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CRONOLOGIA

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SINDONA DAL SUCCESSO AL DECESSO

GELLI: in marzo L "affare P2"

IL "SUICIDIO" di CALVI

in Aprile: SONO IO 
IL BURATTINAIO DEI POTENTI

LO "STRAPPO DEL PCI" (in febb.)

BERLINGUER SI CONFESSA E FA IL PROFETA

ITALIA
INFLAZIONE DA TERZO MONDO
21,7 per cento

La Lira é svalutata del 6% mentre il tasso di sconto raggiunge fin da inizio anno la quota record 19 %.
Record che dura qualche settimane, poi è una continua serie di record
Per accontentare un paio di grande aziende nelle loro esportazioni, si penalizzano tutte le importazioni di prodotti di consumo che ormai - nell'Italia anni '80- sono diventati necessari.
(é il solito "giochetto" ricatto che è diventato da ormai trent'anni una consuetudine).(Finirà forse nel 2000 con la moneta unica? In caso affermativo quelle grandi aziende entrereanno in difficoltà)

Il boom? un ricordo! L'industria con gli addetti al 36 % si fa sorpassare dai servizi che salgono al 51%, mentre l'agricoltura ha il 13 % di addetti ma produce solo il 3,6% del PIL. I disoccupati sono già l' 11% pari a 1.712.914.
Se l'agricoltura nel 1971 contava 3.243.000 occurati scesi nel 191 a 2.759.000, la stessa industria da da 8.350.000 è passata a 7.727.000.

ALLA BORSA, IL 7 LUGLIO il terrore corre sul filo, i ribassi dei titoli del 20% la fanno bloccare per sei giorni, e altri ribassi del 10% quando riapre (cose da Terzo Mondo!) 
Un quinto di tutto il patrimonio industriale Italiano é perso in una sola mattinata, quando riapre tocca quasi un terzo.
Il 9 luglio il Senato vota il nuovo governo SPADOLINI, la Camera l' 11, e il 13 riapre la borsa. La paura (Calvi-Sindona) sta contagiando tutti.

Appaiono in questi anni, in tutta evidenza le distorsione delle scelte politiche economiche degli anni 1960-70 che hanno avuto delle grandi ripercussioni anche socio culturali; non hanno permesso al Paese, nell'occasione storica, di cambiare aspetto come molti Paesi europei che anzi paradossalmente l'Italia ne ha favorito il decollo, esportando agli stessi paesi prodotti che non conveniva loro produrre, preferendo invece distribuire -e con successo- le proprie  risorse alle infrastrutture sia nel settore industriale che in quello agricolo, di cui abbiamo già accennato negli anni Sessanta.

L'Italia, o meglio solo alcune grandi aziende, mirando solo alle esportazioni con prodotti competitivi  a bassi salari, e incentivando le grandi migrazioni al nord per calmierare  questi bassi salari, hanno così permesso di accelerare e dilapidare un grande patrimonio come quello della piccola impresa e dell'agricoltura, che non è stato per nulla valorizzato ma semmai sacrificato alla "Grande" industria che però in questi primi anni 1980 é arrivata al suo capolinea, conosce la sua crisi, si auto-ridimensiona e in certi casi chiude del tutto.

Le diversità dell'operosità biologica ambientali è solo una "favola del poi" raccontata dai saccenti di turno. Lo sviluppo economico e il boom dell'Italia lo si deve unicamente ai dati che abbiamo visto nel 1961. Il 60% della forza lavoro nel triangolo industriale del Nord proveniva proprio dal Sud e da Est (dal Veneto). E guai se non fosse esistito questo grande serbatoio di genti che prima  non avevano mai visto in tasca denari in contanti! 
E senza questa manovalanza  non sarebbe stato possibile il "Miracolo Economico".

