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CRONOLOGIA

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(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

vedi anche dello stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1600

LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA

Nel Seicento, si verifica soprattutto nel campo della fisica e dell'astronomia...

(ASTRONOMIA:" Studio di tipo scientifico delle leggi necessarie e universali che governano il moto dei corpi celesti. Nasce come costola dell’astrologia, nel contesto cioè di una visione religiosa e magica del rapporto tra cielo (sede degli dei) e Terra (sede delle vicende umane), ma tende, a partire dagli studi di Galilei, Cartesio, Newton, ecc., a separarsene. E’ proprio l’idea seicentesca della scienza come ricerca che mette a capo unicamente a leggi assolutamente necessarie, certe e inderogabili, a puri rapporti esprimibili matematicamente, che conduce alla demarcazione tra astrologia e astronomia." Dal Dizionario di filosofia e scienze umane, Emilio Morselli.)

 ...una ricchissima fioritura del pensiero scientifico, che nel giro di due secoli sconvolge le convinzioni sulla posizione della Terra al centro del sistema solare e dell' Uomo sul pianeta, consolidate da secoli. Ma é senz'altro vero che il cambiamento portato dal nuovo sapere scientifico si sia attuato dopo un lungo corso e senza essere privo di contraddizioni. All'origine della rivoluzione, gli scienziati non avevano delle conoscenze proprie del sapere scientifico poichè molto spesso ebbero delle concezioni contrastanti e furono influenzati da tradizioni per nulla scientifiche, come quella neoplatonica e magica. Con il passare del tempo la scienza si stava conquistando il punto basilare della sua autonomia : l' OGGETTIVITA'. Infatti le nuove teorie scientifiche molto spesso contrastavano a tal punto l'autorita' assoluta delle Sacre Scritture (dove si affermava chiaramente la posizione fissa della Terra al centro dell' Universo) che il nuovo sistema di Copernico sembrava voler prendere il posto della ben piu' autorevole e seguita fonte di quel periodo. 

(RIVOLUZIONE SCIENTIFICA "... Nella Storia della Filosofia e in quella della scienza, il termine R.S. viene impiegato, ..., per indicare il grande mutamento nei quadri del pensiero, nelle teorie scientifiche, nelle pratiche della tecnologia e del controllo della natura, che ebbe luogo fra l'età di Niccolò Copernico e quella di Isaac Newton (fra la metà del Cinquecento e i primi anni del Settecento. ... Nell'età della R.S. si ebbe la sensazione di una grande svolta, di un vero e proprio mutamento nei quadri del pensiero. Nel corso della rivoluzione astronomica vennero infatti abbandonati una serie di presupposti e di credenze che erano stati operanti per due millenni: per esempio, il presupposto della immobilità della Terra e della sua centralità nell'universo, la distinzione fra una fisica celeste (nella quale domina il moto perfettamente circolare) e una fisica valida solo nel mondo sublunare e sulla terra; la credenza nella finitezza dell'universo chiuso entro l'ultimo cielo delle stelle fisse; la convinzione che per spiegare il perdurare dello stato di quiete di un corpo non ci sia bisogno di addurre alcuna causa, mentre al contrario ogni movimento viene spiegato da un motore che lo produce e lo conserva durante il movimento (da "Dizionario di Filosofia" a cura di Paolo Rossi)

Così certe posizioni dei padri della scienza come quella di Galilei, che certo non voleva negare l'autorevolezza del Cristianesimo, ma voleva semplicemente separare la scienza dalla fede; ma anche questa tesi  non venne mai accettata dalla chiesa. La scienza comincio' ad avere la sua autonomia proprio grazie a quel nuovo metodo scientifico di cui si servì lo stesso Galilei che diede il contributo decisivo alla rivoluzione scientifica. Infatti ora le teorie potevano essere saldamente dimostrate dall'esperimento e c'era la possibilità di verificare continuamente e pubblicamente i risultati cui gli scienziati pervenivano. L'esperimento segnava definitivamente il superamento della tradizionale divisione tra lavoro teorico e pratico. La scienza basata sulla pratica doveva necessariamente fare riferimento al mondo della tecnica per dotarsi degli strumenti indispensabili all' attività di laboratorio. Non a caso nel Seicento si succedono nuove invenzioni utilissime per la stessa scienza. In questo vasto panorama si inseriscono studiosi come Copernico, Brahe, Keplero e Newton.


