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(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

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"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA"

ANNO 1468

*** VENEZIA IN DECLINO
*** MENTRE TRIESTE EMERGE 


INTERA STORIA DI VENEZIA QUI >

poi ANNO 1538 IL "FEDERALISMO" VENEZIANO >

 

*** I MEDICI a Firenze, dopo l'infelice risultato nella battaglia contro i fuoriusciti fiorentini, si ritrovano a non aver sconfitti del tutto i ribelli e ovviamente si sentono potenzialmente ancora minacciati. Con una decisione saggia i Medici preferiscono non riprendere le armi ma arrivare ad una conclusione più pacifica con il COLLEONI, l'uomo che guida l'esercito veneziano che ha appoggiato i nemici di Firenze.

Entrambi i due partiti fiorentini dimenticano ogni animosità. I Medici fanno pace con i rivoltosi fuoriusciti e anche con gli scontenti di questa pace. Ma la magnanimità dei primi, e una maggiore riflessione dei secondi, i Medici politicamente riescono a consolidare la propria posizione su Firenze, che inizia il suo periodo d'oro in tutti i settori; nei commerci come nelle arti e nelle lettere.
Venezia invece, dopo la fallita spedizione dettata dall'ambizione di impossessarsi di Milano, fallisce anche questo inutile appoggio militare (quello del Colleoni) offerto ai nemici dei Medici.

 La città va sempre di più con una poco seria politica estera a scivolare in un pericoloso isolamento, come se non le bastasse l'isolamento della sua laguna. A rendersi anche poco credibile è quando cerca di inserirsi nelle dispute di altre città  appoggiando un partito in lotta. Sceglie sempre, come abbiamo visto, quello sbagliato, quello che risulta poi sempre perdente. E spesso l'insuccesso è dovuto quasi sempre al fatto che non ha mai pensato Venezia a crearsi un proprio esercito. Utilizza sempre mercenari, e questi, come abbiamo visto fare dal Carmagnola, alle prime difficoltà passano dalla parte del nemico.

Grandi affaristi sui mari, ma carenti d'iniziative politiche in terra; del resto una buona parte della vecchia aristocrazia (quella a vocazione marina) disprezza tutti quelli che hanno queste ambizioni di conquiste  "terricole", o che si dedicano alle "arti meccaniche" sulla terraferma. Ma sono solo questi ultimi ad avere una visione realistica sul da farsi, a capire che il mondo sta cambiando; purtroppo questi ultimi sono degli isolati, non bastano le nuove idee, la realistica visione di nuovi scenari; li esprimono questi timori, ma se non sono  nè ascoltati nè appoggiati dal Consiglio, non serve neppure fare delle riflessioni.

Tutto questo mentre nuvole grigie si addensano sulla Serenissima. I veneziani fra breve saranno scacciati dai Turchi in Anatolia e dall'Egeo. Gli stessi Turchi dopo aver conquistato l'intera Serbia arriveranno fino ai confini del Friuli. Le navi colmi di merci mediterranee iniziano a disertare l'Adriatico per dirigersi verso i nuovi porti del Nord Europa. Ed infine mancano solo appena due decenni all'ultima definitiva "batosta": la scoperta del Nuovo Mondo, che toglierà a Venezia l'egemonia dei mari e dei commerci. Infine....ma questo accade già quest'anno....

TRIESTE DIVENTA AUSTRIACA...E VENEZIA GUARDA
(Ma anche BERGAMO ci guadagna -
VEDI FEDERALISMO DOGALE)

Trieste (in romano Tergeste) faceva parte del territorio della decima regione "italica Venetia et Istria". Poi  al crollo dell'impero romano fu sempre contesa dalle due giurisdizioni ecclesiastiche: di Aquileia e di Grado, fin quando nel 948 re Lotario regalò a Trieste l'autonomia giurisdizionale e fiscale, pur lasciando quella religiosa solo nominale al patriarca di Aquileia. Avvenne così il distacco della città dall'Istria e dal Friuli. Autonoma anche quando la emergente Venezia si espanse in Istria e in Dalmazia, anche se fu costretta la piccola cittadina a giurare fedeltà alla Serenissima quando nel 1202 Venezia era -dopo le crociate- ormai  una potenza marinara incontrastata del Mediterraneo orientale.
Di queste aspirazioni marittime Trieste non ne aveva, la colonia romana e poi il borgo che si era successivamente sviluppato sorgeva nei pressi della collina di San Giusto. Economia prevalente erano le saline e la pesca per l'autoconsumo. Abitanti nemmeno 3000.

