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ANNO 1947

IL TRATTATO DI PACE   - LA GUERRA E' DA TEMPO FINITA -  ORA E' ARRIVATO IL CONTO DA PAGARE
      
 
SECONDA PARTE  -  SCATTA IL PIANO MARSHALL   -
"Il "Corriere della Sera" e la DC "

Scoperte/Scienza  -  Cultura/Costume


IL 22 DICEMBRE
L'
Assemblea Costituente
approva la
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
con 453 voti favorevoli 62 contrari dopo 170 sedute di discussioni. Entrerà in vigore il 1° Gennaio 1948, con ENRICO DE NICOLA provvisorio Presidente della Repubblica, UMBERTO TERRACINI presidente dell'Assemblea, ALCIDE DE GASPERI capo del governo.

 

IN BREVE GLI AVVENIMENTI PIU' IMPORTANTI DEL 1947

3-6 GENNAIO - Viaggio negli Stai Uniti del presidente del consiglio De Gasperi. Il governo americano concede all'Italia un prestito di cento milioni di dollari per il "consolidamento del sistema democratico".
De Gasperi riceve dalle mani del ministro del tesoro americano Snyders, un assegno di 50 milioni di dollari, secondo versamento per le am-lire usate dalle truppe americane in Italia.
Il 14 gennaio la "Export Import Bank" dichiara il suo presidente Mc Chesney è disposta a fornire quest'anno all'Italia 100 milioni di dollari per aiutare determinati settori dell'industria italiana ed allargare i propri mercati di esportazione. Altri 25 milioni di dollari con prestito a breve scadenza per l'acquisto di cotone negli Usa.


9-13 GENNAIO - A Roma, al XXV congresso del Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) la minoranza guidata da Giuseppe Saragat esce dal partito socialista dei lavoratori italinai (PSLI); il Psiup torna all'antica denominazione di PSI. Il 16 GENNAIO - PSI e PCI riaffermano il patto di unità d'azione.
20 GENNAIO - Alcide De Gasperi presenta al capo provvisorio dello stato, Enrico DE Nicola, le dimissioni del suo secondo governo.
2 FEBBRAIO - Alcide De Gasperi costituisce il suo terzo governo con DC, PCI e PSI più l'indipendente Carlo Sforza agli esteri.
10 FEBBRAIO - A Parigi l'Italia firma il trattato di pace; cede l'Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, Rodi e il Dodecanneso alla Grecia, Briga e Tenda alla Francia; il Territorio Libero di Trieste viene diviso in due zone: sona A, controllata dagli anglo-anmericani, e zona B, controllata dagli Jugoslavi.
(vedi Il discorso di De Gasperi a Parigi)

19 MARZO - In Belgio nel costituirsi il governo i comunisti ne vengono estromessi.
14 APRILE - In Francia Charles De Gaulle fonda un raggruppamento politico nazionalista: il "Rassemblement du peuple francaise".
1 MAGGIO - A Portella delle Ginestre, in Sicilia, la banda di Salvatore Giuliano, apre il fuoco su una manifestazione sindacale per la festa del lavoro; i morti sono più di dieci.

4 MAGGIO - In Francia i ministri comunisti vengono estromessi dal nuovo governo republicano
6 MAGGIO - A Venezia un tribunale militare inglese condanna a morte il maresciallo Kesselring per la strage delle Fosse Ardeatine.
13 MAGGIO - Alcide De Gasperi presenta le dimissioni del suo governo e apre la crisi per estromettere le sinistre dal governo.
1 GIUGNO - Alcide De Gasperi presenta il suo quarto governo, composto da democristiani, liberali (tra i quali Luigi Einaudi) e indipendenti (tra i quali Carlo Sforza e Cesare Merzagora); avrà il voto favorevole anche dell'Uq e dei monarchici.
1-7 GIUGNO - A Firenze, al primo congresso nazionale della Cgil, i comunisti ottengono la maggioranza assoluta e pongono fine alla conduzione paritetica del sindacato con i socialisti e i democristiani; Di Vittorio è eletto unico segretario generale.
5 GIUGNO - Il segretario di stato americano George Marshall annuncia un piano per la ricostruzione economica dell'Europa quello che sarà L`Europear recovery program" (Erp) o "Piano Marshall".
vedi
IL PIANO MARSHALL

