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CRONOLOGIA

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ANNO 1952
SECONDA PARTe (Via al consumismo!)  Scoperte/Scienza  - Cultura/Costume

Inizia il consumismo ammiccante, e il manifesto
finisce in tribunale perchè "fa immaginare" le nudita'.

De Gasperi
la voce di De Gasperi

(in un discorso del 1946 alla vigilia del referendum
Monarchia o Repubblica)

(richiede plug-in RealAudio® o RealPlayer®)

(vedi anche Biografia di DE GASPERI)

E' l'anno in cui si vuole realizzare -afferma DE GASPERI- "uno Stato forte", "una democrazia protetta dalle estreme sinistre". Difenderci dal "pericolo rosso".

E' l'anno dove gli italiani scoprono i primi prodotti di consumo; le donne (ultime in Europa nel consumo di prodotti di bellezza) desiderano farsi belle, ma qualcuno se la prende persino con i manifesti. "devono rimanere a fare la calza". "Incipriarsi non vediamo quale utilità ne possa trarre la società, semmai e' un danno, oltre che essere un attentato alla creazione". (devono insomma rimanere brutte, non essere cuncupiscenti).

E' l'anno dove gli italiani cantano "Vola Colomba" un piccolo accenno della ripresa economica, ma è ancora un "volo basso". Dovrà venire lo squillo, l'inno surreale del '58, "nei cieli infiniti", che canterà Modugno con "Volare", per salire in alto a provare per qualche anno "il sogno" del "miracolo economico".

E' l'anno dove si ha paura delle "invasioni barbariche" dei comunisti, e un coraggioso prete che vorrebbe svincolarsi da certi schemi e partiti confessionali, Don Sturzo, incontra l'opposizione dell'Azione Cattolica. Ma poi Roma va' a sinistra e scatta l'offensiva.

E' l'anno dove ci si inventa una legge elettorale detta "truffa", che fa scendere in piazza metà italiani inferociti. Poi, nonostante approvata, si trasformerà il prossimo anno in una beffa per chi l'ha proposta.
(vedi nei dettagli "LA LEGGE TRUFFA " )

Ma andiamo per ordine:

9 GENNAIO Al Congresso del PSDI si verificano vari dissensi fra le correnti: Alla guida per contenere i vari malumori viene messo il "mite" CESARE ROMITA.

16 GENNAIO -
Che i nemici del PSDI non siano solo interni lo si scopre in questo giorno quando viene aggredito un suo rappresentante il deputato UMBERTO CALOSSO, un ex collaboratore di Radio Londra durante la guerra. De Gasperi interviene e accusa sia i neofascisti che gli estremisti di sinistra.


22 GENNAIO -
Pio XII nomina presidente dei Comitati Civici LUIGI GEDDA (vedi ampia documentazione) , già presidente dell'Azione Cattolica. Un uomo attivo, dinamico, che trasforma tutto l'apparato clericale in una efficientissima macchina elettorale straordinaria, insinuandosi con l'appoggio della Chiesa in tutte le parrocchie d'Italia, nelle Associazioni, nei comitati assistenziali. Irruente, onnipresente, è l'uomo che ebbe quasi la certezza di aver creato l'Italia confessionale. Le campagne demonizzatrici del comunismo furono irruente, perfino portate a livelli parossistici. Vere crociate che travolgevano ogni ostacolo, insinuandosi in ogni apparato pubblico. Un "maccartismo" all'italiana. Campagne moralizzatrici sul costume, la stampa, gli spettacoli. Un tornado che mise nel timor di Dio le menti dei giovani, dei vecchi, dei malati negli ospedali, negli ospizi. "In cielo in terra e in ogni luogo", cioè dove si potevano raccattare utili voti.

25 GENNAIO - Viene ammessa l'Italia all'ONU, ma l'URSS (con altri quattordici Paesi) vota contro, pone il suo veto e dichiara che non si sentirà più obbligata a rispettare le clausole del trattato di pace firmato alla fine della guerra con gli alleati.

1° FEBBRAIO - Viene approvata al Senato da una grande maggioranza la "legge Scelba" che vieta la riorganizzazione e le attività' di partiti e gruppi neofascisti. Alla Camera il 18 giugno passerà con 410 voti a favore e solo 34 contrari. (ma intanto in Vaticano c'è clima di destra - vedi più avanti).

