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CRONOLOGIA

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la politica dal 1966 al 1970    
Scoperte/Scienza  - Cultura/CostumE - Battisti e il '69

"Un piccolo passo di un uomo, un grande balzo per l'umanita'"

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Voci della politica italiana

Almirante
GIORGIO ALMIRANTE (biografia)
nuovo segretario del MSI
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ENRICO BERLINGUER diventa vice segretario del PCI  (la sua voce nel 1970)  .....e dopo 2 segretari in un anno, la DC in sfascio rappezza la sua crisi con il terzo segretario l'emergente ARNALDO FORLANI.

Qui di seguito una veloce panoramica dell'anno
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CRONOLOGIA DEI FATTI

 

"Se la protesta del '68 é rivolta culturale di classi sociali medio-alte, nel '69 la bandiera della protesta é presa nelle mani della classe operaia. Ció che accade fra l'estate del '68 e l'autunno del '69 é un processo inarrestabile di diffusione di temi, istanze e metodi di lotta da alcune formazioni sociali a larghe frange di proletariato industriale e poi alla massa dei lavoratori. (GIANNI STATERA - VIOLENZA SOCIALE ED EMARGINAZIONE in VIOLENZA SOCIALE E POLITICA NELL'ITALIA DEGLI ANNI '70 - FRANCO ANGELI EDITORE)

PROLOGO - Dalla contestazione studentesca che fu inizialmente sottovalutata dai politici e dalla stampa, si passa repentinamente alla contestazione dei lavoratori. Prendono origine le agitazioni per il rinnovo di molti contratti di lavoro, per le gabbie salariali, per lo Statuto, per le pensioni, la scuola materna statale, casa, salute, servizi, ecc. Le forze sindacali sembrano non riuscire a controllare la piazza visto che seguitano ad aumentare di numero le violenze di alcuni gruppi autonomisti ideologizzati, infatuati, fanatici delle rivoluzioni culturali maoiste marxiste leniniste. Tutti febbricitanti nel delirio di potenza. Lo abbiamo sentito lo scorso anno che cosa volevano: far paura, e si erano proprio convinti: noi facciamo paura, e sui cartelli che sbandiereranno quest'anno c'e' una frase lapidaria Cosa vogliamo? Tutto, e subito!
Il foglio di Potere operaio incita a titoli cubitali "Intervento di massa contro il padrone, contro il suo stato, contro il riformismo".

C'e' un momento nella vita delle nazioni dove dopo essere arrivate in un punto preciso della loro storia, ogni cosa sembra arrestarsi, e tutto indugia ad andare avanti. In blocco viene dimenticato tutto quanto è avvenuto, il bene e il male. C'e' poi il forte desiderio di costruire qualcosa ma non si sa da dove cominciare perchè ostinatamente si rifiuta ogni eco del passato, si nega esserci una continuazione, si volta le spalle a tutto, pur non sapendo dove dirigersi, dove e con chi. Non si prende nulla delle vecchie esperienze, ne' si vogliono fare delle riflessioni. E se le esperienze senza le riflessioni sono spesso inutili, le riflessioni senza le esperienze sono peggiori, si hanno solo dei deliri, dissociazione dalla realta'.

C'e' nel frattempo una situazione politica molto precaria e in alcuni partiti anche inquieta. Il governo RUMOR varato alla fine del '68 viene tenuto insieme faticosamente, e come vedremo non andrà molto lontano; a metà anno è gia dimissionario a causa della scissione socialista. Rumor ne vara un altro, monocolore, ma durerà ancora meno, cinque mesi. All'interno della maggioranza ci sono minoranze sia democristiane che socialiste che vogliono spostare l'asse tutto verso sinistra. Persino minoranze democristiane (ma fino a ieri ai vertici) vogliono avviare un "dialogo" con i comunisti. Le stesse ACLI pongono fine al collateralismo con la DC. Stanno sfumando i connotati del partito anni '48 (il "confessionale") e sta emergendo un solido sistema di potere laico che non concede e commina come faceva Pacelli indulgenze e scomuniche, ma distribuisce privilegi, concessioni, tolleranza; assistenzialismo non di tipo religioso, ma quello keynesiano peggiore. E non senza benefici nel Paese (siamo onesti!) perchè reggerà questa tendenza in tutte le varie fasi della recessione, anche la più grave. Il prelievo fiscale iniquo sui redditi di lavoro autonomo creò buchi nell'erario ma stimolò milioni di persone. Certo, i costi li pagarono i lavoratori dipendenti, ma seguitò a far girare il volano dell'economia che permise (mai come in questi anni) agli stessi lavoratori di accedere a quella colossale liquidità monetaria che permetteva a chiunque di acquistarsi la casa, la bottega, all'artigiano i i capannoni, ed entrarci dentro versando appena due stipendi di anticipo, il resto un centinaio di modeste cambiali e un mutuo al 5% che detratto il 4% degli interventi regionali (inventati con mille motivazioni) diventava l'1%. Cioe' una pacchia! Le rate di mutuo? L'inflazione che dal '71 inizia a due cifre, in cinque anni fecero diventare la rate perfino ridicole, una pipata di tabacco.
E se alcuni per investire acquistarono case, dopo soli 4-5 anni, gli affitti che incassavano erano sufficienti a pagare le rate dei mutui. 

