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CRONOLOGIA

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(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

vedi anche dello stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1527

*** IL SACCO DI ROMA  DI CARLO V


Il 6 MAGGIO - CARLO V ( QUI LA SUA BIOGRAFIA ) con l'intento di punire il papa e la sua politica antimperiale fa scendere le sue truppe su Roma. Oltre quelle imperiali comandate dal conestabile di Borbone, impiega anche un esercito di mercenari: i lanzichenecchi, una turba di soldataglia rozza e inferocita, che forse l'imperatore si illudeva di poterla controllare e all'occorrenza fermare. 
Queste truppe travolgono le difese periferiche di Roma si impadroniscono delle entrate della città, iniziano ad assediarla.
Ottomila mercenari Bavaresi, Svevi e Tirolesi arrabbiati ed esasperati dalla fame e dal ritardo nel pagamento dei loro stipendi, tutti ottimi combattenti e luterani, che quindi vedevano il Papa come l'anticristo e Roma come la Babilonia corruttrice, videro balenarsi agli occhi, prospettata dal loro comandante Carlo di Borbone, la possibilità delle immense ricchezze che potevano venire dal saccheggio di Roma.

Le distruzioni che compiono i lanzichenecchi nei dintorni durante l'intera estate  sono drammatiche, invano fermate dal papa a cannonate; la città vive  9 mesi di assedio, fra morti e distruzione. Infine dopo la capitolazione i lanzichenecchi entrano a Roma saccheggiandola selvaggiamente, facendo rimpiangere le spoliazioni dei barbari, che almeno quelli portavano via gli ori, mentre questi invece oltre che saccheggiare, distruggono con l'odio  i monumenti, le chiese, i tesori artistici della capitale. E' insomma un passaggio di "vandali" che fanno scempio e disperdono l'umanesimo di una intera città, che inizia una lenta decadenza durata oltre tre secoli.
Ottomila mercenari Bavaresi, Svevi e Tirolesi arrabbiati ed esasperati dalla fame e dal ritardo nel pagamento dei loro stipendi, tutti ottimi combattenti e luterani, che quindi vedevano il Papa come l'anticristo e Roma come la Babilonia corruttrice, videro balenarsi agli occhi, prospettata dal loro comandante Carlo di Borbone, la possibilità delle immense ricchezze che potevano venire dal saccheggio di Roma.
Fu un episodio che rimarrà indelebile nella memoria collettiva dell'epoca e che susciterà clamore nella cristianità

Il papa si era rifugiato a Castel S.Angelo, poi alla caduta di Roma, accetta  le condizioni di pace imposte da Carlo V e giura di restare neutrale sia con i francesi che con i tedeschi. CLEMENTE VII, è un uomo illuminato, colto (aveva commentato e fatto pubblicare tutte le opere di Ippocrate), sceglie così la strada della estraneità al conflitto, ma nulla può al dilagare della violenza, al ripristino di un potere imperiale "barbaro", una forza bellica che ha con sé ora anche i primi fucili.


CLEMENTE VII,  due anni prima (febbraio 1525) si era avvicinato alla Francia e stipulò con essa nel '26 la lega santa di Cognac; lo scopo era di contenere la schiacciante superiorità di Carlo V. Ma con la pronta  reazione imperiale, poi la disfatta francese a Pavia seguita da questo barbarico sacco di Roma, il papa pervenne a più miti consigli, dimenticando perfino i patti fatti con i francesi. Ma purtroppo in questo momento critico, l'uomo che ora aveva davanti era il più forte e per lo scempio  commesso su Roma, e anche il più "barbaro", e non mancò di dirglielo:   "distruggere Roma! era dunque questa la tua politica universale?".  
Carlo che avrebbe voluto dare una lezione a Clemente, ne fu costernato; lui, profondamente cattolico, non poteva certo accettare un tale scempio. 
Carlo negò la sua responsabilità sul sacco di Roma addebitandola a un certo Giorgio von Frundsberg, un rozzo signorotto tirolese che  odiava Roma e tutto ciò che era Italiano. Era il capo dei mercenari - i noti lanzichenecchi - che già a Pavia avevano sbaragliato le truppe di Francesco I e nella stessa Pavia si erano già comportati da "barbari". 
Forse Carlo aveva ragione nel discolparsi dal sacco di Roma, probabilmente non conosceva l'uomo a cui aveva dato l'incarico nel compiere la punitiva spedizione romana.
Comunque il papa, accettò a novembre le condizioni imposte dall'imperatore, ma per evitare di metterle immediatamente in esecuzione lasciò la città di Roma e si rifugiò (il 16 dicembre 1527) a Orvieto.
Carlo inviò  inviò un'ambasciata presso Clemente per esprimere tutto il suo profondo rammarico per l'episodio. E Clemente alla fine non ritenendolo responsabile lo perdonò, ma non dimenticò.
 
Del resto nonostante tutto, come vedremo più avanti, alcuni eventi cominciavano a volgere  a favore della Francia. A Firenze il 17 maggio di quest'anno i fiorentini cacciarono i Medici, e  Genova il 16 dicembre cacciarono gli imperiali. Ma la pace del papa fatta con Carlo V non doveva dare l'impressione ai francesi (infatti i francesi questo lo pensavano) che il papa si era dimenticato del patto fatto alla lega di Cognac, anche se poi  in effetti la politica papale successiva anche dopo Clemente fu  quasi stabilmente a rimorchio di quella spagnola-imperiale, almeno fino al 1559 (ma per altri motivi). 
Il padrone d'Italia, Enrico V, era anche padrone di Roma. Perdendo l'Italia, la Francia si trovò così contro anche il papato, almeno nelle apparenze.


