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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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  ANNO 1980 (Pag. in costruzione)

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<Terremoto in Irpinia...
tanti morti, ma per alcuni champagne per tutta la vita" (l' "Irpiniagate"
)

UN ANNO DA DIMENTICARE (di quello che si sa)

Terremoto in economia (compare la stagflazione)
Terremoto nelle banche (scandalo Italcasse)
Terremoto nel commercio (" la ricevuta fiscale")
Terremoto nei prezzi (inflazione al 23 per cento)
Terremoto in America (Reagan travolge Carter)
Terremoto in Russia (L'Est si sgretola - Polonia)
Terremoto a Bologna (Strage alla stazione)
Terremoto in cielo  ( Strage di Ustica - DC 9 )
Terremoto in Italia nella Politica (franchi tiratori)
Terremoto a Torino (40.000 "ribelli" in marcia)
Terremoto e scandalo  nel calcio (partite truccate)
Terremoto dentro i terroristi ( parlano i pentiti )
Terremoto; l'unico evitato ! (morto Pecorelli - lui non parlerà più)

infine un "Novembre tenebroso"

altri fatti- La 1a GUERRA DEL GOLFO

IL MONDO HA RAGGIUNTO
4.448.000.000 D'ABITANTI
ITALIA 56.336.000
(ma in Italia iniziano a calare paurosamente le nascite
(40% nell'arco di 15 anni -  1970-1985)

Popolazione Attiva il 36,6%, in Agricoltura il 12,8%, Industria 36,3%, Servizi il 50,9 % Il prodotto lordo: nell'Agricoltura il 3,6 % Industria 34,2 %, Terziario 48,9 %, Ammin. pubblica 13,3 % Nella popolazione italiana quelli che lavorano sono: 20.618.000 (36,6 %) i non attivi 35.717.000 (63,4 %)

COSTO DELLA VITA : Stipendio operaio circa 350.000. Costo giornale £ 300, biglietto del Tram £.200, Tazzina Caffè £ 250, Pane £ 850 al kg, Latte £ 480, Vino al litro £ 660, Pasta al kg £. 725, Riso al kg £ 940, Carne di Manzo al kg. £ 7600, Zucchero al kg £ 750, Benzina al litro £ 850, 1 grammo d'Oro fino £ 10.700

UNA PANORAMICA

L'Italia non sarà più la stessa dopo il 1980. Dopo un anno pieno di sorprese l'Italia cambia volto; la "maggioranza silenziosa" é emersa e si è fatta sentire a Torino con la marcia dei 40.000 colletti bianchi  (ma anche tanti operai) che vogliono rientrare in fabbrica dopo trentacinque giorni di agitazioni. Un fenomeno nuovo non proprio dovuto a grandi necessità economiche, pur presenti; non si spiegherebbe altrimenti il grande assenteismo, che  ha toccato negli ultimi tempi vette impensabili il 24 settembre all'Alfa Sud con il 41%,  ma la media anche alla Fiat é a livelli del 20-25%.

L'inflazione sale al 22%; sale il malcontento, sale la disaffezione alla fabbrica, sale il qualunquismo, sale la sfiducia nel sistema democratico, sale il terrorismo che fa stragi di innocenti, e sale la crisi politica: la DC inventa il "preambolo"  ma poi salgono in cattedra anche i franchi tiratori.
Si rompe il precario asse del PSI con i comunisti, che subiscono un crollo di consensi (assieme ai sindacati) dopo la minaccia di Berlinguer di appoggiare l'occupazione della Fiat, fallita poi clamorosamente.

I partiti sembrano non rendersi conto delle crescenti anomalie della realtà italiana.
Gli italiani a loro volta fanno discutere i sociologi. Sembrano nella realtà dei fatti divisi in correnti ideologiche, ma in effetti, sembrano diventati tutti liberali. Il Paese pullula di commercianti, affaristi, albergatori, artigiani, contadini assistiti, operai   in cassa integrazione con doppio lavoro; si dichiarano molti di sinistra, ma intanto prosperano e ingrossano il portafoglio a spese di quelli che fino a ieri erano colleghi, cioè percettori di reddito di lavoro dipendenti, che sono gli unici a subire.
La spaccatura dell'Italia così si allarga tra chi prospera e chi subisce.
Due mondi in contrapposizione, anche nel Nord Italia, ma il divario é molto più accentuato al Sud.

