", un rappresentante  russo a Berlino ebbe "comprensione", "erano -disse- cose del passato". E gli stessi tedeschi dissero che "il comunismo avendo cessato di esistere in Germania, non costituiva più un problema, del resto anche Stalin era cambiato e non parlava più  da tempo del progetto di una rivoluzione mondiale. Dunque la strada della riconciliazione era aperta".


 Hitler aveva fretta di fare questa riconciliazione (vedremo poi perché). Era ansioso di giungere a un accordo. E fu molto scaltro a scavalcare le democrazie occidentali nei negoziati.  Il 14 agosto comunicò a Mosca che Ribbentrop era già pronto a partire per  negoziare; ed aggiunse che bisognava stringere i tempi; che la guerra poteva scoppiare da un giorno all'altro (!). Stalin e Molotov risposero di essere disponibili all'incontro; che avvenne subito quattro giorni dopo, il 18 agosto.

Il progetto hitleriano contenuto in una lettera portata all'incontro da Ribbentrop, era molto semplice, richiese poche discussioni nei preliminari e ancora meno nella sua accettazione. Erano solo due righe:  "Si stipula con il presente trattato un patto di non aggressione tra Germania e Russia". 
Stalin così rispose a Berlino:

 

SUI PRELIMINARI DEL PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV

"Mosca, 21 agosto 1939. Al Cancelliere dei Reich tedesco Adolf Hitler. - Vi ringrazio per la lettera. Spero che il patto di non aggressione tedesco-sovietico segnerà una svolta decisiva per il miglioramento delle relazioni politiche tra i nostri paesi. I nostri popoli hanno bisogno di reciproci rapporti di pace. L'assenso del governo tedesco alla conclusione di un patto di non aggressione crea la base per l'eliminazione della tensione politica e per l'instaurazione di un clima di pace e collaborazione tra i nostri paesi. Il governo sovietico mi ha autorizzato a informarvi che è favorevole all'arrivo di Herr von Ribbentrop a Mosca per il 23 agosto. I. Stalin". 
(document: Nazi-Soviet Relations 1939-1941. Raymond James Sontag e James Stuart Beddie, Departement of State Washington 1948, p. 69).

 

 

Ribbentrop ventiquattrore dopo si precipitò a Mosca la sera del 22; alle ore 15,30 del 23 agosto era al Cremlino. Salvo qualche problema (in breve risolto) sollevato dai russi sull'uso futuro di alcuni porti sul Baltico il trattato dopo poche ore (alle ore 24) era già stato firmato. 
Quello che fu reso pubblico però. Perché insieme a questo semplice protocollo ne era stato firmato un altro, segreto, che conteneva clausole sulle rispettive sfere d'influenza territoriali, nel "caso di mutamenti". (che era tutto un "programma")
Ciascuno dei contraenti avrebbe avuto piena libertà d'azione all'interno della propria sfera.
E in questa sfera c'era già menzionato il territorio polacco da dividere amichevolmente in due.

PROTOCOLLO SEGRETO ADDIZIONALE
(al patto Ribbentrop-Molotov - Mosca 23 agosto 1939)