ANNO 1528



ENRICO VIII, che in questo periodo con il papato ha una sua questione personale da risolvere:  intende ottenere dal papa la dispensa per l'annullamento e quindi il divorzio da CATERINA ARAGONA, la moglie che vuole ripudiare dopo quasi vent'anni di matrimonio, essendosi invaghito di ANNA BOLENA. Questa almeno sembra la ragione principale di tutte le vicende che sono già accadute e di quelle che poi accadranno.
( tutta l'intera storia qui )

Questa passioncella  fece giungere Enrico VIII fino alla decisione di divorziare dalla moglie.  Un atto che provocherà, oltre che le conseguenze politiche, uno scisma religioso. Una via d'uscita che conferirà agli avvenimenti quello spiacevole sentore di una connessione di alcova e di romanticherie, un misto di altare e letto, di corna fatte a una stagionata moglie (43enne) che  seguitava a non dargli figli maschi, ma partoriva solo figlie morte e l'unica che era sopravissuta era anche questa una femmina: Maria Tudor.
Sono cronache di avvenimenti che andranno a mettere in risalto la foia di Enrico per una donna più giovane, quasi una ragazzina: ANNA BOLENA (Anna Boleyn) che aveva allora nel 1522, quando la incontrò per la prima volta, 15 anni; prosperosa, civettuola, graziosa, ma anche arrivista e calcolatrice, ma molto ignorante; sembra che non sapesse né leggere né scrivere. Le sue lettere (andate tutte perdute) erano probabilmente scritte sotto dettatura da qualcuno che dirigeva la sua politica erotica, perchè Anna nulla sapeva d'ortografia. (M M. Rossi, Storia dell'Inghilterra, Ed Sansoni, Firenze 1953, III vol. pag. 366).

Non è che a Enrico, poco più che trentenne, bell'uomo,  gli mancassero delle "distrazioni" e delle vere e proprie amanti;  con una di queste (Elisabetta Blount) già dieci anni prima aveva avuto anche un figlio (Fitzory); e quando  arrivò Anna Bolena a palazzo dopo una lunga permanenza in Francia, Enrico aveva già avuto perfino rapporti con sua sorella Maria -e alcune congetture dicono anche con sua madre- che vivevano con lui a corte. Anche quando arrivò Anna Bolena di foia forse si trattava, ma poi alla fine oltre a questa (perchè Anna gli si negava) nacque una ostinata volontà di volerla sposare per dare un erede all'Inghilterra.

Anna Bolena, era la seconda figlia (dopo Maria) di Tommaso Boleyn. Proveniente da una famiglia di mercanti aveva sposato una figlia dell'irlandese sir Howard, Elisabetta. Un matrimonio che gli permise in pochi anni di rivestire cariche sempre più importanti, fino a coronare la sua inesauribile ambizione nel servizio diplomatico. Lo troviamo su incarico di Wolsey nel 1519 come ambasciatore in Francia pur escludendolo il potente cardinale dalla congrega dei nobili. 
Tommaso lascia  moglie e la figlia più grande a corte, mentre in Francia si porta dietro la più piccola, la dodicenne Anna. 
La madre e la figlia seguitano a vivere alla Corte inglese. E questa anche se più austera nei costumi  non era molto più casta delle altre Corti del tempo; il Davanzati, ma anche G. Pollini nella sua Storia ecclesiastica della Rivoluzione d'Inghilterra;  la descrive "piena di pessima gente, giuocatori, puttanieri, ruffiani, parassiti, spergiuri, ladri, eretici, poeti, cortigiani e tante cortigiane". Ovvio che la schiera di belli spiriti e il re medesimo si sollazzavano a piacimento in questo ambiente leggero dove l'unica preoccupazione era come passare il tempo; e le alcove era uno dei tanti modi per trascorrerlo. Sono accertati documentariamente i rapporti di Enrico con Maria. Poi quest'ultima si sposò nel 1521. Nel 1522 tornò dalla Francia Anna, quindicenne, molto diversa dalla sorella e, come tante "donne fatali" di cui è piena la storia, non di grande bellezza. Bruna, magra, con piccolo petto, capelli e occhi neri. Come carattere vivendo col padre in Francia era diventata come lui, calcolatrice, arrivista, "mercantessa di se stessa" e in più era diventata civettuola e raffinata, sempre pronta alla falsa gaiezza appresa alla più spumeggiante corte di Francia.
Questo spiega forse il suo fascino, che prima colpì gli occhi bramosi degli habitué di corte, poi sulla sua persona si orientarono anche i gusti di Enrico VIII, che già aveva assaggiato qualche boccone della sua famiglia.

Quando iniziarono le sue prime attenzioni non è certo documentato, ma  dopo il rientro di Tommaso, forse per premiare la indulgenza di questo padre, Enrico gli fece piovere onori e cariche: da ambasciatore a tesoriere della Casa Reale già a fine 1522, poi la nomina a Visconte di Rochford nel 1525, proprio quando Enrico elevò a favorita la sua giovane esuberante figlia non meno arrivista e ambiziosa di lui.