Un grande incentivo ai consumi, per la categoria benestanti, arriva  con il varo di Canale 5: la Tv di Berlusconi. Cioè la televisione commerciale fatta di attraenti intrattenimenti e di tanta accattivante pubblicità. Inizia il 30 SETTEMBRE proprio mentre é in atto un terremoto dentro il mondo industriale che ha lanciato poche ore prima l'allarme di una spettrale grave recessione.
Alla Fiat UMBERTO AGNELLI si  dimette il 31 agosto da Amm. Delegato. Gli   subentra CESARE ROMITI che subito (al rientro dalle ferie delle maestranze)  annuncia il 10 settembre il licenziamento di 14.469 lavoratori dagli stabilimenti torinesi, poi il 29 settembre  annuncia  ben altro.

Sembra una ritorsione.  Pochi giorni prima, il 20 settembre, COSSIGA,  ha autorizzato l'accordo tra l'Alfa Romeo e la Nissan giapponese che ha intenzione di costruire altri due stabilimenti auto a Napoli. Il 26 Settembre BERLINGUER ha affermato che il PCI appoggerà gli operai nell'occupazione degli stabilimenti  Fiat. Il 27 settembre Cossiga si dimette. Il 29 settembre ROMITI annuncia la cassa integrazione a zero ore per altri 23.000 dipendenti. Scoppiano le agitazioni, ma dopo 35 giorni la grande sorpresa: un episodio che non ha precedenti nella storia d'Italia (i dettagli in ottobre)

Vale la pena soffermarsi sulla fantomatica recessione paventata da due-tre grandi industriali.

Gli Italiani  nel corso del 1980, hanno messo nei depositi bancari 240 mila miliardi, ne hanno investiti  60 mila in Bot e hanno invaso la Borsa, mentre le riserve della Banca d'Italia ammontano  a 44 mila miliardi,  il debito pubblico è salito a 43 mila miliardi, il petrolio è aumentato del 100%, il costo del lavoro del 29%, il costo del denaro prime rate del 25%, ci sono 1.800.000 di disoccupati, ma la produzione industriale fa registrare un incremento del 6-7%, e quella dell'auto fa segnare (mentre in America quattro delle maggiori case hanno chiuso 14 stabilimenti) il più alto incremento di vendite di auto nazionali nel  mercato interno,  e perfino  di auto estere col risultato di mandare in rosso, di circa 1.000 miliardi, la bilancia commerciale.

A non capirci nulla non sono solo i politici e gli economisti italiani, ma anche quelli esteri. Guardando le cifre ufficiali italiane sono sconcertati. Non quadra nulla. Infatti scoppia la stagflazione. Una cosa nuova per l'Italia. Stagnazione della grande produzione (anche se registra il 7% in più il totale) e l'inflazione della domanda; eccessiva, che sfugge a qualsiasi controllo perchè c'è una produzione sommersa che nonostante tanta buona volontà e i grandi profitti non riesce a soddisfare il mercato.
Poi c'è una incoerenza: la Fiat chiude e vede nero (o vede il pericolo "giallo"?)   mentre la Nissan giapponese vede rosa: vuole costruire due stabilimenti in Italia per produrre auto.
Quindi i soldi girano, e tanti. E la domanda é forte, anche se é invisibile l'offerta.

Domanda e offerta sono infatti, striscianti e occulte. Si cercano rimedi, si inventa in ottobre la "ricevuta fiscale".  Ma sono rimedi di pasta frolla. Ad eccezione di chi può scaricarle, la maggior parte dei consumatori spesso ottengono ricevute fiscali di 10 pur avendo acquistato 100. ("sa, sennò gli dovrei far pagar di più"). Ma se vende 100 e fattura 10,  il commerciante  dove si approvvigiona? A monte deve avere chi a sua volta gli fornisce il 90% della merce in "nero". 

