HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

< < Vedi QUI i singoli periodi in
"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA"

ANNO 1349

*** LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI
*** IL GIUBILEO DEL 1350


*** A MILANO nel mese di gennaio muore LUCHINO VISCONTI, avvelenato forse dalla terza moglie Isabella Fieschi. Gli succede nella signoria della città il fratello Giovanni, arcivescovo di Milano, che già nel 1339 era stato eletto signore dai milanesi, insieme al fratello, ma non si era mai occupato del governo lasciandolo nelle mani di Luchino. Ma dopo la sua morte, ne spodesta il figlio, Luchino Novello, e richiama i nipoti da lui esiliati, Matteo II, GALEAZZO II e Bernabò, imponendo nel Consiglio Generale di riconoscere loro il diritto di successione alla signoria della città. 
Con la proclamazione dell'ereditarietà del supremo potere nella famiglia Visconti, si sancisce la fine della democrazia e del Comune nella città di Milano.

*** LA CITTA' DI BARI che si era schierata dalla parte della regina di Napoli, Giovanna I d'Angiò, viene assediata ed espugnata dall'esercito ungherese guidato dal re Luigi che è sceso in Italia per vendicare la morte del fratello Andrea. 
Alla fine della guerra Giovanna farà dono della città a Roberto d'Angiò principe di Taranto.

*** Muore a Conflans la regina di Navarra, Giovanna II, che aveva regnato insieme al marito, Filippo di Evreux, fino al 1314, quando era rimasta vedova e si era trovata da sola a governare un paese dilaniato dalle lotte interne e in costante conflitto con la vicina Castiglia.
Sale al trono di Navarra il figlio di Giovanna, CARLO III, detto il malvagio, che verrà incoronato l'anno prossimo, il quale avanzerà pretese addirittura sulla corona di Francia, con il sostegno degli inglesi e del mercante parigino Stefan Marcel, in rivolta contro il suo legittimo sovrano.

*** IL DELFINATO, la regione francese compresa tra la Savoia, la Provenza ed il Rodano, viene ceduto in eredità alla corona di Francia da Umberto II, della famiglia dei La Tur-du-Pin, con il patto che rimanga sempre separato dagli altri possedimenti del re e sotto il dominio personale dell'erede al trono francese, che, per questo motivo, da adesso in poi verrà chiamato "il delfino".
Quindi il Delfinato da quest'anno e fino al 1456, quando sarà inglobato nel regno di Francia da Carlo VII, diviene appannaggio personale dei figli primogeniti del sovrano francese, che lo governeranno attraverso un rappresentante e talvolta direttamente.
Il titolo di delfino continuerà ad essere attribuito simbolicamente al principe ereditario francese fino a Luigi Antonio di Borbone, figlio di Carlo X, che morirà nel 1844. (By: Silvio Galletta)

*** Il 1349 è ancora un anno tragico su tutta l'Europa. Tutti gli stati sono indeboliti dal flagello della peste. Dallo studio e dalle cartine epidemiche (di Mc.NEILL - Storia della peste) le sole sacche risparmiate dall'epidemia  coincidono con i luoghi dove vi erano da tempo gli stanziamenti fissi dei barbari, dei goti, degli alani, degli unni e anche dei longobardi. In modo particolare nell'Ungheria. Queste popolazioni provenienti da ceppi scampati a grandi storiche epidemie, avevano, riproducendosi,  lentamente costruito geneticamente latenti ma efficienti sistemi immunitari, fra l'altro conservati con il contributo di una alimentazione ricca di sostanze antisettiche e antibatteriche.

Come abbiamo già ricordato nel primo periodo della comparsa dell'uomo, alcune zone del pianeta ne erano ricche, altre carenti. Soprattutto le popolazioni provenienti dall'Asia facevano parte del primo gruppo.
Si alimentavano rozzamente ma gli alimenti erano ricchi di sostanze (di aminoacidi) per combattere molte malattie epidemiche. Ne ricordiamo alcune: Aglio, Cipolla, Rapa. Milano longobarda (con molti incroci con i locali in oltre settecento anni) ebbe la percentuale più bassa d'Europa, oltre i Paesi dell'Est, cioè il cuore degli insediamenti dei popoli asiatici, come in Ungheria, che registrò pochissimi decessi, o in Bulgaria.

