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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
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E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 1960
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notizie internaz.li in costruzione 

Novembre -Kennedy è il nuovo presidente degli Stati Uniti.
L'uomo de "la nuova frontiera"il 22/XI/63 verra' assassinato
vedi "I MILLE GIORNI DI KENNEDY" 
Kennedy

L'ITALIA CONTA 50.045.000 ABITANTI
Attivi 38,7%, di cui in Agricoltura 29,1%,
Industria 40,6%, Servizi 30,3 %

(per la prima volta l'industria e i servizi
superano gli addetti all'agricoltura)

Il prodotto lordo: Agricoltura 12,5%
Industria 38,6%, Terziario 37,5%,
Amministrazione pubblica 11,4 %
Nella popolazione italiana quelli che lavorano
sono: 19.367.000 (38,7 %)
i non attivi 30.678.000 ( 61,3 %).

COSTO DELLA VITA
Stipendio di un operaio circa 47.000 (30.000 un contadino, 12.000 una mondina) Costo giornale £ 30. Biglietto del Tram £ 35. Tazzina Caffè £ 50- Pane £ 140 al kg. Latte £ 90. Vino al litro £ 130. Pasta al kg £. 200. Riso la kg £ 175. Carne di Manzo al kg. £ 1400. Zucchero al kg £ 245. Benzina £ 120. 1 grammo di Oro £ 835.
Un giorno di pensione tutto compreso a Rimini costa lire 600 (dall'Annuario Enit).

La paga oraria di un operaio è di 144 lire all'ora. Può acquistare con queste lire due etti di mortadella che costano 72 lire l'etto (quella più venduta (60%) marca Galbani, bollino rosso,c'é poi il bollino verde a lire 50 l'etto (30%) e i più spendaccioni acquistano quella bollino oro, lire 90/100 lire etto.
(c'era il "miracolo" ma molti dicono che il "miracolo" era lo stare in piedi al lavoro 8-10 ore mangiando solo mortadella o la frittata di un uovo)

 

Disordini e morti. L'odio dopo 15 anni non è finito. Il pretesto:
una ingovernabilità. Fanfani apre al centrosinistra, siamo negli
anni delle "convergenze parallele" ma non mancano le divergenze






E' l'anno del "Miracolo" dove gli addetti all'industria hanno già superato da un paio di anni gli addetti all'agricoltura (sempre in ribasso, ormai cenerentola), mentre quest'anno quelli che sono già dei "reggimenti" nei servizi incalzano, conquistano il secondo posto; ma finito il boom (nel '64) e con gli operai sempre di più a spasso i servizi saliranno al primo posto e non lo molleranno più.

E' l'anno del PIL più alto della storia d'Italia. Nel 1958 era già a + 5,3; nel 1959 era arrivato al + 6,6; quest'anno si viaggia verso il 1961 con il + 8,3; il culmine del "miracolo economico".

E' l'anno della migrazione interna massiccia che provoca nel Sud squilibri demografici epocali. Non sono poche migliaia ma ormai sono milioni, la migliore risorsa umana, ovviamente quella in età lavoro; legioni di giovani e anche meno giovani hanno abbandonato le campagne ai vecchi, hanno spopolato paesi, sono saliti nel triangolo industriale del Nord, nella capitale, o sono emigrati nel centro e nel nord Europa.

E' l'anno delle scelte politiche, anche queste epocali. La DC vuol far da sola, poi cerca appoggi a destra (provocando quasi una guerra civile a Genova) poi li cerca a sinistra. Infine Fanfani ritorna sulla scena e rattoppa con "le convergenze parallele" la grave crisi in casa DC, dove convivono ambiguamente ora destre, sinistre e cattolici conservatori e, anche "traditori" come li ha definiti - il Cardinale Ottaviani - i democristiani della Sicilia che si sono alleati nientemeno ai comunisti. (Ritorna in sordina anche nel resto d'italia  l'"anima" dei primi partiti cattolici a inizio secolo (Opera dei Congressi, Murri, Toniolo, Don Sturzo)

E' l'anno dove iniziano le grandi proteste per chiedere aumenti salariali e sussidi per la disoccupazione; nonostante il "miracolo economico" rispuntano nelle piazze gli estremismi di destra e di sinistra, come se la guerra non fosse finita da 15 anni. Dove in primo piano politicizzate o inseguendo utopie, compaiono le nuove generazioni nate sì in piena guerra, ma che non sanno nulla dei tempi duri della guerra.

