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LA GUERRA IN JUGOSLAVIA   


LA GUERRA DEL GOLFO
  
NASCE LA LEGA NORD

SULLA POLITICA INTERNA - SINTESI

INIZIA UN NUOVO DECENNIO
L'ultimo del secolo.

Già nei suoi primissimi giorni, l'anno riserva delle grandi sorprese. 
La prima: è l'inizio vero e proprio della GUERRA DEL GOLFO, 
La seconda è che ne sta iniziando un'altra: in  JUGOSLAVIA.
La terza sono le "escandescenze" di Cossiga che dall'inizio dell'anno fino alla fine rotolano diritte diritte su un piano inclinato destabilizzante e verso il crollo della Prima Repubblica.
Non ne ha fatto mistero che le sue erano "escandescenze", infatti  con molta lealtà ha ammesso "Ho dovuto fingermi pazzo per farmi ascoltare in un Paese di pazzi, ho dovuto fare il buffone per farmi seguire in un Paese di buffoni". (basta rileggersi cosa scrisse in marzo)

Cossiga se l'è presa con i magistrati, con la Democrazia cristiana, con i Comunisti, con i Socialisti e un po' con tutti. Anche se tutti (anche i più attenti, gli addetti) ci hanno capito ben poco. Molte "picconate" hanno solo alimentato polemiche personali, fatto fare solo grossi titoli sui giornali, anche se sono state utili per mandare fuori dai gangheri qualcuno che credeva già di avere portato a casa la pelle dell'orso. Costoro si sono rivelati così per quello che erano in realtà; alcuni nell'agitarsi troppo sono apparsi dei buffoni, mentre altri hanno palesato la loro mediocrità appena aprivano bocca su problemi molto seri.

GUERRA IN IRAQ ?

Quelli rassicuranti si sono sentiti il primo gennaio quando il Papa ha detto "il 1991 sia per tutti un anno di pace e non di guerra". Ma purtroppo la macchina della guerra era già in moto, e al Papa gli hanno detto di "fare silenzio". (il discorso del 25 dicembre lo accenneremo più avanti)
Bush vestito in tuta da marines, maschera antigas a tracolla, alla vigilia dell'ultimatum dell'Onu, visitando la base americana a Dhahran, quasi sul fronte, era stato chiaro con i suoi  230.000 soldati presenti e 200.000 in arrivo: "Non siamo qui nè per delle esercitazioni, nè per delle manovre. Non ce ne andremo finchè la missione non sarà compiuta. E la vostra attesa non sarà lunga".
In America un Bush così determinato non lo avevano mai visto. E la sua sortita era una vera e propria dichiarazione di guerra, niente retorica, solo realismo "è in gioco la sicurezza nazionale degli Stati Uniti: dobbiamo proteggere il nostro futuro" (Il Giornale, 23 nov.1990)

Del resto era stato chiaro, anche quando aiutò Saddam in funzione anti-iraniana:
"La nostra responsabilità è fornire assistenza agli esportatori americani e Saddam Hussein è una forza di stabilità nella regione. Se non fosse per il petrolio irakeno e iraniano, Washington si sarebbe preoccupata di questi territori quanto dell'Africa Centrale".

Insomma già a Natale tutto era pronto per lo spettacolo. I cameraman non si potevano più mandare a casa. Le Tv in America per l'ora di cena avevano già programmato il loro palinsesto, e gli sponsor degli inserti pubblicitari avevano pagato il quadruplo per esserci.
In Italia per far entusiasmare gli italiani alla guerra, ma anche per abituarli, la sera del 18 gennaio era in programma il film War Game, é stato subito rimosso per non far confondere gli spettatori la finzione con la realtà, e che quella che si trasmetteva era a tutti gli effetti una guerra vera.

La realtà infatti venne la stessa notte,  in mondovisione con lo "spettacolo" "dal vero" a cui si diede anche un titolo rintronante: "Tempesta nel Deserto", "Guerra nel Golfo". 
(che leggeremo nei particolari nella prossime pagine del mese gennaio).

Intanto cos'era successo nei precedenti giorni in Italia? I venti di guerra non solo avevano fatto registrare pesanti cadute in Borsa, ma era iniziata una irrazionale  corsa all'acquisto di generi alimentari.  (vedi gennaio).

Ed ecco scattare l'ora X. E' l' ora di cena in America!! (Ore 19- 21). Le ore del massimo ascolto. La spettacolarizzazione di War in the Gulf è assicurata! Scaletta già pronta! Sono saliti i prezzi degli spot pubblicitari inseriti in mezzo alle tanto attese spettacolari "operazioni chirurgiche"  dei bombardieri o dei missili  "che -assicurano gli esperti-  colpiranno solo gli obiettivi militari con la precisione di un laser, senza far altri danni". I militari che sono presenti in questi obiettivi si sa, si possono uccidere legalmente. E se necessario sterminare anche i civili (vedi Hiroshima).

