ANNO 1945 (provvisorio)

(Anno 1945 - Quinta parte)

Vita da prigionieri al "Campo" inglese di Bulawajo nel 1943
Nella foto il padre dell'Autore; dopo essere scampato ad Al Alamein
alla battaglia del Mareth non scampo alla resa di Messe in Tunisia
Nello sfondo le baracche del "Campo di Concentramento" in Sud Africa

Pochi lo sanno ma alla unanimità fu votato un articolo alla Costituente che doveva con un solenne preambolo iniziare lo Statuto della nuova Italia. Era stato deciso che prima dell' art. 1 figurasse questa premessa nella Costituzione:
"A DECORRERE DAL 1° GENNAIO DELL'ANNO 2000 NESSUN UOMO O PARTITO POLITICO O MOVIMENTO AFFINE POTRA' DICHIARARSI RESPONSABILE DEI PROPRI ERRORI, NE' PRETENDERE A UNA DIMINUZIONE DEL BIASIMO PUBBLICO, ALLEGANDO CHE C'E' STATO IL FASCISMO "

Siamo alle soglie del 2000, bisognerebbe ricordarlo ad alcuni politici.

24 DICEMBRE - Cade il governo Parri. Il 21 il PLI aveva deciso di ritirare i suoi ministri, il 24 la DC fa altrettanto, entrambi all'interno del governo ma anche all'esterno. Giudicano inopportuno continuare e accusano il PSI di un riformismo grasso, lacunoso, chiacchierone e attendista. Ne' dimenticano che nei venti mesi di lotta partigiana il suo ruolo é stato lacunoso rispetto ai comunisti, poco limpido l'atteggiamento politico, visto che nelle Brigate Matteotti c'erano dentro bande di avventurieri. Ma l'accusa più grande é quella di "essere stati ambigui a condurre trattative quando Mussolini propose la socializzazione. LELLO BASSO con il suo PSIUP riteneva che la guerra di Liberazione nazionale era soltanto un diversivo che complicava l'instaurazione di un regime socialista per il quale esistevano le condizioni oggettive e soggettive" Silvio Lanaro.

Parri con queste accuse e con un governo tripartito dei partiti di massa non può governare, é incapace di fare e attuare un programma, quindi é costretto a dimettersi mentre  il....

10 DICEMBRE - DE GASPERI vara il suo primo governo. Ne diventa il Presidente conservando il ministero degli Esteri, e nomina vice PIETRO NENNI, PALMIRO TOGLIATTI alla Giustizia, GRONCHI all'Industria, SCELBA alle Poste ecc.

31 DICEMBRE - L'anno si chiude con un importante  accordo stipulato il 6 dicembre tra Confindustria e CGIL, dove vengono firmati: 1) I minimi salariali dei lavoratori. 2) L'introduzione del cottimo. 3) Il meccanismo della Scala Mobile (contingenza) che regola i salari in rapporto al costo della vita.

La contropartita é lo scioglimento di quei consigli di gestione che si erano formati nelle aziende subito dopo la Liberazione. Cioè riprendere in mano le proprie aziende.

Inizia la grande avventura della ricostruzione, e dello sviluppo economico dell'Italia.

Quasi tutte le città italiane del Centro Italia e del Nord oltre a Napoli, hanno molte case, fabbriche e ferrovie diventate un cumulo di macerie, con l'economia a zero. Fatta 100 la produzione industriale italiana nel 1938, nel 1942 era scesa a 89, nel 1943 si era abbassata a 69, e in questo 1945 era precipitata a 29. Ma Non basta !. Gli italiani sono dei vinti! I beni materiali sono nulla al confronto delle distruzione del morale e l'umiliazione della sconfitta, che si avverte tutta attorno, nelle macerie, negli stracci che si indossano e in quel poco che si mette ogni giorno sul tavolo per pranzo.
C'e' la tessera e ciò che riceve con la tessera sono 900 calorie al giorno (!), il resto chi ha soldi se lo deve procurare a borsa nera, chi non li ha saltare i pasti.