Non sappiamo se erano maldicenze per partito preso, ma sempre il Davanzati così ce la descrive:
"Costei grande persona, capelli neri, viso lungo, colore gialliccio di sparso fiele, un dente di sopra lungo; nella mano destra le spuntava il sesto dito (non è un'invenzione, il figlio del grande poeta Wyatt, attesta che aveva un'unghia (incarnata?) su una delle dita che sporgeva di lato); sotto il mento alquanto gozzo che per coprirlo, essa vestiva accollata; il resto del corpo proporzionato e bello; bocca graziosissima; nel cianciare, sonare, danzare, ogni di fogge e gale mutare, esempio e meraviglia di tutta la Corte; nell'animo piena d'ambizione, superbia, invidia e lussuria. Di quindici anni si lasciò sverginare dallo stalliere, e poi dal cappellano di Tommaso Boleno"

Ma quando arrivò a Corte, Anna anche se ambita e circuita dai tanti giovani cortigiani, non si comportò come le altre, era civetta ma faceva la frigida. Cercava di "sistemarsi" bene, lei ambiva a una solida "posizione" prima di mettersi in quell'altra posizione. Aveva forse imparato in Francia, solo lì le favorite facevano fortuna, non certo in Inghilterra in breve tempo buttate in un angolo.
Quando poi si posarono su di lei gli occhi di Enrico, seguitò a fare la civetta ma osò fino all'esasperazione a fare la indifferente. E all'esasperazione ci portò lui, Enrico!

Dopo più di un anno di intenso corteggiamento, ecco il potente Enrico VIII, cosa gli scrive:
"Rivolgendo nella mia mente il contenuto delle vostre lettere, mi sono messo in grande agonia perchè non so come interpretarle, se a mio sfavore come mi sembra da certi passi, o a mio vantaggio come intendo certi altri. Vi prego ora, seriamente, di farmi conoscere tutte le vostre intenzioni riguardo all'amore che è fra noi due. Infatti mi è necessaria questa risposta da voi, perché già da più di un anno sono stato colpito dal dardo d'amore e non sono ancora sicuro se fallirò, o se troverò un posto nel vostro cuore e nel vostro affetto. Questa incertezza mi impedisce, da un po' di tempo, di chiamarvi la mia amata (mistress), poichè mi amate solo con un affetto ordinario; ma ma se vi compiacerete di compiere il dovere di una amante (mistress) sincera e leale, dandovi tutta, corpo e cuore, a me, che sarò sempre, come sono stato, il vostro più fedele servitore (a meno che il vostro rigore non me lo impedisca), vi prometto che non solo avrete il nome, ma anche che vi prenderò come mia padrona (mistress), allontanando tutte le altre che sono in competizione con voi nei miei pensieri e dal mio affetto, e servendo voi soltanto. Vi prego di dare una risposta precisa a questa mia brusca lettera, che io sappia su che cosa, fino a che punto, posso contare. Se poi non vi piacesse rispondermi per iscritto, ditemi qualche luogo dove possa ricevere la vostra risposta a viva voce, e mi recherò là con tutto il cuore".

Ma a quanto pare la scaltra Anna non cedette. Il contenuto di questa lettera era chiaro. Quindi se il Re voleva infilarla dentro le lenzuola del suo letto, prima doveva farla passare davanti all'altare. E forse a furia di dirglielo, Enrico per convincerla che faceva sul serio, "che il suo amore era grande, che lei era la sua padrona, lui il più fedele servitore" incominciò a infognarsi, ad accogliere l'idea "a rivolgersi nella sua mente" di volerla sposare davvero. Pochi giorni dopo la lettera sopra  iniziò a fingere, poi dopo venti anni di matrimonio, ad avere scrupoli per aver sposato la vedova del fratello, cercando cavillosamente nei vari libri teologici questo tipo di peccato. Che gira e rigira lui trovò pure.

Ma per far questo si avviluppò da quest'anno in una causa teologica che durò anni, fino a quando non ricevendo la dispensa papale al divorzio dalla moglie, decise di sostituire i giudici del papa, diventare giudice di se stesso e infine lui stesso papa di una "sua" religione.
  
Ma non dobbiamo dimenticare i tempi. La "politica matrimoniale" (soprattutto quella dei figli, e fin dalla più tenera età) rientrava nella procedura corrente del diritto internazionale, che veniva perseguita assiduamente nelle alleanze per fini politici.  Matrimoni e prole (soprattutto gli eredi maschi) rientravano nella prassi comune, sanzionavano e spesso -nei periodi di grandi crisi- erano proprio queste unioni o promesse unioni a riequilibrare le forze internazionali.
Enrico per ripudiare la moglie si era appoggiato pretestualmente e cocciutamente a degli scrupoli religiosi,  ma in primo piano c'era innanzitutto una "questione politica", che in Europa in questo periodo era diventata proprio con i matrimoni una "faccenda" molto seria e intricata (Asburgo-Spagna con Enrico V; Spagna-Inghilterra con Caterina; e infine la Francia di Luigi XII e del suo successore Francesco I, imparentati con gli uni e con gli altri. Non era assente in questi matrimoni  nemmeno papa Borgia in prima persona - oltre il Valentino).

