ANNO 1942
Riepilogo anno - GENNAIO-GIUGNO

 

RIEPILOGHIAMO ORA L'ANNO CRONOLOGICAMENTE IN 2 CAPITOLI
POI CI SOFFERMEREMO SU ALCUNI IMPORTANTI EVENTI
CHE SONO MOLTI

1 GENNAIO - In Africa gli italo-tedeschi, attestati nella zona di Agedabia, lanciano un contrattacco sul fianco destro, all’interno, per alleggerire la pressione dell’8a armata britannica.

2 GENNAIO - Il presidio di Bardia, assediato da metà dicembre è rimasto senza viveri e munizioni, si arrende ai britannici della 2a divisione sudafricana e della I brigata corazzata dell’8a armata.
A MALTA si rinnovano gli attacchi aerei dell’Asse contro le basi aeree e navali dell’isola.
In ITALIA aerei inglesi effettuano un’incursione su Napoli provocando gravi danni materiali.

5 GENNAIO - In RUSSIA nel settore settentrionale, proseguono con esito incerto i combattimenti lungo la linea del fiume Volchov, mentre alla assediata Leningrado, dove il freddo e la fame mietono migliaia di vittime al giorno, ci si prepara a un massiccio sgombero della popolazione civile attraverso il Lago Ladoga gelato. Settore centrale: a sud di Kaluga, i sovietici rioccupano Belov, a ovest del fiume Oka. Nel settore meridionale, l’Armata Rossa sbarca rinforzi sulle coste della Crimea presso Evpatoria e Sudak, nel tentativo di rompere l’assedio posto dai tedeschi e dai romeni alla fortezza di Sebastopoli. Ma i russi compiono scarsi progressi di fronte alla tenace resistenza tedesca.

6 GENNAIO - IN AMERICA  Roosevelt chiede al Congresso USA uno stanziamento straordinario che consenta agli Stati Uniti di produrre, entro il 1943, 125.000 aerei, 75.000 carri armati, 35.000 pezzi di artiglieria e naviglio per 8 milioni di tonnellate.

7 GENNAIO - In AFRICA la 1a divisione corazzata britannica, recentemente giunta dall’Inghilterra a rimpiazzare la 7a divisione corazzata, prende posizione ad Antelat. Il porto di Derna è riaperto al traffico. Si completa lo schieramento delle truppe italo-tedesche lungo la linea El Agheila-Marada.
Il XIII corpo dell’8a armata britannica invia reparti in azione avanzata fino ad Agedabia e scopre che le forze dell’Asse hanno abbandonato quella posizione. 
Un convoglio italiano di rifornimenti giunge senza avere subito perdite nel porto di Bengasi, parzialmente riattato.
Intanto a Malta prosegue l’azione aerea delle forze dell’Asse.

11 GENNAIO - In AFRICA La 2a divisione sudafricana del XXX corpo dell’8a armata britannica attacca Sollum e la conquista in parte dopo 24 ore di combattimenti. Le forze dell’Asse si consolidano a EI Agheila.

14 GENNAIO - A Washington termina la conferenza dell’Arcadia tra americani e britannici. Le maggiori decisioni prese sono: l’istituzione di un comitato congiunto dei Capi di Stato Maggiore per coordinare io sforzo bellico anglo-americano; la precedenza assegnata, nel quadro generale delle operazioni, alla lotta contro la Germania; il riconoscimento dell’importanza strategica dell’occupazione dell’Africa settentrionale francese (operazione “Gymnast”). Il gen. Wavell assume formalmente il comando supremo in Asia.

15 GENNAIO - Fronte Sovietico - Settore meridionale. Un violento attacco è sferrato dai russi nel settore degli italiani.
Al comando dello Heeresgruppe Nord, von Kuchler sostituisce von Leeb. La sostituzione rientra nel grande avvicendamento voluto da Hitler, adirato per le decisioni autonome di arretramento in qualche settore prese dai suoi generali senza consultarlo o addirittura violando i suoi ordini.


17 GENNAIO - Dopo due mesi di resistenza, i presidi italo-tedeschi di Sollum e Halfaya, bombardati da terra, dal mare e dall’aria, e rimasti senz’acqua da tre giorni, si arrendono ai britannici.
Con la distruzione delle ultime resistenze nella Cirenaica, la prima fase della campagna britannica in Libia può considerarsi conclusa. Gli italo- tedeschi sono attestati sulla linea di El Agheila.
Il gen. Auchinleck il giorno 19, emana le direttive per l’8a armata britannica. L’obiettivo è ora Tripoli. Nel caso che l’offensiva in Libia debba essere interrotta, è stabilita la strategia difensiva da seguire.

18 GENNAIO - Nel settore meridionale, i russi sfondano le linee nemiche e compiono una profonda penetrazione nel settore di lzum, a ovest del Donec in Ucraina. Notevoli progressi sono compiuti anche nella zona di Kursk.
Il giorno prima è morto di colpo apoplettico il mar. von Reichenau, già comandante della 6a armata (il cui apporto era stato decisivo nella conquista di Kiev e di Charkov), che il 10 dicembre del 1941 aveva sostituito von Rundstedt nel comando dello Heeresgruppe Sud. Il suo posto è affidato al mar. von Bock, che già il 16 dicembre, stremato fisicamente e psichicamente, aveva chiesto di essere esonerato dal comando dello Heeresgruppe Centro.

IL 21 GENNAIO - AFRICA - Tedeschi e italiani al comando di Rommel, sferrano una controffensiva agli inglesi dalla linea El Agheila-Marada in direzione di Agedabia.
Rommel scrive sul suo Diario "
Dopo aver vagliato accuratamente tutte le possibilità, ho deciso di rischiare. Io sono fermamente convinto che Dio ci protegge e ci vorrà concedere la Vittoria".
I continui attacchi aerei su Malta, neutralizzando questa base, hanno consentito ai convogli italiani di portare in Africa viveri, munizioni e carburante. Il 22 Le forze dell’Asse avanzano rapidamente verso est, occupando Agedabia. Il 23 travolgendo le difese del XIII corpo dell’8a armata britannica, le forze dell’Asse occupano Antelat e Saunnu. Il 24 breve pausa nell’offensiva di Rommel. Il XIII corpo britannico si prepara a contrattaccare. Nel caso che il nemico non possa essere contenuto, gli inglesi ripiegheranno sulla linea che va grosso modo da Derna a EI Mechili.
Il 25 Rommel riprende l'offensiva occupa Msus e muove verso Er Regima, a est di Bengasi. La 1a divisione corazzata inglese si ritira su Ei Mechili, lasciando un distaccamento a proteggere la ritirata della 4a divisione indiana da Bengasi e Barce. Il gen. Ritchie ordina tuttavia che si lanci un contrattacco nella zona di Msus.
Il 27 mentre il XIII corpo britannico si accinge a contrattaccare nella zona di Msus, gli italotedeschi riprendono vigorosamente l’offensiva puntando lungo due direttrici su Bengasi e El Mechili.
Il 28 gennaio la 4a divisione indiana, che presidia Bengasi è autorizzata a ritirarsi, in quanto non potrà avere l’appoggio corazzato che le era stato assicurato. La VII brigata, che è l’ultima a ritirarsi, si trova la strada sbarrata dalle forze dell’Asse, ma riesce a sganciarsi e a riunirsi all’8a armata. La 90a div. tedesca di fanteria leggera e il XX corpo d’armata italiano occupano En Regima, già oltre Bengasi, a est.
Il 29 gennaio gli italo-tedeschi occupano Bengasi alle prime luci dell’alba e mandano elementi avanzati all’inseguimento della 4a divisione indiana che si ritira su Derna. Il 31 conquistano Barce e proseguono verso Cirene.
L'Afrika Korps è le truppe italiane spinte dalla volontà di Rommel, si lanciano in una controffensiva violenta che sorprende gli alleati. Finalmente, contro il parere di generali tedeschi ed italiani, Rommel smonta con un rapporto (D.A.K/O.K/P.678/O.394 del 16 gennaio 1942) le apprensioni di Roma, di Berlino e di Tripoli e ha deciso "di testa sua". Reparti corazzati rioccupano Agedabia, Saunnu, Antelat, costringendo gli inglesi a spezzare il loro schieramento e a ripiegare in fretta. Le truppe dell'Asse rioccupano il 29 gennaio Bengasi. Comincia la fase fortunata delle imprese di colui che la propaganda di Goebbels chiama "Wuestendaemon" (demonio del Deserto) secondo un soprannome dato a Rommel dagli inglesi in ritirata. 
(Quello di "Volpe" sembra che l'affibbiò Montgomery, ma solo per rendere più evidenti i suoi successi contro un fortissimo e abile avversario. Che da come risulta dal Diario di Rommel, quando Montgomery prese il comando, lui era già infermo, in procinto di partire per la Germania, potè contare sui nuovi bombardieri americani, e dal 8 novembre sui rinforzi con lo sbarco americano in Marocco).
Il 1 febbraio il gen. Ritchie ordina al XIII corpo britannico, che rischia di rimanere accerchiato dagli italo-tedeschi, di ritirarsi sulla linea Gazala-Bir Acheim. La 4a divisione indiana, che dipende operativamente dal XIII corpo, ripiega su Derna. Conquistata Cirene, Rommel punta su Derna.
Il gen. Auchinleck ordina all’8a armata britannica di tenere a tutti i costi la piazzaforte di Tobruk, che potrà servire da base di rifornimento per future offensive.

