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ANNO 2000

GENNAIO 2000

La cartolina storica del mese

"Lo straordinario aumento delle quotazioni in Borsa non può continuare al ritmo degli anni passati...l'attuale situazione di grazia comportano rischi di squilibri che possono costituire una minaccia per la nostra prosperità" Alan Greespan.  

(Cronistoria  del mese-  Testi di:  GIACOMO PACINI ) 

(DAL MONDO E SPORT  IN FONDO AL MESE)

1 GENNAIO -  CIAMPI: IL DISCORSO DI FINE ANNO Il Presidente della Repubblica decide "di parlare ai giovani", "e' ora di puntare sull'innovazione per creare sviluppo" dice Ciampi, "ed il lavoro durevole lo si crea solo innovando e stando al passo del mondo che muta sempre piu' rapidamente". Poi, per la parte politica, afferma "serve piu' forza e stabilita', oggi possiamo dire di essere riusciti a creare governi piu' solidi nei comuni e nelle regioni, ora la solidita' va garantita a livello nazionale, va colmato il divario fra cittadino e istituzioni, l'Italia e' riuscita a mantenere gli impegni coi partner europei dopo un percorso di duro risanamento finanziario, ma adesso e' giunto il momento di dare avvio alle tanto auspicate riforme". Poi decide di concludere con un accenno di patriottismo "la nostra Repubblica sara' piu' forte dando maggior respiro all'Italia delle regioni, cosi' l'unita' d'Italia sara' quella che sognarono i padri del Risorgimento, fondata non sul centralismo, ma sulla pluralita' delle patrie". Dal Polo e dalla maggioranza giungono consensi unanimi "per i richiami alla stabilita'". Per il centrdestra "quelli di Ciampi sono toni ben diversi di quelli del passato"[il riferimento e' a Scalfaro] e AN sottolinea il richiamo al valore della patria. Critici invece Pannella e Bertinotti, per il leader radicale "Ciampi non ha parlato alla gente, ma ai partiti, senza dire nulla del debito pubblico, della disoccupazione e delle pensioni da fame", mentre secondo Bertinotti "e' mancata la percezione drammatica della crisi politica, e ci si aspettava almeno una parola su un evento tragico come la guerra nei Balcani". *** MILLENNIUM BUG: NESSUN PROBLEMA. Il cambio di data non ha provocato, almeno per il momento, alcun problema ai computer. Nessun sistema informatico ha subito contraccolpi di rilievo. Si calcola che per adeguare tutti i sistemi informatici siano stati spesi oltre 360 mila miliardi di lire. ED E' STATO SCONGIURATO ANCHE L'ALLARME TERRORISMO. Le misure di sicurezza prese erano imponenti ed in nessuna capitale ci sono stati i tanto temuti atti terroristici. 

2 GENNAIO - NOTTE DI SAN SILVESTRO E GIUBILEO, ROMA NEL CAOS. SCOPPIA LA POLEMICA In 3 giorni la Capitale e' stata invasa da oltre 3 milioni di persone, rimanendo praticamente paralizzata a causa di un afflusso superiore a qualunque aspettativa. Per AN "Rutelli aveva promesso che tutto era a posto, che le infrastrutture del Giubileo erano pronte, ma alla prova del nove Roma si e' rivelata un colabrodo, non c'e' stato controllo su nulla, oggi abbiamo strade devastate, macchine sfasciate, statue deturpate, per non parlare del traffico in totale tilt". Ma Rutelli risponde "contro i teppisti non potevamo fare nulla, e' vero la sera del 31 Dicembre c'e' chi ha esagerato, ma sfido chiunque a dire che Roma non ha resistito. Tre milioni di persone vi sembrano uno scherzo?" Ed anche il Prefetto di Roma ribadisce "l'esame lo abbiamo superato". *** ESTERI. RUSSIA: DOPO LE DIMISSIONI DI ELTSIN. Sono state fissate al 26 marzo le elezioni presidenziali, Putin sembra destinato a stravincerle; al momento non si sa neppure quali saranno i suoi avversari. Zyuganov dovrebbe essere il candidato dei comunisti anche se all'interno del partito c'e' chi lo considera una figura "logora", specie dopo l'astuto richiamo di Eltsin alla necessita' di "una nuova generazione politica". Molto difficile e' poi la candidatura di Prymakov, dato per favorito nei mesi scorsi. E cosi' Putin, forte di sondaggi che lo danno oltre il 50%, vola oggi al fronte ceceno per incontrare l'esercito e proseguire nella sua "campagna patriottica" che finora ha dato , dal suo punto di vista, ottimi frutti. "In Cecenia vinceremo",dice e poi tiene a precisare "e' falso dire che ho concesso ad Eltsin ed alla famiglia un'amnistia". Ed in effetti nella legge fatta approvare subito dopo le dimissioni di Zar Boris non si parla di amnistia,anche se si precisa che l'ex Presidente sara' immune da perquisizioni e interrogatori. 

