L'evoluzione dei costumi sessuali attraverso i secoli
16.000 - 4000 - 2000 - 1000 ANNI FA  e DAL 1300  FINO AL '900

QUANDO L'AMORE DIVENNE UN TABU'

di Sandra Pareschi

Il sesso,  ha accompagnato e scandito le generazioni: non é un'invenzione dell'uomo, perché c'era già prima in natura, all'inizio dei secoli dei secoli. Quando arrivò il primo uomo, in effetti il Padreterno aveva creato tutti gli altri esseri viventi. Ma Adamo, una volta creato, si sentiva terribilmente solo, mentre attorno a lui gli animali erano in coppia e procreavano. Cosi un bel giorno Dio gli affiancò Eva, la prima donna. Fu lei a essere tentata dal Diavolo che le porse la mela proibita: da qui il peccato originale, la fine del paradiso terrestre. Finì l'era dell'amore vissuto come momento di procreazione e di gioia. Da allora in poi il rapporto sessuale diventò, nel tempo, soltanto mezzo per la continuazione della specie e i giochi erotici furono sottoposti alla legge del tabù e considerati spregevoli forme di degenerazione e vizio.

((Il 12 luglio dell'anno giubilare 1300, si mandò al rogo Gherardo Segarelli (gruppo eretico detto degli Apostolici - dove poi troveremo Fra Dolcino) solo in base a questa testimonianza fatta da un zelante  delatore che riferì quanto aveva udito tra due seguaci della setta:
Ecco alcuni stralci degli scarni verbali dei processi: 
"Richiesto se un uomo possa toccare una donna che non sia sua moglie, e una donna possa toccare un uomo che non sia suo marito e palparsi vicendevolmente nelle zone impudiche standosene nudi e che ciò possa essere fatto senza ombra di peccato…rispose che un uomo e una donna, sia pur non uniti in matrimonio, e un uomo con un uomo e una donna con una donna possono palparsi e toccarsi vicendevolmente nelle zone impudiche.  Disse che ciò può avvenire senza ombra di peccato a condizione che vi sia l'intenzione di pervenire alla perfezione…non si riteneva che tali palpeggiamenti impudichi e carnali fossero peccaminosi, anzi potevano essere fatti senza peccato in un uomo perfetto, stando a quanto diceva".
 

Per gli inquisitori dell'ordine dei Predicatori di Lombardia, era abbastanza, la "setta" venne condannata e "Gherardo" messo al rogo. La sentenza contro di lui fu emanata dall'inquisitore fra Manfredo di Parma nel palazzo vescovile di Parma il 18 luglio 1300.))

Fin dal periodo paleolitico, siamo nella preistoria dell'umanità, nella figura femminile vengono esaltate le doti sessuali: i seni, i fianchi, le natiche abbondantemente tondeggianti, insomma tutto ciò che naturalmente suscita il desiderio dell'uomo. Già nelle prime rappresentazioni queste caratteristiche fisiche della donna hanno un rilievo primario, abbastanza spesso e volentieri esagerato. Il monte di Venere, il pube, è sempre evidenziato nelle statue e nelle primitive raffigurazioni femminili, a dimostrazione che é proprio questo che stimola l'interesse del maschio. Sovente nelle stilizzazioni, ad esempio nella Venere di Lespugne, tali tratti fortemente stilizzati si configurano in un triangolo, formato dalla piega del basso ventre e dall'inizio delle cosce. 

Probabilmente il piacere che provavano di fronte a siffatte rappresentazioni sessuali gli uomini di quella remota e primitiva cultura derivava dal fatto che avevano scarse opportunità di vedersi nudi uno di fronte all' altra, dal momento che si coprivano per difendersi dal freddo. Nell'era glaciale gli uomini uscivano dalle loro caverne solo pochi mesi all'anno per andare a caccia; le donne ancora meno. Pertanto i maschi potevano goderne le sembianze femminili in tutti i suoi particolari solo rarissimamente. Ad ogni buon conto, anche in quel lontano periodo della storia dell'umanità, i rapporti sessuali non furono mai sfrenati brutali. Anzi dai reperti archeologici che ci sono pervenuti - il più antico è senza dubbio un bassorilievo scoperto nella caverna di Laussel -, si possono vedere figure di uomo e donna teneramente accoppiati. Da un'incisione su osso rinvenuta in una caverna in territorio francese c'é una delicata scena erotica che conferma come nell'età della pietra il rapporto amoroso fosse del tutto costumato.

