1962
CRISI DI CUBA

vedi anche
"LA ROULETTE RUSSO-AMERICANA - IL TERRORE CORRE SUL MONDO
la grande paura

Il 24 ottobre del 1962 scoppia la crisi dei missili tra Stati Uniti e Unione Sovietica per i 42 ordigni nucleari che Kruscev ha fatto installare a Cuba. La crisi si risolve in cinque giorni con la decisione di Kruscev di smontare i missili e di riportarli indietro ma il mondo fu veramente ad un passo dallo scontro definitivo (entrambe le parti avevano apertamente minacciato di far ricorso alle armi atomiche). La paura fu davvero grande al punto che dopo quell'episodio vi fu un «sincero» tentativo di mettere fine ai contrasti tra i blocchi.

 

TAPPE DECISIVE DELLA STORIA RECENTE DI CUBA

 
1952

Fidel Castro, giovane avvocato, fonda un movimento rivoluzionario per abbattere il regime militare di Fulgencio Batista.

1953

Con 180 compagni male armati (tra cui il fratello Raùl di 5 anni più giovane) Fidel organizza l’assalto alla caserma Moncada di Santiago de Cuba; gli assalti falliscono ma Fidel e Raùl Castro sono tra i superstiti.

1955

Fidel, Raùl e l’intero direttorio del 26 luglio, amnistiati nel maggio precedente, si rifugiano in Messico per preparare la lotta al dittatore Batista, che nel frattempo ha legalizzato il suo potere con un nuova truffa elettorale. In Messico Fidel conosce il giovane medico argentino Ernesto Guevara (il Che) e lo associa al suo progetto rivoluzionario.

1956

Insieme con il Che, con Raùl e con altri 79 compagni, Fidel sbarca fortunosamente sulla costa orientale di Cuba. Qualche settimana dopo la prima base guerrigliera è già operante sulla Sierra Maestra, uno dei tre sistemi montagnosi dell’isola.

1959

Il 31 dicembre, con il suo potere logorato dalla guerriglia castrista, il dittatore Batista fugge in aereo a Santo Domingo.

1960

Il 2 gennaio i castristi entrano trionfalmente all’Avana, dove Fidel arriva sei giorni dopo.

1961

Il 17 aprile un gruppo di anticastristi, organizzato dalla CIA, tenta di sbarcare alla Baia dei Porci ma sono ricacciati.

1962

24 ottobre: scoppia la crisi dei missili tra Stati Uniti e Unione Sovietica per i 42 ordigni nucleari che Kruscev ha fatto installare a Cuba. La crisi si risolve in cinque giorni con la decisione di Kruscev di smontare i missili e di riportarli indietro.

1965

In ottobre c'è il primo esodo in massa dei cubani. Avviene dal porto di Camarioca in forme caotiche con il consenso di Fidel. Gli Stati Uniti si vedono costretti a un primo accordo sull’emigrazione.

1967

In giugno si verificano i primi contrasti seri tra l’Avana e il Cremlino per l'appoggio cubano alle guerriglie del Terzo Mondo. L’Unione Sovietica non vuole aumentare le tensioni internazionali.

1967
8 ottobre

Che Guevara viene catturato in Bolivia e ucciso il giorno dopo. Nel frattempo si sono acuiti i contrasti con l’Unione Sovietica. Cuba è alle prese con le catastrofi provocate prima da un ciclone e poi dalla siccità.

1968

Il 24 agosto Fidel Castro approva l’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia. La dichiarazione fa torna il sereno con il Cremlino che firma con Cuba accordi economici.

1975

In novembre Fidel invia i primi diecimila "volontari" in Angola a sostenere il presidente Agostinho Neto.

1978

In marzo Fidel invia "volontari" in Etiopia a sostegno delle imprese militari del colonnello Menghistu.

1980

In marzo 10.000 cubani si rifugiano nell’ambasciata del Perù all’Avana. Fidel esce dalla crisi autorizzando un secondo esodo in massa degli scontenti. Gli Stati Uniti sono costretti a un nuovo accordo sull’emigrazione.

1986

Primi contrasti tra Castro e Gorbaciov. La rottura viene sfiorata nell’aprile del 1989 in occasione della visita del leader sovietico all’Avana.

1988

I sovietici tagliano le forniture di petrolio; si tratta di una pressione politica e ideologica che indebolisce Fidel Castro e il suo regime.

1991

In dicembre scadono gli ultimi contratti di scambi privilegiati con l’Unione Sovietica: Cuba è costretta a resistere da sola all'embargo statunitense.

1992

A corto di dollari, L’Avana decide un taglio traumatico alle importazioni di petrolio; comincia il razionamento elettrico e negli uffici pubblici condizionatori e ascensori diventano inoperosi due giorni alla settimana.

1993

Le elezioni generali riconfermano Fidel e Raùl rispettivamente come capo e vicecapo dello Stato.

1994

Il governo castrista interviene contro il possesso illecito di beni e introduce una politica monetaristica. Per ridurre l’inflazione e l’eccesso di liquidità vengono aumentati i prezzi di numerosi generi di consumo e le tariffe dei trasporti pubblici. Per la prima volta nella sua storia, la rivoluzione adotta le imposte sul reddito. Saranno applicate ai lavoratori autonomi e ai soci delle cooperative.

1998

La visita di Giovanni Paolo II mette in moto il processo di "pacificazione" tra Cuba e gli Stati Uniti.

 

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