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  ANNO 1989 (Pag. in costr.ne)

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CINA - PIAZZA TIENANMEN

BERLINO- IL CROLLO DEL MURO

A inizio anno (il 3 GENNAIO) era già esplosa una grave tensione nel Mediterraneo con i missili Usa in Libia, quando a De Mita (il 4) gli esplode la situazione a Bagnoli nell'apprendere  che nella zona "calda" dei caldi campi flegrei gli stabilimenti siderurgici napoletani chiuderanno.
Che un governo composto da cinque partiti, non sa che un'azienda pubblica di tale importanza (acciaio pubblico) chiude e va ad allargare il cimitero di tante aziende pubbliche del Mezzogiorno eliminando in un colpo solo 13.000 dipendenti, appare perfino irragionevole. E proprio mentre lui -De Mita- nei suoi programmi di Governo parlava di rilancio del Sud (o forse come insinuava il Giornale di Montanelli, intendeva la sua casalinga Irpinia del dopo terremoto?).

In questo 1989 che riserverà ancora molte sorprese, la gente si chiede, ma allora di cosa parlano in Parlamento? Risposta: In Parlamento sono mesi dove non si parla più di problemi del Paese, ma è in atto non un dissidio su argomenti specifici, ma una disputa personale tra due uomini tra di loro incompatibili. Ed è sconsolante che tutti gli altri partiti tacciono.

Che sulla vicenda -con il silenzio sul problema- i partiti abbiano tirato la corda  si può anche capire, ma così facendo si rischia di fomentare le rivolte. E la rivolta a Napoli è diventata più esplosiva di quella Libica, tutta Napoli è insorta riportando alla luce tutti i mali del Meridione.
Interviene il vice del premier,  De Michelis, in un articolo però, non al governo, a dire la "sua" verità sull'altoforno. Ma anche questa verità è intelligibile, non sono altro che "missili" sulla Dc e su  De Mita, null'altro. Insomma un ottimo pretesto.
Quello decisivo -missile- a scoppio ritardato glielo manderà proprio lui a Maggio da Milano.
Come finisce la questione Bagnoli? Che si proroga la Cassa integrazione per altri sei mesi, poi -dicono- se ne parlerà.
Ma se a Bagnoli per De Mita il mese di gennaio è stato "caldo", al congresso della Dc il mese di  FEBBRAIO è rovente. Eppure a fine anno '88 De Mita qualcosa aveva detto "Non voglio guastare il Natale a nessuno però vedo affiorare dei fattori di logoramento nella situazione governativa che dovranno essere affrontati e rimossi".
Poi toccando la questione segreteria scantonò: "Il problema è irrilevante". Non aveva neppure parlato male del segretario del PSI, però aveva dedicato molta attenzione nel ricucire i "rapporti  di concordia" con il PCI. E pur accennando e respingendo tutti gli attacchi al governo, considerati inaccettabili, aveva cercato di disinnescare tutte  le possibili mine che avrebbero potuto esplodere sul suo cammino.
Ma quel "concordia" al Pci,  ha allarmato la DC, e i capi dorotei hanno deciso di rompere gli indugi a pochi giorni dall'inizio del Congresso. Prima cosa, via De Mita dalla segreteria. Poi aperto il Convegno proprio questo accadde. Chi è ora il loro uomo di punta? ARNALDO FORLANI! Viene eletto con l'85% dei voti. A De Mita il premio di consolazione: la anodina e ininfluente presidenza. (che durerà poco, al successivo Consiglio, febbraio '90, De Mita darà le dimissioni e rompe con la maggioranza forlaniana)
Quindi a Forlani al Consiglio di quest'anno il consenso è ampio, quasi plebiscitario.
A questo punto il vertice tutto doroteo, passa alla seconda fase: ha deciso di  rimpastare il governo, anche a costo di sfociare in una crisi al buio (pur  di far "fuori" De Mita).

