ANNO 1945 (provvisorio)

(Anno 1945 - Sesta parte)

L'intervista di Mussolini rilasciata il 20 aprile 1945 al direttore del  Popolo di Alessandria.
Che puo' farci intuire cosa c'era nel "Carteggio Churchill-Mussolini.
"Ho una documentazione che la storia dovra' compulsare per decidere. Voglio solo dire che, a fine maggio del 1940, se critiche venivano fatte, erano per gridare allo scandalo di una neutralita' definita ridicola, impolitica, sorprendente. La Germania aveva vinto. Noi non solo non avremmo avuto alcun compenso, ma saremmo stati certamente, in un periodo di tempo piu' o meno lontano, invasi e schiacciati. " cosa fa Mussolini? Quello si e' rammollito. Un'occasione cosi' non si sarebbe mai piu' presentata". Cosi dicevano tutti e specialmente coloro che adesso gridano che si doveva rimanere neutrali e che solo la mia megalomania e la mia libidine di potere e la mia debolezza nei confronti di Hitler aveva portato alla guerra....."
Siamo stati i soli ad opporci ai primi conati espansionistici della Germania. Mandai le divisioni al Brennero; ma nessun Gabinetto europeo mi appoggio'..... Una caldaia non scoppia se si fa funzionare a tempo una valvola. Ma se la si chiude ermeticamente, esplode. Io volevo la pace e questo mi fu impedito. Bisognava impedire alla Germania di rompere l'equilibrio continentale. E nello stesso tempo provvedere alla revisione dei trattati; arrivare a un aggiustamento delle frontiere; soddisfare la Germania nei punti giusti. Ecco quello che avrebbe impedito la guerra......
Io ho qui tali prove di aver cercato con tutte le mie forze di impedire la guerra che mi permettono di essere perfettamente tranquillo e sereno sul giudizio dei posteri e sulle conclusioni della storia. Non so se Churchill e', come me, tranquillo e sereno.
(!!!). Ricordatevi bene: abbiamo spaventato il mondo dei grandi affaristi e dei grandi speculatori. Essi non hanno voluto che ci fosse data la possibilita' di vivere.... Assistiamo a questo straordinario spettacolo: la stessa Chiesa alleata ai suoi piu' acerrimi nemici. La Chiesa non vuole, a Roma, un'altra forza, preferisce degli avversari deboli a degli amici forti.
Io sono come il grande clinico che non ha saputo fare la cura esatta e che non ha piu' fiducia dei familiari dell'importante degente. Molti medici si affollano per la successione. Molti di questi sono gia' conosciuti per inetti; altri non hanno che improntitudine o gola di guadagno. Il nuovo dottore deve ancora apparire. E quando sorgera' dovra' riprendere le ricette mie. Dovra' solo saperle applicare meglio.
Lasciate passare questi anni di bufera. Un giovane sorgera'. Un puro. Un capo che dovra' immancabilmente agitare certe idee. Collaborazione e non lotta di classe; carta del lavoro; la proprieta' sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria; cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi; cura e protezione della madre e dell'infanzia; assistenza fraterna ai bisognosi; moralita' in tutti i campi; lotta contro l'ignoranza e contro il servilismo verso i potenti; esaltazione dello spirito di orgoglio di essere italiano; Abolizione di ogni dogana; libero commercio fra paese e paese, regolato da una convenzione; moneta unica; educazione in profondita' e non, purtroppo in superficie, come e' avvenuto per colpa degli avvenimenti e non per deficienza ideologica. Liberta' di pensiero, di parola e di stampa? Si', purche' regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti. Senza di che, si avrebbe anarchia e licenza. E ricordatevi soprattutto la morale deve avere i suoi diritti. Sara' un giovane a fare tutto questo. Io non saro' piu', ma la storia mi dara' ragione."

Purtroppo queste prove che aveva contro Churchill non vennero mai fuori, e a sentire Mussolini non doveva il premier britannico essere tranquillo e sereno. Infatti per quattro anni lo statista diede una ostinata caccia ai documenti spendendo tempo e denaro. E per quanto molti minimizzano, qualcosa quei documenti dovevano pur contenere. Forse era stato lui a spingerlo alla neutralità, forse lo sbarco degli inglesi sulla costa francese era una messinscena (Dunkerque e la indisturbata ritirata -concessa da Hitler- rimane un mistero). Forse fu proprio Churchill a incitare Mussolini a dare il colpo di grazia alla pur sempre atavica odiata Francia. (Del resto Churchill aveva favorito più il riarmo della Germania (in funzione antibolscevica ) che non della Francia).

