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CRONOLOGIA

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la politica dal 1966 al 1970   -  Scoperte/Scienza  - Cultura/Costume

3 Dicembre -Christian Barnard esce dalla sala
operatoria dopo lo storico trapianto. Il coraggio
al limite della temerarietà. Sbigottisce il mondo!
(vedi in "Scienza")

"Mai l'uomo che vive in ciascuno di noi
si senti' cosi' uguale a tanti altri"

IL '67 - E' l'anno in cui di PAOLO VI viene resa nota la sua enciclica Populorum progressio. 

Una enciclica che fa rumore!

 "Il documento  prospetta la dimensione mondiale della questione sociale ai nostri giorni, giacchè i popoli della fame interpellano drammaticamente i popoli dell'opulenza. Tra i dati del problema vengono ricordati "l'eredità nefasta" del colonialismo e lo squilibrio crescente tra civiltà tradizionale e civiltà industriale. Riguardo alla proprietà privata, il testo afferma che esso non costituisce un diritto incondizionato o assoluto, perchè nessuno ha diritto di tenere per se ciò che supera il suo bisogno quando gli altri mancano del necessario. Considerato il capitalismo liberale "un malaugurato sistema", il documento sostiene che la legge del libero scambio non è più in grado di reggere le relazioni internazionali e quindi supera ormai il principio del liberalismo, perchè troppo spesso questa libera concorrenza genera la dittatura economica" (Comun. Ansa, del 28 marzo, ore 09.55)

Si parla di "progresso" ma nello stesso tempo in questi giorni stiamo andando indietro; in tutto il mondo il proseguimento dei bombardamenti in Vietnam provocano indignazione e vivaci manifestazioni di protesta, stanno dilaniando le coscienze. Le divergenze di opinione stanno aumentando e stanno insinuandosi anche dentro le file dei cattolici. Fino al punto che nel corso dell'anno, il "dissenso" con la disubbidienza alla gerarchia episcopale e papale, diventa esplosiva.

Contemporaneamente: "Una nuova fase della guerra in Vietnam è cominciata. Per la prima volta truppe statunitensi sono entrati in territorio vietnamita, a Saigon, dove prima operavano reparti sudvietnamiti. Inizia una delle più ambiziose aperazioni offensive degli Usa".(Com. Ansa, 7 gen. ore 07.57

L'enciclica di PAOLO VI è moralmente rilevante ma è fragile per ricomporre i fermenti dentro il mondo cattolico in Italia e non solo in Italia (i cattolici in America di Spellmann), è ininfluente per far mutare il corso agli eventi di carattere geo-politico economico e militare che stanno sconvolgendo il mondo. (Vietnam, America Latina, Cina, Russia, Medio Oriente)

E' L'ANNO in cui  mentre alla Camera si sta discutendo il disegno di LORIS FORTUNA sulla legge del divorzio -che con una semplice legge ordinaria poteva essere introdotto perchè non incostituzionale- è intervenuto già il 23 gennaio con un discorso addolorato, PAOLO VI  che condanna questa egoistica visione della società, opulenta e arida che ora sta insinuandosi anche dentro l'unità della famiglia.
Qualche interessato maligna "i preti dovrebbero sposarsi, così conoscerebbero anche loro "l'aridità" di due persone che non si vogliono più bene ma che per salvare le apparenze sono costrette a conservare l'ipocrita "unità".

E' L'ANNO dove esplode il caso SIFAR. L'Italia viene a sapere che tre anni prima, il 14 luglio del 1964, si era andati molto vicino a un colpo di Stato. E' l'Espresso a pubblicare il documento esplosivo e tutto il resto viene a galla; scoppia lo scandalo.

E' L'ANNO dove in Parlamento si discute la riforma dell'Università. Lo si fa da anni, ma questa volta i giovani sono diversi e diversi sono le realtà nella quale sono chiamati a vivere. I giovani scendono in piazza, fanno le occupazioni, le barricate per difendere il diritto allo studio di tutti.
Vogliono gli studenti la democratizzazione degli atenei, la liberalizzazione degli accessi e nessun condizionamento politico e nemmeno economico dall'esterno. Una Libera Università dentro una Libera Società. Ma otterranno briciole. Solo il libero accesso, e con le stesse antiquate strutture. Sarà una Università per tutti, ma senza aule e professori.
Dalle iniziali rivendicazioni scolastiche si passa alla "rivoluzione" politica che si allarga a macchia d'olio; prima con i movimenti pacifisti contro gli americani in Vietnam inneggiando Ho Chi Min, Mao, Che Guevara; poi contro l'intero "sistema". Tutti i fermenti e i protagonisti del Sessantotto sono solo nella fase di incubazione, ma stanno attirando proseliti, allargando il consenso.