A FINE GENNAIO -  Hitler -consegna all'ambasciatore Italiano Alfieri- un messaggio da recapitare a Mussolini. Dopo avergli illustrato (a modo suo) i motivi dell'arresto delle operazioni sul fronte russo, gli chiede l'immediato invio di una intera armata italiana, in vista della ripresa dell'offensiva. Il generale Marras addetto militare italiano a Berlino a malapena contiene il proprio furore "è sacrosanto dovere del Duce di esigere che lo si informi in qual modo e a qual fine le truppe italiane dovrebbero venir impiegate. Ciò perché sino a questo momento i germanici nulla ancora ci hanno comunicato circa i loro nuovi piani di guerra: rifiutano anzi esplicitamente di farlo".
Il 23 gennaio il Conte Ciano informò l'ambasciatore che Mussolini aveva risposto ad Hitler accogliendo "con entusiasmo" la sua richiesta ed assicurandolo che le Divisioni erano già in via di approntamento.
(Inizieranno a partire il 26 luglio, costituendo l'A.R.M.I.R. altri 170.000 uomini che vanno ad aggiungersi al precedente Corpo di Spedizione (CSIR, 65.000 uomini). Raggiungeranno in tradotte l'Ucraina poi a piedi con marce lunghe anche 50 chilometri nella steppa, in una calda estate.
 Il 21 agosto sono già impegnati dai russi un una battaglia difensiva  sul Don nell'ansa di Vernje Mamon, dove il Generale Messe è costretto a ritirarsi. Mentre il 24 nel villaggio di Isbuscenskji, il "Savoia Cavalleria" (a cavallo e con le sciabole) combatte l'ultima carica (contro i carri armati) forse della storia. 

7 FEBBRAIO - IN AFRICA presa Gazala, Rommel si ferma sulla linea dei fortini e dei campi minati che vanni da Derna (sulla costa) a Bir Acheim (nell’interno). L’avanzata italo-tedesca qui si arresta: entrambi i contendenti hanno imparato a non allungare troppo le loro linee logistiche.
Il 9 febbraio a
erei dell'Asse bombardano le installazioni navali-aeroportuali di Alessandria d’Egitto.
Il 17 febbraio il gen. Auchinleck riceve l’ordine di inviare due divisioni in Estremo Oriente. La 70a divisione britannica partirà, la 9a australiana resterà invece in Africa.

10 FEBBRAIO 1942 - Rapporto di Rommel al Comando Supremo italiano (D.A.J./O.K./ R.P. 78/O) Rapporto che Rommel riporta nel suo DIARIO - Sintesi:
a) Necessità di sfruttare il successo incalzando gli inglesi;
b) Dissensi con i Comandi italiani e frizione con la eccessiva prudenza del Generale Gambara
c) Necessità di coordinare le direttiva (e si sfoga: "quando il Fuhrer mi ordina di marciare io non discuto. Ma occorre mettersi d'accordo: Mussolini preme per l'avanzata e me lo fa dire da Cavallero: Gambara mi dice che il Comando Supremo italiano è per una prudente difesa e dice che Kesselring è d'accordo con lui. Von Rintelen è pessimista e poi vorrebbe vederci al Cairo. Gli italiani mutano opinioni secondo le fasi lunari e non hanno voglia. In realtà salvo le truppe d'assalto (coloniali, bersaglieri, aviatori). Io seguirò le mie aspirazioni ponderate");
d) Rifornimenti, scorte, automezzi, convogli: da potenziare; 
e) Attacco a Malta e occupazioni di Tunisi e Biserta: da non differire;
f) Aumento dell'aviazione in Libia e critiche alle tendenze di Kesselring;
g) Inderogabilità del Comando Unico ed Autonomo.

 Rommel chiede rinforzi a Hitler cercando di convincerlo dell’importanza del fronte africano nell’economia della guerra. Ma il Fùhrer è ora concentrato sul fronte russo e non intende disperdere le sue forze. 
Riunione a Catania il 12 marzo per il piano dell'Attacco a Malta" Scambio di idee con Kesselring per l'azione:
 Rapporto da Roma in data 18 marzo con i particolari del "Piano" per Malta;
Attacchi aerei di caccia e bombardieri diurni e notturni;
Smantellamento delle difese antiaeree;
Assedio dell'Isola via mare;
Attacchi sulle rotte, sui porti, sulle attrezzature portuali;
Sbarramento di mine da parte della Marina italiana attorno alle rocce di accesso a oriente e a occidente;
Concomitante martellamento delle basi nemiche di rifornimento a Malta: Gibilterra ed Alessandria;
Partecipazione delle due dozzine di sommergibili tedeschi del Mediterraneo;
Azione anfibia di sbarco; partecipazione tedesca con una divisione di paracadutisti, alianti, Junkers, carri armati leggeri e pesanti; carri anfibi, radiotecnici".
Il 24 una nota dolente: "Ieri ho avuto due utili scambi di idee con il Generale Barlosetti, successore di Gambara e attuale Capo del Comando Supremo italiano del Nord Africa. Si dice che Gambara sia stato sostituito perché si è lasciato sfuggire in un circolo di ufficiali, che egli intendeva restare in Africa fino a quando non avesse avuto l'occasione di condurre una divisione italiana contro di noi".

William Shirer nella Storia del Terzo Reich scriverà poi: "Se il Fuhrer avesse mandato qualche mese prima soltanto un quinto di quelle truppe e di quei carri armati a Rommel, probabilmente la "volpe del deserto" in quel momento si sarebbe trovata al di là del Nilo, lo sbarco angloamericano nell'Africa del Nord non avrebbe avuto luogo e il Mediterraneo sarebbe stato irrimediabilmente perduto per gli alleati, e così sarebbe stato salvaguardato il punto vulnerabile del corpo dell'Asse.
Altrettanto gravisswimo errore di Mussolini: se avesse mandato in Africa invece che in Russia soltanto un quinto delle truppe dell'ARMIR, in una sera di novembre avrebbe cenato al Cairo".

IL 13 MARZO - In Italia il razionamento alimentare ha un'impennata, ogni italiano può d'ora in avanti disporre di soli 150 grammi di pane a testa. La carne da 800 grammi al mese scende a 400 grammi. Grassi, farina, pasta, sapone, patate, zucchero solo con la tessera con razioni minime. Mentre la borsa nera inizia affari d'oro. La distribuzione sfugge al controllo di incapaci preposte strutture, perchè essa stessa é molto attiva nell'imboscare le derrate alimentari. Si moltiplicano gli accaparratori e gli speculatori in tutti i settori produttivi, ma soprattutto sui prodotti di prima necessità.