Ma c'e' purtroppo il nuovo dramma (e nei comunisti ve ne sono anche peggiori con i fatti ungheresi e cecoslovacchi) del socialismo italiano che sta ricreando all'interno annosi problemi che Nenni paragona ai giorni che precedettero il 1922. E basta un dato: nel corso del anno 1968, sono stati quasi 5 milioni gli operai scioperanti, e 74 milioni le ore lavorative perse, nel corso di questo 1969, saranno 7 milioni e mezzo gli scioperanti, 300 milioni le ore perse. Il doppio e il triplo dell'anno 1920. E anche questa volta gli operai contestano la camera del lavoro, i sindacati, tutto e tutti.
L'unificazione socialista è durata poco, e sta ritornando il disorientamento, proprio come allora.

Ci sono vari tentativi del PCI di inserirsi nel governo con l'appoggio della sinistra della DC, ma per queste anomale tendenze di alcune minoranze democristiane, molti problemi e polemiche nascono proprio all'interno della DC, persino esasperate, visto che assisteremo a un vero e proprio sfascio dell'intera corrente dorotea, quella che era da anni l'intera struttura del partito, quella che con autorità formava i governi.

Una dramma appare molto chiaro dentro la DC. Nell'arco di meno di un anno (dal 18 dicembre '68 al 9 novembre di quest'anno, il partito cambia tre volte segretario; e sempre con votazioni a sorpresa, dove ci sono schede bianche, franchi tiratori e veri e propri tradimenti dopo notturne riunioni segrete da fare invidia alla carboneria del primo ottocento. Tutto è originato dalla rivalità tra i due grandi leader della DC, ALDO MORO e AMINTORE FANFANI. Moro crea la sua corrente nell'area di sinistra con un suo 12,7% , con Forze Nuove-base 18,2% e Nuova sinistra (Sullo) 2,6%. I dorotei sono guidati (Rumor è impegnato al governo) da FLAMINIO PICCOLI ma rappresentano ora solo il 38,3%. I fanfaniani il 15,9%. I Tavianei 9,5%.
E c'e' anche una novità, una corrente di destra, Forze Libere, guidata da OSCAR LUIGI SCALFARO, con un 2,9%, che dopo essere entrato due volte nel governo di Moro nel '66 e in quello di Leone nel '68, dovra' fare anticamera fino al '72 quando forma il suo 1° governo GIULIO ANDREOTTI, virtualmente a destra come e più di lui.
Ma a Macerata qualcuno cova. Si riuniscono e fondano una nuova corrente di dissidenti; sono ARNALDO FORLANI e CIRIACO DE MITA che fanno fanno finchè si coalizzeranno contro Piccoli, e sarà proprio Forlani ad assumere a fine anno la segreteria del Partito. Di De Mita ne riparleremo più avanti nella cronologia dei fatti.

Tutti questi malesseri e colpi bassi avvengono dentro in governo e all'interno delle sedi dei partiti, mentre lo scenario esterno, nelle piazze, nelle fabbriche e nelle scuole le tensioni stanno aumentando e sono incontrollate. Tutti gli aspetti del sociale vengono visti dai politici nel particolare più che nel generale. E quando esplode tutto, i politici annaspano perche' non si sono mai affacciati a guardare il Paese dalla finestra del palazzo.
In Italia è in atto un mutamento antropologico, i sottoproletari si sono imborghesiti e i borghesi si sono sottoproletarizzati.