15 MARZO - Viene approvata dal Senato l'adesione alla CECA (uno dei primi trattati di cooperazione economica europea, limitato per ora al carbone e acciaio) con 148 sì, 97 no. La Camera il 16 giugno la voterà con 275 sì e 96 no.

20 MARZO -
Nella ricorrenza del trattato di pace del 1948 organizzata dagli alleati per la "questione Trieste", avvengono diversi incidenti nelle manifestazioni nazionalistiche. Proteste della Iugoslavia che accusa il governo italiano che in occasione delle elezioni amministrative ha incluso deliberatamente - come una provocazione - anche il TLT (il territorio libero) di Trieste ignorando i trattati.

16 APRILE -
Nel clima surriscaldato delle manifestazioni che si sono svolte a Trieste, a Torino viene assassinato il direttore del personale della Fiat Emo Codecà, accusato di licenziamenti di operai che avevano partecipato agli scioperi.

24 APRILE -
Viene condannato aspramente dalla DC DON STURZO il prete ribelle siciliano, appoggiato da una buona parte del clero e dal Papa stesso. Voleva costituire alle prossime elezioni amministrative a Roma una lista civica aperta alla destra (MSI e Monarchici) pur di contrastare l'avanzata delle sinistre. Il timore che queste sedessero in Campidoglio diede l'avvio a crociate anticomuniste all'insegna di "Roma cristiana ad ogni costo". Oscure trame di un anticomunismo che rappresentano ancora oggi una delle maggiori colpe storiche della Democrazia Cristiana.
Più che per la ribellione di alcuni esponenti dell'Azione Cattolica, il veto per l'appoggio a destra, venne da DE GASPERI e da GIULIO ANDREOTTI. Il primo insistendo un po' troppo cominciò a subire le ire del Vaticano.
(Pio XII non gli perdonò questo veto e non ricevette lo statista in occasione del trentesimo anniversario del suo matrimonio. E per uno che era vissuto per oltre dieci anni dentro le mura Leonine, seppe affrontare e sopportare l’umiliazione con la dignità propria di un vero galantuomo).
Tuttavia entrambi i due politici riuscirono a convincere Pio XII del pericolo di una simile scelta, cosicchè l'operazione fu stroncata in pochi giorni sul nascere (ma prima a Roma poi alle elezioni politiche qualcuno ebbe dei pentimenti, quando fu registrato un calo della DC dell' 8,4%).

25-26 MAGGIO -
Elezioni amministrative. Dieci milioni gli elettori. A Roma vince il centro, ma a Napoli, Bari, Foggia, Salerno, Benevento le amministrazioni sono di destra o monarchiche. La DC in sostanza segna delle forti perdite nei confronti delle sinistre e delle destre. 41,9% il centro, 33,4% le sinistre, il 23,5% le destre. Il '48 comincia a diventare un ricordo!

27 MAGGIO -
Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio e Lussemburgo rinunciano a un proprio esercito e votano a Parigi il trattato CED (Comunità Europea Difesa) che prevede un unico esercito: la Forza Atlantica, guidata dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Una forte opposizione verrà dalla sinistra, ma purtroppo non hanno la maggioranza.

16 GIUGNO -
Quando in Europa, giunge il generale RIDGWAY , designato comandante di questa armata europea, si svolgono manifestazioni antimilitariste a Roma che però sono duramente represse da una imponente mobilitazione della polizia che arresta fra i manifestanti oltre 500 persone.

8 LUGLIO - Già il 13 maggio il consiglio dei ministri aveva presentata una proposta di legge degasperiana detta "la polivalente". De Gasperi propose delle leggi speciali che dovevano disciplinare la stampa, i sindacati, punire la formazione di partiti o movimenti contrari alle istituzioni, reprimere la violenza come lotta politica e il disfattismo. Con queste ultime si riferiva agli scioperi, alle occupazioni delle fabbriche, alle manifestazioni di protesta fatte dai lavoratori guidati dai sindacati della sinistra, che erano oggetto di disagio per la gente moderata. Leggeremo più avanti cosa aggiungeva Scelba.