15 GIUGNO - Il reduce della guerra Fausto Coppi vince il Giro d'Italia davanti a Gino Bartali.
4 LUGLIO - IL capo del governo della Cecoslovacchia accetta gli aiuti del Piano Marshall.
5 LUGLIO - Radio Mosca annunzia che Polonia e Romania respingeranno il Piano Marshall.
9 LUGLIO - Delegazione cecoslovacca a Mosca per perorare l'accettazione al Piano Marshall
10 LUGLIO - La Cecoslovacchia su forti pressioni di Mosca respinge il Piano Marshall.
1 AGOSTO - Il governo italiano svaluta apparentemente la lira del 55 per cento (di fatto e al 65%) ; al cambio ufficiale un dollaro vale 350 lire (ma sul mercato libero vale anche 500-600 lire - si corre ai ripari e ci si adegua; a fine anno al cambio ufficiale il dollaro tocca le 565 lire)
15 AGOSTO - L'India proclama la propria indipendenza; primo ministro è il pandit, Nehru. Nasce contemporaneamente anche la repubblica del Pakistan.
16 AGOSTO - In Bulgaria, Nikola Petkov, capo delle forze di centrosinistra, è processato per tradimento e condannato a morte.
31 AGOSTO - L'Onu propone la divisione della Palestina in due stati, uno arabo e uno ebraico, sotto controllo internazionale.
(vedi tabella ISRAELE "Piano di spartizione")

16 SETTEMBRE - Trieste e l'Istria a seguito accordi diventano il "Territorio Libero di Trieste".

21-27 SETTEMBRE - Nasce il Cominform; lo costituiscono i rappresentanti dei partiti comunisti dell'Urss, della Romania, Bulgaria, Ungheria, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia, Albania; ne fa parte anche il Pci; Zdanov espone la sua, teoria di un mondo definitivamente spaccato in due campi contrapposti.
19-21 OTTOBRE - I resti del partito d'azione dopo la scissione decidono di confluire nel Psi.
19 NOVEMBRE - In Austria i rappresentanti del PC sono estromessi dal governo.
29 NOVEMBRE - L'assemblea dell'Onu approva il piano di spartizione della Palestina,

1 DICEMBRE - Alcide De Gasperi apre il governo ai repubblicani e ai socialdemocratici.
19 DICEMBRE - In Francia la Confédération générale du travail (Cgt) si scinde e nasce un altro sindacato, Force Ouvrière, non comunista.
22 DICEMBRE
- In Italia l'Assemblea costituente conclude i suoi lavori approvando il testo definitivo della Costituzione repubblicana.
28 DICEMBRE - In Italia comunisti e socialisti danno vita al "Fronte Democratico Popolare".
28 DICEMBRE
- Ad Alessandria d'Egitto muore l'ex re d'Italia Vittorio Emanuele III.
30 - DICEMBRE - In Romania re Michele è costretto a lasciare il paese e il partito comunista prende il potere.

STORIA MONDIALE -: La contrapposizione tra il blocco sovietico e quello occidentale si radicalizza. La politica di TRUMAN e gli aiuti del "Piano Marshall" pongono apertamente gli Stati Uniti alla guida economica e politica dell'Occidente. Del resto l'America non e' stata toccata dalla guerra, mentre la Russia ne e' uscita martoriata e si sta trascinando  molti problemi irrisolti fin dalla lontana Rivoluzione d'Ottobre del 1917.
Molte cose non hanno funzionato, la dottrina Leninista (quella iniziale solo teorizzata,   non quella ultima poi applicata ma fallita perchè ridotta a fare compromessi con i vecchi apparati burocratici) è da anni stravolta dal grande apparato di partito che ha trasformato o meglio livellato l'economia e l'iniziativa privata con il collettivismo selvaggio imposto anche con la forza, obbligatorio.