(Copernico Niccolò (1473-1543) Nato a Thorn, studiò all’università di Cracovia e poi a Bologna e Ferrara, dove si addottorò in diritto canonico (1503). La sua opera fondamentale è De revolutionibus orbium coelestium.
Egli dedico la sua vita alla ricerca in campo astronomico, volta allo smantellamento della teoria geocentrica di Tolomeo. A tal fine riformulò la teoria eliocentrica, alla quale erano già pervenuti filosofi antichi quali Eraclide, Iceta e i Pitagorici.
Il sistema copernicano poneva al centro dell’Universo il sole, attorno al quale ruotavano i pianeti. La Terra era posta tra questi ultimi; inoltre essa ruotava su se stessa, provocando il giorno e la notte. La luna , a sua volta, ruotava attorno alla Terra e lontanissime stavano le stelle fisse. Niccolò Copernico morì a Frauenburg.)

(RIVOLUZIONE COPERNICANA: In contrapposizione alla teoria tolemaica, l’astronomo Niccolò Copernico, riprendendo una teoria di Aristarco (III sec. a.C.), fu il divulgatore della teoria eliocentrica, in base alla quale il Sole è immobile al centro dell’universo, mentre la Terra e i pianeti ruotano su orbite circolari intorno ad esso. La teoria eliocentrica spiega i moti retrogradi con il fatto che i pianeti vengono osservati dalla Terra in movimento. Anche Copernico, come Tolomeo, fu costretto ad introdurre gli epicicli per interpretare i fatti sperimentali osservati. Nella sua più famosa opera, De revolutionibus orbium coelestium, vi è un segno evidente del timore che si aveva in quell’epoca di contraddire la Sacra Scrittura urtando la Ciesa che riteneva la Terra al centro dell’universo. Indubbiamente la teoria di Copernico provocò una crisi profonda, non solo nel campo teologico, ma anche nel mondo della scienza. Infatti la teoria geocentrica era molto più vicina all’opinione comune in base alla quale, osservando il cielo, siamo portati istintivamente a ritenere il Sole e le altre stelle in rotazione intorno alla Terra. Tuttavia l’applicazione della teoria eliocentrica semplifica i calcoli delle orbite celesti. La disputa tra i sostenitori delle due teorie divenne sempre più accesa, soprattutto quando l’intervento di Galileo a sostegno della teoria eliocentrica, mirato a convincere gli esponenti della Chiesa cattolica, sortì l’effetto opposto. Infatti ben presto le opere a favore dell’eliocentrismo furono considerate eretiche e condannate dalla Chiesa.)


(NEWTON ISAAC  (1642-1727) Nacque a Woolsthorpe il giorno di Natale dello stesso anno in cui morì Galileo. Nel 1661 entrò a Cambridge dove ebbe come maestro il matematico Isaac Barrow, a cui successe nella cattedra di matematica nel 1669. Cominciò da allora il periodo più fecondo di scoperte. Si occupò di ottica, ideando il telescopio a riflessione, di fisica, occupandosi della rifrazione della luce bianca, e soprattutto compose una delle più grandi opere scientifiche di tutti i tempi: Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687). Dopo tale pubblicazione e fino alla morte ricevette vari e importanti incarichi di carattere scientifico, mondano e politico).