Ma non solo in termini di forze lavoro e quindi di produzione industriale. Con un sofisticato programma di simulazione sul computer, tenendo conto i dati degli anni 1955-'70 della produzione alimentare del Nord (in questi anni questa era quasi totalmente assente - basta leggere un qualsiasi annuario dell'epoca) rispetto a quella del Sud (solo qui concentrata e da qui prelevata, e sempre sottopagata), si evince che il Nord ne era totalmente dipendente (e, anche se non sembra, lo è tuttora! Il Nord ha solo il 24 % di alimentari a sua disposizione nel suo territorio. (vedi tabella nel link "Curiosità" su questo stesso sito).

Se il modello di sviluppo del Nord fosse stato adottato politicamente o mutuato senza impedimenti a Sud e ad Est, con la forte domanda del triangolo Nord (apparentemente opulento ma senza trattori, camion, agricoltura razionale, diversificata, e senza soprattutto manodopera umile) ci sarebbe stata una svalutazione del potere d'acquisto su molti prodotti di prima necessità dal 400 al 500% in 4 anni! (Dal 1959 al 1963) Le conseguenze nella simulazione è che ci sarebbe stato un totale crak, la paralisi! Inoltre la competitività dei beni durevoli nei confronti dell'estero sarebbe stata del tutto impossibile (auto, gomma, elettrodomestici bianchi, chimica ecc.)

Infatti in Italia dal 41 % addetti nell'agricoltura nel 1958, si é precipiti al 14 % nel 1963. Uno spopolamento biblico; senza intervenire contemporaneamente a razionalizzare i pochi rimasti costretti ad ammirare sconsolatamente i campi incolti perché privi di macchinari e di forze giovani.
Una massa che si calcola essere stata nel corso di alcuni anni di circa 5 milioni (altri dicono 8 milioni) di individui tutti in cerca di un modesto (tale era) guadagno in comparti dove non si richiedeva ne' arte ne' parte, cui seguì per quanto bassa, una redditività (una "droga" a piccole dosi)  un trend di consumi (come spesa) in 5 anni pari a quelli di un'intera generazione. Si scatenò l'euforia di un popolo fino allora povero!

Nel vercellese, con la grande produzione di riso, negli anni '55-'60 non esistendo ancora le macchine (si trapiantava, si mondava, e si raccoglieva ancora a mano) ci si accorse nella stagione del '55 alla "prima chiamata" (messa a dimora delle piantine) che la disponibilità di manodopera sul luogo era il 3% di quella necessaria. Ci si diede da fare per far arrivare a più riprese "i treni delle mondine" dal Veneto.

Ne arrivarono 50.000, paga 1/3 (!) di un operaio dell'industria e come alloggio un giaciglio per terra nelle stalle delle grandi fattorie della Baraggia e della Lomellina, dove in grandi capannoni, dormivano affiancate anche 300 belle e robuste contadinotte provenienti dal Veneto.
(Proviamo a pensare quanto sarebbe costato quel riso a prezzi di paga normali, senza la manodopera sottopagata veneta!!)
E quanto sarebbe costata una Fiat 600?  Perchè altrettanti 50.000 quasi tutti del Veneto furono inviati nei primi anni '50, nelle miniere del Belgio con la disumana e umiliante legge varata il 19 ottobre 1945. Questa era un'intesa di quel governo, che si impegnava a dare all'Italia 2 quintali di carbone al mese per ogni italiano mandato a lavorare nelle sue miniere, dove nessun belga voleva più lavorare. Il governo con il successivo accordo del 23 giugno del 1946 lo ampliò e sottoscrisse l'impegno per favorire l'invio in Belgio di 50.000 italiani. Il contingente necessario per questo scambio uomini-carbone fu quasi interamente messo insieme nel Nord Est, nel Veneto (dal vicentino 23.000) che si avviarono a scendere nelle miniere di Marcinelle a Charleroi affinchè l'Italia potesse avere carbone per le sue acciaierie (1.200.000 quintali-anno) che andranno a far nascere "il miracolo" (!) italiano. Potremmo benissimo pensare che ogni 600 nata, le sue lamiere erano bagnate dal nero sudore di un veneto e in certe circostanze drammatiche anche di sangue (come a Marcinelle, 8 Agosto 1956- 262 minatori soffocati nella miniera, di cui 136 erano veneti).