*** Nell'angoscioso momento della peste, l'Europa è percorsa da forme di esaltazione religiosa fanatica e isterica; si comminano o ci si autocondanna a violente penitenze corporali. Famosi quelli dei  "flagellanti". Fallito nel 1260 per la terza volta la profezia della fine del mondo (il 1000 e il 1033) i flagellanti hanno una buona occasione in questo drammatico periodo per rispolverare le apocalittiche previsioni di un collettivo castigo divino sull'umanita'. Insomma sempre pronti a giustificare ogni disgrazia, che disgrazia non era; era solo mancanza di pulizia, e il "diavolo" con la tanta sporcizia così diffusa  veniva aiutato nel  "suo lavoro".

Si predicava e sbrigativamente si dava una giustificazione alla tragedia, affermando che "il flagello è per i nemici di Dio; per i suoi servi invece é una cosa vantaggiosa; i buoni sono chiamati al riposo e i cattivi trascinati al supplizio. Il flagello e la morte non fanno altro che accelerare il riposo dei giusti e il castigo dei cattivi"! AMEN!


*** LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI

Anche se come causa della peste nera si indica spesso la volontà di Dio di punire gli uomini per le loro colpe, la gente, in preda alla disperazione, cerca di attribuire delle responsabilità a qualche essere umano contro cui sfogare quell'odio che non può esprimere contro Dio.
Il bersaglio più facile è quella comunità che, pur essendo convivente, è sempre rimasta straniera, perchè al di fuori del mondo cristiano, rappresentata dagli ebrei.
Da secoli i cristiani hanno imparato ad odiare l'ebreo che vive in gruppi separati, in quartieri o strade distinte, a cui si attribuisce ogni sorta di malvagità e che, per giunta, ha beni e proprietà accumulate sulla pelle dei cristiani e che quindi è lecito saccheggiare. 
Il loro isolamento sociale e psicologico risale al Concilio Lateranense del 1215, in cui erano stati bollati come stranieri e posti in una condizione giuridica particolare con delle limitazioni al loro diritto di cittadinanza.
Questa diversità doveva essere anche visibile, infatti venne imposto loro di portare il tipico cappello a punta e, in qualche luogo, anche una toppa rotonda di feltro giallo, cucita in vista sugli abiti a partire dai sette anni d'età, che pare rappresentasse una moneta.

(Un precursore dell'antisemitismo stile "hitleriano", fu AMEDEO III DI SAVOIA)

