ANNO 1939

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

HITLER E STALIN 
IL PATTO PARADOSSALE

(2)

Ma perchè Stalin sollecitò proprio i tedeschi?

Ma perchè Stalin sollecitò proprio i tedeschi? Fu una sua geniale contromossa  nei confronti dell'occidente. Stalin aveva capito il vero significato di quel (alcuni storici lo chiamano vile - e abbiamo visto sopra Medvedev chiamarlo infame) patto fatto a Monaco nel 1938. A Monaco le potenze occidentali, nonostante il patto di mutuo soccorso franco-ceco-sovietico del 1924 e del 1935, "vendettero" la Cecoslovacchia ai nazisti, salvando la "loro" "pace", in modo che la Germania restasse libera di andare ad occupare "lo spazio vitale", cioè la Russia "comunista, bolscevica, atea". (altrettanto fecero - in un altro modo, poi nel giugno '41 con l'invasione). Questi furono i disegni e le speranze che animavano lo immane schieramento mondiale antisovietico.
Ma Stalin in anticipo giocando l'occidente tutto schierato contro di lui, anticipò la mossa e fece il diabolico (e paradossale)  patto con i tedeschi! E i tedeschi non si fecero scappare l'occasione con la contromossa, andarono come abbiamo visto di gran corsa a Mosca a firmare.
 La Gran Bretagna insomma fu giocata e aveva tutte le ragioni  per allarmarsi. Chi avrebbe fermato in Occidente tedeschi e russi messi insieme?
Ma allo sferrare dell'attacco in occidente i russi non c'erano. I tedeschi fecero da soli e insistettero solo con la (arrendevole) Francia. Mentre con l'Inghilterra Hitler si comportò in un modo che non ha lasciato solo interrogativi a molti occidentali, ma anche agli stessi tedeschi. (Parliamo dei tedeschi di allora, quelli che arrivarono con gli aerei e le armate sulla Manica per poi fermarsi a un cenno di Hitler, pur essendoci una Inghilterra letteralmente sguarnita e impreparata;  non è proprio chiaro quello stallo, ai tedeschi di allora e ai tedeschi contemporanei).
Che patto fece quel giorno Churchill con Hitler, e che cosa gli "consigliò" di fare? 
Di Churchill non abbiamo più i documenti, ma probabilmente a Hitler lui Churchill dava in concerto (!)  con Mussolini lo stesso consiglio che ora andiamo a leggere.

Era finita la guerra in Polonia, ma dal quel famoso 1° settembre (la umiliante lettera ricevuta da M. la troviamo nelle pagine dell' Invasione della Polonia)  fra Mussolini e Hitler non era più avvenuto uno scambio di corrispondenza  ("...Consideravo intempestivo turbarvi..." gli premette). 
Ricordiamo subito come Hitler aveva concluso quella famosa lettera mentre le sue armate entravano  in Polonia: 
"L'armata polacca  è già completamente accerchiata. Essa sarà annientata o si arrenderà.
A occidente manterrò un atteggiamento difensivo. 
Poiché né la Francia né l'Inghilterra possono raggiungere ad Occidente alcun risultato decisivo, dopo l'abbattimento della Polonia la Germania avrà libere tutte le sue forze e la supremazia dell'aria è inequivocabilmente dalla nostra parte, non mi perito di risolvere la questione orientale, anche col pericolo di complicazioni ad Occidente"Verrà il momento in cui anche colà faremo fronte all'avversario con tutte le forze della Nazione"
. Gli ha insomma rivelato le sue intenzioni; la Polonia solo un pretesto per fare la "prova generale" delle sue armate e dei suoi blitz.

Mussolini che si era defilato, non era corso al suo fianco, si era messo (proprio lui!) a fare il "pacifista". Fa (nel tormento) passare quattro mesi e torna a scrivergli. Gli scrive perchè Ciano il 16 dicembre parlando a Roma alla camera dei fasci, riguardo le tesi tedesca (che non aveva gradito la neutralità dell'Italia) sosteneva che aveva reso noto -all'atto del Patto d'Acciaio- che  l'Italia per una guerra offensiva non sarebbe stata pronta militarmente prima di tre anni. Il suo discorso anche se formalmente corretto, sembrava un rimprovero, ed era stato interpretato dai più (e dai tedeschi) come un tentativo di sganciamento dell'Italia dalla Germania. (ma non intervenendo, di fatto l'Italia si era già sganciata, non aveva onorato quel patto, anche  se ambiguo)