Riforme economiche e sociali sono solo rimaste delle utopie, inizialmente varate ma sistematicamente stroncate per non far perdere potere al partito, né farlo perdere ai funzionari diventati ormai una casta peggiore di quella  imperiale, ma con l'aggravante di aver perso (propagandando biechi pregiudizi sul capitalismo occidentale) il senso della realtà, e una distorta visione dell'era moderna che é invece andata a modificare non solo la scienza, la tecnologia, le nuove economie del libero mercato degli altri sistemi, ma anche la qualità della vita di una buona parte della popolazione mondiale che ha scelto il liberismo. Realtà queste che iniziano a muoversi, a camminare e a correre in parallelo da questo dopoguerra in avanti allargando sempre di più il proprio regno sia  nelle nazioni distrutte dalla guerra, o in quelle  emergenti, e che presto nella seconda metà del secolo ne beneficeranno anche gli stati coloniali.

I Russi si erano alleati in guerra per combattere il nazismo, ma poi gli americani finito il conflitto non avevano affatto dimenticato le dottrine bolsceviche, che erano  in aperto contrasto con il loro mondo, quello del libero mercato. Quindi terminati gli ultimi atti della guerra (i trattati di pace e le spartizioni dei territori sono definitivamente firmati il 10 febbraio di quest'anno) la forte opposizione ideologica prevale nei confronti di un paese comunista totalitario che é lontano anni luce dal pianeta America e non ha nessuna volontà di modificare la sua politica e il suo sistema. Un sistema che non ha ancora ottenuto i risultati sperati a trent'anni dalla rivoluzione d'ottobre.

I gruppi delle sinistre di tutti i Paesi che erano stati  protagonisti della Resistenza insieme a tutte le altre forze democratiche per l'Unita' Nazionale, non capaci di formare delle alleanze persino dentro i loro stessi partiti, sono subito esclusi prima dal Governo Belga; poi in maggio  anche in quello Francese;  in Austria questo accadrà a novembre mentre in Italia De Gasperi sta preparando le stesse condizioni per fare altrettanto, soprattutto nel Nord nonostante le sinistre sembrano essere in netta maggioranza dentro le grandi città industriali. Questo preoccupa non poco i partiti cattolici e liberali, ma soprattutto preoccupa gli americani. Anche se il "comunista italiano" non ha nulla a che vedere con il bolscevico russo, anche se, come dirà ANDREOTTI in "L'URSS vista da vicino", in alcune considerazioni fatte molti anni dopo, "le sinistre :

"riguardavano una realta' che non era estranea al nostro quadro nazionale. Nulla vi era grezzo nella lunga convinzione postbellica che l'azione internazionale di Mosca condizionasse anche la situazione dell'Occidente, sia per il peso che avevano i comunisti che per l'attrazione in casa nostra esercitata da Stalin persino su personaggi libertari come il "premiato" Pietro Nenni" e prosegue "per dare ai giovani una immagine falsa di questi anni, si rievocano di tanto in tanto episodi di lotta elettorale di bassa levatura, cioe' che i russi avevano la coda. Ma noi non tememmo a quei tempi la coda ma gli artigli di Stalin, quando i comunisti italiani distribuivano in buona fede le immaginette dell'ex seminarista georgiano, annunciandone esultanti l'imminente "venuta"".

Il "baffone" una volta arrivato in Italia avrebbe messo a posto tutto lui. Ma il 18 aprile del prossimo anno il fronte politico filorusso come vedremo sarà sconfitto. Il corso degli eventi per un soffio non cambiò, e non e' difficile immaginare, alla luce di quanto ora conosciamo, che cosa sarebbe accaduto se dopo quell'iniziale idillio con i comunisti di quasi metà degli italiani , fosse seguita una vittoria elettorale che avrebbe cosi consegnato il Paese a Stalin.

vedi "Il "Corriere della Sera" e la DC "

Sappiamo oggi invece le sorti e le vicende sociali ed economiche che sono accadute in Iugoslavia, in Albania, Ungheria, Romania, Polonia, e nella Repubblica Democratica(!) Tedesca, e tanti altri stati della vecchia URSS. Non serve grande acume e abilità per fare anche con un gioco di simulazione, delle difficili e pessimistiche ipotesi di come oggi sarebbe l'Italia.