In occasione della firma del patto di non aggressione tra il Reich tedesco e l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, i plenipotenziari firmatari delle due parti hanno discusso in conversazioni strettamente riservate il problema della delimitazione delle rispettive sfere d'influenza nell'Europa orientale. Tali conversazioni hanno portato al seguente risultato:
1 - Nel caso di mutamenti territoriali e politici dei territori appartenenti agli Stati baltici (Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania), la frontiera settentrionale della Lituania rappresenterà la linea divisoria delle rispettive sfere d'influenza della Germania e dell'Urss. Al riguardo le due parti riconoscono l'interesse della Lituania al territorio di Vilnius.
2 - Nel caso di mutamenti territoriali e politici dei territori appartenenti allo stato Polacco, le sfere d'influenza della Germania e dell'Urss saranno approssimativamente delimitate dalla linea dei fiumi Narew, Vistola e San. Soltanto in base ai futuri sviluppi politici sarà possibile decidere in modo definitivo se gli interessi delle due parti rendono desiderabile il mantenimento di uno Stato polacco indipendente; in tal caso, debbono essere delimitate le frontiere di tale Stato. In ogni modo i due governi risolveranno tale questione mediante un'intesa amichevole.
3 - Per quanto riguarda l'Europa sud-orientale, da parte sovietica si sottolinea l'interesse per la Bessarabia. Da parte tedesca si dichiara il totale disinteresse politico per questi territori.
4 - Questo protocollo sarà tenuto rigorosamente segreto da entrambi le parti.
 Mosca, 23 agosto 1939.
Per il governo del Reich tedesco, v.Ribbentrop
Per procura del governo dell'Urss. V. Molotov.
(da Akten zur Deutschen Answartingen Politik 1918.1945. Serie D (1937.1945) Band VIII, Imprimerie Nationale, Baden-Baden 1956. pp. 206-207)

 

 

ERA INSOMMA LA SPARTIZIONE DELL'EUROPA.

Nel '45 con la sconfitta della Germania le potenze occidentali ebbero la possibilità di accedere a tutti gli archivi contenuti nella Cancelleria del Reich. L'imbarazzante documento sopra (che non contribuiva a dare una immagine eroica a Stalin) comparve poi anche al processo di Norimberga. Ribbentrop, il protagonista alla sbarra, raccontò nei minimi particolari l'incontro, come avvenne l'accordo e confermò il contenuto del testo sopra riportato.
(questa è la testimonianza originale in audio della dichiarazione di Ribbentrop, di quel giorno, che possiedo e che col tempo metterò in rete)  

I Russi reagirono dicendo che mentiva e che il protocollo segreto era un falso. Anche se ammisero e  difesero il patto definendolo di "pace", e Stalin cercò di farsi perdonare questo "utile" "errore".
Che si trattava di un grave "errore" lo aveva già detto all'indomani dell'invasione tedesca del 22 giugno. Infatti il 3 luglio per la prima volta alla radio, Stalin volle rivolgere un appello al popolo sovietico per giustificarsi o per far comprendere quella che molti dicevano essere stato - la firma del patto-  una sua fatale ingenuità. 

 

Discorso alla radio di Stalin del 3 luglio 1941.

"Ci si può domandare: come è potuto avvenire che il governo sovietico abbia acconsentito alla conclusione di un patto di non aggressione con uomini così perfidi, con dei criminali come Hitler e Ribbentrop? Con ciò il governo sovietico non ha commesso un errore? certamente no! Un patto di non aggressione è un patto di pace tra due Stati! Ed è precisamente un patto del genere che la Germania ci propose nel 1939. Poteva il governo sovietico respingere una tale proposta? Penso che nessun Stato pacifico possa respingere un accordo di pace con una potenza vicina, anche se a capo di questa potenza vi sono dei criminali e dei cannibali come Hitler e Ribbentrop. E ciò, naturalmente, alla condizione assoluta che l'accordo di pace non menomi nè direttamente né indirettamente l'integrità territoriale, l'indipendenza e l'onore dello Stato pacifico. Come è noto il patto di non aggressione tra la Germania e l'Urss era precisamente un patto di questo genere.
Che cosa abbiamo guadagnato concludendo con la Germania il patto di non aggressione? abbiamo assicurato al nostro paese la pace durante un anno e mezzo e la possibilità di preparare le nostre forze a resistere, qualora la Germania nazista si fosse arrischiata, malgrado il patto, ad aggredire il nostro paese. Ciò costituisce un netto vantaggio per noi e una perdita per la Germania.
E' possibile che gli eserciti tedeschi siano veramente eserciti invincibili, come strombazzano instancabilmente quei millantatori di propagandisti?
Certamente, no!
Un grave pericolo ora minaccia la nostra patria. 
La parola d'ordine è una sola "terra bruciata innanzi all'invasore".

(Stalin, appello alla radio, del 3 luglio 1941
 (ho la registrazione del radio  in lingua originale che in seguito metterò).

