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  ANNO 1987 (Pag. in costr.ne)

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UNA PANORAMICA DELL'ANNO

Già a inizio anno dentro il governo c'è vento di crisi (di vecchia data), che in marzo spazza via la concordata "staffetta" Craxi-De Mita. 
Non vanno a palazzo Chigi nè l'uno nè l'altro.
I due "compagni di giochi" che si erano in gran segreto dentro un convento fatta la promessa di "scambiarsi le figurine" fanno i capricci, si tengono il broncio, si lanciano accuse, e finiscono nel dirsi "se non ci vado io non ci vai nemmeno tu".
Così a marzo a palazzo Chigi, scatta la vendetta. Tutti a casa. Ed è crisi di governo.

Riceve l'incarico da Cossiga la Jotti che però abbandona subito. Tenta l'abile Andreotti ma i veti Dc e PSI sono tanti: deve fare i conti con i nuovi "rampanti".  Tasta il terreno inutilmente anche Scalfaro. Ci prova a mettere le toppe in aprile Fanfani che riesce a rappezzare un governo, ma dura 10 giorni. Il suo resta in carica solo come governo "elettorale", in attesa di nuove consultazioni fissate da Cossiga il 14 giugno.
Si apre una delle più lunghe crisi di governo: 91 giorni.

Le elezioni "volute" da Craxi, con  i risultati che ottiene (e gli entusiasmi, vedi il giornale sopra)  sembrano confermare il suo ottimismo e le sue attese; guadagna voti penalizzando il PCI, ma la DC recupera, e non sono sufficienti i voti socialisti con i 19 seggi in più per mandare Craxi a fare il premier. 
(i risultati in dettaglio vedi giugno)
Sarà Goria a fine luglio a varare un governo che dura però 227 giorni (ma con in mezzo una dimissione e un nuovo conferimento), lasciando il posto proprio a De Mita, che al momento della staffetta di questo inizio anno, Craxi ha cercato di "liquidare" in Tv, definendo questo avvicendamento (la "staffetta") "un abuso". Mentre la DC indignata ribadisce che "era nei patti" e che semmai il suo "più che un abuso è un arrogante sopruso".

L'anno quindi trascorre con i ricorrenti dibattiti politici su questo "abuso" e "sopruso" senza però avere sbocchi costruttivi, é solo intercalato dai numerosi dibattiti attorno al referendum sul nucleare; quello alimentato dal vento emotivo del disastro di Chernobyl.
E se gli ambientalisti premono (così altri partiti, improvvisamente diventati tutti antinucleari - infatti i "no" al nucleare saranno oltre l'80%)  chi commercia petrolio per alimentare le centrali termoelettriche e per costruirne delle altre nuove premono ancora di più. Molti pensano che sono loro a finanziare le campagne ambientaliste e i vari "soli che piangono o ridono". Del resto con i profitti di un solo giorno ci si può permettere di fare non solo una campagna antinucleare ma di farne dieci.

Non vogliono fare i petrolieri italiani la fine che hanno fatto quelli in Francia; un Paese che producendo il 75% dell'energia elettrica con il nucleare ha messo sul lastrico (si fa per dire) i petrolieri francesi. Nessuno ha informato gli italiani che quasi l'intera quantità di elettricità che usiamo per accendere la luce nelle case e nelle città italiane è pari a quella che importiamo dalla Francia prodotta col nucleare; che si permette ora il lusso di aumentare la sua produzione (finanziata anche dall'Italia) e guadagnarci pure nell'esportare il surplus,.
Sono i "misteri" dell'informazione. Di una informazione "libera", non legata ai petrolieri. (sic!)