Questa volta i lavoratori (ma diciamo che un intero mondo era "incazzato" questa è la scritta che spesso troviamo nei cartelli) hanno l'appoggio di alcuni gruppi di estremisti che si sono formati dentro i movimenti studenteschi dopo che questi avevano esaurito in parte le rivendicazioni sulla scuola. Per la prima volta il mondo dei lavoratori e il mondo studentesco (ma solo una parte) unito fin dalle prime agitazioni su molte questioni del mondo del lavoro provocano delle tensioni nel Paese sempre più inquietanti e (sembrano) a carattere fortemente e decisamente rivoluzionarie e controrivoluzionarie, sfiorando l'insurrezione, visti i deliranti proclami, i giornali degli estremisti e i fatti che accadranno a Torino, Milano, Battipaglia.

La Fiat di Torino, dopo alcuni incidenti in settembre, causati da atti di sabotaggio alle catene di montaggio - dove vengono perfino distrutte centinaia d'auto - reagisce e sospende 25.000 operai. Dopo cinque giorni di inutili mediazioni, si sfiora il dramma. Al grido di "Potere Operaio!" (il giornale omonimo uscira' il 30 ottobre con il titolo "si' alla violenza operaia" e costo' l'arresto a TOLIN, il direttore) c'e' mobilitazione generale e il tentativo di occupazione dell'azienda. Ai primi di novembre si processa il padronato dell'azienda in un clima surreale. Tre mesi di agitazione mettono in ginocchio l'intera città. Un mortorio. Con tre mesi senza salario vengono paralizzate tutte le attività produttive e commerciali. Nei primi giorni di dicembre la città è sotto l'incubo del Natale più nero della storia di Torino. Nemmeno la guerra aveva angosciato così tanto la popolazione, spento le luci, fatto chiudere negozi, seminato panico e preoccupazione. Una inquietudine che presto si estese anche a Milano: serrate alla Pirelli, poi imponenti scioperi di solidarietà in settembre, e ancora il 19 novembre, con gravi incidenti di operai e studenti contro la Polizia dove ci rimetterà la vita un poliziotto.

Il 12 dicembre c'e' la strage di Piazza Fontana. Il 21 dicembre con una mediazione di DONAT CATTIN (ministro del lavoro della corrente sx della DC) vengono accolte quasi tutte le richieste dei sindacati e ritorna una calma apparente. Ma è iniziata un'altra epoca. Il '68 ha generato il '69, e il 69 sta covando il '70 e i seguenti, e sono questi ultimi gli anni del terrorismo.
(ma la "strategia della tensione" non inizia affatto a Piazza Fontana. In pieno agosto mentre tutti andavano in vacanza, il giorno 8, proprio 8 furono gli attentati sui treni in varie località della penisola, da Caserta a Trento. Poi a Trieste e Gorizia. In tutti gli attentati si sfiorò sempre la strage. Non avvenne perchè quelli che mettevano le bombe erano degli scacciacani, adoperavano esplosivi e tecniche da Terzo Mondo. Anzi era perfino materiale da suicidio. (lo spiegheremo più avanti)

Gli operai, come accennato sopra, otterranno alla fine dell'anno molti risultati; l'unione dei tre sindacati fece i "miracoli": ci furono infatti aumenti salariali, abolizione delle "zone salariali", interventi nel sociale, scala mobile sulle pensioni, scuola materna statale, minori ore lavorative, abolizioni cottimi, diritti di assemblea, consigli di fabbrica. E otterranno finalmente anche la promessa dello Statuto dei lavoratori (che verra' poi siglato il 14 maggio del prossimo anno dal governo) e si teorizza gia' sui salari come una "variabile indipendente" dagli altri fattori di produzione.
Le organizzazioni sindacali hanno fatto tesoro dei molti malumori. Lentamente sono stati capaci di riprendere in mano la situazione e hanno scoperto l'unita' e la concertazione; ma soprattutto l'incompatibilità tra incarichi nel sindacato e nei partiti; e agiscono - anche se con molte divergenze - in un modo più compatto e determinato, con una nuova strategia unitaria che darà molti frutti. "In Corso Traiano a Torino (lo vedremo più avanti - Ndr) imparammo molte cose" dira' uno ai vertici.
Ma dentro il fronte imprenditoriale si era già diffuso un malessere, tante preoccupazioni, e scattarono le logiche reazioni corporative. L'Avanti del resto lo aveva già anticipato a settembre, pubblicando un telegramma di De Martino inviato a Rumor, dove affermava che "l'autunno sarebbe stato molto caldo". E la lotta da quel momento ebbe anche uno slogan.

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