Mussolini informato degli intrallazzi, quando a giugno iniziarono le prime crisi su tutti i fronti dell'Asse, interviene con pene severe per gli speculatori, mettendo un tribunale speciale e perfino la pena di morte a chi insidiava la salute pubblica (alla farina del pane veniva aggiunto il gesso). Il giro di vite portò a denunciare 13.500 persone, 2500 vennero arrestate. Nei blitz e nelle perquisizioni nei  retrobottega vennero ritrovati 2380 quintali di farina, nei magazzini 16.550 quintali di grano. Ma il controllo oltre che diventare blando, esso stesso diventò fonte di corruzione e di concussione tra controllati e controllori, e siamo appena al 1942. Poi il malcostume dilagò e dai negozi presto vuoti, si trasferì nelle campagne. Dalle città ormai prive di tutto, il fenomeno borsa nera si estese nei piccoli paesi, dove invece c'era ogni ben di Dio.  Il contadino diventò il più riverito, il più lusingato, carezzato, adulato dal ragioniere, dall'ingegnere, da tutta quella classe media che aveva ancora soldi ma che in città non riusciva a trovare più nulla.
Erano finite le scorte, nessuno degli accaparratori era riuscito a preventivare una guerra così lunga. L'insofferenza  negli strati borghesi saliva in parallelo con il Paese sfiduciato e depresso sia per le grosse difficoltà nell'alimentazione, sia per i rovesci nelle operazioni di guerra quando a fine anno apparve negli ultimi giorni lo spettro di una disfatta totale. Gli speculatori alzarono il tiro, non credevano più  nell'"Uomo della Providenza", ma credevano nella "provvidenza" della guerra, quella che incominciò a far scendere dal cielo la manna dei guadagni e degli arricchimenti facili. Fu il momento che non valendo più nulla il denaro, si cominciò a far il baratto con gli ori, con gli oggetti preziosi, poi con gli immobili, e per le belle e giovani donne le prestazioni in natura diventarono una prassi, portando la dignità a toccare il fondo e i miserabili soggetti a sguazzarci dentro.

MARZO - Per tutto il mese gli inglesi effettuano diverse incursioni su Tripoli e Bengasi, mentre l'Asse fa altrettante incursioni su Tobruck e su Malta. Auchinleck ordina a Ritchie di impegnare al massimo l’aviazione dell’Asse, in modo da poter inviare all’isola un convoglio di rifornimenti in condizioni di maggior sicurezza. Nonostante gli attacchi un convoglio inglese arriva sull'isola.
Tuttavia all'inizio di aprile  la situazione è a favore dell'Asse. Gli italo-tedeschi sganceranno sull'isola e nelle acque circostanti più di 6700 t di bombe. La difesa dell’isola è affidata a pochi aerei Hurricane e Spitfire che tuttavia rendono la vita difficile ai cacciabombardieri nemici: in aprile riusciranno ad abbatterne ben 37. Ma su Malta la situazione per gli inglesi è critica. Dispongono di soli 4 incrociatori e di 15 cacciatorpediniere, contro 4 corazzate, 9 incrociatori, 55 siluranti e una settantina di sommergibili dell’Asse. La schiacciante superiorità dell'aviazione e della marina italo-tedesca fa ragionevolmente capire che ci sarà un tentativo di invasione dell’isola da parte di truppe dell’Asse, che secondo il piano discusso sono già in Sicilia pronte a salpare.
Il piano  per la conquista di Malta esiste, é il cosiddetto piano “Operazione C. 3”, c’è un ammiraglio italiano, Vittorio Tur incaricato della sua esecuzione, c'è il tedesco Kurt Student, pronto a intervenire con i suoi paracadutisti (come ha già fatto a Creta). Ed è stato studiato fin nei minimi particolari, i soldati del corpo itaiano da sbarco dopo un meticoloso addestramento lungo le scogliere di Calafuria, a sud di Livorno, che presentano le stesse caratteristiche morfologiche di quelle di Malta, sono in Sicilia in attesa solo dell’ordine di partenza.
Il 20 aprile una boccata di ossigeno per gli inglesi. Dalla portaerei statunitense Wasp decollano, con destinazione Malta, 46 aerei da caccia del tipo Spitfire:  i difensori dell’isola ripongono in questi caccia tutte le loro speranze, ma ben presto sono delusi quando gli aerei dell'asse distruggono o danneggiano al suolo quasi tutti gli Spitfire appena giunti.
Sembra davvero che per Malta non ci sia più niente da fare; basta che lo vogliano e le truppe italo-tedesche potrebbero sbarcare sull’isola in ogni momento; il comando italiano preme affinché l’isola venga occupata, ma Hitler tentenna a dare il via all’operazione.

SETTORE PACIFICO - Fin dal 14 marzo, negli USA, il Comitato dei Capi di Stato Maggiore Riuniti decide di mantenere una posizione difensiva nel teatro del Pacifico e di procedere all’ammassamento di forze americane in Gran Bretagna in vista dell’apertura di un secondo fronte contro l’Asse in Europa.
Mentre il 17 marzo per ordine del presidente Roosevelt, MacArthur si trasferisce in volo da Mindanao a Darwin, in Australia, dove assumerà il comando supremo delle forze alleate nel Pacifico sud- occidentale. I limiti territoriali del suo comando devono però essere ancora definiti. Comunque, d’accordo con i governi alleati, gli Stati Uniti si assumono la responsabilità della difesa strategica dell’intero Oceano Pacifico.

30 MARZO - I Capi di Stato Maggiore Riuniti suddividono il teatro di operazioni del Pacifico in due zone: Zona dell’Oceano Pacifico, al comando dell’amm. C.W. Nimitz, e Zona del Pacifico sud-occidentale, al comando del gen. Douglas MacArthur. Quest’ultima comprende l’Australia, la Nuova Guinea, le Filippine, gli arcipelaghi delle Bismarck e delle Salomone e gran parte delle Indie Olandesi. Si profila un conflitto di competenze che si rifletterà in un dualismo strategico: i “grandi balzi” di Nimitz e la politica di conquista “di isola in isola” perseguita da MacArthur.
E' istituito a Washington il Consiglio per la guerra nel Pacifico: ne fanno parte rappresentanti di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda Olanda e Cina.



1 APRILE - Gli inglesi nel Mediterraneo sono in una posizione piuttosto critica per Malta. Hanno contro 4 corazzate, 9 incrociatori, 55 siluranti e una settantina di sommergibili dell’Asse. La schiacciante superiorità della marina italo-tedesca fa ragionevolmente temere un tentativo di invasione dell’isola da parte di truppe dell’Asse.

2 APRILE - IL SECONDO FRONTE IN EUROPA - Al premier inglese Winston S.Churchill giunge una lettera del presidente americano F.D. Roosevelt in cui si preannuncia l’arrivo nella capitale britannica di Harry Lloyd Hopkins, eminenza grigia del presidente sul piano della politica estera, e del gen. George Marshall, capo di stato maggiore dell’esercito. “Essi vi sottoporranno” scrive Roosevelt “un piano che, spero, sarà accolto con entusiasmo dalla Russia...” Si tratta, in sostanza, del progetto di aprire un secondo fronte in Europa, e precisamente in Francia, cioè nel punto più “caldo” e sensibile per i tedeschi. Il piano, che è stato elaborato da Dwight David Eisenhower, un tenente colonnello americano di 52 anni, fa sue le insistenti sollecitazioni dei sovietici che sperano in questo modo di alleggerire la pressione tedesca su Mosca.