Una piccola cittadina, ma l'autonomia i triestini l'avevano assaggiata e volevano conservarla; quella sottomissione a Venezia anche se formale più che sostanziale (ma le pressioni erano continue)  non era gradita; attesero oltre un secolo, poi per evitare il dominio dei veneziani che avevano intenzione di sottomettere il comune (formato da un podestà e da un consiglio maggiore e tre giudici rettori), nel 1309 chiesero protezione al duca Leopoldo d'Austria, che più che intervenire dissuase solo i veneziani dalle mire espansionistiche. Ma poi nel 1382 morto il patriarca di Aquileia Marquardo, Trieste passò definitivamente sotto il controllo degli Asburgo. Consiglio e rettori locali sopravvissero mentre il podestà veniva nominato dal duca d'Austria.
I contrasti e qualche lotta con veneziani  si susseguirono pressochè ininterrottamente, e come se non bastasse iniziarono alcuni conflitti intestini fra patrizi, fino al momento in cui gli Asburgo dovettero intervenire.

Arriviamo quindi a quest'anno 1469. Da una fazione più indipendentista e più insofferente dell'altra agli stranieri, ci fu un tentativo di emanciparsi. Ma quasi senza colpo ferire intervenne l'Austria. Che d'ora in avanti vi dominerà per oltre 300 anni, cambiando e trasformando questa piccola cittadina di pochi abitanti in una temibile concorrente di Venezia. Cambiandole la vita e anche l'etnia degli abitanti, anche se gli immigrati assimilarono ben presto il carattere italiano della città.
Dunque l'occupazione austriaca non era stata una offensiva vera e propria, ma era la risposta a un invito di una fazione di intervenire contro lo strapotere di un'altra in connivenza col potere marinaro-economico della vicina Venezia, che premeva per avere il dominio assoluto dell'Istria e della Dalmazia.
L'Austria non era mai riuscita, con tanti tentativi diplomatici, a convincere i veneziani in un'alleanza economica e politica, pur di avere uno sbocco sul mare Adriatico; Venezia rimase sempre sorda, rifiutava ogni alleanza, il patriziato aveva un alta considerazione di sè. Con "i montanari non si tratta".
Quindi all'Austria l'occasione che gli si presentava con la fazione filoaustriaca  che chiedeva aiuto, quest'anno non se la fece scappare. Anche se in effetti per duecento anni, fino a inizio del Settecento ne approfittò ben poco.

La vera buona sorte di Trieste arrivò nel 1719 (contava ancora 5000 abitanti)  quando (mentre i commerci esplodevano in tutta Europa) fu creata, insieme a Fiume, porto franco. Provvedimenti ben più efficaci furono poi quelli successivi attuati da Maria Teresa. L'incremento demografico (decisamente immigratorio) fu massiccio; prima della fine del secolo la popolazione contava 30.200 abitanti. Divenuta emporio adriatico dell'Austria, dopo essere stata elevata al rango di città-provincia e con un governatore austriaco, attrasse imprenditori, negozianti, artigiani. Furono costruiti moli nel porto, scuole, ospedali e iniziarono la costruzione di case per i nuovi venuti, fuori le mura dove invece  vivevano i locali "patrizi" e i "borghigiani".
Per tre volte (1797, 1805, 1809-13) Trieste fu occupata dai francesi, fin quando tornata sotto l'Austria, tutta l'energia degli abitanti venne rivolta all'espansione dei commerci; e presto - con una ferrovia collegata a Vienna -una delle prime) divenne il più grande porto dell'Adriatico; la città degli affari, dei funzionari imperiali, delle assicurazioni, della Borsa, dei grandi palazzi, con Venezia ormai in pieno declino, dopo aver ricevuto  il "fendente" di Napoleone, la successiva pesante restaurazione austriaca, e poi anche la "beffa" (così dicono i veneti)  dell'annessione all'Italia.