Toccando il tasto delle leggi speciali, il democristiano TOGNI spalleggiando De Gasperi, provoca dei veri e propri tumulti quando accusa apertamente il PCI (in particolare LONGO) di aver eccitato l'odio di classe e aver ispirato l'omicidio del dirigente Fiat Codegà.
Ma insieme a queste disposizioni De Gasperi propose una nuova legge elettorale per l'elezione della Camera. Una legge che metterà in fibrillazione tutta la sinistra.


17 SETTEMBRE -
Forti contrasti negli ambienti cattolici dove LUIGI GEDDA presidente dell' AC e dei Comitati Civici (che abbiamo già accennato sopra) spadroneggia con una politica anticomunista da crociate di basso ordine, peggiori di quelle Medioevali. CARIO CARRETTO presidente della Gioventù Italiana di AC si dimette per i forti contrasti sull'organizzazione dell'Azione Cattolica stessa che avalla simili sistemi per fare politica.

4-7 OTTOBRE
colpo di scena al congresso del PSDI; la minoranza è diventata maggioranza e alla guida di questa si pone GIUSEPPE SARAGAT, che vuole collaborare con il centro ed è anche lui favorevole a quella riforma elettorale proposta da De Gasperi. Quella che d'ora in avanti verrà' chiamata dalla sinistra "la legge truffa".
Infatti la legge prevedeva 385 seggi ( il 63,3% del totale) per il gruppo di partiti apparentati che ottenevano almeno il 50,01% dei voti validi, i rimanenti 204 seggi andavano divisi tra gli altri partiti. I partiti minori ottenevano il mantenimento del sistema proporzionale.


15 NOVEMBRE -
Accordo tra DC, PSDI, PLI e PRI sulla legge elettorale col premio di maggioranza portato al 64,5% (380 seggi su tutto il territorio nazionale); si trovano tutti concordi ad appoggiare la "polivalente" suggerita da De Gasperi (vedi 8 maggio).

26 NOVEMBRE
- La CGIL rispondendo agli attacchi che potrebbero venire una volta approvata la famigerata "polivalente" di De Gasperi, propone un progetto di Statuto dei diritti dei lavoratori per tutelare le libertà democratiche e sindacali nelle fabbriche.

4 DICEMBRE
Si discute la "legge truffa" alla Camera. Si temono i franchi tiratori ma il democristiano OSCAR LUIGI SCALFARO propone la votazione per alzata di mano che viene subito accettata, ma scoppiano violenti tumulti nelle file delle opposizioni e nelle stesse file del PSDI (7 deputati) perche' ritengono che viene impedito di votare "secondo coscienza". In una seduta fiume vengono respinte tutte le pregiudiziali e rifiutata ogni sospensione. In quel giorno di caos viene a mancare anche il resoconto stenografico della seduta amputando agli incidenti la sua distruzione (più che legge truffa qualcuno l'ha nominata legge ombra, oscura).

12 DICEMBRE -
E' PIETRO CALAMANDREI (PSDI) a intervenire contro la "legge truffa"; difende i sette deputati rei di essersi schierati fuori dal partito. Ma i sette verranno espulsi dal segretario Giuseppe Saragat. Di Calamandrei troveremo più avanti il suo pensiero in questo difficile periodo che sta attraversando la politica italiana.

31 DICEMBRE -
Il presidente della Camera GRONCHI boccia di 216, 205 ordini del giorno presentati dalle opposizioni per opporsi alle riforma elettorale che ritengono essere un sopruso della maggioranza per ottenere una maggioranza più consistente.

SGUARDO SULL'ANNO 1952

La non pianificazione di una politica economica porta aberranti distorsioni nei consumi; e più che al miglioramento dei prodotti di base come l'alimentazione, si da' infatti impulso ai consumi durevoli. Sono del tutto assenti gli incentivi o una pianificazione nel settore dell'agricoltura e quindi negli alimentari. In pochi anni avremo tutti un'auto, una tv, un frigorifero, ma saremo carenti nei servizi, sanità, scuola, assistenza, infrastrutture. Quanto all'agricoltura (l'unica vera materia prima che possiede l'Italia) essa viene emarginata, penalizzata, dimenticata, distrutta, mentre altri Paesi europei creano grandi cooperative, aziende modello, meccanizzano. Quella italiana non riemergerà più. Cinquant'anni dopo sarà costretta a importare arance, mele, zucchine, carciofi, asparagi, insalate, grano, latte, prodotti caseari e mille altri prodotti; perfino i pomodori prodotti in Cina !