Ed ecco il primo flash. 

"New York, 17 gennaio - Le sirene d'allarme stanno suonando a Baghdad e la contraerea è entrata in azione nella capitale, a quanto riferisce la Cnn"

(Comun. Ansa, in Italia ore 00,47).
(il resto nelle pagine di gennaio)

In questa grande guerra in diretta, vi partecipano 28 nazioni per difendere il Kuwait, un Paese monarchico assoluto, senza democrazia e un parlamento (sciolto nell'86), dominato dalla famiglia regnante dello sceicco  Saad Abdallah, che trattiene per sè il 25% degli introiti di tutte le società petrolifere estere (prevalentemente americane) che sono nel suo Paese, dove esiste il 20% del petrolio mondiale; che corrisponde all'incirca ai consumi energetici dell'Occidente. 
Significa che se l'Iraq si annette il Kuwait fa crollare in tutto il mondo il prezzo del petrolio. (Bush si é indubbiamente immedesimato  negli interessi del Texas, il suo Stato adottivo (che però da qualche tempo preme per riavere l'indipendenza).
Gli avversari del Presidente fino alla vigilia di questo suo "colpo di teatro", accusandolo di essere un politico senza spina dorsale, lo avevano sempre perseguitato con il nomignolo "wimp", ("pappamolla"). Negli ultimi mesi del suo mandato questo nomignolo stava dilagando anche fra quelli che lo avevano votato.

"In questa vigilia c'erano le nuove elezioni; si moltiplicavano le discussioni sul declino degli USA (metà degli americani affermava di crederlo); il Paese era attanagliato da un male oscuro (i giapponesi stavano comprando a pezzi e a bocconi le grandi società Usa); era la nazione più debitrice del mondo;  un sistema scolastico a pezzi; i ghetti cittadini a livelli da Terzo mondo; recessione alle porte se non già cominciata; e come ciliegina finale un Kohl e Gorbaciov che stava incombendo su gli Usa  con l'unificazione della Germania (nuovo temibile e potenziale concorrente sull'Europa tutta). -  In conclusione si stavano accentuando le ansie di emarginazione a livello mondiale" (
E' Giovanni Forti, da New York, che faceva questa analisi).

Se l'Europa si unisce, saranno dolori per le esportazioni americane. Giammai !

Ma questo tipo di informazione in tal senso non c'era in Italia, e quella che c'era ha finito per presentare frettolosamente questa guerra tra musulmani e non musulmani, dimenticando che c'erano schierati contro l'Iraq truppe egiziane, saudite, siriane e altri Paesi islamici. (Prenderà lucciole per lanterne, come leggeremo più avanti, anche Cacciari.  Lui infatti parla di contrasti ideologici religiosi, ignorando i grandi interessi in gioco, e ignorando che pochi mesi prima i contrasti religiosi erano addirittura opposti, Saddam combatteva in sintonia (o comunque aiutato) con gli Usa contro l'Iran  e questa volta contro il Kuwait che aveva abbassato il prezzo del greggio, facendo crollare il prezzo del petrolio).

In Italia, con o senza informazioni, per la prima volta dalla fine della guerra, sono comunque chiamati a partecipare al conflitto soldati italiani.  Fatto questo che ha provocato una lacerazione nel Paese, soprattutto nel partito cattolico  dove le divergenze sono subito emerse causando insanabili scollamenti tra la Democrazia "Cristiana" e il vero mondo cristiano-cattolico. In quest'ultimo (quasi messo a tacere) é molto  singolare  la presenza di una cospicua parte della sinistra.

Altrettanto singolare è che una  parte di laici, quelli della sinistra (militanti, molti  intellettuali, politici, giudici, ecc.)  su questa decisione di appoggio militare che ANDREOTTI ha definito di "Polizia",  si sono molto avvicinati al pontefice con i suoi messaggi di pace, di non intervento, di inviti al dialogo.

Ed è nata una nuova categoria subito bollata come "i papisti" di sinistra", una carovana che fino a ieri non si sapeva che esistesse (o almeno non così come in questa occasione. CL esisteva già).

