Cronologia - FINO AL 2001 E...RITORNO

1982
BATTAGLIA DELLE FALKLAND

 
Chi
  • Argentina

 
contro chi
  • Gran Bretagna
  • Stati Uniti (dall'aprile 1982)

 
GLI OBIETTIVI

Di recente si è scoperto che nelle Isole Falkland (Malvinas per l'Argentina), ci sono vasto giacimenti di petrolio e di gas naturale imprigionati nelle formazioni geologiche del fondo marino ma la causa dello scontro fu, allora, il possesso e il controllo di un territorio scarsamente popolato ma ideale base militare per il controllo delle rotte di Capo Horn.

 
L'ANDAMENTO DELLA BATTAGLIA

 
25 marzo Durante la notte una nave da guerra argentina, la Bahia Paraiso, sbarcò sull’isola un contingente di marines comandato dal capitano Alfredo Astiz, detto l’"Angelo biondo", noto ad Amnesty International per aver partecipato all’eliminazione fisica di numerosi dissidenti argentini.
2 aprile All’alba ingenti forze argentine sbarcarono sull’isola orientale e costrinsero alla resa i 22 marines della guarnigione inglese.
Il primo ministro Margareth Tatcher ordinò l’allestimento di una task force navale composta da: 2 portaerei, 2 incrociatori, 12 fregate, 2 navi d’assalto anfibie, 3 sommergibili nucleari, 40 caccia–bombardieri, 52 elicotteri, oltre a lanciasiluri e cannoni a tiro rapido, missili antinave e missili antimissile.
25 aprile Venne riconquistata la Georgia australe: i marines sbarcarono, fecero prigionieri 137 argentini e il capitano Astiz si arrese senza condizioni.
2 maggio un sommergibile nucleare inglese ricevette l’ordine di affondare un incrociatore argentino: 368 marinai persero la vita. Due giorni dopo venne colpito un cacciatorpediniere inglese.
21 maggio protetti dalle navi inglesi penetrate durante la notte, le avanguardie dei marines e dei paracadutisti raggiunsero all’alba la Baia di San Carlo; i 1.500 soldati di leva argentini si arresero senza opporre seria resistenza.
25 maggio l’aviazione argentina affondò altre due navi inglesi; i morti furono una quarantina.
28 e 29
maggio
i 450 paracadutisti inglesi del colonnello Herbert Jones riuscirono a impadronirsi di Port Darwin e di Goose Green dopo furiosi combattimenti: il colonnello perse la vita durante l’attacco ma gli inglesi fecero prigionieri 1.400 argentini. Il bilancio fu di 17 caduti inglesi e 250 argentini.
8 giugno Margareth Tatcher annunciò a Londra che la capitale delle Falkland sarebbe stata riconquistata con la forza. Intanto l’aviazione argentina lanciava un attacco violentissimo contro alcune unità della task force impegnate in operazioni di sbarco: i morti furono più di 50.
11 e 12
giugno
mentre papa Giovanni Paolo II si trovava a Buenos Aires, le forze britanniche avanzarono fino a 16 chilometri dalla capitale e catturarono 400 argentini.
14 giugno gli inglesi raggiunsero la periferia di Port Stanley e il generale Menendez, per evitare un inutile bagno di sangue, fece sapere che era disposto a trattare.
Il generale Moore lesse il seguente bollettino:
"Oggi 14 giugno 1983 a Port Stanley alle ore 9 pomeridiane, tempo delle Falkland, il generale Menendez si è arreso con tutte le forze argentine. Le isole Falkland sono di nuovo sotto il governo desiderato dai loro abitanti. Dio salvi la Regina."

 


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