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GIUGNO 2000

Pagina del mese in grigio; e cartolina  > >  quasi nera > >

...con Formigoni che esterna...

(DAL MONDO E SPORT  IN FONDO AL MESE)


(Cronistoria  del mese-  Rassegna - I testi sono di:  GIACOMO PACINI )    

1 GIUGNO -   FAZIO "L'ITALIA PERDE COLPI". E' uno scenario poco rassicurante quello descritto dal Governatore della Banca d'Italia nelle sue consuete Considerazioni Finali. "La nostra economia" dice Fazio "non tiene il passo e perdiamo competitivita' verso tutti i paesi industriali. Non e' piu' tempo di aspettare , servono un piu' deciso contenimento della spesa corrente e interventi strutturali nel mercato del lavoro ma anche una definitiva riforma del sistema previdenziale". Sono parole che colgono di sorpresa la maggioranza che le reputa "ingenerose", ma che soprattutto fanno riemergere interrogativi su quale potra' essere la tanto attesa collocazione politica di Fazio. Alla luce di quanto il Governatore ha detto pare difficile possa essere lui (come auspicano i centristi) il candidato premier del centrosinistra nel 2001. Nella maggioranza non si nasconde una forte delusione, secondo il Sottosegretario Micheli "il Governatore ha fatto un'analisi poco riguardosa che ignora gli sforzi fatti nel risanamento e nella riduzione del deficit". Per Letta, ministro dell'Industria: "sarebbe bene ricordarsi in che condizioni era l'Italia otto anni fa". Di tutt'altro tenore invece i commenti del Polo: "Fazio ha sancito il fallimento della sinistra". La Loggia "e' chiaro che solo con Silvio Berlusconi si potra' arrivare ad un rilancio dell'economia, e' evidente ormai la necessita' di mandare a casa la sinistra". Si dice poi entusiasta per le parole di Fazio il Segretario della CISL D'Antoni (che glissa sul richiamo al taglio delle pensioni) "il progetto del Governatore concorda con il mio, io non voglio tirare Fazio per la giacca, a me interessa vedere che esiste un buon programma da attuare. E credo che cio' avverra' presto". E l'indiretta conferma di quanto sia attesa la "scesa in campo" di Fazio la da' il fratello del Governatore, Pasquale che fa sapere "Antonio forse restera' alla Banca d'italia ma vi posso dire che le gerarchie ecclesiastiche da tempo lo vorrebbero in politca". 

2 GIUGNO - AMATO "SARO' IO A SFIDARE BERLUSCONI". Il Presidente del Consiglio lancia con forza la sua candidatura a leader del Centrosinistra per il prossimo anno ed avverte i centristi : "non e' affatto detto che debba essere un cattolico a guidare la coalizione , non capisco l'ossessione che parte della maggioranza ha su questo punto". Poi Amato attenua l'allarme sulla salute dell'economia lanciato ieri da Fazio "il Governatore ha ragione nel dire che si potevano ridurre le spese, ma oggi ritengo sia prematuro parlare di pensioni, anche' perche' " e chiama in causa la sua maggioranza "quando lo scorso inverno D'Alema propose la riforma per poco non venne linciato". - BERLUSCONI "IL POLO RISANERA' L'ITALIA". Il leader del Centrodestra in un incontro con la stampa estera parla gia' da futuro Premier: "ieri Fazio ha detto cose che noi sosteniamo da tempo. E' chiaro il fallimento della sinistra , cosi' come e' chiaro che saremo presto noi a rimediare a tutti gli errori di questa maggioranza, sono sicuro che a partire dal prossimo anno il Polo riuscira' a dimezzare la disoccupazione". Poi Berlusconi, provocato dalla domanda di un giornalista inglese che gli ricorda che "in nessun paese europeo un uomo che controlli imprese editoriali e tv potrebbe diventare Capo del Governo" , annuncia "il primo provvedimento che varero' non appena al Governo sara' una legge sul conflitto di interessi, cosi' la sinistra la finirÓ di speculare su questa faccenda". 