Ma non c'era solo Ciano in quei giorni di dicembre a remare contro. C'era un via vai fra il Quirinale e il Vaticano. Forse si erano resi conto solo ora, dopo il Patto nazismo-comunismo, e dopo la Polonia, che il "pagano nazismo" (definizione di Pio XII) e l'
"ateismo russo" andavano a braccetto. Insomma qualcuno si mosse per trovare una soluzione allo sganciamento dall'Asse. Si parlò anche di una fantomatica "congiura delle barbette" VEDI e di "giovani turchi". In effetti i "barbetta" Balbo, De Bono e Grandi (già piuttosto antiteteschi) fin dal 1° settembre volevano (per non partecipare) una denunzia formale del "patto d'acciaio". Mussolini soffre, ha gli "undugi", e non sa più con chi stare nemmeno lui. Poi quasi a voler sfidare i tedeschi, cambiò governo e mise proprio Grandi alla presidenza della Camera. Non prima di avergli confidato: "I Tedeschi ci hanno "tradito". Ed io intendo appunto colla tua nomina dimostrare  che noi intendiamo fare politica per nostro conto, in piena libertà". Mussolini ripetè, scuro in volto, "Perchè i Tedeschi ci hanno tradito, facendoci trovare di fronte al fatto compiuto della guerra e dell'intesa colla Russia" (archivio Grandi, b. 152, fasc. 199, sottofascicolo 6, ins.2 "nota di Diario", 1 novembre 1944, ff. 45 e seg.).
A dicembre Mussolini è ancora preso da una morsa di dubbi. Ma anche le polemiche in casa gli danno fastidio. Per le affermazioni di Ciano teme perfino la reazione di Hitler, lo anticipa e gli fa anche  la "morale":

Infatti Mussolini scrivendogli il 3 gennaio 1940, corre ai ripari, ma intanto gli dice altre cose :  "Fuhrer.  L'aver rivelato qualche dettaglio della verità, non ha nuociuto alla causa germanica, come quello di far conoscere che entrambi desideravamo un lungo periodo di pace. (...)  Sul discorso di Ciano ci sono state speculazioni ridicole. Qualunque cosa avesse detto, sarebbe accaduto la stessa cosa".... 
Poi gli fa un "Giro d'orizzonte" che ha dell'incredibile. Primo: perché lui si trova in una situazione di inferiorità, e lui lo sa, e sa che lo sa anche l'altro; secondo: perché conosce già i suoi ambiziosi piani, ciononostante vuole "consigliare": cosa lui deve fare, dove farlo, perché farlo. In più gli fa notare che sta sbagliando obiettivi. Giustifica alcuni suoi anomali comportamenti. Lo mette in guardia se si avventura a occidente come ha intenzione di fare. Poi si lancia in una filippica contro la Russia.
Ma questa lettera è la definitiva capitolazione di Mussolini, ma anche la più sincera, e la più realista.
Ma non doveva accadere Dunquerke! Dopo la disfatta inglese Mussolini non aveva più nessun "santo" a chi votarsi. Ma proseguiamo nella sua lettera....

"Nei Rapporti dell'Italia cogli altri Stati europei posso dirvi che i recenti scambi di visite fra il Re e il Papa hanno rivestito un significato di carattere prevalentemente interno e "non" internazionale. Colloqui brevi e generici" (...) (Non è vero, si mobilitarono in molti, Chiesa, Savoia, Antitedeschi e Industriali it. con gli Inglesi. Ndr.)
"Spagna, non vi meraviglierete se vi dico che l'intesa germano-russa ha avuto ripercussioni penose in Spagna. La guerra civile è troppo recente. La terra che ricopre i nostri e i vostri morti è ancora fresca. Il bolscevismo è un ricordo ossessionante per la Spagna e gli spagnoli. Ma non comprendono la necessità tattica".
(Nota. E' accaduto il paradosso: che fascisti e comunisti ora con il patto russo-tedesco dovrebbero andare a braccetto. Ndr.)