Wolsey che era un grande politico sullo scenario europeo, con questa stupida storia del divorzio, mentre si accingeva in questi anni critici a promuovere i grandi interessi dell'Inghilterra, gli si incepparono tutti gli ingranaggi delle alleanze; anzi dovette occupare molto del suo tempo prezioso solo per fare andare sul trono la scaltra civetta, una donnetta cui dava poca importanza.
 Quando alla fine non riuscì, nè a fare una cosa né l'altra, e si arrivò alla pace delle Due Dame (Cambriai 5 agosto 1529), con l'Italia in balia dello spagnolo Carlo V, con la Francia ridimensionata, e il Papa alleato con l'Imperatore, l'Inghilterra già non compariva più sulla scena politica. Era finita l'era di prestigio degli inglesi. Quella lite di famiglia fra Enrico VIII e Carlo V e con in mezzo il papa, aprì un insanabile l'abisso, oltre che a rompere gli equilibri,  perchè i matrimoni di sovrani, ripetiamo, avevano una grande importanza politica su questi equilibri.
Ma per il ritardo del divorzio sia Anna che Enrico ritennero Wolsey unico responsabile. Così lui cadde in disgrazia e finì anche sul patibolo, ma anche Bolena poi, e pure l'Inghiterra nei successivi anni fu lacerata da guerre non più esterne ma solo interne. Politiche oltre che religiose. 
 
Ma le stesse questioni religiose, data la politica assunta dal papato, erano questioni politiche. E poiché le questioni politiche erano trattate e a volte risolte in base a matrimoni, era inevitabile che i rapporti di Enrico con Roma venissero condizionati dal suo stato matrimoniale, che lui con i suoi scrupoli riteneva incestuoso, mentre Caterina era solo la vedova di suo fratello Arturo, e di consanguineo non c'era proprio nulla, ecco perchè papa Clemente VII non voleva concedergli il divorzio e riteneva indissolubile quel matrimonio.
All'inizio sia la curia che il papa non gli dissero un no proprio secco, Clemente VII sperava nella docilità di Caterina, che dietro le corna che gli faceva il marito avrebbe lei stessa accettata una separazione, inoltre il papa non voleva inimicarsi Enrico VIII e l'Inghilterra  con un rifiuto. Poi vista l'irremovibilità di Caterina, istituì un indagine teologica sulla validità del matrimonio per cercare un cavilloso aspetto legale di questo divorzio.

Ma a complicare le cose ci si mise  l'ambizione politica dell'imperatore Carlo V, che non dimentichiamo (una ragione in più) era il nipote della stessa Caterina che lo aveva sollecitato a intervenire. Sceso in Italia (come abbiamo letto a inizio anno), messo a sacco Roma, Clemente fu costretto a rifugiarsi a Orvieto. Proprio mentre scendeva a Roma  Wolsey con l'ennesima supplica a concedere il divorzio a Enrico.
Il papa con Carlo V in casa, non vuole decidere nè esporsi troppo, fa il Pilato, delega i suoi vescovi inglesi a giudicare e poi ad emettere un verdetto di invalidità o meno del matrimonio di Enrico. 
Wolsey e il Re, con questa ambigua risposta, in patria incontrano un formidabile ostacolo nella coscienza del vescovo di Rochester John Fisher, il quale insiste che il matrimonio è valido, quindi niente divorzio e niente matrimonio con Anna Bolena.

A questo punto sorse il "gran pasticcio" che porta Enrico a interrogarsi (non sappiamo con quanta vera devozione) prima di tutto su due aspetti della questione religiosa; 1°) se il rappresentante della legge divina a cui si era fiduciosamente rivolto delegava i vescovi inglesi a decidere questo significava che il suo potere aveva dei limiti; 2) se il vescovo di Rochester  contestava implicitamente l'autorità del pontefice questa autorità papale sulle leggi divine veniva messa in discussione. 

Infine s'interrogò sull'aspetto politico. Papa Clemente con la discesa degli eserciti di Carlo V in Italia  ha dovuto cedere firmando con lui una pace imperiale, dichiararsi neutrale nella lotta tra la Francia e gli Asburgo-Spagnoli, rinnegando così la Dieta anti-imperiale di Cognac dello scorso anno.
   Enrico VIII a questo punto non perde tempo. Il 30 maggio a Westmister, Wolsey tenta l'ultima carta e promuove un'alleanza anglo-francese. In agosto in un altro incontro ad Amiens, Francesco I (che deve riscattarsi dalla sconfitta subita in Italia) garantisce un forte finanziamento all'Inghilterra, ratifica l'alleanza, rinnova l'adesione alla lega di Cognac, e viene pure stabilito un matrimonio di Maria Tudor (13 enne) con un Valois. (Enrico per tutta la vita tenterà sempre di rifilare questa sua figlia a qualche regnante. Piuttosto brutta, Maria Tudor  riuscirà a sposarsi solo dopo la morte del padre quasi a 40 anni  con  Filippo II di Spagna nel 1554, ma solo perché era diventata regina d'Inghilterra. "Maria la cattolica" per i cattolici, "Maria la sanguinaria" per i protestanti ). 

Con l'intesa di Amiens la lega si appresta a scendere in Italia per scacciarvi gli imperiali, che ne frattempo a seguito della caduta di Roma in maggio, tutti i possedimenti papali si stanno sfaldando. Venezia si è ripresa Ravenna e Cervia; gli Este a Ferrara si riprendono Modena e Reggio; Civitavecchia è occupata dalle truppe imperiali; mentre a Firenze si teme la caduta da un momento all'altro ed è già in atto una rivolta popolare che ha proclamato una repubblica simile a quella del 1494.