Fino a ieri. Poi in questa circostanza, ecco perfino Occhetto citare al congresso comunista l'enciclica del Papa; poi D'ALEMA e VELTRONI con la sospetta compagnia del ciellino FORMIGONI a farsi benedire dal Papa a Piazza San Pietro all'"Angelus per la pace"; ed infine CURZI (!) ricevere i complimenti dalla Segreteria del Vaticano per il suo Tg3 in sintonia col Papa (!!!) 
Una "rivoluzione!" Che preannuncia qualcosa.

Come scrisse De Caro "ecco i pacifisti dentro, fuori e a cavallo del Pds, a volte anche contro, tanto per non smentire quel "tradimento laico" che fa parte della nostra storia intellettuale".
Strumentalismo o infatuazione mistica? Cosa sta accadendo?

MASSIMO CACCIARI (filosofo della sinistra) davanti a una  provocatoria domanda: "Ha ragione il papa e solo il papa?", su L'Unità lui risponde e... letteralmente sbalordisce.
Parla come un Papa:
"Se l'Europa, tutta, non viene  nuovamente evangelizzata è perduta. Noi tutti siamo perduti. Solo una Europa veramente cristiana, che ritrovi l'ispirazione originaria della sua civiltà, può salvarsi. Quale altro sistema di idee e valori potrebbe mai far riprendere un dialogo effettivo con il mondo islamico? Forse il marxismo comunista, il pensiero di Gramsci, l'atlantismo? No, sono rottami inservibili.
" Può farlo solo la Parola cristiana.... Il papato é oggi l'unica forza che possa contrastare il processo di secolarizzazione incarnato dalla cultura americana....quella di Bush, quella di sempre, con il suo egoismo e la sua volontà di dominio.  Vinto il comunismo, ora Wojtyla ha di fronte il vero problema, e la sua scommessa é che l'Europa non sia già tutta americanizzata"
.

Conclusione la Chiesa é il polo alternativo che é mancato con il crollo del comunismo, e ogni altra forma di ecumenismo é venuto meno. (sembra di leggere Il Primato  di padre Vincenzo Gioberti)

CARLO SINI (filosofo docente alla Statale) non è totalmente d'accordo con Cacciari:
"Il Papa ha assunto l'unico atteggiamento responsabile nelle generale ubriacatura di finto legalitarismo che ha contagiato persino un pensatore come Bobbio; solo nelle sue parole si percepiva un autentico pathos, di fronte al vacuo chiacchiericcio di una cultura laica uscita nel peggior modo possibile.  Ma dire che la ricetta sia riscoprire le radici cristiane dell'Europa ce ne passa.
Salvarci dall'americanizzazione per dialogare con l'Islam? Ma scherziamo? Quella islamica é una cultura moribonda che finirà per soccombere al predominio della tecnica e dell'americanismo"
. (Espresso, n, 10, pag 26) (Ai posteri !!!)

Sono i primi scontri verbali, che diventano perfino sconcertanti anche dentro lo stesso Partito "cattolico". Forti dissonanze  tra messaggi evangelici e impegni di partito.
E questo é uno dei più sorprendenti interventi:

"Per noi credenti non è stato facile compiere questa scelta (interventismo Ndr) ma noi la consideriamo nel solco della migliore tradizione democristiana, della sua solidarietà atlantica, del suo appoggio all'azione dell'Onu, e respingiamo la faziosità e la strumentalità di un pacifismo che non é in alcun modo legittimato, moralmente e politicamente, a darci lezioni. L'obiezione di coscienza si è rivelata un fenomeno molto limitato, su 350 parlamentari Dc, ci sono state solo dieci astensioni. Mi stupisce che certi politici non comprendono il principio di distinzione che serve a garantire il rispetto dell'autonomia della Chiesa e l'affermazione di quel senso dello Stato che deve animare ogni partito " (P. CASINI, Espresso, n.10, pag 29) Un capolavoro!

Un capolavoro subito superato. Roberto Di Caro  a pag.27 della stessa rivista scrive:
"Un prete, sia pur anomalo e spretato come
GIANNI BAGET BOZZO, s'incarica di smantellare  l'equazione, data per scontata in questi mesi tra Chiesa e Pace  "Il Cristianesimo ha fatto grande il mondo, ha dato corpo alla libertà, ma la pace proprio no, quella non l'ha mai portata. De resto sta scritto anche nel Vangelo: "Io sono venuto a portare non la pace, ma la guerra".