"I rapporti dell'Italia con francesi e inglesi sono corretti, ma freddi. Noi sì,  forniamo materiale di vario genere agli uni e agli altri, alcuni dei quali possono servire indirettamente per la guerra. Questi traffici ci permettono di acquistare quelle materie prime per completare la nostra preparazione militare. Le voci di conversazioni politiche sono false.(...). (Invece c'erano!. Ndr.) Tanto a Parigi quanto a Londra, nessuno si fa illusioni di vedere nel 1940 ripetersi il fenomeno 194-1918"
"Finlandia. - Si è parlato di ingenti aiuti  dati dall'Italia alla Finlandia. Esagerato. Si tratta di aeroplani da caccia ordinati prima della guerra e nient'altro" 
"Ciano non ha parlato di Finlandia, ma l'ambasciatore russo a Roma se ne è andato. Noi abbiamo richiamato il nostro da Mosca. I rapporti Roma-Mosca sono cattivi. Non faremo nulla per aggravarli, ma l'atteggiamento russo ci lascia indifferenti".
(Nota. La Russia alleata dei tedeschi aveva invaso la Finlandia, mentre l'Italia alleata dei tedeschi paradossalmente stava fornendo aerei alla Finlandia. Ndr.).

"Per quanto riguarda la responsabilità della guerra nessun italiano crede alla innocenza della Gran Bretagna. (...) Ma su due fatti la propaganda britannica mette l'accento e cioè sugli accordi germano-russi che segnano praticamente la fine del patto anticomintern e sul trattamento che sarebbe fatto in Polonia alle popolazioni autenticamente polacche. (...). E' mia convinzione che la creazione di una modesta Polonia esclusivamente polacca -liberata dagli ebrei per i quali io approvo pienamente il vostro progetto di raccoglierli tutti in un grande ghetto a Lublino - non può costituire mai più un pericolo per il grande Reich. La creazione di uno stato polacco sotto l'egida tedesca, sarebbe un elemento risolutivo della guerra e una condizione sufficiente per la pace".
"(Con la propaganda che mi appare tardiva e debole) Voi potreste riaffermare che a ovest non avete obiettivi di guerra e quindi di fronte al mondo, rigettare sui franco-inglesi la responsabilità della continuazione del conflitto e in ogni caso non prendere come avete fatto sin qui l'iniziativa sul fronte ovest".
"Sono profondamente convinto che la Gran Bretagna (e la Francia) non riusciranno mai a fare capitolare la vostra Germania aiutata dall'Italia, ma non è sicuro che si riesca a mettere in ginocchio gli alleati franco-inglesi senza sacrifici sproporzionati agli obiettivi. Gli Stati Uniti non permetterebbero una totale disfatta delle democrazie. Gli imperi crollano per difetto di statica interna e gli urti dall'esterno possono consolidarli. E' prevedibile un epilogo della guerra che come voi avete detto non vedrà che due (o più vinti). Vale la pena -ora che avete realizzato la sicurezza dei vostri confini orientali e creato il grande Reich di 90 milioni di abitanti - di rischiare tutto - compreso il regime - e di sacrificare il fiore delle generazioni tedesche per anticipare la caduta di un frutto che dovrà fatalmente cadere e dovrà essere raccolto da noi che rappresentiamo le forze nuove dell'Europa? (Le grandi democrazie portano in se stesse le ragioni della loro decadenza).