Ma arrivano gli anglo-francesi:  a Genova Andrea Doria (*) riconquista con loro la città; viene rioccupata Pavia; penetrano nel  ducato di Milano scacciandovi gli imperiali; infine si apprestano con una flotta del Doria a scendere a sud per liberare Roma e il papa, che non ha chiesto questo aiuto, anzi si è alleato con Carlo V.
Mentre a Napoli scende un altro esercito guidati dal maresciallo Lutrec. Pone l'assedio alla città; ma vi scoppia il colera che decima anche le truppe assedianti; muore anche lo stesso Lutrec. L'esercito si sfalda, è senza guida, resta isolato, subisce una dura sconfitta presso Aversa.
(*) Genova ci ripensa, a settembre abbandona i Francesi, passa dalla parte imperiale. Tutto il conflitto prende un'altra direzione, con un nuovo consolidamento imperiale dominato dagli spagnoli.
E' a questo punto che Clemente VII, dopo un'altra visita degli emissari di Enrico sulla questione divorzio, assume un atteggiamento ostile contro l'Inghilterra, ed invia sull'isola il suo emissario cardinale  Lorenzo Campeggio.

Arriviamo alle conseguenze di questa lotta, che ormai è di famiglie, è politica, è religiosa, è economica.
E se contemporaneamente in Germania la separazione (questa era l'obiettivo) politica ed economica da Roma è stata innescata sul moto dottrinale di Lutero (che trovò il terreno fertile per mettere in moto la protesta della piccola nobiltà feudale contro i Principi della Chiesa e il centralismo imperiale), In Inghilterra avviene l'incontrario, perchè il movente è essenzialmente politico, ma parte dai gusti e dagli ottusi  scrupoli nuziali di un re che intende fare in Europa l'assolutista quanto Carlo V, ma che in questa circostanza sta inalberando un pretestuoso radicalismo religioso contestando anche lui  -come Lutero- il papa.
Tutta un'altra storia insomma. Ma alla fine con lo stesso risultato. Lo scisma con Roma! In Germania con la Chiesa Protestante, in Inghilterra con la Chiesa Anglicana.
 

*** PARACELSO a Basilea viene scacciato dal suo insegnamento ed é costretto immediatamente a lasciare la città perchè da' scandalo. Infatti insegna audaci teorie, oltre tutto esponendole in tedesco e non in latino, e già questo é considerata un'eresia.


ANNO 1529



ENRICO VIII continua anche senza il consenso del Papa la sua relazione con la tanto amata ANNA BOLENA.

*** Alla dieta di Barcellona poi in quella di Spira, i LUTERANI " PROTESTANO " (!) E' SCISMA
Con il primo Carlo, assieme a Clemente VII, si impegnò a restaurare i Medici a Firenze abbattendo la repubblica fiorentina; con il secondo Carlo decise di concedere la Borgogna a Francesco I il quale, in cambio, si impegnò a non intromettersi più negli affari italiani. Sembra strano poter pensare che l'onnipotente Carlo potesse avere dei problemi di ordine finanziario, ma non si deve dimenticare che l'imperatore rimase molto "povero" anche rispetto al suo rivale Francesco; costretto ad oberarsi di debiti non solo con i banchieri tedeschi (i Fugger) , ma anche con molti banchieri genovesi. L'oro e l'argento dal Nuovo Mondo infatti, cominciarono ad affluire nelle casse spagnole solo intorno al 1528 e quasi mai riuscirono a ripagare gli ingenti debiti della corona e le continue ed enormi spese di guerra.

Tanto è vero che la lotta con Francesco fu disuguale dal punto di vista finanziario. Francesco aveva sempre potuto fruire di aiuti grandiosi: tra cui la benevolenza del Papa e il sostegno di banchieri potenti, disponendo di fiumi d'oro. Carlo, rimase sempre a corto di denaro, aveva dovuto farsi aiutare dai Paesi Bassi e dalla Spagna, quasi chiedendo loro l'elemosina e questi Paesi erano comunque assai riluttanti a finanziare le sue imprese con pesanti tasse. In seguito a questi trattati Carlo si sentì ormai unico padrone d'Italia (concesse a Carlo III di Savoia [1504-1553], che si era mantenuto neutrale durante lo scontro, la contea di Asti da tempo in mano francese e confermò gli Sforza a Milano, a patto che in caso di morte senza eredi del duca, tutti i possedimenti passassero sotto la corona Asburgica); per questa motivazione nel 1530 si fece incoronare re d'Italia a Bologna da Clemente VII.

5 AGOSTO - "Trattato di Cambriai"  tra FRANCESCO I di Francia e CARLO V.  L'imperatore conclude la guerra contro la lega di Cognac. E' ricordata come la Pace "delle due dame", perchè fu negoziata  da MARGHERITA d'AUSTRIA la zia di Carlo, e da LUISA di SAVOIA la madre di Francesco I.
Il re francese deve rinunciare ad ogni pretese sull'Italia, sulle Fiandre e sull'Atois, pagare due milioni corone; mentre l'Imperatore rinuncia alla Borgogna.
Un successivo trattato di Carlo V e  Clemente VII  il 29 giugno. L'imperatore   si impegna a restituire alcune città pontificie mentre il Papa conferisce a Carlo V l'investitura del regno di Napoli e gli riconosce i diritti imperiali su Milano. Poi   non dimentica di sistemare il nipote ALESSANDRO de' MEDICI che sposerà la figlia di Carlo V, MARGHERITA d'AUSTRIA.