A titolo di comparazione, si ricorda che negli anni 1955-'65 molti alimentari quasi tutti di produzione meridionale (frutta, verdura, pasta, farina da pane, vino da taglio, ecc.) veniva pagata alla produzione un decimo del prezzo rispetto ai quelli poi praticati a Torino, Milano, Genova. Mentre gli addetti alla raccolta o alla trasformazione, quasi totalmente precaria, ricavava da una giornata di 10 ore di lavoro un quinto e anche un ottavo di uno stipendio di un operaio comune di Milano o Torino.

(Il fenomeno si ripresenterà allo stesso modo nei prossimi anni '90. Per la raccolta agricola delle derrate alimentari si dovrà ricorrere alla manodopera straniera. Non sempre con contratti regolari, spesso sottopagati, e normalmente alloggiati in fatiscenti baracche. (non molto diversa dalla Torino anni Sessanta). Una manodopera che sopravvive a disagi che gli italiani non sono più capaci di sostenere, né dispone più di questa "forza-lavoro" al suo interno come negli anni Sessanta.

(Oggi, anno 2000, nelle Valli di Chiampo, nelle grandi maleodoranti concerie che producono quasi la totalità delle pelli dell'intero mercato italiano, lavorano (alla data 1998) già il 50% di stranieri, in alcune fabbriche anche l' 80%. Più nessun italiano vuol fare questi lavori, così come nessun piemontese o lombardo negli anni '60 voleva più mondare, raccogliere il riso, andare nelle stalle, o fare gli scaricatori ai mercati generali).

Nel corso dell'anno c è un'altra lacerazione nel Paese. LA LEGGE 194, dell'ABORTO - Non era bastata l'esperienza del referendum al divorzio. L'organizzazione cattolica "Movimento per la vita" (Casini in testa) promuove un analogo referendum per abolire la legge. Lo smacco sarà ancora più grande dei risultati ottenuti con divorzio, infatti, il 67,9% degli italiani vota per il "No" all'abrogazione della legge.
Ma gli osservatori affermano che la batosta sarebbe stata ancora più grande se non ci fosse stato una generale  mobilitazione di alcuni grandi personaggi della DC e del clero. E paradossalmente anche dalla sinistra. che non voleva perché temeva (come nel divorzio) una guerra di religione.

COSI' I RISULTATI: Valle d'Aosta 73,3%. Piemonte 73,9%. Lombardia 63,2%. Trentino Alto Adige 49,7$. Veneto 56,6%. Friuli Venezia Giulia 69,8%. Emilia-Romagna 76,8%. Toscana 75,4%. Marche 67,5%. Umbria 76,9%. Lazio 71,5%. Molise 60,3%. Abruzzi 65,2%. Canpania 67,5%. Puglia 65,2%. Basilicata 65,6%. Calabria 63,6%. Sicilia 67,1%. Sardegna 63,7%.
Da notare l'uniformità del voto fra regioni del nord e del sud. E brutto colpo anche nella zona più cattolica d'Italia: Il Veneto.

Altro avvenimento a inizio anno (a gennaio - vedi), la polemica sulla liberazione di GIOVANNI D'URSO, sequestrato dalla BR in dicembre; i comunicati dei brigatisti scatenarono una battaglia sull'informazione, fra il pro e il contro la pubblicazione dei comunicati o la semplice informazione sugli inquietanti avvenimenti. (vedi mese di gennaio)

 PAGINA INIZIALE DELL'ANNO


(pagine in continuo sviluppo -(sono graditi altri contributi o rettifiche)