3 GIUGNO - CLINTON "SI ALLA DEVOLUTION", BOSSI "IO LO DICO DA SEMPRE". Il Presidente degli Stati Uniti, in visita in Europa, rilascia una dichiarazione che va a ripercuotersi nell'aspro dibattito che c'e' in Italia intorno a quali devono essere i nuovi poteri delle regioni. "La sovranita' nazionale" dice Clinton "viene arricchita dalle voci locali. Oggi in Europa tornano a risuonare nomi antichi quali Catalogna, Slesia, Rutenia, Piemonte e Lombardia. Stiamo assistendo ad una decisiva e fondamentale devoluzione di poteri verso il basso". Parole che richiamano subito alla mente le esigenze di cui si fa portatrice la Lega. Bossi commenta "finalmente anche gli Americani ci danno ragione. Chissa' se adesso la sinistra aprira' gli occhi e capira' che noi non siamo eversori ma solo contro il centralismo". MA I RAPPORTI GOVERNO-REGIONI RESTANO TESI. Visco, Ministro del Tesoro, richiama "all'ordine" le regioni: "le vostre spese sono fuori controllo e gravano in modo preoccupante sul bilancio dello Stato". Nel mirino c'e' la Lombardia di Formigoni dove, dice Visco, "negli ultimi tre anni le spese sono cresciute del 9,7% contro un tasso medio del 6%. Cosi' facendo si rischia di creare una spirale pericolosa, bisogna capire che federalismo non significa abolizione di ogni vincolo di spesa". Non si fa attendere la stizzita replica di Formigoni "sfido Visco a dimostrare con dati reali cio' che dice. Il Ministro fa solo della propaganda". 

4 GIUGNO -  IL GIORNO DELLA PARATA AI FORI IMPERIALI Ciampi e' riuscito a ridare lustro alla Festa della Repubblica, la sua decisione di ripristinare la parata militare lungo i Fori Imperiali si e' rivelata un successo. Dopo essere stati passati in rassegna dal Presidente, oltre 6000 militari e 350 automezzi hanno "sfilato" per le vie di Roma. E nella Capitale , per un giorno, si sono ritrovati uniti politici, sindaci e presidenti di regione. Sono rientrate dunque tutte le polemiche, l'unico assente e' stato Bossi. Ciampi "giornate come quella di oggi sono la testimonianza della fiducia della gente nelle istituzioni". Per Veltroni "e' stata una celebrazione di pace e di Unita' nazionale", mentre Fini la definisce "una giornata splendida". BOSSI "IO SONO FEDELE ALLA MIA VERA PATRIA". In un giorno che ha visto i maggiori leaders accantonare (almeno per 24 ore) qualunque diatriba, e' stato il comizio di Bossi da Pontida a surriscaldare il clima politico. Il Senatur e' su di giri :"mi davano del matto, ed ora perfino Clinton mi da' ragione!". Ed ancora "nessuno dica che Pontida e' contro Roma, mi auguro pero' che non avvenga l'inverso. Pure noi della Lega siamo fedeli alla patria, ma alla patria con la P maiuscola , non a quella che da' via libera a clandestini e delinquenti". Poi Bossi profetizza "la sinistra e' finita, alle prossime elezioni spazzeremo via uno stato morto". E COMPAIONO I "CARABINIERI PADANI". Sul palco con Bossi erano presenti anche carabinieri di professione guidati da Antonio Savino (segretario dell' Associazione Nazionale dell'Arma), poliziotti del Siap e agenti di polizia penitenziaria; e' la prima volta che cio' accade. Borghezio cosi' li ha presentati alla folla "eccoli! Questi sono i nostri poliziotti e i nostri carabinieri e sono con noi contro la delinquenza specie se immigrata. Governo di Roma e' ora che tu apra le orecchie". E dal palco, Mastrulli , rappresentante dell'Opsa, sindacato di poliza penitenziaria, ha arringato la folla: "mi inchino ai popoli della Padania cui porto il saluto mio e dei miei ottantamila uomini, siamo tutti parte di un popolo che odia l'illegalita' soprattutto quella degli extracomunitari". Un carabiniere, che sceglie l'anonimato, spiega "essere venuti al comizio di Bossi non vuol dire aver voluto sfidare i nostri superiori , ma nelle caserme siamo stanchi di essere subordinati ad ufficiali feroci e centralisti". 