(MECCANICISMO: "Teoria filosofica che ammette come unici principi della realtà la materia ed il movimento, e che riconduce l’insieme degli avvenimenti alle leggi del moto, escludendo il ricorso ai principi finalistici. Tutta la realtà è interpretabile come una concatenazione di cause ed effetti; tutti i fenomeni naturali sono prodotti esclusivamente dal movimento dei corpi nello spazio, senza che si verifichi alcun cambiamento qualitativo."
Dal "Dizionario di filosofia e scienze umane", Emilio Morselli, Carlo Signorelli editore.)

(vedi GALILEO BIOGRAFIA )
GALILEO E LA CHIESA

GALILEO E L'ATTO DI ABIURA

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*** LE DOMINAZIONI STRANIERE IN ITALIA

Il '600 e il '700: eserciti spagnoli, austriaci, francesi risolvono le loro contese sui campi di guerra italiani. L'Italia é poco più di un'espressione geografica; ed assiste quasi impassibile alla sua distruzione, al saccheggio di tesori, alla sua totale decadenza.

Le dominazioni straniere hanno avuto inizio alla fine del '400, nel 1494 con CARLO VIII re di Francia, e si sono trascinate lungo tutto i due secoli successivi, e continueranno in questo '600 e '700 sempre con l'Italia come scenario di guerra, anche se nessuna di queste guerre la interesserà direttamente, salvo qualche Signoria pronte come "corvi"  ad affiancare ora una ora l'altra potenza straniera per ricavarne benefici, premi di partecipazione, o premi per aver tradito l'alleato precedente.

In Italia si combatterono infatti le grandi guerre di supremazia tra Francia e la Spagna prima, tra la Francia e l'Austria subito dopo. 
Devastazioni, invasioni, saccheggi, frammezzati da schiarite periodiche di pace, portano la penisola a condizioni avvilenti che nulla ricordano dell'antica grandezza e dell'antico splendore.

Se le condizioni del Milanese (una dei territori più prosperi d'Europa, dalle intense e svariatissime attività) e del Regno di Napoli era pessime per il pesante giogo spagnolo, non molto migliori potevano dirsi quelle dello Stato Pontificio, per l'inetto governo dei papi, e della Tosacna che, anche per l'inerzia di alcuni rappresentanti dei Medici, andò impoverendo, trasformatasi da Paesese industriale e mercantile in Paese agricolo di scarsa importanza nella vita economica italiana.
La sola Venezia rimase un'oasi di libertà e seppe difendere la propria indipendenza dalle ingerenze della Curia, con la quale proprio all'inizio del '600 (nel 1607) arrivò in aperto conflitto con il papa. Solo (anche qui) l'intervento delle potenze straniere riportò la pace tra la Serenissima e il Papa.

In questa graduale decadenza, nel corso del '700 l'Italia tutta sembra quasi assopirsi in atteggiamenti rassegnati,  leziosi e bamboleggiati, e sembra scomparire dal novero dei Paesi che partecipano responsabilmente o sconsideratamente (con l'aiuto di ambigue casate nobili italiane) allo svolgersi della storia europea; é il tramonto inglorioso di un'età di desolazione e di depauperamento; ed anche il primato "tecnico", il mercantile, oltre quello culturale passa definitivamente ad altri Paesi che stanno iniziando a colonizzare la metà del pianeta. In prima fila l'Inghilterra quando rotto il suo isolamento, iniziò prima a inserirsi nelle dispute europee, poi a perseguire la sua politica coloniale e mercantile giungendo nel corso di pochi decenni a un primato mondiale incontrastato.

Dalla fine delle guerre tra la Francia e l'Impero (conclusesi nel 1559) l'Italia ha perduto le sue libertà regionali. La Spagna si é installata nel Ducato di Milano (riducendo la città lombarda a poco più che una colonia) e ha dominato nel Regno delle due Sicilie (con esiti ancora peggiori). I piccoli stati italiani vivono ormai nell'orbita dei grandi stati europei, la cui politica condiziona, in alterni giochi di alleanze, le loro stesse possibilità di sopravvivenza. Con le guerre di successione spagnola e austriaca altre modificazioni interverranno sull' intera penisola creando una nuova fisionomia ed aumentando la casta di sudditi privilegiati che andranno a sommarsi a quelli precedenti creati da re, papi o imperatori.