Infatti, oltre al quello religioso, anche l'aspetto economico contribuì all'emarginazione degli ebrei, a causa della professione che questi furono costretti ad esercitare, per assicurare il proprio sostentamento, quella del prestatore di denaro.
Questa attività era preclusa, almeno in teoria, ai cristiani, mentre, di contro, gli ebrei non potevano accedere alle corporazioni delle arti e dei mestieri e molto difficilmente riuscivano a ricoprire qualche carica pubblica.
Ecco perchè essi svolsero prevalentemente il mestiere di prestasoldi, considerato disonorevole per un cristiano, che è diventato con l'andar del tempo caratteristico del loro gruppo sociale e che non ha certo contribuito a renderli benvoluti dalla popolazione.
Papi ed imperatori si scontrarono più volte per decidere se spettava alla Chiesa o allo Stato il diritto di tenere come schiavi gli ebrei, perchè ciò significava libertà di sfruttamento delle loro risorse economiche.
Ad esempio, Ludovico il Bavaro, pretese da loro il pagamento di un tributo e ricompensò amici e città fedeli con il condono dei debiti contratti con gli ebrei.
La "tassa sugli ebrei", che consiste in un fiorino da versare annualmente al tesoro imperiale da parte di ogni individuo di età superiore ai 12 anni, diviene una delle principali fonti di guadagno per l'imperatore.
Ma trattandosi di un tributo personale comporta di fatto la perdita del diritto di cittadinanza, secondo la concezione giuridica medievale.
Il fatto che lo sfruttamento delle comunità ebraiche rappresenta una parte importante dell'economia delle monarchie medievali, spinge re ed imperatori, afflitti da una cronica mancanza di denaro, ad assicurare loro una certa protezione, così da fare in modo che questa fonte di entrate non venga a mancare.
Carlo IV si è pronunciato lo scorso anno 1348, contro la persecuzione degli ebrei, ma ha concesso l'impunità ai cittadini di Francoforte che si sono macchiati di orrendi delitti contro la loro comunità.
Allo stesso modo il Papa, Clemente VI, con una bolla pubblicata il 26 settembre, proibisce che gli ebrei vengano convertiti forzosamente, derubati o uccisi senza un processo, evidenziando che anche le comunità ebraiche vengono decimate dalla peste, per cui non possono essere i responsabili dell'epidemia.
Le autorità e i governi di molte città e regioni cercano di proteggere i perseguitati, ma sono costretti spesso a cedere alla "volontà del popolo".
Il 9 gennaio di questo 1349, a Basilea l'intera comunità ebraica viene rinchiusa in una casa di legno, posta su un'isola del Reno, e bruciata viva. Inoltre viene emesso un decreto che proibisce a qualunque ebreo di stabilirsi in città per i prossimi due secoli.
A Strasburgo, nel mese di febbraio dello stesso anno, 2000 ebrei vengono arsi sul rogo.
Durante tutto il 1349, l'impeto antisemitico si diffonde di città in città con una serie di pogrom che causano lo sterminio di molte comunità, alcune delle quali composte da migliaia di persone, senza nessun sopravvissuto.
Gli ultimi pogrom si registrano ad Anversa e a Bruxelles, nel mese di dicembre quando tutti gli ebrei vengono massacrati.
Nel 1350 in Germania e nei Paesi Bassi, come nel resto d'Europa, non rimarranno che pochissimi ebrei.
Al contrario, in Italia, dove comunque sono presenti numerose comunità ebraiche nelle città più importanti nel periodo della peste nera, non si verificano particolari atti di violenza antisemitica.
Il motivo è da ricercare, probabilmente, nella maggiore informazione sulle cause della peste di cui dispongono le città italiane votate al commercio e agli scambi internazionali, e quindi non riesce ad attecchire la leggenda dell'avvelenamento dei pozzi d'acqua ad opera degli ebrei, come origine del terribile morbo.
Considerata la situazione, nel 1350, l'Italia diventa terra d'immigrazione per tutti quegli ebrei sopravvissuti alle stragi dei paesi del resto d'Europa.
Purtroppo non si hanno dati certi sul numero delle vittime dei pogrom di questo periodo, ma è certo che in molte città europee scompaiono i quartieri ebraici, i quali vengono demoliti per lasciare il posto a nuovi edifici occupati dai cristiani.
Comunque, l'incubo vissuto dalle comunità ebraiche negli anni 1348-49, verrà superato soltanto dal genocidio provocato da Hitler nel XX secolo. (By: Silvio Galletta)