L'Italia  (ma anche diversi Paesi europei) che non aveva in questi ultimi anni del '40 una grande maggioranza partitica unilaterale, ma sempre si era mantenuta oscillante tra uno schieramento e l'altro, deve fare spesso i conti con gli equilibri dei suoi rappresentanti politici, e gli stessi schieramenti, molte volte, causa le contraddizioni e le lacerazioni interne  sia a sinistra che al centro (i due blocchi che contavano) sono in questi mesi ondivaghi.
Non erano sicuri gli stessi democristiani;  troviamo a fine gennaio De Gasperi che prima ridimensiona l'apporto finora dato al suo governo dalle sinistre, poi il 31 maggio nel formare il suo quarto governo le esclude del tutto. Infatti..........

Il 13 Marzo per ingovernabilità De Gasperi da' le dimissioni dal suo terzo mandato al governo e con un discorso radiofonico alla nazione (poi lo fara' al Consiglio dei ministri) sostiene che è impossibile governare con le sinistre. 
E' l'inizio del duello DE GASPERI-TOGLIATTI.  Il comunista era  convinto di essersi meritato l'imperitura partecipazione alla conduzione politica del Paese.

Invece il suo credito che -secondo lui- doveva assicurargli per decenni importanti poltrone governative si estingue all'improvviso. In seguito alle pressioni del presidente americano Truman che convoca alla Casa Bianca l'ambasciatore italiano TARCHIANI per esprimergli l'appoggio incondizionato degli Stati Uniti a un governo presieduto da De Gasperi con l'esclusione dei comunisti, lo statista trentino con un colpo di mano estromette Togliatti e i suoi dal potere nella sua quarta coalizione governativa. E questo alla vigilia delle più laceranti e decisive elezioni politiche in programma per il 18 aprile 1948.
Per puro "miracolo"  queste elezioni si svolgeranno all'insegna dell'ordine e della tranquillità. E' cosa nota che il partito comunista disponeva di un "esercito parallelo" capeggiato da Pietro Secchia che sognava di conquistare il potere con la lotta armata, ma Togliatti benché brutalmente estromesso sceglie la via della legalità, forte dell'appoggio delle masse popolari e della forza operaia. Anche la Democrazia Cristiana si affida (se necessario) oltre che alle bombe a mano delle sue "forze armate occulte", sulla cui esistenza ha giurato in tempi recenti l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga,   a una martellante propaganda che mette in guardia l'elettorato dal votare uno schieramento politico che esalta come esempio di democrazia il comunismo reale dell'Unione sovietica, proteso in concorrenza con l'America a garantirsi il dominio del mondo. E si affida inoltre a una propaganda capillare esercitata attraverso le parrocchie e i comitati civici del professor
LUIGI GEDDA, genetista e fervente cattolico. E' lui l'autore del vero "miracolo".

De Gasperi  lancia accorati appelli al "quarto partito", quello delle forze produttive, delle classi agiate, l'unico contenitore dei rappresentanti della classe borghese alto- media (anche Mussolini nel '22 si rivolse a loro) che finora si erano astenuti (come allora) nello schierarsi apertamente con uno o l'altro blocco, pur avendo queste tre categorie un peso determinante,  avendo in mano le strutture produttive e i capitali, e senza questi nessun programma politico poteva decollare, si andava incontro al fallimento.