"Accordi con la Russia. - Nessuno più di me, che ho ormai 40 anni di esperienza politica, sa che la politica ha le sue esigenze tattiche. Anche una politica rivoluzionaria. I ho riconosciuto i soviet nel 1924; nel 1934 ho stipulato con essi un trattato di commercio e di amicizia. Così io comprendo che non essendosi realizzate le previsioni di Ribbentrop, circa il non intervento dei franco-inglesi, voi abbiate evitato il secondo fronte. Voi lo avete dovuto pagare di modo che la Russia, in Polonia e nel Baltico, è stata - senza colpo ferire- la grande profittatrice della guerra"
"Ma io che sono nato rivoluzionario e non ho modificato la mia mentalità di rivoluzionario, vi dico che voi non potete permanentemente sacrificare i principi della vostra Rivoluzione alle esigenze tattiche di un determinato momento politico. Io sento che Voi non potete abbandonare la bandiera antisemita e antibolscevica che avete fatto sventolare per 20 anni e per la quale tanti vostri camerati sono morti; voi non potete rinnegare il vostro vangelo nel quale il popolo tedesco ha ciecamente creduto. Ho il preciso dovere di aggiungere che un ulteriore passo nei vostri rapporti con Mosca, avrebbe ripercussioni catastrofiche in Italia, dove l'unanimità antibolscevica è assoluta, granitica, inscindibile. Lasciatemi credere che questo non avverrà. La soluzione del vostro lebensraum è in Russia e non altrove. La Russia ha l'immensa superficie di 21 milioni di kmq. Sino a 4 mesi fa la Russia era il nemico mondiale numero uno: non può essere diventato e non è l'amico numero uno.
Questo ha turbato profondamente i fascisti in Italia e forse anche molti nazional-socialisti in Germania.
Il giorno in cui che avremo demolito il bolscevismo, avremo tenuto fede alle nostre due rivoluzioni. Sarà allora la volta delle grandi democrazie, le quali non potranno sopravvivere al cancro che le rode e che si manifesta sul piano demografico, politico e morale. (...)
Situazione Italia - Sto accelerando il ritmo della preparazione militare. L'Italia non può e non vuole impegnarsi in una guerra lunga; il suo intervento deve accadere al momento più redditizio e decisivo.(...) L'Italia fascista in questo periodo intende di essere la vostra riserva:
dal punto di vista politico-diplomatico (...); dal punto di vista economico (...); dal punto di vista militare, quando l'aiuto non vi sia di peso, ma di sollievo. 
Io credo che il non intervento dell'Italia sia stato molto più utile alla Germania di un intervento che nella guerra contro la Polonia era perfettamente superfluo. Avrei altre cose da dire ma questa lettera e già deplorevolmente lunga.Accogliete i miei saluti sempre amichevoli e i miei voti per l'avvenire della Germania e vostri"
(Lettere e Documenti, Mussolini-Hitler - Lettera del 3 gennaio 1940 op. cit).
Ma l'avrà scritta solo Mussolini questa lettera? Possibile? 

Ma siamo andati troppo avanti. Ritorniamo al Patto germano-russo.

James McSherry, un altro famoso storico è quasi dello stesso avviso del citato sopra Kennan: condanna il significato pratico e strategico del patto fatto da Stalin. "Certo non è stato Stalin scatenare la seconda guerra mondiale, è stato Hitler, ma l'incoraggiamento di Stalin può aver contribuito in modo decisivo. Forse in un modo o nell'altro Stalin l'avrebbe fatta scoppiare comunque, ma non avrebbe trascinato la Russia in quel grande disastro".

Stalin la fece scoppiare  in un certo modo,  ma poi Churchill la fece scoppiare in un altro. 
Con una prima mossa dopo la sua disfatta a Donquerke;  e subito dopo con la seconda mossa dopo Smolenks, quando nei primissimi giorni dell'invasione russa, Stalin alle panzerdivision di Hitler fece trovare la "sorpresa" a Smolenks. ("Tutti i dati del nostro controspionaggio indicavano che avremmo dovuto batterci contro 200 divisioni russe (i tedeschi ne avevano 170 Ndr) mentre qui già ora ne abbiamo individuate non meno di 370. Scrive il generale Gouderian il "padre" delle panzerdivision. Mentre Hitler scrive a Mussolini  "Io e i miei generali siamo rimasti sorpresi nonostante tutte le nostre previsioni. Molto al di là di quanto noi sapevamo o anche solo ritenevamo possibile.  I russi hanno tirato fuori una sorpresa di cui noi non avevamo alcuna idea, un gigantesco carro armato (i T 34 Ndr)  muniti di tale corazze che i proiettili della nostra artiglieria vi rimbalzano senza provocare alcun danno. Siamo impotenti di fronte a questi mezzi corazzati che attualmente sono i più forti" (...) I combattimenti che ora hanno luogo qui da otto giorni appartengono ai più gravi che le truppe tedesche hanno dovuto sostenete sinora. (Lettere e Documenti, op, già cit. Hitler a Mussolini, del 30 giugno 1941) (erano trascorsi appena sei giorni dall'attacco!).

Fu una delusione degli ex nemici? Hitler in questa lettera non diceva solo questo. Ma iniziava la lettera facendo un riferimento ben preciso.