Altrettanto voto quasi plebiscitario -nel mese successivo, in MARZO- è quello che ottiene OCCHETTO al XVIII congresso del PCI. Pur con una decisa opposizione di Cossutta e altri "fedelissimi",  l'"uomo nuovo" ha proposto di aprire un ampio processo di rinnovamento dentro il partito, puntualizzando che sarà "radicale" questo  rinnovamento. 
Sull'ondata emotiva degli eventi in Russia, i convenuti gli credono, si fidano, sperano e lo votano compatti. Il segretario ottiene 235 voti favorevoli e solo 2 contrari.
Forse Occhetto sta guardando con ottimismo all'esperienza di Orlando a Palermo senza il PSI. Ma allora -molti si chiedono- a che gioco sta giocando Occhetto? Prima strizza l'occhio al Psi (vedi la faccenda Pizzinato dello scorso anno) e poi plaude alla nuova giunta palermitana sperando in un "effetto a catena", e l'esperimento "Palermo" esteso sul continente..
Ma il suo ottimismo non è certo condiviso da Craxi, che a Roma -proprio per la questione Palermo- minaccia di abbandonare il pentapartito e di aprire una crisi.

La crisi Craxi infatti, la apre a Milano, a MAGGIO, al XLV congresso del PSI. Il segretario si lancia prima in una dura requisitoria contro la Dc, ma il tono si alza ancora di più quando attacca De Mita; ne parla e ne sparla, lo processa e infine emette la sentenza: "se ne deve andare!". De Mita a Roma, lo chiama al telefono da Milano De Michelis e gli legge la condanna: senza appello. Lui non può fare altro che salire poche ore dopo sul Colle a dare le dimissione. Ormai i governi non si sciolgono più in Parlamento, ma ai Congressi. 
Forlani farà il polemico con il PSI, ma non va oltre la dialettica quando afferma e rimprovera Craxi di aver fatto "un approdo irrazionale". Ma non è che lui e i dorotei sono privi di colpe. Anzi era quello che volevano. Una crisi anche se al buio. Infatti durerà 64 giorni. 

In questo clima nel frattempo si svolgono in GIUGNO le elezione regionali in Sardegna. Che diventano motivo di test, per qualcuno favorevole per altri negativo.
La settimana dopo ci sono invece le Europee che fanno ridimensionare e raffreddare gli entusiasmi. (vedi poi in giugno)  

In LUGLIO a formare il governo sarà chiamato ANDREOTTI. Altro pentapartito con un certo equilibrio (a De Mita neppure un ministero)  che gli permetterà di "campare" senza grosse difficoltà (pur con una dimissione e un altro incarico) per ben 992 giorni, cioè fino al grande crollo del 1992, poi  verranno gli ultimi rantoli sia della DC che del PSI nel '94.

Si ritorna a parlare prepotentemente di politica a NOVEMBRE con l'evento della caduta del "MURO DI BERLINO". Come fatto emotivo non erano mancate  trepidazioni a maggio con i fatti cinesi quando la grande "pentola di Mao" si era messa a bollire in Piazza Tien An Men tenendoci inchiodati alla Tv.
Ma come fatto politico solo l'evento del "muro" è stato dirompente, oltre che essere epocale. La tumultuosa notte del 10 NOVEMBRE non fu vissuta solo a Berlino, ma rappresentò una convulsione nel cuore di tutta Europa. E ovviamente ci fu una profonda riflessione nel vedere dagli schermi o nelle immagini sui giornali quella gente impazzita dalla gioia salire a buttarsi giù dal muro.
Riflessione sofferta anche dentro tante segreterie dei vari partiti comunisti europei.
Compresa quella italiana quando il Comitato centrale del PCI riunito in un Congresso straordinario è stato messo davanti alla votazione più drammatica della sua storia. OCCHETTO ha proposto di fondare una nuova forza politica e di far morire il vecchio PCI.

Occhetto ha chiesto a tutti una  "soluzione chiara, senza pasticci", ma allo scandire della morte e della trasfigurazione del partito nato a Livorno il 21 gennaio del 1921, in giro si sono sentiti mugugni, parole piene di amarezza, e alla fina pur vincendo la sua sfida, un terzo del partito gli ha detto NO:  219 voti a favore, 73 contro, 34 astenuti.