L'atteggiamento della figura maschile con le mani sollevate pare quasi implorante, con lo sguardo rivolto in alto verso una donna completamente svestita. Non si trova in questa scena alcun segno di brutalità, tanto meno di violenza, ma c'é quasi un'adorazione nei confronti della femmina che in questa antichissima incisione non sembra particolarmente bella ed é fisicamente anche più robusta del suo spasimante. 

Nasce proprio in questo periodo tanto lontano quella specie di culto per la figura femminile, culto che ritroveremo anche nei secoli più avanti, fino ai tempi vicini ai ostri. Di questa sorta di culto si é voluto da parte di alcuni studiosi, ad esempio l'archeologo francese Reinach e il sociologo scozzese Franz, entrambi nel XIX secolo, attribuire un carattere magico-religioso: in tal senso sono stati interpretati nelle più remote rappresentazioni di genere sessuale il triangolo e le freccette della scena d'amore cosiddetta di Isturitz, dal luogo di ritrovamento. Ogni figura femminile che si portava al collo, magari ricavata su osso o su legno, poteva essere un amuleto cosi come le statuette di Venere dovevano essere intese come simboli di prosperità e fertilità. Ma accanto a queste idealizzazioni le figure femminili che sono state scoperte nella regione della Russia meridionale si trovano vicine a un focolare e questo dimostra che potrebbero essere state concepite come divinità tutelatrici della casa, del fuoco domestico. Quello che colpisce comunque in tali raffigurazioni del paleolitico é che i ritratti di donna sono puntati soprattutto sulle caratteristiche sessuali, e non su quelle della fecondità.

16.000 ANNI FA

Risale a circa sedicimila anni a. C. una delle prime rappresentazioni della donna intenta a lavorare. E'  denominata metodicità. ovvero media età della pietra. Tutta la parte settentrionale di quella che oggigiorno si chiama Europa é in quell'era ricoperta di ghiacci e gli uomini vivono sempre più rintanati o trasmigrano nelle regioni meridionali, e specificamente nella Spagna dove difatti si sono scoperti documenti di vita agreste-famigliare: compaiono figure umane mentre raccolgono il miele e lo depositano in un cesto, aggrappate a una primitiva scala di corda. Ci sono anche figure femminili. Le caratteristiche sono di esseri umani, maschi e femmine, di tipo afroide.

Finita l'epoca della grande glaciazione, mitigato il clima in Europa, anche la vita sessuale si trasforma. L'uomo non si dedica solamente alla caccia ma passa a coltivare la terra, compare il grano che sembra abbia avuto origine in Asia e si sia propagata presto nella zona dell'Alto Nilo. E' a questo punto che gli uomini si rendono conto del concetto di fertilità insito nella donna. Si studiano i cicli naturali, i cicli della luna in modo che, quando si volevano avere figli, ci si atteneva ai periodi favorevoli forniti dai segni celesti. La fertilità si coniuga con il sesso. Dalle testimonianze che si hanno nel periodo di diffusione dell'agricoltura le donne assumono un ruolo via via più importante nella vita quotidiana.

La donna non era solo impegnata nell'opera dei campi; in quell'epoca, in cui gli uomini smisero i vestiti di pelli e cominciavano a indossare capi di lana, ecco che si scopri il fuso, al quale si dedicò la donna. Di conseguenza la figura femminile venne ad assumere un ruolo rilevante nell'economia della conduzione della casa. Ed é proprio li che si instaura una sorta di ius maternum. All'origine gli uomini vivevano in promiscuità sessuale. Cosi nessuno poteva sapere chi fosse il padre di un bambino. Con l'affermarsi dell'attività della donna in campagna o in casa, ogni figura femminile veniva tenuta in grande considerazione. Venne la famiglia monogama, in cui il padre diventava il padrone assoluto della comunità con diritto di vita e di morte: era il principio della patria potestà. Tale principio ritroviamo in età moderna, anche in America tra le popolazioni Irochesi.

