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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
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ANNO 1963  
SECONDA PARTE  -   TERZA PARTE  -   QUARTA PARTE  - ALCUNI DATI DEL "MIRACOLO"

LA TRAGEDIA DEL VAJONT

Scoperte/Scienza   - Cultura/CostumE  -   ANCORA I BEATLES

Qui, alle ore 22.39  del 9 ottobre esisteva LONGARONE. Alle prime  luci dell'alba era scomparsa.
( vedi il 9 ottobre, ed anche la pagina dedicata "Vajont la diga assassina" )

E' l'anno dove vengono a mancare due grandi personaggi:  una emozione fortissima per l'assassinio di KENNEDY e una commozione grandissima per la morte di PAPA GIOVANNI XXIII. Due uomini che erano indicati dalle folle, uomini della speranza e uomini della pace.

E l'anno delle prime difficoltà in Italia; termina l'euforia del miracolo economico. Partiti, sindacati e tutto il mondo del lavoro ridiscutono il modello di sviluppo. I lavoratori dopo anni di lotte, inizieranno a ottenere qualche miglioramento, determinando una sensibile ridistribuzione del reddito, ma non sono riusciti ad evitare (alcuni economisti affermano  provocato dagli imprenditori abituati alle "vacche grasse" con il poco "mangime") gli effetti di una stagnazione, dovuta a minori investimenti e quindi al restringimento del mercato del lavoro medesimo. Meno lavoro, meno stipendi; meno stipendi meno consumi; meno consumi meno produzione. Anche perchè è finita la manna del basso costo del lavoro.
Il vero "miracolo" insomma è stato per pochi; per alcuni (gli imprenditori) un "paradiso", per altri un "purgatorio", e per altri ancora un "inferno".

E' l'anno dove infatti proprio per questa combattività dei lavoratori, le grandi imprese, i grandi gruppi per recuperare i grossi margini di profitto decentrano i loro investimenti su altri territori, o parte della loro produzione industriale va fuori dalle grandi fabbriche, iniziano a diffondere cioè il lavoro a domicilio, senza regole, e al di fuori da ogni controllo sindacale e tributario. Vedremo in pochi anni artigiani diventare medi imprenditori e grandi industrie ridimensionate, ma solo apparentemente, perché quest'ultime non per questo hanno perso il controllo dell'intera economia. Lo esercitano solo in un altro modo: presso i terzisti (che finanziano pure per allestire un laboratorio) e questi lasciata la fabbrica delle 8 ore ne fanno ora 16 negli scantinati di casa, nei garage, nei capannoni improvvisati.

E' l'anno dove nel disordine, nella confusione, nell'indeterminatezza di una programmazione economica (dove si razionalizza, si fanno tagli, si penalizza qualche settore, ma non si programma un bel nulla) si consumano tante energie, si affossano tante idee buone, come le riforme, l'urbanizzazione e le regioni; la nazionalizzazione elettrica è passata ma una buona parte dei rimborsi versati agli ex proprietari delle vecchie centrali se ne va all'estero. E con il poco rimanente, si inizia a far proliferare gli enti e le industrie pubbliche (Sip, Alfa Romeo, centri siderurgici, quasi sempre in passività). Iniziano le burocrazie parallele, guidate da clientele politiche. E queste non solo non affrontano le nuove esigenze - non ne hanno nemmeno le capacità- ma impediscono la funzionalità perfino a quelle tradizionali e a quelle ancora efficienti. Assisteremo, nonostante "politici e tecnici" che ora sono anche di estrazione socialista (prima come osservatori poi dopo due governi entrano anche loro nella "stanza dei bottoni") a molti dibattiti astratti nelle attività governative; applicheranno correttivi ma alcuni andranno a toccare i profitti dei grandi gruppi che, allarmati, fuggono con i capitali all'estero, e non solo con i propri soldi del "miracolo", ma perfino con quelli dello Stato che sono arrivati con i rimborsi della nazionalizzazione dell'Enel, convinti (illusi) i politici che li avrebbero investiti in Italia.  