ANNO 13
50

IL GIUBILEO DEL 1350


*** IL GIUBILEO. Il Papa Clemente VI riduce a 50 anni l'intervallo di tempo tra un Giubileo e l'altro che Bonifacio VIII aveva stabilito in un secolo nel 1300.
A differenza del primo, questo secondo Anno Santo prevede la visita in Roma anche della basilica di San Giovanni.
La motivazione ufficiale espressa dal Pontefice è quella di voler offrire un pò di sollievo spirituale all'Italia e all'Europa, martoriate dal flagello della peste. Ma c'è anche un fine pratico di natura economica, considerate le enormi entrate della Chiesa in questa occasione e il notevole incremento dell'economia romana, chiamata a soddisfare le esigenze di migliaia di pellegrini. 
Per questo motivo erano stati in realtà i romani a chiedere al Pontefice di ridurre l'intervallo a 50 anni, per risollevare la situazione economica della città, in rovina dopo il trasferimento della sede apostolica ad Avignone.
Così il senso di colpa causato dalla peste, che imperversa ormai da oltre due anni, viene alleviato dall'indulgenza plenaria che chiunque può ottenere nell'Anno Santo, purchè si rechi a Roma, dove si devono visitare le tre basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni in Laterano.
Clemente VI, nella bolla con cui aveva indetto il Giubileo, stabilisce esattamente quanto denaro deve corrispondere ad ogni indulgenza, vendendo le quote di quello che chiama il "tesoro di meriti", cioè quell'infinito patrimonio spirituale accumulato grazie al sacrificio di Cristo e ai meriti della Madonna e dei santi.
La promessa di conquistare il paradiso pagandone il "biglietto d'ingresso" alla Chiesa, in un periodo in cui tutti sentono vicina la morte a causa della peste, provoca un'affluenza enorme di beni e denaro verso le istituzioni religiose, molte delle quali ricevono più donazioni durante quest'anno che negli otto precedenti.
Questo eccessivo arricchimento del clero fa nascere nella gente diffidenza e risentimento nei suoi confronti, proprio nel momento in cui è più sentito il bisogno di rassicurazione spirituale da parte di tutti.
Comunque, secondo le cronache dell'epoca, milioni di persone si recano quest'anno a Roma, dove si instaura un vero e proprio traffico di assoluzioni, in quanto il concetto ufficiale di elemosina, libera e spontanea, viene trasformato in un autentico mercimonio.
Il tutto viene gestito dal legato pontificio, cardinale Annibaldo Gaetani di Ceccano, il quale provoca a tal punto l'ira dei pellegrini da subire un attentano, nel quale arriva vicino alla morte, per una freccia che lo manca per poco, trafiggendogli il cappello.
Il cardinale reagisce violentemente con arresti e torture e lanciando addirittura la scomunica su Roma, malgrado fosse in corso l'Anno Santo.
A questo punto il Papa lo sostituisce mandandolo a Napoli, dove non arriverà mai, rimanendo vittima di un avvelenamento lungo la strada.(By: Silvio Galletta)

*** In Europa la terribile peste non risparmia i grandi della terra, muoiono dogi, duchi, re, prelati, ricchi e poveri. E se prima c'era gia' un caos dinastico voluto dai poteri terreni, il flagello dei poteri divini porta dentro alcune dinastie la desolazione. Il caos diventa ancora più complesso in Italia. Un Paese dove la morte non ha risparmiato i recenti e gli antichi contendenti.

*** A GENOVA, muore, a causa della peste nera, il doge Giovanni Murta che viene sostituito da Giovanni Valente, il quale dovrà affrontare la guerra contro Venezia alleata con gli Aragona e con i Greci.

*** A BOLOGNA, i fratelli Giovanni e Giacomo Pepoli, che detengono la signoria della città, a causa della congiura ordita dal generale del Papa, Ettore di Durofort, cedono il governo a Giovanni Visconti per un compenso di 200.000 fiorini.

*** COLA DI RIENZO, fuggito da Roma, si rifugia a Praga dove tenta di convincere l'imperatore Carlo IV a farsi promotore di un rinnovamento della Chiesa e dell'intera umanità. A questo scopo gli racconta persino delle visioni profetiche del suo amico frate Angelo.
Ma Carlo, che è in stretto rapporto d'amicizia con il Papa, incarica l'arcivescovo di Praga di imprigionare Cola e di consegnarlo al pontefice ad Avignone, perchè venga processato come eretico.

*** IN SPAGNA, durante l'assedio di Gibilterra, muore di peste il re ALFONSO XI.
Sale al trono di Castiglia il figlio Pietro I, detto il crudele, che sposa Bianca di Borbone, sorella della regina di Francia.
Pietro comincia a governare a soli quindici anni e si trova a dover affrontare un periodo di disordini e di lotte interne e la continua guerra con il regno d'Aragona.
L'opposizione interna al giovane legittimo re è fomentata dai cinque figli illegittimi dell'ex amante del sovrano defunto, Eleonora di Guzman.
La lunga guerra civile castigliana, in cui si inseriranno sia l'Inghilterra che la Francia, si concluderà nel 1369, quando durante un'accesa discussione, il maggiore dei cinque fratelli, Enrico di Guzman, pugnalerà a morte il re Pietro.