Mussolini appena Hitler aveva sferrato l'attacco alla Russia -finalmente era soddisfatto- l'amico seguiva i suoi suggerimenti e a quanto pare non solo i suoi!!!! 

"Fuhrer, Mi rendo perfettamente conto che lunghe meditazioni hanno preceduto la Vostra decisione.....(...) La liquidazione del problema russo reca, a mio avviso, i vantaggi seguenti: (...) c) ci riporta alle nostre concezioni dottrinarie che solo necessità di carattere tattico ci avevano costretto ad abbandonare sia pure temporaneamente; d) fa di nuovo convergere verso l'Asse tutte le correnti antibolsceviche esistenti nel mondo in generale e in quello anglo-sassone; e) può ricondurre la Russia rinnovata ridotta di volume e liberata dal bolscevismo nel cerchio di una leale collaborazione economica col resto dell'Europa (...) ((Lettere e Documenti, op, già cit.  Mussolini a Hitler,  del 21 giugno 1941, alla vigilia dell'invasione)


E Hitler proseguendo la lettera di sopra si aggancia a queste affermazioni di Mussolini che abbiamo appena letto, iniziando così la lettera:

"Duce, Mi rallegro infinitamente che i nostri due punti di vista  nelle grandi questioni concernenti il destino dei nostri popoli si identifichino così perfettamente. Credo che la settimana trascorsa, considerata sotto l'aspetto politico, ha confermato in maniera clamorosa le nostre vedute. E' accaduto ciò che io stesso nel primo momento non osavo affatto sperare. L'Europa è stata strappata in gran parte ad un disinteresse veramente letargico. Molti Paesi si vedono obbligati a prendere ormai in questa nostra lotta contro il bolscevismo una posizione che sarà il principio di una più larga comprensione della nostra comune politica che in fondo è veramente europea. (...) Sarebbe psicologicamente giusto incontrarci in qualche luogo al fronte... Credo che ciò sarebbe adeguatamente apprezzato anche dal resto del mondo" (ib.).

NON ERANO DUNQUE SOLI!  POI ARRIVO' SMOLENKS

Dobbiamo subito anticipare cosa accadde quel giorno a Smolenks: i T 34 russi avevano fermato fin dalla prima settimana, poi la fermeranno per un intero mese, la Blitzkrieg di Hitler. Lo scoraggiato Churchill, entrò in "crisi"; a sentire queste notizie era saltato sulla sedia; "seguii ora per ora gli eventi di Smolensk, e le ore cominciarono ad essere tante, tante, poi diventarono giorni"  Il 12 luglio non aveva più dubbi. "Senza la svolta di Smolensk, non avrei mai fatto questo passo, ma non avremmo mai vinto la guerra" (dalle sue Memorie). Se ora voleva vincere e rientrare in possesso dell'egemonia europea, era costretto ad allearsi con "il diavolo" Stalin. Poi doveva  persuadere Roosevelt ("che era anche lui convinto -stando a guardare- che la Russia capitolasse in tre mesi") a intervenire (9 agosto) ad aiutare economicamente e con materiali sia gli  inglesi che i russi.

Insomma per la terza volta era cambiato lo scenario geopolitico.

 Non dimentichiamo che il giorno che fu firmato il patto Molotov con la Germania (potenza Ger) a Mosca c'erano le inconcludenti missioni Inglesi-Francesi per fare la stessa cosa (potenza Ing e Fr ). Quindi o Ger contro Ing-Fr; oppure Ing-Fr contro Ger.  - Stalin (potenza Rus)  non aveva altra scelta;  ma doveva fare la migliore, questo era il grande dilemma.
Stalin fu abile ma non fu un buon stratega (di tempi) quando scelse Ger contro Ing-Fr; pensava che lui, Rus,  da lontano poteva rimanere a guardare per un bel po' di tempo. La colpa grave fu proprio questa, non partecipando all'"Olimpiade della morte" in occidente, sconvolse però l'equilibrio delle forze. E quando cadde la Francia, e l'Inghilterra dopo soli 5 giorni se ne ritornò sull'isola con i suoi 338.226 uomini, abbandonando i francesi allo loro sorte, Stalin così operando non solo aveva sconvolto un equilibrio, ma la Russia iniziò a correre un pericolo mortale (la resa così facile (?!)  della Francia e quel disimpegno in Inghilterra, puzzava molto di bruciato. Maledisse Inglesi e Francesi, chiedendosi sconvolto "ma come è stato possibile?".
 Il non attacco di Hitler all'Inghilterra, mentre questa era in gravi difficoltà non solo aveva sconcertato Stalin, ma è sempre rimasto uno dei grandi misteri della guerra di Hitler in occidente.
Hitler rivolgendo le sue armate a est era ben cosciente di avere alle spalle un nemico (ma nemico lo era ancora?), e aveva ben presente che la prima guerra Mondiale la Germania l'aveva persa proprio perchè aveva aperto gli stessi due fronti, uno a est e uno a ovest.Non poteva essere così avventato.
Quindi qualche garanzia doveva pur averla ottenuta.