Fra l'altro nel referendum c'era quello sul "Divieto di partecipazione dell'ENEL a impianti nucleari all'estero", ma non c'era scritto (che ipocrisia) "divieto di importare energia elettrica prodotta dal nucleare"; questa energia quando scorre negli elettrodotti non ha "sapore" nè "colore", se si mette la testa sotto la sabbia nemmeno la si vede, anche se indagando con la "luce" nucleare si potrebbe veder "chiaro" il "giochetto".
Nè si può impedire ad alcune grandi aziende italiane del settore di avere una partecipazione azionaria nelle imprese elettriche francesi. Né a quelle francesi di impossessarsi delle azioni delle stesse aziende elettriche italiane. Prima o dopo, potrebbero (quando le aziende elettriche saranno privatizzate) impossessarsi della maggioranza azionaria perfino delle stesse imprese che gestiscono l'elettricità in Italia. Saremmo così dei "beffati" nuclear-dipendenti.

Fra polemiche, ripicche e tante altre beghe interne dei partiti, prima, durante e dopo le elezioni, al varo della finanziaria 1988 ci sono le proteste dei pensionati penalizzati dalla stessa, ci sono le indignazioni per tutti quei politici implicati  nel processo nello scandalo dei petroli che sono stati tutti assolti; e assolti sono pure gli imputati al processo della strage di Brescia.  
Nelle agitazioni dei trasporti che vanno a paralizzare il paese, spuntano fuori in alternativa ai sindacati i COBAS, i ribelli ad ogni direttiva che faranno subito proseliti anche in altre categorie, come in quella della scuola, dove dilaga, in MAGGIO (vedi).

 Poi a turbare le coscienze dei pacifisti, scoppia lo scandalo delle mine antiuomo sparse un pò ovunque sul pianeta, che seminano morte e che sono di fabbricazione italiana; e subito dopo la "crisi internazionale" del Golfo Persico con l'Italia chiamata a partecipare in una missione navale.
Mentre altra polemica infinita è quella sull' "ora di religione" nelle scuole, dopo l'applicazione del nuovo concordato firmato da Craxi e la Cei. "Le alternative a "quell'ora" non devono essere troppo interessanti, altrimenti saranno in troppi a disertarla".

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UNA BREVE SINTESI DELL'ANNO PRIMA DI VEDERE I SINGOLI MESI

IN GENNAIO, il giorno 16, alla Corte costituzionale, dove sono stati sottoposti lo scorso anno l'ammissibilità  di 8 referendum abrogativi, tre non sono ammessi. Le consultazione per gli altri cinque si svolgeranno l'8 novembre. (vedi gennaio e novembre) .

FEBBRAIO - Come già accennato in apertura, aria di crisi di governo, con Craxi che esterna giudizi poco lusinghiero nei confronti della DC,  che dovrebbe nella persona di De Mita avvicendarsi alla guida del governo. La "staffetta" a Craxi non gli va proprio giù, a governare ci ha preso gusto (vedi in febbraio altri particolari)

MARZO - Con le liti di febbraio, e  altre insofferenze di Craxi nei confronti di De Mita, riguardo alla "staffetta", l'avellinese compatta la sua DC e lo aspetta al varco alla Camera negandogli per ripicca la fiducia; il governo rassegna le dimissioni. (vedi marzo)

APRILE - Tentativi vari quelli di Cossiga nel dare l'incarico per formare un nuovo governo a diversi personaggio di prestigio. Ci provano in cinque, ma sono tutte fatiche inutili. Un veterano come Fanfani riesce a formare un governo che dura appena 10 giorni.  Sta iniziando in Italia una delle più lunghe crisi di governo (91 giorni).  Intanto nasce la "protesta" verso i politici e verso i partiti politici. Spunta dalle valli lombarde un pittoresco personaggio, che quasi non si deve muovere da casa, l'acqua al suo mulino la portano gli stessi "intelligenti" politici; stanno facendo carakiri e gli portano i propri voti. Il "mulino" fa la sua comparsa quest'anno, ma ne sentiremo ancora parlare; per il momento il ruscello che lo fa muovere si chiama Lega Lombarda, ma poi diventerà un fiume in piena che si straripa si allarga e scende verso il Po, per trasformarsi in Lega Nord (vedi aprile); infatti il Po è lungo, scorre nella Val Padana, e oltre che macinare nel mulino lombardo, arrivano le sue acque fino all'adriatico Veneto. Non manca molto alla Lega per chiamare a raccolta tutti i "Padani" "incazzati" con "Roma ladrona" come va dicendo il nuovo "condottiero" che li guida.