5 GIUGNO -  IL CASO DEI CARABINIERI "PADANI". Nella maggioranza ci si dice "stupiti" per la partecipazione di esponenti dell'Arma al comizio di Bossi. I DS :"comincia a preoccupare sul serio l'atteggiamento della Lega, temiamo che piano piano stia venendo fuori quel patto segreto col Polo di cui si e' sempre negata l'esistenza". Per Nando Dalla Chiesa : " quei carabinieri trasformatisi in comizianti devono essere immediatamente licenziati". Savino, leader degli esponenti dell'Arma presenti ieri a Pontida, si difende "la Lega ci ha invitati e noi siamo andati. Tutti noi siamo fedeli alla patria , ma non potete continuare ad ignorare il malessere che c'e' nelle caserme" AMATO "BOSSI HA FRAINTESO CLINTON". "Mi sono vergognato"; usa toni duri il Presidente del Consiglio nel commentare il modo con il quale sono state interpretate le parole di Clinton che auspicavano una maggiore devoluzione di poteri verso il basso. "E' ridicolo" sostiene Amato "ridurre quanto detto da Clinton alle polemiche di casa nostra. Tutto cio' mi ha fatto vergognare. Quando Clinton ha saputo l'interpretazione data alle sue parole si e' messo a ridere". Ma Bossi rilancia "la verita' e' che Clinton era quello che fino all'anno scorso teorizzava l'Ulivo mondiale, poi si e' reso conto di che gentaccia si tirava dietro. Clinton ha capito che la Lega in Italia ha contribuito a far saltare gli equilibri del centralismo". 

6 GIUGNO - AMATO-BERLUSCONI: PROVE DI DIALOGO Tutto ruota intorno alla Par Condicio; Berlusconi ne chiede l'immediata abolizione ed in tal caso, promette il leader del Polo, "si potrebbe intavolare sul serio un dialogo con la maggioranza che ci possa portare a creare una nuova legge elettorale. Ma deve essere cancellata una legge assurda come la Par Condicio che fa si che un partito come Forza Italia che e' oggi al 35% abbia lo stesso spazio di un partito dell'0,1%". Amato si dice allora disponibile ad accogliere l'appello di Berlusconi :"io ho sempre dubitato dell'attuale Par Condicio. Ritengo che la visibilita' vada data alle coalizioni piu' che ai partiti". Ma nella maggioranza si alzano gli scudi, secondo il PPI "l'abrogazione della Par Condicio non e' al momento un'ipotesi percorribile", mentre per Vita "Berlusconi ha pretese inaccettabili". DS NEL CAOS, LA SINISTRA INTERNA ROMPE CON VELTRONI Spaccatura nella direzione DS; la sinistra interna decide di lasciare la segreteria e mette sotto accusa Veltroni : "il partito deve finirla di orientarsi verso il centro e recuperare sul serio i veri valori di sinistra. Non e' possibile continuare a passare da una sconfitta all'altra, dobbiamo mettere in discussione la linea uscita dal Congresso di Gennaio". La maggioranza della direzione ha comunque ribadito la fiducia a Veltroni ma in 56 hanno deciso di votargli contro ed a sorpresa Salvi, Ministro diessino del Lavoro, ha scelto di astenersi e di non votare a favore del Segretario. Veltroni "la sinistra interna si e' gia' rassegnata a perdere e ha in mente solo il ritorno ad una politica d'opposizione, ma io non staro' qui a rifare il PCI". 

7 GIUGNO - AMATO: "BASTA COL TIRARE A CAMPARE" E' un Amato dai toni decisi e sferzanti quello che , in un'intervista al Corriere, avverte "a me non interessano azioni di breve respiro, percio' se davvero la maggioranza si fosse gia' rassegnata alla sconfitta allora e' meglio lasciar perdere tutto piuttosto che tirare a campare". Ed accusa "da tempo ormai il Centrosinistra e' lontano dalla gente,e' troppo litigioso e non ha alcun tessuto reticolare per tenere contatti con la societa'. Berlusconi riesce a farsi capire piu' di noi, ma se la comunicazione televisiva puo' anche bastare ad un'opposizione che punta su messaggi brevi ed efficaci cio' non basta a noi che dobbiamo rendere conto del nostro operato. E comunque " conclude Amato "non e' un fatto solo televisivo, io fui il primo a dire che Berlusconi non era un fenomeno finto". E Fabio Mussi, uno dei piu' tenaci avversari di Berlusconi, ammette "purtroppo e' vero, il leader del Polo comunica meglio di noi. Il nostro linguaggio e' un idioma straniero per milioni di italiani". Cossutta condivide le parole di Amato "putroppo mi sembra che nei DS ci sia rassegnazione io pero' credo che la sinistra non parta battuta, ma ora e' urgente chiarire chi dovra' essere a guidarci nel 2001". Poi il Presidente dei Comunisti Italiani lancia una proposta "perche' non pensare ad un uomo come Cofferati alla guida del centrosinistra? Mi sembra abbia le doti necessarie". 