Finita Venezia, a Trieste si svilupparono i cantieri navali,  le attività assicurative, le società delle grandi compagnie di navigazione. Oltre a una forte ripresa della vita culturale, divisa questa tra la "Giunta Triestina" (fatta di imprenditori) contrapposta alla "Società dei Triestini", divisa tra tendenze nazionaliste e austrofile, ma sempre compatta a rifiutare di aderire alla Confederazione Germanica. Nel 1873 decisero anche di non inviare nessun deputato a Vienna, ma poi nel 1897 Trieste si ridivise e riprese  a inviare regolarmente i deputati al parlamento austriaco, anche se le tensioni etniche erano già iniziate nel 1882, con l'irredentismo guidato dal suo rappresentante più significativo: Guglielmo Oberdan.

Venezia fin da questo 1469, perde l'occasione di allargarsi, uscire dall'isola; poi fra qualche anno la grande occasione la perde con la scoperta dell'America (non gli interessa!), si isola sempre di più dai traffici internazionali, mentre il patriziato che vive di rendita spende senza ritegno nella incantevole   città adagiata sulle placide acque della laguna; capitale del piacere, dell'arte, della raffinatezza, della gioia gaudente, sempre senza pensieri, in una città ricca di palazzi e di feste ma non di riunioni commerciali strategiche ormai geo-economiche globalizzate; e questo accadeva proprio a Venezia che possiede in questi anni la più grande, esperta, e ricchissima flotta navale, il più grande cantiere del mondo: l'Arsenale. Purtroppo in mano a una ristretta cerchia di patrizi, di cui solo una piccolissima minoranza s'impegnava a guidare gli affari dello "Stato". Uno Stato fittizio, perchè tutti gli altri cittadini non avevano nessuna parità di diritti. C'erano solo loro! I nobili patrizi e qualche neo-ricco; che lo era diventato fabbricando sapone, vendendo legname, vetro, sale, stoffe e spezie; accettati dentro l'aristocrazia, ma sempre guardati con disprezzo dai nobili di antica data (tutti del 1300) anche se alcuni erano decaduti.

Una città ricca esisteva, ma solo per 900 patrizi! 900 erano nel 1310, quando ci fu la serrata del patriziato (che diventò ereditario, come quello feudale, non di latifondi ma dogale e anche di attività marinare commerciali e industriali) e 962 erano iscritti nel Libro d'oro nel 1797 quando entrò a Venezia Napoleone. I veneziani, il popolo minuto, era composto di 130.000 anime chiamati ancora "servi" (una parola che Napoleone abolì dal lessico ).
Venezia dunque era sì una repubblica ma fatta di soli patrizi.

Iniziando il declino, in crisi tutti i traffici,  già in questi anni di fine secolo XV, mentre stavano avvenendo grandi rivoluzioni nei commerci mondiali, alcuni ricchi patrizi, conquistarono - lo abbiamo visto fare con i Visconti e poi con gli Sforza-  la terraferma. Ne fecero una colonia, ma senza colonizzarla, pur essendoci quasi due milioni di abitanti. Ci butta l'aristocrazia senza ricavarci nessun valor aggiunto tutti i suoi capitali; li "pietrificano" (due migliaia di ville venete, e un centinaio degne di un grande imperatore) invece che investirli in quelle nuove rotte, produzioni e commerci che altrove stavano portando ossigeno all'economia; come in Spagna, poi subito dopo in Inghilterra con Elisabetta I.
Possedevano i "900", il 90 per cento dell'intero  patrimonio della Serenissima, ma pagavano un quarto delle tasse, mentre l'altro 10 per cento composto da più di due milioni di abitanti sulla terraferma pagava i tre quarti. Insomma questi nobili da secoli erano abituati a ricevere e non a dare. Si ostinavano a pretendere la guida del paese, ma erano incapaci di esercitarla. Mentre il popolo come al solito era fuori gioco, non contava nulla. Come non contavano nulla tutti gli altri Stati. Rarissime le relazioni anche con quelli potenti o che lo stanno diventando con gli avvenimenti di questi anni.