E. GALLI DELLA LOGGIA su La Stampa del 23 gennaio sulla linea pacifista del Papa titola:
"Se il Papa tace" -e scrive-  Non stupisce, che la linea politica della Santa Sede, improntata alla "terza via" (terzomondistica- le altre due sono la comunista e la capitalista- Ndr) in circostanze decisive non riesca e non possa coincidere affatto con quella dei  Paesi  occidentali. I primi a saperlo e a trarne le conseguenze sono peraltro proprio i fedeli cattolici di tali Paesi, i quali tra le due linee, mostrano regolarmente di preferire quella che s'ispira all'etica ed agli interessi del loro universo geopolitico di appartenenza, anzichè i principi suggeriti dalla Chiesa. Come avviene anche oggi, quando la grande maggioranza dei cattolici dell'Occidente segue i propri governi contro Saddam Hussein, e non già le indicazioni della Chiesa"

Sul pacifismo le opinioni sono varie:
* L'Europeo
esce con un   titolo "La gente inscena incredibili farse di piazza".
* TAIANI su Il Giornale "Rieccolo il partito pacifista, sostenitore dell'accordo ad ogni costo e della resa delle ragioni della violenza pur di non correre rischi....".
* BOCCA su L'Espresso "Non siamo in grado di chiederci cosa sia buono o cattivo, é impossibile, checchè ne dica la cultura catto-comunista, in cui siamo immersi come in una brodaglia dolciastra".
* VESPA al TG1 "La guerra l'ha fatta la comunità internazionale. E se noi vogliamo essere iscritti al club dobbiamo pagare le quote" (qui viene in mente il  mussoliniano "devo avere un migliaio di morti per sedermi  al tavolo  delle spartizioni...").
* GUIGLI sul il Giornale "Il modulo fac-simile, che offrono i catto-comunisti, ovvero la domanda per l'obiettore per dire "no" alle armi, é stato ribattezzato polemicamente negli ambienti militari il "modulo della codardia". (Era nota la frase anche nel 1915, e nel 1940!).

In Tv del resto è stato il più chiaro di tutti (ma proprio chiaro!) il colonnello REDDITTI:  "I ragazzi sono solo impegnati nella normalità delle funzioni inalterate, con operazioni di interventismo secondo il coordinamento generale del governo italiano" (burocratese di Palazzo perfetto).

Sulla guerra invece, a CIRIELLO forse gli viene in mente quella tanto amata musica da Hitler: "La Cavalcata delle Valchirie" (nota: i vittoriosi bollettini di guerra nazisti iniziavano sempre con questa ouverture. Ndr) e la evoca  sulla Stampa:
"L'offensiva si è aperta con una travolgente ouverture wagneriana, con la conquista dei cieli e con la distruzione dei sistemi di comando e controllo della macchina bellica irachena"
(Ciriello si deve essere divertito un mondo! Più di Hitler!)

Con l'Italia sia in preda a una crisi di coscienza c'è questo post-commento che ci fornisce un quadro generale :  "...c'è il profondo fossato che ha spaccato in due il mondo cattolico in Italia durante e dopo questa guerra; un fossato destinato ad ampliarsi. Il Paese scopre  in questa circostanza (anche se si sapeva) che la sua cultura e insanabilmente spaccata in due, non ha quel sostrato comune che fa le nazioni" (R. Di Caro).

Ma quando si è creato questo fossato? Dobbiamo tornare indietro, dal 12 Agosto fino al 25 dicembre, riepilogare i fatti.

Il 12 agosto l'Iraq ha invaso il Kuwait. L'aggressione è stata condannata dall'Onu e il consiglio di sicurezza non esclude l'uso della forza per restituire la sovranità a uno stato membro. L'Urss e i paesi comunisti non si dissociano e neppure i paesi arabi, esclusa la Giordania. Gli Stati Uniti si stanno preparando a un intervento armato, al quale daranno un contributo molti altri paesi. Ed eccoci al 25 dicembre, improvvisamente, ne suo messaggio natalizio, Papa Giovanni Paolo II si dichiara contro la guerra imminente e dice: "Si persuadono i responsabili che la guerra è avventura senza ritorno! Con la ragione, con la pazienza e con il dialogo, e nel rispetto dei diritti inalienabili dei popoli e delle genti, è possibile individuare e percorrere le strade dell'intesa e della pace".
L'appello viene trasmesso dalle televisioni di 60 Paesi, e sorprende molto perchè sembra non tener conto dell'insuccesso che hanno avuto tutti gli ultimatum lanciati dall'Onu a Saddam Hussein perchè ritiri le sue truppe dal Kuwait. E su questo appello i pacifisti iniziano a "cavalcare", a creare il "fossato".
(da notare che qualcuno poi si ricorderà di questo appello, quando, scoppiata la guerra civile nella ex Iugoslavia, il papa non si mostrerà contrario a un intervento militare che "ponga fine alle atrocità di tutte le parti in conflitto".

Per la cronaca della guerra vedi:  gennaio - febbraio - marzo.

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