CARLO V subito vuole far vedere chi comanda in Italia, sbarca a Genova, visita varie città con al seguito un grande apparato militare in gran pompa; tocca fra le altre Venezia, Bologna, Firenze  che è l'unica a dimostrare ostilità sulla restaurazione dei Medici, ma Carlo V la pone d'assedio per dieci mesi e anche la città toscana capitola.
IL 13 NOVEMBRE a Bologna la sua apoteosi. I principi e gli ambasciatori di tutte le città si precipitano ad incontrarlo, a fare gli inchini e a giurargli fedeltà eterna al capo di un Paese che qualcuno ha già chiamato colonia spagnola,  perchè Carlo V era non solo re di Germania ma anche (la mamma ne era la regina) re di Spagna ( e nel '26 ha sposato Isabella del Portogallo)

A combinare la pace furono due donne , Luisa di Savoia per suo figlio Francesco (re di Francia) e Margherita d'Austria per suo nipote Carlo (imperatore di Germania). Per questo motivo fu detta pace delle due dame . Con essa la Francia rinunziava a ogni sua pretesa sulle province Italiane, cioe' riconosceva nel nostro paese una colonia Spagnola.


ANNO 1530


Il papa nega il divorzio al re d'Inghilterra, inoltre scomunica ENRICO VIII. Invita i suoi sudditi a non considerarlo più il loro re; e al suo posto incorona il tesco-spagnolo CARLO V, che si impegna a piegare i luterani e soprattutto il popolo in preda a una guerra civile. Anche se della disputa religiosa che é in corso non ci ha capito un bel nulla, di teologia non sa nulla, di cattolicesimo pure, e nemmeno ha interesse a saperlo. Lui si sente Dio. Questo gli basta.

*** In GERMANIA  si tiene la Dieta di Augusta. Essa viene convocata dall'Imperatore CARLO V allo scopo di preservare l'unità della fede. I Protestanti vi partecipano presentando le loro dichiarazioni nella "Confessio Augustana" (redatta da Melantone), nella "Tetrapolitana" (redatta da Butzer) e nella "Fidei Ratio" (redatta da Zwingli). I teologi cattolici come Eck e Faber rispondono con la "Confutatio". Carlo V respinge la "Confessio Augustana" e conferma l'Editto di Worms, minacciando la ricostituzione della proprietà ecclesiastica.

*** In ITALIA  in ottemperanza agli accordi che ha stretto con il Papa Clemente VII della famiglia dei Medici l'Imperatore Carlo V manda le sue truppe ad assediare Firenze che aveva rovesciato i Medici nel 1527 ed aveva proclamato la Repubblica. La Repubblica fiorentina si difende con valore contro gli Imperiali guidati da Filiberto d'Orange. Nella Battaglia di Gavinana il più eroico dei comandanti fiorentini, Francesco Ferrucci, viene ucciso da Maramaldo quando è già in fin di vita. Poco tempo dopo il traditore Malatesta Baglioni consegna Firenze agli Imperiali. Diventa Duca della città Alessandro de' Medici.


ANNO 1531



Per il rifiuto del papa a non concedergli il divorzio e per la scomunica, ENRICO VIII, non si scompone, con un atto d'imperio, si proclama lui capo della chiesa inglese.
Atto che sanziona lo scisma anglicano la chiesa cattolica romana. Con il clero papale presente sull'isola emette un bando. Nomina lui i prelati; cosa che gli permette ora di correre dalla sua amata ANNA BOLENA senza gli anatemi del papa, di cui non ha nessun timore.
Inutile dire che ha buona parte del popolo dalla sua parte e anche tutto il Parlamento. Un accorto sondaggio d'opinione avrebbe messo in luce questa partigianeria.
Sta nascendo infatti un forte nazionalismo che mette il sovrano al vertice di ogni istituzione dello stato.
(Nella storia dei popoli, può anche accadere questo: far nascere una nuova corrente religiosa e abiurarne un'altra pur di accontentare un'amante. In sostanza è quanto è accaduto in Inghilterra. Le motivazioni di carattere sentimentale, la lunga diatriba durata anni, così quella religiosa, erano pretesti.
Strano che per avere una certa donna, dovesse necessariamente sposarla. Ancor più strano che per liberarsi di una moglie scomoda, dovesse ricorrere a processi ed atti notarili anzichè al solito veleno o alla solita congiura, sempre stato il rimedio sovrano, a quei tempi, per tante posizioni difficili. L'ombra del papa Borgia inorridì certo di tanta ingenuità politica, e del resto cardinali e ministri mostrarono una certa meraviglia per tutta quella pubblicità che Enrico dava alla questione. Invece lui iniziò a avvilupparsi in una causa che durò anni, e infine dove arrivo? Che prima sostituì i giudici del papa, poi si sostituì al papa stesso..

*** Quest'anno a marzo viene fondata la Lega di Smalcalda, sotto la direzione di Giovanni Federico di Sassonia (1532-1547) e di Filippo d'Assia (1509-1567). La Lega consisteva nell'unione armata dei vari principi (centro della coalizione antiasburgica) aderenti al protestantesimo, contro l'Imperatore Carlo V. - Lega che contribuì non poco all'affermazione del luteranesimo.
Entra nella lega anche la Baviera, benchè cattolica. Mentre le città svizzere seguaci di Zwingli, fortemente critico verso il luteranesimo, rifiutano di entrare.
L'11 ottobre a Kappel, si svolge la battaglia tra protestanti e cattolici svizzeri che vincono; Zwingli stesso viene ucciso in combattimento.
Con la Pace di Kappel cessa la guerra civile ed è riconosciuta  l'autonomia di ogni cantone e di ogni distretto. La Confederazione viene divisa in regioni protestanti ( Basilea. Zurigo, Ginevra, Berna) e cattoliche (Lucerna, Friburgo ecc.).