3 GENNAIO -  DOPO LA PAUSA DI FINE ANNO TORNA LA POLITICA. NEI POLI IN PRIMO PIANO IL TEMA DELLE ALLEANZE PER LE FUTURE ELEZIONI REGIONALI. Bossi conferma "e' vero, stiamo trattando con Forza Italia, presto ne saprete di piu', di certo se l'accordo ci sara' D'Alema ha chiuso". Nella maggioranza intanto si cerca di riaprire il dialogo con Rifondazione "in molte regioni abbiamo ben lavorato assieme" dicono dai DS. Bertinotti commenta "ho gia' detto quelle che sono le mie condizioni per riaprire una trattativa : aumento delle pensioni minime e salario sociale per i disoccupati". Ma subito dal Trifoglio si precisa "se la maggioranza rincorre Rifondazione un dialogo con noi e' impraticabile".***  BUFERA SU RUTELLI Si infiammano le polemiche su come Roma ha "gestito" la notte dell'ultimo dell'anno e l'arrivo dei pellegrini per l'inizio del Giubileo. FI attacca "Rutelli ormai da mesi pensa solo alla sua carriera politica nell'Asinello dimenticandosi il piccolo particolare che lui e' il Sindaco di Roma, di quella Roma che ha dato un'immagine disastrosa a tutto il mondo, come minimo D'Alema deve destituire Rutelli dalla carica di Commissario per il Giubileo". Gasparri , AN e oppositore per antonomasia di Rutelli, rincara la dose "presentero' un esposto alla magistratura per i reati di Rutelli verso Roma; un Giubileo all'insegna del panico, una Capitale allo sbando, e' un disastro mai visto". Ma Rutelli non ci sta e contrattacca "catastrofismi ridicoli, si dicono solo falsita' per ragioni politiche, in 3 giorni abbiamo gestito in modo straordinario un numero di persone enorme, guardate cosa e' successo nelle altre capitali e poi parlate! Ma forse le opposizioni volevano che cacciassi con la forza tutti i turisti e i pellegrini; per me parlano i dati: il 96% delle opere del Giubileo e' concluso, sfido chiunque a dire il contrario."***  MILLENNIUM BUG. OGGI IL GIORNO DECISIVO. Finora non si sono registrati problemi, ma la prova del fuoco ci sara' oggi con la riapertura delle banche e il ripristino delle attivita' industriali. 

