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20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
1 D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
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PERSONAGGI E PAESI |
(pagine in continuo sviluppo (sono graditi altri contributi o rettifiche)
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"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA"
ANNO 1082
*** A ROBERTO il GUISCARDO, l'appettito venne mangiando; non contento di tutta l'Italia Meridionale, questa volta attacca sull'Adriatico quella parte che era ancora sotto l'influenza bizantina: Durazzo, difesa non dai bizantini ultimamente in crisi ma dagli stessi veneziani.
Nei pressi di questa zona, i lagunari hanno un attrezzata base dalmata, considerata strategica per i loro commerci e gli scambi, che nonostante la crisi dell'impero d'Oriente, proseguivano senza sosta e senza tante complicazioni politiche di ogni genere e in ogni luogo.
Potenti come flotta navale, non rinunciano quindi a difendersi da soli, visto che Costantinopoli non é in grado nemmeno di difendere le sue stesse mura; spesso nemmeno a far fronte alle congiure militari dentro il palazzo imperiale.
Con i veneziani il GUISCARDO non ha fortuna; troppe le motivazioni, la tenacia e i mezzi in possesso dei veneti per difendere quello che non era solo un territorio da conservare politicamente, ma era la base operativa della loro economia; Durazzo era il porto cerniera del loro impero economico, che al pari degli antichi porti fenici era considerato - e anche rispettato - come un porto franco, apolitico.
Il Guiscardo, che stava concependo un ardito piano di conquista dell'impero bizantino, volle ignorare questa neutralità; attaccò ugualmente.
Giunto nell'Epiro, poi in Tessaglia, sappiamo da fonti storiche italiane, che Roberto abbandonò il progetto perchè costretto a rientrare in Italia chiamato dal papa assediato in Roma da Enrico IV.
Riparato quindi in Grecia, lasciò un contingente al comando del figlio BOEMONDO.
Da fonte veneziana invece sappiamo che il Guiscardo, arrivò fino a Durazzo, ma poi fu messo in fuga in malo modo, dai pochi bizantini tuttavia aiutati dai molti veneziani. Questa versione è più credibile altrimenti il nuovo imperatore ALESSIO non si sarebbe certo sdebitato con il Crisobollo, un rilevante privilegio che permetteva ai veneziani di commercializzare liberamente a Costantinopoli senza pagare alcuna tassa, che assicura, fra l'altro, a Venezia, tre banchine a Costantinopoli e tre punti d'ancoraggio sul Corno d'Oro
L'aiuto, quindi doveva essere stato considerevole e decisivo.
ANNO 1083
917 ANNI FA
*** ROBERTO il GUISCARDO indubbiamente non aveva afferrato il cambiamento che si era verificato a Costantinopoli; cioè il nuovo corso impresso da ALESSIO il nuovo imperatore.
Alessio pur essendo un militare, un generale, insediatosi a palazzo iniziò ad usare non le armi ma la diplomazia per riportare l'impero bizantino alla primitiva integrità territoriale. In pochi anni riuscì in quelle imprese dove tutti i suoi predecessori avevano fallito: dare un assetto definitivo al paese, poi rivolgersi alla province orientali dove si erano persi territori; infine smorzare le brame dei Turchi Peceneghi. Questi erano convinti -come il Biscardo - d'essere imbattibili; mentre erano forti semplicemente perché c'era la debolezza, o meglio il vuoto del potere bizantino dentro l'apparato militare, nell'amministrazione, nelle finanze. (Alessio subito riordinò opponendo al disgregamento dell'impero un rigido assolutismo).
ROBERTO il GUISCARDO non aveva insomma capito il nuovo corso. Anzi aveva coinvolto anche il figlio nel suo progetto. BOEMONDO mentre era assente il padre, forse preso dall'ambizione di scrivere lui la pagina della storia che l'avrebbe consacrato il conquistatore dell'impero bizantino, tentò addirittura lui il gran salto di qualità, il proseguimento dell'ardito progetto del padre.
Alla guida di un esercito normanno Boemondo risalì la Grecia, si portò in Tessaglia. Fece sosta a Dio, sotto il Monte Olimpo, marciò verso Larissa e tentò l'assedio della città. Indubbiamente sbagliò i calcoli, perchè fu assediato lui dal nuovo esercito bizantino che Alessio aveva già ricostituito, e già abbastanza valido ed efficiente da sconfiggere Boemondo.
Il padre, Roberto il Guiscardo, non gli era bastata la prima sconfitta, inoltre ritenne questa del figlio un errore, un impeto d'ambizione del figlio, e l'anno dopo rinnovò il tentativo di conquistare l'impero bizantino.