  E questo 90% in "nero"  chi lo produce non si sa, sfugge al PIL, perchè a produrlo é il PIS (il Prodotto Interno Sommerso). Chi esce satollo da un ristorante spesso ha la ricevuta in mano di un falso pasto fatto di pane e cipolla. Reviglio ha messo le multe, 100 milioni ai ristoranti  che non  emettono la ricevuta fiscale, 100 mila ai clienti che ne sono sprovvisti. Ma l'esame nell'esofago all'uscita dal ristorante non è praticabile. Nè é possibile accertare se il meccanico al cliente ha messo un bullone o ha sostituito l'intero motore, o il dentista ha fatto una pulizia invece che un ponte. Dopo pochi giorni: retromarcia; da 100 milioni le multe scendono a un centinaio di migliaia di lire. Termina il gran polverone e tutto torna come prima. Qualcuno le ricevute le fa, ma molte sono false. A Milano vengono subito scoperte 47 centrali (tipografie) che si erano già messe a stampare bollettari falsi per una fitta rete di commercianti. (quelli scoperti, mentre quanti ce ne sono nessuno lo sa)
Ma il grande esempio viene dall'alto. I giornali riportano che le ricevute le hanno falsificate anche i grandi petrolieri con la complicità di un generale della finanza. Utile, 2000 miliardi. Lo scandalo era scoppiato il 27 ottobre, tre giorni dopo andava in vigore la "ricevuta fiscale" per molte categorie di commercianti. Una bella pubblicità "beffa" al "rigore fiscale" che si richiedeva.

A fine anno la caccia agli evasori col sistema delle ricevute, fa recuperare 1000 miliardi (misere 20.000 lire a testa per ogni italiano nell'arco dell'anno); servono appena per pagare gli stipendi dei controllori, e nemmeno a coprire lo sbilancio commerciale delle auto straniere acquistate dagli italiani, che nello stesso periodo hanno riversato nelle banche e nei Bot 400 mila miliardi di risparmi (8 milioni a testa, compresi i lattanti e i barboni).
Questi sono solo i capitali che vanno nelle banche italiane. Mentre a Chiasso e zone limitrofe, il mestiere di spallone per portare zaini di valuta in svizzera e aumentato del mille per cento.
Ma nessuno fa nulla. Nel tollerare il piccolo, si chiude un occhio al grande.

La verità é che affrontando seriamente la realtà dell'evasione si colpirebbero gli interessi corporativi e i politici locali (sono loro in questo periodo ad emergere dalla provincia) non vogliono correre il rischio di perdere voti.
Corporazioni, enti, patronati, associazioni, organizzazioni delle più varie categorie pullulano in questo periodo nelle Regioni, nelle Province, nelle città, nei paesi, nelle campagne, tutte gestite da opachi funzionari di partito che scalpitano nelle sedi provinciali e regionali (veri e propri piccoli governi) sempre più potenti, e sempre più autonomi nelle funzioni amministrative locali. Quella poi della riforma sanitaria (la più grande industria nazionale) che entra in funzione il 6 gennaio, gratifica tanti trombati di elezioni passate, e darà da vivere a migliaia di loro; non assenti i comunisti con i loro feudi ben consolidati; che Zaccagnini invece vuol far sparire (vedi ricatto a Craxi nel luglio '79).

Lo si vedrà subito questo distacco dal potere centrale e la rinuncia a governare la Nazione  con imparzialità, quando alle elezioni regionali (anche se sono state politicizzate al massimo) i consensi sono del tutto diversi dalle politiche. Gli interessi locali (soprattutto le spinose nomine bancarie che  dominano la scena l'intero anno) fanno recuperare ai comunisti   un 1% , perdere il  2% alla DC,  portano al  12,7% il  PSI (alle politiche scorso anno, 9,8) toccando in Lombardia il 14,5%, in Piemonte il 14,2.