Ma al Festival di San Remo, vince "Vola Colomba", una canzone che verrà quasi a noia per 6 anni ed e' quasi (il volo) un piccolo accenno alla ripresa della produttività in Italia. Ma e' ancora un "volo" basso.
L'Italia sta mutando pelle, tentata dalla modernità, ma non ancora del tutto si sono gli italiani separati dai legami di una vita rurale e dal canto tradizionale, quello che con i gorgheggi -tipo vola colomba- fa ancora sognare le sartine nelle case e le filatrici nelle fabbriche.

Dovremo aspettare la canzone del 1958, il "Volare" di Modugno che sarà lo squillo, l'inno surreale dell'ebbrezza del " volo" non di una colomba ma di un aquila che "vola " alto, nel "cielo infinito", che farà "decollare" il Miracolo Economico Italia, che in apparenza è opulento ma alla base il trattamento economico è il più basso d'Europa e va a favorire solo le esportazioni (circa il 43%) di alcuni comparti (come quello dell'auto). Aziende che con la guerra si erano arricchiti di strutture e di impianti e che non toccati dai bombardamenti hanno poi subito riconvertito la loro produzione.

Le acciaierie riescono a produrre solo con il carbone che ci viene concesso se l'Italia in base a una reciproca convenzione invia in Belgio 50.000 minatori. E questi vengono subito rastrellati buona parte nel Veneto poi inviati alle miniere di Marcinelle, Charleroi, ecc.
In cambio si puà importare "due quintali di carbone al mese per ogni uomo" giovane e forte che l'Italia riesce a convincere (e ci vuole ben poco per farlo con la fame che c'è in giro) e mandare nelle gallerie e nei pozzi carboniferi un esercito di "talpe", dove molti ci rimarranno anche sepolti.
Molte lamiere che usciranno dalle catene di montaggio delle grandi aziende saranno spesso inzuppate di sudore di questi poveri disgraziati, e spesso anche di sangue.

Gli Olandesi di scendere nelle gallerie non ne avevano proprio più voglia, mentre gli italiani per metà del salario di un lavoratore belga scendevano anche a 1000 metri sotto terra per dieci ore al giorno a distruggersi i polmoni e a rischiare la pelle.

Non meno problematica era la situazione degli operai in quelle industrie italiane dove quel carbone arrivava e produceva profitti. Il mondo del lavoro in fabbrica, era il luogo dove più pesantemente si risentiva del clima di divisione e di repressione in quella combattività operaia che lottava con l'appoggio dei sindacati: per i miglioramenti economici; per una più umana condizione nei massacranti turni di lavoro; per l'assistenza sanitaria e gli infortuni; per il riposo festivo e le mense aziendali; ma soprattutto lottava per le discriminazioni politiche fra gli operai di sinistra, spesso ghettizzati e poi licenziati dopo aver subito umilianti perquisizioni o essere stati individuati con la sistematica ripresa cinematografica nelle manifestazioni sindacali, negli scioperi o nelle riunioni dei vecchi consigli di gestione; organi che vennero esautorati dopo aver  pericolosamente gestito quel critico periodo della produzione di guerra per i tedeschi e nello stesso tempo e sempre con la stessa abnegazione, aver contribuito al salvataggio delle grandi strutture industriali minacciate di trasferimento in Germania

Il Governo diventato tutto democristiano taceva, quando non era impegnato a reprimere. Vale la pena di rileggere una nota di Pietro Calamandrei "La pratica del governo, nelle direttive ai prefetti e ai questori si e' andata sempre di più orientando, spesso in contrasto con la giurisprudenza giudiziaria, nel senso di fare un trattamento diverso, in tutti i campi in cui la pubblica amministrazione ha un potere discrezionale, ai cittadini appartenenti ai partiti di maggioranza e ai cittadini appartenenti ai partiti di opposizione.
Le libertà civili e politiche non hanno più uno stesso significato per tutti i cittadini: la libertà di associazione, di riunione, di circolazione, di stampa ha un contenuto diverso secondo chi lo invoca appartenga al partito degli eletti o a quello dei reprobi: la discriminazione contro i comunisti si e' pian piano allargata contro tutti i "malpensanti", contro tutti i "sovversivi".
La libertà di culto non esiste per i protestanti nella stessa misura in cui esiste per i cattolici. Il diritto al lavoro e' diversamente garantito o messo in pericolo secondo la colorazione del sindacato al quale il lavoratore si iscrive
".