Circa i rapporti sessuali, essi avvenivano - secondo taluni studiosi tra i più accreditati - secondo una gradualità di relazioni valide sia tra i popoli primitivi sia tra le tribù "selvagge" ancora superstiti fino a un secolo e mezzo fa. Ognuna delle tribù era divisa in gruppi, ogni uomo poteva scegliere una donna appartenente a un gruppo diverso dal proprio. La coppia viveva in comunità, anche dopo la procreazione di figli. Solo quando i due si rendevano economicamente indipendenti si costituiva il gruppo famigliare in cui l'uomo aveva ogni diritto di proprietà con la donna che cadeva anche sessualmente sotto il dominio del maschio fino alla sua morte.

4000 ANNI FA

Scendendo nei millenni troviamo nell'antica Cina ancora situazioni di promiscuità. Non esiste colà un matrimonio come l'intendiamo noi. Quando le ragazze compivano vent'anni e gli uomini trenta dovevano unirsi. Per il contadino esiste solo un'associazione, tra uomo e donna. Il matrimonio come tale c'é soltanto nelle classi più elevate. Dobbiamo arrivare in Egitto per constatare che il popolo riesce ad ottenere questo diritto attorno al 2000 a. C. quando con quella che viene definita la rivoluzione sociale ha il diritto di possedere case e terreni. Diverso quel che avviene in Babilonia, dove i più poveri non godono con il matrimonio di alcun vantaggio.

Solo i ceti agiati potevano passare da un matrimonio all'altro, trasferendo patrimoni ereditari. Si capisce pertanto come la plebe non potesse proprio che vivere in monogamia, non avendo ricchezze da trasmettere passando da un'unione all'altra.

Era rigorosamente punito l'aborto dal momento che i sovrani avevano bisogno di uomini per le loro guerre. Cosi si da il caso che in Mesopotamia venivano protette le nascite e si incentivavano anche le classi più deboli. Previsti i lavori forzati per chiunque provocasse anche incidentalmente un aborto.

IL FASCINO AL POTERE

Si riscontrano leggende e storie di donne al potere, che, grazie al loro fascino e alla loro bellezza riuscivano a sottomettere ai loro voleri uomini anche potenti. Tra gli esempi più rinomati quello di Semiramide, la regina che avrebbe fondato Babilonia, e dove avrebbe fatto costruire meravigliosi giardini, e quello di Cleopatra, la bellissima che mise ai suoi piedi il proconsole romano Antonio e che si uccise per amore. Donne meno famose ma non meno potenti si trovano nell'antico Egitto, principesse quali Neit Hetep, la moglie del faraone Menes, e Mert Neit, la moglie di Usaphais, che avevano portato in dote regioni di terra fertile: proprio in Egitto, attraverso i reperti archeologici e storici, si sa che viene formalmente creato il matrimonio politico. Torbide storie di incesti si susseguono dall'antico Egitto, passando attraverso la Mesopotamia, la Grecia, traffici di donne consegnate ai creditori a saldo di debiti, insieme alla figliolanza. Di incesto, scrivono i greci, ricavando esempi dalla mitologia. Nel contempo viene severamente punita l'adultera.

Viene via via stabilito il diritto famigliare, mentre si cerca di regolare anche la prostituzione. Un mestiere vecchissimo, che vede coinvolte le donne che per le loro prestazioni debbono ricevere regali. Accanto al matrimonio si ritrova pure il concubinato un po' in ogni epoca e presso ogni popolo. Generalmente nell'antichità la prostituzione viene condannata, anche se ciò contrasta con quanto descrive Erodoto il quale afferma che in Mesopotamia una donna, prima del matrimonio doveva recarsi al tempio e prostituirsi con il primo che incontrava, con uno sconosciuto.