Tanto meno si potevano varare misure economiche a lunga scadenza se non esisteva questa importante partecipazione alla vita del Paese che rischiava fra l'altro di non ricevere piu' non solo gli aiuti del Piano Marshal, ma c'era il rischio di far fuggire all'estero i pochi capitali presenti ancora in Italia, e questo per l'effetto della "sindrome del baffone", una psicosi che stava attanagliando tutti i ricchi che temevano di essere da un momento all'altro tutti espropriati di terre, di fabbriche e di capitali. (ritornava ad aggirarsi quello stesso "fantasma" che era apparso nei critici 3 anni del primo dopoguerra 1919-1922. Allora ci pensò Mussolini).

Ma non erano solo i ricchi d' Italia ad averla questa psicosi, in America stava diventando perfino patologica e pandemica (con il Maccartismo) in ogni strato della popolazione. Nella epurazione comunista dubitarono perfino di Einstein. Di questi attacchi di repulsione, li avevano soprattutto i maggiori politologhi e quasi tutti gli uomini politici. Troviamo James Burnham il piu' importante scrittore politico dell'America di questi anni 1940-50 che pubblica con grande successo I difensori della liberta' (1947), L'inevitabile disfatta del comunismo (1950) e che sta scrivendo proprio in questi anni Il suicidio dell'Occidente, dove fa una spietata analisi di un certo liberalismo americano (opportunistico) che lo equivale al radicalismo italiano :
"Liberali negli Stati Uniti -sostiene- sono i fautori degli esperimenti di centrosinistra in tutto il mondo; sono quei signori che sognano e favoriscono la nascita del centrosinistra italiano o i laburisti in Inghilterra, sono quelli che vogliono i dialoghi, che sono i fautori della distensione, che sono aperturisti". "E' un pericolo gravissimo che minaccia tutto l'occidente, perche' questi cattivi americani minano le difese morali del loro paese, distruggono anche il coraggio residuo delle altre nazioni alleate".
"Il declino dell'occidente e' provocato soltanto da tendenze suicide, da forze che operano all'interno del mondo libero. Queste forze sono chiamate "liberali" in America, "radicali" in alcuni paesi dell'Europa, e sono conosciute come espressioni della sinistra".  Ecco quindi spiegata la caccia alle streghe che da questo momento si scatena in America nelle forme più palesi e becere coinvolgendo - irrazionalmente -  tutta l'opinione pubblica americana.

TARCHIANI ambasciatore d'Italia, a colloquio con TRUMAN, infatti, riceve delle indicazioni molto chiare e inequivocabili: gli USA appoggeranno in Italia solo un governo presieduto da DE GASPERI, ma dal quale sono esclusi categoricamente i comunisti. Lo stesso Truman al Congresso (12 marzo) non ha fatto mistero di una minaccia comunista in Europa, e afferma la necessita' di far intervenire gli Usa ovunque vi siano delle "minoranze interne" (i comunisti) che minacciano i sistemi democratici.
La requisitoria e' molto dura, e l'intero discorso denominato Dottrina di Truman viene chiamata dal politologo Lippman con un termine che fara' storia, la Guerra Fredda dei due blocchi in contrapposizione. Un conflitto strisciante, subdolo, ambiguo, dove piu' che con le armi si assestano ora colpi bassi (e vitali) di carattere economico.
Alcuni Paesi, carenti di ogni cosa, solo appoggiandosi a una economia sana e potente come quella americana (che dalla guerra era andata nella stratosfera dell'economia senza aver ricevuto alcun danno in casa) potevano allontanare il pericolo di una  totale paralisi. Le banche - avvertivano i profeti americani - potevano in caso contrario subire un crac colossale nell'arco di un solo mattino.
Non dobbiamo dimenticare che l'Italia era indebitata con l'America per decine di anni in denaro che avanzavano ancora dalla prima guerra mondiale (fino al 1988), e fin da allora aveva stipulato contratti di forniture a lunghissima scadenza. Ora come se non bastasse, l'Italia seguitava a fare debiti con gli Usa anche con i gruppi privati, infatti il 17 luglio una delegazione italiana era rientrata dall'America dopo aver ottenuto un ulteriore prestito di 100 milioni di dollari, pari a 60 miliardi di lire di allora.

vedi a proposito 
IL PIANO MARSHALL - ZIO SAM SI COMPRA L'EUROPA

L'Italia era arrivata a un punto con la sua svalutazione, che i 2/3000 americani ancora di stanza in Italia  potevano con il loro stipendio e qualche risparmio di alcuni mesi acquistare tutti gli immobili di una intera piccola cittadina, e con gli spiccioli che restavano nelle tasche, svuotare tutti negozi. Ma non si era ancora toccato il fondo.....