L'Italia dovrà aspettare la Rivoluzione Francese, che è l'avvenimento che rompe l'equilibrio della vecchia società europea: sarà questa ad aprire l'Era Moderna. Un uragano impetuoso che uscirà dalla Francia, travolgerà le teste coronate, e non ne rimarrà immune neppure  l'Italia con il primo albeggiare della risorta coscienza nazionale ormai dimenticata dai tempi della caduta dell'Impero Romano. 

Nel 1796 a Reggio sventolerà la prima bandiera di questa coscienza nazionale. Durò solo un "mattino", poi venne la "restaurazione"; ma l'"uragano" e i primi fermenti avevano già preparato gli avvenimenti che si sarebbero successivamente sviluppati dopo il 1848-48;  in Italia con il Risorgimento e nell'Unità, in altri Paesi con il consolidamento o la formazione definitiva degli stati forti.
I primo moti del 1821 finiranno tragicamente; ma erano solo le prime note di un preludio che anticipavano la resurrezione, cioè il Risorgimento dell'Italia; non proprio a risorgere dall'antica Roma, qualcosa di più modesto, ma sufficiente per ridare un po' di orgoglio  agli italiani di essere Italiani e non sudditi di altri Paesi.

(Vi rimandiamo al 1788 e successivi anni, quando l'"uragano" investirà  anche l'Italia)

L'ANNO 1600

*** ENRICO IV non ha dimenticato i Savoia quando lui impegnato e in difficoltà  nella guerra civile in Francia, Carlo Emanuele ne aveva approfittato per invadere la Provenza nel 1590, nè ha dimenticato quando nel 1588 il Savoia si era annesso il marchesato di Saluzzo.
 In agosto le truppe francesi invadono il ducato di Savoia e riconquistano sia il marchesato che la città di Chamberry. Con un ulteriore trattato con Spagna, Francia (il 17 gennaio del prossimo anno, a Lione) il marchesato viene riacquistato dal Savoia, ma è costretto a cedere la Bresse, il Bubey, il Valromey e il Gex, oltre a permettere il passaggio delle truppe spagnole in alcuni territori.
Ma la volontà di espandersi al Savoia non viene meno. Si prepara infatti ad invadere il Ginevrino.

Enrico IV  a causa delle lunghe guerre sostenute, è molto indebitato con il granduca di Toscana Ferdinando I. La soluzione ai suoi problemi economici la trova facendo dichiarare nullo il suo matrimonio con Margherita di Valois, poi sposando proprio la nipote del granduca, MARIA dei MEDICI.

Nel frattempo falliscono i negoziati di pace tra Spagna e l'Inghilterra. Gli inglesi non si lasciano scappare in questo periodo di forte debolezza della Spagna, l'occasione per sferrare con le truppe guidate da Maurizio d'Orange, una battaglia il 2 luglio a Niuwpoort, sconfiggendo gli spagnoli.

*** GIORDANO BRUNO (qui la biografia e la bolla della condanna)  il domenicano ribelle con idee sovversive, dopo un lungo processo dell'inquisizione di Venezia, durato sette anni, viene condannato e arso vivo a Roma, a Campo dei Fiori, il 17 febbraio. Sosteneva l'infinitá dell'universo, l'autonomia della ragione e relegava la religione solo al suo ruolo educativo, morale ed etico; ma visto il "regalo" che i "giudici"  gli hanno fatto mettendolo sulla graticola, queste tre virtù -loro- erano proprio carenti; e in quanto all'autonomia della ragione, questa era del tutto assente.

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