 Forse fu proprio Churchill subito dopo a suggerirgli di invadere l'Africa. Forse fu proprio Churchill con chissa' quali compensi promessi a fine guerra, a spingerlo ad attaccare sui Balcani (Grecia e Albania) per bloccare Hitler. (E proprio sui Balcani -da Belgrado ad Atene- Hitler, perse la guerra!)

Forse perfino lo sbarco in Sicilia poteva essere stato concordato o avallato per tenere impegnate e dirottare in Italia -nel sud- le truppe tedesche, e questo quando Churchill pensava ancora prima del 25 luglio (di questo periodo sono gli approcci di Mussolini  -con Alberto Pirelli e con gli inglesi per svincolarsi dallo scomodo alleato nazista)  dello sbarco in Normandia; che gli sarebbe riuscito meglio (e fu così) senza le 26 divisioni che Hitler inviò in Italia per frenare una (falsa) grande offensiva, che non venne mai dagli alleati, anzi per due inverni (nel '43 sulla Linea Gustav, nel '44 sulla Linea Gotica) gli alleati iniziarono un immotivato stallo.

Non lo sapremo forse mai, ma analizzando bene gli sviluppi su tutto lo scacchiere europeo, ci sembra che dalla Manica all'Africa, e da Gibilterra a Malta e fino in Grecia, ci sia sempre stata la regia di Churchill, e Mussolini l'attore. Ci sembra di sentirlo Churchill il 10 maggio del 1940 "Caro Benito, vai qui, vai la', manda pure un (uno) bombardiere su Gibilterra, Malta (possibile che fu un errore Malta?
vedi 1940 TERZA PARTE) qualcosa su  Alessandria, ma poi sparisci, fai la mossa, e mettiti da parte. Attacca in Africa, poi fai melina e chiama aiuto, Hitler manderà i rinforzi e prenderemo in trappola la sua migliore "volpe" nel deserto. Sbarca in Albania, in Grecia, fai la melina anche li', poi chiama ancora in aiuto Hitler mentre noi gli prepareremo la trappola sulle soglie di casa. Finita l'altra melina in Africa poi noi sbarcheremo con un po' di navi in Sicilia e Hitler scendera' anche in Italia, e una volta arrivati nel sud noi ci disimpegneremo (Infatti il 1° gennaio del '44, sul Sangro Churchill venne a prendersi di persona Montgomery e lasciò gli altri, a far melina per dieci mesi). I tempi furono cronometrici, le reazioni dei tedeschi quelle previste. Nulla sembrò affidato al caso o agli eventi. Ancora lui a provocare i Giapponesi e far entrare in guerra gli Stati Uniti. E come poi non ricordare quella anomala ed enorme massa di "prigionieri" in Africa. Il padre dell'Autore che scrive, che era stato su tutti i campi di battaglia dal 1940 in avanti in Africa Orientale e infine "catturato" in Tunisia, racconto' (salvo qualche fanatico filo-tedesco e tedesco) che non spararono un colpo; in centinaia di migliaia attesero gli inglesi, non come nemici ma come liberatori di una situazione dove non c'era nemmeno la pur minima idea che si trattasse di una offensiva, ma di una guerra quasi finta, una resa concordata.
Il generale Messe assunse nel gennaio del '43 il comando della 1a armata  in Africa, ma a maggio già si arrendeva in Tunisia con 120.000 uomini, su ordine di Mussolini, al generale inglese Freyberg. Volerà poi a Londra come prigioniero di lusso, e riceverà da Mussolini la nomina a Maresciallo d'Italia, e stranamente sarà lui rientrando in Italia a novembre sempre del '43, a coordinare con la nomina a Capo di Stato Maggiore l'esercito del Governo Brindisino del Sud regio-badogliano.

Il padre di chi scrive, guidava le colonne dei rifornimenti, ma l'ordine dall'alto era di evitare quanto più possibile di rifornire i tedeschi;  e quando questo doppio gioco non era possibile, di autosabotare il convoglio in mille modi. Il timore era che i tedeschi si sarebbero impossessati dei rifornimenti per darsi alla fuga (cosa che in effetti poi accadde).
Sua Maestà Britannica in cambio avrebbe riservato vitto e alloggio e un buon soggiorno ai 411.971 italiani (quindi non solo al padre dell'Autore che scrive)  e fino alla fine della guerra,  in Sud Africa, in Rhodesia, a Durban, Port Elizabeth, Johannesburg, che piu' che una prigionia fu in effetti un vero e proprio soggiorno, pagato però molto caro al ritorno, avvenuto nel 1946 dopo un anno che era già finita la guerra nel nord, due anni dopo quella nel sud.