E' L'ANNO dove per i proditori attacchi nel Sud Est asiatico duramente contestati in Europa, le rivolte studentesche iniziano anche in America; si intensifica l'opposizione al proseguimento della guerra in Vietnam. Numerosi giovani si rifiutano di rispondere alla chiamata di leva e si rifugiano in Canada. Grandiose marce per la pace si svolgono a San Francisco, a New York e a Washington.
"In America molti scrittori firmano contro la guerra; "La nostra coscienza ci vieta di commettere il "Delitto del silenzio".  In nome della libertà noi abbiamo lanciato il terribile arsenale della massima potenza militare nel mondo contro un piccolo paese agricolo, uccidendo, bruciando, mutilando la sua popolazione; in nome della pace noi creiamo un deserto; in nome della sicurezza noi rischiamo un conflitto mondiale" (Com. Ansa, 9 Nov, ore 11.45)

E' L'ANNO dove non molto lontano dall'Italia, fra arabi e israeliani scoppia la guerra, che permette a Israele con la sua fulminea guerra dei "sei giorni" di occupare la Palestina. Il massiccio esodo dei profughi palestinesi creerà le condizioni per far nascere il terrorismo internazionale che trasformerà il Medio Oriente in una polveriera permanente.

Vedi GUERRA DEL 1967 ("DEL SINAI" "6 GIORNI") 

E' l'anno dove viene ucciso Che Guevara. Milioni di vessilli con il suo viso sventolarono in tutte le manifestazioni del mondo. Una scelta simbolica che diventò un sentimento comune di tutti i dimenticati della terra, di tutti coloro che sentivano i propri diritti ignorati e calpestati, che sognavano una società più solidale, che non volevano allinearsi a un mondo dove pochi uomini decidono per tutti. (Una bandiera e un simbolo che la morte del Che, non è riuscita nè ad ammainare nè ad abbattere). 

MA ANDIAMO PER ORDINE CRONOLOGICO

8 GENNAIO . Dopo la tregua voluta dagli americani in Vietnam per le feste di Natale, riprendono più aspri i combattimenti in terra, in mare, in cielo. E questa volta sono gli americani a sostituirsi definitivamente ai sudvietnamiti fino a questo momento impiegati. "E' l'inizio della "ambiziosa campagna americana" dentro il "Triangolo di ferro". In due giorni 273 missioni di caccia bombardieri  e di B-52, hanno spianato la strada" (Com. Ansa 10 Gen. ore 15.55)

Ma i Vietcong a Natale non hanno festeggiato un bel nulla, anzi hanno lavorato e molto. Infatti  si sono riorganizzati e all'arrivo di quella che doveva essere il prologo dell'inizio della grande campagna americana nel delta del Mekong, per molti è invece la fine della loro esistenza. Gli americani subiscono  in questi giorni forti perdite. Il Ministro della difesa americano fa sapere che si sono persi finora 2.273 aeroplani. Ma per queste cifre ritenute non veritiere, come pure i reali danni inflitti in Vietnam con i bombardamenti, l'ambasciatore italiano a Washington FENOALTEA polemizza e si dimette dall'incarico. Le polemiche non mancano, i socialisti uniti ora PSU, contestano queste dimissioni in senso negativo: "Ciò che è discutibile, è il modo, il momento, la pubblicità.  Il governo non so se possa accettarle, e per una ragioni di costume debba proporsi invece una questione di esonero" (Vittorelli, Psu - Com. Ansa del 11 maggio, ore 20.50)
IL MSI con Michelini invece chiede al Governo "Se sia vero che le dimissioni sono state determinate da un contrasto insorto con il governo sulla politica del centrosinistra nei confronti degli Usa, in relazione al mutato atteggiamento italiano sul problema Vietnam"
(Ib. ore 22.01).

Gli americani, dopo l'insuccesso nel Mekong,  iniziano a vedere tornare i loro figli a migliaia dentro le bare avvolte nella bandiera;  la protesta sale, i casi di renitenza alla leva pure. Le marce pacifiste cominciano a diventare oceaniche. Che è poi un incoraggiamento a farle negli altri paesi che contestano, protestano, s'indignano per questa guerra assurda. Ogni governo con una politica estera  filoamericana ha degli imbarazzanti atteggiamenti in quella interna. Più degli altri, maggiore è il disagio di Fanfani che era stato il mediatore di quella  proposta pacifica che abbiamo già letto, poi andata fallita; ma è sempre ministro degli esteri e la sua posizione si è già compromessa due volte: con le dimissioni a fine '65 e poi con la mediazione; sempre per la questione Vietnam.. 