Il risultato clamoroso delle regionali in Giugno é già sufficiente a CRAXI  (già in marzo ha tolto  l'astensione (determinante) al governo di Cossiga)  per  decidere di vederci chiaro, insabbiando Cossiga per la seconda volta in settembre. Con l'aiuto di due singolari  "franchi tiratori". Cossiga  viene battuto per un voto, ( 298 contro 297) perchè due (suoi) deputati della DC erano (!?) alla toilette (!?). Un "importante" (e realistico) governo caduto per due "bisognini" ( lo leggermo in settembre)

Craxi inizia così la sua scalata dentro un governo formato inaspettatamente da Forlani. Un governo che alla DC sembrava di ferro (eliminato il PCI dopo l'accordo del "Preambolo"); invece quest'unica opaca esperienza di Forlani durerà poco più di una stagione: scivola goffamente sullo scandalo della lista P2; litigherà con Craxi per i ministri coinvolti; andrà a casa a fine maggio.
Non prima di aver fatto un gran danno. (La svalutazione causò un disastro alla borsa. 20% in un giorno. Non furono sospese solo le contrattazioni, ma fu chiusa la Borsa (non era mai accaduto) e quando riaprì dopo 7 giorni, un altro crollo del 10%. In una settimana andarono in fumo un terzo del patrimonio borsistico italiano.
Appena insediatosi a Palazzo Chigi in ottobre, Forlani si mette d'accordo con i grandi industriali; rientra subito la (pericolosa) crisi alla Fiat,  svaluta la lira in marzo (così si possono esportare più auto, ma è una "mazzata" per tutti gli altri importatori)   aumenta il tasso di sconto, la circolazione monetaria cala paurosamente, la recessione è istantanea, in marzo inizia il dramma, in luglio - come già accennato-  il crollo di un terzo del capitale di tutti i titoli azionari.
Quando si dimise, qualcuno tirò un sospiro di sollievo. Nemmeno Attila aveva fatto così tanti danni al Paese. Migliaia di miliardi bruciati in un mattino.

Il retroscena:  tre giorni prima di formare il governo, il 14 Ottobre, Forlani aveva assicurato  che era "deciso a dare una svolta positiva, fare aria nuova, e che per nessun motivo avrebbe svalutato la lira".(La Stampa, 15 ottobre, 1980 - il titolo é nel mese di ottobre- vedi). Lo stesso giorno scendono nelle strade di Torino i 40.000. Forlani appena entrato nella stanza dei bottoni (il 18 forma il suo governo); spaventato di perdere subito la poltrona, ha fatto  quello che gli dicevano.  Svaluta per esportare; soprattutto auto. Su tutto il resto un cataclisma!

 *** Oltre questi grossi problemi, tre tragedie percorrono l'Italia, la misteriosa strage del DC 9 esplode su Ustica il 27-giugno (con 81 morti), quella di Bologna il 2-agosto (con 85 morti) e un devastante terremoto nel Sud, il 23 Novembre.

Il terremoto della Campania e Basilicata provoca più di 3000 morti, 10.000 feriti e 300.000 senza tetto. Le sovvenzioni per la ricostruzione (50.000 miliardi) causeranno in seguito altri terremoti politici per gli  scandali per la ricostruzione. Una "forte" "clientela politica locale" gestisce con disinvoltura il fiume di denaro pubblico che si perde in tanti rivoli di società fantasma e costruzioni inutili, in cui non è assente la camorra; é questa in effetti a gestire quasi tutti i lavori e a mettere le mani sugli ingenti finanziamenti. Gli scandali si scopriranno molto tempo dopo, quando tutto é ormai sperperato.
Alla tragedia accorre mezzo mondo. Accorre PERTINI il Presidente della Repubblica,   con un "non vi abbandoneremo", ma dopo tanti giorni e malgrado lo sforzo colossale del Paese, riemergono tutti i mali dello Stato. La disorganizzazione, gli sperperi, lo sciacallaggio, gli appalti d'oro. Pertini  tuona dalla Tv in diretta contro la classe politica, provocando critiche pungenti ma anche gravi ripercussioni politiche. Il ministro degli interni Rognoni si dimette, Forlani no, resta al suo posto impassibile.
Non contava nulla; ma lì lo avevano messo e lì doveva restare.