E G.G. Migone aggiunge " La Fiat, il cui esempio veniva poi seguito dalla maggior parte delle aziende, estrometteva i suoi dipendenti politicamente più pericolosi, senza alle volte neppure curarsi di trovare ai suoi provvedimenti altro pretesto che non l'appartenenza al partito comunista; adottava i più gravi provvedimenti disciplinari contro promotori di manifestazioni politiche e i diffusori di stampa politica nell'interno degli stabilimenti, reprimeva ogni partecipazione agli scioperi sindacali; ripristinava la giusta e necessaria disciplina sul lavoro, disponendo la ripresa cinematografica delle manifestazioni nell'interno degli stabilimenti per colpire esemplarmente i responsabili di atti di violenza; eliminava gradatamente i consigli di gestione e limitava alle sue istituzionali attività sindacali i compiti delle Commissioni interne; instaurava il principio, ora da tutti seguito, di non trattare mai con le maestranze in sciopero; decurtava i premi di produzione in relazione agli scioperi effettuati, premiando invece quanti si rifiutavano di prestarsi alla attività scioperaiola degli agitatori di Estrema Sinistra".

Di fronte a questa offensiva pur con tantissimi errori di chi rappresentava la classe operaia, il processo di ristrutturazione industriale in parallelo alle lotte, andà comunque a modificare moltissimo i reciproci rapporti tra industria e lavoratori, e sul piano politico generale quest'ultimi finirono per essere vincenti, anche perche' si mobilitarono le migliori energie del paese (un'influenza invisibile ad occhio nudo esercitata dagli intellettuali, un blocco di ghiaccio, compatto, come "guardie svizzere" e alle volte come "utili idioti", facendo opposizione ma non un'opposizione politica" scrive BOBBIO) contro le repressioni di SCELBA, contro quelle manifestazioni che lui riteneva essere solo "risse di un culturame" da combattere con ogni mezzo repressivo, con la sua brutale Celere, che molto spesso nelle manifestazioni operaie, nelle cariche o nei caroselli di camionette tra la folla dei manifestanti, lasciavano sul terreno anche cadaveri di combattenti.

Fu un grosso risultato questa lotta (pur fallendo nelle utopie bolsceviche) che diede un contributo notevole alla resistenza contro la clericalizzazione di tutta la società e dello Stato italiano, promossa in questi anni con tutto l'apparato della Chiesa che - pur operando massicciamente nell'amministrazione, con una prassi servile legata al governo in carica, alle volte perfino aberrante con interventi bigotti sulla scuola, sulla cultura, sulla censura degli spettacoli, sui matrimoni civili peccaminosi da additare dal pulpito, sul costume e la morale, tout court sull'abbigliamento, divertimento, letture e perfino sugli sport - non riusci' a cambiare - con quello che e' stato definito era del confessionalismo - quello della legislazione e della evoluzione di una società ormai in un cammino inarrestabile.
Come neppure riusci' a cambiare gli italiani sul piano di una penetrazione ideologica, lasciando loro non una profonda e sentita interiorità ma solo quella simbolica, che entrambe esistono e stanno alla base di ogni religione. Per tanti anni gli italiani fecero finta di credere in quei "maestri" di ideologie, poi li buttarono a mare. Alcuni poi - più tardi - li portarono perfino sul banco degli imputati, figure patetiche a difendere il proprio operato sbavando. (tangentopoli).

Si voleva organizzare uno "Stato di formiche" ubbidienti per generazioni, mentre gli italiani (quando i boiardi erano ormai convinti di aver ottenuto il totale consenso e l'asservimento) risposero invece da "uomini" , con tutte le contraddizioni, ma da "uomini", anche opportunisticamente ma senza per questo subire nessuna degradazione della natura dell'essere umano. La contraddizione per fortuna è del resto una caratteristica umana e non da formiche-termiti, solo queste ultime nella loro vita fanno una sola cosa.

DECOLLA IL CONSUMISMO

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