Ancora nel 1761, Venezia era refrattaria al qualsiasi spirito democratico, QUERINI, alto magistrato, Avogador de Comun, un grande illuminista e amico di Voltaire, insisteva nel far capire che le cose stavano cambiando. Nulla da fare, con una politica asfittica e le istituzioni ingessate - la frase ricorrente era un motto che la diceva lunga sull'isolamento; era "Impedir le novità perniciose e lassar le cose come le sta". Tutto questo quando mancavano solo pochissimi anni alla fine della millenaria Repubblica con l'arrivo di Napoleone e con il popolo minuto affamato a Venezia e nella terraferma, pronto ad aprirgli le porte. E anche se poi si pentirono, la libertà e volontà di poter cambiare le cose ormai era un patrimonio acquisito da questa gente che si nutriva e stava appena in piedi solo con il "frumenton gialo", la polenta! e moriva di pellagra, quando non moriva di malaria o di peste.

Tutto questo accadrà come abbiamo visto dalle date, dopo; ma fin d'ora, l'Europa sta già navigando in lungo e in largo, e fra pochissimi anni nell'altra parte del mondo, in un Nuovo Mondo.
Venezia, iniziò a morire quando per la prima volta in questi anni una nave attraccò al nuovo molo di Anversa piena di merce mediterranea. L'America non era stata ancora scoperta, ma buona parte dell'Europa aveva già scoperto l'America in casa propria: scoperto i commerci senza confini alleandosi quando era necessario anche con il diavolo. I più grandi porti stanno nascendo in questi anni in un piccolo lembo di terra del nord Europa, per rifornire di merci... mediterranee proprio l'Italia che è... al centro del Mediterraneo. Se lo sapessero i marinai dell'impero romano!!


ANNO 1
469


*** FIRENZE - Muore PIERO DEI MEDICI, ereditano i due figli, GIULIANO e LORENZO detto il poi il "magnifico". Per il momento entrambi sono proclamati "Principi dello Stato".

*** SPAGNA - Un matrimonio importante a Valladolid, con ripercussioni sul futuro. Quello di
 FERDINANDO D'ARAGONA, con ISABELLA DI CASTIGLIA
 sorella ed erede del re Enrico IV. Un'unione che favorirà fra breve, la formazione di uno stato unitario spagnolo. Nasce il potenziale Regno di Spagna. Inizia una grande rivoluzione economica e politica che per molti decenni, soprattutto dopo la scoperta dell'America trasforma in pochi anni la Spagna in una grande - quasi incontrastata - potenza europea. Soprattutto quando dopo questo matrimonio seguiranno quelli con gli Asburgo e i re di Francia, anche consanguinei. Causa di tante tragedie successive.

Dunque il Mediterraneo inizia sempre di più a trasformarsi in un piccolo lago, con i limiti ben definiti nel nuovo assetto geopolitico e geo-economico del mondo conosciuto. Fra breve i veneziani amaramente dovranno farne le spese.
Inoltre i matrimoni con i rampolli delle varie dinastie d'Europa contribuiranno a stringere alleanze politiche potenti, e i resti di quello che fu il Sacro (?) Romano (?) Impero (già a pezzi) - con quello d'Oriente già sepolto - iniziò a franare verso il totale declino.
L'unione di Isabella e Ferdinando, va al di là di ogni immaginabile rappresentazione del più attento osservatore di questo periodo; ma è solo l'inizio di uno sconvolgimento che durerà fino al 1918. 
Che ironia della sorte, proprio dal Nuovo Mondo scoperto, coloro che erano andati a colonizzarlo, riattraverseranno l'Atlantico, per venire a separare il Vecchio Mondo in due blocchi d'influenza, con l'Europa esclusa, divisa, affettata, disunita, finita. Le origini di tanti mali partono da questi anni! E partono proprio da queste prime unioni tra dinastie che daranno vita a tre grandi imperi, ma che poi nell'incapacità di mettersi d'accordo si dilanieranno fino alla rovina per i contrasti familiari; alcune volte anche squallidi.