10 APRILE - Dopo un attacco nipponico a sud di Ceylon e nel Golfo del Bengala, la Royal Navy abbandona l’Oceano indiano e si rifugia nel Golfo Persico. Churchill chiede agli americani di intraprendere qualche grossa azione nel Pacifico per distogliere dall’Oceano Indiano le forze nipponiche.
Data la grave situazione, e per prevenire gli allettamenti della propaganda giapponese, la Gran Bretagna promette l’indipendenza all’India alla fine della guerra.

14 APRILE - A Londra, il governo e i capi di Stato Maggiore britannici accettano il piano “Bolero”, proposto dal gen. Marshall, per la preparazione di un secondo fronte contro la Germania.
Harry Hopkins e George Marshall, inviati a Londra dal presidente americano Roosevelt, ripartono dalla capitale inglese alla volta di Washington con in tasca l’ancora non ben definito piano “Bolero” per l’apertura di un secondo fronte in Europa.


22 APRILE - Brutte notizie per gli inglesi. I loro 46 aerei inviati per la difesa dell'isola di Malta, sono quasi interamente distrutti appena giunti. Sembra davvero che per Malta non ci sia più niente da fare. Le truppe italo-tedesche possono sbarcare sull’isola in ogni momento. Esiste tra l’altro un piano per la conquista di Malta, il cosiddetto piano “Operazione C. 3”, c’è un ammiraglio italiano, Vittorio Tur, che è già incaricato della sua esecuzione, e un generale tedesco, Kurt Student, pronto a intervenire con i suoi paracadutisti (Student, già protagonista della conquista di Creta); il comando italiano preme affinché l’isola venga occupata, ma Hitler rifiuta di dare il via all’operazione.

IL 29 APRILE - A Salisburgo Mussolini si incontra con Hitler. Viene deciso di lanciare una grande offensiva congiunta in Africa al comando di ROMMEL. Obiettivo El Alamein, poi Alessandria, l'Egitto, e la congiunzione con le armate sul Caucaso.

Scrive Rommel nel suo DIARIO, "Per il nostro concorso il Comando Supremo della Wermacht ha disposto l'invio di 200 aerei Junkers 52, alianti, Panzer da sbarco,  la divisione di Paracadutisti oltre a panzer anfibi, motozattere e mezzi da sbarco. La Marina italiana ha fatto una buona preparazione per il naviglio da sbarco e i trasporti". Ma stranamente Rommel sbarra la pagina scrivendoci su "superato".

E' infatti preoccupato che Kesserlring sottragga aerei, com'era sua intenzione, alle forze tedesche del Mediterraneo destinate ad appoggiare l'avanzata dell'A.Korps; in effetti Rommel (vedendo gli inglesi in crisi) aveva accennato a Berlino, al Comando Supremo che si soprassedesse "per qualche giorno" alle operazioni su Malta per dedicare tutte le forze aeree ai suoi piani in Africa. Il Comando Supremo (o forse lo stesso Hitler) prese la palla al balzo, e forte di queste affermazioni, decide di ridurre le forze aeree tedesche del Mediterraneo, precisando che due gruppi da bombardamento, due da caccia ed un reggimento della Flak del II Corpo aereo tedesco verrebbero ritirati dalla Sicilia (dov'erano di base) e destinati alla necessità del Fronte Russo. Rommel protesta a Berlino e scrive al Generale Keitel, anche perché apprende che il 21 aprile il Generale Kesserlring, comunicando al Comando Supremo italiano le decisioni del Comandi Supremo tedesco circa gli aerei, aveva di sua iniziativa già promesso che quelli persi in Russia sarebbero stati rimpiazzati con gli aerei (due gruppi da bombardamento e uno da caccia) sottratti da quelli destinati alla Libia.

Rommel è furioso: scrive al Comando Supremo della Wermacht accusando Kesserlring di sabotaggio, anche se non fa il suo nome. Egli dice che così, in pratica, si rinvia, impedendola, l'azione su Malta e nello stesso tempo si impedisce a lui di continuare l'offensiva. Insiste perché comunque, si preferisca almeno a rinunciare a Malta, e si metta l' A.Korps in condizione di avere benzina, nafta, benzina avio,  ed aerei per l'attacco.
Il contrasto fra il Comando  Supremo della Wermacht e l'Ammiragliato tedesco dipende da diverse concezioni e, in ultima analisi, dell'incomprensione del Fuhrer nei riguardi dei problemi marittimi e di strategia navale. Hitler, nel convegno di Berghof, fa comprendere al Generale Cavallero che, l'offensiva contro Stalingrado e Sebastopoli e la conseguente conquista del petrolio del Caucaso, avrebbe reso inutile Malta per gli inglesi. E che quindi era inutile insistervi impegnandovi aerei.

A mettersi contro Rommel non c'è solo Berlino ma anche Roma. Scrive il suo aiutante nelle pagine dei DIARIO di Rommel: " Il Generale ha polemizzato a lungo con gli italiani; che vogliono tarparci le ali; Bastico ha insistito per non oltrepassare la linea di Giarabub, con concezioni prudenzialmente difensive. Il Generale ha chiaramente fatto intendere che non intende ricevere consigli sui piani già predisposti. D'altronde, data la situazione di logoramento in atto nell'VIII armata inglese, è indispensabile sfruttare il successo e non dare tregua al nemico, impedendogli di potersi ricostituire. Il Generale intende mantenere il vantaggio attuale dell'iniziativa ed imporre al nemico il suo gioco. Con la presa di Tobruk, il nostro fianco e le nostre retrovie sono sgombre e non offrono più pericolo di disturbi ai nostri rifornimenti, anche perché il nemico non ha più in pungolo ed il mordente psicologico che gli venivano dal fatto di sapere la spina di Tobruk in sua mano. Fermarsi, come intende il Comando italiano, sulla linea mobile di Sollum-Halfaya Sidi Omar, rimanendo con le armi al piede sui confini dell'Egitto, significherebbe dare agli inglesi tutto il tempo di riorganizzarsi nonchè noi fermarsi definitivamente" (fu profetico! Ndr.) e prosegue " Il Generale Rommel è irritato contro il Comando Supremo italiano ed i signori di Roma che discutono accademicamente, frammischiando polemiche e pettegolezzi e fatti personali. Il Generale Cavallero avrebbe oggi, come telegrafa il Generale von Rintelen per esempio, insistito per l'A. Korps venga fermato, mentre fino a ieri era proprio lui ad approvare entusiasticamente i piani di Rommel. Il sig. Generale Rommel ha chiaramente fatto intendere all'italiano (Bastico) che, se gli italiani non intendono marciare, facciano pure il loro comodo; egli per suo conto sarebbe andato avanti con l'A. Korps. Ed ha terminato con l'invitare l'italiano ad una colazione al Cairo. D'altronde, notizie giunteci attraverso relazioni di prigionieri ed intercettazioni, confermano la perplessità degli inglesi in Egitto, ed abbiamo ragione di ritenere che la loro orgogliosa sicurezza sia fortemente incrinata".
(in effetti gli inglesi fino a prossimo ottobre saranno sempre molto deboli)

21 MAGGIO - Hitler
decide che l’invasione di Malta (denominata ora “operazione Ercole”), progettata dai comandi dell’Asse, venga rimandata a dopo la conquista dell’Egitto, cui Rommel si sta apprestando a lanciare con i nuovi rinforzi, che sono poi solo le due le Divisioni italiane "Trieste" e "Ariete" che però Kesselring  avverte Rommel che sono ancora senza automezzi, e Rommel piuttosto che niente risponde di farle giungere in Libia comunque.