8 GIUGNO - MAGGIORANZA, IMPAZZA IL TOTOPREMIER. Non ottengono effetto gli appelli di Amato ad una maggiore coesione del Centrosinistra. La proposta fatta ieri da Cossutta di candidare Cofferati a Premier nel 2001 si scontra con il fuoco di sbarramento nei centristi. Per l'Udeur "Cofferati sarebbe l'eutanasia del Centrosinistra. Il candidato deve essere non solo di centro, ma molto di centro anzi fortissimamente di centro", mentre secondo Castagnetti "e' ormai evidente che senza un centrista la vittoria ce la sogniamo". Ma anche Cacciari giudica sbagliata la proposta di Cossutta ed ironizza "a Cofferati potremmo dare il collegio di Sesto San giovanni, dove Forza Italia prende il 70% dei voti operai.....Con Amato perderemo, ma almeno lo faremo con onore". Boselli pero' si dice sicuro che "Amato e' e resta il candidato migliore per battere il Polo", mentre per i DS il nome che potrebbe mettere tutti d'accordo e' quello di Giovanni Bazoli, cattolico Presidente di Banca Intesa. Mastella pero' , che continua a sognare la candidatura di Fazio , frena "Bazoli? A dire il vero io lo conosco solo per aver letto il suo nome sui giornali". E , visto il clima da tutti contro tutti che si respira nella maggioranza, un deputato di Forza Italia, a Repubblica, rivela "Gia' da oggi i burocrati dei vari ministeri ci stanno telefonando per accreditarsi con noi. Quelli del Centrosinista danno gia' per persa la partita, ormai a noi basta stare fermi ed aspettare".  

9 GIUGNO - AMATO "SONO PRONTO A DIMETTERMI". "Basta con il totopremier!". Il Presidente del Consiglio decide di troncare ogni discussione su chi dovra' essere il candidato del Centrosinistra nel 2001. Amato mette in chiaro che "o fra un anno ci saro' io alla guida della coalizione oppure me ne vado subito. Se vogliono un altro candidato Premier per il 2001 me lo dicano e a quel punto non resterei un minuto di piu', perche' il mio Governo sarebbe del tutto delegittimato". Veltroni concorda con Amato "non si puo' continuare con questo balletto di nomi, semmai del Premier ne riparleremo dopo la Finanziaria". Il PPI "a noi pare necessario affidare la guida della coalizione ad un centrista tuttavia adesso e' giusto lasciar perdere le liti".  Ma lo scontro pare solo rimandato. *** L'ANTITRUST MULTA I PETROLIERI PER 640 MILIARDI Con l'accusa "di aver alterato il mercato realizzando una complessa intesa orizzontale che ha imposto alla benzina un prezzo superiore al resto d'Europa", l'Autorita' per la Concorrenza, presieduta da Tesauro, ha condannato le compagnie petrolifere al pagamento di 640 miliardi. Secondo l'Autorithy "a causa del tacito accordo fra le Compagnie nel 1999 gli Italiani hanno pagato in benzina ben 1378 miliardi in piu' di quanto avrebbero dovuto spendere". 

11 GIUGNO - IL NORD SFIDA IL GOVERNO - I Presidenti di regione del Nord hanno stipulato, in un incontro a Genova, un'intesa che, per usare le parole di FIRMIGONI, "portera' ad una diversa mappatura degli aiuti statali alle regioni". I termini dell'accordo prevedono che il Piemonte "ceda" di fatto 47mila abitanti al Friuli e la Lombardia 50mila alla Liguria. In questo modo, spiega ancora Formigoni "Friuli e Liguria non saranno piu' penalizzate come avveniva sotto il Governo D'Alema. Da oggi vogliamo essere noi a ridistribuire gli aiuti statali alle imprese". Per Maroni "oggi si e' fatta la prima concreta prova di federalismo, abbiamo dato uno smacco a Roma e al Governo centrale. E questo e' solo il primo passo". 