C'erano a quei tempi veri e propri bordelli in luoghi sacri. Sotto il leggendario Nabucodonosor, l'ultimo dei re caldaici, cento anni prima di Erodoto, alcuni signori di Babilonia vivevano con il ricavato della prostituzione delle loro schiave. C'era uno di questi ricconi del tempo, di nome Nabu-Aki-Iddin che sfruttava le proprie schiave costringendole a lavorare in un bordello e riscuotendo i tre quarti delle entrate. Fin dall'antichità l'omosessualitá era diffusa in Mesopotamia e gli uomini avevano a Disposizione allo scopo determinati spazi nei templi, una vera casa di piacere, organizzata sotto la sorveglianza di un alto sacerdote.

Tra gli Ebrei veniva apprezzata più l'intelligenza rispetto alla bellezza e alla castità in fatto di unioni tra uomo e donna. E questo non era un' esclusiva del maschio. Anzi ci sono state delle figure femminili che assunsero posizioni rilevanti: un esempio di ciò fu Debora che partecipò alla conquista di Canaan in maniera determinante incoraggiando ed esortando gli incerti, forte della sua posizione di profetessa. Profetessa era pure in Grecia Saffo che creo un ginnasio riservato alle sole giovinette. Da Saffo é scaturito 'amore saffico, ribattezzato anche lesbico dall'isola di Lesbo dove Saffo teneva il suo ginnasio femminile. Dal canto suo Platone esaltando l'amore fu tra i primi a rendersi conto che, in una società dove gli uomini non si scandalizzavano di rapporti omosessuali, lo Stato dovesse intervenire per prevenirli. Di pederastia, cioè l'amore di uomini verso fanciulli o adolescenti, parla anche Aristofane nelle sue commedie.

2000 ANNI FA

A Roma l'importanza della moglie era sicuramente inferiore rispetto agli altri popoli orientali e ai greci: nei confronti del marito comunque la sua posizione era legata ai piaceri sessuali che procurava e che sapeva offrire con le sue doti erotiche. A Roma la prostituzione era generalmente sopportata se persino insigni moralisti come Catone il vecchio, Cicerone, Seneca ammettevano che essa potesse venire sfruttata favorevolmente per proteggere i matrimoni nel senso che non permetteva agli uomini di mettere le corna ad altri, rovinando i matrimoni altrui. Ovidio in Ars Amatoria predica il libero amore e meretrici si trovano in ogni periodo di Roma, età repubblicana e dell'impero. Properzio canta in una delle sue elegie la donna che sa esprimersi nelle arti amatorie: "Amo la donna libera da ogni inibizione, che cammina con le vesti semiaperte, per nulla intimorita dagli sguardi curiosi o gelidi, e passeggia con le scarpe impolverate sul selciato della Via Sacra, senza far la smorfiosa se qualcuno le fa cenno. Non si rifiuta mai, e mai ti toglie tutto il tuo denaro".

Una ninfomane era Valeria Messalina, sfrenata divoratrice di uomini: chi le piaceva e la soddisfaceva sessualmente diventava inevitabilmente un suo protetto. Messalina non era una bellezza ma aveva le sembianze di una vera matrona. Quando divenne la terza moglie dell'imperatore Claudio non era molto giovane: il suo primo pensiero, quando Claudio salì al trono, fu quello di crearsi attorno un potere. Per questo si appoggiò a due liberti greci. Per assumere sempre maggior autorità represse nel sangue la rivolta degli aristocratici, preoccupati del prepotere di questa donna.

Lussurioso il legame tra Nerone e Poppea, arricchito da aneddoti e leggende. Di tutti gli imperatori romani Adriano é stato l'unico omosessuale. Sia il Cristianesimo sia l'Islam predicavano l'amore e la castità. Ma la castità non era obbligatoria nei primi secoli dopo Cristo. Solo con il Concilio di Trullo nel VII secolo si stabili che un uomo sposato che si facesse prete poteva convivere con la moglie sotto il medesimo tetto ma che se fosse fatto vescovo sua moglie avrebbe dovuto ritirarsi in convento. L'Arcivescovo di Canterbury in Inghilterra si era invano dato da fare per costringere che i preti sposati cacciassero la rispettiva moglie, mentre a Milano tutto il clero era sposato a quell'epoca. La resistenza e l'insubordinazione del clero milanese costituì la molla per una grande lotta con il potere di Roma, che sosteneva il celibato ecclesiastico.