Da Craxi e da Martelli sono arrivati segnali di apertura, ma il cammino "insieme" non sarà facile. Infatti, Occhetto ha già anticipato queste difficoltà -osando- quando ha detto "Ora è il PSI che deve fare gli esami e imboccare la strada di una alternativa". Che coraggio parlare così a Craxi! Altro atto di orgoglio e di illusione che Occhetto pagherà cara. Forse errori giustificabili, anche  perchè eventi così "grandi, grandi" nessun segretario del Pci in Italia li aveva mai vissuti, inoltre lui doveva fare i conti con uno come Craxi. 

L'anno si chiuderà a NOVEMBRE e DICEMBRE con la visita in Italia dell' "uomo dell'anno": GORBACIOV. Ovunque è accolto con grandi ovazioni da parte della folla. Visita in Campidoglio, visita al Papa, un trionfo. Accenna il suo progetto: "una casa comune europea"
Ma è Berlino che nell'ultimo giorno dell'anno domina incontrastata su tutti gli schermi del mondo. Il grande concerto alla porta di Brandemburgo si trasformò quasi una festa liturgica, e tutti impararono cosa significa The Wall. 

FACCIAMO ORA UNA BREVE SINTESI DELL'ANNO
(maggiori dettagli e altri fatti nei rispettivi mesi)

GENNAIO - Le manifestazioni a Napoli per la chiusura degli stabilimenti di Bagnoli. I partiti latitano. Tutte le soluzioni rimandate a dopo i congressi della Dc, PCI, PSI. (vedi gennaio)

FEBBRAIO - Si svolge a Roma il Congresso DC. Le novità che escono dal consiglio erano già ormai risapute. I dorotei (e non solo loro) hanno presentato il loro uomo, FORLANI, e gli hanno riversato l'85 per cento dei voti. A De Mita un contentino: la presidenza. (vedi febbraio).

MARZO - Dopo quello della Dc, si svolge il congresso del PCI. E se in quello democristiano c'era un clima "caldo", in quello comunista c'era il "gelo". Gli eventi in Russia con le elezioni "terremoto" e la vittoria dei candidati del popolo (Eltsin) e non più dei burocrati di partito, hanno modificato tutti gli interventi messi in programma da Occhetto. La nuova realtà sovietica obbliga un sofferto processo di rinnovamento, che il segretario per il momento "vagamente" propone (vedi marzo).

APRILE - Governo e "caso Palermo".  Leoluca Orlando è impegnato in un esperimento nella giunta comunale senza la partecipazione del PSI. Il suo caso diventa un caso nazionale. Perchè é una sfida e se l'esperimento riesce (come sembra) e si estende, i socialisti cosa faranno i candidati convitati di pietra? Craxi minaccia di uscire dal pentapartito, di aprire una crisi. (vedi aprile).

MAGGIO - E la crisi venne. A Milano però. Al Congresso del Psi, Craxi va subito al sodo, mentre già in sala si intona il "De profundis" per De Mita. Craxi attacca la DC, poi attacca De Mita. Infine la sentenza. Chi deve eseguire la condanna è De Michelis, è infatti lui a chiamarlo al telefono e a dirgli "vai a casa!" questo hanno detto qui. Tuttavia non è stato deciso se seppellire solo De Mita, seppellire con lui anche la Dc di Forlani, oppure -come chiede la sinistra socialista- fare una alternativa (quella che "sogna" a occhi aperti Occhetto).
Intanto la gente si chiede quali sono le ragioni vere della caduta di questo governo, proprio mentre scende in piazza contro l'introduzione dei TICKET SANITARI (termina un'epoca) (vedi maggio)

GIUGNO - A parte gli avvenimenti in Cina (di cui diamo un ampia cronache in altre pagine allegate) che tengono incollati al video milioni di spettatori, quasi tutto il mese è dominato in Italia, prima dalle elezione in Sardegna (che viene presa come test), poi dalle elezioni Europee. Nelle prime il test funziona poco e nelle seconde tutto torna quasi come prima; salvo il "fenomeno" Lega. (vedi giugno) 