Per mesi e mesi, oltre quell'indifferenza e rancore di cui abbiamo già parlato, le "nuove" autorita' militari (che cinica sfrontatezza!) lo sottoposero (mio padre) a interrogatori estenuanti e umilianti, per "sapere" perchè si era arreso lui e i suoi camerati tre anni prima agli inglesi, e proprio al padre dell'Autore, dalla paga gli tolsero il "vitto e alloggio" perchè questo lo aveva ricevuto dagli inglesi. Un marchio di infamia. Insomma anche dopo la liberazione (quindi caduta del fascismo, caduta della RSI) le autorita' del "nuovo Stato antifascista"- ripetiamo antifascista-  punivano paradossalmente chi non era stato con abnegazione non fascista fino in fondo.

Disprezzo e nessun riconoscimento morale e materiale a centinaia di migliaia di reduci prigionieri ex militari, né ai combattenti partigiani, ai marittimi imbarcati sulle navi requisite alle società di navigazione (perchè questi non rientravano in una giurisdizione militare), disprezzo per chi aveva combattuto "inutilmente" da una parte e dall'altra,  rancore per quelli che invece erano rimasti a casa a badare agli affari loschi, alle carriere e a specializzarsi nel doppio gioco. Poi arrivò anche la doccia fredda che era un'ingiuria per chi prima aveva combattuto, si era sacrificato, tenuto fede al Re  o alla RSI considerato un governo legittimo dall'altra metà dell'Italia quasi  più del primo perchè quello del Re era subordinato al Comando Alleato occupante che giuridicamente dopo la resa (e non "armistizio" nè tanto meno fatto da "alleati") era sempre il "nemico" dell'Italia e legittimamente si comportava da "padrone" sovrano. Badoglio e il Re non contavano proprio nulla. Il testo dell'Armistizio Lungo parla del resto chiaro. Ma anche i fatti, visto che lo stesso Re e Badoglio non potevano emanare nessuna legge, ed è lo stesso Badoglio a scrivere "qui a Brindisi non contiamo nulla, ci comanda anche un caporale".

Cosicchè quelli della classe 1924-25 in entrambi i due territori dovevano per forza rispondere alla chiamata alle armi. Disertori erano considerati quelli che non rispondevano alla chiamata del Regno del Sud sottoposto come detto all'Amministrazione Militare Alleata, e disertori erano quelli che non si presentavano alla RSI del Nord. 
I governi e le leggi non le fanno i giovani ma i governanti. E i giovani dovevano ubbidire.
Più sfortunati invece quelli del Nord. Al Cmrp (Comando Militare Regione Piemonte) si fecero prendere la mano. "Nelle disposizioni c'era l'ordine di passare alle armi non meno di 350.000 soldati che avevano indossato la divisa della RSI. Ma proprio tutti. Perfino quelli della polizia ferroviaria, della portuale e della stradale." (Claudio Pavone, Una guerra civile, Ed. Bollati-Boringhieri, 1991).

25 APRILE - Al collegio dei Salesiani di Via Copernico, nella biblioteca del collegio milanese, alle ore 8 del mattino, si riunirono Marazza, Pertini, Arpesani, Sereni e Valiani. Ci fu la riunione più importante del Clnai. Approvarono il primo decreto: "Tutti i poteri al Clnai"; il secondo riguardava invece l'amministrazione della "giustizia". Cioè le sentenze di morte, un po' all'ingrosso anche se meno folli di quelle del Cmrp di Torino.
In quella di Milano fu decisa l'eliminazione di Mussolini.  Quando già c'erano disposizioni degli alleati di consegnarlo a loro; era stato infatti già predisposto un aereo per il prelievo in caso di cattura o di spontanea consegna. Il cardinale Schuster all'arcivescovado aveva infatti già predisposto una stanza per ospitarlo nella notte  del 25.

A fine anno poi si cominciò ad essere meno folli. Alla fine si livello' tutto. Con una circolare del 3 dicembre di Emilio Lusso per l'assistenza postbellica si preciso' "Non e' possibile ne' opportuno distinguere fra combattenti e non combattenti. Fra regolari e irregolari. In una parte o nell'altra. La guerra ha investito tutto il territorio nazionale e tutti. Non bisogna fare il distinguo fra quelli che hanno operato nei campi di battaglia e gli altri".
Per molti innocenti (da una parte e dall'altra) finì un incubo. I "folli" si erano messi d'accordo.

"chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato, scurdammoce 'o passato"
e' la strofa della canzone Tammuriata nera di questo periodo di De Filippo. 

E finì proprio così,  a "tarallucci e vino", la seconda guerra mondiale in Italia.

Bisognava non parlarne più (vedi il "preambolo" nella pagina precedente). Ma dopo oltre cinquant'anni, alcuni non sono ancora paghi di certi scempi. Anche se non c'erano, o erano ancora bambini, alcuni covano ancora vendette, si insultano reciprocamente; insomma un po' di quella follia a molti è rimasta e quel che è peggio se la tramandano da padre in figlio.