Ad aggravare la situazione economica, ci fu la relazione di Luigi Einaudi, governatore della Banca d'Italia, che portò a conoscenza la gravita' della situazione che si protraeva dalla fine della guerra e dove non sembravano proprio esserci soluzioni se non quella traumatica di una grande svalutazione. Il cambio ufficiale del dollaro e' infatti quest'anno di 225 lire, ma sul mercato libero raggiunge le 600 lire. Una situazione insostenibile che culminera' con dei drastici provvedimenti che porteranno la lira a essere svalutata del 68,4 % e quindi il dollaro a essere adeguato (apparentemente) a fine anno al cambio ufficiale di 575 lire.

Montagne di biglietti di banca nascosti dagli italiani sotto il "mattone" (ed era l'unico rifugio di chi aveva fatto soldi con la guerra) non valgono più nulla. Si va a ricominciare tutto da capo! Si parte da zero. Della Lira conserviamo solo il nome. In Germania invece si cambia, in America viene progettato il Marco tedesco che dovrebbe nelle intenzioni mantenersi a galla per alcuni anni in attesa degli sviluppi.
(mai avrebbero pensato gli americani che questa moneta creata da loro avrebbe dato fastidio negli anni '90 proprio al Dollaro. Ma la Storia della Germania, fin dalle sue origini, dovrebbe insegnare sempre qualcosa.)

Malgrado questa situazione gli italiani della sinistra sono sempre innamorati del Rublo russo e della ideologia comunista stalinista. A Milano dove é alta la concentrazione della sinistra si rischia il 27 novembre una guerra civile, quando il ministro degli interni SCELBA con un provvedimento discutibile, che fa scatenare le ire della sinistra; sostituisce improvvisamente il Prefetto della capitale lombarda, ETTORE TROILO, ex partigiano, socialista, con un largo seguito, che viene prima difeso con uno sciopero generale, poi con in testa Paietta i comunisti occupano la Prefettura gli edifici pubblici della citta' e si teme da un momento all'altro lo scontro della forza pubblica e dell'esercito già allertato. Non eravamo in una città di provincia, ma nella grande Milano, dove poteva partire un segnale preciso per tutto il Paese, forse irrazionale, ma comunque pericoloso sotto tutti gli aspetti.

La situazione non precipitò solo per il saggio intervento di entrambi i due capi carismatici, TOGLIATTI per i comunisti e DE GASPERI per i democristiani, che riuscirono a riportare la serenità negli animi. Ma questi fatti non passarono inosservati agli americani, e non passarono inosservati neppure ai russi, che fecero forti pressioni politiche ai rappresentanti comunisti italiani, e (lo sapremo poi in seguito) elargirono fondi (non certo pari a quelli americani) per finanziare i gruppi promotori della sinistra italiana sempre attivi e in permanente mobilitazione.

Non fu altrettanto saggio l'articolo dello stesso Togliatti sull' Unita', dove senza mezzi termini dava del cretino al Segretario di Stato americano WELLES, accusandolo fra le altre cose di non aver capito nulla di Comunismo quando il politico americano aveva espresso sulla stampa americana alcuni giudizi su questa ideologia.
In America, in piena campagna anticomunista, l'articolo di Togliatti viene riportato da tutti i giornali statunitensi provocando una forte indignazione pubblica facendo salire l'orgoglio nazionale pari e parallelo al disprezzo. Welles non aveva fatto altro che una radiografia dell'apparato totalitario russo e riportava le stesse impressioni di MUSSOLINI del 1921: cioe' che il Comunismo leninista era un grande bluff, che il collettivismo bolscevico era una favola e che la Russia stava perdendo il treno della Storia e si avviava al disastro economico. Cioe' quello che poi scopriremo e vedremo alla caduta del Muro negli anni '90, che per il momento non e' ancora stato costruito. Non siamo infatti ancora arrivati al grande scontro est-ovest che avverra' nei prossimi anni.