*** A VENEZIA si apre la prima stamperia ad opera di due fratelli tedeschi di Spira: GIOVANNI e VINDELINO. Inizia la stampa dei primi LIBRI, soprattutto teologici.

*** NASCE a Firenze NICCOLO' MACHIAVELLI


ANNO 1
470



*** Altra offensiva dei turchi nell'Ubea. Travolgono i veneziani e si impossessano di Negroponte. Giorno su giorno, gli ottomani, tolgono i domini ai veneziani sui porti e sulle grandi rotte commerciali. Le difese dei mercanti veneziani sono ostinate, ma sono anni che il mondo mercantile che si era sviluppato in questi territori non aveva messo in conto una difesa dello stesso. Le perdite per Venezia sono ingenti, soprattutto per alcune compagnie di navigazione che sono depredate di tutti gli averi, dei magazzini di merci e dei navigli.

*** INGHILTERRA- Lo scorso anno il conte WARWICK aveva abbandonato definitivamente il re EDOARDO IV (degli York) e passato dalla parte della regina Margherita insieme con un fratello del re, il duca di Clarence. Vinta la battaglia per la conquista del trono hanno imprigionato il sovrano. Ma i numerosi militanti degli York rispondendo all'usurpazione con un attacco, lo avevano liberato e fatto fuggire gli usurpatori in Francia. Quest'anno i Lancaster con l'appoggio dei francesi invadono l'Inghilterra, sconfiggono nuovamente gli York e rimettono sul trono ENRICO VI, mentre questa volta é Edoardo costretto a fuggire, rifugiando presso CARLO il Temerario.
Il prossimo anno, il 14 aprile, con il suo aiuto, é però EDOARDO IV a sbarcare in Inghilterra. Sconfigge i lancasteriani nella battaglia di Barnet, dove muore lo stesso Warwick e viene deposto Enrico VI (più tardi fatto sopprimere). Il successo di Edoardo sui Lancaster è già totale, ma poi nella battaglia di Tewkesbury del 4 maggio, cade ucciso anche il figlio di Enrico VI, un omonimo Edoardo.

(vedi
PAGINE SU RICCARDO III )


*** Nella bottega del VERROCCHIO entra il 18enne LEONARDO; collabora nella realizzazione del Battesimo di Cristo (si trova oggi negli Uffizi a Firenze) .


ANNO 1
471


*** PAOLO II  é impegnato a organizzare una lega contro i turchi, ma muore il 26 luglio. L'8-AGOSTO viene eletto PAPA SISTO IV (FRANCESCO DELLA ROVERE di Savona). Elezione fortemente appoggiata dal Duca Sforza, e con i maneggi dei cardinali Orsini, Borgia, Gonzaga. Persona colta, raffinata, eclettico, amante delle prime manifestazioni musicali del tempo, questo pontefice va a creare in Vaticano una Cappella musicale: LA SISTINA, riunendovi tutte le varie scuole europee conosciute fino a quel momento, procurando una enorme diffusione della musica in generale in tutte le contrade della cristianità.
Con l'elezione di questo papa, c'è però anche un forte sviluppo del nepotismo: pratica intesa ad assicurare ai nipoti o ai membri della propria famiglia la Signoria di uno Stato o gli altri benefici. Con tanta disinvoltura nomina i nipoti di 10-16 anni arcivescovi, cardinali, funzionari, principi, conti e marchesi. Una consuetudine che poi in seguito sarà combattuta da Sisto V durante il suo pontificato del 1585-1590; poi ufficialmente condannato da Innocenzo XII nel 1691-1700.