E se di sporco plagio parlarono quelli del '43-45 che si rivoltarono contro quel regime  in cui erano cresciuti loro e i propri figli, la stessa cosa possiamo constatare oggi. Molti nacquero dopo, ma si trascinano l'odio e il rancore che gli hanno trasmessi i padri e i nonni. Plagio è anche questo.


(INTERVENTO DI UNO STORICO dall'Inghilterra)
Sono uno storico inglese, e ho scoperto questo sito assolutamente per caso, e lo trovo interessantissimo.
Per quanto riguarda la fine di Mussolini, ed in particolare il presunto contenuto dell'incarto "Churchill", devo dire che non sono stato per niente sorpreso delle conclusione alle quali siete arrivato: ero arrivato a conclusioni quasi identiche dopo aver analizzato il libro di Anthony Cave-Brown "Bodyguard of Lies". In esso appresi per la prima volta l'esistenza del piano "Jael", che diventa poi "Bodyguard", destinato a confondere i Tedeschi per quanto riguarda le intenzioni alleate in Europa. Questo incredibile tessuto di inganni, disinformazione, manipolazione e doppio giuoco era controllato a Londra dal segretissimo LCS, London Controlling Section, che faceva parte del gabinetto di guerra di Churchill, e perciò dotato di poteri assoluti. Molto si è detto sul piano "Fortitude", facente parte di "Bodyguard" per distrarre i Tedeschi in Francia in preparazione dello sbarco in Normandia, ma poco o niente fú scritto prima sul piano "Zeppelin", che facendo parte anche questo di "Bodyguard", aveva per scopo di far credere ai tedeschi che gli alleati intendevano invadere l'Europa attraverso i Balcani. 

Che Mussolini sia stato una pedina piú o meno cosciente in questo piano non sembra troppo improbabile. Ma la cosa che mi sono sovente chiesto sull'assassinio di Mussolini e il perché... Perché il PCI doveva ucciderlo? Difatti, finito in mani Italiane, Mussolini era da considerarsi quasi certamente fucilato, non per vendetta politica, non per il fascismo, ma per alto tradimento, in quanto egli aveva, accettando di collaborare nella RSI,  tradito il Re. Dunque perché un uomo dal sangue freddo come Togliatti, che più tardi sarà anche capace di scrivere a Stalin per sconsigliargli di liberare i prigionieri di guerra italiani affinché essi non possano dare una vera immagine dell'URSS agli altri italiani (chissà poi perché...) si sente il dovere di mandare una squadra di "killers" per liquidare un uomo che non ne ha più per molto? 

Certamente non per vendetta. Ubbidiva questa squadra a ordini, ma ordini di chi, e perché? A qualcuno premeva dunque che Mussolini non potesse "cantare";  ma di che razza di segreti poteva essere il detentore? Certo non interessava a nessuno un accidente di sapere quello che Mussolini aveva fatto a Salò. Diverso (ma molto diverso) era invece di sapere quello che aveva fatto prima, in particolare negli anni immediatamente prima della guerra, come pure nei primi anni di guerra. 
E' un fatto storico che Mussolini si sia schierato in un primo tempo contro la Germania di Hitler...
(Mentre Hitler iniziava la "sua" guerra, Mussolini, sui valichi dell'Alto Adige, proseguiva le imponenti fortificazioni, costruiva e riempiva di reggimenti le caserme altoatesine; e le relazioni di Ciano sul capopopolo Hofer (sul piede di guerra con 250.000 altoatesini in armi, tutti  in attesa di Hitler)  preoccupavano non poco Mussolini. - Ndr.)

...come pure é storico il fatto che le potenze dell'epoca, Francia ed Inghilterra, gli negarono il concorso necessario per causa di miopia acuta, che non solo non volevano capire che Hitler era un pericolo gravissimo, ma anche dovevano punire l'Italia "cattiva" che aveva cacciato quel povero pirata terrestre, Haile Selassié. 
Comunque, se Churchill poteva essere imbarazzato da rivelazioni, perché furono i comunisti ad ucciderlo? Con quelli Mussolini non era mai stato amico. A meno che.... durante la guerra Mussolini non abbia fatto il gioco degli Inglesi, e partecipando a "Bodyguard" nei Balcani, avrebbe potuto imbarazzare sia Churchill che Stalin. Saluti, JEAN-CLAUDE).

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L'INTERA VERSIONE DI QUESTA INTERVISTA DI MUSSOLINI
LA TROVIAMO QUI

ed anche l'articolo CHI SPARO' A MUSSOLINI


(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)