ANNO 1532



LA FRANCIA caduta in una profonda crisi economica, sta provocando dei forti disagi in molte categorie interessate; nei commercianti ma anche in quella numerosa nuova borghesia legata agli affari. Ma la più temuta - politicamente - e sempre più difficile a tenere sotto controllo, è la folla, il popolino, le continue rivolte dei poveri, che iniziano ad accendere diversi focolai sovversivi nel paese.

Per arginare questa grave situazione sociale, diventata quasi esplosiva, si crea una istituzione (piuttosto ipocrita) dell'elemosina, che aiuta soprattutto a censire i poveri ma anche ad epurare i senza fissa dimora. E' insomma una specie di controllo sul territorio, che permette di scoprire le teste più calde e quindi con pretesti vari comminare l'espulsione o... eliminarli.

*** In GERMANIA  si ha il primo grande successo della Lega Smalcaldica. L'Imperatore Carlo V, sotto la pressione della minaccia turca, deve stipulare con i Protestanti la Pace religiosa di Norimberga.

*** Il Re di FRANCIA  Francesco I, che come titolo "Re Cristianissimo", si allea con il Sultano dei Turchi contro l'Imperatore CARLO V. In conseguenza di questo accordo il corsaro algerino Khair-Ar-Din detto il Barbarossa, vassallo turco, inizia ad infestare le coste italiane e spagnole. Per far fronte a questi attacchi Carlo V lancia una serie di offensive contro la costa nordafricana che culmineranno nella presa di Tunisi (1535).


ANNO 1533


Con un atto di supremazia senza eguali nella storia, ENRICO VIII va a creare la "chiesa di stato anglicana"

Il 28 maggio infine sposa ANNA BOLENA che diventa regina, ma che é già incinta di qualche mese; il 7-settembre nascerà Elisabetta (!)

L' EVENTO ELISABETTA I
(Questa è in breve la sua storia che anticipiamo in parte)
(ma nei particolari su questo stesso sito al link
PERSONAGGI -ELISABETTA)

In un’Inghilterra contrassegnata da contrasti religiosi e profonde crisi economiche, sale al trono nella metà del XVI secolo la regina Elisabetta I che con prudenza ed equilibrio regnò per 45 anni il suo paese contrassegnandone un’epoca.

*** 7 SETTEMBRE 1533. Nel letto di Anna Bolena, alla presenza di Enrico VIII, nasce Elisabetta. La delusione del Re è grande. Il suo più grande desiderio era quello di avere un figlio maschio che consolidasse la dinastia dei Tudor.
Enrico aveva già una discendente femmina, Maria (avuta da Caterina- prima moglie, ripudiata per Anna Bolena) e aveva ovviamente paura che il matrimonio della fanciulla portasse poi in dote l’Inghilterra ad un sovrano straniero. Identica è la delusione di Anna Bolena che sperava in un erede maschio per consolidare la sua precaria posizione a corte.
*** 10 SETTEMBRE 1533. Viene battezzata nella chiesa dei Frati Grigi e le viene imposto il nome delle nonne : Elisabetta di York ed Elisabetta Howard .Viene subito allontanata dalla madre -che non ne soffre affatto-  mandata nel palazzo di Hatfield dove trascorrerà l’infanzia. Da notare che diviene sua dama d’onore la stessa sorellastra Maria, in quanto giudicata dal Re illegittima perché nata dal matrimonio annullato con Caterina d’Aragona.
*** GENNAIO 1536. Muore Caterina d’Aragona, mentre Anna Bolena partorisce un figlio ma morto: è la sua condanna.
***2 MAGGIO 1536. Anna viene arrestata per adulterio e rinchiusa nella torre di Londra. Non si saprà mai se giustamente o ingiustamente, ma Anna verrà decapitata e sepolta senza onori il 19 maggio. Il giorno successivo Enrico VIII sposerà Jane Seymour.
*** 1537. Nasce dalla Seymour Edoardo; Elisabetta e Maria tornano a palazzo visto che il Re ha ottenuto il suo figlio maschio. Nonostante ciò vengono definite a corte "reali bastarde".

(per maggiori dettagli vedi BIOGRAFIA DI CATERINA)