Rientreranno nelle case dopo 20 mesi 200.000 partigiani ("Signori la guerra é finita, andate a casa e buonanotte") i circa 500.000 italiani che da due anni si erano nascosti o fuggiti all'estero; poi lentamente 1.360.000 prigionieri sparsi nei cinque continenti, che ritornando in patria non solo sono senza un lavoro, ma sono additati e umiliati come gente che è stata in alcuni casi in vacanza, come i 411.971 in mano britannica fin dal 1942-'43, o i 122.651 in mano americana. Meno allegri e più patiti sono i 630.000 deportati in Germania, i 65.554 in Francia, 106.678 nei paesi balcanici, o quelli in Russia che non sono mai stati contati fra prigionieri, morti e dispersi. Ma anche per questi c'era il disprezzo.

Quasi 2.100.000 uomini che ricomparvero all'improvviso, con degli stracci addosso, dimagriti, piegati nella volontà, senza futuro, ne' patria ne' dignità. Con tanto risentimento. Poi  ritrovando un pò di lucidità mentale, iniziarono a vergognarsi, per quello che prima erano stati, per quello che prima avevano pensato, e quello che ora erano, con un futuro davanti che appariva come un tunnel molto buio, senza fine. Per alcuni fu peggio della prigionia (parlo per esperienza personale: quella di mio padre, rientrato a 1946 inoltrato, prigioniero in Rodhesia)

Nessuno venne festeggiato, sembrarono quasi ingombranti, e spesso vennero accusati quasi con rancore di aver voluto e di essere stati loro i responsabili della guerra, e, (trionfalisticamente dicevano ora, gli imboscati, i renitenti, i disertori) "che ora potevano vedere, cosa era servita, solo a ostacolare la pace e la fine della guerra, e che loro lo avevano capito fin dal primo momento".
Insomma i furbi, si sentirono in dovere di alzare la cresta e di giudicare.


L'Italia è divisa in due, fisicamente. Il 15 ottobre si ricostruisce un ponte-fortuna sul Po per far passare qualche treno, ma i traghettatori ormai diventati un reggimento "lesi nei propri interessi", incendiavano le traversine e buttavano nel fiume la notte le putrelle che venivano montate di giorno. Ci furono dimostrazioni, tumulti, la polizia fece una blanda rappresaglia, poi tutto fini' con qualche arresto e tante promesse di interventi speciali integrativi.

L'Italia è divisa in due, politicamente
e profondamente. Nel Nord le diverse motivazioni per la  difesa del territorio sollevano in chi aveva operato aspettative di vaste riforme e un rinnovamento civile; nel Sud questo non accade, esiste un conservatorismo, ancora legato, affezionato alle istituzioni e alla figura monarchica e alla figura del latifondista che domina i territori ricchi. Vedremo nei prossimi anni le agitazioni, i tumulti e i morti di quest'altra "guerra della fame".

L'Italia é divisa in due, monetariamente.
Non ha più una circolazione monetaria; si ricorre all'emissione dei biglietti angloamericani AMLIRE, ma questa marea di denaro contingente porta l'inflazione al galoppo. Le due monete si distruggono a vicenda, e a vicenda si annullano con il potere di acquisto. Un bene che si acquistava con una lira nel 1938, nel 1944 ne occorrevano 8,58, e in questo 1945 a fine guerra era già 20,6.

L'inflazione nel '43 era al 68%, nel '44 al 344%, in questo '45 del 97%
E mancano case, strade, ponti, industrie, ferrovie, pane e lavoro. Rimaneva solo la speranza. Con solo questa l'Italia ricominciava tutto da capo.

Molti appena ritornati dovettero ripartire per trovare lavoro all'estero. Inizia così un altro penoso esodo le cui cifre le abbiamo riportate in una tabella nel link "Curiosita". Cinque milioni dal 1945 al 1965. Ma una ci preme riportarla la umiliante e disumana legge varata il 19 Ottobre di quest'anno. Una intesa con i Belgi che si impegnavano a darci 2 quintali di carbone-mese per ogni uomo che mandavamo nelle loro miniere di Marcinelle, di Charleroi ecc. affinchè potessimo avere carbone per le nostre acciaierie che andranno a far nascere da lì a poco "il miracolo italiano". Un miracolo che aveva in ogni pezzo di quelle lamiere  appiccicato il sudore e anche il sangue di un povero disgraziato italiano che era sceso nelle viscere della terra, e qualche volta dentro quelle rimase pure sepolto (le stragi delle miniere fatiscenti).
Partirono dall'Italia 50.000 uomini-carbone, 23.000 venivano dal Nord-est, dove non c'erano fabbriche, risorse, attività, ma solo tanta fame e tanta disperazione. Un'altra pagina della storia italiana molto nera.

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              con  l'intervista a Mussolini.
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