4 GENNAIO -  PATTO LEGA-POLO, AN RIBADISCE IL SUO NO. Per Storace(candidato del Polo alla regione Lazio) "ma perche' mai ci dovremmo alleare con un movimento come la Lega che orami e' solo un piccolo fenomeno locale?" E Alemanno, esponente dell'ala "sociale" di AN , insiste "con Bossi non c'e' alcuna compatibilita', una alleanza sarebbe solo dannosa". Nella maggioranza intanto a far discutere e' la legge sulla Par Condicio. I DS si appellano al Trifoglio "non vogliamo pensare che su un tema cosi' importante vi possiate schierare con Berlusconi". Per il capogruppo al Senato diessino, Angius "durante il periodo natalizio abbiamo assistito a spot sconcertanti, ormai la legge sulla Par Condicio non e' piu' procrastinabile, gli spot di auguri di Berlusconi sono da regime rumeno". Da FI si risponde "chiunque puo' fare spot sulle reti Mediaset, basta pagare, c'e' un regime di pari condizioni". Ma per Angius "come no!, chissa' forse c'e' qualche buontempone che ci convincera' che Berlusconi si toglie di tasca i soldi per gli spot e poi paga se stesso". *** MILLENNIUM BUG, ALLARME CESSATO (PUR CON QUALCHE DISGUIDO). Anche con la riapertura delle banche e degli uffici non si sono avuti problemi di rilievo. Tuttavia i computer sono andati in tilt al tribunale di Venezia e di Napoli (finendo qui per allungare le pene ai detenuti dato che la loro data di nascita e' stata indietreggiata di cento anni), oltre che all'anagrafe sanitaria di Roma e alla motorizzazione di Trento. *** ECONOMIA. 2000, FALSA PARTENZA PER PIAZZA AFFARI. Dopo un'iniziale grande rialzo si e' avuta una dura frenata (in seguito soprattutto ad un brusco calo di Wall Street). Alla fine il MIB TEL ha ceduto oltre il 3%. 

5 GENNAIO -   PAR CONDICIO, SI ALZA IL TONO DELLO SCONTRO. Il Polo accusa "la maggioranza ha spostato un parlamentare alla Commissione Affari Costituzionali in maniera del tutto arbitraria e lo ha fatto solo per rafforzarsi ottenendo un voto in piu' decisivo per far passare la legge che imbavaglia la comunicazione, e se lo spostamento e' corretto dal punto di vista formale, sposta comunque in modo del tutto arbitrario il rapporto fra maggioranza e opposizione". [adesso nella suddetta Commissione il centrosinistra se riuscisse ad avere l'appoggio di Rifondazione potrebbe far approvare la legge sulla Par Condicio senza l'aiuto del Trifoglio]. I DS rispondono "quando viene rispettata la proporzione dei gruppi di ciascuna commissione nessuno puo' dolersi, percio' noi non abbiamo fatto alcun colpo di mano". Intanto il Trifoglio non scioglie i dubbi sul suo atteggiamento di fronte alla legge "anche se ad oggi siamo orientati per il no" fanno sapere. E sempre oggi, il diessino Vincenzo Vita ha chiesto all'authority delle telecomunicazioni se "gli spot natalizi di Berlusconi siano stati legittimi". Storace replica "Vita fa interrogazioni inutili e non conosce la legge, gli spot li possono fare tutti; basta pagare. E poi non siamo mica in campagna elettorale percio' l'Authority non puo' vietare nulla". Per Vita "e' inutile rispondere alle parole al solito sgradevoli di Storace, lui si che e' in campagna elettorale, ma non gli daro' una mano a sollevare polveroni".***  E SUL TAVOLO DEL GOVERNO C'E' ANCHE LA QUESTIONE "REFERENDUM RADICALI". Il Ministro del Lavoro, Salvi, dice "il Governo deve impegnarsi a bloccarli, sono dannosi per le persone piu' deboli, dobbiamo dire no al mercato selvaggio". Ed anche per Castagnetti "quei quesiti che scardinano l'intero impianto dello Stato Sociale vanno bloccati". Pannella reagisce "non ci bloccherete, vedrete che ne uscirete battuti, voi volete solo conservare gli equilibri esistenti, con delle garanzie che esistono solo in Italia". *** ECONOMIA. WALL STREET TRASCINA AL RIBASSO LE BORSE MONDIALI. Il 2000 e' iniziato malissimo sui mercati finanziari, e stavolta anche per i titoli tecnologici si registrano forti perdite. La corsa al ribasso parte dagli USA (Wall Street -3%) e coinvolge l'Europa: Milano -2,28, a picco Londra e Francoforte. Alla base di tali cadute c'e' la convinzione dei mercati della ormai prossima stretta monetaria che , probabilmente entro 2 settimane, la Federal Reserve attuera', alzando di almeno un quarto di punto i tassi.  