*** 1543. Enrico VIII, dopo altri tre matrimoni, sposa la sua sesta moglie, Caterina Parr, una vedova di trent’anni. Elisabetta entra subito nelle simpatie della nuova regina che riempiendola di doni e di attenzioni, la guida verso gli studi scegliendo insegnanti di grande valore. Studia il greco, il latino,il francese e l’italiano che gli permetterà in futuro di destreggiarsi con scaltrezza tra i vari diplomatici d’Europa.
*** 1547. all’età di 56 anni muore Enrico VIII, dolente di gotta, dettando le sue volontà : 1° discendente Edoardo, 2° Maria (se Edoardo non avrà figli) e 3° Elisabetta.
Elisabetta diviene ospite nella casa di Caterina Parr ed il suo nuovo marito Thomas Seymuor; tra i tre nasce una specie di tresca amorosa che si protrae sino al 1548 quando Caterina, incinta, stronca ogni rapporto cacciando di casa Elisabetta
*** 30 LUGLIO 1553. Dopo la morte di Edoardo, sale al trono Maria Tudor, la cattolica che promette giustizia e tolleranza dopo il periodo molto confuso del regno edoardiano. Per suggellare questo intento vuole accanto a se Elisabetta (protestante) per il suo ingresso trionfale a Londra.
*** GENNAIO 1554. Alcuni rivoltosi protestanti preparano un piano per destituire Maria e porre al suo posto Elisabetta.
*** Il 7 FEBBRAIO  la rivolta viene soffocata e i cospiratori arrestati e giustiziati da Maria ormai impazzita. I cattolici cercano la complicità di Elisabetta nel complotto ma non hanno le prove. Possono solo proporre una testimonianza estorta con la tortura ad uno dei cospiratori principali (Wyatt)
*** 18 MARZO 1554. Elisabetta viene rinchiusa nella Torre di Londra. Incarcerata scrive una lettera di clemenza alla sorella, che non leggerà mai.
*** 19 MAGGIO 1554. Elisabetta in una notte buia viene prelevata dalla torre. Pensando di andare al patibolo viene invece portata al castello di Woodstock e rinchiusa in questa tetra e fatiscente costruzione. Qui può fare una passeggiata al giorno all’aria aperta e leggere volendo la Bibbia
*** 25 LUGLIO 1554. Matrimonio (cattolico) di Maria e Filippo II di Spagna nella cattedrale di Winchester.
*** 20 GENNAIO 1555 viene ristabilita da Maria la legge sulle eresie, si aprono (a modello di quelli di suo marito in Spagna) i tribunali dell’inquisizione e i primi roghi cominciano ad ardere.
*** GENNAIO 1558. L’Inghilterra perde Calais ad opera del duca di Guisa e il 6 novembre Maria, senza eredi è costretta a proclamare Elisabetta sua erede al trono
*** 17 NOVEMBRE 1558. Muore Maria la "sanguinaria" odiata da tutti, anche da chi la considerava una paladina del cattolicesimo. Sul letto di morte le si attribuisce la frase "Se si aprisse il mio cuore vi si troverebbe incisa la parola Calais".
*** 18 NOVEMBRE 1558. Elisabetta I riceve l’anello di Maria Tudor che comprova la sua morte. "Gloriana", come amerà farsi chiamare è la nuova regina d’Inghilterra: NASCE L’EPOCA ELISABETTIANA.


(la sua vita VEDI SU questo stesso sito in PERSONAGGI)


ANNO 1534



PIZARRO con solo 180 uomini e 37 cavalli stermina tutti gli INCAS e conquista il Peru'. Il semplice morbillo, una malattia del tutto sconosciuta agli indigeni gli dà anche un aiuto, si diffonde infatti in brevissimo tempo una pandemia che annienta l'intero popolo.


ANNO 1535



Lo spagnolo LOYOLA, fonda L'ORDINE DEI GESUITI al servizio del papa per la lotta contro gli eretici e gli infedeli.
Con la loro solerzia e la loro intransigenza sono loro gli autori e i protagonisti della "controriforma". (alcuni storici affermano, che sono stati loro a non trovare una via d'uscita con la loro intransigenza; e quindi loro i responsabili di questa doppia spaccatura religiosa: quella Protestante e poi quella Anglicana, perchè molto probabilmente i fermenti e i risultati della prima diedero la forza e la determinazione a ENRICO VIII per inventarsi la seconda.


ANNO 1536



IL 18-LUGLIO il Parlamento inglese (CROMWELL) dichiara ENRICO VIII, capo della Chiesa Anglicana, invalida il potere dell'autorita' papale; ed emana i "10 articoli" fondamentali della nuova istituzione politica e religiosa.

Subito dopo requisisce tutti i beni papali sul regno; i prelati papali sono messi tutti fuori legge; in alternativa possono essere riconfermati nella nuova chiesa solo se "graditi" al re; gli altri devono abbandonare l'isola se intendono continuare la loro attività di prelati e non vogliono cambiar mestiere.
A Roma, ovvio puntualizzarlo, papa e corte papale sono tutti infuriati, ma purtroppo anche impotenti. (ma questo avrebbero dovuto già metterlo in conto, con il carattere che aveva Enrico VIII).

*** In DANIMARCA  il Re Cristiano III introduce la Riforma Protestante nella sua versione luterana. E' il punto di arrivo di un processo iniziato anni prima. Già Federico I aveva permesso la predicazione protestante nello Schleswig e nella Dieta di Odense (1527) aveva garantito la tolleranza religiosa ai Luterani. Bugenhagen redige l'ordinamento della Chiesa Luterana danese che sarà valido anche per la Norvegia. 


ANNO 1537



ENRICO VIII fa decapitare la moglie ANNA BOLENA (dopo tanto caos!) per adulterio (ma Elisabetta é allora sua?) e sposa la SEYMOUR, che poi partorendogli il tanto desiderato figlio maschio, EDOARDO, muore nel darlo alla luce (ma anche Edoardo avrà vita breve)

*** CALVINO predica a Ginevra ed affronta un problema dibattuto da millenni.
Nella sua dottrina espone, "l'assoluta predestinazione degli eletti", una funzione unicamente determinante della grazia divina rispetto alle nostre opere umane.

E' il movimento religioso che va a fondare e si diffonderà velocemente in tutta l'Europa centrale. Trae origine dalla riforma protestante, dove Calvino si inserisce autorevolmente, riconfermando alcune idee del tempo, e vede come necessaria la chiesa istituzionale, sotto la guida di un corpo di ministri separato dalla giurisdizione secolare.


(vedi CALVINISMO )


ANNO 1538



In un libretto popolare a Napoli assieme ad altre canzoni, appare "la villanella"(la più antica e la più nota canzonetta popolare che si conosca).

*** TARTAGLIA PUBBLICA Nuova Scientia. UN IMPORTANTE FONDAMENTALE TESTO DI MATEMATICA

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