E' l'anno anche delle censure, delle intolleranze e delle intimidazioni della Chiesa ai politici cattolici di sottomettersi al giudizio degli ecclesiastici.


MA ANDIAMO PER ORDINE CRONOLOGICO:

7 GENNAIO L'Osservatore romano disapprova il dialogo dei democristiani con i socialisti, che il cardinale OTTAVIANI definisce "novelli anticristi".

29 GENNAIO - I comunisti si riuniscono a congresso e la novità viene dal gruppo dirigente dove ENRICO BERLINGUER va a sostituire GIORGIO AMENDOLA capo dell'organizzazione. Nel programma, offrendo il proprio appoggio a una nuova possibile maggioranza, i punti essenziali sono: libertà sindacali, riforma scuola, sostegno dell'occupazione, nazionalizzazione dell'energia elettrica.

5 FEBBRAIO - Sconcerto negli ambienti ecclesiastici e nella stessa DC per il viaggio di GRONCHI in Russia. Il presidente della Repubblica è un sostenitore della distensione internazionale e della coesistenza pacifica. Sostiene che "nessun progresso è possibile senza la partecipazione delle masse lavoratrici e dei ceti medi". Proprio per queste idee, alla sua elezione c'era stata qualche opposizione nella segreteria del suo partito, ma alla fine fu eletto con i voti decisivi della sinistra.
Il viaggio viene con cura organizzato e preparato da ENRICO MATTEI che in Russia spregiudicatamente cerca di fare contratti a prezzi più bassi per procurarsi il fabbisogno petrolifero e metanifero dell'Italia scavalcando le compagnie petrolifere americane.
Un po' perchè ha lanciato questa sfida e un po' perchè i nuovi partner sono russi, l'allarme in America inizia a suonare. (vedi a novembre, cosa scriverà il New York Times)


10 FEBBRAIO - La censura si abbatte sul film che FEDERICO FELLINI ha presentato a Roma: La dolce vita (vedi anche in "Cultura"). Il giorno dopo l'Osservatore romano invita la magistratura a intervenire su questo film che propaganda il vizio, e che infanga e oltraggia Roma, la città della cristianità.

24 FEBRAIO - Dopo un attacco al governo di cui fa parte, MALAGODI (PLI), si rivolge alla maggioranza e polemizza per gli approcci che la DC sta facendo a sinistra. Polemicamente esce dal governo mettendolo in crisi.

6 MARZO - Grave crisi anche in casa PRI. Vince la linea di UGO LA MALFA che vorrebbe un governo tripartito DC, PRI, PSDI con un eventuale appoggio del PSI. Non è d'accordo PACCIARDI, che minaccia una scissione dentro il partito se si chiedono appoggi ai socialisti.

25 MARZO - Al Governo con le polemiche già sopra esposte, si dimettono tre ministri PASTORE, BO e SULLO. Ed è crisi.

26 MARZO - L'incarico lo si da' a SEGNI che tenta di formarne uno lui di governo, ma nelle consultazioni fallisce; alla fine rinuncia. E' TAMBRONI a metterne insieme uno monocolore che ottiene l'8 aprile la fiducia con 300 sì. Ma scoppia la polemica. Sono voti DC, ma con sorpresa insieme ci sono quelli del MSI, mentre i 293 contrari sono gli altri partiti. Quindi la DC ha giocato tutti e si è alleata con la destra pur di non fare un centrosinistra. Il richiamo di Ottaviani ha funzionato; insomma la Chiesa preferisce la destra.

I governi di questi ultimi 3 anni

15mo governo
2° Governo Fanfani (1.07.1958 - 26.01.1959)
Coalizione politica: DC, PSDI
Durata (giorni): 209
Giorni di crisi: 20
III Legislatura

16
2. Governo Segni (15.02.1959 - 24.02.1960)
Coalizione politica: DC
Durata (giorni): 374
Giorni di crisi: 30
III Legislatura

17
1. Governo Tambroni (25.03.1960 - 19.07.1960)
Coalizione politica: DC
Durata (giorni): 116
Giorni di crisi: 7
III Legislatura

18
3. Governo Fanfani (26.07.1960 - 2.02.1962)
Coalizione politica: DC
Durata (giorni): 556
Giorni di crisi: 19
III Legislatura