MAGGIO - Fra i tanti vuoti di potere, con la politica assente, con un governo latitante, con un Parlamento vuoto, (gli ex eletti passano le giornate dentro le segreterie) inizia la protesta dentro alcune categorie di lavoratori che nel ricorrente disagio non si riconoscono più nelle organizzazioni sindacali tradizionali e hanno dato vita ai Comitati di base (COBAS). Il paese è percorso da agitazioni di autotrasportatori, di portuali, di ferrovieri, di piloti e infine insegnanti, che lo gettano nel caos  il Paese. (vedi maggio)

GIUGNO - Arrivano le fatidiche elezioni e i risultati. Craxi dopo aver polemizzato a destra come a sinistra, trovando difetti a tutti, si aspettava qualcosa di più, era convinto che tutti quegli applausi a Rimini al congresso di marzo e la sua riconferma a segretario con un secco 93,25 % dei voti, erano proiettabili nel resto d'Italia. Mentre le cose ora a fine consultazioni sono ancora più difficili di prima. Di governi non ne metterà insieme più nessuno.  (risultati e commenti vedi giugno).

LUGLIO - Fanfani scioglie il suo rattoppato "governo elettorale". Prima ancora che Cossiga dia l'incarico al nuovo premier, la DC propone De Mita. Ma da via del Corso arriva una forte opposizione dei socialisti. Con De Mita mai! ("non sono andato io non andrà nemmeno lui!"). E la DC prepara il tranello. Propone un giovanissimo, un bancario, con una esperienza ministeriale più tecnica che politica; infatti è stato scelto nell'82 da Fanfani a ricoprire la carica di ministro del Tesoro; è Giovanni Goria. (vedi luglio).

AGOSTO - Il più giovane presidente del Consiglio, Goria (44 anni), dopo aver ricevuto l'incarico, sale al Colle con la sua lista di ministri poi, con il suo Governo, si presenta alle due Camere per la mozione di fiducia. Che avviene in un modo molto strano. Ma Goria si prende ugualmente la fiducia. Tutto ricorda il famoso agosto dello scorso anno.

SETTEMBRE -  Scoppia lo scandalo delle bombe antuomo fabbricate in Italia, e un traffico di armi con il Medio Oriente. Iraq e Iran si stanno affrontando in una guerra fratricida. La crisi internazionale esplode nel Golfo Persico; il nuovo governo italiano è investito in pieno da queste nuove e delicate responsabilità. Come quella di partecipare con una forza multinazionale e inviare in Medio Oriente una flotta di navi da guerra (vedi settembre).

OTTOBRE - Tutto il mese se ne va in discussioni sulla finanziaria, ma senza concludere nulla. Quando Goria finalmente la presenta per la fiducia, è sconfitto, costretto a dare le dimissioni. Al  governo ci ritorna dopo pochi giorni, ma la finanziaria non passa (vedi ottobre)  

NOVEMBRE - Si svolgono i referendum su cinque quesiti. Tre sono per la rinuncia totale sul nucleare. Non mancano le polemiche, fino all'incidente di percorso di Goria (vedi i risultati in novembre)

DICEMBRE - Nel dopo elezioni anche nei partiti minori le discussioni non sono mancate, nè sono mancate il cambio dei segretari. Nel PRI, in Democrazia Proletaria, ma soprattutto nel MSI. Il grande animatore del movimento ALMIRANTE, lascia le redini a un giovane promettente: a Gianfranco FINI.
Non senza contrasti in una memorabile notte a Sorrento (vedi dicembre)


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