A fine anno scoppia la gigantesca frode dei petroli, 2000 miliardi sono finiti nelle tasche di alcuni funzionari, politici, industriali, falsificando le bollette d'importazione. La denuncia era stata fatta inutilmente da un onesto funzionario sette mesi prima in piena crisi petrolifera, al suo generale (che risultò poi essere l'artefice della truffa) e al  presidente della sezione finanze e tesoro (DC) che dopo la denuncia di altre due onesti funzionari, scoppiato lo scandalo, si giustifica  di aver tenuto il dossier nel cassetto, affermando che credeva fosse un documento segreto.
Eccome segreto! BISAGLIA è chiamato in causa per i fondi a Pecorelli (che guarda caso stava rivelando su OP la grande truffa del petrolio: "13 milioni di barili di benzina spariti, mentre gli italiani vanno a piedi e le industrie sono in piena crisi energetica" così scrisse Pecorelli).
Implacabile ancora una volta, PISANO' (MSI), per lo scandalo petroli, tira in ballo pure Aldo Moro. La Dc reagisce sul Il Popolo del 28 ottobre con sdegno, che è un torbido tentativo dissacratore nei confronti di chi ha scritto le pagine più limpide della storia d'Italia. E' scandalo, indignazione, disgusto. Che dura un mattino. Tra gli accusati  e incriminati figura proprio SERENO FREATO il fedelissimo segretario privato e collaboratore di Aldo Moro. Musselli il petroliere non smentisce i legami finanziari con Freato. Salta fuori anche un conto in svizzera dello statista DC. Il 20 aprile del '83 Musselli e Freato saranno arrestati entrambi e rinviati a giudizio.

Per lo scandalo scoppiato in marzo, dell' Italcasse, anche qui, per 38 dirigenti di banche (nomi famosi), viene spiccato mandato di cattura con l'accusa di peculato; per essersi spartiti 1000 miliardi. La somma che ha recuperato Reviglio con la ricevuta fiscale su 56 milioni di italiani é finita nelle tasche di 38 individui, di cui 11 sono fuggiti all'estero.
Con 26 mila milioni a testa avranno brindato a una "buona annata" nelle isole tropicali!!!

Si chiude così per l'Italia un anno disgraziato, e per gli italiani un anno molto amaro....
Anche se  molti non sanno esattamente cosa è accaduto. Personaggi anonimi hanno permesso di far dormire tranquilli gli italiani.

La contaminazione della corruzione non ha risparmiato neppure il grande giocattolo: IL CALCIO. Scoppia il più grave scandalo dello sport italiano. Quello delle scommesse clandestine con le partite truccate. Sono coinvolte  grandi squadre come Milan, Lazio, Bologna, Perugia, Avellino, tutte retrocesse in classifica. Sono trascinati nel fango i beniamini delle folle, come Albertosi, radiato; altri giocatori squalificati per 6 anni, e Paolo Rossi, il "golden boy", l'idolo d'Italia, a casa per tre anni.
Era la fine di dicembre, era Natale. Fu l'ultimo regalo dell'anno agli italiani.

Ma forse quello più cruento l'hanno evitato senza accorgersene.  In Turchia le cose andarono diversamente.
E la situazione politica e quella terroristica, nera e rossa in Italia non era molto diversa.
Ma con inquietanti risvolti nella "preparazione" di un colpo di Stato. Tutto era pronto per
ripristinare l "ordine", caso mai fosse accaduto il peggio. (!?)
Si temeva perfino una invasione dell'Italia; si presero le misure necessarie. Un " allerta".

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