Papa quindi nepotista, politico ambizioso, spesso cinico, ma anche splendido mecenate.
Non fu estraneo alla Congiura dei Pazzi; concedette al re di Spagna l'Inquisizione contro marrani e apostati e cercò di muovere, con scarsi risultati, i principi europei alla guerra santa.

*** In GERMANIA  con la Dieta di Ratisbona viene sancito il Divieto del Diritto di Faida.

*** Nasce MICHELANGELO MERRISI DA CARAVAGGIO (vedi biografia)


ANNO 1
472



*** VENEZIA TREMA - E con Venezia anche l'occidente. Un'incursione turca si spinge fino in Friuli. Tremano anche gli Austriaci che cercano di arginare queste prime invasioni con i Serbi cacciati dai turchi negli ultimi 80 anni dopo aver fatto una totale pulizia etnica dal loro territorio. Messi in fuga gli scampati serbi si sono tutti rifugiati al di quà e al di là dei confini austriaci.
Dagli austriaci i Serbi saranno provvidenzialmente solo utilizzati per difendere i loro confini, promettendo la riconquista del loro territorio. Quando ci riusciranno, mandando avanti ancora una volta i serbi con una perdita di vite umane calcolata a circa 2.000.000 di uomini, s'insedieranno poi gli austriaci che si comporteranno peggio dei turchi, fino a sfociare a tante rivolte:  infine nell'ultima del 1914 pagarono il conto molto salato; con il crollo dell'impero asburgico e con l'Austria ridotta a una piccolo e ininfluente staterello europeo.

*** Altra infelice alleanza di Venezia; questa volta con il sultano del Montone bianco Uzum Hasan per invadere il territorio anatolico in mano ai turchi di MAOMETTO II, che sconfigge i veneziani e gli arabi e completa l'occupazione di tutta l'Anatolia e l'assoggettamento della Cilicia.
Da questo momento i turchi non abbandoneranno più questo territorio, anche quando terminerà l'Impero Ottomano. Qui sorgerà in seguito la futura Turchia.

*** Muore AMEDEO di SAVOIA, che sarà poi dichiarato beato. Meno beata la reggenza; premorto il primogenito Carlo, gli succede il piccolo FILIBERTO I di cinque anni sotto la tutela della madre IOLANDA. A funestare questa reggenza c'è però lo zio paterno FILIPPO DI BRESSE detto in Senzaterra (il suo soprannome é tutto un programma); cerca con modi violenti, senza riuscirci, di impossessarsi del ducato del piccolo erede.

*** In FRANCIA viene in parte sanata la questione religiosa su particolari libertà della Chiesa Gallica, quelle soprattutto esercitate dal clero, con il Concordato di AMBOISE tra il Papa e LUIGI XI.
Solo in parte sanata, perché il clero gallico sopravvivrà, fino alla rivoluzione Francese, poi sarà spazzato via da Napoleone, e nuovamente appianata la questione con il (anche questo precario) Concordato del 1801 (vedi) di Consalvi.

*** PAPA SISTO IV, Oltre la CAPPELLA SISTINA (che prende appunto il suo nome - opera di Giovannino de' Dolci) grande amante anche dell'arte, costituisce il MUSEO CAPITOLINO; la piu' antica e anche preziosa collezione pubblica di arte italiana. Preziosa anche per la raccolta d'arte antica.
Nella CAPPELLA SISTINA, opereranno Botticelli, Signorelli, ma soprattutto Michelangelo, con La Creazione, il Giudizio Universale, i Profeti, le Sibille. (vedi in personaggi MICHELANGELO).

*** MANTEGNA nel Palazzo Ducale a Mantova, affresca la CAMERA DEGLI SPOSI oltre ad altre sale, dove i Gonzaga gli commissionano di esaltare negli affreschi i loro fasti.
*** PIERO DELLA FRANCESCA dipinge uno dei suoi capolavori: la Pala di Montefeltro (o di San Bernardino da Urbino) (oggi a Brera).

CONTINUA ANNO 1473 >