Impedimenti  per una ragione sola, c'e' una forza economica e politica nello schieramento governativo che è avverso a una  "programmazione" economica; perché teme essere questa  una razionalizzazione dell'attività capitalistica. E infatti molti imprenditori la intendono (e la temono) come una ingerenza nel liberismo economico. Però a differenza degli economisti statali,  i grandi capitalisti gridano, si stracciano le vesti, ma poi sanno come muoversi. Decentrano verso i terzisti o vanno all'estero con i capitali.

E' l'anno dove cominciano a salire i prezzi nel mercato dei consumi interni e  diminuiscono quelli prodotti per l'estero. ("se non esportiamo beni durevoli (li vorrebbero a basso costo di manodopera) non possiamo importare prodotti di consumo" dicono gli industriali. E dato che ai prodotti di consumo in Italia di incentivarne la produzione nelle piccole e medie aziende nessuno ci ha mai pensato, quei pochi prodotti che ci sono (fatti da artigiani o da qualche contadino ancora con la zappa) aumentano di prezzo.

 Si è messa dal 1° gennaio, la cedolare d'acconto sui titoli azionari, e la nominatività,  ma servono questi provvedimenti solo a diffondere maggiori apprensioni e a sviluppare la fuga dei capitali all'estero. E il governo non sa cosa fare (ce ne saranno tre di provvedimenti nel corso dell'anno), alterna in certi momenti interventi restrittivi, e in altri fa interventi espansivi. Poi se vede allargare questi ultimi, per una ragione o per l'altra (sempre misteriosa - le lobby?) torna a bloccare tutto.

Si perfora il Monte Bianco ma poi per anni e anni non si farà l'autostrada. Si fa la prima trasmissione televisiva a colori, ma si impedisce per anni alle industrie di costruire televisori a colori ("gli italiani non sono maturi, farebbero spese pazze su un bene voluttuario" - La Malfa). Si progetta il Centro Siderurgico di Taranto, poi quando sarà terminato, l'acciaio era già sceso al costo del ferro e conveniva ormai importarlo. Si progetta l'Alfa Romeo a Napoli e in pochi anni si trasforma in un colossale fallimento. La chimica incentiva i vecchi prodotti di base ma dimentica di fare i detersivi che ogni massaia italiana ormai consuma a chili, regalando a due multinazionali estere l'intero mercato che fatturerà in pochi anni come quello automobilistico.
Di turismo nessun governo ne parla, mentre l'Italia inizia a essere invasa da milioni di turisti che portano valuta pregiata. Poi l'ultima grande beffa: All'inizio dell'anno entra in funzione la prima Centrale nucleare di Latina.

"Latina, 28 dicembre - Il reattore della centrale elettronucleare di Latina è entrato ieri nella cosidetta "fase critica" (Comun. Ansa, del 28 dicembre 1962, ore 08.12)
"Quando lavorerà a piena potenza la centrale produrrà una quantità di energia che coprirà il fabbisogno elettrico di una città come Roma" (ib. ore 08.32)
"Le fonti tradizionali di energia appaiono insufficienti e diventa perciò necessario il ricorso al nuovo tipo di energia"(Ib. ore, 22.15)

Si progettano anche quelle di Trino Vercellese e del Garigliano. Ma interviene l'"esperto" SARAGAT con "ostinate" considerazioni tecniche, tecnologiche, ed economiche per bloccare tutto.

"Le centrali atomiche, sono da un punto di vista economico, un disastro, quanto più produrranno energia, tanto più contribuiranno all'aumento medio del suo costo..." (Nota diffusa da Saragat; Comun. Ansa del 10 agosto 1963, ore 14,23)
"L'errore è di concepire il problema da un punto di vista autarchico......(Ib. ore 13.58)
Ha dimenticato Saragat -o fa finta- che il petrolio per far funzionare le geotermiche l'Italia non lo possiede, e che basta una crisi in medio oriente per andare "tutti a piedi" (e accadrà nel '73).