26 MAGGIO - Rommel nonostante messo in queste condizioni, lancia ugualmente la sua offensiva che termina il 21 giugno quando riesce a riconquistare agli inglesi Tobruk.  Poi si porterà a est inoltrandosi sulla litoranea che si snoda tra il mare e una larga fascia della costa, totalmente spoglia, quindi molto scoperta, tuttavia inizia egualmente ad attaccare gli inglesi comportandosi proprio da "volpe del deserto" prodigo com'è di sorprese spiacevoli.
Per tutte le operazioni dell'offensiva 
fino alla sua conclusione nel '43, vi rimandiamo al 

DIARIO DI ROMMEL (2nda parte)

  
Churchill  considera la città egiziana una strategica testa di ponte, la chiave di tutta la guerra in Europa. Perdere Alessandria significa: a) spalancare le porte ai tedeschi verso il Medio Oriente;  b) permettere  il ricongiungimento con le armate di Hitler al di là del Caucaso;  c) perdere gli inglesi in M.O. i pozzi petroliferi; d) gli stessi pozzi  permetterebbero ai tedeschi di rifornirsi; e) Conclusione: con l'appoggio dei giapponesi a est, la Russia così accerchiata sarebbe spacciata.
Ma anche per Rommel la battaglia è quella decisiva, e lui lo sa benissimo, perdere vuol dire rimanere intrappolati, troppa la distanza di 600 chilometri per fare una ritirata, quando  fin da ora la sua armata é  già carente di rifornimenti; anche se il responsabile di questa situazione ora è proprio lui; non aveva mai considerato prioritario il progetto di salvaguardare prima il Mediterraneo attaccando e occupando Malta (già progettato). Quando se ne rese conto era ormai troppo tardi. Ma l'errore non è soltanto suo; gli hanno privato il promesso appoggio aereo, proprio mentre quello inglese viene triplicato nell'arco di un paio di mesi.

IL 26 MAGGIO - Prima ancora che si concluda l'intera offensiva, Mussolini avverte alcune incrinature nelle stesse sue file dove già serpeggia un senso di sfiducia, e dà inizio a un'ampia epurazione degli iscritti al partito. Qualcuno infatti rema controcorrente (lo stesso Ciano e Grandi fanno un velleitario tentativo di sganciamento dall'Asse, che mettono in sospetto lo stesso Hitler. Ha infatti l'impressione che l'Italia voglia sbarazzarsi di Mussolini e mutar fronte ("Il Duce ha nella sua famiglia dei traditori"). Non sbaglia Hitler, ci sono in Italia  elementi che non sono solo dei disfattisti ma pensano già a una destituzione di Mussolini, con un generale che è già pronto a montare sul cavallo di comando (in effetti accadrà il 25 luglio del '43)
Se non accade in questi giorni, è solo perchè Rommel e i soldati italiani in Africa hanno fatto nuovamente riempire le pagine dei giornali con le loro gesta.

Il 30 maggio, aperto un varco nei campi minati che difendono le linee dell’8a armata britannica nel settore centrale, gli italo-tedeschi avanzano coi carri armati nonostante la violenta reazione dei britannici. Il grosso dei Panzer di Rommel, momentaneamente sulla difensiva finché non sia aperta una strada per i rifornimenti, arretra verso sud sotto la spinta dei carri del XXX corpo. L’Afrikakorps però difetta di carburante.
Le forze dell’Asse, per consolidare le teste di ponte conquistate oltre i campi minati inglesi, attaccano senza successo le posizioni britanniche. Intensissima l’attività della RAF. Il gen. Ritchie decide un contrattacco per la sera del 31, ma in seguito alle richieste dei comandanti sul campo acconsente a un rinvio dell’operazione di 24 ore. La I brigata corazzata, appena giunta in Libia, viene suddivisa fra le altre unità per colmare i vuoti.
Il gen. tedesco Ludwig Crùwell, che comanda la fanteria italiana nel settore di Gazala, viene fatto prigioniero.

Rommel abbandona l’idea di avanzare verso nord e si pone sulla difensiva spostando tutti i suoi mezzi corazzati nel cosiddetto “Calderone”, una zona a sud di Sidi Muftah e a ovest di Bir el-Harmat, girando in questo modo le spalle ai campi minati inglesi: egli si attende da un momento all’altro l’attacco dell’8a armata inglese, che però, incredibilmente, non avviene.

30 MAGGIO - Appena dopo mezzanotte inizia il devastante bombardamento di Colonia da parte degli inglesi. Circa 1000 bombardierti del Bomber Command della RAF, sganciano oltre 2000 t di bombe.: Sono ore terrificanti per gli abitanti della città, centinaia dei quali rimangono bloccati nelle cantine. Furiosi incendi devastano il centro cittadino, una nuvola di fumo acre e denso avvolge Colonia. I danni sono ingentissimi: 13.000 abitazioni distrutte, 6000 gravemente danneggiate, più di 45.000 senzatetto, 469 morti, più di 4500 i feriti. Gli inglesi perdono 39 bombardieri, la maggior parte abbattuti dai caccia notturni tedeschi. Goering (alla guida della Luftwaffe) riferendo a Hitler l'incursione su Colonia, accenna ad "alcuni bombardieri", Hitler infuriato gli fa presente che erano 1000 i bombardieri, e che semmai gli alcuni erano i suoi caccia che sono rimasti a guardare.

Il non avvenuto attacco degli inglesi a Rommel, è dovuto al fatto che il gen. Neil Ritchie, che comanda l'8a armata inglese, è convinto che la manovra di Rommel si sia ormai arenata. “Ormai l’ho in pugno” scrive al gen. Auchinleck, comandante in capo delle forze armate britanniche nel Medio Oriente. “Lo schiaccerò nel suo calderone.” Ma Rommel è tutt’altro che domato e il 31 maggio si getta infatti sulla CL brigata inglese della 50a divisione, attestata tra la pista Capuzzo e la pista EI Abd, a sud-ovest di Sidi Muftah. Nel pomeriggio, il XIII corpo britannico dà l’avvio a uno sterile tentativo di contrattacco, prontamente rintuzzato.
Il 1° giugno la CL brigata inglese è distrutta dalle forze corazzate di Rommel: vengono catturati 3000 prigionieri e 123 cannoni. L’Afrikakorps riesce cosi ad aprire un varco alle colonne dei rifornimenti. Ma e il gen. Ritchie non dispera, attende Rommel al varco.
Tuttavia il 2 giugno Rommel invia a Bir Acheim, difesa dalla I brigata dei Francesi Combattenti, la divisione Trieste e la 90a divisione leggera tedesca, confluita qualche giorno prima nel “Calderone”. Le due unità rilevano la divisione italiana Ariete impegnata invano contro la brigata francese dal 26 maggio.
Il 4 giugno, l’8a armata del gen. Neil Ritchie passa al contrattacco al cader della notte, per ridurre il saliente nel quale sono penetrate, nel settore centrale della linea, le forze dell’Asse. Nella notte sul 5, la 15a divisione corazzata tedesca si attesta a Bir el-Harmat e respinge gli attacchi dei britannici.

Il contrattacco britannico (denominato, in codice, “Aberdeen”) fallisce. Il saliente italo-tedesco non viene ridotto e gli inglesi perdono 2 brigate di fanteria e 4 reggimenti di artiglieria. E' mancato il coordinamento tra i reparti, ed è stato micidiale il fuoco di sbarramento opposto dalle forze corazzate tedesche.
Nel pomeriggio Rommel sferra un contrattacco lanciando i carri di riserva verso est. Al calar del sole tutte le unità inglesi che hanno tentato di penetrare nel “Calderone” sono volte in fuga. L’8a armata ha perduto 6000 uomini tra morti, feriti e dispersi. Dal canto suo Rommel annuncia di aver fatto 4000 prigionieri e di aver catturato 150 carri armati nemici.
Gli italo-tedeschi il 6 giugno si concentrano nella zona detta Knightsbridge, minacciando Tobruk.