Mussolini nello scrivergli gli fa osservare "La dichiarazione di guerra degli inglesi ha solo lo scopo di risollevare il morale dei sudditi che è molto depresso".

Se Ger  perdeva contro Ing-Fr, Stalin non avrebbe dovuto preoccuparsi più di tanto, la sua neutralità sarebbe stata (anche se malvolentieri) ricompensata o almeno non punita.
Ma (e bisognava metterlo pur in conto) se  Ger sconfiggeva Ing-Fr,   Rus ormai sola come unica potenza, Ger si sarebbe rivolta contro Rus con tutta la sua forza (e infatti questo poi accadde; e la Russia si ritrovò sola).
Cosa insomma aveva sperato Stalin? che i paesi capitalistici si sarebbero fatti la guerra tra di loro
piuttosto che attaccare l'URSS. Non mise in conto quello che fu poi il grosso "enigma" di Dunquerke (che non solo scoraggiò Mussolini, ma avrebbe scoraggiato chiunque).

A.J.P. Taylor, altro famoso ma discusso storico,  sostiene invece la tesi che "il patto fu una premeditata cospirazione nazista. Le preoccupazioni sovietiche di un'alleanza europea contro la Russia erano esagerate, anche se non infondate. Gli inglesi e i francesi tiravano per le lunghe i negoziati senza cercar sul serio di giungere a una conclusione. Inoltre i polacchi non volevano essere aiutati dai russi. E quando a Stalin i tedeschi con molta destrezza proposero un patto di non-aggressione (che in sostanza formalmente era di neutralità) per la diplomazia sovietica questo risultato era il massimo che poteva aspirare. La linea era giusta, secondo i manuali di diplomazia; conteneva tuttavia un grosso errore; gli statisti russi (e soprattutto Stalin) caddero nell'illusione che Hitler avrebbe mantenuto la parola"
Per quanti dubbi avesse Stalin (non era proprio così tanto ingenuo) quel patto lo considerava abbastanza valido (e utile) per un certo periodo, sufficiente per organizzarsi (e si stava organizzando! e lo dimostrò con la "sorpresa" Smolenks); ma non poteva certo immaginare che nemmeno dopo una settimana si sarebbe trovato a dover fare i conti con quella situazione improvvisa, esplosiva (abbiamo visto quanto ambigua)  fatta nascere da Hitler in Occidente in poche settimane.
Certo è, possiamo concludere, che se Stalin voleva ingannare Hitler a lunga scadenza, non poteva certo poi lamentarsi che l'amico a sua volta ingannandolo l'avesse fatto prima e a brevissima scadenza. 