Perplessità negli ambienti scientifici e dell'economia per le inesattezze di carattere tecnico ed economico; per averne parlato Saragat come  qualcosa di astratto, mentre questi programmi  hanno tutta la considerazione nei paesi più progrediti all'interno e all'esterno della Comunità europea. Ma Saragat attacca ancora...e questa volta attacca esplicitamente il Cnen
"Il Cnen non è un modello di chiarezza, e non sarebbe conveniente portare nell'Enel i metodi e la mentalità che presiedono il Cnen" (Ib. 14 agosto, ore 13.44)

Gli attacchi dei giornali a Saragat sono al vetriolo e anche ironici. L'Avanti: "Non ci interessano i contrasti personali, noi gradiremmo altri interventi di Saragat, ma vogliamo renderlo attento sull'opportunità di documentarsi scrupolosamente, per mettersi in condizione di parlare con cognizione di causa" (Ib, ore 19.35)
La voce Repubblicana: "Avanziamo fondate riserve su quanto affermato dall'on Saragat. Ci rende assai dubbiosa la citazione dei testi ai quali egli ha attinto le notizie e le tesi. Non gli è proprio riuscito di trovare sui problemi elettronucleari un documento più recente del supplemento dell'Enciclopedia Britannica. In Germania si rimprovera agli imprenditori proprio il contrario di ciò che l'on. Saragat rimprovera agli imprenditori italiani: il fatto di non essersi impegnati tempestivamente in un programma nazionale e stanno correndo ai ripari, cioè nella direzione opposta a quella auspicata dall'on. Saragat" (Comun. Ansa del 18 agosto, ore 20.09) 

 ...ma spingi e spingi, gli italiani  convinti da questi "tecnici" nati nel 1898, e che hanno studiato quando la fisica nucleare non era neppure entrata nelle scuole,  e che si sono documentati sull'enciclopedia, riusciranno a farle chiudere le centrali, poi ipocritamente molti italiani accenderanno la luce con l'energia d'oltralpe prodotta dal nucleare (paradossalmente incentivandone la costruzione - che se veramente sono pericolose, quelle estere se saltano non è che l'Italia sia al riparo). Chiuse dopo aver speso decine di migliaia di miliardi. Riusciranno perfino a far arrestare IPPOLITO, il segretario generale del Comitato dell'Energia nucleare (Cnen) che da dieci anni (come in altri Paesi) sosteneva una moderna politica nucleare. Per interesse privato in atti d'ufficio fu condannato a 11 anni di carcere. Nel 1966 verrà poi graziato proprio da... Saragat, e verrà poi eletto deputato al Parlamento Europeo.

Finisce così (prima ancora di iniziare) la triste storia del nucleare in Italia. Il colpo di grazia venne poi al referendum contro il nucleare con la nascita del Movimento ambientalista, sfruttando l'emotività di un incidente nucleare.  Viene il sospetto che chi finanziava gli ambientalisti o erano i francesi per vendere poi all'Italia energia nucleare oppure erano i petrolieri per vendere petrolio alle centrali termoelettriche. (Nel 1992 la Francia produceva col nucleare già il 60% della sua energia elettrica, ed è ormai la sua una produzione cosi "autarchica" che inizia ad esportarla anche in Italia. Paradossalmente il referendum vietava la partecipazione dell'Enel a impianti nucleari all'estero, ma non impediva  l'acquisto di energia prodotta col nucleare;  e dato che i Francesi l'energia elettrica non la forniscono gratis, l'Italia nell'importarla (oltre un 10% del suo fabbisogno) ne ha incentivato perfino la produzione.

 Oppure era finanziata dai petrolieri. Infatti ci sono in ballo grossi interessi. Dei petrolieri! Si promuoveranno solo le centrali geotermiche che consumano petrolio. Trascurando perfino quelle idroelettriche; le dighe non vengono nemmeno più curate. Una volta fatta la diga l'acqua poi -osserva il petroliere- non costa nulla, l'acqua scende dal cielo, le dinamo delle centrali termiche invece per farle girare bruciano e quindi consumano petrolio tutti i 365 giorni dell'anno.
Così, nell'incuria delle dighe, il 9 ottobre una intera montagna, il Monte Toc, sprofonda dentro l'invaso della DIGA DEL VAJONT. Una massa d'acqua cancella dalla faccia della terra LONGARONE e i suoi abitanti.

MA ANDIAMO PER ORDINE CRONOLOGICO
 ed entriamo nelle vicende dell'anno mese per mese

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(pagine in continuo sviluppo -(sono graditi altri contributi o rettifiche)