6 GENNAIO -  FISSATA LA DATA DELLE REGIONALI: SI VOTERA' IL 16 APRILE. Per la prima volta ci sara' l'elezione diretta del presidente della regione; al voto sono interessati oltre 43 milioni di italiani. Ma la data, decisa dal Ministro Bianco, non trova il consenso delle opposizioni. Per FI "come si puo' decidere di far votare il 16 aprile, giorno della Domenica delle Palme, in un anno giubilare? C'e' un fortissimo rischio astensionismo". Ma Bianco spiega "dal punto di vista della legislazione vigente, c'erano solo due date: o il 16 o il 23 aprile, che pero' e' Pasqua". *** QUESTIONE REFERENDUM. Dai sindacati giunge un appello al Governo :"si deve costituire in giudizio davanti alla Consulta contro i quesiti radicali prima che la Consulta stessa ne decida l'ammissibilita'". Ed il segretario del PPI Castagnetti si dice d'accordo " i referendum radicali sono contro i piu' deboli" afferma. *** ESTERI. ELEZIONI IN CROAZIA: SVOLTA A ZAGABRIA. Il centrosinistra di Racan  trionfa sul partito che fu di Tudjman. Con questo voto potrebbe essersi chiusa definitivamente l'era del nazionalismo esasperato.

7 GENNAIO -  AMATO SFERZA IL GOVERNO. In un'intervista al Corriere della Sera, il  Ministro del Tesoro rilascia dure dichiarazioni verso l'esecutivo: "non si  puo' guidare cosi' un paese" dice "non e' piu' ammissibile una simile frammentazione nella maggioranza, si e' arrivati al punto in cui non si riesce piu' neanche a darci un comune elemento di appartenenza, cio' e' davvero desolante". Amato non aveva ancora rilasciato dichiarazioni dal giorno in cui al Congresso Socialista il suo nome, pronunciato da D'Alema, venne fischiato. Per le opposizioni "nonostante D'Alema abbia provato a bruciarne la candidatura davanti ai socialisti e' evidente che Amato stia ponendo la sua candidatura a Palazzo Chigi". *** ECONOMIA.  QUARTO GIORNO CONSECUTIVO DI PERDITE PER LE BORSE EUROPEE. Mentre Wall  Street da' segnali di ripresa, in Europa i mercati finanziari fanno  registrare ancora bruschi cali. E stavolta la maglia nera e' proprio Milano con -1,52%.

8 GENNAIO -  DOPO LE DICHIARAZIONI DI AMATO. D'Alema replica " Ha piena legittimita' di  criticarci, ma e' chiaro che la sua e' anche una autocritica, visto che lui fa parte di questa maggioranza". Per i Democratici "come si fa a dare torto ad Amato quando invoca maggiore coesione? Peccato pero' che quando lo dicemmo noi, ci chiamo' partito delle centopadelle..", mentre per Mastella "Amato dice cose intelligenti, magari adesso cominci anche a dare una mano per attuarle". E il Ministro del Tesoro oggi prova a smorzare la polemica "come sempre si creano polveroni sul nulla, mi ero solo limitato ad auspicare maggiore unita', avessi voluto attaccare D'Alema, prima mi sarei dimesso poi lo avrei fatto". *** INTANTO E' OCCHETTO A "SPARARE" SU D'ALEMA. A meno di una settimana dall'apertura del Congresso DS, l'ex segretario dichiara "D'Alema non ci puo' guidare fino al 2001, ha fallito, ha fatto arretrare lo spirito dell'Ulivo volendo inseguire l'effimera Cosa 2. Adesso finiamola con le ipocrisie, in vista del congresso ammettiamo che il vero problema della coalizione e' proprio D'Alema". *** E SEMPRE SULLA QUESTIONE DEL PREMIER SCOPPIA UNA POLEMICA TRA PRODI E COSSIGA. L'ex Presidente della Repubblica così si esprime in un'intervista  su un giornale spagnolo "Prodi continua ad intervenire anche oggi che e' alla Commissione Europea sulle questioni della politica italiana. Infatti  si sta adoperando per sostituire D'Alema con, nell'ordine, : Monti, Bazoli,  Amato o Rutelli". Stizzita la risposta di Prodi "chi come Cossiga ha  guidato uno Stato dovrebbe evitare comportamenti che aumentano il degrado  politico. Cossiga dice cose inesistenti, non so a che gioco voglia giocare, ma purtroppo devo constatare che questo e' l'ennesimo esempio di un  irresponsabile gioco al massacro la cui unica vittima e' la credibilita'  delle istituzioni".*** QUESTIONE REFERENDUM. IL  Governo annuncia "che non fara' ricorso [come richiesto dai sindacati] contro i referendum radicali; non ci costituiremo davanti alla Consulta per impedirli, ma non resteremo neutrali: diciamo un secco no ai quesiti sul lavoro che provocherebbero la distruzione dello stato sociale". *** ECONOMIA. SI RIALZANO LE BORSE. Dopo i consistenti ribassi delle giornate precedenti e' evidentemente diventato conveniente acquistare ed infatti alla fine di una disastrosa settimana per i mercati finanziari si registra una netta inversione di tendenza. Volano Wall Street e Francoforte, mentre Milano guadagna il 3,42%.