Infatti sul "Patto" leggiamo cosi scrisse Chruscev nelle sue Memorie. " Sono convinto che il patto era inevitabile, date le circostanze del momento, vantaggioso per l'Unione Sovietica. Era come un gambitto negli scacchi: se non avessimo fatto quella mossa, la guerra sarebbe necessariamente cominciata  prima  con nostro grave danno. (La Germania in Polonia ci andava comunque poi avrebbe rivolto le armate in Russia con l'appoggio di tutto l'occidente antibolscevico, Inghilterra, Francia, Spagna Franchista, l'Italia di Mussolini, e la Chiesa. Ndr.) Così come andarono poi le cose, ottenemmo un periodo di respiro. (...) Spiegare le ragioni che ci avevano indotti a firmarlo sarebbe stato offensivo, e inoltre nessuno ci avrebbe creduto. Era già molto difficile per noi - come comunisti e come antifascisti, come uomini irriducibilmente ostili alle posizioni ideologiche e politiche dei fascisti- rassegnarci all'idea di unire le nostre forze a quelle della Germania. Già per noi era abbastanza difficile accettare questo paradosso, figuriamoci spiegarlo all'uomo della strada, sarebbe stato impossibile.
Da parte loro anche i tedeschi sfruttavano il trattato come espediente per guadagnare tempo. La loro intenzione era di dividere e conquistare i paesi che si erano uniti contro la Germania nella prima guerra mondiale e avrebbero potuto tornare ad unirsi. Hitler voleva affrontare i suoi nemici uno per volta. Era convinto che nella prima guerra mondiale la Germania fosse stata sconfitta perché aveva cercato di lottare contemporaneamente su due fronti. Il trattato che Hitler firmò con noi era per lui uno strumento che doveva permettergli di circoscrivere la guerra imminente a un solo fronte.
Per tutto il periodo che precedette il trattato la Gran Bretagna, la Francia e l'intera stampa borghese cercarono di indurre Hitler a scagliarsi contro l'Unione Sovietica, strombazzando: "La Russia non è che un colosso d'argilla!"  All'Inghilterra e alla Francia sarebbe piaciuto moltissimo starsene a guardare mentre la Germania e l'Unione Sovietica si azzuffavano tra loro mettendosi fuori combattimento a vicenda. Inglesi e Francesi si fregavano le mani all'idea di restare al riparo mentre le orde di Hitler ci avrebbero imposto un pesantissimo tributo di sangue, di territori e di ricchezze. (...) Noi scommettevamo di metterci al riparo del trattato e di sottrarci alle pallottole che presto sarebbero volate, evitando così la sorte che le potenze occidentali speravano di  deviare sul nostro capo.( Chruscev, op. cit. pag 146-147).

Se già a Monaco, gli Stati occidentali avevano chiuso un occhio, figuriamoci se Hitler ritornava a una nuova Monaco dopo aver sconfitto la Russia. 

Ma anche Stalin quando Hitler sferrò l'attacco alla Francia e all'Inghilterra era entusiasta, non gli dispiaceva di certo, e forse anche lui si fregò le mani sperando di restare al riparo dalle orde di Hitler. Doveva solo aspettare che la Germania e le potenze occidentali si dissanguassero combattendo tra loro. Questo pensava Stalin. Francia e Inghilterra erano mica la Bukovina.
Comunque andava a finire in Occidente (preparandosi bene) dopo sarebbe passato lui. 

Chi poteva mai immaginare che in una manciata di giorni tutto era già finito? Con Hitler già a passeggio sotto l'Arco di Trionfo e in procinto di varcare La Manica? 
Così,  oltre alla delusione (l'abbiamo riportata sopra la testimonianza di Chruscev) gli saltarono anche i nervi perchè il timore che ora Hitler si rivolgesse verso la Russia non era più infondato. Cosa avrebbe fatto ora Hitler? Mandava nelle rimesse i panzer? Inviava a casa i due-tre milioni di soldati in armi? Le navi in rada? Fermava tutta la poderosa macchina della produzione bellica?

Stalin aveva ragione di preoccuparsi, Ribbentrop mentre firmava a Mosca,
Hitler aveva già chiamato Jodl (lo stratega della blitz krieg) e Gouderian (l'inventore delle panzer division)  per studiare i piani dell'invasione in occidente (per "far paura"- la lettera a Mussolini il 1° settembre è una testimonianza)  (e, se si spaventavano com'era nelle previsioni di Hitler - e come poi accadde  soprattutto a Dunkerque -  e anche l'invasione in Russia.
Hitler scrivendo a Mussolini
il 31 dicembre 1940: al punto 7, per la prima volta già accenna a una possibilità di un conflitto russo-tedesco. (vedi  in fondo al link di SUVOROV


Ma dobbiamo ora fare un passo indietro, ritornare al Giappone, quando i giapponesi costernati apprendono il patto. Si sentono traditi.
E con i giapponesi Stalin giocò la sua più diabolica carta, pochi giorni prima dell'invasione. Fu la carta Jolly, che poi gli permise, prima di salvare Mosca, poi di inchiodare Hitler sulle nevi.

continua IL GIAPPONE - FU FATALE A HITLER


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