23 GENNAIO - La proposta dell'introduzione del DIVORZIO in Italia fa pronunciare a PAOLO VI un discorso in difesa dell'indissolubilità del matrimonio che suscita le proteste dei laici, visto che una commissione di affari costituzionali sta decidendo in questo periodo di introdurlo nell'ordinamento italiano non essendo in contrasto con alcun articolo della Costituzione.
Contrariamente a quanto era accaduto in altri Paesi, in Italia il Concordato incluso nei Patti Lateranensi e recepito poi nella Costituzione del 1948, pur non sancendo l'indissolubilità attribuiva funzioni civili al sacerdote celebrante: di conseguenza il matrimonio concordatario era indissolubile e poteva essere annullato soltanto dalla chiesa o, per gli effetti civili, dallo Stato (che prevedeva però pochissimi casi).
Il divorzio, in uso in molti casi fin dall'epoca di Augusto, Costantino nel 331 lo ridusse solo ai casi di delitti gravi, ma fu soppresso anche per questi motivi da Giustiniano nel 542. Tutta la materia dopo questa data fu definitivamente sottoposta al diritto ecclesiastico per mille anni esatti, fino alla grande spaccatura fra cattolici e protestanti nel XVI secolo.
Nei paesi protestanti il ritorno ai costumi dell'Antico Testamento consentì di reintrodurre il divorzio regolato come il matrimonio dal diritto civile. Negli altri paesi rimasti cattolici, il Concilio di Trento riconfermò invece l'indissolubilità del matrimonio e negò il divorzio.

Reintrodotto in Francia dalla Rivoluzione e successivamente legalizzato da Napoleone, fu nuovamente messo al bando dalla Restaurazione, ma nuovamente reintrodotto nel 1884. L'Italia dell'Unità nonostante i forti attriti con la Chiesa si limitò sempre a compiacere le direttive della stessa, compreso Mussolini con il suo Concordato, traslato poi anche nella nuova Costituzione.
Dopo il 1960, con l'intensificarsi della mobilità geografica e sociale, la situazione di migliaia di coppie divenne angosciosa, erano dunque giunti i tempi favorevoli. Il gran moto di ammodernamento dei costumi innescato dal boom economico e dalla diffusione dell'istruzione "produsse" quindi la legge Fortuna-Baslini sul divorzio, anche se  in casi fortemente circoscritti.

La proposta di legge la si discute in questi giorni, ma remano contro le istituzioni cattoliche, la Democrazia Cristiana e alcune forze laiche che iniziano  la loro battaglia a tutto campo. Il divorzio entrerà nelle legislazione italiana il 1° dicembre del 1970 in un modo molto strano. La DC aveva strappato ai partiti che volevano il divorzio per legge, la promessa, di non ostacolare un referendum abrogativo, era - disse la DC - la popolazione che doveva decidere, ed era sicurissima di vincere, mentre le sinistre altrettanto convinte di perdere accettarono di fare il Ponzio Pilato.
Ma accadde un fatto molto strano: se per la prima volta dal dopoguerra gli schieramenti contrapposti non corrispondevano più a quelli politici tradizionali perchè i socialisti i socialdemocratici e i repubblicani (al governo con la DC) partecipavano attivamente con la DC nell'abrogazione della legge, nello stesso tempo per la prima volta non corrispondeva alle loro ideologie nemmeno più lo schieramento degli elettori. Ma non se ne erano affatto accorti!

Anche se in seguito, tutto il PCI (poco convinto della vittoria) appoggerà in modo blando il divorzio, a sorpresa saranno determinanti i voti dei dissidenti nelle file socialiste, socialdemocratiche, repubblicane e.... non pochi i ribelli nelle stesse file dei cattolici perchè i conti non tornavano proprio.  Insomma tutti i partiti non conoscevano i propri elettori. Nessuno aveva tastato il polso degli italiani; sia quelli che poi risultarono vincenti che i perdenti. Gli italiani diedero una lezione a tutti. (come vedremo in avanti).