LUGLIO - Ancora con dei veti del Psi, De Mita pur richiamato da Cossiga a formare un nuovo governo deve rinunciare. Entra in scena Andreotti, forma un altro pentapartito, dosa bene gli incarichi cambiando molti ministri. Il suo governo -salvo una breve dimissione e nuovamente un incarico- avrà abbastanza vita lunga, "camperà" per 993 giorni fino al fatidico 1992.
Un periodo non privo di colpi di scena, con alcune ambizioni del suo avversario, che però troveranno il "piccone" di un Cossiga infuriato, un "esternatore" che per quello che dice è definito "matto". Lui risponde "faccio il finto matto, ma però parlo con la gente"

AGOSTO - Al mare e ai monti, gli italiani in vacanza non hanno bisogno nelle ore di riposo di acquistare libri "gialli", sono più intriganti i servizi di cronaca dei normali quotidiani che riportano i valzer di accuse e smentite delle lettere del "corvo" di Palermo, poi il giallo delle impronte e altri misteri di famose inchieste molte scottanti.
Poi a fine mese c'è l'altro "giallo": quello di Ligato, il presidente delle Ferrovie  coinvolto nello scandalo delle "lenzuola d'oro": è assassinato (vedi agosto) . Quel qualcuno che aveva proposto di appenderlo alla lanterna, sarà soddisfatto.

SETTEMBRE - Alla riapertura delle scuole, i politici, le fonti di informazioni, scoprono con allarmismo che gli alunni delle elementari sono il 20 per cento in meno. Non sono emigrati nè sono sono stati due volte decimati da una letale epidemia. Più semplicemente negli ultimi venti anni, nonostante tante statistiche, nessuno gli ha dato uno sguardo. Nè ha mai dato uno sguardo alle cifre dei nati in questi ultimi anni . Lo scoprono ora. (vedi settembre)

OTTOBRE - Grandi novità in materia di Giustizia. Entra in vigore il Nuovo Codice di procedura penale. Fra  le più importanti novità: il processo a "rito abbreviato".
Meno abbreviato (dopo lo scandalo delle merendine) il "rito" dopo le elezioni amministrative per fare un nuovo Sindaco a Roma. Veti e ancora veti fra DC e PSI e alla fine la spunta il socialista Franco Carraro.(vedi ottobre).

NOVEMBRE - L'Italia e tutto il mondo vive con trepidazione  la sconvolgente scena della caduta del Muro di Berlino (per la cronaca dell'evento vi rimandiamo al link dedicato sopra in apertura).
In Italia invece assistiamo alla sofferta riflessione dentro l'ambiente della sinistra. Con tempestività (inopportuna dissero molti - e il crollo dei consensi poi lo confermò)  Occhetto convoca un congresso straordinario; ma solo per dire (attirando così l'attenzione) "ora dobbiamo non più chiamarci comunisti". Come quasi a voler associare quel comunismo sovietico con quello italiano che non aveva nulla (nè ha mai avuto dai tempi di Gramsci) a che vedere con il nostrano. I migliaia di rossi romagnoli che sulla costa adriatica avevano migliaia di alberghi mica si vergognavano di chiamarsi comunisti. E non si vergognavano perchè qui in Italia era "comunismo" altra cosa, non era "stalinismo". Nè ci sono stati mai i gulag. Tanti contadini fino a poco tempo fa, ma tutti con il sacrosanto poderino, e guai a toccarlo.
Che errore quello di Occhetto! Cioè di non conoscere l'Italia, nè gli italiani, e nemmeno i suoi comunisti,  che nell'84 erano il 33,3% dell'intero elettorato; cioè 11.696.923. (vedi novembre gli eventi)

DICEMBRE - Dopo tante discussioni, alla Camera è approvato dal consiglio dei ministri il decreto legge ("legge Martelli", lui l'autore) che consente agli immigrati stranieri che sono entrati e vivono in Italia clandestinamente di regolarizzare la loro posizione. Una sanatoria insomma. Che farà sempre discutere con polemiche dai toni elevatissimi, perchè a questa sanatoria vi ricorrono pochi e inoltre i delinquenti abituali non hanno certo la voglia di andare in una questura a dare le proprie generalità e il proprio domicilio (che delinquenti sarebbero altrimenti? maldestri fin che si vuole ma mica scemi!) (per altro e fatti internazionali vedi in dicembre).

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