Nel nuovo governo Tambroni, troviamo ANGELINI, BO, ANDREOTTI, GONELLA, TAVIANI, MEDICI, RUMOR, SULLO, COLOMBO, ZACCAGNINI, AGGRADI, TUPINI, PASTORE e altri, ma non dimentichiamo TUPINI.
Sorgono le prime polemiche in casa DC;  qualcuno (quelli messi da parte e senza incarichi) afferma essere questo governo "in contrasto con le intenzioni e le finalità politiche della DC". Le polemiche sono così roventi che Tambroni appare subito sfiduciato e rimette il mandato al Capo dello Stato, ma Gronchi le respinge. Tambroni otterrà la fiducia anche in Senato il 29 aprile con 128 si' (sempre con il solo appoggio della destra) e 110 no.

8 MAGGIO - La svolta politica a Roma porta subito in primo piano alcune immediate prese di posizione: si è forse convinti di potersi sbarazzare della sinistra in tanti modi. Eccoci alla prima grave intolleranza a "tutto tondo": a Bari l'arcivescovo  alle celebrazioni del patrono della città "San Nicola", vieta a parteciparvi sia il sindaco che l'intera giunta di sinistra che era stata democraticamente eletta nelle ultime elezioni amministrative. L'alto prelato ha rispolverato, ha applicato  e si è appellato al decreto della scomunica del sant'Uffizio del 1 luglio del 1949. La protesta non viene solo ora dalla sinistra ma anche da alcuni cattolici vicini alla sinistra, ed è chiaro a tutti che stiamo andando oltre la tolleranza e scivolando nel ridicolo e nella farsa politica con simile ingerenze.

18 MAGGIO - L'Osservatore Romano, scende in campo e richiama all'ordine i politici cattolici e intima di "sottomettersi al giudizio dell'autorità ecclesiastica". Il richiamo è duro, forte, antidemocratico, ignora le forze laiche; molti lo ascoltano e lo imitano e andranno più in la' nell'ingerenza politica.
La nota del giornale vaticano porta il titolo "Punti fermi", ed esprime l'opposizione della Chiesa a una collaborazione fra DC e PSI.

20 MAGGIO - Al Festival cinematografico di Cannes "La dolce vita" di Federico Fellini vince la "palma d'oro". Una risposta internazionale alle condanne clericale in patria.

21 MAGGIO - Dopo tre giorni dal richiamo e in questo nuovo clima politico, a Bologna, mentre si svolgeva un pacifico comizio del PCI e sul palco GIANCARLO PAIETTA rivolgeva una democratica critica al governo, un commissario di PS lo interrompe, e vuol far sciogliere il comizio. Avvengono accese proteste, poi tumulti, scontri, cariche della polizia. Termina il comizio e ci sono dieci arresti di cosiddetti "provocatori" che verranno subito processati per direttissima e condannati a un anno di carcere.

22 MAGGIO - La DC, nonostante tante polemiche,  decide di mantenere in carica il governo TAMBRONI fino alle elezioni amministrative fissate in ottobre.

15 GIUGNO - In subbuglio l'industria cinematografica e i gestori dei cinema e tutto quel mondo dell'indotto che gira intorno all'industria cinematografica. In questo periodo il cinema è in ottima salute, non conosce crisi, è in pieno sviluppo; le sale cinematografiche sono sempre affollate. Insomma un periodo d'oro. Ma...
Viene resa pubblica una lettera del ministro dello spettacolo TUPINI (DC) dove avverte che sarà drastico con la censura su tutti quei film "a soggetti scandalosi e morbosi, negativi per la formazione della coscienza civile degli italiani". E non si è dimenticato di citare a proposito come esempio di indegnità  il film di Fellini "che sta buttando un'ombra calunniosa sulla popolazione romana e sulla dignità della stessa capitale d'Italia e del cattolicesimo".


Non ha finito di parlare che subito scatta la grande solerzia dei funzionari di Stato che a Milano fanno perfino il processo alle intenzioni e negano a LUCHINO VISCONTI di girare all'Idroscalo alcune scene all'aperto del suo film Rocco e i suoi fratelli, un film che inizia proprio male fin dal primo giro di manovella, visto quello che lo attende quando verrà presentato poi al pubblico.

15 GIUGNO - A Genova la camera del lavoro, avutone notizia, chiede di vietare il congresso nazionale del MSI, in programma per il 2 Luglio. Si aggregano le associazioni partigiane.