*** VENEZIA, a causa dei riaccesi contrasti con Genova, stringe un'alleanza con PIETRO d'ARAGONA, che contende ai genovesi la Sardegna, e con l'imperatore Giovanni Cantacuzeno, il quale si vuole liberare dei mercanti liguri stanziati a Costantinopoli e preferisce rafforzare l'alleanza con la Serenissima che gli può essere più utile contro i turchi.
Dopo pochi mesi si verifica la prima scaramuccia tra le flotte delle due repubbliche marinare che si combatteranno aspramente per i prossimi cinque anni.
Infatti una squadra di galee veneziane, al comando di MARCO RUFFINIi, intercetta e distrugge una piccola flotta genovese condotta da FILIPPO DORIA, che si è da poco allontanata dal porto di Candia, dove ha affondato alcune galee veneziane.

*** GALEAZZO II VISCONTI sposa Bianca di Savoia, sorella di Amedeo VI, il Conte Verde.
Questo matrimonio, celebrato per motivi politici e diplomatici, serve ai Visconti per assicurarsi il consolidamento delle loro conquiste territoriali nei dintorni di Pavia e nelle zone confinanti, a danno del Marchese del Monferrato.
Amedeo VI, allo stesso modo, vuole garantirsi la neutralità dei potenti signori di Milano, per attuare le sue mire espansionistiche verso i territori del Marchesato di Pinerolo e i possedimenti piemontesi degli Angioni di Napoli. 

 *** MUORE IL RE DI FRANCIA FILIPPO VI. Nel mese di agosto gli succede il figlio GIOVANNI II che verrà chiamato dai suoi sudditi "Il Buono", forse in riferimento alla sua generosità, in seguito ad un episodio in cui il re risarcisce una donna a cui i suoi cani hanno rovesciato i contenitori del latte. (By: Silvio Galletta)

*** BOCCACCIO inizia il Decamerone. (lo trovate integralmente nel link delle "opere in linea" su questo sito, nella pagina iniziale "Descrizione".


ANNO 13
51


 *** IL DUELLO DEI TRENTA. L'episodio che rappresenta l'espressione più fiera della cavalleria militare della guerra dei Cento Anni, è quello passato alla storia come il Duello dei Trenta.
Tutto nasce dalla sfida "a singolar tenzone" lanciata da un nobile bretone che parteggia per i francesi, Robert de Beaumanoir, contro un altro bretone filoinglese, Bramborough.
Al duello chiedono subito di partecipare molti altri nobili di parte francese e inglese, per cui vengono presi accordi di limitare il numero a trenta cavalieri per parte.
La lotta sanguinosa, condotta con lance, spade, mazze, asce e pugnali, si conclude a favore dei francesi, anche se tutti i contendenti, da ambo le parti, vengono feriti e muoiono 4 francesi e 11 inglesi, tra cui lo stesso Bramborough.
Per tutto il Trecento l'episodio sarà celebrato con tutte le forme artistiche. Tutti i cavalieri sopravvissuti saranno onorati anche da principi e re, per aver partecipato a quello scontro che rappresenta l'ideale di battaglia secondo la visione eroico-cavalleresca medioevale.

*** NUOVO ORDINAMENTO MILITARE IN FRANCIA. Nel mese di aprile il nuovo re, Giovanni II, emana un'ordinanza con cui tenta di modificare l'organizzazione dell'esercito francese per farne uno strumento più efficace ed affidabile.
Infatti, le truppe con cui la Francia ha affrontato la guerra finora, sono per metà mercenarie e per l'altra metà legate dai vincoli feudali che non permettono un consistente e continuo impegno militare del Paese.
Secondo il vigente diritto baronale, difatti, si può rispondere negativamente al bando di mobilitazione emesso dal re ed è consentito, persino, ritirarsi liberamente dalla battaglia.
Giovanni II introduce i principi di obbligo e di obbedienza per tutti coloro che vengono chiamati alle armi.
Nel nuovo esercito ogni combattente è subordinato ad un comandante e tutti devono giurare di non abbandonare il proprio comandante senza un ordine preciso, quindi nessuno può più ritirarsi autonomamente dal conflitto.
Ogni comandante di compagnia, poi, deve comunicare al comandante di battaglione la consistenza e la disponibilità del reparto.
Ma i combattenti medioevali sono talmente indisciplinati che i comandanti delle compagnie non potranno fare la loro comunicazione al comando superiore se non poco prima della battaglia.
L'ordinanza risulterà inefficace non solo per la mancanza di abitudine all'obbedienza dei contemporanei, ma anche e principalmente per un altro motivo. La mancanza delle risorse finanziarie certe con cui affrontare le enormi spese necessarie ad organizzare un esercito.
Inoltre, allo scopo di trasformare la funzione del soldato in un mestiere, sia per i ricchi che per i poveri, il provvedimento regio prevede l'innalzamento dei salari dovuti ai combattenti, stabilendo che la paga giornaliera dovesse ammontare a 40 soldi per un banderese (cioè un cavaliere che conduceva al seguito i propri vassalli sotto la sua bandiera), 20 soldi per un cavaliere, 10 per un gentiluomo, 5 per un valletto, 3 per un soldato a piedi e 2,5 per un attendente.