 Sulla famosa firma del trattato ci viene in soccorso Nikita Chruscev, con le sue memorie, Khrushchev Remember, Little Brown, Boston 1970 (In Italia edito da Sugar, Milano, 1970, pp 145,146).

 
"... Quella sera del 23 agosto (io non avvisato il giorno precedente ero andato a caccia e non partecipai all'incontro del pomeriggio) ci riunimmo a cena. Stalin ci disse che Ribbentrop aveva portato con sè il progetto di un trattato di amicizia e di non aggressione, e che noi l'avevamo firmato. Stalin sembrava molto compiaciuto. Disse che quando gli inglesi e i francesi che erano ancora a Mosca per negoziare un trattato molto simile a questo, e il giorno dopo avrebbero appreso la notizia del trattato, sarebbero ripartiti immediatamente per le loro capitali. Che sì erano venuti per negoziare, ma non volevano affatto, in realtà, unire le forze dei loro paesi alle nostre contro la Germania. Le conversazioni con loro insomma erano inutili. Sapevamo che non facevano sul serio quando parlavano di allearsi con noi, e che il loro vero scopo era di aizzare Hitler contro di noi. Quindi eravamo contentissimi di vederli partire.
Sapevamo perfettamente che con quel trattato Hitler cercava di metterci nel sacco. Udii con i miei orecchi Stalin che diceva "Naturalmente è una partita in cui ognuno cercherà di ingannare l'altro. Io so quali sono le intenzioni di Hitler. Egli crede di essere stato più furbo di me, ma in realtà sono io che l'ho messo nel sacco!". A Vorosilov, a Beria e a me e ad alcuni altri membri del Politburò Stalin disse che grazie a quel trattato la guerra ci avrebbe risparmiati ancora per qualche tempo. Saremmo riusciti a conservare la neutralità e a mantenere intatte le nostre forze. Poi si sarebbe visto"
 
Lo videro subito! L'inchiostro sul documento era ancora fresco, quando 8 giorni dopo (ma doveva avvenire già il 26 agosto), il 1° settembre Hitler iniziava l'invasione della Polonia. Per fare la sua "Guerra Umanitaria".
(vedi e ascolta il suo proclama)
L'avanzata fu rapidissima e impetuosa, già i primi due giorni la Polonia era in ginocchio, e senza rispettare i confini definiti nel patto segreto le armate tedesche erano già oltre quei confini. Fu allora che Ribbentrop recitò la ipocrita parte: il 3 settembre, sollecitò la Russia ad attaccare la Polonia a est per dividersi così alla fine il bottino.
Molotov, o perchè riluttante (non si riusciva a trovare un giustificato motivo per intervenire, nessun polacco aveva chiesto né voleva aiuto; nè i filo-tedeschi, nè gli anti-tedeschi; volevano fare tutto da soli), o per la troppa precipitazione dei fatti, entrò comunque ("per portare aiuto ai fratelli") con l'Armata Rossa in Polonia solo il 17 settembre, quando ormai i tedeschi avevano già occupato un grande territorio (che comprendeva già Varsavia) che era molto più vasto di quello descritto nel protocollo segreto. 

Ma ormai il dado (il patto) era tratto.  I russi fecero buon viso a cattiva sorte. Proposero a cose fatte solo la divisione e lo scambio della Polonia centrale e della Lituania (allora indipendente).
Altri (palesi) grossi attriti non ce ne furono. Anzi seguirono molti trattati di importantissimi scambi commerciali, utili sia alla Russia (tecnologia, materiale bellico, e soprattutto forniture navali) e utili -e alcuni essenziali- alla Germania (grano, petrolio, materie prime, come la (basilare) gomma che la Russia riceveva dai giapponesi tramite la transiberiana. - Teniamo presente fin da ora che fu la mancanza di questi rifornimenti che bloccarono poi Hitler in Russia).