9 GENNAIO - I REFERENDUM AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO. Scende oggi ufficialmente in  campo il Comitato per il no, organizzato dai sindacati. CGIL, CISL, UIL  ritrovano l'unita' e dichiarano "il nostro no e' netto ai referendum di Pannella, quella dei radicali e' una violentissima aggressione allo stato sociale, non e' possibile distruggere cosi' le conquiste dei lavoratori. Ci auguriamo che in questa battaglia il Governo sia con noi e non cerchi "flirt" coi radicali per ragioni elettorali". Il Ministro del Lavoro Salvi risponde "i sindacati stiano tranquilli, quei referendum sono un attentato alla liberta' e alla democrazia e contro tutto un sistema di diritti, percio' non potremo che combatterli" e poi avverte D'Alema "cercare di blandire i radicali per ragioni elettorali sarebbe gravissimo". E chiaramente non si fa attendere la risposta di Pannella a queste dichiarazioni "siete un'armata di produttori di disoccupazione" dice "e che proprio voi vi associate per il no ai referendum e' la riprova della giustezza dei quesiti, di quella che e' l'unica alternativa liberista e radicale.". E sempre sull'argomento, Fini, intervistato dal Corriere annuncia "il si di AN ai referendum sociali, sono dei quesiti che il centrosinistra teme e che il Polo deve sostenere, sono referendum che parlano al popolo delle partite-IVA, ovvero all'ossatura del nostro elettorato, non possiamo non sostenerli" [Berlusconi, attirandosi le ire di Pannella, non si e' ancora espresso].*** POLITICA. CONTINUA IL BOTTA E RISPOSTA COSSIGA PRODI. "Tu sai, Romano" dice Cossiga rivolto a Prodi "che io ho detto la verita' e percio' non capisco come mai tu voglia smentire. Perche' fu proprio Prodi a parlarmi della possibilita' di nuovi leader al posto di D'Alema e mi cito' appunto Monti e il banchiere Bazoli prima di tutti. "Ma,aggiunge Cossiga," c'e' dell'altro: Prodi mi rimprovero' anche di aver portato D'Alema a Palazzo Chigi. Ricordo che mi disse : ma perche' hai voluto mandare un comunista al Governo? E ricordo che queste parole Prodi me le disse lo scorso 7 ottobre, percio' non capisco perche' oggi faccia finta di niente". Prodi stavolta replica a Cossiga con una breve lettera sul Corriere "in quel 7 Ottobre non ho parlato di politica con Cossiga e ci sono due miei collaboratori che possono confermare: e adesso spero davvero di non dover parlare piu' di questa vicenda".