Che vi sia in Italia in questi primi anni del dopoguerra una situazione esplosiva, con due blocchi ideologici in forte contrasto e molto distanti fra di loro su come affrontare il dopoguerra, lo si avverte dallo stato di tensione che si diffonde nel Paese quando prima a Roma il 22 aprile, poi in altri episodi di intolleranza il 7 a Messina e Cosenza, e infine il 1° Maggio a Portella delle Ginestre a Palermo. Una localita' quest'ultima dove avvengono dei gravissimi incidenti nella festa dei lavoratori. Incidenti che provocano diversi morti quando la banda del bandito Giuliano (colonnello del movimento separatista siciliano - una espressione dei grossi latifondisti) attacca sparando proditoriamente sui lavoratori in festa. Si contano 8 morti e 30 feriti.

Il giorno dopo per lo sdegno viene proclamato uno sciopero generale di protesta, dove pero' le organizzazioni dei lavoratori della corrente democristiana rifiutano di partecipare, non considerando l'incidente di carattere politico, ma solo una impresa banditesca (non sapremo mai cosa avvenne quel giorno e chi veramente stava dietro a Giuliano). Comunque determino' questo incidente la prima grande frattura all'interno delle forze sindacali dei lavoratori, e  la parte legata alle organizzazioni democristiane sempre di piu' si dissocio' dalle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali di sinistra. Non siamo ancora agli scioperi del 1919-20, ma siamo su questa strada.

Il 15 -19 Novembre la Democrazia Cristiana al suo congresso di Napoli definisce chiaramente la sua linea politica. Prende le distanze dalle sinistre e dalle destre e intende collocarsi al centro con alcune forze moderate, e quindi con queste, mira a un allargamento del governo.

Il Paese e' insomma spaccato in due ideologie, entrambe ancora chimeriche, ma alla luce dei fatti del dopo, decisamente piu' accettabile (e proficua) quella legata al libero mercato e alla libera iniziativa, pur con tutte le distorsioni del selvaggio liberismo che opera con quella filosofia della selezione delle capacita' e non con l'appiattimento delle stesse come in quell'apparato collettivistico estremamente gerarchirizzato del tipo sovietico che si e' sempre nascosto dietro il paravento o lo ha sempre giustificato essere un apparato in funzione dello Stato Sociale, ma che si rivelo' poi, caduto il muro, essere una struttura di uno Stato totalitario con una vocazione allo sfruttamento, peggiore di quello giacobino, e parassita quanto e piu' di questo, quindi arretrato di 80 anni.
Uno Stato e un sistema che doveva essere d'esempio a tutto il mondo. Gramsci, poverino, ci credeva anche lui, nonostante avesse visto con i suoi occhi a Mosca, alcune distorsioni marxiste leniniste, e le prime epurazioni ed eliminazioni dei dissidenti come Trotskij. (e pensare che Roth aveva scritto gia' Viaggio senza fine e Viaggio in Russia, nel 1927 dove la realta' in Russia era stata descritta vivisezionandola).

Il MOVIMENTO SEPARATISTA SICILIANO preoccupa l'Italia. Era stato capeggiato da ANDREA FINOCCHIARO (lo abbiamo gia' citato negli scorsi anni); un uomo brillante, manovriero, con tante relazioni a Washington e a Londra, con molte amicizie politiche di ogni genere, e che si era fatto garante del territorio siciliano durante lo sbarco anglo americano sull'isola, non sappiamo con quali contropartite. Venne pero' esautorato quando Eisenhower restitui' la Sicilia all'Italia e il suo gruppo cesso' il sogno di indipendenza, ma lui non si arrese, si organizzo' in un altro modo.

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