 *** ORDINE DELLA STELLA. In analogia e in contrapposizione a quanto aveva fatto il re d'Inghilterra Edoardo III, nel 1344, con l'istituzione dell'Ordine della Giarrettiera, Giovanni II fonda l'Ordine cavalleresco della Stella, con l'intento di riconquistare la lealtà dei nobili francesi verso la monarchia e di ravvivare il prestigio della Francia.
Dell'Ordine fanno parte 500 membri che, una volta all'anno, si devono riunire per un solenne banchetto, in una sala dove vengono appesi gli stemmi di tutti gli insigniti.
Inoltre devono indossare un particolare abbigliamento molto sfarzoso, con su disegnata una stella, e mostrare una bandiera disseminata di stelle con al centro l'immagine della Madonna.
E' obbligatorio il giuramento con cui si impegnano a non fuggire in battaglia per più di 550 metri, a costo della vita e della prigionia.
Il giuramento nasconde uno scopo pratico perseguito dal re che è quello di impedire che i nobili tradiscano il Valore e la Fama, insiti nel concetto di cavalleria, fuggendo per paura durante il combattimento.
L'Ordine della Stella verrà inaugurato ufficialmente con una cerimonia che si svolgerà il 6 gennaio del 1352.

*** STATUTI DEL PROVISORS E DEL PRAEMUNIRE. A causa della crisi generale del potere della Chiesa un pò in tutta Europa, la corte di Avignone sente il bisogno di aumentare le spese destinate al rafforzamento dell'autorità papale nei vari Paesi. Quindi si rende necessario un forte aumento della tassazione curiale e l'allargamento degli uffici e delle "prebende" riservate al Papa.
Questa situazione, che vede la Chiesa sempre più esosa nei confronti delle comunità degli Stati cattolici, provoca una reazione di allontanamento di questi verso un'autonomia nazionale.
In modo particolare l'Inghilterra, dove è diffuso un sentimento latente di antipapismo e anticlericalismo e un nazionalismo più accentuato, si arriva all'emanazione di vere e proprie leggi antipapali.
Infatti il re Edoardo III promulga dapprima gli statuti del Provisors (1351) e poi quelli del Praemunire (1356) che eliminano dalla base il "diritto " della Chiesa di riscuotere le decime dai sudditi inglesi, vietano la nomina dai sacerdoti ed il conferimento dei benefici ecclesiastici ad opera del Papa e proibiscono gli appelli al Pontefice nelle materie di competenza della corte regia, sancendo così il grande distacco che ormai separa l'Inghilterra dall'Istituzione papale.
Anche formalmente l'Inghilterra cessa di essere un feudo papale, perchè il parlamento revoca la concessione fatta dal re Giovanni Senza Terra. 

 *** GUERRA TRA GENOVA E VENEZIA. Il conflitto tra le due repubbliche marinare diventa una guerra totale che durerà fino al 1356.
Gli scontri tra i due contendenti avvengono principalmente nell'Egeo e sul Bosforo, dove più forti sono gli interessi di ambo le parti.
La flotta veneziana, guidata da Niccolò Pisani, attacca all'improvviso la fortezza genovese di Galata, ma non riesce a conquistarla.
Anzi i veneziani vengono messi in fuga dall'arrivo della squadra navale genovese agli ordini di Paganino Doria, che riesce così a conquistare il pieno controllo del Bosforo.
Le difficoltà dei veneziani, sebbene siano appoggiati dall'alleato aragonese, sono dovute ai contrasti interni al governo della Serenissima provocati dalla diversità di opinioni sulla condotta della guerra tra i vari Consigli.