10 GENNAIO -  I RADICALI APRONO AL POLO. Intervistata dal Corriere Emma Bonino propone "un ticket Berlusconi Bonino per un'alternativa liberale, liberista e federalista. Constatato l'appoggio di Fini ai referendum ci diciamo disponibili ad un immediato patto col Polo, basta che il centrodestra recuperi i programmi del 1994 e del 1996, quei programmi che poi ha tradito. Berlusconi dica il suo si ai referendum e dia avvio ad una grande rivoluzione federalista e avra' l'appoggio dei Radicali". Ma al momento da Forza Italia si esprime cautela, per La Loggia "Sostegno di FI ai referendum? Non affrettiamo i tempi, aspettiamo almeno il giudizio della Consulta", e poi aggiunge "comunque non accettiamo ultimatum dai Radicali ne' ricatti sui quesiti per arrivare ad eventuali alleanze, noi preferiamo lasciare liberta' di voto". *** "IL PAPA E' TROPPO STANCO, SI DIMETTA". Sono le parole del Capo della Conferenza Episcopale tedesca Lehmann (uno dei piu' importanti esponenti della Chiesa, gia' in passato in contrasto col Vaticano). "So che al Papa non manchera' il coraggio di ammettere di non poter piu' ricoprire il suo incarico" dice Lehmann "dobbiamo renderci conto che oggi alla Chiesa serve un uomo forte". Dal Vaticano si risponde "nessuno puo' dire al Papa di lasciare il suo incarico, quelle di Lehmann sono affermazioni strane e non condivisibili".

11 GENNAIO - RADICALI-POLO: IL DIALOGO NON DECOLLA. Pannella "sono addolorato per lo scarso interesse mostrato da vasti settori del Polo alle offerte di Emma Bonino, dicono che la nostra proposta e' un ricatto perche' loro preferiscono riforme fatte al buio". Urbani (FI) commenta "quelli dei Radicali sono degli ultimatum lanciati per farci concorrenza". Intanto, dopo il si di Fini ai referendum pannelliani, l'ala sociale di AN prende le distanze, per Alemanno "su quei quesiti serve una maggiore cautela", mentre l'UGL (l'erede della CISNAL), sindacato vicino alle posizioni di AN esprime un netto no "ai quesiti sul lavoro". Ed oggi Berlusconi torna a far sentire la sua voce dopo la pausa natalizia. Ma il leader del Polo non tocca la questione referendum e si appella invece al Trifoglio "perche' non voti la Par Condicio, una legge che e' illiberale, ipocrita , arrogante e antistorica, chi ha a cuore la liberta' deve dire no". Per i DS le parole di Berlusconi "sfiorano il patetico". *** INTERNET E TV: LA PIU' GRANDE FUSIONE DI SEMPRE Nasce il primo colosso dell'era tecnologica: America On Line (AOL), il piu' grande operatore di internet del pianeta con oltre 22 milioni di abbonati, ha acquistato la Time Warner, ovvero il maggiore gruppo editoriale del mondo. E' un'operazione costata la mastodontica cifra di 163 miliardi di dollari (oltre 350 mila miliardi di lire). Steve Case, presidente di AOL, "la fusione e' avvenuta tramite uno scambio azionario. Siamo ad una svolta storica, da oggi parte una nuova rivoluzione, noi siamo i pionieri della cultura digitale del futuro". Le potenzialita' dei nuovi media stanno tutte in questi dati: fino a non molti anni fa AOL era semisconosciuta, oggi ha di fatto inglobato la Time Warner, uno dei capisaldi dell'informazione USA che e' sulla breccia da decenni. In pratica adesso chi entrera' in AOL potrebbe avere a disposizione sul monitor dai film alla musica ai prodotti editoriali alle informazioni in diretta continuando a navigare sulle pagine di America On Line. 