12 GIUGNO - SCONTRO GOVERNO- REGIONI DEL NORD "E' un'intesa eversiva": non usa mezzi termini il Ministro Bersani nel commentare il patto stipulato fra i Governatori del Nord per una diversa ripartizione degli aiuti statali. "Si va verso una deriva incostituzionale" continua Bersani "di questo passo potremmo anche abolire la Conferenza fra le Regioni e quelli del nord potranno cosi' riunirsi direttamente nelle sedi di partito". Gli risponde Formigoni "Il Ministro dice cose incomprensibili, io proprio non riesco a capire che cosa mai abbiamo fatto di anticostituzionale o eversivo. Noi semmai ci siamo finalmente posti sulla via di un vero federalismo. Anzi annuncio che presto io chiedero' una devoluzione totale sulla sanita', sulla scuola e sulla formazione professionale". Bassanini pero', Ministro della Funzione Pubblica, riduce la portata delle parole di Bersani: "la ripartizione dei fondi statali decisa dalle regioni del Nord e' un'idea che gia' aveva avuto Amato. Di eversivo non c'e' nulla, ma non riesco nemmeno a capire come possano i presidenti di regione descrivere la loro intesa come uno smacco per il governo". - *** E' MORTO ASSAD. SIRIA IN LUTTO Muore a 70 anni uno dei maggiori protagonisti della travagliata storia del Medio Oriente. La Volpe di Damasco, come Assad era chiamato, sali' al potere in Siria nel 1970 dopo un golpe incruento governando per trent'anni col pugno di ferro sognando sempre "un fronte arabo unito" contro Israele. Se ne va senza veder realizzato il suo sogno: riottenere le alture del Golan perdute dalla Siria nel 1967 nella Guerra dei Sei Giorni. 

12 GIUGNO - AMATO "AVVISA" LE REGIONI DEL NORD - Monito del Presidente del Consiglio ai Governatori polisti del Nord: "non sono le regioni che si possono sostituire allo Stato". "E' singolare" continua Amato "sentir dire da esponenti leghisti che la redistribuzione della popolazione fatta dai presidenti del Nord ai fini degli aiuti di stato sia uno smacco per il governo, in quanto e' stato proprio il Governo a dare il via a questa iniziativa". E Ghigo , Presidente del Piemonte, oggi concorda con Amato: "si , e' vero quello che dice il Presidente del Consiglio, la nostra iniziativa ha avuto la collaborazione del Governo. Ora pero' e' meglio per tutti abbassare i toni". Formigoni pero' tiene a precisare che "l'iniziativa delle regioni ha ovviato ai limiti dell'azione dello Stato", mentre per Tremonti "siamo in una situazione paradossale: l'altroieri un Ministro ha definito eversiva l'intesa fra le regioni, oggi viene invece fuori che l'idea e' partita da Amato". 

13 GIUGNO - AMATO "BASTA LITI NELLA MAGGIORANZA" E' l'ennesimo appello che Amato fa alla coalizione : "dobbiamo finirla con le liti adesso servono progetti politici, perche' io voglio vincere le elezioni del 2001, per cui basta coi fiumi di parole. A causa dei nostri continui litigi abbiamo fatto si che un centrodestra, che sulle questioni economiche e' ancora piu' diviso di noi riuscisse a creare un forte blocco sociale". Ma nella maggioranza tarda a tornare il sereno; per Parisi "e' giusto smetterla di litigare, ma non si puo' non rilevare che quello di Amato non e' il nome giusto per il 2001. Serve un'altra figura". Mastella avverte "se si continuano a ignorare le richieste del mio partito dovremmo riconsiderare la nostra collocazione politica. Le alleanze non sono eterne". Potrebbe nascere un riavvicinamento fra Uduer e Polo? L'ex Presidente della Camera, oggi nell'Udeur, Irene Pivetti lo conferma "al momento per noi sono aperte entrambe le possibilita' di alleanza, sia a destra sia a sinistra". 

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