4 GIUGNO - Alcuni fuoriusciti all'estero notando la crisi delle armate tedesche in Russia, già pensano a un nuovo futuro assetto dello Stato. Si costituisce  nelle forze antifasciste congiunte, il Partito d'Azione dove troviamo UGO LA MALFA. Sono però due le correnti, una liberalsocialista, l'altra  di Giustizia e Libertà (che guideranno poi i Partigiani dopo l'8 settembre). Si elabora un programma per la costruzione di uno Stato postfascista, mirato a una economia mista e alla nazionalizzazione dei grandi monopoli industriali e finanziari. Fra i massimalisti NENNI, fra i riformisti SANDRO PERTINI (ne riparleremo il prossimo anno, dopo il 25 luglio)

14 GIUGNO - Il gen. Ritchie ordina la ritirata delle divisioni più avanzate, venute a trovarsi in situazione precaria dopo la perdita di EI Adem e di molti carri armati. Le due divisioni, l’una passando per il litorale, l’altra all’interno, ripiegano sul confine egiziano. Gli italo-tedeschi attaccano in direzione di Acroma ma, nonostante la superiorità in fatto di mezzi corazzati, compiono progressi irrilevanti.
“Comunque” dice il gen. Auchinleck “Tobruk deve essere tenuta e non si deve consentire al nemico di investirla.” Probabilmente il comando supremo del Cairo non conosce la reale situazione dell’8à armata.
Il gen. Auchinleck informa Churchill che il comandante dell’8à armata, gen. Ritchic, prospetta la possibilità che gli inglesi debbano ritirarsi sulla “vecchia frontiera”, cioè al confine con l’Egitto. Churchill si allarma: che ne sarà di Tobruk? E telegrafa ad Auchinleck: “Presumo che in ogni caso non si pensi minimamente di evacuare Tobruk”. La risposta del comandante in capo delle forze inglesi nel Medio Oriente è rassicurante: “Il gen. Ritchie si prepara a lasciare a Tobruk le forze da lui ritenute sufficienti a difenderla, anche nel caso che la piazzaforte dovesse venire temporaneamente isolata... con scorte adeguate di munizioni, carburante, viveri e acqua".
Intanto nel settore di Gazala le forze dell’Asse, superata la località di Acroma e la via Balbia, raggiungono la costa ad ovest del perimetro di Tobruk

15 GIUGNO - Rommel comunica che la battaglia contro l’8a armata inglese è vinta: manca solo la conquista di Tobruk. La XXIX brigata della 5a divisione indiana respinge tre attacchi delle fanterie italo-tedesche appoggiate da carri armati e da aerei nella zona di El Adem. Il magg. gen. Klopper, comandante la 2a div. sudafricana, è posto a capo della piazzaforte di Tobruk con l’incarico di difenderla a oltranza.
il giorno dopo, il 16, gli inglesi guarniscono la piazzaforte di Tobruk con 4 brigate di fanteria e contingenti di artiglieria e di mezzi corazzati. Il resto dell’8a armata britannica prosegue le operazioni contro le forze dell’Asse che premono con energia. Il presidio di Acroma contiene gli attacchi dei carri armati di Rommel. Una colonna corazzata italo-tedesca punta su Sidi Rezegh e finge una diversione verso EI Adem, la cui guarnigione si ritira nottetempo. Il giorno 17 gli italo-tedeschi, convergendo sulla costa iall’interno, si assicurano il controllo della strada per Bardia, isolando Tobruk. Il 18, Rommel ha completato la manovra di accerchiamento.

20 GIUGNO - Preceduto da un violento bombardamento aereo che inizia alle 5,30, l’attacco alla piazzaforte di Tobruk è affidato all’Afrikakorps e al XX corpo d’armata italiano. Alle ore 7 entrano in azione i carri armati, che penetrano per circa 2 km nel perimetro difensivo. Il XXI corpo d’armata italiano attacca invece in direzione sud-ovest.
I carri e le artiglierie della guarnigione britannica sono distrutti. Il gen. Klopper viene autorizzato a evacuare la piazzaforte, ma non è in grado di farlo perché gli italo-tedeschi riescono a isolarlo anche dal porto.
La 7a divisione corazzata del XXX corpo britannico tenta di aprire un varco alle truppe accerchiate, ma non riesce a intervenire tempestivamente. Alle ore 19, i carri della 21a Panzerdivision iniziano ad entrare a Tobruk.

21 GIUGNO - Ore 2: il comandante della piazza di Tobruk, gen. H.B. Klopper, promette al suo superiore, il gen. Ritchie, che resisterà “fino all’ultimo uomo e all’ultima cartuccia”.
Ore 6: il gen. Klopper chiede a Ritchie l’autorizzazione ad arrendersi.
Ore 8: Klopper invia una delegazione(con bandiera bianca) per chiedere a Rommel i termini della resa: in mano tedesca cadono con Klopper altri cinque generali e 30.000 uomini della 2a divisione sudafricana, della XXIX brigata indiana e di due battaglioni delle Guardie.
Il gen. Ritchie decide di ripiegare su Marsa Matruh, in Egitto, e ordina al XIII corpo di rallentare l’avanzata nemica mentre il XXX corpo provvederà a organizzare le difese di Marsa Matruh.
Verso sera Hitler in persona telegrafa a Rommel che gli invierà il bastone di maresciallo. “Sarebbe meglio se mi inviaste una divisione” risponde la “volpe del deserto”.
Con la conquista di Tobruk Rommel si impadronisce di 2000 t di benzina, 5000 t di vettovaglie, di abbondanti quantitativi di munizioni e quasi 2000 veicoli funzionanti, del porto e di un grande impianto per distillare l’acqua. La vittoria è costata a Rommel (dal 26 maggio) 3360 uomini dei quali ben 300 sono ufficiali (cioè il 70% del totale degli ufficiali dell’Afrikakorps);circa 3000 sono le perdite italiane.
Nell’occasione Mussolini scrive a Hitler sollecitando una decisione in rapporto alla progettata invasione di Malta:

“E' mio avviso, e certamente anche il vostro, che bisogna consolidare, e, al più presto, ampliare i risultati raggiunti. Al centro del nostro quadro strategico sta il problema di Malta, a proposito del quale abbiamo preso a suo tempo le note decisioni. Ora, per mantenere i risultati conseguiti in Marmarica e provvedere alle future esigenze, occorre poter eseguire con sufficiente sicurezza i necessari trasporti. L’occupazione di Malta, oltre a risolvere il problema dei traffici nel Mediterraneo, ci restituirebbe la piena disponibilità delle forze aeree”.
Con questo messaggio Mussolini sottopone all’alleato un problema che da lungo tempo il comando italiano sta studiando e preparando anche dal punto di vista operativo, cioè il progetto (operazione “C. 3”) che prevede lo sbarco a Malta. Ne sono stati promotori il capo di Stato Maggiore italiano gen. Ugo Cavallero e il feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring. I due alti ufficiali si sono resi conto dell’importanza che l’isola ricopre nell’ambito del conflitto nell’area del Mediterraneo anche per favorire la guerra di Rommel in Africa. Il piano è stato studiato fin nei minimi particolari e ora i soldati del corpo da sbarco, dopo un meticoloso addestramento lungo le scogliere di Calafuria, a sud di Livorno, che presentano le stesse caratteristiche morfologiche di quelle di Malta, sono stati trasferiti in Sicilia in attesa dell’ordine di partenza (si trovano nell’isola da aprile).

Ma Rommel vuole la precedenza: dapprima chiede (e ottiene) da Hitler di poter attaccare Tobruk (gli italiani si accontentano dell’impegno formale del comandante tedesco che una volta conquistata la piazzaforte africana Rommel si fermerà per dare la possibilità di realizzare lo sbarco) poi, una volta conquistata la città, dichiara (e lo fa sapere ad Hitler) che non intende fermarsi: "Io proseguo per Suez" dichiara "e spero che gli italiani mi seguano".