12 GENNAIO - POLITICA. PARISI "VELTRONI SCIOGLI I DS". All'antivigilia del Congresso dei DS, il leader dei Democratici lancia una proposta a sorpresa: "sciogliamoci tutti in una grande casa riformistica" dice "spero che Veltroni nella relazione di apertura al Congresso si pronunci in questo senso, i vecchi partiti vanno ormai oltrepassati, sono inadeguati alle nuove sfide". Ed anche la sinistra interna ai DS "agita" la vigilia del Congresso contestando duramente la recente politica del partito. Tutto e' comunque pronto a Torino, alla ex fabbrica del Lingotto, per l'inizio dei lavori di un congresso con il quale Veltroni vuole marcare il definitivo distacco dalla tradizione comunista. E fa discutere lo slogan che Veltroni ha scelto: dietro al palco campeggia infatti un enorme I CARE [mi prendo cura] , che fu una delle parole "simbolo" di Don Milani. Per il Polo "Veltroni vuole sfruttare l'immagine di Don Milani, e comunque" fanno sapere i leader del centrodestra "noi non andremo ad un congresso che sara' solo propaganda". *** ESTERI. PINOCHET PRESTO LIBERO? Secondo il Governo di Londra l'ex dittatore cileno e' in condizioni fisiche tali da non poterne essere consentita l'estradizione in Spagna ne' tantomento un processo. "I medici che lo hanno visitato " dice il Ministro dell'Interno Straw "lo hanno trovato in condizioni gravi". A questo potrebbe avvicinarsi il giorno del rientro di Pinochet in Cile. 

13 GENNAIO - IL SI DI CONFIDUSTRIA AI REFERENDUM RADICALI. Da tempo si attendeva che gli Industriali sciogliessero i loro dubbi, oggi hanno espresso il loro assenso ai quesiti sul lavoro. "La nostra posizione" fa sapere Confindustria "e' in linea con gli interessi del paese". Ma per i sindacati "questo e' un atto ostile verso i lavoratori, un errore clamoroso, da adesso si puo' dire addio alla pace sociale". C'e' quindi attesa per la relazione che Veltroni fara' all'apertura del Congresso DS, dovra' chiarire la linea del partito sui referendum oltre che rispondere a Parisi che ha auspicato lo scioglimento dei DS in una "grande casa riformistica". *** ESTERI CASO PINOCHET: LE PROTESTE DELLE VITTIME. Per le organizzazioni delle famiglie dei Desaparecidos il probabile rientro in Cile di Pinochet "e' un passo verso l'impunita'". Ed anche per Amnesty International "liberarlo vuol dire beffare la giustizia". Ma pure in Cile le notizie provenienti dall'Inghilterra hanno creato imbarazzo e proprio negli ambienti della destra. Tra tre giorni il Cile dovra' eleggere il nuovo presidente; il Conservatore Lavin e il Socialista Lagos sono testa a testa. La figura di Pinochet potrebbe creare piu' problemi a Lavin (che ha cercato di cancellare il suo passato di collaboratore di Pinochet, schivando sempre ogni domanda sul Generale) che a Lagos, divenuto celebre 10 anni fa quando in diretta TV disse a Pinochet "che un giorno avrebbe pagato per i suoi crimini". 