31 - GENNAIO - Scoppia lo SCANDALO del SIFAR. PARRI denuncia in Parlamento lo spionaggio politico dei servizi segreti, che sono stati sotto la direzione del Generale De Lorenzo, al vertice dal 1956 (ora Capo di Stato Maggiore), e svela i retroscena di un fantomatico colpo di Stato del 1964. Le affermazioni di Parri scuotono il Senato.
Rivela che è a conoscenza che sono state fatte 250.000 schedature di particolari cittadini italiani di cui 34.000 sono veri e propri fascicoli dossier di importanti personaggi politici, della magistratura, e noti imprenditori italiani, compilati con lo spionaggio e con l'uso delle intercettazioni telefoniche;  propone una inchiesta parlamentare per appurare questi inquietanti fatti. Tremelloni ministro della difesa era già intervenuto il 25 gennaio alle prime voci,  affermando che si trattavano di meschini risentimenti, informazioni tendenziose, e perfino risibili. Qualcosa c'era stato ma erano semplici informazioni che però - disse- erano finiti i fascicoli tutti al macero. A sconfessarlo il 15 febbraio è l'Europeo che pubblica l'intero dossier del Sifar addirittura coinvolgendo l'ex presidente della Repubblica Antoni Segni (Con
il famoso Piano Solo che abbiamo già accennato nel '64).   E' una notizia bomba! Ma il bello deve ancora venire fuori!

(((aggiornamento 28 febbraio 2000 – Il processo ha preso spunto da un opuscolo pubblicato nel 1993 dal settimanale 'Avvenimenti', nel quale si affermava che il gen. De Lorenzo era un “golpista”. A presentare la querela è stato il figlio dell'ufficiale, Alessandro De Lorenzo. Il processo è stato aggiornato al 3 aprile 2000  quando deporranno l'ex direttore della Repubblica Eugenio Scalfari ed il sottosegretario alla Difesa Massimo Brutti. (ne abbiamo già accennato qualcosa sul link sopra Piano Solo del '64)  Il sen. Giulio Andreotti, all'uscita dall'aula del tribunale di Velletri dove è stato ascoltato come testimone e quale ministro della Difesa dell'epoca, in un processo per diffamazione, dice:“Io non ho mai visto il Piano Solo, ma da tutto quello che si è saputo non sembra fosse assolutamente un piano di carattere eversivo, non credo assolutamente che ci sia stato il rischio di un golpe in Italia”.
Prima di lui anche il sen. Francesco Cossiga nell'ambito dello stesso procedimento, aveva ridimensionato l'importanza del Piano Solo, redatto nel 1964 dall'allora comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Giovanni De Lorenzo. “Considero questo Piano - ha precisato Andreotti – un fatto di nessunissima importanza sostanziale su cui si sono create tante leggende”.
In aula, il senatore si è soffermato su due punti in particolare delle spiegazioni che diede il gen. De Lorenzo sui fascicoli del Sifar, i servizi segreti del tempo, che ha definito “plausibili”: il numero dei fascicoli esistenti e il coinvolgimento in essi di esponenti ecclesiastici. Andreotti ha ricordato che i fascicoli furono distrutti nell'inceneritore a Fiumicino nel 1974, quando tornò alla carica di ministro della Difesa ed apprese che il materiale non era stato ancora distrutto, come aveva disposto in precedenza la commissione Alessi. “Non mi risultano casi – ha precisato Andreotti - in cui questi fascicoli siano stati utilizzati diversamente dal loro scopo o che siano stati fatti abusivamente fascicoli”. In quell'anno egli apprese il contenuto degli 'omissis' che coprivano una parte della relazione riguardante la vicenda, scoperta, ha detto, che “non mi ha portato ad una valutazione diversa da quella che avevo espresso in precedenza”. Il senatore ha precisato anche: “Nel 1964 non sentii parlare del Piano Solo, ne ho sentito evocare dopo”, cosi' come del presunto ordine di uccidere 50 altoatesini. Infine Andreotti si è soffermato sui cattivi rapporti esistenti tra il gen. Aloia, predecessore del gen. De Lorenzo nella carica di capo di Stato Maggiore, e il comandante di Corpo d'Armata, Beolchini, autore della prima relazione sui fascicoli per la commissione che indagò sul caso. “Il gen. Beolchini nutriva risentimento nei confronti del gen. De Lorenzo”, ha detto Andreotti, mentre i rapporti tra Aloia e De Lorenzo “erano pessimi”. Fu questo uno dei motivi principali per cui si oppose all' epoca alla successione di De Lorenzo a capo di Stato Maggiore)))) 

7-11 - FEBBRAIO - Alcuni studenti dell'Università di Pisa manifestano e occupano l'Ateneo. Le motivazioni sono all'incirca le stesse degli studenti di Roma dello scorso anno: sono chiamate "Tesi della Sapienza". In sostanza si innesta una grande forma di protesta per la tanto attesa riforma universitaria che il ministro LUIGI GUI con la proposta di legge (la celebre 2314) aveva promesso ma poi modificandola in vari punti, non era poi andato incontro a una riforma con  maggiore profondità, e da quello che doveva essere il grande piano, partorì alla fine un piccolo "topolino"

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