*** A ROMA, il popolo con una rivolta porta al potere il capitano Giovanni Cerroni che diventa capo del governo cittadino con pieni poteri, grazie alla concessione della "piena balia di reggere e governare la giustizia, il popolo e il comune di Roma".
Ma il capitano governerà con il pugno di ferro, comportandosi come se fosse il Signore dell'Urbe, forte anche dell'appoggio del Papa, Clemente VI.
Questo atteggiamento troppo severo e rigoroso gli farà perdere il favore popolare e sarà costretto alle dimissioni e ad allontanarsi dalla città, anche se riuscirà a portar via un'ingente somma di denaro.
(By: Silvio Galletta)

*** I VISCONTI hanno mire espansionistiche anche in Toscana. Molte città capeggiata da Firenze costituiscono una lega antiviscontea.

*** Nella piccola Confederazione elvetica entrano a farne parte le città di Zurigo; nel '52 Garona; e nel '53 Zug e Berna.

*** Ad Augusta in una fonderia viene usata la trafilatura. La tecnica é stata banalmente mutuata dalla semplice sega circolare gia' in uso con la forza motrice idraulica. E' banale, ma è una rivoluzione nella meccanica di precisione, che ora è in grado di fabbricare soprattutto ruote e ingranaggi molto scorrevoli e con minore attrito. Infatti, da questo momento l'utilizzo delle macchine diventa sempre più presente in ogni tipo di lavorazione della meccanica. Una piccola "rivoluzione industriale", soprattutto nella fabbricazione delle armi.


ANNO 13
52


*** MUORE IL PAPA. Il 6 dicembre muore ad AvignonePapa CLEMENTE VI, che viene sepolto nell'Abbazia di Choise Dieu, nell'alta Loira.
Dodici giorni dopo viene eletto al soglio pontificio, il francese Etienne Aubert, cardinale di Ostia.
E' consacrato il 30 dicembre ad Avignone ed assume il nome di INNOCENZO VI.
Durante l'elezione di questo nuovo Papa, tra i cardinali riuniti in conclave si stringono, per la prima volta, i cosiddetti Capitolari, cioè dei veri e propri patti elettorali secondo i quali ogni cardinale giura formalmente di fronte ad un notaio, che se fosse stato eletto Papa avrebbe rispettato un certo numero di clausole che impongono forti limitazioni alla sfera d'azione e di governo del futuro pontefice.
In particolare le clausole stabilite durante questo conclave sono le seguenti:
Il Papa per consacrare un nuovo cardinale avrebbe dovuto avere il consenso di almeno due terzi di tutti i cardinali, che comunque non devono superare il numero di 20.
I parenti del nuovo papa non avrebbero potuto ricoprire cariche importanti all'interno della Chiesa. 
Il Papa avrebbe dovuto dividere equamente con i cardinali tutti i redditi della Curia.
Tutti i conclavi, fino all'epoca della Riforma, prevederanno questi Capitolari, che saranno sempre più dettagliati e restrittivi per il nuovo eletto.
Ma, come Innocenzo VI, nessun Papa li rispetterà mai, perchè contrastanti con la sua prerogativa della "Plenitudo poiestatis", adducendo solitamente la scusa che il giuramento era stato prestato in veste di cardinale, mentre il nuovo status papale non lo impegna più.

*** A NAPOLI, la regina Giovanna, stipula un accordo di pace con Luigi Il Grande, re d'Ungheria, che si ritira definitivamente dopo la seconda invasione del regno.
Il marito di Giovanna, Luigi di Taranto, viene incoronato re dal legato pontificio.
Durante il suo regno, Luigi dovrà lottare contro l'instabilità interna dovuta alle continue lotte private tra i nobili del regno, tra cui si distinguono i Pipino, conti di Altamura, e Luigi di Durazzo, i quali alimenteranno odi personali ed intrighi di corte, in cui si inseriranno persino vicende religiose, per l'atteggiamento di benevolenza della corte verso il movimento spirituale dei Fraticelli.
Inoltre Luigi tenterà di riconquistare la Sicilia in mano agli Aragonesi, ma dopo il fallimento di tutti i tentativi di occupazione militare, il progetto verrà definitivamente abbandonato. (By pseudonimo: Silvio Galletta)