Stalin, fece spesso silenzio, subendo opportunisticamente i tanti sgarbi, ma intanto ogni sua -anche molto rilevante- richiesta di materiale ai tedeschi, veniva soddisfatta. Poi si fece più impavido e imitando Hitler, decise anche lui di mettere le mani su altri territori; invase così la Finlandia, e non ci fu nessuna reazione tedesca. Anzi i tedeschi impartirono ordini alla stampa di non parlare di invasione, ma al massimo accennare che le operazioni belliche e l'occupaziona russa erano solo per difendere da eventuali nemici l'imbocco del golfo della Finlandia. (abbastanza singolare, non si capisce chi potevano essere i nemici, visto che i tedeschi ormai controllavano tutta l'entrata del Baltico da Danzica in su).

Nella non osservanza del trattato non ci fu dunque nessuna protesta da parte tedesca. E Stalin ne tentò un'altra di annessione, questa volta a Sud. Invase la Bessarabia. Questo territorio era contemplato nel "patto segreto", ma si erano dimenticati i tedeschi di fissare i confini (come abbiamo letto sopra)  erano rimasti piuttosto nel vago e avevano fra l'altro usato il plurale: Stalin invase così anche le province romene della Bukovina. Ci fu qualche blanda protesta dei tedeschi ma poi  chiusero entrambi gli occhi come in Finlandia. I tedeschi erano impegnati a pensare e a prepararsi a ben altro. Lo scopo più importante del resto lo avevano raggiunto: avere alle spalle un potente alleato che si accontentava di "mangiare" piccoli bocconi sul proprio territorio, mentre invece le divisioni tedesche  si stavano preparando a invadere tutto l'occidente; a scontrarsi con le due grandi potenze europee; altro che la Bukovina!

Quando però nella primavera del 1940, Hitler sferrò l'attacco alla Francia e le sue strabilianti rapidissime vittorie lo portarono ad essere dominatore di quasi tutta l'Europa (di fatto, ma anche potenzialmente -restava più soltanto Inghilterra già in ginocchio), tutta la collaborazione sovietica (o meglio  neutralità) contemplata nel patto andarono a modificare le condizioni di fondo del trattato.
Sempre citando le memorie di Chruscev: "alla notizia della disfatta,  a Stalin saltarono i nervi, maledisse i governi francese e inglese, "possibile che non siano riusciti a resistere in qualche modo?" domandò a noi in preda allo sconforto".

Iniziarono i primi attriti (e anche i primi timori). Per tanti motivi: quando Hitler si apprestò a invadere la Norvegia attraverso la Finlandia (ormai sotto l'influenza russa); quando Hitler iniziò a modificare i confini  degli Stati Danubiani; quando Hitler senza consultarsi con l'alleato decise lui di revisionare gli Stretti turchi.

Comunque la cooperazione di Stalin con i tedeschi (solo quella commerciale ma non militare) non cessò quasi fino al 22 giugno del '41 (quando fu invasa dalle armate tedesche). Il furbo bolscevico fece buon viso a cattiva sorte, ma intanto si muoveva. E già nell'aprile del 1941, cioè a pochi giorni dall'invasione Stalin aveva già virtualmente  "giocato" Hitler.

Nel'aprile del 1941, il giorno 13, a Mosca c'era stata una visita: era il ministro degli esteri nipponico Yosuke Matsuoka (fino allora in una guerra sanguinosa con la Russia, in Manciuria)  che andò improvvisamente a dire a Stalin che "il Giappone è moralmente comunista. E' un ideale che da tempo immemorabile viene tramandato di padre in figlio". Se ci fosse stato Hitler presente gli sarebbe venuta una sincope a sentirlo.
(Dei rapporti Russia-Giappone e di questa svolta -così importante-  parleremo nella successive pagine)

Torniamo ancora al Patto Ribbentrop-Molotov, che sorprese tutti, amici (pensiamo a Mussolini -  leggeremo più avanti la sua lettera) e nemici (pensiamo alla faccia di Churchill che quel patto col "diavolo" l'avrebbe voluto fare lui- cosa che per opportunismo e per la disperazione fece in seguito)