Per tagliare la testa al toro, Rommel si rivolge direttamente a Hitler, facendogli balenare davanti agli occhi una incredibile avanzata verso Suez e una (impossibile) occupazione dei pozzi petroliferi del Golfo Persico. Hitler, molto sensibile al fascino del suo prediletto Rommel e soprattutto entusiasmato dalla grandiosità del piano propostogli, finisce per sposare l’alternativa del comandante dell’Afrikakorps. Si tratta però, a questo punto, di calmare e persuadere l’alleato italiano che gli ha appena inviato il messaggio in cui chiede espressamente l’intervento a Malta.

Nel frattempo, l ’8a armata britannica ripiega ordinatamente su Marsa Matruh senza essere molestata dal nemico che sta riorganizzandosi. Avanguardie italo-tedesche raggiungono Bardia presso il confine egiziano. Il gen. Auchinleck fa visita al quartier generale dell’8a armata e conferisce col gen. Ritchie.

23 GIUGNO - Hitler scrive a Mussolini in relazione alla progettata invasione di Malta:
“Il destino, Duce, ci ha offerto un occasione che non si ripeterà due volte nello stesso teatro di guerra... L’8a armata inglese è stata praticamente distrutta, le installazioni del porto di Tobruk sono pressoché intatte. Se in questo momento i resti dell’8a armata non venissero inseguiti senza un attimo di tregua accadrebbe ciò che capitò agli inglesi quando si fermarono quasi alle porte di Tripoli per inviare rinforzi in Grecia. Questa volta l’Egitto può, a certe condizioni, essere strappato all’Inghilterra... Il mio consiglio è questo: ordinate il proseguimento delle operazioni fino al completo annientamento delle truppe britanniche... La dea della fortuna in battaglia passa accanto ai condottieri una sola volta: chi non l’afferra in quel momento non può più raggiungerla”.

La lettera di Hitler riempie di orgoglio Mussolini che decide nel senso voluto da Rommel e rinvia l’operazione “C. 3” ordinando anzi che tutti gli uomini e i mezzi del corpo da sbarco vengano resi disponibili per Rommel. Verso sera il Comando Supremo Italiano comunica al comandante italiano in Africa, gen. Bastico:
“Il Duce concorda di massima con il concetto di procedere nello sfruttamento a fondo del successo”. L'occupazione di Malta viene accantonata.

NEL FRATTEMPO IN RUSSIA

Nella “Direttiva n. 41”, Hitler ha tracciato i seguenti obiettivi per la campagna d’estate: liquidazione dei sovietici in Crimea, conquista di Voronez per minacciare sia il settore centrale del fronte sia Stalingrado; accerchiamento ed eliminazione delle forze sovietiche nell’ansa del Don attaccando da nord (Voronez) e da sud (Taganrog). Aperta la strada per Stalingrado, conquista o distruzione della città; conversione verso il Caucaso per la conquista delle regioni petrolifere di Majkop, Groznyi e Baku; raggiungimento della frontiera turca, cosa che potrebbe indurre la Turchia a schierarsi con l’Asse.E' previsto anche un nuovo tentativo di liquidare Leningrado.
L’evolversi della campagna, con i suoi elementi imprevisti (i sovietici bloccano i tedeschi a Voronez, mentre cedono rapidamente a Rostov), induce Hitler a mutamenti strategici di grande portata: a voler attuare contemporaneamente, per esempio, la presa di Stalingrado e la conquista del Caucaso. Si tratta, commenterà in seguito Cuikov, di un madornale errore, gravido di funeste conseguenze per la Wehrmacht.

24 GIUGNO - Rommel avvia l’attacco all’Egitto, lanciando le sue colonne corazzate verso est e nord-est, e travolgendo le retroguardie britanniche nella zona di Sidi Barrani. Il X corpo, appena arrivato in Egitto dalla Siria, rileva il XIII corpo che è inviato a El Alamein per organizzarvi una nuova linea difensiva. 24 bombardieri B-17 americani destinati in Cina sono dirottati a Khartum.

25 GIUGNO - Nonostante il martellamento della RAF, le forze italo-tedesche avanzano in territorio egiziano verso Marsa Matruh. Il gen. Auchinleck assume personalmente il comando dell’8a armata sostituendo Ritchie; dopo un approfondito esame della situazione, decide di far proseguire la ritirata delle sue divisioni da Marsa Matruh a EI Alamein (155 km a est di Marsa Matruh - E' dunque Auchinleck ad avere la grande idea: Montgomery dovrà solo seguirla).

26 GIUGNO - Nella tarda serata le truppe di Rommel attaccano nel settore a sud di Marsa Matruh: partecipano all’azione la 90a divisione leggera tedesca, la 15à e 21à Panzerdivision e le divisioni italiane Littorio, Ariete e Trieste.

27 GIUGNO - Il X e il XIII corpo dell’8a armata britannica sono costretti a ritirarsi verso El Alamein in quanto le forze italo-tedesche si sono infiltrate fra loro e le hanno parzialmente circondate nella zona di Marsa Matruh. Alle ore 19, infatti, la 90a div. leggera tedesca ha raggiunto la costa all’altezza di Ras Hawala, 40 km a est di Marsa Matruh.

28 GIUGNO - Rommel travolge la XXIX brigata della 5a divisione indiana che sta coprendo la ritirata del X corpo nella zona di Fuka. Il X corpo si ritira su EI Alamein. Le avanguardie della 90a div. leggera tedesca raggiungono Fuka, ca. 70 km a est di Marsa Matruh.
Proseguendo la sua marcia verso est, la stessa 90a divisione raggiunge Sidi Abd el-Rahman, una trentina di km da El Alamein dove il gen. Auchinleck sta preparando la linea di difesa dell’8a armata. Il fronte da difendere presenta un’ampiezza di circa 50 km e le sole direttrici su cui il nemico può avanzare si trovano all’estremità settentrionale e meridionale del fronte stesso, cioè, rispettivamente, lungo la costa e attraverso la “Pista Barrel” che porta direttamente al Cairo.
Dall'Italia, Mussolini parte per la Cirenaica pilotando personalmente il suo aereo: si dice porti con sé un cavallo bianco che il Duce vorrebbe montare in occasione del suo ingresso al Cairo che egli ritiene questione di giorni se non addirittura di ore(Dichiara: “Entro 15 giorni vi installerò un Alto Commissario Italiano”).

Il 28 GIUGNO - Nello stesso giorno sul versante russo. Grande offensiva dei tedeschi che avanzano verso il Caucaso, si portano sul Don, conquistano il 25 luglio Rostov, e puntano ora verso Stalingrado,  la "porta" d'entrata per Mosca.
I tedeschi stabiliscono varie teste di ponte oltre il Don. Nel settore centrale si sta aprendo un varco nelle linee sovietiche. Anche nel settore settentrionale i tedeschi hanno ripreso l’iniziativa rimasta per tanto tempo ai sovietici. Ma non sanno gli uomini di Hitler, che proprio da Rostov e poi a Stalingrado (Leningrado) dove a settembre VON PAULUS  arriverà con la sua armata, i russi stanno preparando la "grande trappola". La difesa a oltranza della città per inchiodare con un  inverno (e questa volta più gelido del solito, toccherà i 52 gradi)  le armate tedesche, e nel frattempo fare terra bruciata attorno, bloccando ogni rifornimento (bruciando perfino i pozzi petroliferi di Maikop, nel Caucaso) per mettere in crisi tutto l'apparato logistico preparato accuratamente da Hitler.
Stalingrado resisterà per 900 giorni. Di 2.500.000 di abitanti, 800.000 moriranno di fame.