***  Genova e Venezia sono ancora una volta in guerra per la supremazia dei mari; i genovesi dei DORIA sconfiggono i veneziani, poi conquistano la colonia di Galata.
Ma la guerra non finisce qui; prosegue ad oltranza. Entrambe le due città vogliono la supremazia sul mare, anche se Venezia pur avendola sull'Adriatico -dove nessuna altra nave può entrare- vuole anche quella sul mar Tirreno, dove ci sono già altri due litiganti a contenderselo, Genova e Pisa.


ANNO 13
53


*** A ROMA, in seguito ad un ennesimo moto popolare, prende il potere FRANCESCO BARONCELLI che cerca di attuare nell'Urbe gli "Ordinamenti di Giustizia" varati da Giano della Bella a Firenze il 15 gennaio del 1293, con lo scopo di mettere i semplici cittadini al riparo dalle sopraffazioni dei nobili e dei magnati.
Tuttavia, neanche il Baroncelli, nominato "Tribunus secundus e Romanorum consul illustris" , riuscirà a governare e dovrà abbandonare la città dopo pochi mesi.
La caotica situazione politica romana, dove si alternano sommosse popolari a governi oligarchici, diventa una fonte di preoccupazione costante per il Papa di Avignone che non esercita ormai alcun controllo sullo Stato Pontificio.
INNOCENZO VI decide di restaurare l'autorità papale nello Stato della Chiesa e nella sua sede millenaria, Roma, e per questo si affida ad uno dei suoi cardinali che è allo stesso tempo un militare, un diplomatico e un giurista, Gil Alvarez Carrillo de ALBORNOZ.
Il 30 giugno il Papa lo nomina Vicario Generale per l'Italia e lo manda a Roma insieme a COLA di RIENZO, che viene liberato dalla prigionia in cui si trova ad Avignone, concedendogli la grazia e toglieNdogli la scominica.
Il Pontefice pensa che Cola potrà essere utile all'Albornoz per la sua conoscenza degli intrighi politici italiani e per l'ascendente che esercita ancora sui romani.
Il cardinale condottiero, alla testa di un piccolo esercito, muove verso Roma e sottomette subito i potenti signori di Vico nel Lazio settentrionale, i quali avevano occupato tutta la zona fino a Viterbo e minacciano la stessa Roma. (By: Silvio Galletta)

*** Il conflitto tra Venezia e Genova continua. A La Loiera (Alghero) questa volta sono sconfitti i genovesi da NICCOLO' PISANI, che si è alleato alle forze catalane, e che a loro volta sono appoggiate da quelle spagnole che hanno non poche ambizioni sull'isola contesa dalle due citta' marinare; ma queste non capaci di raggiungere un'intesa lasciano cosi molto spazio alle ambizioni di chi vuole approfittare della situazione conflittuale tra le due repubbliche.

*** A GENOVA, la dura sconfitta subita dalla flotta il 29 agosto a La Loiera, comporta la perdita della liberà per la Superba Repubblica marinara.
Infatti il doge Giovanni Valente è costretto a dimettersi. In città prevale la fazione filo-viscontea che affida il governo al Signore di Milano, l'arcivescovo Giovanni Visconti.
Così il 10 ottobre giunge a Genova il Vicario del Visconti, Guglielmo Pallavicino, che prende possesso dello Stato con il suo esercito.
Questa decisione dei genovesi, di porsi sotto il controllo della potenza viscontea, avrà grande peso nella storia della città per tutto il Trecento ed il Quattrocento, perchè la classe dirigente oscillerà a lungo tra la preferenza per l'appoggio milanese, che la mette al riparo dalla minaccia veneziana, ormai divenuta costante, e l'aspirazione alla libertà e all'autonomia.
Comunque l'annessione di Genova rappresenta per il Visconti un grande successo, in quanto permette a Milano di avere uno sbocco al mare che gli consentirà di espandere più facilmente la sua attività commerciale a favore della sua già prospera situazione economica. (By: Silvio Galletta)

PROSEGUI ANNO 1354 > >