1000 ANNI FA

Nel tardo Medio Evo ad ogni buon conto si assistette anche a un atteggiamento diverso da parte della Chiesa, quando Innocenzo III raccomandò ai borghese di alto livello di sposare delle prostitute. In ogni città del Medio Evo come nell'antico Impero Romano esistevano i lupanari, i bordelli pubblici che venivano denominati Case di donne. Erano luoghi dove gli uomini avevano rapporti con le "signorine". In pratica qualcosa come le case chiuse moderne, ovvero dette "casini" vietati in Italia con la legge Merlin.

IL LIBERO AMORE

DAL 1300 AL '900

Tra i poeti del dolce stil novo e tra i trovatori la donna veniva beatificata nella sua bellezza, soprattutto spirituale. Attraverso la donna, Dante cercò di purificarsi e fece di Beatrice un modello di virtù. Con il Rinascimento però prevale sulla morale il naturalismo, cosi si tendeva a dare sempre minore importanza al fatto che i figli fossero legittimi o illegittimi tanto che personaggi e artisti che vanno per la maggiore, tra tutti Giorgione, l'Aretino e Leonardo da Vinci erano nati da legami illegittimi.

Si racconta che lo stesso Lutero, padre della Riforma, uomo di costituzione robusta, avesse di tanto in tanto esplosioni di sessualitá anche in età avanzata. Anche dopo il suo matrimonio, Lutero parlava con molta franchezza dei problemi del sesso, sostenendo che non era affatto disdicevole né vergognoso trattare di questioni riguardanti i rapporti uomo-donna. Suo un famoso suggerimento agli sposi: "Due volte alla settimana, é un diritto della donna, non nuoce né a me né a te e fa centoquattro volte all'anno". Anche in merito al divorzio Lutero era di vedute larghe, come dimostrò allorché un suo correligionario, il langravio Filippo di Assia, volle separarsi dalla moglie Cristina di Sassonia per unirsi a un'altra donna. Lutero gli accordò il proprio consenso, pronunciandosi a favore dell'introduzione del divorzio. 

Contro le innovazioni, ispirate anche al libero amore, scese in campo la Chiesa di Roma, con il Concilio di Trento ( 1545-1563) da cui ebbe origine la Controriforma. Si giunse con l'Inquisizione a cancellare tutti i nudi dai dipinti di famosi artisti che avevano illustrato il Rinascimento, a cominciare dalla Cappella Sistina. Ciò non ha impedito che la vita di corte nelle grandi monarchie del secolo XVII si svolgesse spesso in forme perverse, con rapporti anche incestuosi tra padri e figlie, tra madri e figli. Frequenti anche i rapporti omosessuali. In una sua opera Pierre de Bourdeille, abate di Brandome, ci ha consegnato una dettagliata descrizione dei vizi correnti dell'epoca, anche l'amore di donna con donna, diffuso allora specialmente in Spagna e in Francia. Spicca la figura di Caterina de' Medici, definita dal Brandome "dame de qualité".

Anche Oltre Manica c'era una signora potente che aveva abdicato all'attività sessuale per il potere, Elisabetta I d'Inghilterra, figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena. Tuttavia il numero degli amanti della grande regina risulta piuttosto lungo.

LE FAVORITE E LA POLIGAMIA

Non c'erano limiti di sorta per i re e le regine di avere uno o più amanti. Ma ovviamente non erano solo i sovrani, anche gli alti dignitari di corte, i ricchi borghesi e cosi via. Le persone con cui si intrattenevano in rapporti sessuali erano chiamati compagni di piacere. E' più o meno attorno al XVII-XVIII secolo che si delinea la figura della "favorita", l'amante ufficiale del sovrano. La Pompadour era una di queste donne che godeva dei favori di principi e primi ministri. Cosi come sappiamo che la Du Barry era l'ultima favorita di Luigi XV: a lei si rivolgevano i rappresentanti di altri paesi per ottenere qualcosa dal debole sovrano francese.