29 GIUGNO - Nella grande offensiva italo-tedesca in Africa, ad El Alamein sono catturati 60.000 inglesi e un migliaio di carri armati. Abbiamo detto italo-tedesca ma in effetti gli italiani sono usati per i servizi o come carne da macello dai tedeschi. Il meglio dei rifornimenti vanno solo alle truppe di Rommel (i fusti di carburante li trasportava il padre di chi sta scrivendo queste note). Dovrebbe essere l'offensiva definitiva, il preludio alla vittoria quando poi il Maresciallo tedesco in Cirenaica attaccherà negli ultimi 100 chilometri gli inglesi per entrare in Egitto. Già si prevede  la definitiva conquista di Alessandria. Mussolini a queste notizie già pregusta l'entrata trionfale in Egitto, vola in Africa e vi rimane in attesa venti giorni. Pronto c'è già il cavallo bianco per fare lo storico discorso in stile napoleonico davanti alle Piramidi. Altrettanto ottimismo ha Hitler in Russia; lui invece del cavallo bianco ha fatto caricare su alcuni camion del marmo rosso per far scolpire e poi mettere sulla Piazza Rossa il suo monumento. Ha costituito una squadra di demolitori per spianare il Cremlino deviando il Volga. Mentre un'altra squadra si è incaricata di come organizzare feste, sfilate, ricevimenti e il "trionfo" in stile imperial-romano.

Purtroppo in Africa, Rommel "la volpe del deserto" é ormai appiedato, l'offensiva non può proseguire per mancanza di munizioni e di carburante. Solo ora scopre quanto era importante Malta. Nell'inseguire gli inglesi fino ad El Alamein la "volpe" si è allontanata di 600 chilometri dal centro rifornimenti, ed è caduto nella trappola tesa dagli inglesi, che  in questo gioco della "caccia alla volpe", nel loro paese sono molto più esperti. Ma dobbiamo anche dire che Rommel non avrebbe mai immaginato che sia a Roma che a Berlino l'avrebbero lasciato solo.

Per tutto il mese di luglio sul fronte continuano degli scontri tra le truppe dell’Asse e quelle inglesi: ma piccole azioni che non modificano il quadro generale. Sia il gen. Auchinleck, sia Rommel, si dedicano soprattutto alla “ricostruzione” delle proprie forze.

Ma mentre Rommel viene quasi abbandonato al suo destino, Roosevelt e Churchill, tante volte sollecitati da Stalin ad aprire il secondo fronte, rinunciano a quello proposto da Marshall, in Europa (denominato "Piano Bolero" e decidono invece quello in Africa. Si tratta dell’operazione “Torch”. Vengono emanati i piani operativi dell’operazione; la data dello sbarco in Africa settentrionale è fissata all’8 novembre.

I tdeschi e gli italiani avrebbero avuto tutto il tempo per impedirla!!

Infatti il gen. Auchinleck decide di restare sulla difensiva fino all’arrivo di rinforzi. Dal 26 maggio, data d’inizio dell’offensiva italo-tedeschi, le truppe di Rommel hanno fatto 60.000 prigionieri inglesi, sudafricani, indiani, francesi, australiani e neozelandesi, distruggendo oltre 2000 fra carri armati e automezzi.

Tutto questo ha allarmato e reso nervoso Churchill, che il 1° Agosto decide di recarsi al Cairo per esaminare di persona la situazione. Soprattutto dopo un telegramma inviatogli dal capo delle forze armate iniglesi nel Medio Oriente, gen. Auchinleck: “A causa della nostra mancanza di riserve e in seguito al consolidamento delle posizioni nemiche, dobbiamo concludere, seppure a malincuore, che nella situazione attuale non è possibile rinnovare i nostri tentativi di sfondamento del fronte nemico. E' improbabile che la possibilità di riprendere l’offensiva si ripresenti prima della metà di settembre”.
Il 5 agosto, Churchill visita il fronte. Verso sera comunica a Clement Attlee, ministro dei Dominions: “Di chiunque possa essere la colpa della grave situazione esistente, non lo è certamente delle truppe e può essere ascritta solo in piccola parte al loro armamento ed equipaggiamento...”. Il premier inglese è del parere insomma che occorra un drastico e immediato mutamento in seno all’Alto Comando della guerra nel Medio Oriente, avendo ormai perso ogni fiducia nel gen. Auchinleck (mentre invece la strategia adottata dal generale si rivelerà poi vincente, e sarà il suo successore a raccoglierne i frutti, fama e onori. E' insomma Auchinleck ad aver già messo in "trappola" Rommel. A lui gli occorrevano solo i rinforzi).
Auchinleck viene sostituito dal generale Harold Rupert Alexander, e al comando dell'8a armata è destinato il generale W.H.E. Gott, già comandante del XIII corpo britannico; ma il 7 agosto, l’aereo che sta portando al Cairo il generale, viene intercettato e abbattuto da due Messerschmitt tedeschi: Gott muore con tutto l’equipaggio. A sostituirlo viene chiamato il gen. Bernard Law Montgomery (giungerà in Egitto il giorno 12).
RIPRENDEREMO PIU' AVANTI QUESTI EVENTI A PARTIRE DAL 15 AGOSTO
Nello stesso giorno Churchill e Roosevelt concordano nella decisione di affidare al gen. Eisenhower il comando dell’operazione “Torch” (sbarco in Africa fissato per l’8 novembre.).

Ma già il 10 agosto, si è dato inizio all’operazione “Pedestal”, che mira a far giungere a Malta un grande convoglio di rifornimenti. La difesa dell'Isola, per farne un importante strategica base, viene considerata prioritaria. Gli inglesi con massicci interventi "puliranno" le acque del Mediterraneo e contemporaneamente per la prima volta, bombardieri medi americani il 17 agosto, attaccano le posizioni dell’Asse a El Alamein.
Il 12-15 AGOSTO si incontrano a Mosca, Stalin, Churchill, Averell Harriman in rappresentanza di Roosevelt e emissari del gen. De Gaulle per nuovamente discutere l’apertura del secondo fronte in Europa. Mentre è nella fase di avanzata progettazione quello programmato in Africa.
Gli inglesi, ne tentano uno in Francia ma senza successo.

IL FALLITO TENTATIVO DI UNO SBARCO ALLEATO A DIEPPE

Un contingente di truppe alleate il giorno 19 AGOSTO, fa un tentativo di sbarco nella piccola cittadina di pescatori Dieppe, sulle coste francesi della Manica (dipartimento della Seine-Maritime): ne fanno parte 5000 canadesi, 1100 inglesi, una cinquantina di Rangers americani e alcuni uomini della Francia Libera di De Gaulle..
Ore 3: le unità che trasportano le truppe da sbarco giungono senza essere scoperte a circa 8 miglia al largo di Dieppe.
Ore 3,30: gli LSI (Landing Ship, Infantry), cioè le navi da trasporto e sbarco per fanteria, calano in mare i mezzi da sbarco. I guai iniziano quasi subito: la flottiglia dei mezzi da sbarco che trasporta il Reggimento Reale del Canada è finita lontano dalla rotta prefissata e non riesce quindi a trovarsi nel punto preciso della spiaggia al momento giusto. Alle 3,47 poi, la cannoniera che fa da battistrada al Commando n. 3 è finita in mezzo a un gruppo di pescherecci tedeschi armati. Si scatena un fuoco d’inferno durante il quale l’unità inglese ha la peggio: i 20 mezzi da sbarco che trasportano il Commando n. 3 si mettono in salvo disperdendosi.
I canadesi riescono a raggiungere i punti prestabiliti ma vengono subito inchiodati sull’angusta spiaggia ghiaiosa da un fuoco micidiale e preciso. Appena sbarcati dai mezzi speciali della marina inglese, 27 carri leggeri sono distrutti e gli assalitori fatti a pezzi.
Ore 9: visto il totale fallimento dell’azione, viene dato l’ordine di reimbarco immediato delle truppe: circa 3000 degli uomini impiegati, cioè una buona metà, restano a terra, uccisi o prigionieri; tutti i veicoli, l’equipaggiamento e un buon numero di armi vengono abbandonati sulla spiaggia. Hitler fa sapere che è felice "Hanno attraversato il mare per lasciarci un campionario completo delle loro nuove armi”

 

LASCIAMO PER UN MOMENTO L'AFRICA PERCHE'....

NEL FRATTEMPO IN RUSSIA E IN ITALIA...

continua > >