25 GIUGNO - E' chiaro che se il governo si è spostato a destra e ha fatto questo matrimonio politico con il MSI, gli stessi ex-fascisti prendono l'occasione al volo per ricompattarsi e prendere iniziative con i molti nostalgici che si trovano ai vertici del potere e vogliono ritornare a essere nuovamente loro i protagonisti. 
Uno di questi è il prefetto di Genova, EMANUELE BASILE mai stato rimosso dalla sua carica in quindici anni, pur essendo stato prefetto della città durante il periodo della Repubblica Sociale, e secondo alcune voci, responsabile anche di arresti e torture di uomini della Resistenza.
Viene data proprio a lui la presidenza onoraria di un congresso che il MSI vuole organizzare a Genova. La Città insorge, manifestazioni di protesta contro il preannunciato congresso che viene ritenuto da parte dei partigiani di Genova una provocazione.
Il PCI, il PSI, il PSDI, il PRI ora tutti uniti si organizzano per fare manifestazioni di proteste in piazza.

28 GIUGNO - A Genova una oceanica manifestazione per protestare contro il Prefetto per aver concesso il permesso di quello che ritengono uno "scempio di una democrazia che ha lottato contro il fascismo". SANDRO PERTINI indignato invoca il rispetto della norma costituzionale che vieta la riorganizzazione di un partito fascista.

Dopo aver proclamato i sindacati sciopero generale , capi di ex partigiani formano drappelli per presidiare i monumenti dei loro compagni caduti nella liberazione. E tutto si svolge in un clima di una guerra civile, che può scoppiare da un momento all'altro, tanto è alta la tensione; ne' si può prevedere di che tipo sarà la provocazione.

30 GIUGNO - La camera del lavoro ha proclamato lo sciopero generale contro il congresso MSI di Genova. La manifestazione ora  non è più passiva, si è organizzata e ingrossata con la partecipazione di altri ex partigiani giunti da varie parti del Piemonte. Sono 100.000 le persone che marciano verso il centro dove c'e' uno schieramento di forza pubblica imponente. A Piazza De Ferrari avviene lo scontro, cariche della polizia con caroselli di camionette cercano di disperdere i manifestanti (la scena riportata dal giornale sopra è eloquente) con lacrimogeni e manganelli. Rimangono ferite 83 persone.

Il governo interviene e invita a spostare il programmato comizio dell'MSI del 2 luglio a Nervi e non al Teatro Margherita di Genova che fra l'altro sorge a pochi metri dal sacrario dei partigiani caduti. Ma ormai si è innescata la protesta in altre città d'Italia, dove la provocazione di Genova riportano a galla odi e rancori che sembravano assopiti dal tempo; e nuovamente si scatenano scontri.

4 LUGLIO - Le manifestazioni si estendono anche nel Sud, a Licata, dove è scesa in piazza la popolazione con in testa il sindaco ribelle democristiano che lotta anche per la disoccupazione che sta attanagliando il suo paese. Avvengono scontri con la polizia, si hanno numerosi feriti e la morte di un manifestante

5 LUGLIO - La notizia luttuosa innesta altre manifestazioni a Ravenna, dove di rimando i neofascisti incendiano la casa del senatore comunista BOLDRINI presidente dell'Associazione Partigiani d'Italia e medaglia d'oro della Resistenza.
Le manifestazioni si allargano e arrivano a Milano e a Roma. Due città sotto pressione con squadre di neofascisti che distruggono la sede del partito radicale nella città lombarda e alcune sedi del partito comunista nella capitale.

6 LUGLIO - Di rimando agli incidenti del giorno prima, manifestazione antifasciste a Roma non vengono autorizzate, ma si svolgono ugualmente. La polizia va alla carica per disperdere alcuni assembramenti che vogliono marciare sul Parlamento.
Cariche, caroselli di camionette, barricate e bastonate che rispondono alle manganellate, fanno di Roma una città in guerra. Davanti al Parlamento le due fazioni malmenano i deputati, li schiaffeggiano, li bastonano. AUDISIO, LIZZADRI, G. BORGHESE fanno il loro ingresso alla Camera insanguinati e in modo anche grave. Ancora una volta le manifestazioni si estendono nelle maggiori città italiane e aumenta la tensione.

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(pagine in continuo sviluppo -(sono graditi altri contributi o rettifiche)