Generalmente erano scelte tra le dame di corte, ma avevano anche un'estrazione meno nobile. Erano ballerine, cantanti e attrici , quest'ultima una professione nuova per le donne che, si sa, fin dall'antica Grecia non comparivano mai in scena: nelle tragedie elleniche la figura femminile veniva interpretata da uomini. Tra i ballerini e i giullari si annoveravano uomini castrati capaci di interpretare nelle opere di canto le parti del soprano: nel 1562 un certo Gerolamo Cossini faceva parte della Cappella Pontificia come soprano nei cori della Chiesa. 

Nel Settecento si inserisce il godimento nei giochi d'amore. In una pagina delle "Liasions angereux" una donna scrive al suo adoratore: "Ma crede proprio, mio svenevole amante, di aver violentato tutte le donne che ha posseduto?" C'é tra le donne il piacere di venire corteggiate. Madame d'Epinay - la signora che proteggeva Rousseau si incapricciò di un cantante e prese con questi il suo primo appuntamento per un convegno galante in una stanza da letto.

Spariscono via via le inibizioni. La fa da protagonista un personaggio come Casanova, che entra nella storia e nella leggenda con le sue avventure. Come sia diventato l'emblema del don Giovanni non si riesce a spiegare. Eppure í suoi intrighi, le sue fughe da un paese all'altro, fughe rocambolesche, i suoi inganni non sembra abbiano suscitato tanto interesse, come invece le sue trame amorose, le sue avventure con le belle e nobili dame di questa o quella città. Forse il suo fascino era proprio in quel suo vagabondaggio. 
Nell'Ottocento con la lotta delle suffragette per conquistare alla donna un suo ruolo, affrancato da una condizione di inferiorità, subentrano altri tipi di rapporti. Meno convenzionali, ma sicuramente più spregiudicati. Si liberano da taluni pregiudizi, capita di incontrare riandando nella storia del XVIII e poi nel XIX secolo figure di donne di estrazione modesta che sanno affermarsi sovente anche in campo letterario: e sono cameriere o sartine che conquistano il cuore di gentiluomini.

Pamela
é il titolo di un romanzo scritto in forma di epistolario da una cameriera, un libro che Prevost tradusse in francese e si propagò per tutta Europa. Voltaire compose un dramma, Goldoni ne trasse due impareggiabili commedie. Samuel Richardson ne scrisse il seguito con "La storia di Clarissa Harlow", ovvero la storia di una ragazza sedotta e poi abbandonata. Esplode l'erotismo nel periodo romantico. Diversi stati d'animo, fatti di amore e sofferenza. E' il sex appeal dello spirito che si trova dalla Rivoluzione francese e dall'etá napoleonica in poi. Sorgono numerosi salotti in cui la padrona di casa é una donna che intrattiene i suoi ospiti, artisti, uomini di teatro, generali e ufficiali. E' l'epoca di Stendhal, che predilige gli amori liberi e che consiglia i rapporti prematrimoniali.

Siamo ormai vicini ai giorni nostri, con la George Sand che cambiava i propri amanti con disinvoltura, passando da uno all'altro senza troppi scrupoli morali. Il compagno le serviva semplicemente come incentivo alla sua autosoddisfazione narcisistica: nei suoi sogni, nei suoi desideri ricercava un uomo sempre differente. E' il Romanticismo in cui poesia e musica esercitano una grande attrazione sessuale. I rapporti erotici vengono pienamente descritti dal marchese de Sade nella sua opera, in cui sono presentati i giochi amorosi che verranno denominati dal suo nome sadici. Il sesso non é più tabù, le danzatrici ostentano le loro gambe nei saloni e nei tabarin. Siamo al Novecento, ai tempi del Moulin Rouge e del Can Can parigino.

di Sandra Pareschi

Ringrazio per l'articolo
concessomi gratuitamente
dal direttore di


se la diversità delle opinioni è la base della ricerca, vedi anche
MATRIMONIO E LIBERO AMORE


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