"Moralmente parlando - scrisse Medvedev storico dissidente che non era di certo schierato con Stalin anche se c'è nel suo libro una buona dose di nazionalismo russo - accadde qualcosa di molto negativo in Russia... (così nei comunisti e anticomunisti dell'intera Europa, compreso Mussolini, inebetito.- Ndr). Non intendo giustificare l'insieme della politica di Stalin. Si è già detto come egli impedì la creazione di un fronte unito in Germania, decimò il Comintern, sciolse il partito comunista polacco, uccise i migliori quadri dell'Armata Rossa, e tutto ciò facilitò enormemente l'entrata in guerra di Hitler. 
I più prevenuti autori occidentali affermano che firmando quel patto l'Unione Sovietica sciolse il guinzaglio a Hitler. Eppure il "patto" non può venir aggiunto alla lista degli errori e dei crimini di Stalin. Il governo sovietico fu costretto a firmare nella misura in cui l'Inghilterra e la Francia avevano incoraggiato il fascismo tedesco e frustrato i negoziati per un patto di mutua assistenza con l'Unione Sovietica. Erano stati i circoli dirigenti britannici e francesi, e taluni di questi negli Stati Uniti, ad aiutare la Germania a ricostituire una forte macchina bellica nella speranza che venisse usata contro il bolscevismo. Furono la Francia e la Gran Bretagna a consentire alla Germania di impadronirsi dell'Austria, a tradire la Cecoslovacchia con l'infame accordo di Monaco, ad aiutare Hitler e Mussolini a schiacciare la Repubblica Spagnola grazie alla politica di non intervento occidentale. Queste circostanze obbligarono l'Unione Sovietica a proteggersi, avvantaggiandosi del disaccordo fra gli Stati imperialisti. Nel 1939 il patto di non aggressione con la Germania a Stalin poteva servire allo scopo". (Medvedev, Lo Stalinismo, Mondadori, Milano 1972, pp 534-535).


Altri occidentali hanno invece condannato e duramente criticato il trattato stipulato (ma ricordiamo fu sollecitato) da Stalin (*). -  F. Kennan  famoso storico, ad esempio lo "condanna, per le tragiche conseguenze che esso ebbe per i popoli non russi; per il cinismo delle rappresaglie delle armate russe, degli stermini e delle deportazioni di interi popoli"
Anche se pochi hanno parlato di altrettanti massacri di comunisti da parte dei tedeschi compiuti in Russia e nella stessa Germania. Si sono sempre sottolineati solo i massacri di ebrei. Sembrerebbe così che i tedeschi in Russia in quattro anni abbiamo fatto le "vacanze sulla neve".


L'URSS secondo recenti stime, durante la seconda guerra mondiale, ebbe, 30 milioni di morti dei quali circa 20 milioni non erano militari ma civili, amministratori, dirigenti, semplici iscritti al partito comunista e partigiani oltre che ebrei. Ogni villaggio dopo l'invasione tedesca, veniva occupato dalle "SS einsatztruppen" che sterminarono, fucilarono, impiccarono venti milioni di comunisti ed ebrei. (cfr.: "Una SS obersturmbahnfuerer" - "Diari di guerra delle SS" - Rizzoli 1964. Vassilij Grossman, Il'ja Ehrenburg - "Il libro nero" - Mondadori 1999. Ecc.). Perchè si parla sempre e solo dello Shoah con i suoi sei milioni, non solo ebrei (ma slavi, zingari ecc), sterminati "scientificamente" e si ignora lo sterminio pianificato altrettanto "scientificamente" di 20 milioni di civili per lo più comunisti in URSS?. Informazioni provenienti dall'Intelligence Service nel 1990 parlano di molti di più (addirittura 50 milioni), accusando Stalin di aver taciuto l'entità dello sterminio. (E chissà perchè. Anzi sono stati attribuiti a lui anche questi. Anche se non ne aveva bisogno. Katyn insegna!)
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Ma perchè Stalin sollecitò proprio i tedeschi?

continua >


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