14 GENNAIO - SI E' APERTO IL CONGRESSO DEI DS. LA RELAZIONE DI VELTRONI. "No allo scioglimento dei DS" dice "qui oggi nasce il nuovo partito della sinistra ma la sola scelta che sosterremo sara' quella di far arrivare questo esecutivo alla fine della legislatura, a Parisi dico: no ad ogni scioglimento, ma siamo disposti ad approdare ad una forma federativa". POI SUI REFERENDUM "appoggiamo ufficialmente quello elettorale, ma sugli altri diciamo un deciso no". Dopodiche' Veltroni consuma la rottura con la tradizione comunista "non ci possono essere doroteismi o ambiguita' nel dire che comunismo e liberta' sono incompatibili, il comunismo e' stata una tragedia, e se vogliamo un esempio dello scontro che in Italia ha danneggiato tutta la storia della sinistra basta pensare alle terribili parole che Togliatti riservo' a Carlo Rosselli definendolo dilettante da poco". Abiura quindi del PCI del Migliore e richiamo al "Socialismo liberale" dei Rosselli. Poi Veltroni riserva duri attacchi, ed e' una delle parti piu' applaudite, a Silvio Berlusconi: "per il leader del Polo non si puo' non provare un senso di pena. Berlusconi e' un impasto di demagogia, populismo , liberismo selvaggio e vecchia politica, e' colui che vorrebbe riportare indietro le lancette della storia, che vorrebbe i potenti intoccabili e una magistratura intimidita". Naturalmente non si fa attendere la risposta del Cavaliere "altro che abiure del comunismo" dice Berlusconi "Veltroni ha gettato la finta maschera liberale per indossare quella a lui piu' consona, in lui vedo il nuovo Vishinsky [il "Pubblico Ministero" dei processi staliniani], la relazione di Veltroni e' solo un impasto di idee male assortite , demagogia e falsita', dice tutto e il contrario di tutto, ma la verita' e' che i DS sono uniti solo nel demonizzarmi". Per D'Alema invece "Veltroni ha fatto un intervento chiaro e coraggioso, di forte sostegno alla nostra azione di governo". Piu' cauto Parisi "mi aspettavo il no alla mia proposta di scioglimento, ma ora temo i rischi di egemonismo DS". Cossutta invece si dice "amareggiato per le parole ingenerose e sprezzanti su Togliatti". 

15 GENNAIO - COFFERATI "ACCENDE" IL CONGRESSO DS. Nel suo intervento il leader della CGIL prova a spostare "l'asse" verso sinistra e si appella al Governo "dica un no netto e chiaro ai referendum radicali, a quei quesiti usati come una clava contro i lavoratori. Non abbiate paura di passare per conservatori" aggiunge fra i convinti applausi della platea "perche' non si e' conservatori quando si difendono i piu' deboli, una sinistra che si dice tale deve dire no a quei quesiti: uno per uno". Per il ministro Salvi "Cofferati ha pienamente ragione, lo stato sociale e le conquiste dei lavoratori vanno difese". Ed intanto D'Alema deve far fronte al duro attacco di Occhetto ("serve una nuova leadership") e all'improvviso strappo con Bassolino. Il Sindaco di Napoli infatti lascia polemicamente il congresso, indispettito per aver visto slittare il suo intervento. (Ma Bassolino si e' infuriato anche per le pressanti richieste che i DS gli hanno rivolto perchè sia lui il candidato alle regionali per la Campania, richieste che per Bassolino sarebbero un modo per "bloccare" uno dei possibili candidati per un'eventuale sostituzione di D'Alema). Ed intanto si consuma pure una spaccatura nel Trifoglio: per Boselli "l'intervento di Veltroni e' stato davvero soddisfacente", mentre per Cossiga "Boselli forse e' vittima della sindrome di Stoccolma o si sta adeguando ai DS?". Intanto i leader del Polo fanno sapere che "abbiamo fatto bene a non andare al congresso". Secondo Fini "l'unica arma rimasta ai DS per dare entusiasmo alla base e' attaccare Berlusconi". E Pisanu aggiunge "i DS sono a corto di idee e cercano deliberatamente lo scontro con l'opposizione". E OGGI BOSSI UFFICIALIZZA L'ACCORDO COL POLO. Ai microfoni di Radio Padania il segretario del Carroccio dichiara "il patto e' ormai fatto, Berlusconi ha capito che serve un cambiamento, una alleanza delle piccole e medie imprese contro lo strapotere dei poteri forti. In cambio noi abbiamo chiesto la devolution; con questo accordo la vittoria e' sicura". Molto critici sono gli ex leghisti, per Formentini "era chiaro che sarebbe finita cosi', non capisco a chi giovi una Lega alleata con questa destra", e Comino, ex capogruppo leghista alla Camera dice "alla fine avevo ragione io, la Lega va col Polo, ma quando lo dicevo Bossi mi chiamava traditore. E' chiaro che oggi fa questa mossa perche' ha l'acqua alla gola". 

(Cronistoria  del mese -  Testi di:  GIACOMO PACINI )    

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